Domenica 7 aprile 2024

RIPARTONO I GIOCHI SUL DAB+: IL MINISTERO PUBBLICA
GLI ESITI DI VALLE D'AOSTA, LIGURIA E TOSCANA.
IL PUNTO DI MAURO ROFFI.

A cura di Mauro Roffi

Sembra passata una vita ed in effetti sono trascorsi diversi mesi senza alcuna novità. 

Ma la questione stava assumendo aspetti persino un po’ grotteschi ed ecco che il settore finalmente si rianima e qualcosa succede, 

anche se a occhio i problemi più grossi sono ancora di là da venire e saranno affrontati gradatamente nelle prossime settimane (o mesi).

 

Stiamo parlando delle assegnazioni dei diritti d’uso per il digitale terrestre radiofonico (DAB+)

che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy – Direzione Generale per il digitale e le telecomunicazioni 

(DGTEL; qui c’è stata di recente una riorganizzazione interna) doveva procedere ad assegnare in questi mesi sulla base del piano elaborato dall’Agcom; 

invece si sta procedendo a passo di lumaca, a dir poco, allungando parecchio i tempi per ‘fare sul serio’ con una tecnologia 

che in Italia è come ‘sospesa’ già da qualche decennio e procede appunto da una vita sulla base di assegnazioni provvisorie (o sperimentali) 

per quel che riguarda le emittenti e i consorzi locali (le nazionali fanno storia a sé, come vedremo).

 

Il 3 aprile scorso qualcosa si è finalmente mosso e sono stati pubblicati gli esiti dell’esame delle domande presentate (diversi mesi fa) 

per sole tre regioni del ‘secondo blocco’ (nel quale c’è anche l’importantissima Lombardia): si tratta di Val d’Aosta, Liguria e Toscana

In quest’ultima regione, come vedremo, si prospetta già adesso una situazione problematica, 

ma sarà probabilmente la prima di una serie i cui esiti non sono al momento prevedibili.

 

Partiamo dall’area più ‘tranquilla’, ricordando ai lettori che è fondamentale in parallelo andare a verificare l’attuale situazione del DAB+ 

(sulla base delle autorizzazioni provvisorie) prendendo in esame le preziose tabelle pubblicate in questo stesso sito per ciascuna regione.

L’area ‘tranquilla’ è quella della Val d’Aosta (bacino d’utenza 02), dove un benaugurante piano Agcom prevedeva 

la bellezza di tre reti a carattere regionale (si tratta di una regione che peraltro coincide con una sola provincia). 

L’esame delle domande pervenute al Ministero ha dato invece il seguente esito: 

è pervenuta una sola manifestazione di interesse per la rete n. 2, mentre per le altre due non si è presentato all’appello nessuno. 

Probabilmente il Ministero ci riproverà ma diciamo che la Valle d’Aosta fa veramente storia a sé, non solo per il DAB+.

Ma chi ha presentato domanda? 

Si tratta del consorzio ARP DAB Valle d’Aosta società consortile a r.l., di cui al momento non si sa nulla 

(tantomeno l’identità delle emittenti che lo compongono e che verranno quindi trasmesse), 

anche perché in questa piccola regione non sono attualmente state deliberate assegnazioni ‘sperimentali’.

L’unico possibile riferimento è quello del consorzio DAB con lo stesso nome (ARP) del Piemonte ma diciamo che qui conviene aspettare, 

anche perché per l’aggiudicazione non ci dovrebbero essere problemi e si andrà presumibilmente avanti rapidamente, 

almeno per questa rete (per le altre due chissà).

Ma veniamo al bacino 07, la Liguria

Anche qui i giochi sembrano fatti e si dovrebbe procedere, anche perché l’impressione 

è che ci sia stato un accordo generale già in fase preventiva fra gli operatori presenti nella regione. 

Questo almeno sulla base dell’esito pubblicato dal Ministero per le tre reti regionali previste dal piano DAB Agcom

Sono infatti pervenute altrettante domande, una per ciascuna rete, come a ‘non pestarsi i piedi’ a vicenda e procedere rapidamente.

Anche perché le società consortili che hanno presentato domanda sono tutte e tre già presenti in regione ‘in via provvisoria’. 

Si tratta di Liguria DAB scarl per la rete n. 1, Media DAB scarl per la rete n. 2 e C. R. DAB scarl per la rete n. 3

Sembra impossibile non procedere rapidamente all’assegnazione ma diciamo che nessuna eventualità è mai da scartarsi a priori, in questo campo. 

Per la composizioni dei tre consorzi fanno sempre fede le nostre tabelle.

La ‘grana’ sembra invece quella della Toscana e precisamente per ciò che riguarda la rete n. 1, la prima delle tre reti regionali previste

Per la rete n. 2 e per la rete n. 3 non dovrebbero invece esserci problemi, 

mentre nessuna manifestazione di interesse è pervenuta (esito che sembrava peraltro un po’ scontato) per la prevista rete provinciale di Siena.

Per la rete n. 2 si è fatto dunque avanti il consorzio Radio Digitale Toscana scarl, per la rete n. 3 Toscana DAB scarl

Entrambe queste reti sono già operanti e sono state costituite in ambito Aeranti-Corallo. 

Per la composizione si possono sempre consultare le nostre tabelle nell’area della Radio digitale.

 

Per la rete n. 1 ci sono dunque due domande in competizione: la prima è di Media DAB scarlla seconda di C.R. DAB scarl

Anche questi consorzi (che si muovono nel settore sulla base di ‘iniziative nazionali’ articolate nelle varie regioni) 

sono già operanti e per la composizione, anche qui, ci sono le nostre tabelle.

Si potrà allora notare come entrambe le iniziative siano serie e combattive e sacrificare una delle due non sarà facile. 

Il Ministero procederà probabilmente, come accaduto con la Tv, con la convocazione di ‘sedute pubbliche’, con tentativi di una qualche conciliazione, 

e in caso non se ne venga a capo (sembra possibile, eccome, in questo caso) con la procedura del cosiddetto beauty contest o selezione comparativa, 

insomma con una scelta, alla fine, sulla base di criteri di ‘preferenza’.

Sono proprio queste difficoltà – i problemi connessi a necessarie e forse inevitabili ‘selezioni comparative’ future o addirittura ‘preventive’ – , 

con ogni probabilità, ad aver bloccato finora la pubblicazione degli esiti delle domande presentate per ciò che riguarda il Lazio

regione che pure faceva parte del primo blocco di regioni, per le quali le domande avevano scadenza nientemeno che il 4 agosto 2023. 

A otto mesi di distanza le altre regioni hanno avuto una ‘soluzione’ in qualche modo 

(si tratta di Emilia-Romagna, Marche, Sardegna; i dettagli sono nei nostri precedenti articoli), 

per il Lazio non è stato pubblicato nulla e ciò appare non solo incredibile ma decisamente poco lusinghiero per le strutture ministeriali.

 

Non bastasse, è insorto pure un problema non così trascurabile anche per le reti nazionali DAB

dove c’erano tre consorzi in lizza per le tre reti previste (con consorzi già da tempo operanti, situazione dunque assai migliore rispetto alle locali), 

una realtà che sembrava ideale per ‘passare oltre’. 

Ma è insorta una ‘grana’, rispetto alle assegnazioni fatte per le reti n. 1 e n. 3, contese fra Rai e Eurodab Italia 

(nel senso che entrambi i consorzi vorrebbero la rete n. 3, considerata migliore), con tanto di nuove procedure avviate e probabili ricorsi legali successivi.

E – ciliegina sulla torta – non si capisce perché le procedure di assegnazione non vengano chiuse definitivamente 

almeno per Emilia-Romagna, Marche e Sardegna, a diversi mesi dalle decisioni legate a queste regioni.

Insomma, ne vedremo ancora delle belle, se vogliamo chiamarle così.