Lunedì 27 luglio 2026

I DATI DI AUDITEL LOCALI DELL'APRILE 2026: LA SARDEGNA.
IL PUNTO DI MAURO ROFFI

Pubblicato il 27/07/2026 alle ore 08:40

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A cura di Mauro Roffi

Siamo arrivati all’ultimo capitolo di questa lunga cavalcata fra gli ascolti Auditel delle Tv locali italiane riferiti allo scorso mese di aprile.

 

Questa volta parliamo della Sardegna, l’altra grande isola italiana, da sempre caratterizzata da un assetto televisivo ben diverso rispetto alla Sicilia, 

con un numero limitato di stazioni all’opera, spesso peraltro in passato alle prese con molti problemi, e con un solo mux che è sufficiente per tutti.

Non era così, in realtà, all’origine, nella pianificazione Agcom, ma poi si è scoperto 

(ricordiamo che la Sardegna è stata un’area-test per la ‘nuova digitalizzazione italiana’, cosa che non le ha certo giovato) 

che in un solo mux per tutta la regione ‘ci stavano tutti’ senza problemi e ci si è dunque fermati lì.

Adesso però, un po’ paradossalmente, si ripropone la possibilità di avere più nuovi mux di 2° livello nell’isola, 

per via della ‘ripianificazione’ della ex rete televisiva 12 nazionale, e quindi ci sarà un bando per ciascuna nuova rete, 

vedremo con quale esito (non sembrano esserci molte speranze in merito, però).

 

Soprattutto però l’isola è contrassegnata in modo preciso dalla predominanza assoluta di un solo gruppo, quello cagliaritano di Sergio Zuncheddu, 

raggruppato attorno al quotidiano ‘L’Unione Sarda’, a Radiolina e, per venire alle Tv, a quella che è da una vita l’emittente sarda per definizione, Videolina

La forza di questa stazione è celeberrima e Videolina si sente ‘la Tv che rappresenta la Sardegna’ quasi a livello istituzionale, 

anche oltre l’isola (di qui la scelta di tornare in onda anche sul satellite e su Sky), mentre è stata di nuovo valorizzata anche Radiolina, 

dopo un precedente periodo in cui l’emittente era stata un po’ ‘trascurata’. 

Gli ascolti di Videolina sono persino impressionanti, in rapporto al territorio sardo e alla sua popolazione, 

e, come vedremo, c’è un primato vantato persino a livello nazionale.

Infine, si è puntato sulla forza di un gruppo mediatico complessivo ormai di grande rilievo, inventando una nuova Tv 

e dando una nuova identità alla acquisita Sardegna 1, ex concorrente che prima non era proprio riuscita a tenere il passo con Videolina.

 

Ma andiamo alle cifre, sempre facendo riferimento in particolare (ma non solo) ai dati di ascolto Auditel dell’aprile 2026.

 

Videolina totalizza in aprile 295.588 contatti netti (siamo su dati altissimi, anche se in passato sono stati ancor più alti) 

e un ‘mostruoso’ 7.636 di ascolto medio. 

Non sono neanche i massimi dell’anno per l’emittente, perché il top sono i numeri di gennaio, 370.879 co. e addirittura 8.894 di a.m. 

E siamo davvero a livelli da primato assoluto in Italia.

In un suo comunicato di maggio la società di Zuncheddu sottolinea 

come “nei primi quattro mesi del 2026 Videolina si piazza al primo posto tra le Tv locali nazionali. 

Il dato preso in considerazione è l’ascolto medio, che indica il numero medio dei telespettatori di un programma. 

Videolina svetta, seguono Telelombardia e Telenorba”.

In effetti, se si osservano i dati di aprile dell’ascolto medio, Telenorba ha in Puglia 7.666 di ascolto medio, appena sopra Videolina, 

ma l’articolo fa probabilmente riferimento a una sorta di media dei primi quattro mesi del 2026, in cui in effetti Videolina è prima. 

Detto che Telenorba ha peraltro 442 di a.m. anche in Basilicata, la situazione di Telelombardia è invece la seguente: 

6.001 di ascolto medio in aprile in Lombardia, con un massimo di 8.861 in gennaio, 

sempre sotto il ‘top’ invece di Videolina (sia pure di pochissimo; vedi prima).

Anche qui va precisato che Telelombardia ha ascolti anche in Piemonte e in Emilia-Romagna, che potrebbero essere sommati, volendo, 

ma il discorso mi pare ormai un po’ ‘lezioso’, per cui basterà dire che l’identificazione di un’emittente con una regione, nel caso di Videolina, 

è senza paragoni possibili e gli ascolti altissimi ne sono una prova eloquente. 

Lo conferma sempre il comunicato del gruppo di Zuncheddu:

“Videolina è da sempre leader nel Paese per l’indice di penetrazione, 

ovvero «il rapporto percentuale tra gli ascoltatori di una certa categoria e il loro universo statistico di riferimento». 

«Un dato importante che certifica il rapporto strettissimo tra Videolina e i sardi», 

sottolinea il direttore delle testate giornalistiche del gruppo L’Unione Sarda Emanuele Dessì. 

«Ogni giorno abbiamo quattordici edizioni del telegiornale, con uno sguardo rivolto a tutta la regione. 

Un grande lavoro di squadra che continua a premiarci nelle scelte dei sardi».

Accanto all’informazione, arricchita dagli spazi di approfondimento tutti i giorni alle 15, 

Videolina (che lo scorso anno ha festeggiato i suoi 50 anni) sta puntando sempre più sugli eventi in diretta (una sessantina all’anno). 

Il più noto e seguito è la festa di Sant’Efisio, ma la Tv dei sardi offre quasi quotidianamente una finestra in diretta sulle tante, 

belle iniziative che in ogni territorio vengono promosse per fede, cultura, promozione turistica…

Un ruolo sempre più di servizio pubblico offerto attraverso i canali 10 del digitale terrestre (rilevato dall’Auditel) e 819 di Sky e Tivùsat, 

oltre al seguitissimo streaming su videolina.it, con l’interazione tra le testate del gruppo (L’Unione Sarda, unionesarda.it, Unione Tv, Radiolina e Sardegna 1). Una realtà unica nel panorama nazionale premiata dalla fiducia e dal consenso dei sardi”.

 

Ma c’è naturalmente di più, vale a dire che anche la seconda piazza negli ascolti in regione (pur a enorme distanza da questi dati) 

è (un po’ da sempre) di una Tv dello stesso gruppo di Videolina. 

Si tratta della storica T.C.S. Tele Costa Smeralda, con 28.327 contatti in aprile e 259 di ascolto medio. 

I massimi in questo caso sono stati a febbraio, con 37.716 co. e 389 di a.m.

 

La terza posizione è invece appannaggio della meritoria Telesardegna di Caterina Cosseddu, 

che ormai si avvale delle due sedi di Nuoro (quella originaria) ma anche di quella nuova di Cagliari 

e soprattutto ha dato vita in questi ultimi anni a un progressivo progetto di crescita complessiva, 

puntando sull’informazione (diretta da Anthony Muroni, che ha nell’ampio curriculum anche proprio l’Unione Sarda) 

e sulla volontà di farsi conoscere, come Videolina, anche al di fuori dell’isola. 

Così dalla fine dello scorso anno, è stato attivato un canale satellitare 

che permette di vedere Telesardegna anche al di fuori della regione, soprattutto su Sky.

L’impresa è di quelle temerarie ma Telesardegna ha le carte in regola e intende proseguire la sua sfida senza timori di sorta. 

I risultati in aprile sono 15.033 contatti e 115 di ascolto medio e, anche se ci sono stati in passato dati migliori 

e la distanza da Videolina resta abissale, la conquista della terza piazza è un primo segnale incoraggiante. 

Anche qui, i massimi sono stati in gennaio: 20.747 co. e 197 di a.m.

 

A poca distanza da Telesardegna c’è tuttavia la terza Tv del gruppo L’Unione Sarda, 

che è diventata in breve (dopo il cambio di numerazione) un altro punto di riferimento per i telespettatori. 

Si tratta di L’Unione Tv, in cui il nome dice un po’ tutto. 

È una sorta di ‘canale simbolo’ del gruppo dell’Unione Sarda, che valorizza tutte le sue componenti in un solo palinsesto. 

Le cifre di audience sono così cresciute parecchio e in aprile i contatti sono stati 14.697, sia pure con un ascolto medio limitato a 63. 

Il massimo per i contatti è stato raggiunto in gennaio con 21.614, il top per l’a.m. in marzo, con 115.

 

È invece finita più lontano, nelle retrovie, la già citata Sardegna 1, che da ‘fiera alternativa’ del passato a Videolina, 

pur con tutta una serie di grandi difficoltà, si è trasformata più di recente in una ulteriore componente televisiva del gruppo di Zuncheddu, 

con una specializzazione particolare nella ricca materia del folklore e dei canti sardi (si ricordino ‘Sardegna canta’ e simili). 

La numerazione ormai ‘periferica’ (99 Lcn) e una così precisa caratterizzazione hanno però inciso sull’audience, 

che è decisamente più bassa rispetto al passato: in aprile si tratta di soli 5.733 contatti e di 42 di ascolto medio;

 in gennaio i massimi: 9.623 e 87, rispettivamente.

 

C’è poi la effettiva novità di questi dati, con l’iscrizione di Odeon24 

(nel precedente articolo su Auditel in Sardegna del 2024 immaginavo una sua adesione all’indagine), 

sigla storica nell’isola del gruppo Sciscione e oggi naturalmente aderente al circuito calcistico Netweek. 

I risultati non sono affatto male: 12.408 contatti in aprile e 47 di ascolto medio, con i massimi a 21.790 co. in gennaio e a 74 di a.m. in febbraio.

C’è solo da precisare che il circuito rivale, ovvero 7 Gold, da parecchio tempo non è presente in Sardegna 

e questo ovviamente non può che agevolare le performances di Netweek.

 

Infine, c’è anche la veneta Canale Italia, che conclude la sua serie di dati di un certo peso in quasi tutte le regioni 

con i valori sardi (dovuti qui anche a una presenza forte dell’emittente in termini di Lcn, addirittura doppia nella fascia-chiave 10-19): 

si tratta di 10.455 contatti in aprile e di ben 293 di ascolto medio.

 

Quali sono invece le Tv sarde non iscritte?

 

Si tratta soprattutto delle emittenti, in maggioranza della fascia 10-19, che stanno cercando, 

anche con convinzione, un loro spazio a livello di informazione in quest’isola. 

In particolare bisogna citare la giovane Uno4 di Sassari, Super Tv Aristanis a Oristano e poi Teleregione Live di Olbia. 

Ma ci sono anche altre stazioni ancora operanti con tenacia in Sardegna, ovvero Catalan Tv per la zona di Alghero, 

TTS Terranova Tv Sardegna – Gallura Channel, e, come interessante esperienza più recente, RTS – Radio Televisione Sarda.

Non va dimenticata poi la presenza anche sul video di Radio Onda Sarda Tv 

(ex Radio Sardegna Tv, dopo l’opportuno cambio di denominazione) del gruppo dell’attivissima Radio Supersound di Guspini.

 

Ma voglio concludere queste note con una notizia un po’ singolare, 

che va anche a completare quanto detto in un precedente articolo a proposito della Puglia.

 

La necessità di avere una buona informazione locale, date le condizioni così particolari di effettivo isolamento (in senso letterale) della regione, 

è molto sentita in Sardegna, come già accennato, e di qui sono nati anche specifici siti Web che provano a  svolgere con impegno questo compito. 

Fra questi c’era Sardiniapost (all’epoca di proprietà del gruppo navale di Vincenzo Onorato), molto apprezzato, 

che però nel luglio 2025 aveva dovuto chiudere per le insostenibili condizioni economiche in cui versava.

Nel febbraio di quest’anno, però, è accaduta una cosa imprevedibile, che ha portato a una piena ripresa delle attività di sardiniapost, 

oggi con ancor più impegno rispetto al passato. 

A investire nel sito dopo averlo rilevato (si dice per 20.000 euro) è stato anzi un gruppo televisivo, 

ma non sardo bensì della lontana Puglia, quello di Telebari, ovvero il gruppo Mazzitelli.

È interessante leggere i particolari e le motivazioni dell’insolita operazione nel comunicato appunto del gruppo Mazzitelli di alcuni mesi fa:

“Sardiniapost torna online. 

Dopo 13 anni di pubblicazioni, il giornale online diventato punto di riferimento nell’ambito dell’informazione sarda, rinasce. 

Merito di una nuova direzione editoriale e giornalistica, ovvero il gruppo guidato da Orfeo e Maddalena Mazzitelli, 

rispettivamente editore e direttrice responsabile, a cui fa capo Telebari. 

Sardiniapost aveva cessato la propria attività lo scorso luglio a causa di un pesante fallimento.

A restituire alla Sardegna una voce autorevole e imparziale nel racconto dei fatti dell’isola, quindi, ci ha pensato la famiglia Mazzitelli, 

da quasi 53 anni al fianco della città di Bari con Telebari, prima tra le emittenti televisive private in Italia a tagliare il traguardo del mezzo secolo di vita. 

Adesso, con un nuovo progetto editoriale, il gruppo Mazzitelli arriva a portare notizie anche in Sardegna.

Sardiniapost punta al rilancio senza tradire l’originale identità di una realtà che si è fatta apprezzare 

nel panorama dell’informazione, nel corso della sua esperienza ultradecennale. 

La redazione è composta da alcuni ex giornalisti della testata e ha la sua sede negli spazi di ‘Sa Manifattura’ di Cagliari. 

L’obiettivo è portare all’attenzione di lettrici e lettori i temi legati alla politica, attualità, cultura, ma anche sport, costume, economia, enogastronomia, 

per mettere in luce le tante risorse e il grande patrimonio dell’isola, tra slanci innovativi e antiche sapienze da valorizzare. 

Ma soprattutto, come ha sottolineato Vito Fiori, a cui è stato affidato il coordinamento della redazione (è un giornalista pensionato ex Unione Sarda; N.d.R), 

dare voce a chi non ha voce, fornire spunti di riflessione, sostenere il dibattito sugli argomenti più spinosi. 

Una voce critica caratterizzata dalla proposta costruttiva, per guardare a una Sardegna che vuole spingersi con fiducia verso il futuro”.

E c’è di più. Negli spazi cagliaritani di Sa Manifattura, in altri locali, ha sede anche la redazione cagliaritana di Telesardegna, cui abbiamo accennato prima. Secondo alcuni, fra due vicini che svolgono la stessa attività informativa potrebbe pure svilupparsi in futuro una collaborazione, un’intesa o chissà che altro. Sono solo idee, per ora, ma magari non così fantasiose.