Domenica 5 aprile 2026

TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA

A cura di Salvatore Cambria

Pubblicato il 05/04/2026 alle ore 22:10
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE
Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.

CALABRIA IN DIGITALE - MUX LOCALE 2 / 3: ELIMINATA LA COPIA DI ADN 24

Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Calabria.
Nei Mux LOCALE 2 e Mux LOCALE 3 è stato risolto l’autoconflitto sulla LCN 93 tra RICORDI TV ITALIA e l’all-news ADN 24
che resta sintonizzabile, in H.264 HD con la risoluzione 960×1080, solamente sulla numerazione 113 identificata ADN 24 ITALIA.
Per consultare la composizione dei multiplex, cliccate sui banner qui sopra.

SICILIA IN DIGITALE: RINOMINATO WEST SICILY NEL MUX LOCALE 2

Ci spostiamo in Sicilia, dove la trapanese WEST SiCiLY (LCN 99),
visibile in alta definizione con la risoluzione 1280×720 nel Mux LOCALE 2,
ha modificato il proprio identificativo in West Sicily.
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RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER I MUX DAB+ RAI ED EURODAB ITALIA

Occupiamoci ora della radio digitale.
Il Mux DAB+ RAI è stato acceso sul Canale 7C dalle postazioni di MONTE MAGGIO a Bertinoro (FC), in Emilia-Romagna,
GAMBARIE – VIA RISORGIMENTO a Santo Stefano in Aspromonte (RC), in Calabria.
Il Mux EURODAB ITALIA è stato attivato sul blocco 10A dal ripetitore ligure di BRIC MONDO a Rossiglione (GE).
Per consultare gli impianti attivi e la composizione dei multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

RADIO DAB - MUX CR DAB (PUGLIA): ARRIVA ITALIA NEWS 24, ELIMINATA RADIO SOLE

Scendiamo in Puglia per segnalare nel Mux CR DAB l’ingresso di _ITALIA NEWS 24 di Lamezia Terme (CZ)
e la rimozione della pescarese RADIOSOLE.
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FREQUENZE E POSTAZIONI
PUGLIA
Canale 12A (223,936 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Contrada NiscoCassano delle MurgeBA
Monte TrazzonaraMartina FrancaTA

RADIO DAB - MUX MEDIA DAB (PUGLIA): AGGIORNATA LA LISTA DEI RIPETITORI

Restiamo in Puglia, dove abbiamo attualizzato l’elenco delle postazioni del Mux MEDIA DAB
che ha spento il blocco 5B dall’impianto foggiano sulla STRADA STATALE 17.
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PUGLIA
Canale 5B (176,640 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Contrada TerrisiParabitaLE
Monte TrazzonaraMartina FrancaTA

RADIO DAB - MUX ON DAB (PUGLIA): COMPLETATO IL CAMBIO DI FREQUENZA

A distanza di pochi giorni, abbiamo nuovamente rivolto la nostra attenzione al Mux ON DAB,
questa volta per segnalare il passaggio dal blocco 11B al Canale 7B
della postazione di MONTE CELANO a San Marco in Lamis (FG).
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PUGLIA
Canale 7B (190,640 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Parco NuovoBitrittoBA
Monte CelanoSan Marco in LamisFG

RADIO DAB - MUX SPACEDAB (PUGLIA): ATTIVATO IL SEGNALE IN PROVINCIA DI FOGGIA

Infine, sempre dall’impianto di MONTE CELANO a San Marco in Lamis (FG),
è stato acceso il Mux SPACEDAB (PUGLIA) sul blocco 5A.
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
PUGLIA
Canale 5A (174,928 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Viale Tre PileBariBA
Contrada Aratico – Via delle QuerceMonopoliBA
Monte CelanoSan Marco in LamisFG

LOMBARDIA IN DIGITALE: REALIZZATA LA LISTA DAB+ DI LODI

Nella nostra sezione LOMBARDIA IN DIGITALE abbiamo aggiunto l’elenco dei bouquet radiofonici digitali
che abbiamo ricevuto durante il nostro soggiorno a Lodi.
Potete consultare la seguente lista, cliccando sui banner qui sotto.

LOMBARDIA: È MANCATO FILIPPO COLOMBO, AVEVA 53 ANNI

Giornalista professionista dal 1995, era approdato a Radio Lombardia nel 1997
 
È mancato il nostro collega Filippo Colombo, era nato a Milano il 22 settembre 1972, aveva 53 anni.
Giornalista professionista dal 1995 aveva iniziato a Lombardia 7 TV, poi nel 1997 era approdato a Radio Lombardia.
È stato una colonna portante della redazione della nostra radio, come lui stesso scriveva di se gli piaceva seguire di tutto…
“dalla nera alla rosa alla politica, ai cortei, e a tutti i fatti belli e brutti che ogni giorno passano per le nostre antenne”.
In questi anni in cui è stato costretto a stare lontano dai nostri studi non ha mai mancato di dare il suo prezioso contributo.
L’editore Tiziano Mariani, la direzione, la redazione e i colleghi tutti esprimono le proprie condoglianze alla madre Lucia
che non ha mai mancato di stare vicino al nostro “Fil” (come lo chiamavamo in radio).
 

LOMBARDIA: DAL 7 APRILE RADIO LISCIO SBARCA IN TV

30 ore settimanali di radiovisione: Wilmer Modat, Ettore Andenna, gli eventi del weekend e le grandi serate della Peschiera di Valdengo.
In onda su Studio 1 (canale 95)
 
È una notizia che vale come una vera bomba: dal 7 aprile Radio Liscio arriva ufficialmente in TV in Lombardia,
grazie a un accordo strategico siglato con Studio 1,
emittente storica visibile sul canale 95 in gran parte della Lombardia e nelle province di Piacenza e Parma.
Un passo gigantesco per Radio Liscio, che porta così il proprio progetto editoriale e musicale
in una delle regioni più popolose e culturalmente vivaci d’Italia, ampliando in modo decisivo la propria presenza televisiva
dopo il successo ormai consolidato su Primantenna TV, partner da due anni per Piemonte e Liguria.
L’accordo con Studio 1 prevede 30 ore settimanali di radiovisione prodotta interamente da Radio Liscio,
con un palinsesto ricco, riconoscibile e costruito per diventare un punto di riferimento per il pubblico lombardo.
Ogni mattina, dalle 10.00, arriva la simpatia e la verve di Wilmer Modat, mentre dalle 11.00 alle 13.00 torna un’icona della televisione italiana:
Ettore Andenna con Canzoni Senza Frontiere, un programma che unisce musica, ricordi e intrattenimento con uno stile unico e inconfondibile.
Il weekend sarà il cuore pulsante della programmazione: gli eventi, le produzioni speciali e soprattutto le grandi serate live
dalla Peschiera di Valdengo (BI), che ogni sabato proporrà la diretta dell’orchestra ospite dalle 21.30 alle 00.30,
un appuntamento che negli ultimi mesi ha conquistato migliaia di spettatori. La domenica sarà dedicata agli eventi speciali
e, sempre nel weekend, dalle 10 alle 13, andranno in onda le più belle serate della stagione,
con le orchestre protagoniste del Radio Liscio Live.
Con questo accordo Radio Liscio compie un salto di qualità decisivo, espandendo il proprio raggio d’azione e portando la musica da ballo,
la tradizione popolare e il suo stile inconfondibile in una nuova regione chiave.
Una crescita che conferma la solidità del progetto e la sua capacità di parlare a un pubblico sempre più vasto,
unendo territorio, cultura e intrattenimento.
Dal 7 aprile, la Lombardia avrà una nuova voce, un nuovo ritmo e un nuovo modo di vivere la musica: Radio Liscio, ora anche su Studio 1.
Una notizia che segna l’inizio di una nuova stagione. Una stagione grande. Una stagione da ballare.
Anteprima Sabato 4 aprile alle 21.30 con Radio Liscio Live in diretta dalla Peschiera di Valdengo con l’orchestra Sonia Mori.
 

FRIULI-VENEZIA GIULIA: NUOVI STUDI PER RADIO SPAZIO, MERCOLEDÌ 1° APRILE LA BENEDIZIONE E L' INAUGURAZIONE

Mercoledì 1° aprile l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba ha benedetto e inaugurerato i nuovi studi dell’emittente diocesana Radio Spazio,
al primo piano di via Treppo 5/B. Spazi condivisi con La Vita Cattolica, il settimanale diocesano che celebra i cento anni di pubblicazione
 
Nuova sede per Radio Spazio, l’emittente radiofonica dell’ Arcidiocesi di Udine.
Mercoledì 1° aprile alle 11.30 i nuovi studi sono stati benedetti dall’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba,
e inaugurati alla presenza degli amministratori, dei dipendenti e di diverse autorità.
Redazione, regia e studi di registrazione sono stati allestiti al primo piano dello stabile di via Treppo 5/B dedicato ai media diocesani,
operando dunque in più stretta sinergia con la redazione del settimanale La Vita Cattolica,
con cui l’emittente radiofonica condivide ora la sede.
Settimanale che, peraltro, in questo 2026 celebra i suoi cento anni di pubblicazione.
La piccola (ma significativa) media company formata da Radio Spazio e La Vita Cattolica, società distinte
ma entrambe soggette a direzione e coordinamento da parte dell’ Arcidiocesi di Udine,
rafforza quindi la sua struttura editoriale e commerciale.
 
Radio Spazio, da oltre trent’anni “Voce del Friuli”
L’emittente nacque nel 1993 su iniziativa dell’ Arcidiocesi udinese guidata allora dall’arcivescovo mons. Alfredo Battisti.
La Diocesi acquisì una piccola radio attiva nell’area tarcentina,
affidandone la direzione a mons. Duilio Corgnali e il coordinamento editoriale a Grazia Fuccaro.
L’emittente diocesana iniziò quindi a trasmettere in via sperimentale nei primi mesi di quell’anno,
per essere inaugurata ufficialmente domenica 10 ottobre 1993 con il nome di Radio Spazio 103.
Attualmente Radio Spazio è una delle poche radio private locali presenti a livello regionale;
la sua missione è raccontare il Friuli in maniera capillare e costruttiva, a partire dalla sua identità cristiana e profondamente radicata nel territorio.
Nella ricca produzione radiofonica – che spazia dall’informazione alla cultura, dall’intrattenimento all’attualità, dallo sport alla salute,
dagli spettacoli alle notizie ecclesiali – non mancano trasmissioni in lingua friulana e slovena.
Oltre all’ascolto con le classiche frequenze FM, Radio Spazio è fruibile anche in streaming dal sito www.radiospazio.it,
rinnovato nel 2023 e oggi capace di ospitare oltre sessanta rubriche in podcast.
Nello stesso anno, l’emittente diocesana è entrata a far parte di un consorzio triveneto di radio che trasmettono anche in DAB
(Digital Audio Broadcasting), una tecnologia che permette una diffusione del segnale radiofonico in digitale
grazie all’installazione di alcune ulteriori antenne sul territorio.
Sempre nel 2023, lo sbarco sulle piattaforme digitali ha permesso un ascolto in modalità podcast su Spotify, Spreaker e miriadi di altre piattaforme.
Gli strumenti digitali permettono una più stretta integrazione con il settimanale diocesano La Vita Cattolica,
che a sua volta ha rinnovato nel 2023 la sua presenza su web.
I nuovi studi di Radio Spazio sono stati realizzati grazie al lavoro progettuale e realizzativo di 22HBG di Ferrara e di Luce group di Udine.
 

LIGURIA: RETE 5G NEI PORTI DI GENOVA E SAVONA; STANZIATI 2,3 MILIONI DI €

Rete 5G nei porti di Genova e Savona: l’ AdSP si aggiudica 2,3 milioni di finanziamento vincendo il bando nazionale DAS
 
L’ Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale si è classificata al primo posto nella graduatoria nazionale
del bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per la Trasformazione Digitale
per la selezione di proposte progettuali finalizzate alla realizzazione di infrastrutture di telecomunicazione wireless DAS
(Distributed Antenna System) in aree di interesse pubblico.
 
Il progetto presentato dall’ AdSP ha ottenuto un finanziamento di oltre 2.3 milioni di euro a valere sul Fondo per l’Innovazione Tecnologica
e la Digitalizzazione e prevede la realizzazione di una rete privata 5G Stand Alone all’interno delle aree portuali dei bacini di Genova e Savona,
autonoma e indipendente dalle reti pubbliche, con copertura di una superficie complessiva di circa 2 milioni di metri quadrati.
L’infrastruttura sarà dotata di 14 siti con antenne attive (small cell), collegati tramite 12.000 metri lineari di nuova fibra ottica di dorsale
a due core network dedicati – uno per bacino – e garantirà connettività ad alte prestazioni, bassa latenza e gestione simultanea di migliaia di dispositivi.
La rete 5G privata che verrà realizzata è un’infrastruttura abilitante per la trasformazione digitale del porto:
consentirà videosorveglianza intelligente con analisi video in tempo reale, comunicazioni mission-critical per la sicurezza portuale,
tracciabilità di merci e mezzi, integrazione con i sistemi doganali e logistici nazionali ed europei,
nonché le basi tecnologiche per future applicazioni di automazione logistica, veicoli a guida autonoma e Internet of Things industriale.
La rete sarà gestita interamente dall’ AdSP, con architettura sicura by design, crittografia avanzata,
autenticazione forte e piena conformità alle normative GDPR, NIS2 e alle prescrizioni di AGID e dell’ Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale,
e l’impegno a mantenere il servizio in esercizio per almeno 10 anni.
Il risultato ottenuto conferma la capacità tecnica e amministrativa dell’Ente nella progettazione e gestione di interventi infrastrutturali complessi
ed è la diretta espressione di un percorso strutturato che l’ AdSP del Mar Ligure Occidentale ha avviato su più fronti
investendo già oltre 10 milioni di euro per la cybersecurity e lo sviluppo del Port Community System,
per l’implementazione dei varchi digitali automatizzati nei porti di Genova e Vado Ligure,
fino all’infrastruttura in fibra ottica che oggi si estende capillarmente in tutti i bacini portuali del sistema.
È proprio su questa base infrastrutturale già esistente che il nuovo progetto si innesta,
massimizzando l’efficienza della spesa e la sostenibilità dell’investimento nel lungo periodo.
“Una rete 5G privata in porto significa garantire agli operatori portuali, alle forze dell’ordine, agli uffici doganali
e a tutti i soggetti che lavorano quotidianamente nelle banchine dei porti di Genova e Savona un’infrastruttura dedicata,
affidabile e sotto il pieno controllo pubblico, senza dipendenze esterne e con standard elevatissimi di sicurezza e continuità del servizio”,
ha dichiarato il Presidente Matteo Paroli. “Abbiamo progettato questa architettura per sostenere attività critiche oggi,
ma anche per accompagnare l’evoluzione del porto nei prossimi anni,
rendendo possibile l’introduzione progressiva di applicazioni avanzate per la logistica e l’automazione.
L’attribuzione del punteggio più alto che ha permesso di ottenere un finanziamento di oltre 2,3 milioni di euro
è il risultato di un percorso costruito con chiarezza di intenti.
La fibra ottica diffusa nei bacini, i varchi automatizzati, il Port Community System e gli investimenti in sicurezza cibernetica
sono tutti nodi di un’infrastruttura digitale integrata capace di rispondere in modo concreto alle esigenze di una piattaforma logistica e industriale complessa.
In uno scenario internazionale sempre più competitivo e instabile, garantire comunicazioni sicure, continue e performanti
è la condizione indispensabile per sostenere lo sviluppo e la competitività dei porti di Genova e Savona”.
 

MARCHE: IL COMUNE DI MONDOLFO (PU) DOPO LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO: «L' ANTENNA 5G VA DISATTIVATA E RIMOSSA»

«La maxi antenna 5G di Mondolfo va disattivata e rimossa».
L’amministrazione comunale, in ottemperanza della sentenza del Consiglio di Stato del 7 marzo 2025 – passata in giudicato il 7 ottobre 2025 –
ha stabilito che si proceda all’annullamento in autotutela dell’autorizzazione rilasciata l’11 agosto 2023
per l’installazione dell’impianto 5G posta in area privata nei pressi del parcheggio del cimitero comunale di via Costa.
 
L’iter avviato a gennaio
Già il 22 gennaio scorso il Comune tramite lo sportello unico attività produttive (Suap) aveva dato il via all’iter per la revoca dell’autorizzazione
ai fini della rimozione della stazione radio base di Iliad e contro la quale si erano mobilitati tra gli altri anche i residenti di via Costa,
rappresentati dall’avvocato Salvatore Menditto.
Nel frattempo, Iliad ha fatto pervenire al Comune di Mondolfo alcune osservazioni nelle quali si sottolinea
che «la sentenza del Consiglio di Stato (numero 1928/2025) ha avuto ad oggetto unicamente l’analisi della legittimità del provvedimento autorizzativo
del 16 novembre 2022, ma non ha in alcun modo esaminato il successivo provvedimento autorizzativo del Comune di Mondolfo dell’11 agosto 2023
che, ad oggi, non è stato oggetto di alcuna pronuncia giudiziale, né in primo grado, né in appello».
 
L’opposizione di Iliad
La società di telecomunicazioni sembra intenzionata infatti a far valere le sue ragioni in particolare relativamente alla scelta di un sito alternativo.
«Successive diverse rappresentazioni cartografiche della presunta area messa a disposizione dal Comune – ha evidenziato Iliad –
sono state depositate nell’ambito dei giudizi amministrativi, ma non sono mai state formalmente proposte a Iliad
e, di conseguenza, non possono evidentemente assumere rilievo nel presente procedimento».
Il Comune di Mondolfo ha stabilito che la sentenza del Consiglio di Stato è sufficientemente valida
affinché si proceda alla «all’immediata cessazione dell’esercizio di emissione radioelettrica e alla rimozione dell’impianto».
 

SICILIA: TELESUD, ALTRO LICENZIAMENTO ILLEGITTIMO

Altro pronunciamento del Tribunale di Trapani che condanna Telesud, ed il suo editore Valerio Antonini, su un licenziamento illegittimo,
dopo quello dell’ex editore e socio del patron granata, Massimo Marino che aveva avuto ragione lo scorso settembre dal Giudice del Lavoro,
Mauro Petrusa, che poi era stato costretto a ricorrere al pignoramento per quasi 100 mila euro
visto che l’Azienda non aveva rispettato quanto convenuto innanzi al magistrato.
Questa volta, ad ottenere ragione per l’ingiusto licenziamento è stato il giornalista Francesco Tarantino.
Di seguito riportiamo la sua nota integrale giunta in redazione.
“Il licenziamento è illegittimo. Lo ha stabilito il Tribunale di Trapani,
che con la sentenza n. 177/2026 ha accolto il ricorso del giornalista Francesco Tarantino contro Telesud 3 S.r.l.,
condannando l’emittente al risarcimento del danno.
Il caso nasce da una vicenda che intreccia informazione sportiva e rapporti editoriali.
Tutto parte da un articolo firmato da Federico Tarantino, fratello di Francesco ed anche esso giornalista, pubblicato sul Giornale di Sicilia,
in cui si ipotizzava un possibile esonero di Jasmin Repeša dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia di Torino del 2025,
con il nome di Gianmarco Pozzecco tra i possibili sostituti.
Un’indiscrezione che non sarebbe stata gradita dalla proprietà della Trapani Shark, coincidente con quella della stessa Telesud.
Pochi giorni dopo, il 4 marzo 2025, arriva il licenziamento per giusta causa nei confronti di Francesco Tarantino,
accusato di aver diffuso “informazioni interne” lesive dell’immagine aziendale. Una decisione immediata, senza passaggi formali.
Ed è proprio su questo punto che si concentra la pronuncia del giudice del lavoro.
Secondo il Tribunale, il licenziamento è viziato alla radice. Manca infatti un elemento essenziale: la contestazione disciplinare scritta.
La società ha sostenuto di aver contestato l’addebito oralmente, ma per la legge non basta.
Nei casi più gravi, come il licenziamento, la contestazione deve essere necessariamente formalizzata per iscritto,
così da garantire il diritto di difesa del lavoratore che, di fatto, non c’è stata. Non solo.
Il giudice richiama un principio consolidato: il licenziamento disciplinare, anche quando motivato da comportamenti ritenuti lesivi,
deve rispettare le garanzie previste dallo Statuto dei lavoratori.
In assenza di queste, l’intero procedimento è da considerarsi inesistente. Da qui la decisione: licenziamento illegittimo.
Non è stata invece disposta la reintegrazione. Il rapporto tra le parti era a tempo determinato.
In questi casi, la legge prevede un’altra forma di tutela: il risarcimento economico.
Telesud dovrà quindi corrispondere a Tarantino le retribuzioni maturate dal giorno del licenziamento fino alla naturale scadenza del contratto,
fissata al 30 giugno 2025. Condannata anche al pagamento delle spese legali.
Tarantino è stato difeso dall’avvocato Salvatore D’Angelo del foro di Trapani.
Una sentenza che chiude, almeno sul piano giudiziario, una vicenda nata da una notizia e sfociata in uno scontro tra informazione e proprietà.
E che ribadisce un principio chiaro: anche nei contesti più delicati, le regole del lavoro non sono derogabili.”
 

PERSIDERA MUX 3: MALPENSA 24 TV, ISENI:
«SUL DIGITALE TERRESTRE LA NOSTRA NUOVA SFIDA»

Nasce Malpensa24 Tv, visibile sul canale 410 del digitale terrestre.
Un progetto ambizioso e moderno che segna un ulteriore passo avanti per il Gruppo Iseni Editore,
da sempre impegnato a raccontare il territorio con serietà e spirito di servizio.
Dopo il recente acquisto di Ticino Notizie, il gruppo guidato dal presidente Fabrizio Iseni continua così a investire con decisione nel mondo dei media,
rafforzando la propria presenza e ampliando l’offerta informativa.
 
Il discorso di Fabrizio Iseni
Di seguito la presentazione dell’editore Fabrizio Iseni:
“Oggi è un giorno che porto con me da molto tempo.
Non è soltanto il lancio di un canale televisivo: è il compimento di un percorso fatto di anni di lavoro,
di passione e di una convinzione profonda – che l’area di Malpensa meriti una televisione che la racconti davvero,
che ne conosca le strade, le imprese, le storie.
E quando dico “area di Malpensa” intendo tutto ciò che questo nome porta con sé:
un territorio che abbraccia due regioni, il Piemonte e la Lombardia, con le loro identità diverse e complementari.
Due regioni ricche di storia, di cultura, di paesaggi straordinari e di città che hanno molto da dire.
Raccontarle entrambe, nella loro complessità e nella loro bellezza, è una delle missioni che ci siamo dati.
Il turismo, le tradizioni, la vita delle comunità – nulla di tutto questo sarà estraneo al nostro sguardo.
Malpensa24 TV nasce forte, perché non parte da zero.
Dietro a questo schermo c’è la forza del Gruppo Iseni Editori, con le sue redazioni – Malpensa24 e Ticino Notizie –
che ogni giorno presidiano questo territorio con competenza e dedizione.
Giornalisti che conoscono i luoghi, i nomi, le persone. Non cronisti di passaggio: cronisti di casa.
Detto questo, non sarebbe corretto tacere su dove batte il cuore di questo canale.
Insieme al direttore Vincenzo Coronetti, abbiamo scelto una linea editoriale precisa:
il focus principale di Malpensa24 TV sarà sulla politica e sulla cronaca. Perché è lì che si decide la vita delle persone.
Perché è lì che il giornalismo ha ancora un ruolo insostituibile.
E perché crediamo che i cittadini abbiano il diritto di essere informati con serietà, senza filtri e senza paura.
So bene che la fiducia non si chiede: si guadagna, ogni giorno, con il lavoro. E io sono qui – con la mia squadra – a guadagnarmela.
Non voglio che Malpensa24 TV sia semplicemente un canale da guardare.
Voglio che diventi un punto di riferimento, uno spazio familiare, un luogo in cui riconoscersi.
Benvenuti a Malpensa24 TV.”
 

RADIO RADIO: "NEGLI ANNI '80 L' EDITORIA CRESCEVA. POI È ARRIVATO BERLUSCONI"

Negli anni Ottanta l’editoria pura radiotelevisiva stava crescendo moltissimo.
Si andava sulle montagne a installare ripetitori, si notificava al Ministero.
Non c’era ancora la Legge Mammì del 1990: una sorta di Far West, ma autoregolato.
Così nasce la radiotelevisione in Italia. Nel 1990 la Legge 223 sistemò tutto.
Un gruppo di lavoro appassionato e orgoglioso la scrisse, convinto di poter costruire una rete informativa indipendente e pura.
Un entusiasmo che però fu tradito negli anni successivi,
quando chi ottenne incarichi di governo poté rimodificare quella legge a proprio vantaggio.
 
L’attacco ai campi elettromagnetici
Il vero colpo all’editoria indipendente arrivò però da un’altra direzione: la propaganda sui campi elettromagnetici.
Si andava raccontando che i trasmettitori fossero talmente dannosi
che anche solo vederli con i propri occhi facesse venire i lampi e le scintille nel cervello.
Nacque così il famoso limite dei 6 volt per metro, oltre il quale si parlava di inquinamento.
Peccato che in tutti gli altri paesi europei il limite sia di 40 volt per metro –
e la distanza tra 6 e 40 è enorme, trattandosi di misure logaritmiche.
Non esiste alcuna prova scientifica che i campi elettromagnetici sulle frequenze della radio FM o della televisione in UHF causino danni alla salute.
Le uniche frequenze per cui esistono studi più consistenti sono quelle a 50 Hz degli elettrodotti ad alta tensione,
che in Svizzera sono stati interrati, mentre in Italia passano ancora sopra le case a 360.000 volt.
Eppure fu sulle antenne televisive che si concentrò l’allarme collettivo, una campagna iniziata dal Partito Verde
e poi validata trasversalmente da tutte le forze politiche – compreso chi, in quel clima di paura, aveva tutto l’interesse a fare gomme agli altri.
 
Il risultato fu devastante
Chiunque volesse installare un impianto si trovò di fronte a un iter burocratico talmente folle da scoraggiare qualsiasi operatore normale.
Solo le multinazionali più ricche potevano permetterselo.
E così la proprietà dei tralicci e delle torri di trasmissione rimase – e rimane ancora oggi – nelle mani di pochissimi soggetti,
gli stessi a cui le emittenti indipendenti devono pagare un canone per trasmettere, con tariffe decise da loro,
senza che l’ AGCOM abbia mai imposto una tariffa statale come avviene in altri paesi europei.
Persino le manutenzioni agli impianti diventarono impossibili: i tecnici venivano accolti con ostilità, additati come untori dei campi elettromagnetici.
Eppure basterebbe un po’ di buon senso per capire che avere un’antenna dei cellulari vicino a casa è meglio che non averla:
se l’antenna è lontana, è il cellulare stesso – attaccato all’orecchio – a dover trasmettere più forte: quello è il vero rischio.
La burocratizzazione ha ucciso l’editoria radiotelevisiva indipendente in Italia.
Le comunicazioni sono rimaste nelle mani di quei pochi che hanno potuto accedere ai permessi, all’ ARPA e a tutta la macchina burocratica.
Chi ha resistito – e qualcuno resiste ancora dopo quasi cinquant’anni – lo ha fatto nonostante tutto.
 

NETFLIX, RINCARI ILLEGITTIMI: RIMBORSI FINO A 500 EURO, COSA POSSONO FARE I CONSUMATORI

Il colosso di streaming dovrà risarcire migliaia di utenti per aver modificato unilateralmente alcune condizioni contrattuali:
ecco la sentenza del tribunale di Roma
 
Non si è trattato di rincari legittimi: è questa la sentenza del tribunale di Roma
che ha accolto l’azione del Movimento Consumatori contro il colosso dello streaming, Netflix,
reo di aver aumentato i costi degli abbonamenti effettuati in modo unilaterale negli anni 2017, 2019, 2021 e nel novembre 2024.
In questo modo, secondo la sentenza, gli utenti dovranno essere rimborsati fino a un massimo di 500 euro.
 
La violazione
In pratica sarebbe stato violato il Codice di Consumo visto che Netflix avrebbe aumentato il costo degli abbonamenti
senza motivazioni che fossero giustificate.
Soltanto gli aumenti successivi a contratti stipulati a partire dal mese di gennaio del 2024 non rientrano in quest’ambito.
“Se Netflix non provvederà spontaneamente a rimborsare ai propri clienti l’ammontare degli aumenti illegittimi,
Movimento Consumatori avvierà una class action per garantire a tutti gli utenti danneggiati la restituzione di quanto indebitamente pagato”,
scrive la società in una nota.
 
Le cifre esatte dei rimborsi
Adesso, con questa sentenza, ogni abbonato dovrà avere un prezzo minore del proprio abbonamento e, come detto,
la restituzione delle somme di denaro pagate in maniera non dovuta oltre a eventuali risarcimento danni.
Nel dettaglio, ecco quali sono le cifre esatte secondo le dichiarazioni di Paolo Fiorio e Corrado Pinna,
legali che hanno assistito il Movimento Consumatori nella causa.
“Per il piano Premium, gli aumenti illegittimi applicati negli anni 2017, 2019, 2021 e 2024 ammontano oggi complessivamente a 8 euro al mese,
mentre per il piano Standard gli aumenti ammontano ad oggi complessivamente a 4 euro al mese.
Un cliente Premium che abbia pagato ininterrottamente Netflix dal 2017 ad oggi ha diritto alla restituzione di circa 500 euro,
mentre un cliente Standard alla restituzione di circa 250 euro.
Gli aumenti illegittimi riguardano anche il piano base che ha visto un aumento di 2 euro ad ottobre 2024″.
Florio ha sottolineato che la sentenza è “immediatamente esecutiva: il giudice ha chiesto di avvisare i clienti impattati, anche gli ex,
dicendo loro che hanno diritto al rimborso. In più, “se Netflix vorrà applicare loro gli aumenti dovrà proporre un nuovo contratto,
con la clausola in questione”.
 
La risposta di Netflix
Dal canto suo, Netflix non ci sta: secondo quanto ha dichiarato un suo portavoce,
a stretto giro sarà presentato un ricorso contro la sentenza del tribunale di Roma.
Il colosso americano dello streaming sottolinea di “aver sempre rispettato i diritti dei consumatori
e che le condizioni siano sempre state in linea con la normativa e le prassi italiane.
Presenteremo ricorso contro la decisione. In Netflix i nostri abbonati vengono prima di tutto”.
 

PARAMOUNT GLOBAL ITALIA ORMAI È RIDOTTA ALL' OSSO

L’organico, già sceso a 80 dipendenti, si ridurrà ancora: vertici di fatto azzerati e operazioni spostate su Londra. Ridimensionata la tv lineare
 
Erano 125 a fine 2023, per scendere a 122 a dicembre 2024, quindi a 115 al termine del 2025.
E adesso, con l’uscita di 29 dipendenti e cinque dirigenti in base al piano e altre dimissioni volontarie,
l’organico di Paramount Global Italia si riduce ben sotto quota 80 unità. E non è finita qui.
Perché entro maggio ci saranno ulteriori addii, con un sostanziale azzeramento dei vertici di Paramount in Italia
e il grosso delle operazioni spostato su Londra.
 
Più streaming col nuovo modello di business
Insomma, la chiusura, anni fa, della concessionaria pubblicitaria, le varie fusioni con tanto di cambio di nome
(Viacom Italia, poi dal 2019 ViacomCbs, quindi dal 2022 Paramount Global, per arrivare al 2025 con l’acquisto di Paramount da parte di Skydance),
il nuovo modello di business, cancellando molti canali tv e spostandosi più verso lo streaming, hanno determinato rivoluzioni continue nella società.
E non sono ancora valutabili gli effetti della prossima operazione di acquisto di Warner Bros. Discovery, il cui via libera dovrebbe avvenire il 23 aprile.
 
Scarseggiano le produzioni italiane
Di certo, è stato ridimensionato il business di Paramount relativo ai canali tv lineari (ne sono stati chiusi parecchi, tra cui Vh1 ed Mtv Music),
si è trasferita la gestione di alcuni di quelli rimasti in vita a una consociata della Repubblica Ceca, e ci si è concentrati molto su Pluto
e Paramount+ (un over the top lanciato in Italia nel settembre 2022 e che al momento ha però meno di 500 mila abbonati direct to consumer,
cui sommare, però, gli abbonati attraverso Sky, che regala Paramount+ a tutti i clienti di Sky cinema) senza tuttavia produrre molti contenuti originali italiani:
negli ultimi anni, in pratica, la piattaforma si è accontentata solo di un po’ di intrattenimento con Italia Shore e poi le stagioni 2-3-4 della serie Vita da Carlo
e l’ultimo film di Carlo Verdone, Scuola di seduzione, distribuito solo su Paramount+, costato 7,2 milioni di euro di cui 2,1 milioni recuperati col tax credit.
E pure Amici comuni, film con Raoul Bova rilasciato in esclusiva su Paramount+ a metà febbraio.
 
Valore della produzione in crescita nel 2024
Nel frattempo, è stato finalmente pubblicato il bilancio di esercizio 2024 di Paramount global Italia,
che si è chiuso con un valore della produzione di 89,3 milioni di euro (84,2 mln nel 2023) e un utile di 2,1 milioni (2,8 mln nel 2023),
per un patrimonio netto pari a 203,3 milioni di euro (201,3 mln nel 2023).
La suddivisione dei ricavi indicata in bilancio è sempre piuttosto fumosa, e si fatica a risalire al peso delle aree di business.
 
Dalla tv lineare oltre 13 milioni di euro
I canali tv lineari di Paramount distribuiti da Sky (che, ricordiamo, cura anche la raccolta pubblicitaria di tutte le attività di Paramount),
ovvero Mtv, Nickelodeon e Comedy central, hanno assicurato incassi per 13,1 milioni di euro (erano 18,8 milioni nel 2023);
la tv free (ovvero, il canale Super!) vale 3,9 milioni (4,4 milioni nel 2023).
 
Ricavi, le altre voci
E poi ci sono le voci dietro alle quali si celano i reali ricavi importanti di Paramount.
Una è rappresentata da Altri ricavi, indicati come «rifatturazione di costi sostenuti dalla società e riconducibili a Paramount+»,
pari a 37,8 milioni di euro (46 milioni nel 2023);
l’altra da Altro/recharge intercompany, indicata come «remunerazione come sub-distributore dei servizi di streaming Paramount+
e Pluto, come previsto dal contratto con Paramount pictures international limited», pari a 34,1 milioni (14,3 mln nel 2023).
I ricavi da abbonamenti di Paramount+ non passano per l’Italia, ma vanno direttamente a una società estera del gruppo.
 

IRAN: ISRAELE COLPISCE LA SEDE DELLA TV QATARINA AL ARABY A TEHERAN

L’emittente televisiva qatarina Al Araby riferisce che la sua sede a Teheran e’ stata danneggiata da un raid aereo.
L’emittente tv ha riferito che un missile israeliano ha colpito l’edificio che ospita la sua sede a Teheran, causando danni.
“Un missile israeliano ha preso di mira l’edificio dell’emittente televisiva Al Araby nella capitale, Teheran…
danni ingenti e sospensione delle trasmissioni in diretta”, ha dichiarato l’emittente in un post su X.
Le immagini dall’interno dell’ufficio mostrano finestre rotte, vetri in frantumi e detriti.
All’esterno dell’edificio, le strade coperte di detriti e danni agli edifici circostanti.