Domenica 8 giugno 2025

TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA.

A cura di Salvatore Cambria

Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.

CAMPANIA IN DIGITALE: ELIMINATO EASY TV NEL MUX LOCALE 5

Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Campania.
Nel Mux LOCALE 5 è stata tolta la pugliese EASY TV (LCN 75) di Barletta
che in alcuni orari ripeteva la programmazione del circuito NETWEEK.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
Per l’occasione abbiamo riaggiornato anche la griglia delle emittenti affiliate al circuito NETWEEK.

PUGLIA IN DIGITALE: POLITICAL TV ABBANDONA L' ALTA DEFINIZIONE NEL MUX LOCALE 2

Ci spostiamo in Puglia per segnalare che, nel Mux LOCALE 2,
l’emittente POLITICAL TV (LCN 86) di Turi (BA) è ritornata a trasmettere in definizione standard.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER I MUX DAB+ RAI E DAB ITALIA, CAMBI DI FREQUENZA IN CORSO PER IL MUX EURODAB ITALIA

Occupiamoci ora della radio DAB.
Il Mux DAB+ RAI ha attivato sul Canale 10C le prime 3 postazioni in Liguria:
CASA DI VOLPE e SAN GOTTARDO – ROCCA a GenovaCOLLE NAVASELLI a Serra Riccò (GE).
Per l’occasione abbiamo riaggiornato l’elenco dei bouquet DAB+ sintonizzabili nel capoluogo ligure.
Inoltre sono stati attivati ben 4 nuovi impianti in Sardegna:
 
sul blocco 9B da BACCU TINGHINU a Capoterra (CA), MONTE SERPEDDÌ a Sinnai (CA) e PUNTA CORONA MENGA ad Iglesias (SU);
 
sul Canale 10C da MONTE PALMAVERA – PERA PONTE ad Alghero (SS).
Per l’occasione abbiamo riaggiornato anche l’elenco dei bouquet DAB+ sintonizzabili a Cagliari.
Il Mux DAB ITALIA ha acceso il Canale 7D dalla postazione lombarda di MONTE COLMO a Provaglio Val Sabbia (BS).
Il Mux EURODAB ITALIA ha quasi completato il cambio di frequenza dal blocco 12A al Canale 7A in Calabria,
ad eccezione degli impianti di DONNA PUMA – VIA ALFIERI a Mormanno (CS) e VILLAGGIO LA PACE a Tropea (VV),
e ha riconvertito dal blocco 12A al Canale 10A i 5 ripetitori toscani di LA GUARDIOLA a Civitella in Val di Chiana (AR),
MONTE MORELLO a Sesto Fiorentino (FI), POGGINO ROSELLE a Grosseto,
MONTE ARGENTARIO – IL PREDICATORE a Monte Argentario (GR) e MONTE SERRA a Calci (PI).
Alla luce delle ultime novità, abbiamo riaggiornato la griglia con l’elenco di tutte le postazioni
dei bouquet radiofonici nazionali Mux DAB+ RAI, Mux DAB ITALIA e Mux EURODAB ITALIA.
Per consultare la composizione dei multiplex, cliccate sui banner qui sopra.

RADIO DAB: IL MUX RADIO DIGITALE SALERNO DIVENTA MUX RADIO DIGITALE 2

Ci dirigiamo in Campania per segnalare che il Mux RADIO DIGITALE SALERNO ha cambiato nome in Mux RADIO DIGITALE 2.
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FREQUENZE E POSTAZIONI

CAMPANIA
Canale 6A (181,936 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Masso della SignoraSalernoSA

RADIO DAB - MUX DRG DAB (SICILIA): ELIMINATA SMC RADIO

Terminiamo con la Sicilia, dove è già uscita di scena dal Mux DRG DAB
la calabrese SMC Radio di San Marco Argentano (CS)
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
FREQUENZE E POSTAZIONI
SICILIA
Canale 7B (190,640 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Contrada Carminello – Via Michele ScammaccaValverdeCT
Viale Zecchino – Torre ZetaSiracusaSR
Canale 8B (197,648 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte Bonifato – Madonna dell’AltoAlcamoTP
Canale 11D (222,064 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte PellegrinoPalermoPA
CALABRIA
Canale 11D (222,064 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Contrada PirarelliCalannaRC

È MORTO GIANCARLO SANTALMASSI, VOLTO STORICO DEL TG2

Raccontò la politica e la cronaca italiane, dal rapimento di Aldo Moro all’attentato a Giovanni Paolo II
sino alla vicenda del piccolo Alfredino Rampi, caduto e poi morto in un pozzo artesiano a Vermicino
 
È morto Giancarlo Santalmassi. Santalmassi aveva 83 anni ed era ricoverato nella clinica romana Quisisana.
Nato a Roma, all’inizio degli anni ’60 iniziò la carriera collaborando con il settimanale Panorama.
Poi il passaggio in Rai, dove fu prima inviato per Tv Sette, poi redattore al Tg2 divenendo il primo giornalista a condurre il telegiornale,
oltre a diverse trasmissioni di approfondimento. Nel 1994 il passaggio a Radio Rai, per la quale fondò e condusse la trasmissione Zapping.
Nel 1998 il passaggio al Gruppo Il Sole 24 Ore, dove dal 2000 diresse Radio 24.
Dal 2013 diresse il quotidiano di informazione digitale In più, di cui fu anche fondatore e opinionista.
Lunga la sua militanza in Rai, iniziata nel 1961, durante la quale raccontò pagine storiche della politica e della cronaca,
dal rapimento di Aldo Moro (conducendo l’edizione straordinaria del Tg2) all’attentato a Giovanni Paolo II
sino alla vicenda del piccolo Alfredino Rampi, caduto e poi morto in un pozzo artesiano a Vermicino, alle porte di Roma.
 
Il cordoglio della Rai
L’amministratore delegato e il direttore generale della Rai, Giampaolo Rossi e Roberto Sergio, con il Consiglio di amministrazione,
a nome dell’azienda, esprimono ai familiari il proprio “cordoglio”, definendo Santalmassi “volto storico dell’informazione Rai e,
dal sequestro Moro all’attentato a Giovanni Paolo II, testimone di alcuni dei momenti più drammatici del secolo scorso.
Una passione per il giornalismo e un rigore nella narrazione messi al servizio della Rai anche come direttore della Radio”.
 

INDAGINE DELL' AGCOM SULL' UTILIZZO DELL' HBBTV SUL DIGITALE TERRESTRE

Avviata dall’Agcom indagine conoscitiva sull’impiego dello standard HbbTV per la fornitura di servizi di media audiovisivi e radiofonici
tramite piattaforma digitale televisiva terrestre.
 
Con delibera n. 138/25/CONS del 27 maggio 2025, pubblicata nel proprio sito internet il 3 giugno u.s.,
l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha avviato una indagine conoscitiva sull’utilizzo dello standard Hybrid Broadcast Broadband TV
(HbbTV) per la fornitura di servizi di media audiovisivi e radiofonici tramite piattaforma digitale televisiva terrestre.
L’HbbTV è una piattaforma tecnologica, aperta e interoperabile, destinata al trasporto e alla presentazione di applicazioni avanzate
e interattive eseguibili su apparecchi di ricezione televisiva digitale ibridi, cioè, dotati sia di ricevitore conforme allo standard DVB-T
sia di connessione internet a banda larga (in pratica, quasi tutte le smart TV).
Le caratteristiche tecniche dell’HbbTV sono definite dalla norma ETSI TS 102 7961.
Tramite le applicazioni HbbTV, l’utente è in grado di accedere a contenuti streaming erogati attraverso la rete internet
similmente a quanto è possibile fare con le app preinstallate nella memoria delle smart TV per l’accesso ai servizi di media
che operano su rete IP. Nel caso dell’HbbTV, tuttavia, le applicazioni non sono preinstallate nel device:
vengono invece scaricate attraverso informazioni trasportate sui multiplex DTT,
associate ai contenuti audiovisivi in essi contenuti, o, più raramente, come servizi autonomi.
I dati per accedere ai contenuti erogati tramite l’utilizzo dello standard HbbTV sono, di norma, associati al flusso dati
che il fornitore di servizi media (FSMA) trasmette all’operatore di rete al fine di diffondere il programma su DTT.
Al fine di promuovere uno sviluppo efficiente e ordinato dei servizi basati sullo standard HbbTV applicati alla piattaforma televisiva digitale terrestre,
l’Agcom ha, quindi, deliberato di avviare una indagine conoscitiva al fine di acquisire elementi di conoscenza e confronto
sull’utilizzo dello standard HbbTV per la fornitura di servizi di media audiovisivi e radiofonici tramite piattaforma televisiva digitale terrestre.
Aeranti-Corallo sta predisponendo, al riguardo, un proprio documento di osservazioni.
 

CAMPANIA: MELITO IRPINO (AV) CONTRO L' ANTENNA 5G; LA BATTAGLIA DEI CITTADINI

Nel cuore di Melito Irpino è scoppiata una protesta contro la possibile installazione di un’antenna 5G
su un terreno privato situato in pieno centro abitato.
I cittadini, preoccupati per le conseguenze che questa infrastruttura potrebbe avere sulla salute e sull’ambiente,
si sono uniti in un comitato per contrastare il progetto. Questa mobilitazione riflette un fenomeno sempre più diffuso in Italia,
dove diverse comunità si sono opposte con successo all’implementazione della tecnologia 5G nei centri urbani.
Le preoccupazioni della popolazione riguardano principalmente l’esposizione prolungata alle onde elettromagnetiche,
che secondo alcuni studi potrebbe comportare rischi per la salute,
anche se la comunità scientifica non ha ancora raggiunto un consenso unanime sulla pericolosità del 5G.
Inoltre, l’impatto ambientale non è da sottovalutare: la presenza di grandi infrastrutture tecnologiche può alterare il paesaggio urbano
e interferire con la fauna locale. A ciò si aggiunge la questione burocratica,
con molti cittadini che si chiedono se le autorizzazioni siano state rilasciate nel pieno rispetto delle normative.
Di fronte a queste incertezze, il comitato di Melito Irpino ha già iniziato a organizzare incontri pubblici per sensibilizzare la popolazione
e discutere le possibili azioni da intraprendere. Le strategie più efficaci potrebbero includere la raccolta firme per una petizione,
la richiesta di accesso agli atti per verificare la regolarità delle autorizzazioni e il coinvolgimento di esperti del settore sanitario e ambientale
per supportare con dati scientifici la causa. Inoltre, esiste la possibilità di presentare un ricorso legale al TAR,
seguendo l’esempio di altre comunità italiane che sono riuscite a bloccare simili progetti grazie alla pressione pubblica e alle iniziative legali.
Esperienze simili si sono verificate in diverse parti d’Italia ed in Irpinia come a Gesualdo che ha vinto la battaglia.
Infatti il comitato di Melito ha avuto un incontro proprio per sapere quale strada percorrere per raggiungere lo stesso risultato.
Tra le città italiane risulta anche Senigallia, anche qui un comitato ha ottenuto la sospensione dell’installazione di un’antenna grazie a un ricorso amministrativo.
A Cipressa, la protesta locale ha portato all’annullamento dell’autorizzazione,
mentre a Firenze gruppi di cittadini hanno sollevato dubbi sull’impatto ambientale del 5G, ottenendo un riesame dei progetti di implementazione.
Questi successi dimostrano che una mobilitazione ben organizzata può influenzare le decisioni amministrative
e indirizzare le scelte delle istituzioni verso una maggiore cautela nell’adozione di nuove tecnologie.
L’opposizione all’antenna 5G a Melito Irpino non è solo una protesta,
ma una testimonianza dell’importanza della partecipazione attiva dei cittadini nelle decisioni che riguardano il territorio.
Se il comitato riuscirà a coinvolgere un ampio settore della popolazione e a ottenere il sostegno delle istituzioni,
potrebbe avere un impatto significativo sul destino del progetto.
La strada per bloccare l’installazione è ancora lunga e piena di ostacoli, ma la determinazione della comunità potrebbe fare la differenza.
Sarà interessante osservare gli sviluppi di questa battaglia nelle prossime settimane.
 

SICILIA: REVOCATO IL VINCOLO DI TUTELA DELL' ANTENNA RAI DI CALTANISSETTA

Il presidente regionale di Italia Nostra Sicilia fa sentire la sua voce.
“È evidente: siamo di fronte a un caso estremo, patologico di “impotentia deliberandi”.
E adesso, dopo mesi di silenzio, di inerzia assoluta, le chiacchiere riprendono copiose”
 
Scrive alla nostra redazione il professor Leandro Janni, presidente regionale di Italia Nostra Sicilia.
Interviene in merito all’antenna Rai di colle Sant’Anna di Caltanissetta.
L’architetto nisseno inizia così: “Con decreto n. 2574 del 28 maggio 2025, dunque,
il Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana ha revocato il vincolo di tutela
imposto sull’impianto di radiotrasmissione Rai di colle Sant’Anna, a Caltanissetta”.
E aggiunge: “La struttura – Stazione radio o Antenna omnidirezionale Rai a onde medie – era stata vincolata nel 2022,
ai sensi dell’articolo 13 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
La decisione è stata assunta in seguito alla richiesta avanzata dalla Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta,
che ha evidenziato gravi criticità strutturali emerse dopo l’apposizione del vincolo”.
Il presidente regionale di Italia Nostra Sicilia continua:
“Per la Soprintendenza l’instabilità della struttura impedisce la realizzazione di interventi manutentivi straordinari
e potrebbe rappresentare un rischio per la pubblica incolumità.
Il decreto, firmato dal dirigente generale dr. Mario La Rocca, evidenzia che sono venuti meno i presupposti per il mantenimento del vincolo di tutela,
in conformità all’articolo 128 del D.Lgs. n. 42/2004 che consente la revisione delle misure di protezione in presenza di sopravvenuti, nuovi fatti”.
“La revoca del vincolo determinerà la rovinosa conseguenza che l’impianto di radiotrasmissione Rai di colle Sant’Anna
non sarà più soggetto alle disposizioni di tutela che ne regolavano la conservazione e la destinazione d’uso”, scrive ancora Janni.
 
L’antenna Rai di Caltanissetta
“Che dire, ancora? Quante, quante chiacchiere sull’Antenna Rai di colle Sant’Anna, peculiare simbolo verticale del nostro territorio.
Quante chiacchiere sull’Antenna Rai di colle Sant’Anna, patrimonio culturale immeritato della Città di Caltanissetta.
Anni e anni di parole al vento, di inutili ciance in ambito politico e istituzionale:
vertici, tavoli e convegni, studi, perizie e consulenze mentre l’antenna Rai continua a consumarsi”, sottolinea.
“È evidente: siamo di fronte a un caso estremo, patologico di “impotentia deliberandi”.
E adesso, dopo mesi di silenzio, di inerzia assoluta, a seguito del decreto dello scorso 28 maggio 2025, le chiacchiere riprendono copiose.
Copiosissime. L’attuale Amministrazione comunale, in queste ore, ha annunciato un “tavolo tecnico” in Prefettura
e un successivo Consiglio comunale monotematico”, spiega Leandro Janni.
«La tematica di attualità dell’antenna Rai su colle Sant’Anna – leggiamo in un comunicato – sarà affrontata in un tavolo tecnico
convocato da S.E. il Prefetto di Caltanissetta, Chiara Armenia.
L’incontro, che si terrà nei prossimi giorni, vedrà la partecipazione dei dirigenti di Rai Way,
della Soprintendente ai Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta e dei rappresentanti istituzionali coinvolti».
“Insomma: ancora una volta siamo di fronte a reazioni (verbali) e non ad azioni (concrete)?”, conclude il presidente Janni.
 

SICILIA: GIOVANE SCALA L' ANTENNA RAI DI CALTANISSETTA, TORNA L' ALLARME SICUREZZA SUL COLLE SANT'ANNA