Domenica 20 aprile 2025

TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA.

A cura di Salvatore Cambria

Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.

CALABRIA IN DIGITALE - MUX LOCALE 2 / 3: PASSAGGIO IN H.265 HEVC PER 5 CANALI TV, RITORNO IN ALTA DEFINIZIONE PER BUSINESS CHANNEL

Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Calabria.
Nei Mux LOCALE 2 e Mux LOCALE 3 hanno iniziato a trasmettere in H.265/HEVC ed in definizione standard
EVENTI TV (LCN 118), TV MOTORI (LCN 175) e PLAY CALABRIA sulla LCN 178 identificata PLAY TV.
Inoltre la stessa modalità video è stata nuovamente adottata, a quasi un anno di distanza,
da ANY FASHION TV (LCN 180) e LA GRANDE ITALIA sulla LCN 186 denominata GRANDE ITALIA.
BUSINESS CHANNEL, sintonizzabile sulla LCN 187 nel Mux LOCALE 2 e senza numerazione automatica nel Mux LOCALE 3,
ha ripristinato l’alta definizione con la risoluzione 960×1080, sempre in MPEG-4 H.264.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa dei multiplex, cliccate sui banner qui sopra.

RADIO DAB - MUX CR DAB (LOMBARDIA): ATTIVATO IL SEGNALE DA VALCAVA (BG), CAMBIO DI POSTAZIONE A MILANO

Occupiamoci ora della Radio DAB iniziando dalla Lombardia per segnalare che il Mux CR DAB
ha acceso il Canale 11A dai ripetitori di VALCAVA – PRATO DELLA COSTA a Caprino Bergamasco (BG)
e VIA TURATI a Milano.
Contemporaneamente è stato spento il segnale, sulla medesima frequenza, dall’impianto di VIA GUGLIELMO SILVA.
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
FREQUENZE E POSTAZIONI
LOMBARDIA
Canale 6D (187,072 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Colle Vedetta – Via ButtafuocoBresciaBS
Canale 11A (216,928 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Valcava – Prato della CostaCaprino BergamascoBG
Via BottoRoncolaBG
Via TuratiMilanoMI
Per l’occasione abbiamo riaggiornato l’elenco degli operatori DAB+ sintonizzabili a Milano.

RADIO DAB: NUOVA ATTIVAZIONE PER IL MUX GO DAB (FRIULI-VENEZIA GIULIA) IN PROVINCIA DI PORDENONE

Ci spostiamo in Friuli-Venezia Giulia, dove lo scorso venerdì 18 aprile
è stato acceso il Mux GO DAB sul Canale 9B dal ripetitore di CASTALDIA ad Aviano (PN).
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
FREQUENZE E POSTAZIONI

FRIULI-VENEZIA GIULIA
Canale 9B (204,640 MHz)
PostazioneComuneProvincia
CastaldiaAvianoPN
Viale PalmanovaUdineUD

RADIO DAB - CR DAB SALERNO: INSERITA RADIO ITALIA ANNI 60

Scendiamo in Campania, dove è stata aggiunta R. ITALIA ANNI60 nel Mux CR DAB SALERNO.
Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
FREQUENZE E POSTAZIONI
CAMPANIA
Canale 8C (199,360 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Punta della CarpininaPerdifumoSA

RADIO DAB - MUX MEDIA DAB (BASILICATA): ARRIVA GIORNALE RADIO

Ci dirigiamo in Basilicata, dove è stata inserita la milanese GIORNALE RADIO nel Mux MEDIA DAB.
Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
FREQUENZE E POSTAZIONI
BASILICATA
Canale 12B (225,648 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte Sant’ArcangeloColobraroMT
Contrada InforcataPomaricoMT
Monti Li FojPicernoPZ

LIGURIA: CENSITA LA LISTA FM E DAB+ DI GENOVA

Nella nostra sezione LIGURIA IN DIGITALE abbiamo realizzato l’elenco delle emittenti FM e degli operatori DAB+,
sintonizzabili nella città di Genova.
Cliccando sui rispettivi banner qui sotto, potete consultare le relative liste.

RADIO FM: ATTIVATA RADIO BRUNO SUI 99.0 MHZ DA GROSSETO

Per quanto riguarda la radio FM, RADIO BRUNO di Carpi (MO) è stata recentemente collegata sui 99.0 MHz
dalla postazione di POGGINO ROSELLE a Grosseto al posto della locale RADIO BARBANELLA CITY.

ABRUZZO: ADDIO A "EDI", È MORTO IL DJ ALDO FERRANTE DI RADIO SOLE

La sua famiglia, che in passato è stata proprietaria di questa emittente, oggi possiede il “Paradiso Country House”,
in strada Colle Renazzo a San Silvestro, al cui interno è stata allestita la camera ardente per dare l’ultimo saluto all’uomo.
 
È morto nella mattinata di sabato 12 aprile a 56 anni “Edi”, al secolo Aldo Ferrante, storico dj di Radio Sole.
La sua famiglia, che in passato è stata proprietaria di questa emittente, oggi possiede il “Paradiso Country House”,
in strada Colle Renazzo a San Silvestro, al cui interno è stata allestita la camera ardente per dare l’ultimo saluto all’uomo.
Ferrante, amatissimo da tutti, lascia il papà Enrico, la moglie Leondina, i figli Enrico e Nicola, le nuore Eleonora e Sara,
le nipoti Beatrice e Rebecca, la sorella Lorena, i fratelli Steavens ed Edward.
 

LOMBARDIA: POSATA LA TARGA PER RADIO MILANO LIBERATA

Il 26 aprile del 1945 dalle onde radiofoniche di Radio Milano Liberata
parte il primo annuncio ufficiale della liberazione della città dall’occupazione nazi-fascista.
In un’aula della scuola elementare “Damiano Chiesa”, in via Antonini 50, periferia sud di Milano, finiva il regime e iniziava una nuova Italia.
Domenica 13 aprile, alle ore 15, i rappresentanti dell’Amministrazione comunale sono stati alla scuola per porre una targa
in memoria di questo storico momento condividendo con il quartiere Vigentino e la cittadinanza un momento di festa.
Alle ore 9 del mattino, dopo le note dell’Inno di Mameli, una voce inaspettata si levò dai sotterranei dell’edificio:
era quella di Giuseppe Gaiani, ingegnere in pensione, improvvisato speaker della libertà. I giornalisti della Repubblica Sociale erano fuggiti.
Fu lui a pronunciare le parole che segnarono la fine del regime e l’inizio di un nuovo tempo:
“In nome del popolo italiano, il Comitato di Liberazione Nazionale per l’Alta Italia assume tutti i poteri civili e militari.
Proclama lo stato di eccezione in tutto il territorio di sua competenza. Tutti i corpi militari fascisti sono disciolti.
I loro membri devono abbandonare il loro posto immediatamente e recarsi nei campi di concentramento,
in attesa dell’accertamento delle rispettive responsabilità”.
Radio Milano Liberata, questo il nome della stazione, trasmetteva dagli ex studi dell’EIAR – la radio di Stato del regime –
trasferiti lì dopo i bombardamenti su corso Sempione.
Quegli spazi, un tempo dedicati alla propaganda fascista, diventavano ora la culla della verità.
L’EIAR, fondata nel 1924 – l’anno dell’assassinio di Giacomo Matteotti – era stata per vent’anni il megafono del regime,
la voce che glorificava il Duce e silenziava ogni dissenso. Ma accanto a essa, nel buio della clandestinità, cresceva anche un’altra voce:
quella di Radio Tevere, che già nel 1944, tra jazz proibito e ironia dissacrante, rompeva la maschera del potere.
Il 28 aprile, sempre da via Antonini, Radio Milano Liberata trasmise un’altra notizia destinata a cambiare per sempre il corso della storia:
“Volontari della libertà si sono impadroniti oggi alle 16, a Giulino di Mezzegra, di Mussolini e dei principali gerarchi fascisti,
giustiziandoli dopo un breve ma regolare processo”.
Era la fine del Ventennio. Nei giorni seguenti, attraverso le frequenze liberate, il Comitato di Liberazione Nazionale per l’Alta Italia –
con Riccardo Lombardi primo prefetto della Milano libera – annunciava al Paese l’inizio della ricostruzione morale e civile, ammonendo:
“Siate generosi e giusti ma siate fermi e risoluti. Non permettete che il fascismo schiacciato risorga un’altra volta,
perché la classe responsabile dei nostri disastri esiste ancora”.
Dal 26 aprile 1945, la radio non fu più soltanto uno strumento di potere. Tornò a essere memoria, verità, libertà.
 

LIGURIA: RAI A SINGHIOZZO AD ALASSIO (SV)

Le prime lamentele mentre era in onda su Rai2 la Parigi-Roubaix di ciclismo,
poi numerosi post su Facebook da parte di utenti alassini che segnalano come sia impossibile vedere il bouquet RAI sul digitale terrestre.
Oltre ai tre canali principali scomparsi dagli schermi anche RAI Premium, RAI Movie, RAI Sport e RAI Movie.
Regolare invece il servizio delle altre piattaforme e ovviamente zero problemi per chi riceve il segnale dal satellite.
Abbiamo interpellato un tecnico che puntualizza la situazione e che pone la causa del problema
sulla propagazione delle onde magnetiche dalla Toscana che disturbano i canali liguri, come avviene soprattutto d’estate.
Poi, in alcuni casi, ci potrebbe anche essere il problema di decoder che non recepiscono i nuovi codec digitali e qui non resta che munirsi di nuova TV.
Nei giorni scorsi analoghi problemi si sono registrati ad Albenga dove invece è a volte impossibile vedere il segnale di Tv8.
Non ci sono possibilità di rimediare al problema perché quella della propagazione è un fenomeno che esula da questioni tecniche.
Per una soluzione ideale dunque, come suggeriscono gli esperti, munirsi di parabolica o altrimenti sperare che il segnale ritorni in tempi brevi.
 

TOSCANA: FONDI REGIONALI ALLE TV PRIVATE, SCONTRO USIGRAI - GIANI

Sindacato dei giornalisti e Cdr della Rai contro il governatore toscano, pronto a sottoscrivere contratti di servizio con le tivù locali
 
Proprio mentre le opposizioni – per una volta unite – lanciavano l’allarme per lo smantellamento del servizio pubblico e la democrazia,
un altro attacco alla Rai arrivava da un big del Pd, il governatore toscano Eugenio Giani,
che apriva all’idea ventilata dal commissario Agcom, Antonello Giacomelli, di contratti di pubblico interesse
che consolidino il rapporto fra il mondo dell’emittenza televisiva locale e le istituzioni.
Tradotto: fondi pubblici della Regione Toscana a emittenti locali, con buona pace da un lato dell’indipendenza dell’informazione,
dall’altro del servizio pubblico.
 
“Ormai la Rai è sempre meno regionale”
Un rapporto di committenza “l’auspicherei”, ha spiegato Giani, “perché lo Stato per la sua autorevolezza,
la sua informazione istituzionale ha un rapporto con la Rai che è sempre meno regionale e sempre di più si concentra su un’informazione statale”.
E questo aspetto, per il governatore, pone la necessità alle Regioni di costruire un rapporto analogo con le tv del territorio.
“Avendo come Regioni non un solo mezzo di informazione, la Rai,
ma una pluralità di soggetti che a livello sono cresciuti in qualità e investimenti,
dovremo trovare un metodo nel momento in cui decidiamo di legiferare – avverte il governatore. –
Se trovassimo un metodo, sarei apertissimo a contratti di servizio che gestiti in modo equilibrato, senza favorire nessuno,
ma declinati in termini obiettivi, possano dare ancora più sostegno all’attività di questi mezzi di informazione”.
 
“Proposta pericolosa”
Una proposta bollata immediatamente come “molto pericolosa” dall’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai.
“Ci chiediamo se Giani voglia smembrare il Servizio Pubblico”, si legge in una nota congiunta del sindacato e coordinamento Cdr Tgr.
“La vecchia ambizione di chi animò la Legge Gasparri, che prevede la possibilità di attivare contratti di servizio regionali,
ora trova sponde anche nel Pd? Se fino ad oggi questa possibilità è rimasta lettera morta”, aggiunge l’Usigrai,
“è perché è evidente che attivarla significa privatizzare di fatto il Servizio Pubblico e condannare la Rai al ridimensionamento”.
Inoltre “dal 2021 ogni anno 110 milioni di euro vengono impropriamente sottratti dal canone Rai per finanziare il fondo unico
per il pluralismo e l’innovazione digitale dell’informazione e dell’editoria, a cui attingono anche le TV private.
Ben venga ogni sostegno all’editoria e all’informazione locale, ma il canone dovrebbe servire a garantire esclusivamente il servizio pubblico della Rai”,
concludono l’Esecutivo Usigrai e il Coordinamento Cdr Tgr.
 

LAZIO: ANTENNA 5G A SAN SABA (RM),
IL TAR DÀ RAGIONE A COMUNE E RESIDENTI. "ORA LA RIMOZIONE"

L’assessore Veloccia: “Soddisfatti, gli operatori devono rispettare i principi di un’installazione consapevole”. Esultano i cittadini
 
Sull’antenna di via Federico Zuccari a San Saba il Tar ha dato ragione al Comune di Roma e ai residenti che da tempo combattono contro l’installazione.
I giudici del Tribunale amministrativo regionale hanno respinto il ricorso dell’operatore di telecomunicazioni contro il Campidoglio,
che aveva annullato l’autorizzazione per il nuovo antennone di telefonia mobile.
 
Il Tar dà ragione al Comune
Un risultato che fa esultare gli abitanti della zona che, uniti nel comitato “No antenne a San Saba” avevano a lungo dato battaglia,
e per cui la notizia del ricorso dell’operatore al Tar era “arrivata come una bomba a ciel sereno”. Motivo per cui oggi l’entusiasmo è grande:
“Vi aspettiamo tutti lunedì 14 aprile in via Federico Zuccari per fare un brindisi tutti insieme” scrivono gli attivisti.
 
Trombetti: “Ora la rimozione”
E la decisione del Tar non soddisfa solo gli abitanti di San Saba: “Sono molto soddisfatto dell’esito di questa annosa vicenda –
è il commento del presidente della commissione capitolina Patrimonio e politiche abitative, Yuri Trombetti –
perché non vi era la necessità di una ulteriore installazione nel Rione San Saba.
Antenne che ormai stanno devastando lo skyline della Capitale oltre a esporre i cittadini a un vertiginoso aumento delle emissioni elettromagnetiche.
Grazie all’assessore Maurizio Veloccia che ci ha fattivamente sostenuto, il Comune ha agito tempestivamente annullando il provvedimento.
Trombetti ricorda inoltre che “il Comune aveva annullato il provvedimento in autotutela,
ritenendo l’installazione illegittima e immotivata vista la presenza di altre numerose antenne nell’area.
La richiesta di installazione era passata a causa del silenzio assenso e, nonostante l’annullamento in autotutela,
i gestori avevano pensato bene di accendere comunque l’antenna”.
Il passo successivo sarà la rimozione dell’antenna, un intervento per cui, sottolinea il consigliere dem, “ci metteremo subito al lavoro.
Continueremo comunque, insieme all’assessore Veloccia, a vigilare sui tetti di Roma dove ormai ogni giorno appaiono nuove installazioni creative”.
 
Veloccia: “Operatori rispettino i principi di un’installazione consapevole”
A commentare la decisione del Tar è anche l’assessore capitolino all’Urbanistica, Maurizio Veloccia:
“Siamo soddisfatti della sentenza che dà ragione al Dipartimento Urbanistica che aveva provveduto, in autotutela,
ad annullare il permesso di costruire per l’installazione di un’antenna a San Saba – sottolinea –
in considerazione del fatto che non erano state fatte le verifiche preliminari,
propedeutiche all’installazione dell’antenna stessa utilizzando il consolidamento del titolo con silenzio assenso”.
Veloccia specifica anche che, in questo caso specifico, era stata installata “un’antenna proprio di fronte a un palazzo
dove già ne sorgeva un’altra senza verificare prima la possibilità di andare in co-siting,
riducendo quindi sia l’impatto estetico e sia quello ambientale.
Pur ritenendo la copertura del segnale radiomobile necessario alla città e nella consapevolezza
che le stazioni radiomobili vengono considerate dalla norma nazionale come opere di interesse pubblico e di urbanizzazione primaria,
è fondamentale che gli operatori rispettino i criteri e i principi di un’installazione consapevole 
che minimizzi l’impatto estetico e il rischio dei campi magnetici”.
 

MARCHE: TV CENTRO MARCHE COMPIE 50 ANNI

Qui di seguito pubblichiamo il seguente video di TV CENTRO MARCHE, con sede a Jesi (AN),
che celebra i 50 anni dall’inizio delle trasmissioni.
Attualmente TV CENTRO MARCHE trasmette sulla LCN 10 ed in alta definizione con la risoluzione video 1920×1080
Per consultare gli impianti attivi e la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sotto.

CROAZIA: APERTE LE OFFERTE PER LE CONCESSIONI NEI MUX HRT L-ZA ED OIV CROATIA DAB+

Durante la riunione dello scorso 16 aprile, il Vijeće za elektroničke medije (in italiano Consiglio dei media elettronici)
ha aperto le offerte ricevute per l’avviso di 3 concessioni della fornitura di servizi di media radiofonici.
 
 
Concessione televisiva
 
Regione digitale: L-ZA (città di Zaprešić e Sveta Nedelja, parte della città di Samobor
e comuni di Bistra, Brdovec, Dubravica, Jakovlje, Luka, Marija Gorica e Pušća) –
SJEVER SJEVEROZAPAD doo di Zaprešić;
 
 
Concessione radiofonica FM (105.8 MHz)
 
Area G-NA (città di Našice e comune di Đurđenovac) – Associazione Radio Marija di Zagabria;
 
 
Concessione DAB+
 
Regioni digitali: Mux 1 (Repubblica di Croazia) – nessuna offerta ricevuta;
 
DB0-DC0 (Regioni del Međimurje, di Varaždin, di Koprivnica e Križevci, di Bjelovar e della Bilogora, di Krapina e dello Zagorje,
città di Zagabria, Regioni di Zagabria, di Sisak e della Moslavina, di Karlovač e Regione litoraneo-montana) –
TVORNICA KULTURE doo di Zagabria e RADIO POSTAJA NEDELIŠĆE doo di Nedelišće;
 
DD0 (Regione litoraneo-montana, Istria, Regione della Lika e di Segna) – TVORNICA KULTURE doo di Zagabria;
 
DE0 (Regioni della Lika e di Segna, di Zara, di Sebenico e Tenin) – nessuna offerta ricevuta;
 
DF0 (Regioni spalatino-dalmata e raguseo-narentana) – nessuna offerta ricevuta
 
DG0 (Regione raguseo-narentana) – nessuna offerta ricevuta
 

SLOVENIA: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE DEI PROGRAMMI ITALIANI DI RADIO E TV CAPODISTRIA

A Meridiani il punto della situazione dei programmi italiani di Radio e TV Koper-Capodistria
 
Il mondo dell’informazione e dei media della Comunità Nazionale Italiana, e in particolare i nostri programmi,
sta vivendo uno dei periodi più bui della sua lunga e importante storia.
A Meridiani, con i dirigenti delle nostre emittenti e i rappresentanti politici negli organismi decisionali che riguardano i programmi CNI,
faremo il punto della situazione, alla luce dei recenti sviluppi a livello aziendale e politico.
 

SPAGNA: 3CAT LANCERÀ UN NUOVO CANALE ULTRA HD NEL 2025

Sarà trasmesso in 4K, con miglioramenti come HDR, audio immersivo e accesso multipiattaforma.
Il progetto comprende test, formazione tecnica, adattamento tecnologico e un modello di emissioni progressivo.
 
3Cat si prepara a entrare in una nuova fase nell’evoluzione della televisione pubblica in Catalogna
con il lancio di un canale in Ultra Alta Definizione.
Questa iniziativa, che si concretizzerà nel corso del 2025, non è un esperimento isolato, ma il risultato di anni di preparazione tecnologica,
di test su trasmissioni di prova e di un fermo impegno nell’offrire ai cittadini la migliore esperienza audiovisiva possibile.
Entro il 2025, la Corporazione Catalana dei Media Audiovisivi (CCMA) diventerà uno dei pionieri dell’Ultra Alta Definizione
sulla Televisione Digitale Terrestre (DTT) in Spagna, insieme alla Televisione Nazionale Spagnola (RTVE) e alla Televisione Galiziana (TVG).
La televisione pubblica spagnola ha iniziato a trasmettere regolarmente in UHD il suo canale principale, La1, nel febbraio 2024,
mentre nel marzo 2025 la televisione pubblica galiziana è diventata la prima emittente regionale a trasmettere regolarmente in Ultra HD.
Natàlia Prats, Direttrice delle Infrastrutture Digitali e Tecnologiche dell’Ente Catalano per i Media Audiovisivi,
ha sottolineato l’importanza di questo impegno: “Si trattava di un passo assolutamente necessario.
Il nostro obiettivo è raggiungere il maggior numero possibile di cittadini e, se la tendenza si sta spostando verso l’UHD,
dobbiamo esserci”, ha spiegato.
Il nuovo canale non offrirà solo contenuti in 4K, ma integrerà anche tecnologie come HDR, uno spettro cromatico più ampio,
una maggiore fluidità delle immagini e un suono immersivo. Sebbene il canale UHD non abbia ancora una data di lancio definitiva,
il percorso per arrivarci è stato lungo e meticoloso.
Dal 2021, 3Cat ha condotto numerosi test di trasmissione in Ultra High Definition, sia per eventi speciali che per contenuti quotidiani.
Il processo ha incluso la modernizzazione delle attrezzature, l’adattamento delle sale di post-produzione,
la creazione di applicazioni per Smart TV e una strategia chiara per l’integrazione graduale dei contenuti UHD nella piattaforma digitale di 3Cat.
A livello operativo, 3Cat dispone già di un’unità mobile per produzioni di medie dimensioni e lavora con standard come SMPTE 2110
per ottimizzare la gestione dei segnali UHD. “Non abbiamo iniziato da zero”, sottolinea Guaus, “ma abbiamo dovuto ripensare i flussi di lavoro,
la gestione delle risorse multimediali, l’archiviazione, l’acquisizione e la riproduzione”.
3Cat prevede di mantenere la trasmissione in HD e di rafforzare l’accesso ai contenuti UHD tramite DTT, IP e la sua piattaforma digitale.
Per quanto riguarda le previsioni di adozione, Roig sottolinea che la domanda crescerà,
dato che nel 2023 il 30,8% dei televisori venduti in Spagna era compatibile con l’UHD e nel 2024 la cifra ha superato il 35%.
Sebbene lo streaming 8K non rientri nei loro piani immediati, non lo escludono per usi specifici come le registrazioni a 360°.
Per quanto riguarda il suono immersivo, ritengono che abbia maggiori potenzialità negli ambienti on-demand rispetto al digitale terrestre convenzionale.
Oltre all’implementazione tecnica, 3Cat insiste sul fatto che affinché l’UHD diventi uno standard in Spagna,
è essenziale migliorare aspetti chiave quali la disponibilità dello spettro e l’implementazione del DVB-T2.
Parallelamente, si stanno preparando anche per eventi dal vivo in UHD, dai concerti agli eventi sportivi,
grazie alle loro attuali attrezzature e capacità tecniche.
 

SVIZZERA: 8000 TICINESI SONO PASSATI AD ASCOLTARE LE RADIO ITALIANE

Un disastro chiamato DAB+: 8000 ticinesi sono passati ad ascoltare le radio italiane
 
L’abbandono delle frequenze FM per l’ascolto delle radio della SSR fa crollare gli ascolti in Ticino
 
Lo scorso dicembre avevamo realizzato un sondaggio nel quale chiedevamo ai nostri lettori
se ritenevano problematico lo spegnimento delle frequenze FM delle radio della SSR e passare alla tecnologia DAB+.
Ebbene, il 77% dei lettori aveva risposto che abbandonare l’FM poteva rappresentare un problema.
Non ci voleva molto ad arrivarci.
Perfino Roger Schawinski, storico imprenditore del settore dei media, aveva ritenuto la decisione della SRG del tutto incomprensibile,
insensata a livello ecologico e con costi elevati per i consumatori.
A distanza ormai di quattro mesi dalla trasformazione digitale dell’ascolto radiofonico si tirano i primi bilanci, e il risultato è tutt’altro che positivo.
La Svizzera romanda e la Svizzera italiana sono le zone maggiormente colpite dal calo degli ascolti delle emittenti radiofoniche della SSR,
dopo lo spegnimento delle frequenze FM all’inizio del 2025.
Secondo il portavoce della SRG Nik Leuenberger il calo viene spiegato col fatto che «queste regioni non sono protette dalla barriera linguistica».
«La Svizzera romanda, così come il Canton Ticino, soffre maggiormente della concorrenza delle emittenti straniere perché non esiste una barriera linguistica»,
ha affermato il portavoce della SSR alla stazione radiofonica romanda “RTS Première”.
Molte stazioni radio francesi e italiane continuano a trasmettere in FM: in Francia la fine della tecnologia analogica è prevista per il 2033.
«Abbiamo registrato un aumento di 50.000 persone nella Svizzera romanda e di 8.000 nel Canton Ticino che ascoltano queste stazioni»,
ha affermato Philippe Zahno, presidente delle Radio Régionales Romandes, anche lui ospite della RTS sabato mattina.
In realtà non solo sulle radio italiane, ma molti ascoltatori ticinesi si sono spostati sulle frequenze di Radio Ticino e Radio 3i
che negli ultimi mesi hanno acquisito utenza.
 
La relativa protezione del dialetto
Nonostante il frequente utilizzo del dialetto, la Svizzera tedesca non è stata risparmiata:
80.000 ascoltatori sono passati alla radio FM tedesca o austriaca, ma «questa è una cifra relativamente inferiore rispetto alle altre regioni»,
ha proseguito Zahno. Come reagisce la SRG a un simile declino? Il portavoce della SRG ha proseguito:
«Non è una sorpresa, ci vorrà del tempo prima che la situazione si riprenda. La digitalizzazione è una realtà e subirà un’ulteriore accelerazione».
«Il calo di un quarto degli ascolti radiofonici della RTS ha avuto un impatto positivo sulle radio private», 
ha spiegato il presidente di Radios Régionales Romandes. Nonostante ciò non vuole cantare vittoria,
perché «la situazione non è affatto buona per l’intero settore radiofonico».
 
Anche le radio private prevedono un calo
Il settore radiofonico, in collaborazione con l’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM),
ha deciso di disattivare la radio via OUC in tutta la Svizzera entro la fine del 2026.
La SRG ha smesso di trasmettere in FM già alla fine del 2024.
«Se perdiamo un quarto dei nostri ascoltatori, la pubblicità crollerà e le stazioni radio chiuderanno», ha affermato Zahno, guardando alla fine del 2026.