Domenica 9 marzo 2025

TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA.

A cura di Salvatore Cambria

Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.

RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI E CAMBI DI FREQUENZA IN CORSO PER I MUX DAB ITALIA ED EURODAB ITALIA

Iniziamo parlando della Radio DAB.
Il Mux EURODAB ITALIA ha completato il passaggio dal blocco 12A al Canale 7A in Abruzzo.

ABRUZZO
Canale 7A (188,928 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte CimaraniAvezzanoAQ
Monte Le SerreGoriano SicoliAQ
San GiacomoL’AquilaAQ
Monte Arnone – Le ManellaOricolaAQ
Monte della SelvaOrtona dei MarsiAQ
Monte MorroneTornimparteAQ
Monte PallanoBombaCH
Monte Majella – Grand Hotel PanoramaPretoroCH
Pietra CornialeBussi sul TirinoPE
Colle PinetaPescaraPE
Contrada Feudo – Via Colle della PennaCastellaltoTE
Collina Sant’ArgangeloMontorio al VomanoTE
Colle IzzoneTeramoTE
Inoltre è stato attivato il Canale 10A dalla postazione campana di VIA PETRILI a Sant’Angelo dei Lombardi (AV).
Il Mux DAB ITALIA ha acceso il Canale 7D dal ripetitore di MADONNA DELLA SALUTE a Vittorio Veneto (TV),
mentre è stato riconvertito dal blocco 12C al Canale 12B l’impianto di MASI ALLA MUTTA a Tirolo (BZ), in Trentino-Alto Adige.
Alla luce delle ultime novità, abbiamo riaggiornato la griglia con l’elenco di tutte le postazioni
dei bouquet radiofonici nazionali Mux DAB ITALIA e Mux EURODAB ITALIA.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa dei multiplex, cliccate sui banner qui sopra.

RADIO DAB: SPENTO DEFINITIVAMENTE IL MUX SPACEDAB (BASILICATA)

Ci spostiamo in Basilicata per segnalare lo spegnimento definitivo del Mux SPACEDAB
che trasmetteva sul Canale 9C dai seguenti ripetitori.
FREQUENZE E POSTAZIONI

BASILICATA
Canale 9C (206,352 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte Sant’ArcangeloColobraroMT
Masseria DivellaPomaricoMT
Monti Li FojPicernoPZ
Questa è stata l’ultima composizione.

RADIO DAB - MUX MEDIA DAB (BASILICATA): AGGIORNATA LA COMPOSIZIONE, EFFETTUATO IL CAMBIO DI FREQUENZA

Rimaniamo in Basilicata, dove abbiamo attualizzato il Mux MEDIA DAB
che ha recentemente riconvertito il ripetitore dei MONTI LI FOJ a Picerno (PZ) dal blocco 9A al Canale 12B,
attivando inoltre, sempre su questa frequenza, i ripetitori di MONTE SANT’ARCANGELO a Colobraro (MT)
e CONTRADA INFORCATA a Pomarico (MT).
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FREQUENZE E POSTAZIONI

BASILICATA
Canale 12B (225,648 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte Sant’ArcangeloColobraroMT
Contrada InforcataPomaricoMT
Monti Li FojPicernoPZ

RADIO DAB: NUOVA ATTIVAZIONE PER IL MUX DRG DAB (SICILIA), INSERITA RADIO SPAZIO NOI

Scendiamo in Sicilia, dove segnaliamo l’arrivo della palermitana Radio Spazio Noi nel Mux DRG DAB.
Inoltre è stato recentemente acceso il Canale 11D dalla postazione calabrese di CONTRADA PIRARELLI a Calanna (RC).
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FREQUENZE E POSTAZIONI
SICILIA
Canale 7B (190,640 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Contrada Carminello – Via Michele ScammaccaValverdeCT
Viale Zecchino – Torre ZetaSiracusaSR
Canale 8B (197,648 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte Bonifato – Madonna dell’AltoAlcamoTP
Canale 11D (222,064 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte PellegrinoPalermoPA
CALABRIA
Canale 11D (222,064 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Contrada PirarelliCalannaRC

RADIO DAB - MUX GO DAB (SICILIA): ELIMINATI RADIO DOC E RADIO SPORTIVA

Restiamo in Sicilia per segnalare la rimozione dal Mux GO DAB
della musicale RADIO DOC di Capo d’Orlando (ME) che era identificata * DOC *
e della toscana RADIO SPORTIVA di Ponsacco (PI) che era denominata SPORTIVA e che resta ascoltabile nel Mux DRG DAB.
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FREQUENZE E POSTAZIONI
SICILIA
Canale 10C (213,360 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte PellegrinoPalermoPA

RADIO DAB - MUX MEDIA DAB (SICILIA) B: ELIMINATI RADIO DOC, RADIO RETE CENTRALE E RADIO SPORTIVA

Anche nel Mux MEDIA DAB SICILIA (B) sono usciti di scena RADIO DOC, che era denominata * DOC *, e RADIO SPORTIVA.
Sempre su questa frequenza, inoltre, non è più presente Radio Rete Centrale di Caltagirone (CT) che era identificata RETE CENTRALE.
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FREQUENZE E POSTAZIONI

SICILIA
Canale 9B (204,640 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Contrada Carminello – Via Michele ScammaccaValverdeCT

SICILIA: È MORTO MIMMO PEDRIGLIERI

È stato uomo di televisione e di comunicazione. Aveva 71 anni
 
Addio a Mimmo Pedriglieri, genio della comunicazione e degli eventi.
Modica piange la scomparsa di Mimmo Pedriglieri, un uomo che ha rivoluzionato il mondo della comunicazione
e dell’organizzazione di eventi.
Aveva 71 anni e ha lasciato un segno indelebile nel panorama culturale e gastronomico della provincia e non solo.
Romano di nascita, ma modicano d’azione , Mimmo era l’istrionico, il visionario.
Profondo conoscitore del mondo del cibo, è stato l’artefice di alcune delle più fortunate iniziative del territorio.
“Mangia sano, scegli ragusano”, il Sibirra, la Festa del Cioccolato, Il giorno del Gigante:
eventi che portano la sua firma e che hanno contribuito a valorizzare le eccellenze locali con un tocco innovativo e coinvolgente.
Da 14 anni, Mimmo aveva dedicato anima e corpo al Trofeo del Mare, un evento che, grazie alla sua cura maniacale e alla sua passione,
è diventato un punto di riferimento nella promozione e nella diffusione della cultura del mare a livello nazionale.
Era un uomo a cui ci si affidava con la certezza del successo.
Aveva una capacità unica di trasformare un’idea in un evento straordinario, di unire persone e realtà diverse,
di creare format capaci di coinvolgere e appassionare il pubblico. La sua scomparsa lascia un grande vuoto,
ma il suo lavoro e il suo spirito creativo continueranno a vivere nelle iniziative che ha saputo plasmare con talento e dedizione.
Ragusa perde un maestro dell’arte di comunicare e celebrare,
ma il suo ricordo resterà vivo nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e collaborare con lui.
 

È MORTO BRUNO PIZZUL, VOCE STORICA DEL CALCIO: RACCONTÒ L' HEYSEL E LE NOTTI MAGICHE

Aveva 86 anni, dal 1986 al 2002 telecronista dell’Italia: dall’angosciante Juve-Liverpool del 1985
al suo “Robertobaggiooo” che entrò nel cuore di tutti. I rigori di Pasadena, la Serie A che dominava l’Europa…
Si è spento all’ospedale di Gorizia, i funerali venerdì a Cormons
 
È morto all’ospedale di Gorizia Bruno Pizzul, storica voce del giornalismo sportivo italiano. Avrebbe compiuto 87 anni sabato.
I funerali si sono tenuti venerdì alle 14.30 nel Duomo di Cormons.
È stato la voce delle notti magiche del Mondiale 1990, dei rigori di Pasadena quattro anni dopo.
Il suo “Robertobaggioooo” entrò nel cuore di tutti. Ha raccontato le partite dell’Italia per 16 anni, dal 1986 al 2002,
l’ultima è stata Italia-Slovenia del 21 agosto 2002, amichevole giocata a Trieste e persa dagli azzurri 1-0.
Pizzul ha commentato le partite della nazionale in cinque campionati mondiali, quattro campionati europei,
in tutte le partite di qualificazione ai Mondiali e agli Europei a eccezione della finale per il 3° posto di Italia ’90
(solo perché impegnato in quella per il titolo del giorno seguente allo Stadio Olimpico).
 
In campo
Nato a Udine, in Rai dal 1969, aveva giocato a calcio prima poi nella squadra parrocchiale di Cormons, la Cormonese, poi nella Pro Gorizia.
Diventato professionista, il suo ruolo era il centromediano e fu ingaggiato dal Catania nel 1958.
Laureato in giurisprudenza, ha insegnato nelle scuole medie prima di essere assunto in Rai con un concorso.
 
Le coppe
La sua prima telecronaca (8 aprile 1970, Juventus-Bologna, spareggio di Coppa Italia sul campo neutro di Como)
inizio al 16° minuto perché arrivò in ritardo.
Nel 1972 raccontò la prima finale internazionale, quella dell’Europeo vinto dalla Germania Ovest sull’Urss per 3-0.
Nel 1973 fu la voce del successo del Milan in Coppa delle Coppe,
gli ultimi successi internazionali sono quelle del 1999 (Lazio in Coppa Coppe e Parma in Coppa Uefa).
È stato anche il commentatore della finale di Coppa Campioni della Juve quando ci fu la strage dell’Heysel, il 29 maggio 1985.
In anni in cui la Serie A dominava l’Europa e le finali le giocavamo vincendole.
Pizzul è stato anche conduttore della Domenica Sportiva, oltreché di Sport Sera, Domenica Sprint dal 1976 al 1990.
 

LOMBARDIA: RADIO MILANO INTERNATIONAL COMPIE 50 ANNI

Quest’anno celebriamo una data importante per la radio italiana.
La nascita delle prime radio libere, che abbattevano il muro del monopolio RAI e la successiva sentenza costituzionale,
che sanciva la liberalizzazione dell’etere. Forse c’erano già stati dei tentativi precedenti,
ma storicamente questa data la si vuole fissare al 10 marzo 1975.
Alle 17 del pomeriggio partì il brano dei Who “I’m Free”,
da un trasmettitore militare collocato a bordo di un furgone per sfuggire ai controlli dell’escopost.
Era la nascita di Radio Milano International.

AERANTI-CORALLO: CONTRIBUTI TV E RADIO LOCALI ANNO 2025 DI CUI AL DPR 146/17; PRESENTATE COMPLESSIVAMENTE 1154 DOMANDE

Lo scorso 28 febbraio si è concluso il periodo previsto per la presentazione delle domande di contributo destinate alle imprese radiofoniche
e televisive locali, sia commerciali che comunitarie, come stabilito dal DPR n. 146/2017, per l’anno 2025.
La Divisione X della DGTEL del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha reso noto il numero di domande
complessivamente presentate attraverso la piattaforma SICEM. Si tratta di un totale di 1.154 domande, articolate come segue:
 
151 TV locali commerciali;
 
413 TV locali comunitarie;
 
193 Radio locali commerciali;
 
397 Radio locali comunitarie.
 
Nell’anno 2024, le domande presentate erano state complessivamente 1.042, articolate come segue:
 
143 TV locali commerciali;
 
326 TV locali comunitarie;
 
187 Radio locali commerciali;
 
386 Radio locali comunitarie.
 

LOMBARDIA: A BUSTO ARSIZIO (VA) NUOVA MOBILITAZIONE "NO 5G"; «ANTENNE A 100 METRI DELLE SCUOLE TOMMASEO»

«Sopra un condominio di piazza Volontari della Libertà verranno installate due antenne 5G a cento metri dalle scuole Tommaseo».
La nuova mobilitazione del Comitato per la Salute Elettromagnetica di Busto Arsizio
dopo il caso dell’impianto insediato sul tetto di un palazzo residenziale di via Catullo a Sant’Edoardo.
«Una situazione inaccettabile – denuncia il CSE, che solo pochi giorni fa ha invocato una moratoria sulle nuove installazioni –
mentre il Comune ancora discute le regole, le compagnie telefoniche procedono senza limiti,
ignorando ogni considerazione di precauzione sulla tutela della salute pubblica».
 
Le nuove antenne
«Siamo venuti a conoscenza, attraverso la nostra rete civica di monitoraggio,
dell’installazione prevista sul tetto del condominio in Piazza Volontari della Libertà n° 7 (di fronte alla stazione FS, ndr)
di due torri di telecomunicazione 5G situate a meno di 100 metri dall’Istituto Comprensivo Nicolò Tommaseo,
che accoglie bambini dall’asilo nido fino alle scuole medie» rivela Michele Di Fiore,
portavoce del Comitato per la Salute Elettromagnetica di Busto Arsizio.
«La scelta – per il comitato – è avvenuta nel corso di una assemblea condominiale in un contesto di scarsa trasparenza,
senza una chiara comunicazione ai residenti sul tipo di installazione e senza una reale valutazione approfondita dei potenziali rischi».
 
I rischi potenziali
Così la mobilitazione riparte:
«L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) raccomandano il principio di precauzione
per l’installazione di impianti nelle vicinanze di scuole, ospedali e altre strutture sensibili,
dove la popolazione più vulnerabile può essere esposta a lungo termine a campi elettromagnetici – ricorda il Comitato –
oltre ai rischi sanitari, esistono conseguenze economiche per i residenti della zona:
numerosi studi di mercato indicano che la presenza di impianti di telecomunicazione vicino a edifici residenziali può ridurre il valore degli immobili fino al 20%.
I cittadini che conoscono le problematiche delle onde elettromagnetiche stanno utilizzando sempre di più il canale WhatsApp del comitato
per segnalare nuove installazioni attraverso l’iniziativa “SOS CSE” (https://shorturl.at/3zkwn), creando una rete di monitoraggio civico sul territorio».
 
Via ad una raccolta firme
Di fronte a questa situazione, il Comitato Salute Elettromagnetica ha avviato una petizione «per chiedere l’immediato blocco del progetto
e proporre soluzioni alternative, come il posizionamento delle antenne in aree industriali o in zone meno densamente abitate».
La questione sarà al centro di una discussione in commissione comunale a metà marzo, sotto la guida del consigliere Roberto Ghidotti,
con l’obiettivo di definire un nuovo regolamento comunale sulle antenne.
«Non possiamo permettere che Busto Arsizio diventi una giungla di antenne senza regole – l’appello del comitato –
chiediamo trasparenza, precauzione e rispetto per il diritto dei cittadini di essere parte delle decisioni che li riguardano».
 

LIGURIA: ANTENNA 5G A FORTE QUEZZI (GE), LO STOP DEL COMUNE; "INCOMPATIBILE CON IL VALORE STORICO E PAESAGGISTICO DELLA ZONA"

L’amministrazione civica ha avviato il procedimento per l’annullamento in autotutela dell’autorizzazione:
“il sistema dei Forti è un patrimonio da tutelare”
 
Il Comune di Genova ha avviato il procedimento per l’annullamento in autotutela dell’autorizzazione per silenzio-assenso all’installazione,
vicino al Forte di Quezzi, di un’antenna per la telefonia mobile.
Il previsto impianto, infatti, non risulta compatibile rispetto ai valori storici, panoramici e paesaggistici del contesto di riferimento
in cui le discipline di riferimento, di livello regionale e locale, hanno quale obiettivo prioritario la conservazione della panoramicità
e l’ampia visibilità dei luoghi. La notizia arriva da una nota stampa di Tursi:
“Peraltro, con particolare riguardo alla Disciplina paesaggistica di Livello puntuale del vigente Piano Urbanistico Comunale,
si pone ancora in evidenza come la stessa ricomprenda l’intervento all’interno del Parco dei Forti.
La Disciplina vieta difatti “la realizzazione di tralicci, ripetitori e antenne di telefonia sui manufatti storici e nelle loro pertinenze,
in corrispondenza di crinali, punti panoramici, e dovunque possano costituire elementi di degrado di quadri naturali.”
“Come stabilisce la Disciplina – prosegue il comunicato – il Sistema dei Forti rappresenta un “elemento di eccezionale valore storico
e paesaggistico, che connota l’immagine di Genova da più punti di vista e quadri panoramici” che verrebbe danneggiato dalla nuova stazione radio-base.
Una disposizione confermata anche dal parere positivo espresso dalla Soprintendenza e recepita anche nel nuovo Regolamento comunale
per l’installazione di impianti di teleradiocomunicazione e approvato a fine gennaio dal Consiglio Comunale
che non consente la collocazione di tali impianti all’interno dei Parchi dei Forti.
“Questo provvedimento è il frutto di un’attenta analisi delle normative comunali vigenti
che vietano l’installazione di impianti di teleradiocomunicazione in siti non idonei.
Tra questi – dichiara l’assessore all’Urbanistica Mario Mascia – ci sono anche i Parchi dei Forti dove il nuovo regolamento comunale,
fortemente voluto dalla nostra Amministrazione, vieta in maniera esplicita agli operatori privati la facoltà di inserire antenne per la telefonia mobile.
Ciò non vuol dire che tali impianti non debbano trovare posto nella nostra città, a patto però che vengano salvaguardati i siti sensibili
quali ospedali e scuole, ma anche zone di particolare pregio ambientale e paesaggistico.
Continueremo a lavorare con l’obiettivo di trovare il giusto equilibrio tra l’interesse alla tutela del nostro territorio e delle persone,
compreso quello di potersi connettere ad alta velocità per motivi di lavoro e di svago”.
 

CROAZIA: RESPINTA L' OFFERTA DI DIGITAL TAKEOVER, CHIESTI CHIARIMENTI A NOVA TV

Il Vijeće za elektroničke medije (VEM) – in italiano Consiglio per i media elettronici – ha deciso che l’offerta di Digital Takeover,
l’editore della televisione TV1, non soddisfa le condizioni per il rilascio di una concessione a livello nazionale
e ha chiesto a Nova TV di chiarire la propria offerta per quanto riguarda la propria produzione e la quota di programmazione croata e dell’UE.
Digital Takeover, guidata dal giornalista Igor Stažić, e il precedente concessionario Nova TV sono stati gli offerenti
dopo che il VEM ha annunciato la sua intenzione di assegnare una concessione televisiva con scadenza
per la presentazione delle offerte entro il 17 febbraio, decisa durante una riunione alla fine del mese scorso.
“È stato stabilito che l’offerta della società Digital Takeover non soddisfa i requisiti formali
perché l’offerente non ha presentato un certificato di solvibilità e quindi non ha presentato un piano aziendale adeguato
e nessuna prova di aver ottenuto le risorse finanziarie iniziali”, si legge nella decisione dell’autorità di regolamentazione dei media.
Il VEM spiega di aver ricevuto “una dichiarazione e l’obbligo di garantire le risorse finanziarie iniziali per i lavori,
pari ai fondi necessari e sufficienti a coprire i costi totali di tre mesi di attività”, in cui il proprietario e direttore di Digital Takeover,
Igor Stažić, garantisce che ricapitalizzerà l’emittente televisiva TV1 entro e non oltre il giorno della firma del contratto di concessione.
 
Anche i fondi propri sono elencati come fonte di denaro
Tuttavia, si aggiunge che Stažić cita come fonte di denaro i fondi propri derivanti dalla vendita di immobili di sua proprietà,
il che non è conforme alle disposizioni sulle condizioni finanziarie per il rilascio della concessione.
Si aggiunge inoltre che, nel contesto della base di programmazione, questo offerente non ha presentato una scala quantitativa dei contenuti,
una tabella con l’elenco degli spettacoli, la durata, il calcolo della propria produzione, o meglio,
ha presentato solo una parte descrittiva degli spettacoli senza presentazioni tabellari.
“Per quanto riguarda le ambiguità relative alla base del programma, si potrebbe chiedere all’offerente un chiarimento,
il che non dovrebbe comportare modifiche all’offerta, ma poiché queste non sono le uniche carenze,
o poiché ci sono carenze insanabili (certificato di solvibilità e prova di sicurezza finanziaria),
è stato deciso che l’offerta in questione non soddisfa i requisiti formali”, conclude la decisione del VEM.
Secondo la cancelleria del tribunale, al momento della presentazione dell’offerta,
Digital Takeover era registrata come una semplice società a responsabilità limitata (jdoo) per attività e servizi pubblicitari ed editoriali,
fondata nell’aprile 2019, con sede in via Pašmanska a Zagabria.
Il capitale sociale era di 10 kune e il fondatore e direttore della società era Igor Stažić.
Tuttavia, dopo aver presentato l’offerta, Digital Takeover, su decisione di Stažić,
ha “modificato la propria forma giuridica” in una società a responsabilità limitata (LLC)
con contestuale aumento del capitale sociale a 2.500 euro.
Successivamente, Digital Takeover si è quotata in borsa e ha presentato i piani per la televisione TV1.
“Il motivo della creazione di TV1 è quello di offrire agli spettatori un ricco contenuto audiovisivo di propria produzione
e molti più programmi e spettacoli croati rispetto a quelli prodotti dagli attuali concessionari”, sottolinea la lettera,
nella quale venivano indicati Igor Stažić come direttore di TV1, Branko Kuzele come direttore del programma
e Matija Lovrec come caporedattore.
 
La precisazione di Nova TV non deve comportare una modifica dell’offerta
D’altro canto, il VEM ha anche chiesto chiarimenti in merito all’offerta del precedente concessionario, Nova TV,
in modo che il calcolo dell’importo totale in minuti per ogni contenuto del programma possa essere determinato
nel contenuto del programma indicato.
“È necessario presentare un calcolo della propria produzione ed elencare gli spettacoli considerati opere europee,
opere europee di produttori indipendenti e opere audiovisive croate.”
“La precisazione in questione non deve comportare una modifica dell’offerta”, si legge nella decisione.
L’anno scorso, il VEM ha emesso ordinanze di reato minori di 100.000 euro nei confronti di Nova TV e RTL Hrvatska
per aver violato una disposizione di legge transitoria in base alla quale gli editori dovevano garantire almeno il 2,5 percento
del loro fatturato lordo annuo complessivo per opere di produttori indipendenti croati nel 2023,
mentre dall’anno scorso si applicava la disposizione secondo cui tale importo ammontava almeno al cinque percento.
Inoltre, l’autorità di regolamentazione dei media croati ha emesso un’ordinanza di sanzione di 6.630 euro
nei confronti dei responsabili (dirigenti) di Nova TV e RTL per aver violato la suddetta disposizione di legge
e ha ordinato a queste emittenti televisive di risarcire nel 2024
l’importo che in precedenza non avevano investito nelle opere dei produttori indipendenti croati.
Nova TV ha precedentemente confermato che “secondo il piano aziendale e di programmazione
e in conformità con la legge sui media elettronici, intende promuovere e rappresentare gli interessi della programmazione croata
nel prossimo periodo producendo produzioni interne e indipendenti, mostrando opere audiovisive europee
e opere non europee di altissima qualità provenienti dai più grandi distributori del mondo”.
 

RADIO DAB (CROAZIA): POSSIBILE NUOVE CONCESSIONI ALL' INTERNO DEL MUX OIV CROATIA DAB+

L’ Agencija za elektroničke medije (AEM) – in italiano Agenzia per i media elettronici – ha tenuto una nuova riunione lo scorso 27 febbraio.
Tra gli argomenti trattati, s’è discusso in merito ad una possibile assegnazione di una concessione per la fornitura DAB+ nelle seguenti aree:
 
Regioni digitali: Mux 1 (Repubblica di Croazia)
 
DA0 – Regioni di Osijek e della Baranja, di Vukovar e della Sirmia, di Brod e della Posavina, di Virovitica e della Podravina,
di Požega e della Slavonia, di Bjelovar e della Bilogora, di Sisak e della Moslavina
 
DB0-DC0 – Regioni del Međimurje, di Varaždin, di Koprivnica e Križevci, di Bjelovar e della Bilogora, di Krapina e dello Zagorje,
città di Zagabria, Regioni di Zagabria, di Sisak e della Moslavina, di Karlovač e Regione litoraneo-montana;
 
DD0 – Regione litoraneo-montana, Istria, Regione della Lika e di Segna;
 
DE0 – Regioni della Lika e di Segna, di Zara, di Sebenico e Tenin;
 
DF0 – Regioni spalatino-dalmata e raguseo-narentana;
 
DG0 – Regione raguseo-narentana
 

NUOVE DISPOSIZIONI PER LE SMART TV: DA MAGGIO 2025 CAMBIA TUTTO

Dal 6 maggio 2025 entreranno in vigore le nuove disposizioni per le Smart Tv;
secondo quando stabilito dall’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), i produttori si dovranno adeguare.
 
Telecomando con tastierino numerico e tasto per l’accesso diretto al digitale terrestre:
ecco le nuove disposizioni per le Smart Tv alle quali si dovranno adeguare i produttori a partire dal 6 maggio 2025.
 
Nuove disposizioni per le Smart Tv: che cosa succede il 6 maggio 2025
Dal giorno 6 maggio 2025 i produttori delle televisioni intelligenti dovranno adeguarsi alle nuove disposizioni per le Smart Tv
che prevedono la fabbricazione di telecomandi appositi con tastierino numerico dotate di tasto
con il quale accedere direttamente al digitale terrestre.
Le misure sono state stabilite dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e puntano a rendere più agevole l’accesso ai canali tradizionali.
Le delibere emesse dall’AGCOM si compongono di quattro direttive alle quali dovranno attenersi i produttori di televisori smart.
Vediamo nel dettaglio quali saranno i nuovi obblighi ricordando che per gli utenti finali non ci saranno cambiamenti sulle tv in uso
che prevedono il pagamento del canone.
 
Le delibere 294/23/CONS e 390/24/CONS dell’AGCOM
Le delibere di riferimento dei nuovi obblighi dei produttori di televisori smart sono la 294/23/CONS e la 390/24/CONS.
Le due disposizioni introducono essenzialmente quattro disposizioni che riguardano principalmente il telecomando di un televisore smart.
Questo deve essere dotato di:
 
1. Tastierino numerico da zero a nove che permetta agli utenti di selezionare i canali desiderati in maniera immediata;
 
2. Tasto numerico ad hoc con il quale sarà possibile sintonizzarsi immediatamente sul digitale terrestre
indipendentemente dall’applicazione o dalla sorgente che si sta utilizzando;
 
3. Tasto specifico per accedere direttamente al digitale terrestre;
 
4. Presenza di un’icona ben visibile per l’accesso al digitale terrestre.
 
In definitiva gli utenti finali dovrebbero godere di un vantaggio relativo al possesso di telecomandi più completi,
grazie ai quali sarà più semplice accedere ai servizi di interesse generale.
 
Il perché del cambiamento
Le misure sono sostanzialmente nate per contrastare la tendenza dei produttori di televisori smart a favorire piattaforme di streaming.
Questo è spesso dovuto ad accordi commerciali tra i produttori e le piattaforme presenti in commercio.
Mediante le nuove disposizioni si punta a ristabilire il giusto grado di concorrenza tra piattaforme di streaming e canali tradizionali.
È importante ricordare che gli obblighi stabiliti dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni riguardano solo i produttori di televisori intelligenti.
Questo significa che gli utenti finali non saranno costretti a sostituire i loro dispositivi né, tanto meno, i telecomandi già in uso.
Le reazioni delle associazioni di produttori elettronici sono state diverse.
Confindustra Radio Televisioni ha sottolineato l’importanza di una regolamentazione più completa
mentre i produttori temono l’aumento dei costi di produzione.
Per questo motivo gli stessi produttori potrebbero offrire un doppio telecomando con l’acquisto di un televisore:
uno dotato dei tasti aggiuntivi previsti nelle disposizioni e uno più semplice e intuitivo composto da icone relative alle piattaforme di streaming.
L’AGCOM ha risposto tempestivamente dichiarando che l’adozione delle misure ripristinerà il giusto livello di concorrenza
nonché una possibilità di offerta più ampia per gli utenti finali.
I produttori di Tv intelligenti dovranno comunque attenersi alle delibere che entreranno in vigore dal 6 maggio 2025.
 

COMSCORE: IN ITALIA LA TV TRADIZIONALE MANTIENE SALDO IL PRIMATO DELL' ATTENZIONE

Nonostante l’avanzata del digitale e dei social, la televisione tradizionale continua a dominare l’economia dell’attenzione in Italia.
È quanto emerge dall’indagine “2024 Year in Review: Setting the Stage for 2025” di Comscore, curata da Sensemaker,
presentata ieri a Milano, in diretta webinar.
Il report analizza l’economia dell’attenzione, comparando la fruizione di TV e online, e studia i fenomeni di convergenza,
come la Total Audience di Auditel e la crescita delle CTV. Esplora inoltre l’uso di internet e dei social media da parte degli italiani,
con un focus sulla trasformazione del social video e la Social Incremental Reach.
 
I punti evidenti
La ricerca mette in particolare evidenza i seguenti fenomeni: la televisione è resiliente e rappresenta un unicum a livello internazionale,
malgrado la crescita delle tv connesse che permettono nuove modalità di fruizione e distribuzione dei contenuti;
la Total Audience di Auditel sosterrà l’evoluzione dei modelli di business dei cosiddetti “Streamcasters”;
il divario digitale generazionale nell’accesso a internet si riduce lentamente,
mentre i video online e l’intrattenimento diventano sempre più importanti nell’uso del web e delle piattaforme social;
l’uso dei social è strategico sia per il «tune in» televisivo che per l’estensione della reach editoriale.
 
Qualche cifra
I numeri parlano chiaro: ogni giorno 35 milioni di italiani maggiorenni si sintonizzano su tv o piattaforme online,
ma il tempo trascorso davanti allo schermo surclassa nettamente quello dedicato al web.
Mediamente, si parla di 4 ore e 19 minuti al giorno per la tv contro le 2 ore e 3 minuti online,
un divario che sottolinea la resilienza del mezzo tradizionale.
La televisione non solo mantiene il suo appeal, ma cresce, seppur di poco (+1% nel 2024),
mentre il consumo digitale, pur in aumento (+4%), sembra aver raggiunto una fase di stabilizzazione.
Un dato di particolarmente significativo arriva dai più giovani: tra i 18-24 anni, la tv registra un +3%,
segno di un ritorno di interesse dopo anni di predominio del digitale.
In dettaglio, le preferenze cambiano con l’età: i giovani sotto i 34 anni dedicano più tempo al web (59% per i 18-24, 52% per i 25-34),
mentre oltre i 35 anni la tv torna leader, arrivando al 75% di penetrazione nella fascia over 45.
Anche gli streamcaster, editori che integrano broadcast e streaming, confermano la forza della tv tradizionale,
amplificata dalla diffusione delle smart tv (usate dal 63% degli spettatori).
Persino i programmi pomeridiani possono trovare nuova vita grazie al consumo differito su piattaforme vod,
ma l’audience resta legata principalmente alla trasmissione lineare.
Intanto, i social, pur frequentati da 24 milioni di italiani per circa 30 minuti al giorno,
si stanno trasformando in spazi di intrattenimento video (+18% di visualizzazioni nel 2024),
senza però scalzare il ruolo centrale della televisione.
In un panorama mediatico globale in evoluzione verso il digitale,
l’Italia si caratterizza a livello internazionale per questa predominanza della tv tradizionale;
un “unicum” che, secondo lo studio, non precluderà comunque i futuri sviluppi degli operatori verso modelli sempre più integrati.
Uno scenario aperto, nel quale lo schermo tv tradizionale e smart si conferma al centro dell’attenzione.