Domenica 5 gennaio 2025

TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA.

A cura di Salvatore Cambria

Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.

CAMPANIA IN DIGITALE - MUX LOCALE 3: NUOVAMENTE ELIMINATO TVA HD, MODIFICATO L' IDENTIFICATIVO DI PARTENOPE TV

Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Campania.
Nel Mux LOCALE 3 è uscito di scena per l’ennesima volta TVA (LCN 75) di Acerra (NA)
che trasmetteva in H.264 HD con la risoluzione video 1280×720.
Inoltre è stato rinominato l’identificativo della LCN 189 da Partenope Tv a PARTENOPE TV.
L’emissione video risulta sempre in MPEG-4 H.264 ed in definizione standard,
nonostante la presenza del suffisso HD alla destra del logo.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

RADIO DAB: CAMBIO DI FREQUENZA IN CORSO PER IL MUX FRIULI-VENEZIA GIULIA DAB

Occupiamoci ora della Radio DAB;
il Mux FRIULI-VENEZIA GIULIA DAB è stato recentemente riposizionato dal blocco 9B al Canale 9D
dal ripetitore di COL GAIARDIN a Caneva (PN).
Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
FREQUENZE E POSTAZIONI

FRIULI-VENEZIA GIULIA
Canale 9B (204,640 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Conconello – Via BellavistaTriesteTS
Canale 9D (208,064 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Col GaiardinCanevaPN
A tal proposito pubblichiamo il seguente articolo:
 
A seguito del rilascio del diritto d’uso sul blocco 9D, Friuli Venezia Giulia DAB,
operatore locale di rete per le trasmissioni radiofoniche digitali del sistema associativo Aeranti-Corallo,
ha avviato la propria attività a regime 
 
A seguito della recente ricezione, da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy,
del diritto d’uso della rete locale n. 2 nel bacino d’utenza n. 6 – Friuli Venezia Giulia, sul blocco DAB 9D,
Friuli Venezia Giulia Dab, operatore locale di rete del sistema associativo Aeranti-Corallo, ha avviato la propria attività a regime.
In particolare, l’impianto di COL GAIARDIN (PN), con il quale è stata in precedenza effettuata attività di sperimentazione,
è stato attivato a regime sul blocco DAB 9D.
L’altro impianto con il quale è stata effettuata la sperimentazione, ubicato a CONCONELLO (TS),
Gli ulteriori impianti di trasmissione della rete regionale di Friuli Venezia Giulia DAB verranno attivati
secondo le previsioni del Piano tecnico comunicato al MIMIT nell’ambito del procedimento di assegnazione del diritto d’uso.
Friuli Venezia Giulia DAB è partecipata dalle seguenti emittenti radiofoniche locali: Easy Rock, Radio 80, Radio Bellla & Monella,
Radio Birikina, Radio Company, Radio Gelosa, Radio Marilù, Radio Padova, Radio Pitepan, Radio Punto Zero Tre Venezie,
Radio Sorrriso, Radio Spazio 103, Radio Wow, Stereo Radio, Vibra Fm di cui diffonde la relativa programmazione.
La società ha peraltro attivato, nei giorni scorsi, anche il proprio sito internet all’indirizzo https://friuliveneziagiuliadab.it
ai fini di far conoscere nel dettaglio all’utenza la propria attività.
 

RADIO DAB - MUX DAB SICILIA: ELIMINATA RADIO TOURING

Scendiamo in Sicilia, dove è stata rimossa !Radio Touring di Paternò (CT) nel Mux DAB SICILIA.
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FREQUENZE E POSTAZIONI
SICILIA
Canale 10C (213,360 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte MompilieriNicolosiCT

VENETO: UN' ANTENNA 5G SBARCA A VALLI DI CHIOGGIA (VE)

Sarà installata in una rimessa nautica. Sconcerto e preoccupazione tra i residenti
 
Una nuova antenna 5g nella frazione di Valli di Chioggia: residenti preoccupati. L’allarme è scoppiato qualche giorno fa,
quando alcuni abitanti si sono accorti dell’inizio dei lavori in una proprietà privata di via Ca’ Sabbion.
Si tratta di un’antenna di ultima generazione che serve a diffondere il segnale dei gestori di telefonia mobile.
Un’operazione che nessun residente contesta dal punto di vista procedurale,
ma c’è soprattutto preoccupazione per i possibili rischi per la salute di chi abita nei dintorni
e anche per la svalutazione dei terreni circostanti a quello in cui verrà installata l’antenna.
Preoccupazione che sono accompagnate anche dal malumore per non essere stati minimamente avvertiti dell’arrivo dell’antenna.
I residenti si sono accorti di tutto vedendo il continuo via vai di operai e betoniere che entravano e uscivano dal terreno di un’officina per barche.
Un intervento che, a quanto pare, non aveva bisogno dell’ok della Sovrintendenza,
con i permessi che sono arrivati direttamente dagli uffici comunali.
Molti residenti si sono fatti sentire anche tramite i social network: “Com’è possibile – si chiede uno di loro –
che noi solo per attaccare un chiodo dobbiamo chiedere mille permessi,
mentre per dare l’ok ad un’antenna di questa portata le tempistiche sono notevolmente più semplici”.
Al momento è stato realizzato solo il basamento, ma nelle prossime settimane i lavori proseguiranno spediti.
I residenti chiedono rassicurazioni dal punto di vista ambientale e della salute pubblica,
vista la presenza, nei dintorni, anche di due aziende agricole biologiche.
 

EMILIA-ROMAGNA: RADIO PARMA COMPIE 50 ANNI

RADIO PARMA COMPIE 50 ANNI: MARCO TONI CI RACCONTA COME NACQUE
 
(Gabriele Majo) – Le mie nozze d’oro con la radio, a Dio piacendo, le celebrerò più avanti:
infatti approdai alla prima emittente libera italiana solo il 14 giugno 1975,
ma le trasmissioni di Radio Parma, dal ripostiglio dell’Audioparma nella centralissima Strada Cavallotti,
iniziarono mercoledì 1° gennaio 1975, grazie all’intuizione del tecnico Marco Toni,
che suggerì all’editore Virginio Menozzi e al direttore responsabile Carlo Drapchind di lasciar perdere (almeno inizialmente)
i sogni di gloria della televisione, per lanciarsi nella meno dispendiosa radio.
Come andarono le cose quello storico giorno ce lo racconta in questa video-chiacchierata –
ed è una emozionante esclusiva – proprio Marco Toni, 87 anni ad aprile,
l’unico superstite del trio di pionieri che cambiarono le sorti al modo di fare informazione in Italia,
andando a rompere il monopolio della RAI e ponendo le basi per una vera e propria rivoluzione democratica (“altro che i social…”).
[…]
Un tuffo indietro nel tempo, a 50 anni fa, in piena prima repubblica, nei cruenti anni di piombo, quando,
sfruttando la vacatio legis per l’ennesimo governo caduto, i nostri tre complementari eroi misero in piedi la prima voce libera italiana,
poi imitata da mille altri esempi, tra cui Radio Milano International che, a torto, passa per esser stata la prima. Ma non fu così.
Passarono, infatti, due mesi abbondanti, dal 1° gennaio 1975 alle idi di marzo, allorché nacque RMI, progenitrice dell’odierna 101.
Soltanto allora, infatti, sempre Marco Toni, coadiuvato nell’occasione da Luigi Furlotti (all’epoca 15enne, poi fondatore di Radio 12),
installò un identico trasmettitore TC1, con la relativa antenna, nella sede di Via Locatelli a Milano.
Se molti, erroneamente, ritengono che RMI fosse stata la prima, non è solo perché espressione di una metropoli
e non di un capoluogo di provincia, ma perché fu la prima a finire agli onori della cronaca
per essere stata posto sotto sequestro da un pretore.
E fu solo in seguito alle vicissitudini legali da loro attraversate che si arrivò alla rottura del monopolio con relativa liberalizzazione dell’etere.
Problemi che non toccarono affatto Radio Parma che da quel 1° gennaio 1975 avrebbe continuato indisturbata a trasmettere sino ad oggi,
giorno del suo 50° compleanno.
Ci furono solo due giorni di involontario silenzio, o comunque di una diffusione territoriale molto molto limitata:
la prima fu proprio quel 1° gennaio 1975, in quanto Toni, come ci racconta, non avvitò benne il connettore dell’antenna,
per cui il segnale non riusciva ad andare più in là di Via Garibaldi, tornando come onda riflessa nel trasmettitore,
che immagino abbia anche un po’ patito, proprio come due o tre anni dopo (a cavallo tra il ’77 ed il ’78)
quando fui io a tagliare l’inestetico cavo che scorreva sul muro esterno dell’edificio di Borgo Guasti Santa Cecilia,
che ignoravo fosse proprio quello che collegava il modulatore, nello studio al piano rialzato, al finale di potenza installato nel sotto tetto.
Per rimediare al danno il cavalier Menozzi in persona, alla guida della sua Alfa 2000, dovette correre fino ad Orvieto, all’Itelco,
a prendere i pezzi di ricambio…
[…]
Un po’ le cose migliorarono quando ci si trasferì in Via dei Farnese 8, vicino al Parco Ducale,
anche se Toni confuta la tesi, senza prova scientifica, dell’allora elettricista Rolando Bersellini,
il quale asseriva che di lì il segnale si incanalasse a Parma ed arrivasse fino ad Arco di Trento.
La frequenza scelta era la stessa di oggi: ossia i 102 MHz (ora irradiati dal ripetitore di MONTE CANATE,
dal momento che in città si sarebbero stabilizzati i successivi 104):
“la Rai si fermava a 100 MHz: noi andremo un po’ dopo, sui 102, gli dissi qualche giorno prima.
Feci una fatica con il quarzo che partiva da 1, ad arrivarci, ma ci riuscii..”.
Marco Toni aveva adattato un vecchio trasmettitore militare, lui che aveva collaborato con la NATO aveva un sacco di residuati,
poi riadattati alla bisogna ed impiantati in giro per tutta le penisola.
[…]
Fu sempre Marco Toni a mettere nelle condizioni di trasmettere Radio Popolare 99
(a Parma, non parente con il circuito che parte da Milano, sempre acceso da lui),
quella che negli anni settanta del secolo scorso creava scandalo in città per le trasmissioni dissacranti contro il clero
(“Ascolta si fa mezzogiorno”) di Zefirino Ghirarduzzi,
ma con i preti Toni collaborava sia a Milano (Nova Radio) che con lo stesso Vaticano.
Così come aprì diverse radio libera anche in Francia e poi in diversi altri paesi.
Ma oggi festeggiamo i 50 anni di Radio Parma: a parte quei problemini tecnici che ricordavo poco sopra,
la radio, in quei primi tempi ruggenti, non venne mai fermata dalle autorità ed il merito fu di Carlo Drapkind
“giornalista in castigo alla Gazzetta di Parma – narra Toni – che non vedeva l’ora di avere un organo di sua piena responsabilità”.
[…]
Dopo i primi pionieristici anni, il Cavalier Virginio Menozzi, prosciugate diverse risorse, passò la mano al gruppo Bormioli
(con factotum Arndt Lauritzen, l’eroe partigiano Paolo il Danese, che però mi vietò l’accesso nella redazione,
e fu anche quello uno dei motivi per cui a settembre 1978 Carlo Drapkind lasciò Radio Parma
per trasferirsi a Radio Emilia e ad Europarma TV) che successivamente la girò direttamente al Gruppo Segea (Gazzetta di Parma),
espressione dell’Unione Parmense degli Industriali.
Sono tanti i nomi – purtroppo anche di persone scomparse prematuramente – che riempivano con professionalità i palinsesti di allora,
se possibile migliori di quelli di oggi (Mattutino Musicale, Buongiorno Signora, Radio One Special, È già folk,
Momento Italiano, Anteprima L.P, e poi, con l’estate anche il notturno Free Music 102 che prolungava le trasmissioni,
che prima si fermavano alle 20, sino alle 24), anche se un po’ scimmiottavano la seriosità RAI,
e un po’ facevano l’occhiolino alle radio americane o a quelle pirata del Nord (Radio Luxemburg, Radio Caroline).
[…]
 
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IL 50° DI RADIO PARMA / IL MISTERO DEI 102
 
(Gabriele Majo) – Prosegue, in occasione del 50° compleanno dalla fondazione, il mio personale omaggio a Radio Parma –
l’emittente nella quale, da bambino prodigio, avevo debuttato ad appena 11 anni –
pubblicato sul sito Broadcast Italia a fine 2009 nel quale avevo ricostruito, con il piglio dello storico, i primi mesi di vita dell’emittente.
In particolare mi ero focalizzato sulla prima frequenza di trasmissione, la stessa di oggi, ossia i 102 MHz,
anche perché sfogliando in emeroteca le pagine dell’epoca della Gazzetta di Parma, avevo trovato una sorpresa,
ossia inserzioni in cui venivano citate 92.2 e 96.2 MHz, che, stando alla testimonianza del tecnico Marco Toni,
l’ostetrico che curò il parto della neonata, non sarebbero, in realtà, mai state usate
(anche se altre fonti ci parlano di prove tecniche effettuate, nei mesi precedenti il debutto appunto sui 96.2).
Le due frequenze, peraltro, erano molto vicine a quelle di due ripetitori del primo (92.1) e secondo (96.5) canale RAI
irradiate dal vicino ripetitore di CÀ DEL VENTO (RE);
il 95.9 di MONTE CANATE (PR), invece, sarebbe successivo, se la memoria non mi tradisce,
così come la pedanteria mi costringe a precisare che, nel dare l’annunzio di apertura delle trasmissioni la speaker Anna Maria Bianchi,
non possa aver citato la frequenza 104 MHz, come riportato oggi sul quotidiano locale, che doverosamente ricorda il 50° di Radio Parma,
in quanto detta frequenza sarebbe stata accesa tempo dopo, in quanto, inizialmente, il trasmettitore era uno solo,
e, appunto, trasmetteva sui 102 MHz.
[…]
 
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TOSCANA: AULLA (MS) CONTRO L' ANTENNA 5G: "NON LO PERMETTEREMO". TENSIONI SUL "NODO" VIABILITÀ

Il sindaco incontra i cittadini: tra i temi caldi affrontati l’antenna a Caprigliola.
Mentre sui futuri investimenti: “Nuovi fondi per la riqualificazione delle mura”.
 
Aulla dice “no” all’antenna del 5G.
L’azienda che sta valutando di sistemare alte antenne in tutta la Lunigiana ha considerato anche Caprigliola tra i luoghi più adatti.
E così l’amministrazione ha incontrato i cittadini preoccupati, per rassicurarli in merito alla contrarietà nei confronti di un’opera simile.
L’incontro è stato pure una buona occasione di confronto, per affrontare le problematiche esposte dai residenti e i nuovi progetti in cantiere.
“L’antenna di cui si parla – ha esordito il sindaco Roberto Valettini – dovrebbe superare i trenta metri ed essere collocata al campetto o al cimitero.
L’azienda ha valutato questi due luoghi. L’amministrazione comunale è contraria, visto che si tratta di campi e terreni pubblici
il comune può dare parere negativo. Noi ostacoleremo e faremo il possibile anche coi privati per evitare la sistemazione di un’opera simile,
che va tenuta a distanza prudenziale”. I cittadini hanno tirato un sospiro di sollievo,
la presidentessa della Proloco Daniela Cocchi ha evidenziato il parere contrario della comunità.
“La nostra risorsa è legata al paesaggio e all’ambiente salubre – ha detto –, ci preme preservare e valorizzare ciò che abbiamo,
in quelle zone inoltre ci sono le abitazioni e vivono bambini”. Con il sindaco c’era l’assessore Aldo Vivaldi, che ha espresso parere contrario.
[…]
 
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CALABRIA: BELVEDERE MARITTIMO (CS); "UN RIPETITORE 5G IN LOCALITÀ SANT'ANDREA". IL "NO" DEI RESIDENTI E LA COSTITUZIONE DI UN COMITATO

“No al ripetitore 5G in località Sant’Andrea”.
A dirlo chiaro e tondo sono i residenti della contrada, sita nel comune di Belvedere Marittimo, che hanno costituito un comitato.
Circa una sessantina quelli che hanno aderito, ma anche altri cittadini stanno sottoscrivendo la petizione per fermare l’installazione
di una “antenna” alta 30 metri, che, da quanto riferitoci, “sorgerebbe in una zona franosa”.
Inoltre, venerdì 3 gennaio 2025, il sindaco Vincenzo Cascini riceverà i promotori del comitato.
“Lunedì 30 dicembre, – si legge in una nota stampa – a seguito dell’arrivo degli operai con relativi mezzi,
alcuni cittadini si sono recati presso l’Ufficio tecnico del Comune
e sono venuti a conoscenza che non è non presente alcuna comunicazione all’ufficio tecnico del comune per dare inizio al cantiere in tale data.
Inoltre è stato chiesto di poter visionare la relazione geologica, ma non è stato possibile
e allo stesso tempo è stato comunicato ai presenti che questa relazione esiste e che sono stati eseguiti tutti gli accertamenti sul terreno”.
 
Il comunicato stampa del Comitato
“In data 30 dicembre hanno iniziato i lavori per l’installazione del ripetitore 5G in località Sant’Andrea, contrada di Belvedere Marittimo (CS).
I residenti hanno scoperto fortuitamente la realizzazione di tale opera
e quindi nei giorni precedenti hanno cercato di raccogliere le adesioni per proporre una petizione contro tale ripetitore.
A seguito dell’arrivo degli operai con relativi mezzi, alcuni cittadini si sono recati presso l’Ufficio tecnico del Comune
e sono venuti a conoscenza che non è non presente alcuna comunicazione all’ufficio tecnico del comune per dare inizio al cantiere in tale data.
Inoltre è stato chiesto di poter visionare la relazione geologica ma non è stato possibile
e allo stesso tempo è stato comunicato ai presenti che questa relazione esiste e che sono stati eseguiti tutti gli accertamenti sul terreno.
Tuttavia la delegazione dei cittadini che abita in prossimità del sito rileva che non ha mai visto nessun addetto ai lavori,
considerando che la zona interessata è a rischio idrogeologico (B02) e che l’antenna verrebbe posizionata proprio sul fronte della frana.
A seguito di questo incontro presso l’Ufficio Tecnico, gli operai che erano sul sito hanno interrotto i lavori
e portato via i mezzi preposti al lavoro.
Altri residenti hanno chiesto il supporto del Sindaco e degli Assessori per fare un sopralluogo sul sito interessato
e per parlare con i cittadini della contrada.”
Alla fine il sindaco ha accettato di ricevere i cittadini del comitato il 3 gennaio.
 

SICILIA: PROTESTE A MAZARA DEL VALLO (TP) CONTRO UN' ANTENNA PER IL 5G

A Mazara del Vallo monta la protesta contro l’installazione di un’antenna per la telefonia 5G nelle vie Trinidad e America.
I cittadini contestano la procedura del silenzio-assenso adottata dal Comune,
che ha permesso l’avvio dei lavori senza una chiara consultazione pubblica.
Nonostante le rassicurazioni fornite dall’assessore ai Lavori Pubblici, Vito Torrente,
e dalla responsabile dello Sportello Unico delle Attività Produttive, arch. Antonella Russo,
sui limiti di legge delle emissioni elettromagnetiche,
i residenti continuano a esprimere preoccupazione per la tutela della salute e del paesaggio urbano.
Durante un recente incontro tra cittadini e amministrazione,
è stato chiesto un maggiore coinvolgimento nelle decisioni relative all’installazione degli impianti,
con l’introduzione di un “Osservatorio permanente” per il monitoraggio delle emissioni.
Secondo i dati ufficiali, Mazara ospita attualmente settanta antenne di vecchia e nuova generazione,
con altre installazioni pianificate per il 2025.
Tuttavia, i residenti lamentano la mancanza di trasparenza e l’assenza di una valutazione urbanistica adeguata,
in particolare per le aree soggette a vincoli come quella di via Napoli.
Nel frattempo, il Comune annuncia un’operazione di mappatura delle antenne già esistenti e future,
unitamente al monitoraggio delle emissioni da parte dell’ARPA.
La questione resta aperta, con un crescente numero di cittadini pronto a intraprendere azioni legali per opporsi a quelle
che considerano scelte imposte senza il dovuto confronto.
 

SVIZZERA: COSÌ HA CHIUSO L' FM

A mezzanotte del 31 dicembre 2024 oltre 800 impianti FM della radio pubblica svizzera hanno cessato di funzionare
lasciando al solo DAB+ la copertura hertziana del Paese, il secondo, dopo la Norvegia, a rinunciare all’FM.
In attesa di una valutazione degli effetti, Internet ci offre alcuni video di come è avvenuta chiusura.
 
In questo video la cessazione del servizio della RSI Rete Uno su 88.4 MHz dal PIZZO MATRO: www.youtube.com/watch?v=xh5ThtxxZ-U;
 
in un altro gli ultimi 7 minuti di SRF1 e SRF3 dall’UETLIBERG sopra Zurigo, rispettivamente su 94.6 MHz e 105.8 MHz:
 
e su www.youtube.com/watch?v=9vbNGwoI430 quello dal NIEDERHORN su 93.6 MHz (SRF 1) come registrato a Thun
dove ora, segnala l’autore, si può ricevere sulla stessa frequenza la privata Radio 1 dall’UETLIBERG.
 
In Svizzera, il 31 dicembre 2024 a mezzanotte si è conclusa l’era della trasmissione dei canali radiofonici pubblici della SRG SSR
mediante i tradizionali trasmettitori FM (UKW-OUC). Come si ricorderà le onde medie erano già state dismesse nel 2008
e a fine 2012 l’ultimo a spegnersi, peraltro allora coi programmi della Voce della Russia, fu il ticinese CIMA DI DENTRO (558 kHz).
D’ora in poi le trasmissioni restano disponibili solo via DAB+, cavo e internet.
 

IL FUTURO INDUSTRIALE DELLA TIVÙ DOPO LA FUSIONE DELLE TORRI

Il matrimonio televisivo più prestigioso del settore si farà dopo una decina di anni di contatti più o meno riservati.
La fusione tra Rai Way ed Ei Towers, le due società delle torri per la trasmissione del segnale televisivo, ha fatto un passo avanti.
Il memorandum sottoscritto da Viale Mazzini e Mfe – MediaForEurope (Mediaset fino al 2021),
guidata da Pier Silvio Berlusconi da sempre favorevole alle nozze, prevede un periodo di esclusiva fino al 30 settembre 2025,
con un’operazione che coinvolgerà 5mila torri tivù.
L’aggregazione è resa possibile dalla modifica del decreto del 2022 emanato dall’allora presidente del Consiglio
che consentiva al gruppo pubblico di scendere sotto il 51 per cento dell’azionariato pari al 65 per cento della società delle torri televisive.
La Rai potrà, quindi, scendere fino al 30 per cento come soglia minima, che permetterà il riassetto del settore broadcasting in Italia.
In cantiere, 550 milioni di ricavi e un margine di 350 milioni qualora nascerà un solo gruppo di trasmissione,
con l’obbligo per la nuova società di rimanere quotata in Borsa, dove già è presente Rai Way che capitalizza 1,6 miliardi di euro.
C’è un aspetto industriale rilevante dietro l’operazione: il futuro del digitale terrestre. Il tempo stringe.
Secondo lo sviluppo delle tecnologie di ultima generazione il digitale terrestre dovrebbe essere rottamato tra il 2031 e il 2032.
Avrà ancora un tempo di vita limitato e gli esperti si chiedono cosa potrà fare la società delle torri televisive che nascerà nel 2025,
sapendo già che gli investimenti serviranno per nuove strutture di trasmissione.
Gli analisti, a partire dal 2020, hanno sottoposto l’operazione fusione a test sui conti e sul perimetro di estensione dei territori coperti.
Saranno ancora essenziali le torri per la trasmissione del segnale o saranno superate dalla copertura dei satelliti?
L’operazione nel frattempo resta soggetta allo svolgimento delle attività delle due diligence,
alla sottoscrizione di accordi vincolanti e all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni regolamentari.
L’attivazione della televisione digitale terrestre in Italia è avvenuta a tappe successive nell’arco di quasi 25 anni,
a seguito del processo di attuazione delle raccomandazioni della Commissione di Bruxelles
che sollecitava i 27 Stati europei ad abbandonare il sistema della televisione analogica entro il 2012.
Il riordino del sistema televisivo in Italia è avvenuto con la Legge Gasparri del 2004 (Governo di Silvio Berlusconi),
ma l’introduzione della tecnologia digitale in via sperimentale a Torino risale al primo Governo di Romano Prodi.
Il passaggio definitivo al digitale terrestre su tutto il territorio nazionale si verificò nel 2012.
[…]
 
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IL 29 DICEMBRE 1891 THOMAS EDISON BREVETTA LA RADIO

Thomas Edison e il brevetto della radio: una pietra miliare del progresso scientifico
 
Il 29 dicembre 1891 Thomas Alva Edison, il celebre inventore americano, depositò un brevetto
che avrebbe segnato un passo importante nella storia delle comunicazioni: la radio.
Sebbene il nome di Edison non sia il primo a essere associato alla radiofonia –
figure come Guglielmo Marconi e Nikola Tesla sono spesso celebrate per i loro contributi –
il brevetto di Edison ha rappresentato un tassello cruciale nello sviluppo delle tecnologie di trasmissione senza fili.
Il brevetto di Edison descriveva un sistema per trasmettere segnali elettromagnetici attraverso l’aria,
gettando le basi teoriche per la trasmissione di informazioni a distanza senza l’uso di cavi.
Questa invenzione si inseriva in un’epoca di fervore scientifico,
in cui pionieri in tutto il mondo gareggiavano per sviluppare nuove tecnologie rivoluzionarie.
Nonostante il brevetto, Edison non sviluppò direttamente un sistema radiofonico completo.
Fu Marconi, qualche anno più tardi, a perfezionare la tecnologia e a trasmettere i primi segnali radio transatlantici.
Tuttavia, il contributo di Edison rimane significativo,
dimostrando ancora una volta il suo genio nel cogliere le potenzialità delle nuove scoperte scientifiche.
Il brevetto di Edison del 1891 sottolinea come la scienza e l’innovazione non siano mai il risultato di un singolo individuo,
ma di un dialogo continuo tra menti brillanti, unite dalla ricerca del progresso.
 

IL 3 GENNAIO 1954 INIZIANO UFFICIALMENTE LE TRASMISSIONI DELLA RAI

Il 3 gennaio 1954 iniziano ufficialmente le trasmissioni del Programma Nazionale della RAI.
Questo evento segna il punto di partenza di una nuova era per la comunicazione in Italia,
portando nelle case degli italiani la televisione come mezzo di informazione e intrattenimento.
La RAI, fondata nel 1953, aveva già sperimentato trasmissioni di prova,
ma è il 3 gennaio che il Programma Nazionale entra ufficialmente in onda,
facendo il suo debutto con una programmazione che includeva spettacoli, documentari e, soprattutto, la prima edizione del telegiornale.
Questa edizione del TG, che rappresenta uno dei pilastri del servizio pubblico, offre una panoramica delle notizie più rilevanti del momento,
da eventi nazionali a quelli internazionali. La RAI diventa subito un punto di riferimento per milioni di spettatori,
segnando un cambiamento profondo nel modo in cui le informazioni vengono diffuse.
Le trasmissioni televisive della RAI non solo contribuiscono all’alfabetizzazione mediatica del Paese,
ma anche alla formazione di una cultura comune, influenzando il modo in cui gli italiani percepiscono se stessi e il mondo circostante.
Il 3 gennaio 1954, dunque, è una data che ha segnato l’inizio di una rivoluzione culturale in Italia.
 

LOMBARDIA: ADDIO A ROBERTO MONTRESOR. VOLTO DI TELE ALTO MILANESE E ANTENNA 3

Se n’è andato all’età di 81 anni Roberto Montresor,
uno dei primi volti televisivi di TeleAltoMilanese e Antenna Tre Lombardia a partire dagli anni ’70.
Lascia la moglie Maria Pia e i figli Monica e Massimiliano.
I funerali si sono svolti lunedì 30 dicembre alle 9.30 nella chiesa parrocchiale di Madonna Regina.
 
Gli inizi a TAM
Roberto Montresor è stato uno dei primi protagonisti dell’avventura delle “tivù libere”,
partita dagli studi di TeleAltoMilanese in via Caprera a Busto Arsizio grazie al petroliere Peppino Mancini e al presentatore Renzo Villa.
Lo dimostra una foto d’epoca che Wally Giambelli, moglie di Villa, ha pubblicato sui social, che ritrae Montresor in Tribunale a Busto Arsizio
il giorno della sentenza di assoluzione di TeleAltoMilanese (era il febbraio del 1976) nel processo
che seguì al sequestro e all’ordine di cessazione delle trasmissioni della rete, difesa con successo dall’avvocato bustese Vittorio Celiento.
 
Gli anni d’oro di Antenna Tre
Nel 1977, quando Renzo Villa ed Enzo Tortora lasciano la TAM di Mancini per fondare Antenna Tre Lombardia,
con i suoi studi sulla Saronnese in via per Busto Arsizio 15 tra Legnano e Castellanza,
Roberto Montresor li segue e diventa uno dei volti della nuova rete.
Negli anni ’80 spesso fa coppia con Fausto Fidenzio, altro conduttore molto popolare di Antenna Tre all’epoca,
in trasmissioni come “Mezzogiorno di gioco”, “Mai dire spettacolo” e “Mah”.
Negli ultimi anni si è visto spesso agli eventi “revival” di quegli anni pionieristici delle tivù libere,
seguiti alla pubblicazione del libro “Ti ricordi quella sera?” di Renzo Villa.
 

TOSCANA: MORTO GHERI GUIDO, DJ PROTAGONISTA DELLA STAGIONE DELLE RADIO LIBERE. APPREZZATO DAGLI ASCOLTATORI, CONDANNATO DAI GIUDICI

Se n’è andato il primo giorno del 2025, Guido Gheri, 73 anni, dj protagonista della stagione delle radio libere degli anni ’70,
fondatore della storica emittente fiorentina Radio Studio 54 nel 1975, fondatore e presidente della Nazionale Italiana calcio dei Dj.
Numerosi i commenti sui social che hanno seguito l’annuncio della morte e che lo conoscevano col nome d’arte Gheri Guido,
il cognome anteposto al nome. Lo annunciano sul suo profilo social i familiari.
Guido Gheri, che nel tempo ha sempre mantenuto un costante seguito di pubblico per le sue competenze musicali,
negli ultimi anni è stato processato per odio razziale a causa di affermazioni fatte come speaker di programmi radiofonici nella sua emittente.
Nel 2023, il tribunale di Firenze lo ha condannato per diffusione di idee fondate sull’odio razziale, diffamazione e calunnia a 5 anni e 6 mesi
per frasi contro immigrati e persino insulti all’ex ministro Cecile Kyenge.
Il tribunale dispose anche la confisca degli impianti usati per la trasmissione della radio sulle frequenze assegnate.
Gheri fu anche condannato a un risarcimento complessivo di 150.000 euro al suo ex avvocato e a un collaboratore per averli screditati.
“Oggi si è spento Gheri Guido, un grande uomo, un grande marito, un grande padre, un grande amico, un grande dj – scrive la famiglia su Fb. –
È stato uno dei fondatori delle radio libere indipendenti, che ha sempre raccontato la verità, pioniere di importanti temi di attualità.
Ma in cambio ha dovuto subire tanta, tanta malagiustizia”.
 

È MORTO A 58 ANNI ROGER MANTOVANI, SPEAKER E CONDUTTORE RADIOFONICO

Voce di numerosi spot celebri, ha recitato in soap e condotto programmi TV, e ha doppiato diverse serie animate
 
Giovedì 2 gennaio è scomparso Roger Mantovani. Lo speaker, doppiatore e attore televisivo aveva 58 anni.
Le cause del decesso non sono state rese note ma, secondo quanto riportato da Antonio Genna sul suo sito web dedicato al doppiaggio,
sarebbe deceduto a Palma di Maiorca.
 
Chi era Roger Mantovani
Roger Mantovani è stato tra le più celebri voci degli spot commerciali italiani.
Dal 2012 al servizio del Gruppo Mediaset, dove prestava la voce ai contenuti commerciali di tutte e tre le emittenti principali,
ha lavorato a lungo in radio (da RTL 102.5 a Virgin Radio e Radio Capital), ha recitato in soap opere,
condotto programmi televisivi e doppiato serie animate.
Tra i programmi radiofonici più noti condotti da Roger Mantovani troviamo Studio Più Live e Mucho Mas,
con la partecipazione di Natalia Estrada, per Radio Studio Più.
In TV ha prestato il volto al giornalista Sandro Colussi in Vivere e ha doppiato Casey Jones in Tartarughe Ninja alla riscossa
e Ijuin in Humming Bird.
Attore teatrale per la compagnia Shakespeare & C., ha condotto Sabato 4 su Rete 4, Affare Fatto su Canale 5 e On the Road su Odeon TV.
Sua la voce degli spot Purina, Oral B e Kinder e Ferrero.