
Martedì 17 dicembre 2024
ANALISI EUROPEE PER LO SPETTRO RADIOTELEVISIVO ITALIANO:
ENNESIMA FASE DI STALLO PER LE INTERFERENZE ITALIANE SULLA BANDA FM
E SUI 700 MHZ DA PARTE DELL' ALBANIA,
FIRMA DELL' ACCORDO DAB NELL' AREA ADRIATICA-IONICA AD INIZIO PRIMAVERA?
Il RSPG (Radio Spectrum Policy Group) ha organizzato un nuovo incontro via web lo scorso 22 Ottobre.

Qui di seguito analizziamo esclusivamente ciò che riguarda l’ ITALIA.
A LIVELLO RADIOFONICO
INTERFERENZE FM
A tal proposito l’ ITALIA ha elencato le possibili azioni per migliorare la situazione:
1) Sistema di compensazione volontaria
Il regime di compensazione volontaria è ancora in fase di valutazione da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze,
pertanto non è stato ancora possibile esprimere un giudizio sull’approvazione o meno di questa soluzione e sulla quantità di fondi da stanziare.
Tuttavia l’ ITALIA è fiduciosa che la proposta verrà accettata.
2) Revisione dei commenti espressi nei casi di contenzioso
Per evitare in futuro nuove controversie legali, l’ ITALIA ha iniziato a riesaminare le situazioni passate ed i commenti dei giudici durante le udienze.
In alcuni casi, un magistrato aveva messo in dubbio la credibilità dei rapporti d’interferenza presentati dai Paesi confinanti,
in quanto le misurazioni erano state effettuate in assenza dell’operatore italiano coinvolto.
A tal proposito, per ridurre il numero delle procedure applicate dagli uffici locali, in condivisione con gli operatori locali,
ed allo stesso tempo garantire l’attendibilità delle segnalazioni estere,
l’ ITALIA ha deciso di svolgere delle simulazioni e alcune rilevazioni sul proprio territorio.
Ciò potrebbe essere usato come strumento di verifica del livello d’interferenza misurato dal Paese confinante
ed opportunità di dialogo con la nazione interessata in caso di divergenze.
3) Affrontare casi specifici d’interferenza
Insieme agli uffici locali di Lazio ed Abruzzo, l’ ITALIA ha iniziato a discutere del caso d’interferenza
che continua ad affliggere l’emittente croata HRT-HR 1 dal ripetitore di MONTE BIOKOVO sugli 89.7 MHz
e di Radio Play Capital, veicolata dal ripetitore di MONTE MAJELLA – FONTE TETTONE a Roccamorice (PE).
A tempo debito, verranno coinvolti anche gli operatori italiani nelle discussioni.
La CROAZIA ritiene che i tribunali italiani dovrebbero esprimersi tenendo conto sia delle norme europee ed internazionali,
sia dei diritti di Ginevra 1984 e delle voci del MIFR dell’ITU.
Inoltre è stato evidenziato che i calcoli condotti dall’ ITALIA hanno confermato la validità delle misurazioni croate.
Nel novembre 2022 la CROAZIA aveva presentato una richiesta al RSPG per la mediazione e la ricerca di una soluzione coordinata
per la risoluzione dei disturbi italiani di lunga durata.
A tal proposito, sono stati identificati 2 metodi; uno complessivo per la rimozione totale di tutte le interferenze
ed uno individuale per i casi considerati prioritari (ad esempio quello di MONTE BIOKOVO sugli 89.7 MHz).
Attualmente non è stato compiuto alcun progresso.
Il RSPG ha già messo in preventivo che il rilascio volontario delle frequenze annunciato dall’ ITALIA potrebbe essere insufficiente,
pertanto la CROAZIA attende ulteriori misure italiane per risolvere le interferenze in tempi abbastanza brevi,
in modo da rispettare l’articolo 45 del CECE (Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche) ed il diritto internazionale.
La CROAZIA ha informato il RSPG di aver inviato all’ ITALIA ben 986 segnalazioni di disturbi FM dopo aver completato una nuova campagna di monitoraggio,
mentre, per quanto riguarda il caso di MONTE BIOKOVO, ritiene che il problema può essere risolto solo con lo spegnimento
o il cambio di frequenza delle stazioni radiofoniche italiane.
Tra ITALIA e FRANCIA resta da risolvere ancora la situazione di Radio Nostalgie, trasmessa sugli 88.3 MHz dalla postazione di Bonifacio (Corsica).
Inoltre sono ancora in corso gli studi per la compatibilità di 50 assegnazioni di frequenza.
Alcune richieste di coordinamento francesi sono state pubblicate nella Parte A dei diritti GE84,
altre invece sono state respinte dall’ ITALIA per mancanza di risorse e la FRANCIA ha chiesto di trovare velocemente delle alternative.
Nonostante la lentezza italiana nell’affrontare le varie questioni,
nell’incontro bilaterale dello scorso Ottobre è stato raggiunto un accordo su un nuovo set di parametri e di conseguenza servono nuove valutazioni tecniche.
Il database italiano condiviso all’inizio del 2024 risultava incompleto, dunque è stato chiesto all’ ITALIA di fornire i dati mancanti il prima possibile.
Quest’ultima ha dichiarato che gli uffici locali stanno lavorando per aggiornare il database delle emittenti italiane
e cercheranno di inviarlo alla FRANCIA prima del prossimo incontro bilaterale che era previsto lo scorso 15 Novembre.
Sono stati compiuti progressi per la regolarizzazione delle 4 emittenti radiofoniche francesi attive nell’isola d’Elba
(France Bleu Radio Corsica Frequenza Mora sugli 88.2 MHz, France Culture sui 92.3 MHz, France Inter sui 96.8 MHz e France Musique sui 99.8 MHz),
infatti tale processo potrebbe andare a buon fine entro la fine del 2024.
quest’ultima ha dichiarato che negli ultimi 10 anni non è stato risolto alcun caso d’interferenza, compresi quelli prioritari,
inoltre, così come la CROAZIA, sostiene che i rapporti basati sull’Appendice 10 dei Regolamento Radio ITU
forniscono tutte le informazioni necessarie per risolvere i disturbi,
ma il problema principale riguarda l’assegnazione ed il conseguente utilizzo di frequenze non coordinate da parte dell’ ITALIA.
Per quanto riguarda le informazioni italiane sulla valutazione dei casi d’interferenza,
in quanto l’applicazione del valore di intensità di campo utilizzabile, registrato in base a GE84, non può essere messa in pratica in nessun area,
ma dev’essere calcolata sulla base dell’impatto di altre stazioni, tenendo conto della posizione da cui trasmette l’emittente incriminata.
Tale valore viene calcolato per un punto ed utilizzato come riferimento per valutare l’impatto di ulteriori interferenze.
La SLOVENIA ha sottolineato che, se l’ ITALIA avesse applicato fin da subito le norme ITU, i Paesi limitrofi non avrebbero subìto interferenze
ed inoltre ritiene che fin quando non verranno adottati provvedimenti a livello legale da parte della CE, la situazione non migliorerà facilmente.
In merito alle misurazioni per la segnalazione dei casi di disturbo,
l’ ITALIA ha risposto che vengono effettuate in base alle disposizioni GE84 ed alle linee guida dell’ITU
ed ha anche presentato il suo approccio sul trattamento e la valutazione delle interferenze nocive,
L’ ITALIA sostiene che un’emittente non coordinata non è necessariamente illegale, a patto di non provocare interferenze.
Inoltre, s’è impegnata a condividere le diapositive con il RSPG, insieme ad alcuni riferimenti ai documenti ITU.
Il RSPG è stato informato sull’attuale assenza di contenziosi tra operatori italiani e uffici locali
a seguito di azioni intraprese dopo la ricezione delle segnalazioni d’interferenze transfrontaliere
inoltrate in base all’Appendice 10 dei Regolamento Radio ITU.
L’ ITALIA ha sottolineato che la piattaforma DAB si sta sviluppando rapidamente e dunque, per motivi finanziari,
alcune stazioni radiofoniche potrebbero decidere di concentrarsi solo sulla radio digitale, liberando così la banda FM.
In ogni caso è stato ribadito che il rilascio sarà esclusivamente su base volontaria.
L’ ITALIA ha anche fatto riferimento alle concessioni rilasciate alle reti DAB locali che si affacciano sui paesi adriatici
e ha affermato d’aver iniziato a discutere questa questione con gli Stati limitrofi.
A tal proposito, l’ ITALIA sta cercando di ottenere un consenso temporaneo per l’uso di determinate frequenze per le reti DAB locali.
che trasmetteranno in conformità all’accordo Adriatico-Ionico una volta che questo sarà firmato.
Per lo stesso motivo, queste stazioni DAB italiane non saranno registrate nel piano di Ginevra 2006.
Nel frattempo, il MONTENEGRO ha già dato il proprio consenso temporaneo all’ ITALIA.
Il rappresentante della Comunità Europea ha informato che non ha ancora ricevuto una risposta alla lettera inviata all’ ITALIA lo scorso Febbraio 2024
e ha ricordato che la CE può agire legalmente contro l’ ITALIA se non vengono effettuati passi in avanti contro le interferenze.
Inoltre si spera in un finanziamento adeguato per il regime di compensazione, mentre per quanto riguarda i contenziosi,
la CE ha affermato che l’amministrazione italiana può intervenire per garantire il rispetto del diritto sia europeo sia internazionale.
In merito alla lettera della CE, l’ ITALIA ha promesso che replicherà e valuterà se condividere, anche a livello europeo,
il rapporto del proprio gruppo di lavoro (o una relativa versione modificata).
Infine ha ribadito che vuole evitare controversie legali e, sulla base di precedenti sentenze giudiziarie, migliorare i processi attuali.
In conclusione, il RSPG ha chiesto all’ ITALIA di velocizzare i tempi per la risoluzione dei vari disturbi FM, in particolare quelli dell’area adriatica-ionica.
Inoltre, a causa della precarietà della situazione attuale, non è stato possibile predisporre una tabella di marcia
per stabilire le tempistiche entro le quali devono essere applicate le azioni suggerite dall’ ITALIA.
INTERFERENZE DAB (RADIO DIGITALE)
Dopo lo scorso Maggio, il gruppo Adriatico-Ionico ha tenuto diversi incontri
e sono stati compiuti ulteriori passi in avanti nella conclusione del relativo accordo regionale DAB.
Si prevede una prosecuzione delle discussioni ed, in base ai progressi raggiunti,
Si prevede una prosecuzione delle discussioni ed, in base ai progressi raggiunti,
l’accordo potrebbe essere firmato nel primo trimestre del 2025.
Durante le varie riunioni, sono stati affrontati come temi la definizione dell’elenco delle assegnazioni da includere nella bozza di accordo
Durante le varie riunioni, sono stati affrontati come temi la definizione dell’elenco delle assegnazioni da includere nella bozza di accordo
(vale a dire quelle approvate da tutti i Paesi coinvolti), lo scambio e l’esame di dati tecnici relativi alle reti di trasmissione radiotelevisiva.
In caso di divergenze, si cerca di trovare un compromesso attraverso discussioni bilaterali.
L’ ITALIA ha dichiarato d’aver raggiunto un accordo totale con il MONTENEGRO,
mentre restano da sistemare delle questioni con SLOVENIA e CROAZIA su alcune specifiche assegnazioni di frequenze.
La stessa situazione riguarda ALBANIA, GRECIA e MACEDONIA DEL NORD che reincontreranno il prima possibile BULGARIA e SERBIA.
Lo scorso 21 Ottobre l’ ALBANIA ha fornito un piano aggiornato per affrontare i problemi con i Paesi confinanti,
tuttavia da un esame preliminare non può essere accettato e pertanto bisognerà lavorare a una nuova proposta.
La MACEDONIA DEL NORD, invece, ha dichiarato che durante l’estate si sono svolte diverse riunioni di coordinamento delle frequenze DTT, DAB e FM
e ha già raggiunto un’intesa totale con la GRECIA.
La CROAZIA ha risottolineato l’importanza di SAN MARINO nella spartizione delle frequenze tra l’area Est ed Ovest del Mar Adriatico e Ionio.
SAN MARINO vorrebbe mantenere i suoi diritti GE06, vale a dire il canale VHF 7 ed i blocchi 12B e 12C,
tuttavia, in base al nuovo piano, queste frequenze sono destinate ai Paesi della sponda orientale.
La conferma di SAN MARINO sulle assegnazioni proposte dalla CROAZIA era indipensabile per la firma del Paese balcanico sull’accordo.
L’ ITALIA ha ricordato d’aver già raggiunto da tempo con SAN MARINO un’ intesa sul coordinamento delle frequenze radio
ed entrambi hanno riconosciuto che verrà stabilito un nuovo accordo tra i Paesi della regione adriatico-ionica.
La lettera, condivisa dall’ ITALIA con il gruppo Adriatico-Ionico, garantisce che la relativa intesa verrà portata a termine senza problemi.
In risposta, SAN MARINO ha confermato che accetterà l’accordo finale, ma si è riservata il diritto di commentare.
A tal proposito, la CROAZIA sta ancora cercando chiarimenti in merito all’intesa tra SAN MARINO e ITALIA,
in modo da evitare in futuro eventuali controversie legali.
Il RSPG ha constatato i passi in avanti compiuti per raggiungere l’accordo Adriatico-Ionico per la banda VHF
e del buon spirito di cooperazione tra tutte le nazioni coinvolte.
Inoltre s’è reso nuovamente disponibile a fornire aiuto quando e se richiesto.
In merito alle trasmissioni radiofoniche italiane considerate illegali dalla CROAZIA in quanto violerebbero l’Accordo di Ginevra 2006,
l’ ITALIA ha affermato che, in base a GE06, può utilizzare i Canali 7D e 12B in Abruzzo, 12A in Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Puglia
Per quanto riguarda i Canali 7C e 7D, l’ ITALIA ha risottolineto che l’uso di queste frequenze sarà momentaneo.
La CROAZIA ha replicato che, per i blocchi 12B e 12D, l’ ITALIA dispone di un lotto registrato in base a GE06, ma senza alcuna assegnazione coordinata.
Queste 2 frequenze sono inoltre riservate, secondo Ginevra 2006, a diversi Paesi, tra cui la CROAZIA, e nello specifico per la regione dell’Istria.
Per quanto riguarda il blocco 12C, solo il Paese balcanico gode di un’assegnazione registrata in base a GE06.
Infine, in merito al Canale 12A, la CROAZIA ha riscontrato che l’interferenza italiana proviene dalle province di Pescara e Teramo,
La SLOVENIA, invece, ha segnalato ulteriori disturbi, oltre al Canale 7D, anche sul VHF 6, destinato alla propria area ovest in base a Ginevra 2006.
L’ ITALIA ha risposto che non considera irregolari queste trasmissioni,
in quanto la procedura di coordinamento avrà inizio dopo la firma dell’accordo Adriatico-Ionico.
Inoltre ha comunicato che il Mimit ha pubblicato delle tabelle di marcia
che includono le date di spegnimento delle frequenze DAB derivanti da vecchie autorizzazioni
(ad esempio Umbria: 30 ottobre, Friuli-Venezia Giulia: 26 febbraio 2025, Lombardia: 17 febbraio 2025,
Dopo le varie disattivazioni, tutte le autorizzazioni saranno allineate al piano DAB provvisorio nazionale dell’AGCOM.
Il RSPG ha preso atto delle segnalazioni slovene e croate e spera nel rispetto delle scadenze italiane.
Si prevede un miglioramento generale della situazione dei disturbi DAB dopo la firma dell’accordo Adriatico-Ionico,
ma nel frattempo è stato chiesto all’ ITALIA il rispetto del CECE e delle norme ITU.
A LIVELLO TELEVISIVO
I segnali TV provenienti dall’ ALBANIA stanno continuando a disturbare diverse reti 5G
La GRECIA ha riscontrato interferenze nocive sulle frequenze UHF 51, 52, 53, 54 e 56,
È stato chiesto all’ ALBANIA di disattivare il prima possibile queste frequenze.
L’ ALBANIA ha replicato d’aver già interpellato gli operatori responsabili di queste interferenze
e sono state effettuate delle misurazioni (anche congiunte).
Non è stato possibile stabilire le date entro le quali saranno liberati i 700 MHz
ma è stato indicato che l’ente responsabile del processo è il ministero delle infrastrutture.
È stato chiesto aiuto politico alla Comunità europea per risolvere questo problema.
Il prossimo incontro del RSPG è previsto virtualmente il 15 Gennaio (ore 09:30-12:30).