
Domenica 18 Febbraio 2024
TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA.
A cura di Salvatore Cambria
Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.
CITTÀ DEL VATICANO: LA RADIO, DUE GIORNATE SULLE FREQUENZE DELLA STORIA
La nascita dell’emittente pontificia, 12 febbraio del 1931, e la Giornata mondiale della Radio, che si celebra il 13 febbraio,
sono un’occasione per ripercorrere due dense pagine della vita di un mezzo segnato da una grande evoluzione tecnologica
e che, fin dalle origini, ha sempre conservato la stessa missione: raggiungere gli angoli e i popoli della Terra
Due giorni del XX secolo, entrambi nel mese di febbraio ma in anni diversi, si intrecciano con la storia del mezzo di comunicazione più diffuso al mondo:
il 12 febbraio del 1931 Papa Pio XI inaugura la Radio Vaticana.
“Udite, o isole, ed ascoltate, o popoli lontani”, afferma il Pontefice nel radiomessaggio Qui arcano Dei.
È Guglielmo Marconi, l’inventore della Radio, ad annunciare lo storico evento:
“Per circa venti secoli il Pontefice Romano ha fatto sentire la parola del suo divino magistero nel mondo,
ma questa è la prima volta che la sua viva voce può essere percepita simultaneamente su tutta la superficie della Terra”.
La nascita della Radio Vaticana
Quella del 12 febbraio 1931 è una giornata limpida, sferzata da una leggera tramontana. Sono da poco passate le ore 16.
Davanti alla palazzina della Radio Vaticana, sono schierati un plotone della Guardia Svizzera e un reparto della Guardia Palatina.
Il microfono è collocato nella sala degli amplificatori. Papa Pio XI arriva poco dopo le 16.15.
All’ingresso, il Pontefice è accolto da Guglielmo Marconi e da padre Giuseppe Gianfranceschi, gesuita e primo direttore della Radio Vaticana.
Il primo “speaker” è l’inventore della radio. Poi prende la parola Papa Pio XI e la voce del Pontefice si diffonde nell’etere, nella storia.
La Giornata mondiale della Radio
Un altro giorno, scolpito nella storia di questo mezzo di comunicazione, è il 13 febbraio del 1946,
quando viene trasmesso il primo notiziario della radio dell’Onu. “Queste sono le Nazioni Unite che chiamano i popoli del mondo”.
quando viene trasmesso il primo notiziario della radio dell’Onu. “Queste sono le Nazioni Unite che chiamano i popoli del mondo”.
Per ricordare quello storico momento, è stata istituita dall’Unesco la Giornata mondiale della Radio: si celebra il 13 febbraio,
un giorno dopo l’anniversario della nascita dell’emittente pontificia, inaugurata 93 anni fa.
La Giornata mondiale della Radio, incentrata quest’anno sul tema “Un secolo per informare, intrattenere ed educare”,
è anche un’occasione per ripercorrere le tappe di questo straordinario mezzo tecnologico.
Dalle onde al web
Dai primi passi, a fine ‘800 grazie agli studi sulle radiazioni elettromagnetiche,
la Radio ha cambiato molto la propria fisionomia ma non la “missione”:
dopo decenni di valvole e di transistor, oggi quella “piccola scatola” è un mondo digitale e
il Dab (Digital Audio Broadcast) è uno standard di trasmissione sempre più diffuso.
Con l’arrivo di internet si sono moltiplicate le web radio. Proliferano poi, sempre tramite il web,
la Radio ha cambiato molto la propria fisionomia ma non la “missione”:
dopo decenni di valvole e di transistor, oggi quella “piccola scatola” è un mondo digitale e
il Dab (Digital Audio Broadcast) è uno standard di trasmissione sempre più diffuso.
Con l’arrivo di internet si sono moltiplicate le web radio. Proliferano poi, sempre tramite il web,
i podcast che possono essere avviati quando si preferisce, senza dover legare l’ascolto agli orari del palinsesto.
Oggi la Radio continua ad essere un canale di vitale importanza per diffondere musica, informazione
e per accompagnare, sempre più spesso, le persone durante gli spostamenti da casa al luogo di lavoro.
Un mezzo che ascolta voci e popoli
Presentando la Giornata mondiale del 2024, le Nazioni Unite sottolineano infine che
la Radio è anche una “rete di sicurezza pubblica” in occasione di emergenze e interruzioni di corrente,
causate in particolare da disastri naturali, come tempeste, terremoti, inondazioni, ma anche da incidenti e guerre.
Un altro valore associato a questo sempre più dinamico mezzo di comunicazione è la sua “funzione democratica”:
la Radio è infatti in grado di dare spazio a tutte le voci della società, anche quelle solitamente meno ascoltate.

CALABRIA: BUON COMPLEANNO LA C ON AIR:
LA RADIOVISIONE CALABRESE SPEGNE LA SUA PRIMA CANDELINA
Ogni giorno tanta musica, intrattenimento e informazione sul canale 17 del digitale terrestre e in dab radio.
Un traguardo speciale, con lo sguardo puntato sempre al futuro
È nata lo scorso anno proprio nel giorno di San Valentino,
come un atto d’amore verso la Calabria e i calabresi da parte del gruppo Diemmecom.
LaC OnAir, la nostra radiovisione, compie oggi un anno! Dodici mesi ricchi di musica, intrattenimento e informazione,
quelli passati insieme ai numerosi radio e telespettatori che ogni giorno scelgono di seguire LaC OnAir sul canale 17 del digitale terrestre e in dab radio.
In appena un anno LaC On Air è diventata un vero e proprio punto di riferimento per la Calabria,
grazie ai format capaci di coinvolgere il pubblico anche con le emozioni offerte dalla musica italiana ed internazionale.
Francesco Graziano, Italo Palermo, Mirko Iaquinta, Adelia Iacino, Jennyfer Stella, Alessia Principe:
sono loro ad allietare ogni giornata tra intrattenimento, hit e tante chiacchere sui temi del momento.
Con i telespettatori che diventano spesso protagonisti della radio che ascoltano e guardano.
Ma LaC On Air è un punto di riferimento anche grazie all’informazione, puntuale a ogni cambio d’ora,
con gli aggiornamenti delle numerose edizioni del giornale radio, con la direzione giornalistica di Enrico De Girolamo.
Un’avventura lunga un anno e che punta a fare ancor di più, giorno dopo giorno,
circondandosi dell’affetto di chi continua a seguirci e preferirci.

Ricordiamo che, sul digitale terrestre, LaC OnAir è trasmessa con la LCN 17 nel Mux LOCALE 1 (CALABRIA)
in alta definizione con la risoluzione video 960×1080,
mentre, per quanto riguarda la radio digitale, è veicolata nel Mux ADN DAB.
SICILIA: FINE DELLE TRASMISSIONI PER TELE RADIO SCIACCA
È terminata in queste ore una lunga avventura durata oltre 40 anni chiamata Tele Radio Sciacca
Sono stati più di quarant’anni fatti di informazione, spettacolo, cultura e intrattenimento in un contesto cittadino
che ha meritato di essere raccontato con dettaglio, attenzione e rispetto.
Tele Radio Sciacca interrompe le trasmissioni con dolore al termine di una lenta ma inesorabile agonia,
iniziata a causa di scelte scriteriate prese da governanti che hanno preferito tutelare interessi personali e partitici,
piuttosto che tenere in vita la libertà di pensiero, la comunicazione indipendente e la democrazia.
Tele Radio Sciacca interrompe le trasmissioni anche a causa dell’evoluzione del mondo della comunicazione sempre più attento
a propinare contenuti mordi e fuggi distruggendo invece l’informazione sana e approfondita.
Per raccontare di ciò che è stato non basterebbe un libro intero. Per questo non ci dilungheremo,
ma permetteteci soltanto di ringraziare tutti coloro i quali hanno scritto anche la più piccola pagina nella storia di questa emittente locale
che per anni è stata un punto di riferimento cittadino, provinciale e regionale.
Un ringraziamento infine a tutti i telespettatori che, in questo lunghissimo periodo,
hanno deciso di seguire la programmazione della nostra emittente.
Siamo orgogliosi di essere stati ospiti, per oltre 40 anni, delle vostre case.
Nuccy Piro
SICILIA: DOPO QUARANT'ANNI CHIUDE TRS, SOLIDARIETA' DA PARTE DI RMK
Dopo oltre quarant’anni di attività, ha comunicato l’interruzione delle trasmissioni Tele Radio Sciacca.
È stato lo stesso presidente della società editrice Nuccy Piro ad annunciarlo con una lettera pubblicata sul sito dell’emittente e
poi rilanciata su Facebook: “Decisione dolorosa, assunta al termine di una lenta ma inesorabile agonia,
iniziata a causa di scelte scriteriate prese da governanti che hanno preferito tutelare interessi personali e partitici
piuttosto che tenere in vita la libertà di pensiero, la comunicazione indipendente e la democrazia”.
Nata come stazione radiofonica nel 1976, quattro anni dopo Tele Radio Sciacca si trasformò in emittente televisiva.
Un lungo percorso nella comunità saccense e in quella dell’hinterland, condotto insieme a noi di Tele Monte Kronio,
in un sistema di concorrenza stimolante che, col passare del tempo,
ha indubbiamente elevato la qualità dell’informazione prodotta sul nostro territorio.
Negli ultimi anni le due emittenti di Sciacca avevano trovato il modo di collaborare, condividendo alcuni progetti,
a partire dalla realizzazione televisiva del Carnevale.
Da parte nostra, in un momento nel quale i settori della comunicazione e del giornalismo stanno subendo gravi conseguenze occupazionali
e di funzionamento del sistema, sentiamo di dovere rivolgere la nostra sentita sincera solidarietà ai colleghi e all’editore e amico Nuccy Piro.
Come soci e lavoratori di un’emittente, conosciamo benissimo le regole di un comparto, quello televisivo,
sottoposto (a differenza di altri comparti) a tante di quelle regole normative, che è veramente un’impresa poterle gestire con serenità.
Il passaggio al digitale terrestre è stato un momento traumatico per tutti,
che ha richiesto e continua a richiedere sfide imprenditoriali e investimenti tecnologici tutt’altro che indolori.

Ricordiamo che, dopo lo spegnimento del proprio multiplex, a seguito della ripianificazione delle frequenze siciliane
della primavera 2022, l’emittente agrigentina aveva stretto una collaborazione con ALPAUNO (LCN 86) di Alcamo (TP),
trasmessa in MPEG-4 H.264 ed in definizione standard nel Mux LOCALE 2 (SICILIA).
Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

RADIO DAB SVIZZERA - MUX DIG I02: ELIMINATO 2 THAALAM THAMIL
Ci occupiamo della radio DAB segnalando la rimozione della musicale 2 THAALAM THAMIL di Zurigo
dal bouquet radiofonico svizzero Mux DIG I02, attivo sul Canale 10C al confine fra Italia e Canton Ticino.
Per consultare la composizione completa dei multiplex, cliccate sui banner qui sopra.

FREQUENZE E POSTAZIONI
| SVIZZERA | ||
| Canale 10C (213,360 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Cantone |
| Sighignola | Arogno | Ticino |
| Via Ronco Ferrini | Cadenazzo – Sant’Antonino | Ticino |
| Via Luigi Favre | Chiasso | Ticino |
| Brusgnano | Faido Freggio | Ticino |
| LOMBARDIA | ||
| Canale 10C (213,360 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Monte Marzio | Marzio | VA |
| PIEMONTE | ||
| Canale 10C (213,360 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| San Bartolomeo Valmara | Cannobio | VB |
IL 13 FEBBRAIO 2024 È LA GIORNATA MONDIALE DELLA RADIO: LA STORIA DA MARCONI A CHIAMATE ROMA 3131
Nata a fine ‘800 grazie agli studi sulle radiazioni elettromagnetiche, oggi è un mezzo di comunicazione che resiste e continua a evolversi
«La radio? È il primo social network della storia». La definisce così Tiziano Bonini, docente di media studies all’Università di Siena,
che la studia a fondo da anni. Un 13 febbraio di 78 anni fa veniva diffusa nell’etere la prima trasmissione di Radio Onu.
Dal 2012, per ricordare quel momento storico, l’Unesco ha deciso di istituire la Giornata mondiale della radio.
Il segreto della sua longevità «sta nella sua semplicità», prosegue Bonini,
«si tratta di una tecnologia elementare che permette l’utilizzo anche in zone sperdute del mondo
mettendo in connessione le comunità per diversi scopi».
Dalle radiazioni elettromagnetiche alla radio
La tecnologia alla base della radio è frutto di ricerche indipendenti che si sono succedute nel tempo,
come ad esempio gli studi per realizzare il telegrafo nella prima metà dell’800.
Alcuni scienziati avevano scoperto l’esistenza delle onde radio che viaggiano nell’aria e
che possono essere intercettate con appositi strumenti.
La svolta è merito di James Clerk Maxwell, teorico scozzese dell’elettromagnetismo,
e Heinrich Rudolf Hertz, fisico tedesco che sperimentò per la prima volta l’esistenza delle radiazioni elettromagnetiche.
La scoperta attirò così l’attenzione di altri due fisici che, pur non essendo insieme, iniziarono a lavorare allo stesso progetto.
Uno era l’italiano Guglielmo Marconi (di cui il 25 aprile si celebrano 150 anni dalla nascita), l’altro il russo Aleksandr Stepanovic Popov.
Anche se poi, a brevettare la radio è stato il solo Marconi il 5 marzo 1896 a Londra,
città in cui aveva deciso di trasferirsi per perfezionare i suoi studi.
Viste le reticenze del tempo, la validità della scoperta fu acclarata solo quando il segnale riuscì ad arrivare oltreoceano,
mentre a Marconi nel 1909 fu assegnato il premio Nobel per la Fisica.
La radio in Italia
In Italia la radio è stata uno strumento fondamentale per la propaganda fascista.
Nel 1924, con regio decreto, venne istituita la Uri (Unione radiofonica italiana) che nel 1927 divenne Eiar
(Ente italiano per le audizioni radiofoniche) al quale fu affidato il monopolio delle trasmissioni radiofoniche.
«La radio all’inizio è comunque uno strumento molto costoso», precisa Irene Piazzoni,
docente di Storia della radio e della televisione presso l’Università degli studi di Milano,
«diventerà un fenomeno di massa molto gradualmente a partire dal secondo dopoguerra».
Dopo quasi 50 anni di appannaggio totalmente statale, nel 1974 la Corte Costituzionale apre alla possibilità di fondare radio private.
Iconica la trasmissione Chiamate Roma 3131 che, con la conduzione di Gianni Boncompagni, Franco Moccagatta e Federica Taddei,
consentì per la prima volta la partecipazione del pubblico in diretta.
Web radio e podcast
Con l’arrivo di internet si sono moltiplicate le web radio, digitali in tutto e per tutto siccome trasmettono attraverso la rete.
Non si tratta quindi più di captare le onde elettromagnetiche per sintonizzarsi su una stazione,
ed è sintomatico di come la radio sia stata in grado di adattarsi all’evoluzione tecnologica.
Inoltre, sempre grazie al web ora proliferano i podcast – prodotti anche dalle stesse emittenti radiofoniche –
che possono essere ascoltati quando si preferisce senza sottostare agli orari del palinsesto.
Per il professor Bonini però si tratta di qualcosa di molto diverso dalla radio:
«Non hanno lo stesso bacino, si tratta di contenuti molto più impegnativi da seguire,
non si possono tenere come sottofondo senza ascoltare con attenzione».
E sul loro futuro non ha grossi dubbi, non si tratta di una moda
ma «di un trend in evidente crescita soprattutto nella fascia di età tra i 15 e i 34 anni»,
al contrario della radio tradizionale i cui ascolti sono invece «in calo».