Giovedì 6 marzo 2025

UMBRIA: GLI ASCOLTI DELLE RADIO NELL'INDAGINE TER 2024.
IL PUNTO DI MAURO ROFFI.

A cura di Mauro Roffi

C’è sempre un problema che incombe parlando dell’emittenza radiofonica in Umbria, ovvero: 

come trattare il tema di Radio Subasio?

 

Quest’ultima è nata sì come un’effettiva emittente locale umbra ma si è trasformata nel tempo, per molti versi, 

in qualcosa di diverso, una ‘piccola nazionale’, verrebbe da dire.

Per vari aspetti Subasio sembra proprio infatti un’emittente nazionale, nonostante la sua copertura in Fm non sia certo ‘capillare’ 

in tutte le regioni italiane (di recente però alcune aree importanti del Nord sono state aggiunte, va detto), soprattutto poi per l’appartenenza 

da alcuni anni al gruppo di Radio Mediaset, leader non solo in Tv, che di reti nazionali è essenzialmente composto, appunto. 

Manca però una vera concessione nazionale, una situazione che fa da contraltare tuttavia 

agli altissimi indici di ascolto di Subasio in molte parti del nostro Paese.

Insomma, il problema di come considerare questa mega-emittente locale (o ‘piccola nazionale’, come detto) si è sempre posto e non è certo nuovo, 

visto che già qualche decennio fa Subasio (allora di proprietà della famiglia Settimi) era stata incerta fino all’ultimo sulla scelta di puntare 

appunto su una concessione nazionale o su una concessione locale ‘larga’ (alla fine prescelta), che le consentisse comunque di non perdere 

la grande copertura già conquistata e il relativo vastissimo pubblico acquisito.

 

Un fatto però è certo: fra Radio Subasio e le altre emittenti locali umbre non c’è (da una vita) alcuna possibilità di comparazione 

e non credo neppure che valga la pena di approfondire il tema. 

I dati di ascolto parlano chiaro e qui cominciamo a parlare di quelli TER 2024 nel Giorno Medio

Radio Subasio ha ottenuto nel complesso lo scorso anno 1.838 (1.838.000) ascoltatori, 

un po’ meno dei 1.981 del 2023 ma pur sempre tantissimi e più dei 1.715 del 2022.

Questo dato la colloca al decimo posto assoluto in Italia (ricordiamo però che a TER 2024 non erano iscritte le reti Rai), 

immediatamente a ridosso di R101 (1.849) e con un’audience più alta di quella di m2o, 

oltre che di Radio Monte Carlo, Radio Capital, Radiofreccia e Radio Zeta.

Di questi formidabili ascolti complessivi di Subasio, 192 nel 2024 (l’anno prima erano 206) sono stati realizzati proprio in Umbria, 

la terra natale dell’emittente e il suo riferimento anche nel nome.

 

Come dicevo lo scorso anno, se vogliamo proprio trovare un neo, diciamo che la marcia tranquilla ma anche trionfale di Subasio 

ha messo decisamente in ombra le due emittenti collegate, presenti in Fm soprattutto in Umbria, Radio Suby e Radio Subasio +

che restano in onda ma in second’ordine, alla pari quasi di altre proposte digitali del gruppo Subasio 

e non sono infatti state rilevate in TER neppure nel 2024. 

All’inizio soprattutto Suby era invece nata con ambizioni un po’ più alte.

 

Ovviamente in Umbria nessuna rete nazionale può neppure ambire a fare meglio di Radio Subasio, nell’ambito di una regione 

con una popolazione di 765.000 abitanti e (in percentuale) con un buon numero di ascoltatori radiofonici, 517.000.

 

La prima delle nazionali (e la seconda per ascolti in regione) è stavolta Rtl 102.5, che però si piazza solo a 90, confermando il dato del 2023. 

Perde invece colpi nel 2024 in Umbria Rds 100% Grandi Successi, che scende a 77 (aveva 104) 

e in una zona in fondo ‘amica’ si classifica pertanto solo terza assoluta.

 

Vediamo chi altro segue fra le nazionali in Umbria.

 

Ci sono, nell’ordine, Radio Deejay a 83 (da 89), Radio 105 a 71 (da 70), 

Virgin Radio a 51 (cresce dai 42 del 2023), Radio Italia Solomusicaitaliana a 49 (da 52). 

A seguire, ecco m2o a 29 (più dei precedenti 25), Radio Kiss Kiss a 28 (da 29), Radio 24 ancora a 28 (da 26), 

Radiofreccia a 27 (da 23), RMC Radio Montecarlo a 22 (come l’anno prima). 

Le ultime della fila sono Radio Capital a 19 (ben più dei 13 del 2023), R101 solo a 12 (da 13) e Radio Zeta a 10 (aveva 9). 

Soprattutto 101 e Zeta qui sono di conseguenza meno ascoltate di almeno alcune Radio locali umbre 

di un certo peso (sempre Subasio a parte, s’intende), come vedremo.

 

Fra le emittenti di altre regioni e i circuiti, c’è poca gloria, comprensibilmente, per le Radio lombarde: 

scende a 2 (da 5) Giornale Radio, si piazza solo a 3 (da 2) Radio Italia Anni 60 e Radio News stavolta non figura proprio in graduatoria. 

Stessa sorte per Radio Number One, che pure pare non voler escludere neppure l’Umbria dai territori per lei ‘interessanti’, per così dire. 

Lo stesso forse si potrebbe dire per la fiorentina Radio Mitology ’70-’80, venuta però alla ribalta in queste ore per tutt’altro, 

ovvero per l’importante presenza appena acquisita nella Fm milanese.

Fra le emiliano-romagnole, questa volta non fa ascolti qui Radio Bruno, mentre Radio Studio Delta fa proprio eccezione, 

confermando invece un suo dato in Umbria, sia pure stavolta minimo, ovvero 2 (dai 4 del 2023).

Nulla da fare, nonostante la vicinanza geografica, anche per le altre toscane, con l’eccezione ovvia di Radio Sportiva, che però si limita qui a 4 (da 3).

Un po’ meglio va alle laziali: Dimensione Suono Roma il Ritmo della Capitale è la più ‘pimpante’ a 6 (da 5), 

mentre la collegata Dimensione Suono Soft si ferma a 4 (ma raddoppia i 2 del 2023).

Radio Cusano Campus di Stefano Bandecchi si piazza di nuovo a 2, Ram Power non fa stavolta ascolti significativi, 

compare invece ex novo Radio Globo a 1 e Simply Radio si classifica ancora a 2.

Per chiudere con le Radio di altre regioni, non poteva mancare Radionorba, anche stavolta a 1, 

mentre non è in classifica in Umbria nel 2024 Italia News 24.

 

A questo punto dobbiamo parlare della graduatoria vera e propria delle emittenti umbre, 

che lo scorso anno si sono iscritte in cinque, una più del 2023.

 

La new entry è la ternana Radio Galileo, che merita un discorso a parte, che faremo fra poco.

Se dunque escludiamo Subasio, di cui abbiamo detto abbondantemente, restano in graduatoria quattro emittenti.

Due però sono dello stesso gruppo e sono peraltro le stazioni umbre più seguite appunto dopo Subasio. 

Si tratta del gruppo Delta-Onda Libera di Umbertide, che fa capo a Giuliano Zucchini 

e conta soprattutto (ma non solo) proprio su queste due emittenti di successo, comunque ben distinte. 

Fra le due, prevale anche questa volta Radio Delta con 24 (poco meno dei 26 precedenti), mentre Radio Onda Libera si conferma a 18. 

Da notare che a Umbertide si punta anche sul marchio, solo ‘parzialmente alternativo’, di Onda Libera Gold.

L’audience non è affatto disprezzabile, dunque, per queste due emittenti di buon livello e di forte tradizione in regione. 

Il gruppo sarebbe, in effetti, quello di Onda Libera ma, come si vede dalla graduatoria, 

è invece Radio Delta (più a carattere musicale e con molti brani italiani) ad essere oggi un po’ più ascoltata.

La quarta iscritta in TER è la perugina Umbria Radio Inblu, che ottiene però solo 1, dopo che non aveva avuto ascolti significativi nel precedente 2023.

 

Il discorso però qui si fa un po’ più complicato: Umbria Radio, infatti, con questo nome non esiste più da diversi mesi 

(l’iscrizione era evidentemente precedente al rinnovamento di cui diremo) e oggi è invece in onda come Radio Glox Radici locali, Visioni globali

Si tratta dell’ultima versione di quella che è stata davvero per molti anni la Radio della Diocesi di Perugia, 

ben strutturata ma anche da tempo in cerca di un rilancio per poter essere all’altezza delle sue ambizioni.

Già nei primissimi mesi del 2024 era stato annunciato un nuovo progetto in questo senso, con non poche novità, che si nota subito ora appunto 

dal cambio di nome (magari la denominazione Radio Glox può anche non piacere, ma è comunque in qualche modo originale). 

Umbria Radio, dunque, ha cambiato editore e aspetto, oltre che il nome, ed è nata nel 2024 Radio Glox. 

La cooperativa Radio Augusta Perusia (anche questa stessa denominazione era stata usata a suo tempo) ha rilevato infatti l’emittente radiofonica 

dalla Diocesi di Perugia-Città della Pieve e ha varato un nuovo Cda e un nuovo progetto autonomo dalla Curia, con a capo Francesco Panti, 

presidente della società cooperativa Radio Augusta Perusia (vice è Pierpaolo Burattini), e Martino Tosti quale direttore responsabile. 

Un passaggio storico per quest’emittente che ha ben 41 anni di attività alle spalle ‘al servizio dell’Umbria’ e una dimensione regionale.

 

La quinta emittente in graduatoria è dunque un lieto ritorno in classifica. 

Parliamo di Radio Galileo di Terni, che ottiene ex novo un 7 affatto disprezzabile. 

Galileo è un nome ultrastorico per Terni, nel campo dell’informazione in particolare, e non certo solo per la Radio, 

ma anche per l’omonima e collegata Tv, che però aveva sospeso da qualche tempo le trasmissioni sul digitale terrestre, 

dopo una serie di vicende anche un po’ controverse. 

La Radio era rimasta invece naturalmente in onda in Fm (pur rinunciando alla seconda rete Radio Stranamore),

 ma le attività erano svolte ‘un po’ in sordina’, per così dire.

Nel maggio 2024 c’è però stata una svolta molto positiva, con la gestione affidata a una diversa società cooperativa (Nuova Galileo), 

con a capo Sandro Corsi, con il ritorno a una piena operatività e soprattutto con il rientro in DTT di Tele Galileo, 

assieme a una ulteriore presenza come ‘Radio in Tv’ (al canale 750) anche della stessa Radio Galileo.

Dopo tre anni di attività esclusivamente via web, il marchio Tele Galileo è pertanto riapparso sul digitale terrestre, 

restituendo alla città di San Valentino un pezzo di storia dell’informazione locale. 

La continuità con il migliore passato di Galileo, fra Radio e Tv, c’è ma c’è anche un effettivo rinnovamento, 

con assoluta chiarezza in termini di entrate e risorse.

 

Manco a dirlo, quello fin qui delineato è tuttavia solo un piccolo ‘assaggio’ del panorama dell’emittenza radiofonica umbra,

che è pur sempre variegato e interessante.

Un ulteriore nuovo sviluppo si era avuto, per esempio, nella seconda parte del 2023, 

a Erreti Radio Tadino di Gualdo Tadino, un altro marchio ultrastorico locale. 

Perugia Today nell’occasione aveva parlato di “incredibile rinascita grazie all’entrata di nuovi pesanti soci, con un progetto chiaro e innovativo: 

sfruttare la piattaforma Dab, realizzare un App e mettere sui canali social e sul sito internet l’accesso via streaming per un’ulteriore copertura”.

Il progetto portava la firma di Ms Global Service srl – Sandra Monacelli e Stefano Sensi – ed è iniziato con la prima domenica del settembre 2023, 

quando è andato in onda il programma di punta a livello regionale: 

la diretta dai campi di calcio di tutta l’Umbria per le partite di serie D, Eccellenza e Promozione.

Procedendo oltre, non si può non citare il gruppo Max Radio fra Ellera Umbra e Corciano, da molti anni articolato su Max Radio Energy e Max Radio Classic

Sul versante più legato al mondo cattolico, c’è invece anche Radio Gente Umbra (RGU) di Foligno, che è imperniata sull’informazione locale.

E siccome l’Umbria è fatta di tante piccole e medie città, ecco anche Rgm Fm di Gubbio, 

parte del gruppo Trg Media (attivo in Tv con la nota e consolidata Trg), 

a sua volta oggi parte del mega-gruppo Umbria Televisioni di Umbria Tv (che gestisce anche il mux televisivo regionale).

Ancora a Umbertide opera invece dal lontano 1978 Radio RCC (Radio Comunità Cristiana) Inblu

emittente comunitaria umbro/toscana che copre un po’ tutti i generi. 

A Città di Castello c’è altresì Radio Tiferno Uno.

 

Tornando a Terni, fra le molte attività del sindaco Stefano Bandecchi (che ha gestito anche la Ternana Calcio), oltre all’Università telematica, 

c’è, come si sa, anche e soprattutto il ruolo di editore radiotelevisivo romano (e anche umbro), 

non solo con la citata Radio Cusano Campus ma anche con Radio Manà Manà, nelle sue varie versioni.

Ma a Terni ci sono anche Radio Incontro, nata nel lontanissimo 1978 e arrivata con coerenza fino ad oggi, 

e anche qui la Radio diocesana: in questo caso si tratta di Radio TNA

Fa anche piacere ritrovare tuttora in città una frequenza per la religiosa Radio Krishna Centrale, altrove ormai ‘dispersa’.

 

A Orvieto invece è obbligatorio non dimenticare l’attività di Radio RTUA; la sigla è collegata a un gruppo radiotelevisivo in onda da molti anni 

ma ultimamente ben rilanciato, anche e soprattutto sul versante televisivo, con varie sigle in onda.

È però del luglio scorso (2024) la triste notizia della scomparsa a 84 anni di Luigi ‘Gigi’ Pelliccia, cameraman e cronista 

ma soprattutto fondatore proprio dell’emittente locale RTUA Aquesio, oggi diretta dal figlio Gabriele. 

Secondo la sindaca di Orvieto Roberta Tardani, “con la morte di Gigi Pelliccia la nostra città ha perso un vero e proprio custode della memoria collettiva. 

Con la sua telecamera sempre in spalla, Gigi ha raccontato per anni le storie, le sfide, i successi, i pregi e i difetti della nostra comunità 

diventando una voce inconfondibile per gli orvietani”.

 

Siccome però l’Umbria è una regione relativamente piccola ma ‘circondata’ da altre un po’ più grosse, non mancano, 

come abbiamo già parzialmente visto, le emittenti di altre regioni che coprono una o più città e province.

Fra queste, una citazione d’obbligo va a MEP Radio Organizzazione di Rieti, emittente comunitaria d’informazione 

che cerca di farsi valere assolutamente anche in Umbria (con una sede operativa a Bastia Umbra) ed è legata a Popolare Network.

Nel Perugino e in Val Tiberina non si può dimenticare poi l’intensa attività della toscana Radio Errevutì

già citata nella sua regione, cui fa capo in Umbria anche RTS Radio Tiber Sound

Il discorso vale anche e soprattutto per l’attività televisiva nei mux umbri di Errevuti (da non confondersi, ovviamente, con la citata Erreti di Gualdo Tadino).

E in Umbria c’è, sempre fra le toscane, anche l’attivissima Radio Italia 5

mentre si fanno notare anche la marchigiana Radioblu Fabriano e la lombarda Radio Mater.

 

Non mancano poi, soprattutto dalle parti di Terni, alcune emittenti romane. 

Fra queste si segnalano Radio Stand By e Simply Radio.

La vicinanza con la località laziale di Orte porta poi alla presenza di due gruppi: 

Tele Radio Orte e il più recente Tele Radio Leo (che gestisce anche attività di diffusione digitale in Radio e Tv), in particolare con la sua Radio Hit Fm.

Proprio dal gruppo della citata Radio Stand By viene una ulteriore recente novità di Terni ‘dal sapore internazionale’, ovvero Radio La Rockaforte

Stand By, fra l’altro, era già presente in quest’area anche con Radio Easy & Italy

Il progetto di La Rockaforte è stato portato in parallelo anche sul digitale terrestre televisivo della zona, 

assieme a vari altri, con tutta una serie di canali in visual radio.

 

Ma chiudo con una novità di rilievo nel ‘campo digitale’ dell’emittenza radiofonica locale, vale a dire Radio Corriere dell’Umbria.

Il 30 aprile 2024, su una frequenza Dab, ha infatti iniziato le trasmissioni, come annuncia una nota del suo gruppo, proprio Radio Corriere dell’Umbria, 

“la nuova emittente radiofonica del Gruppo Corriere… La programmazione è ancora sperimentale ma presto andranno in onda anche i nostri notiziari, 

i nostri approfondimenti, le nostre interviste, i nostri podcast e molto altro ancora. E tutto sarà dedicato all’Umbria: dalla cronaca alla politica…

Oggi, quindi, il Gruppo Corriere – che nel frattempo, grazie al piano di rilancio avviato dall’Editore, continua a crescere e nei territori 

ha riaperto 7 tra redazioni e uffici di corrispondenza che si affiancano alla sede centrale di Perugia – vi offre: 

tre quotidiani cartacei (Corriere dell’Umbria, Corriere di Arezzo e Corriere di Siena); quattro quotidiani on line con un’informazione immediata 

che si distingue, nettamente, da quella che presentiamo in edicola; 

quattro supplementi (iM iMotori del Corriere, iV iViaggi del Corriere, vB via Bacco e CorriereMag); ora anche una Radio…

Radio Corriere dell’Umbria vi offrirà, oltre a una ricca programmazione musicale, notizie e informazioni direttamente 

dai nostri giornalisti con un notiziario sui principali fatti nazionali ma soprattutto 

con un ricco e approfondito notiziario dedicato esclusivamente all’Umbria, che verrà curato da un settore specifico”.

Tutto questo è in fase di progressiva realizzazione, mentre va precisato che alla fine del 2022 il 100% del capitale sociale della Società Gruppo Corriere, 

editrice delle testate Corriere dell’Umbria, Corriere di Siena, Corriere di Arezzo e anche Corriere della Maremma, 

è passata dal gruppo Angelucci nelle mani di Polimedia, con conseguente forte rilancio. 

Polimedia è una società con sede a Città di Castello posseduta per il 52% dal gruppo Monte Finanziario Europeo 

di Carmine Pellegrino (presidente della stessa Polimedia) e con un 48% diviso tra Università Telematica E-Campus e Link Campus University, 

entrambe controllate dalla famiglia di Francesco Polidori (noto per aver rilevato già nel 1995 la storica Scuola Radio Elettra e poi per Cepu 

e le citate Università telematiche), che è il vero personaggio di riferimento di questo nuovo forte gruppo mediatico.