ARCHIVIO NEWS SICILIA FEBBRAIO 2016
Ore 12.30 - MUX TELEACRAS: BARRE COLORE PER TCS +1. UHF 31 Mux TELEACRAS Ritorniamo ad occuparci nuovamente del mux TELEACRAS in quanto sono state effettuate delle modifiche, infatti TCS +1 (LCN 647) non è più a schermo nero, bensì trasmette un monoscopio con le barre colore, mentre è stato inserito un generico canale identificato Service +1 sulla numerazione automatica 621, dove in precedenza era presente Teleacras +1. ![]() ![]()
Ore 18.55 - MUX TELE NOVA SICILIA: ARRIVA MICHELANGELO, ELIMINATO CANALE 66. UHF 35 Mux TELE NOVA SICILIA Nel mux TELE NOVA SICILIA è stato inserito il nuovo canale MICHELANGELO con la numerazione LCN 611. Questa emittente fa parte del gruppo Video Staff Comunication che detiene anche CANALE 66 con la LCN 632. CANALE 66 è stata eliminata da questo multiplex ma rimane visibile sempre con la LCN 632 sul mux MEDITERRANEO 1. ![]() ![]()
Ore 12.10 - MUX TELEACRAS: TELEACRAS PASSA IN 16:9, ELIMINATO TELEACRAS +1, SCHERMO NERO PER TCS +1. UHF 31 Mux TELEACRAS Aggiorniamo la composizione del mux TELEACRAS, segnalando che, rispetto alla nostra ultima rilevazione, è stata eliminata Teleacras +1 (LCN 621), mentre TCS +1 (LCN 647) era a schermo nero. ![]() ![]() Al momento dunque gli unici canali che trasmettono in questo bouquet sono Teleacras (LCN 88), che adesso è passato al formato video 16:9, e TCS (LCN 116).
Ore 12.45 - MUX TV EUROPA PALERMO: AGGIORNATA LA GRIGLIA DEI CANALI E LO Z@PPING TV. VHF 10 Mux TV EUROPA PALERMO Occupiamoci della sezione SICILIA IN DIGITALE, questa volta per attualizzare il mux TV EUROPA PALERMO che trasmette sempre sulla frequenza VHF 10 dalla sola postazione di MONTE PELLEGRINO a Palermo. Telesud C91 (LCN 91) ha cambiato nome e logo in Che-TV. ![]() TSEUNO MISILMERI (LCN 199) ha modificato il proprio logo di stazione, infatti adesso è rimasta solo la scritta tse. A sinistra il nuovo logo, a destra quello precedentemente utilizzato. ![]() TV EUROPA + 1 C620 (LCN 620) risultava a schermo nero durante la nostra rilevazione. ![]() Radio SHOW C890 (LCN 890) è stata sostituita da Radio Sprint Palermo. ![]() Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux TV EUROPA PALERMO. ![]()
Ore 18.50 - MUX VIDEO REGIONE: NUOVE ATTIVAZIONI IN SICILIA, ARRIVA FMITALIA TV, RITORNA BLU TV. UHF 34 Mux VIDEO REGIONE Nel mux VIDEO REGIONE è stata inserita con la numerazione LCN regionale 872 l'emittente musicale FMITALIA TV. ![]() Inoltre il canale BLU TV (LCN 216) non è più un duplicato di LA2 (LCN 98) ma è tornato a trasmettere una programmazione autonoma con il proprio logo di rete. Amici di Medjugorje Tv (LCN 824) non trasmette più con il logo di MEDUJGORJE ITALIA TV ma ne ha inserito uno proprio in basso a sinistra. E' sempre presente in basso a destra anche quello di MATRIX TV ITALIA. ![]() ![]() Infine segnaliamo che continua l'espansione di VIDEO REGIONE in SICILIA. Il suo multiplex è stato attivato lo scorso giovedì 18 febbraio sulla frequenza UHF 34 nelle postazioni di CAPO SAN MARCO a Sciacca (Agrigento), in polarizzazione verticale, e di PIANA DELLE FORCHE a Erice (Trapani), in polarizzazione orizzontale. ![]()
Ore 22.50 - MUX VIDEO REGIONE: ARRIVANO AMICI DI MEDJUGORJE TV E RADIO NEWS 24. UHF 34 Mux VIDEO REGIONE Nel mux VIDEO REGIONE è stata inserita con la numerazione LCN 824 l'emittente Amici di Medjugorje Tv che al momento trasmette la programmazione di Medjugorje Italia TV anche con il logo di MATRIX TV ITALIA. ![]() ![]() ![]() ![]() Inoltre è arrivato in questo multiplex il canale radiofonico RADIO NEWS 24, privo di numerazione automatica. ![]() ![]() Ore 12.45 - MUX ANTENNA DEL MEDITERRANEO: CAMBIO DI LCN PER ANNI '60 MESSINA. UHF 51 Mux ANTENNA DEL MEDITERRANEO L'emittente radiofonica Anni ’60 ME ha modificato la propria LCN, infatti adesso è sintonizzabile sulla posizione automatica 760 e non più sulla numerazione 720 come in precedenza. ![]() Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping Tv del mux ANTENNA DEL MEDITERRANEO. ![]()
Ore 20.30 - TELESUD PREMIATA DAL MINISTERO! Ancora una volta il Ministero dello Sviluppo Economico ci premia; assegnata la concessione digitale in banda larga a Telesud. Mesi
di attesa, i soliti rumors disfattisti e qualche gufo di circostanza.
Anche da giornalisti "impegnati", in questo caso a dire sciocchezze. La
vicenda per gli addetti ai lavori è nota: lo Stato, nel 2012, dopo aver
assegnato 18 frequenze con regolare bando, si è reso conto, su
segnalazioni dei paesi UE confinanti, che 4 di queste in Sicilia
dovevano essere rimesse a Malta. Così come i Balcani per le regioni
adriatiche. Una di queste era stata assegnata - dal Ministero dello
Sviluppo Economico, non dalla Spectre...- a noi; cosi, lo scorso 2
dicembre, scadevano i termini della "rottamazione". 50 milioni di euro
messi a disposizione dal Governo per cedere "volontariamente" le
frequenze interferenti e prendere un pò di soldi. In Sicilia, si
tramutava in 900 mila euro per una frequenza regionale e circa 100 mila
per una provinciale. Importi irrisori per una Emittente che aveva
provveduto in maniera seria ad investimenti adeguati nello switch-off in
digitale. Come Telesud che nei mesi seguenti al passaggio
dall'analogico aveva provveduto ad investire oltre 400 mila (
QUATTROCENTO MILA!! ) euro. Per non parlare del fatto che perdere un
legittimissimo diritto d'uso ventennale di concessionario di banda larga
per diventare fornitore di servizi sarebbe stato un incalcolabile danno
patrimoniale e di immagine. Ebbene, in questi giorni, il MISE ci ha
assegnato una frequenza libera da interferenze. Ad altri non è andata
altrettanto bene. Cosa decideranno fra ricorsi al Tar o rottamazione
coatta si vedrà. Noi non possiamo che essere felici per aver ottenuto un
legittimo risultato. Ma quello che ci fa specie oggi, è l'aver assisto
in questi mesi a veri e propri sproloqui sulla stampa e sugli
immancabili social; anche dalle nostre parti con il marsalese Giacomo Di
Girolamo che dall'ennesimo sito in cui si diletta a pontificare di
tutto, dal malaffare all'immancabile mafia&antimafia, si è
addirittura avventurato in un terreno di cui evidentemente non è neanche
lontanamente a conoscenza...,chiaramente richiamandosi – da quel
fustigatore e paladino della legalità che tutti conosciamo… - al
“rispetto delle regole” e non al solito "papocch’io all’italiana".
Sconclusionati deliri giornalistici che avrebbe potuto tranquillamente
evitare con una semplice telefonata fra le tante che correntemente fa
per “perfezionare” i suoi mirabili scritti; nella circostanza non lo ha
ritenuto. O forse sapeva che non sarebbe stato "funzionale" al suo
articolo; screditare un po’ di cerchio magico “dell’antimafia
combattente”, da cui il Nostro sembra essere un po’ tagliato fuori
nell’ultimo periodo, e “mascariare” qua e là. Insomma, una sequela di
siderali ignoranze senza capo ne coda: “aree di irregolarità” da sanare
ricevendo in cambio “contributi importanti”; “voci critiche” che devono
“operare nella legalità senza far prevalere gli abusi che commettono” e
che potevano essere “messe in regola prima”. Non ne ha azzeccata una il
povero Di Girolamo: i contributi erano obbligati e ridicoli,tranne per
lui forse perche' abituato a confrontarsi quotidianamente con una
editoria inesistente, quanto meno dal punto di vista del rischio
d'impresa. L'irregolarita' in cui avremmo operato e gli abusi commessi
esistono solo nel suo mondo immaginifico visto che le frequenze erano
state prima individuate e poi assegnate dallo Sviluppo Economico e le
emittenti, tutte, erano meramente soggetti passivi. Infine, il mettersi
in regola prima: sinceramente, una banalità del genere non è neanche
commentabile; non si capisce, ne tantomeno Di Girolamo aveva idea di
cosa stesse parlando, come avremmo potuto farlo; semplicemente perché
non eravamo noi ad essere fuori dalle regole ma lo Stato Italiano e
poteva essere lui e soltanto lui a "rientrare" dall'irregolarita' in cui
si era posto rispetto all'Unione Europea. Sorvolo infine sul mitico
popolo del web; ma almeno questo era giustificato della sua ignoranza.
Noi non arriviamo a scomodare i "santi in paradiso", da Rostagno a Fava
facendoli riposare in pace, ma ogni tanto anche Telesud si stanca di
essere bersaglio di sciocchezze in liberta'...Massimo Marino presidente Telesud Tratto da: www.telesud3.com/attualita/telesud-premiata-dal-ministero
Ore 06.25 - ROTTAMAZIONE FREQUENZE TV: CONCLUSIONE PROCEDURA REGIONE SICILIA. La determina del 2 febbraio 2016 conclude la procedura per la presentazione delle domande volte ad ottenere le misure economiche di natura compensativa per il rilascio volontario delle frequenze televisive interferenti ai sensi del Decreto Ministeriale del 17 aprile 2015, attuativo dell’art. 6, comma 9, del decreto legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito dalla legge del 21 febbraio 2014, n. 9, come modificata dall’articolo 1, comma 147, della legge 23 dicembre 2014 n. 190 (Determina per la REGIONE SICILIA). ![]() |




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di attesa, i soliti rumors disfattisti e qualche gufo di circostanza.
Anche da giornalisti "impegnati", in questo caso a dire sciocchezze. La
vicenda per gli addetti ai lavori è nota: lo Stato, nel 2012, dopo aver
assegnato 18 frequenze con regolare bando, si è reso conto, su
segnalazioni dei paesi UE confinanti, che 4 di queste in Sicilia
dovevano essere rimesse a Malta. Così come i Balcani per le regioni
adriatiche. Una di queste era stata assegnata - dal Ministero dello
Sviluppo Economico, non dalla Spectre...- a noi; cosi, lo scorso 2
dicembre, scadevano i termini della "rottamazione". 50 milioni di euro
messi a disposizione dal Governo per cedere "volontariamente" le
frequenze interferenti e prendere un pò di soldi. In Sicilia, si
tramutava in 900 mila euro per una frequenza regionale e circa 100 mila
per una provinciale. Importi irrisori per una Emittente che aveva
provveduto in maniera seria ad investimenti adeguati nello switch-off in
digitale. Come Telesud che nei mesi seguenti al passaggio
dall'analogico aveva provveduto ad investire oltre 400 mila (
QUATTROCENTO MILA!! ) euro. Per non parlare del fatto che perdere un
legittimissimo diritto d'uso ventennale di concessionario di banda larga
per diventare fornitore di servizi sarebbe stato un incalcolabile danno
patrimoniale e di immagine. Ebbene, in questi giorni, il MISE ci ha
assegnato una frequenza libera da interferenze. Ad altri non è andata
altrettanto bene. Cosa decideranno fra ricorsi al Tar o rottamazione
coatta si vedrà. Noi non possiamo che essere felici per aver ottenuto un
legittimo risultato. Ma quello che ci fa specie oggi, è l'aver assisto
in questi mesi a veri e propri sproloqui sulla stampa e sugli
immancabili social; anche dalle nostre parti con il marsalese Giacomo Di
Girolamo che dall'ennesimo sito in cui si diletta a pontificare di
tutto, dal malaffare all'immancabile mafia&antimafia, si è
addirittura avventurato in un terreno di cui evidentemente non è neanche
lontanamente a conoscenza...,chiaramente richiamandosi – da quel
fustigatore e paladino della legalità che tutti conosciamo… - al
“rispetto delle regole” e non al solito "papocch’io all’italiana".
Sconclusionati deliri giornalistici che avrebbe potuto tranquillamente
evitare con una semplice telefonata fra le tante che correntemente fa
per “perfezionare” i suoi mirabili scritti; nella circostanza non lo ha
ritenuto. O forse sapeva che non sarebbe stato "funzionale" al suo
articolo; screditare un po’ di cerchio magico “dell’antimafia
combattente”, da cui il Nostro sembra essere un po’ tagliato fuori
nell’ultimo periodo, e “mascariare” qua e là. Insomma, una sequela di
siderali ignoranze senza capo ne coda: “aree di irregolarità” da sanare
ricevendo in cambio “contributi importanti”; “voci critiche” che devono
“operare nella legalità senza far prevalere gli abusi che commettono” e
che potevano essere “messe in regola prima”. Non ne ha azzeccata una il
povero Di Girolamo: i contributi erano obbligati e ridicoli,tranne per
lui forse perche' abituato a confrontarsi quotidianamente con una
editoria inesistente, quanto meno dal punto di vista del rischio
d'impresa. L'irregolarita' in cui avremmo operato e gli abusi commessi
esistono solo nel suo mondo immaginifico visto che le frequenze erano
state prima individuate e poi assegnate dallo Sviluppo Economico e le
emittenti, tutte, erano meramente soggetti passivi. Infine, il mettersi
in regola prima: sinceramente, una banalità del genere non è neanche
commentabile; non si capisce, ne tantomeno Di Girolamo aveva idea di
cosa stesse parlando, come avremmo potuto farlo; semplicemente perché
non eravamo noi ad essere fuori dalle regole ma lo Stato Italiano e
poteva essere lui e soltanto lui a "rientrare" dall'irregolarita' in cui
si era posto rispetto all'Unione Europea. Sorvolo infine sul mitico
popolo del web; ma almeno questo era giustificato della sua ignoranza.
Noi non arriviamo a scomodare i "santi in paradiso", da Rostagno a Fava
facendoli riposare in pace, ma ogni tanto anche Telesud si stanca di
essere bersaglio di sciocchezze in liberta'...