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CATANIA – La Sige, società editrice di Antenna Sicilia, ha rifiutato la mediazione offerta dall’assessore regionale al Lavoro, Bruno Caruso, ed ha dichiarato “inaccettabile” la proposta di “working buy out” consegnata dal tecnico indicato dai dipendenti e dai sindacati Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Associazione Siciliana della Stampa. La totale chiusura dell’azienda, di fronte a qualsiasi proposta di mediazione, è stata dichiarata dai sindacati “offensiva per i lavoratori, per il rappresentante del governo della Regione Siciliana, per il sindaco Enzo Bianco e per il Consiglio comunale di Catania che avevano sostenuto la proposta alternativa, e per il ruolo che in questi 36 anni Antenna Sicilia ha recitato da protagonista nel panorama dell’informazione e dell’intrattenimento in Sicilia”. Di fronte a questo atteggiamento di incomprensibile intransigenza i sindacati, dopo avere fatto osservare all’assessore Caruso come sino ad oggi, nell’ambito della procedura, la Sige abbia fornito risposte generiche, talvolta incomplete o inesatte, hanno annunciato ufficialmente l’intenzione di procedere nei confronti di Sige e del suo amministratore delegato per comportamento antisindacale. I sindacati, inoltre, hanno chiesto all’assessore Caruso di vigilare sulla piena e corretta applicazione dei contratti di lavoro e dei versamenti contributivi per i dipendenti delle aziende che aderiscono al contratto di rete di cui fa parte Sige, o che forniranno a Sige prodotti destinati a sostituire il lavoro dei 16 dipendenti una volta licenziati. Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Associazione Siciliana della Stampa rilevano con amarezza come, “alla fine della riunione, l’assessore regionale non abbia ritenuto opportuno procedere alla stesura di un verbale che fotografasse le posizioni espresse e tenesse conto delle osservazioni sollevate dai sindacati. Alla stesura del verbale conclusivo si è sottratta anche l’azienda abbandonando la sede della Regione”. Il passo successivo della vertenza sarà martedì 26 ottobre all’Ufficio del lavoro. I sindacati ammoniscono che “in quella sede, se le posizioni dovessero restare immutate, Sige scriverebbe con arroganza la parola fine su questa dolorosa vicenda”. Ieri l’edizione delle ore 14 del Tg di Antenna Sicilia è andata in onda in forma ridotta. Tecnici, giornalisti e dipendenti amministrativi – che non precepiscono gli sipendi da oltre due mesi – hanno, infatti, proclamato lo stato di agitazione e hanno convocato un’assemblea straordinaria. Tratto da: www.giornalistitalia.it/antenna-sicilia-verso-il-baratro-ciancio-non-molla LIONE (Francia) – Euronews cambia sede e cambia pelle. Canale di interesse pubblico, impegnato dal 2005 nel garantire a Bruxelles un servizio “europeo”, diventa ufficialmente una tv di proprietà di Naguib Sawiris, che ha sborsato 35 milioni di euro per acquisire il 53% del pacchetto di maggioranza dell’emittente. Una rivoluzione che va di pari passo con un faraonico cambio di sede: Euronews è ormai di base nel quartiere “ecosostenibile” lionese di Confluence, in un edificio a forma di parallelepipedo, tutto verde e con due grandi “occhi” rivolti verso l’esterno rappresentati da due coni rovesciati. Concepito da due architetti notissimi in Francia – Dominique Jakob e Brendan MaFarlane – il nuovo quartier generale della tv europea è un edificio che offre spazi enormi grazie a una serie di invenzioni studiate ad hoc. La location, sulle rive della Saona, uno dei due fiumi di Lione (poco lontano, proprio alla “Confluence” arriva anche il Rodano), è di impatto spettacolare. La superficie calpestabile è di 10.000 metri quadrati ripartiti su sei piani, tutti dedicati agli 800 dipendenti internazionali – giornalisti e tecnici – di Euronews. Un’impresa per la quale sono stati necessari quattro anni di lavoro e che – per la tv in cinque lingue – era diventata indispensabile al pari del passaggio al digitale 100 per 100. Come ha spiegato il presidente di Euronews, Michael Peters, l’operazione trasloco nella nuova sede – denominata Pavillon Vert – è costata intorno ai 50-55 milioni fra costruzione dell’edificio e costi di installazione. Il tutto è stato reso possibile dalla partnership con Voies Navigables de France (società che gestisce il servizio pubblico di navigazione dei corsi d’acqua) e con il Gruppo Caisse des Depots. I due partner diventano proprietari della sede che viene concessa in affitto ad Euronews, la quale restituisce il prestito ricevuto attraverso le rate dell’affitto. Accanto al presidente Peters, il miliardario egiziano Sawiris, con il quale erano cominciati i contatti nel mese di febbraio: “è un proprietario – ha garantito Peters – che garantisce la piena indipendenza editoriale ad Euronews. E, inoltre, non essendo un investitore istituzionale nell’editoria è ancora più lontano da qualsiasi sospetto di ingerenza”. “Il mio lavoro – ha replicato Paolo Garimberti, presidente del Consiglio di sorveglianza – non sarà certamente molto complicato, proprio per il tipo di investitore di maggioranza che è Sawiris. Quando ci siamo incontrati la prima volta, a Roma, mi ha detto “con quest’operazione voglio fare soltanto business nell’editoria”. L’ex presidente della Rai ha poi auspicato che l’attuale stile di Euronews possa evolvere verso una maggior espressione di “opinioni”. Perché, ha aggiunto, “sono le opinioni che aprono il dibattito e suscitano interesse e audience”. (Ansa) Tratto da: www.giornalistitalia.it/sawiris-35-milioni-e-la-metamorfosi-di-euronews Ore 17.20 - MUX ANTENNA DEL MEDITERRANEO: ELIMINATO TRM 13. UHF 51 Mux ANTENNA DEL MEDITERRANEO Aggiorniamo la griglia dei canali e lo z@pping Tv del mux ANTENNA DEL MEDITERRANEO segnalando l’eliminazione dell’emittente palermitana TRM (LCN 13) che in questo multiplex non aveva mai trasmesso, in quanto rimasta sempre a schermo nero fin dal suo inserimento. ![]() GENOVA – “Questa volta tocca a due colleghi di Telenord: hanno ricevuto la lettera di licenziamento da parte dell’emittente televisiva. ![]() “Frutto di una miopia che non è solo delle aziende, ma degli stessi colleghi e della società. Il ricambio generazionale del mercato del lavoro è la base della sopravvivenza di una professione e della previdenza dei colleghi, ma l’intreccio di egoismi e convenienze sta bruciando il futuro di una generazione di giornalisti. Di prove, in Liguria, ce ne sono quante se ne vogliono: ex vice direttori, da tempo in quiescenza, di importanti quotidiani che collaborano a pezzo; prepensionate di quotidiani nazionali che si presentano imperterrite alle conferenze stampa; uffici stampa opzionati da colleghi da tempo usciti dal mondo del lavoro. Per arrivare infine al dibattito di oggi, giovedì 15 ottobre, organizzato da ‘Sinistra e Lavoro’, intitolato ‘Il lavoro e i diritti per ricostruire la sinistra’ e moderato da una giornalista pensionata che fa parte della folta schiera dei colleghi che si rifiutano di lasciare il passo: non c’è che dire, un bel segnale. I giornalisti disoccupati e precari sentitamente ringraziano”, conclude Costante. (Ansa) Tratto da: www.giornalistitalia.it/telenord-licenzia-due-giornalisti Ore 12.30 - TIMB MUX 2: TELECAMPIONE ELIMINA IL PROPRIO LOGO, IN ONDA SOLO ORLER CHANNEL. UHF 55-60 TIMB Mux 2 Il canale TELECAMPIONE (LCN 75), veicolato dal TIMB Mux 2, che da alcune settimane trasmette la programmazione di ORLER CHANNEL, ha eliminato il proprio logo di rete. Pertanto ora rimane solo quello di ORLER CHANNEL, l'identificativo resta al momento TELECAMPIONE. ![]() Saltuariamente scorre il seguente messaggio in sovraimpressione: POTETE VEDERE LE NOSTRE TRASMISSIONI SINTONIZZANDOVI ANCHE SUL CANALE 75 DEL DIGITALE TERRESTRE. BUONA VISIONE. Ricordiamo che ORLER CHANNEL
è visibile tramite alcuni mux locali anche nella posizione LCN 168,
infatti sopra il logo di stazione è presente ancora la scritta ch 168.![]() Ore 11.35 - MUX TELEPACE (LAZIO): AL POSTO DI TELEPACE INTERNATIONAL ARRIVA TELEPACE HD, MA NON SI VEDE. UHF 27-29 Mux TELEPACE (LAZIO) Il canale TELEPACE INTERNATIONAL (LCN 214), veicolato nel mux TELEPACE (LAZIO), che da alcune settimane non trasmetteva più una propria programmazione ed era diventato una copia di TELEPACE (LCN 73), è stato sostituito da TELEPACE HD, rimanendo sempre nella posizione LCN 214. Dall'immagine che vi alleghiamo qui sotto risulta a schermo nero ma in realtà già trasmette in alta definizione, infatti analizzando il flusso dei dati risulta con un ADVANCED CODEC HD, su tutte le tv e decoder in cui abbiamo provato a visualizzarlo viene memorizzato solo come canali dati a schermo nero. ![]() Inoltre TIVU 4 (LCN 605), che non trasmette oramai da oltre un anno, non è stato ancora eliminato e viene sintonizzato sempre come canale dati a schermo nero. ![]() Infine segnaliamo che le due emittenti radiofoniche RADIO MATER (LCN 834) e RADIOQUATTRO (LCN 844) in alcuni modelli di TV o decoder non vengono memorizzate come canali radio ma vengono inserite nelle liste TV. ![]() ![]() Ore 10.45 - ROMA UNO: LA PROPRIETA' DELLA TV PASSA DA CERRONI A COSCIONE, GIA' EDITORE DI TELE IN, LAVORATORI SENZA STIPENDIO. UHF 24-31 Mux ROMA UNO Cambia la proprietà di ROMA UNO, la tv locale nata nel 2003, dopo dodici anni il 100% delle quote passa dalle mani di Manlio Cerroni (patron della discarica di Malagrotta) a quelle di Fabrizio Coscione, imprenditore romano, già conosciuto per il suo impegno editoriale con le riviste del gruppo «Parioli Pocket». La tv, una delle più seguite nella Capitale, visibile anche in provincia ed in tutt’Italia attraverso la piattaforma Sky, è stata messa sul mercato dall’avvocato romano in seguito alle inchieste giudiziarie sui rifiuti a Roma, che lo hanno coinvolto. IL NUOVO TITOLAREHa 42 anni, il nuovo titolare del 100% delle azioni della televisione romana, possiede anche un’impresa di pulizie a Nettuno, una fabbrica di dolciumi «Dolciaria Srl» di Aprilia, la «Educo Srl» che gestisce una scuola per conto della diocesi di Albano e una tv locale «TELE IN». È stato già scelto l’uomo chiamato a gestire la rete: si tratta di Marco Foresi, per anni impegnato nel panorama televisivo con il Circuito 5 Stelle, che prende il posto dell’ex-direttore Fabio Esposito, che in questi anni ha lavorato portando l’emittente a superare i due milioni e mezzo di spettatori mensili. Per questo Cerroni ha sempre considerato la televisione il suo gioiellino, visto anche il successo avuto da Roma UNO. I DIPENDENTI I 29 dipendenti, di cui 11 giornalisti, della televisione sperano che questo cambio significhi il rilancio della testata e di tutta la rete. «Visto chi è stato chiamato a dirigerla, siamo ottimisti e speriamo di tornare a lavorare a pieno ritmo», dice un rappresentante della redazione giornalistica. I redattori di RomaUNO sono in agitazione dallo scorso 7 settembre: da molti mesi percepiscono solo il 60% dello stipendio con due intere mensilità in arretrato. Tratto da: http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_settembre_26/roma-uno-proprieta-tv-passa-cerroni-coscione - ROMAUNO, CDR: LAVORATORI SENZA STIPENDIO, NO A "BAD COMPANY". Qui sotto il comunicato pubblicato su Facebook dal giornalista di ROMA UNO Andrea Bozzi.
Nel 2012, quando sul Biscione soffiavano venti di crisi, circa settanta dipendenti tecnici delle ex sette sedi periferiche di Cologno vennero spediti alla Dng, che ora ne vuole lasciare a casa la metà. Eppure l’accordo di tre anni fa garantiva cinque anni di commesse da parte di Mediaset a Dng e agli ex lavoratori di Videotime (la società del Biscione che raggruppava i tecnici) e la possibilità di rientrare in caso di crisi. Così non è stato. Esternalizzati tre anni fa e ora a rischio licenziamento. È la sorte degli operatori e montatori delle ex sette sedi periferiche Mediaset, cedute a una società terza nel 2012 quando sul Biscione soffiavano venti di crisi e ci fu bisogno di una cura da cavallo per rimettere in sesto i conti. Ora però la Digital News Gathering, l’azienda che li aveva presi in carico, ha annunciato di volerne mettere alla porta trentadue, ovvero metà organico. Eppure l’accordo firmato garantiva cinque anni di commesse da parte di Mediaset a Dng e agli ex lavoratori di Videotime (la società del Biscione che raggruppava i tecnici) e la possibilità di rientrare a Cologno in caso di crisi. Per questo l’iniziativa è stata immediatamente contrastata dai sindacati e dal Coordinamento dei comitati di redazione dei giornalisti Mediaset, che continuano a lavorare quotidianamente con gli ex – sulla carta, ma non nella sostanza – colleghi. La storia inizia il 15 settembre, quando Dng, amministrata da Renato Pizzamiglio, dirigente Mediaset negli Anni Ottanta e Novanta, apre le procedure di licenziamento per 32 lavoratori, più della metà dei 60 dipendenti totali. Nel dettaglio, l’azienda intende chiudere le sedi di Ascoli e Cagliari, mentre ridurrà al minimo il personale a Bari, Genova, Napoli, Palermo e Venezia. La società ha giustificato i tagli con l’esigenza di “correggere l’evidente squilibrio finanziario tra costi ed effettiva redditività delle attività”. Il bilancio 2014 parla di 8,6 milioni di euro di fatturato a fronte di 9,4 milioni di uscite. L’azienda fa riferimento anche al contratto con Videotime, “che prevede tariffe e volumi decrescenti”, e alle mutate “condizioni del settore (in senso peggiorativo soprattutto i termini di remunerazione sul mercato dei servizi resi dalla società)” che in questi anni, secondo fonti sindacali, avrebbe visto venir meno anche un paventato accordo con Sky. “A Dng chiediamo un impegno, in concorso con Mediaset, per rilanciarsi sul mercato e salvaguardare l’occupazione – spiega Massimo Luciani, responsabile del settore emittenza privata per il sindacato Slc Cgil – Se questo non fosse possibile, Mediaset deve farsi garante della continuità occupazionale dei lavoratori”. Una richiesta altrettanto forte è arrivata a fine settembre dai giornalisti del Biscione che richiedono la tutela del posto di lavoro per gli operatori, definiti “professionalità tecniche altamente qualificate” e che “per oltre vent’anni hanno lavorato, contribuendone al successo, nelle società del gruppo”. Se non si troverà un accordo, ai primi di dicembre partiranno le lettere di licenziamento. Ma i sindacati puntano a rivendicare quanto stabilito dall’intesa che ha sancito il passaggio dei dipendenti da Videotime a Dng, dove si delineava uno scenario diverso. Al capitolo “garanzie” è previsto infatti che, nel caso di licenziamenti collettivi nei primi cinque anni di attività – ed è solo iniziato il quarto – le due società si sarebbero impegnate “a individuare soluzioni finalizzate alla salvaguardia dell’occupazione del personale (…) non escludendo la possibilità di ricollocazione nell’ambito di Videotime”. Una soluzione che al momento non sembra configurarsi all’orizzonte. Contattata da ilfattoquotidiano.it, Mediaset aspetta l’incontro già fissato con i sindacati per il prossimo 29 ottobre prima di commentare la vicenda. Mentre le dichiarazioni della Dng chiudono a ogni possibilità di recedere dall’intento: “Abbiamo una serie di aziende con bilanci in perdita all’interno del gruppo Ebd (quello di Pizzamiglio, nda) e non siamo in grado di poter garantire il ricollocamento di personale da una società all’altra – spiega Marco Pacciarini, chief operation officer di Dng – Questa operazione prevedeva una sfida da affrontare con più committenti. Per una serie di motivi questo non sta accadendo: il nostro personale costa troppo considerando il mercato, ma soprattutto il mercato stesso in questo momento offre poco”. Ai sindacati non resta quindi che sperare in Cologno: “Le due società sono responsabili in solido: uno dei capisaldi di questa operazione era che Mediaset facesse da paracadute se le cose fossero andate male. Altrimenti dovremmo dire che hanno creato una società per poi rottamarla. Non possiamo accettarlo. Sarebbe come una tonnara per i lavoratori: isolati con le reti e poi ammazzati a colpi di bastone”, attacca Luciani. D’altra parte, quella della Dng non è una storia isolata. Nel 2010 cinquantasei parrucchieri e truccatrici delle sedi di Milano e Roma erano state trasferite a una società esterna, la Pragma Service, dove la situazione secondo i sindacati è tutto fuorché rosea. Mentre i licenziamenti in vista da parte di Pizzamiglio non sarebbero i primi della breve vita di Dng. Nel 2012 i dipendenti erano 74, ora ne restano 60. Fonti sindacali spiegano che, in questi anni, sei persone sono state licenziate individualmente e sono in corso delle cause contro questi provvedimenti. Gli altri otto dipendenti, aggiungono ancora i sindacati, hanno trovato invece un accordo con l’azienda e alcuni di loro sono rientrati al lavoro come partite Iva. Tratto da: www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/16/mediaset-non-licenzia-la-societa-per-cui-lavorano-i-suoi-tecnici-si-a-rischio-32-tra-operatori-e-montatori-esternalizzati Di Mauro Roffi. Vediamo intanto il ‘clamoroso’ comunicato diffuso venerdì 16 ottobre da Rtl: ![]() ![]() Non a caso la nuova emittente si è rivolta a RTL 102.5, la Radio più ascoltata dagli italiani, per mettere a punto il prodotto. RTL 102.5, sempre impegnata in una crescita continua, ha accettato di buon grado l’invito ricevuto, decidendo che il responsabile del progetto artistico di “Radio Zeta L’Italiana” sarà Lorenzo Suraci, che alla storia di RTL 102.5 è non solo legato inscindibilmente, ma ne è parte irrinunciabile”. Detto questo, però gli interrogativi restano ma forse il quadro potrebbe essere quello che segue. Fino ad ora Suraci di Rtl aveva di fatto creato in poche settimane una seconda rete potenzialmente nazionale, Rtl l’Italiana (già Italian Style, prima che debuttasse in Fm) usando come ‘vettore’ quella che era Radio Mobilificio di Cantù e per le frequenze sdoppiando in varie regioni quella che era la ‘forte rete’ di Rtl 102.5. Ma chiaramente per dare vita a una vera rete nazionale che affiancasse Rtl, in funzione anti-Mediaset dopo il fallimento dell’offerta per R101 e la conferma dell’intenzione del grande gruppo televisivo di impegnarsi sulla Radio in grande stile anche con le reti Finelco, questo non era sufficiente. Ed ecco l’acquisto della rete di Emilia-Romagna, Toscana e Lombardia di Lattemiele da Franco Mignani, che si ritrova così nella situazione in cui si era trovato già qualche anno fa, quando cedete un’altra bella fetta di frequenze sempre di Lattemiele, per poi impegnarsi a cercare di ricrearla. Ora Lattemiele non muore neppure stavolta, resta in particolare come syndication, anche se, come si sa, in alcune regioni c’è confusione per la presenza di altre Lattemiele con diversa gestione. Ma torniamo a Suraci. Il passo successivo sembra essere davvero ‘fortissimo’ ed è quello di Radio Zeta di Zibetti, leader d’ascolto in Lombardia, e non solo. Suraci avrà acquistato anche Radio Zeta, mentre Zibetti avrà deciso di chiudere anche il ‘cuore’ del suo ex impero (si ricorderanno la precedente chiusura dello Studio Zeta e poi la cessione di Discoradio al gruppo Rds)? Potrebbe essere e in questo caso l’arrivo di Radio Zeta L’Italiana con gestione Suraci potrebbe preludere all’aggregazione nazionale a questa nuova realtà di Rtl l’Italiana. Insomma, Rtl L’Italiana potrebbe diventare Radio Zeta l’Italiana, a quel punto fortissima in fatto di frequenze e notorietà. Se così non fosse, peraltro, ci sarebbe un ‘doppione’ con due emittenti basate sulla musica italiana, anche se Radio Zeta aveva sempre puntato in realtà sul liscio. Si attendono conferme o smentite a questi scenari ma di sicuro ne vedremo ancora delle belle in Radio. Tratto da: www.millecanali.it/a-suraci-rtl-la-responsabilita-artistica-di-radio-zeta-litaliana Ore 11.10 - MUX TELESANTERNO: AGGIORNATA LA GRIGLIA DEI CANALI E LO Z@PPING TV. UHF 23-35-39 Mux TELESANTERNO Nella sezione EMILIA-ROMAGNA IN DIGITALE aggiorniamo la composizione e lo z@pping del mux regionale TELESANTERNO. ![]() Segnaliamo che i tre canali OK ITALIA, che trasmettono la medesima programmazione, hanno ancora i precedenti identificativi. 147 Fire TV 170 OK ITALIA 225 TELEITALIA Ricordiamo infatti che nella gran parte degli altri mux locali della penisola i tre canali citati sono stati rinominati OK ITALIA TV1, OK ITALIA TV2 e OK ITALIA TV3. ![]() Il canale ludico Super Game TV scivola dalla LCN 186 al numero 656. ![]() Antenna Verde viceversa passa dalla LCN 656 al numero 186. ![]() Emily (LCN 602), Sporter (LCN 688), Shopping 24 (LCN 689) e World Market Show (LCN 690) sono sempre a schermo nero.
Ore 20.15 - MUX TRM SICILIA: POLARIZZAZIONE MISTA DALLA POSTAZIONE DI MONTE SAN CALOGERO A SCIACCA (AG). UHF 21 Mux TRM SICILIA Da questo pomeriggio la postazione di KRONIO - MONTE SAN CALOGERO a Sciacca (AG) del mux TRM SICILIA, che prima irradiava in polarizzazione orizzontale, emette ora in polarizzazione mista (orizzontale + verticale). Dunque, da questo sito, i due mux TRM SICILIA (UHF 21) e 7GOLD SICILIA 88 (UHF 39) sono ricevibili in ambedue le polarità. L'importanza di tale scelta si evince dal fatto che la maggioranza dell'utenza coperta dalle postazioni saccensi punta in polarizzazione verticale il sito di CAPO SAN MARCO, da cui trasmettono tutti gli operatori di rete nazionali e locali. E' inoltre strategica perché permette la ricezione del mux 7GOLD SICILIA 88 anche a coloro che puntano esclusivamente il sito di CAPO SAN MARCO (Sciacca) in verticale e, per quanto riguarda TRM SICILIA, in vista del possibile spegnimento dell' UHF 28 del mux RMK TV (Tele Radio Monte Kronio) per la questione interferenze con l'estero, multiplex emesso sia dal KRONIO - MONTE SAN CALOGERO che da CAPO SAN MARCO e che ospita proprio i programmi di TRM (LCN 13) e Med1 (LCN 14). Nella foto: POSTAZIONE MONTE SAN CALOGERO - Sciacca (Agrigento) Ore 18.50 - TIMB MUX 3: NUOVO LOGO PER SPORT 1. UHF 26-42-48 TIMB Mux 3 E' stato modificato il logo del canale SPORT 1, veicolato nel TIMB Mux 3 con la numerazione LCN 61. A sinistra il nuovo logo, a destra quello precedentemente usato. ![]() ![]() Ore 12.35 - MUX TELECITY (PIEMONTE): NUOVO LOGO ED IDENTIFICATIVI MODIFICATI PER FIRE TV, OK ITALIA E TELEITALIA. UHF 45 Mux TELECITY (PIEMONTE) A - ALESSANDRIA UHF 45 Mux TELECITY (PIEMONTE) B - TORINO Anche nelle due versioni A e B del mux TELECITY (PIEMONTE) i canali prevalentemente commerciali FIRE TV (LCN 147), OK ITALIA (LCN 170) e TELEITALIA (LCN 225) hanno modificato il proprio logo di rete. A sinistra il nuovo logo, a destra quello precedentemente usato. ![]() ![]() Nella versione TELECITY (PIEMONTE) A - ALESSANDRIA è stata aggiunta sulla LCN 510 Telecity 7Gold HD che trasmette la programmazione dell'omonima emittente in standard definition, già presente sulla LCN 10 con l'identificativo Telecity 7Gold AL-. ![]() ![]() UHF 47-56 TIMB Mux 1 Sul canale AGON CHANNEL, presente nel TIMB Mux 1 con la LCN 33, in alcune fasce orarie viene trasmessa l'emittente JUWELO, già veicolata da RETE A Mux 2 con la LCN 133. ![]() ![]()
La Lega cadetta spiega che non rinnoverà l’accordo in scadenza a giugno 2016, preferendo “affrontare il mercato da sola e facendo tesoro dell'esperienza di questi anni" ![]() Lo ha detto il presidente della Lega B, Andrea Abodi, al termine dell'assemblea ordinaria di oggi in via Rosellini a Milano, dopo che venerdì scorso negli uffici della Lega B, in quelli della Lega Calcio e di alcune squadre di Serie A, è arrivata la Guardia di finanza nell'ambito di un'indagine sull'assegnazione dei diritti tv gestiti dall'advisor Infront. "Il nostro rapporto con Infront andrà a scadenza naturale nel mese di giugno - ha aggiunto - ma non c'entra nulla quello che è accaduto con questa separazione. La Lega il prossimo anno affronterà il mercato da sola, facendo tesoro di questi anni di proficua esperienza di cui siamo soddisfatti. Anzi, il rapporto che ci lega con Infront ha dato finora ottimi benefici e buoni risultati. In generale Infront ha creato valore per il sistema del calcio italiano e non mi sembra che ci siano in giro altri soggetti che abbiano dimostrato simili capacità", ha concluso Abodi. Tratto da: http://it.eurosport.com/calcio/serie-b/2015-2016/la-serie-b-si-separa-da-infront-ma-l-inchiesta-non-centra Verona è considerata
patrimonio dell'Umanità dall'Unesco, anche perché, si legge tra le
motivazioni, “rappresenta in modo eccezionale” il concetto della città
fortificata. Tra le fortificazioni tutelate c’è anche una torretta massimiliana, voluta da Radetzky, occupata da 40 anni da antenne e ripetitori radiotelevisivi, installati violando il vincolo di tutela della sovrintendenza per i beni storici e culturali senza l'autorizzazione del demanio, proprietario dell'importante monumento storico. Oggi il demanio che aveva dato in gestione il monumento al comune di Verona nel lontano 1968, con l’impegno di non apportare alcuna modifica interna e esterna al bene, ha chiesto al sindaco Tosi, amministratore della città nell’ultimo decennio, di restituire la torretta libera dalle antenne. Ha chiesto agli abusivi di risarcire lo Stato per gli ingenti danni subiti dall'importante monumento, e soprattutto chiesto i canoni arretrati. Ma fino a ora nessuno ha mai pagato, né ha intenzione di farlo. Perché? E chi sono gli abusivi? Report racconterà questa incredibile vicenda di abusivismo attraverso testimonianze e documenti inediti, e ha scoperto che c’è pure qualcuno che in questi anni ha fatto anche la cresta alle spalle dello Stato. Per visualizzare il video cliccare sul link sotto.
Tratto da: www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-2daa6b33Ore 18.40 - VIDEO MEDITERRANEO: TRE BRUTALI LICENZIAMENTI. RAGUSA – I giornalisti Emiliano Di Rosa, Salvo Falcone e Giuseppe Ragona sono stati “licenziati dall’editore di Video Mediterraneo senza alcuna consultazione sindacale, in barba a qualsiasi buona regola ed eludendo la prassi del licenziamento collettivo che, invece, obbligava l’azienda ad un confronto con i sindacati”. Esprimendo solidarietà e vicinanza ai tre colleghi, il Consiglio direttivo della Sezione di Ragusa dell’Associazione Siciliana della Stampa contesta il provvedimento unilaterale dall’editore di Video Mediterraneo denunciando che “proprio
nella sede dell’Ufficio Provinciale del Lavoro, quando i giornalisti
sono stati convocati per una possibile conciliazione, Assostampa ha
contestato insieme alla Cgil il ricorso al licenziamento individuale
come elusione del licenziamento collettivo ed ha verbalizzato l’inusuale
prassi adottata dall’editore di utilizzo di altri giornalisti del
gruppo per l’emittente televisiva Video Mediterraneo”.“Una situazione – sottolinea l’Assostampa – che non tollereremo più attuando tutte le nostre azioni a disposizione per porre fine a questa anomalo comportamento dell’editore che da un lato licenzia e dall’altro lato per assicurare l’informazione fa ricorso ad altri giornalisti”. “Il licenziamento degli ultimi tre giornalisti, anche per la loro lunga dipendenza con Video Mediterraneo, rappresenta – conclude l’Assostampa Ragusa – una de-professionalizzazione della redazione con gravi ripercussioni sulla qualità dell’informazione. L’emittente nel giro di qualche anno è passata da 15 giornalisti a solo due. Igiornalisti impugneranno davanti al Giudice del Lavoro il licenziamento e l’Assostampa sarà vicina a loro per difendere il loro posto di lavoro”. Tratto da: www.giornalistitalia.it/video-mediterraneo-3-brutali-licenziamenti Ore 13.10 - EURONEWS: A RISCHIO I 30 GIORNALISTI ITALIANI. MARSIGLIA (Francia) – Il futuro di Euronews, la tv con sede a Lione voluta quasi 30 anni fa dai servizi pubblici europei e la cui maggioranza è stata recentemente ceduta a Naguib Sawiris, è stato tra i temi al centro della sessione dedicata ai temi internazionali del congresso del Snj, il sindacato dei giornalisti francesi, in corso a Marsiglia. ![]() “La preoccupazione – ha spiegato Franco Siddi, intervenuto come consigliere esecutivo di Ifj (la Federazione internazionale dei giornalisti) – è che Euronews si allontani dal disegno di una proposta culturale europea che, attraverso un sistema condiviso di valori, diviene esempio di integrazione e di convivenza democratica nel pluralismo. Ho l’impressione che ci sia stata grande distrazione sulla missione editoriale, credo che l’Italia non debba e non possa esimersi da questa sfida. Non è interesse dei paesi europei, né dei nostri servizi pubblici una remissione di responsabilità”. Tema i temi centrali del dibattito anche le pressioni improprie esercitate da poteri politici ed economici sulla stampa. Il segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso, ha lanciato la proposta italiana per una carta di identità europea del giornalismo e sottolineato la centralità del rispetto del principio della tutela delle fonti. (Ansa) Tratto da: www.giornalistitalia.it/euronews-a-rischio-i-30-giornalisti-italiani Ore 11.15 - ANTENNA TRE NORD-EST IN SCIOPERO FINO A SABATO. TREVISO
– Tempi duri ad Antenna Tre Nord Est, una delle principali emittenti
televisive del Triveneto: l’assemblea dei giornalisti ha dato mandato al
Cdr, all’unanimità, di proclamare uno sciopero iniziato ieri 14
ottobre, fino a sabato 17 ottobre.In particolare, l’assemblea dei giornalisti stigmatizza “i continui ritardi nell’erogazione delle retribuzioni, ad oggi ferme al 50% di luglio 2015”. “Tutto ciò – incalzano i giornalisti di Antenna Tre – nonostante la redazione al completo, al termine degli ammortizzatori sociali, si sia ridotta l’orario di lavoro. L’assemblea rinnova all’azienda la richiesta di presentare il piano industriale/editoriale, mai reso noto”. Tratto da: www.giornalistitalia.it/antenna-tre-in-sciopero-fino-a-sabato
“La televisione locale si sforza di offrire un servizio pubblico al pari di quello della Rai pur con tutte le difficoltà del periodo economico attuale”. Altro problema è stato per le tv locali il doversi adattare al sistema di trasmissione digitale: “Da una parte il digitale terrestre ha ampliato il nostro target - ha commentato Bertozzi - dall’altra ha frammentato l’emittente locale con la conseguente perdita di fidelizzazione del pubblico tradizionale. Per ora la soluzione che la nostra televisione ha adottato è l‘unione con le altre emittenti per la creazione di un consorzio che ci permette di essere visibili in altre zone della Toscana e l‘offerta di nuovi format”. “Altra sfida che stiamo affrontando è la crossmedialità, dal momento che è cambiato il modo di percepire la fruizione dell‘informazione. Oggi un‘emittente - ha concluso - deve essere capace di essere presente sul web e sul mobile con competenza e precisione”. Tratto da: www.agensir.it/pls/sir/v4_s2doc_b.stampa_quotidiani Ore 19.20 - AUDITEL: STOP ALLA DIFFUSIONE DEI DATI PER DUE SETTIMANE. Stop alla diffusione dei dati di ascolto per due settimane da domani. E' quanto deciso dal cda di Auditel, dopo la divulgazione di alcuni nomi del panel, confermando che la società continuerà nella rilevazione dati, riservandoli alle emittenti. Auditel fa sapere che "procederà nei prossimi mesi alla completa sostituzione dell'attuale campione, ma contemporaneamente proseguirà come previsto nel processo di allargamento del numero di famiglie per un totale di 15.600". Auditel spiega inoltre che "utilizzerà questo periodo per approfondire con il proprio comitato tecnico tutti gli aspetti metodologici con un'accurata serie di verifiche a tutela dell'impegno di trasparenza e affidabilità". "Il 1° ottobre sono state erroneamente divulgate informazioni relative a un gruppo di panelisti del panel Auditel ad altri destinatari dello stesso panel - comunica Nielsen, fornitore del servizio per l'Auditel - Nielsen ha prontamente avviato un'indagine interna sui suoi sistemi e processi e adottato una serie di procedure in grado di determinare l'entità dell'episodio e identificare eventuali anomalie. A oggi non risultano alterazioni dei dati". Ore 16.25 - TIMB MUX 2: MEDIATEX.IT, PIANETA TV E LE TELENOVELE IN LINGUA ORIGINALE. UHF 55-60 TIMB Mux 2 Sui canali MEDIATEXT.IT (LCN 166) e PIANETA TV (LCN 251), che trasmettono un'unica porgrammazione in simulcast, è partita la programmazione di telenovele che vengono trasmesse in lingua originale con i sottotitoli. Il logo di stazione è stato spostato in alto a destra e viene inserita su di esso anche la scritta PRIMA TV ITALIA. Ricordiamo che MEDIATEXT.IT (LCN 166) e PIANETA TV (LCN 251), inseme al terzo canale dello stesso gruppo ITALIA CHANNEL (LCN 123), sono veicolate nel TIMB Mux 2 in MPEG-4 H264 e pertanto sono visibili esclusivamente con decoder/tv con sintonizzatore in alta definizione. ![]() Durante la nostra rilevazione abbiamo intercattato anche dei promo delle telenovele con gli orari in cui vanno in onda su ITALIA CHANNEL (LCN 123), MEDIATEXT.IT (LCN 166) e PIANETA TV (LCN 251). Infine segnaliamo che su questi canali va in onda anche il nuovo programma NOVELA TALK ITALIA, dedicato appunto alle telenovele. Ore 11.50 - MUX IES TV: LOGO MODIFICATO PER BABEL TV. UHF 53 Mux IES TV Il canale BABEL TV, presente con la LCN 244 nel mux IES TV, ha modificato leggermente il proprio logo di rete che ora è posizionato in alto a sinistra anzichè in alto a destra. A sinistra il nuovo logo, a destra quello precedentemente utilizzato. ![]() ![]() Inoltre il logo dell'emittente Prontogold TV1 (LCN 139) risulta allargato, in sovraimpressione in basso a destra non è più nelle giuste proporzioni. ![]() ![]()
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IL NUOVO TITOLARE






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TREVISO
– Tempi duri ad Antenna Tre Nord Est, una delle principali emittenti
televisive del Triveneto: l’assemblea dei giornalisti ha dato mandato al
Cdr, all’unanimità, di proclamare uno sciopero iniziato ieri 14
ottobre, fino a sabato 17 ottobre.



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