Da Giovedì 1 a Domenica 4 GENNAIO 2015 ![]() Aggiungilo ai tuoi siti preferiti. Sei appassionato di tv e radio e vuoi collaborare inviandoci le segnalazioni e le liste della tua zona? Contattaci alla nostra mail info@litaliaindigitale.it e inizia subito a condividere le tue informazioni su L'ITALIA IN DIGITALE. Vuoi condividere le tue impressioni sul digitale terrestre? Ti interessa divulgare le informazioni in tuo possesso per aiutare chi è in difficoltà nella ricezione del DTT? Vuoi lanciare un messaggio visibile agli utenti de l'Italia in digitale? La nostra nuova mail è: sportello@litaliaindigitale.it Pubblicheremo le vostre mail nello spazio SPORTELLO TV DIGIT@LE. Potete utilizzare questa mail anche per dare una risposta, consiglio o parere sulle discussioni di questo sito. ![]() ![]() Il nostro indirizzo internet è: www.litaliaindigitale.it
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Ore 18.50 - MUX GRP TELEVISIONE: NUOVO LOGO PER ROMANIA TV. UHF 39 Mux GRP TELEVISIONE Romania TV, emittente veicolata per la maggior parte della giornata da GRP SEI TU (LCN 617), ha modificato il logo di stazione: ora si alternano le scritte Romania TV e TELEVIZIUNEA ROMANILOR (in basso potete vedere le relative immagini che abbiamo campionato). Rileviamo inoltre che in alcune fasce orarie su questo canale è trasmessa la pubblicità locale piemontese di GRP. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux GRP TELEVISIONE.
![]() ![]() Ore 14.50 - MUX ONDA TV: LEGGERMENTE MODIFICATO IL LOGO DI ONDATV GIOVANI. UHF 46 Mux ONDA TV Rispetto alla nostra ultima rilevazione di questo multiplex, segnaliamo che è stata effettuata una leggera modifica nel logo dell’emittente ONDATV Giovani, sintonizzabile con la numerazione LCN 618. Infatti la scritta “giovani” non è più di colore giallo, ma di colore rosso. Per l’occasione abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping Tv del mux ONDA TV. ![]() A sinistra il nuovo logo di ONDATV Giovani, a destra quello precedentemente usato. ![]() ![]()
Ore 21.30 - DAVIDE MAGGIO INTERVISTA IL NEO DIRETTORE DI TELENORBA LEO ZANI. TeleNorba è sempre stata monitorata con attenzione, a causa delle origini di chi vi scrive. I recenti sviluppi, però, meritavano un approfondimento più organico: non poteva passare inosservato l’approdo della library Mediaset su una tv privata. Il nostro interesse non era malriposto: il Gruppo Norba ha messo in atto una profonda ristrutturazione delle attività televisive, affidando la direzione di rete (anzi, delle reti) a Leo Zani, ex braccio destro di Fatma Ruffini a Mediaset, ora in pianta stabile a Conversano. ![]() Tanto per iniziare, Leo, ti sei ambientato? Mi sto adattando agli orari diversi della Puglia. Si chiude l’ufficio verso le 14 e si riapre alle 15.30, mentre a Milano mangi un panino e tiri dritto. Fai un po’ di fatica ma alla fine ce la fai. Da quando sei in Puglia? Ho accettato l’incarico il 23 di luglio e una settimana dopo, vista l’urgenza di mettere mano al gruppo, ero già a Bari. Urgenza per? La situazione di Telenorba si stava un po’ avvitando; Marco Montrone, figlio del famoso ingegnere Luca Montrone, artefice dell’impero di Telenorba, dopo aver rimesso in piedi RadioNorba e RadioNorba Tv con eccellenti ascolti ha messo mano alla televisione; ci siamo conosciuti e mi ha coinvolto in questo progetto. Cosa porta un ex Mediaset ad approdare ad una realtà come quella di Telenorba? E’ veramente un cambio di paradigma. Esco dopo vent’anni da Mediaset, dove ero diventato l’uomo di Fatma Ruffini: dirigevo la struttura sitcom. Nel momento in cui hanno chiuso la struttura di Fatma – la direzione programmi – non avevo voglia di “riciclarmi” in altro e così ho preferito tornare alla mia professione di autore. Dopo una ricca transazione (ride, ndDM), ho fatto prima l’autore per Cielo che Gol con la Ventura, successivamente ho ricominciato su Italia 1 con la Casa degli Assi, su Italia 2 con l’Itunes Festival e mi sono inventato Urban Wild. La cosa interessante è che uscire da Mediaset bene, ti permette di lavorare ancora molto bene a Mediaset. Poi, mentre facevo i miei programmini, Gennaro Nunziante mi dice che a Telenorba c’era bisogno di una consulenza; incontro così Marco Montrone e dopo un mese di chiacchiera mi dice “a sto punto, vieni a farla tu sta tv“. E gli rispondo: “figurati se mi trasferisco a Conversano“. Invece una settimana dopo ero lì. In questi casi, senza volerti fare i conti in tasca, la pecunia fa la differenza… Vengo pagato esattamente quanto venivo pagato a Mediaset. Ma la cosa affascinante è ridisegnare un gruppo storico come Telenorba. Sono arrivato in un momento in cui il gruppo si era un po’ seduto sugli allori. Il palinsesto aveva e ha un fortissimo appeal sulle news: hanno un telegiornale che spacca, oltre a un canale all news fortissimo, ma il palinsesto che seguiva non era all’altezza delle news. C’erano telenovelas, televendite e vecchi film anni 70 che, per carità, realizzavano buoni ascolti ma facevano leva principalmente su un pubblico in là con gli anni e che cerchiamo di scolarizzare un po’. E adesso? E adesso ho disegnato quattro mezzi televisivi uno diverso dall’altro. Telenorba che, più che generalista, è diventata una televisione veramente familiare. Poi ho spostato su Tele2 (ex Telenorba 8 che è tornata a chiamarsi con il nome originario) il vecchio pubblico di Telenorba con quella programmazione fatta di novelas, pellicole anni 70 e film scollacciati che fanno un botto d’ascolto… Telenorba è diventata una televisione che puoi tener accessa dalla mattina sino a tarda sera senza sentire il bisogno di cambiare canale. Hai un flusso di programmazione molto bello. Mi sono molto appoggiato alla library Mediaset che conoscevo come le mie tasche e mi sono rimesso a produrre. Abbiamo applicato le ricette nazionali al territorio. Ovvero? Nel corso di due convention pazzesche che abbiamo fatto qui con forza vendite e investitori, ho fatto proiettare una famosa clip virale di qualche anno fa con navi della marina americana che andavano a sbattere contro un faro. Ciò che volevo sintetizzare è che attorno a noi c’è la tempesta perfetta (crisi economica, battaglia per LCN, grandi network che tentano di entrare anche nei più piccoli mercati) ma noi siamo il faro che illumina il territorio. E infatti tutte le produzioni che abbiamo messo in piedi sono di una qualità pazzesca… Per esempio? Beh, la prima cosa sana e sensata è un docu reality su Casa Carrisi. Albano è molto legato alla famiglia Montrone e ha accettato di fare una cosa che non ha prezzo. Non potevo offrirgli dei soldi perchè avrei dovuto mettere sul piatto milioni di euro; e invece, entusiasta dell’idea di raccontare come vivono a Cellino San Marco, come fanno il vino, come fanno l’olio, come tengono i cavalli, come crescono i loro figli, come tengono il ristorante, l’albergo e così via… ha detto “OK”. Così ho lasciato un paio di mesi a girare Eddi Berni e abbiamo fatto 40 puntate da 24′. Un successo clamoroso. E’ esportabile… Eh, appunto. L’ho fatto perchè sto cercando di convincere qui i nostri amici a diventare produttori di contenuti. Casa Carrisi al prossimo MipCom lo vendo a 60 paesi. La Russia sarà in prima fila… Kazakistan, Argentina, Estonia… Albano è impressionante. Altre produzioni? Masserie Misteriose. Mi hanno portato questo pilota dei ragazzi. Si chiamava Paranormal Investigation. Il titolo, in una realtà come Puglia, Molise, Basilicata non funzionava ma il programma era bellissimo. Quindi… boom! Abbiamo messo in piedi 10 puntate e c’è la gara per chi si accaparra le sponsorizzazioni del programma. In che consiste? Molto semplice. Si va in queste case disabitate o ancora abitate nelle quali ci sono i fantasmi. Fa molto Italia 1… Eh si, per questo ti parlavo di televisione familiare. Abbiamo Albano che fa molto Rai 1, Masserie Misteriose che fa molto Italia 1; poi c’è Il Bianco e il Nero, una roba pazzesca nella quale un ragazzo, Enrico Deaglio, va in giro ‘alla Pif’ ma con uno stile tutto suo per mostrare cosa funziona e cosa no di questo territorio. Con una grafica pazzesca, tra l’altro. Va in onda tutti i giorni dopo il tg, per dieci minuti, e si porta dietro una fetta di pubblico imbarazzante. C’è anche un programma di cronaca nera bellissimo, Indago, fatto da Giovanna Bruno, penna di punta del tg. I risultati che dicono? Non siamo in Auditel per un mese poichè abbiamo cambiato i nomi delle emittenti e ci siamo concessi questo lusso per 30 giorni. Abbiamo un riscontro pazzesco sulle nostre produzioni. Ma per cambiare il pubblico delle telenovelas e dei film anni 70 ci vuole un po’ di tempo. E a livello di budget possiamo spendere un sesto di quello che spendono le reti nazionali. Non è poco! Non è poco, ma per un distributore internazionale lo è. Vorrei riuscire a mettere insieme un pacchetto di 4/5 programmi. Ci stiamo lavorando. Così come stiamo lavorando alla parte web. La sintesi è che questo è un dinosauro che si è seduto. Vorrei che si guardasse a TeleNorba con orgoglio, come un canale che va bene per tutti durante tutta la giornata. D’altronde i gusti sono cambiati. Mia nonna, ad esempio, guardava Ma Come Ti Vesti?! Adesso, ad esempio, stiamo realizzando con l’aeronautica un docu reality per tutti i ragazzi che sognano di fare i top gun. Il Capo di Stato Maggiore era entusiasta. Lato fiction? Abbiamo fatto un investimento enorme acquistando la library Mediaset. Abbiamo Caterina e le Sue Figlie, la saga di Ultimo, Elisa di Rivombrosa, Il Mammo, le produzioni con Emilio Solfrizzi che ha iniziato la sua carriera proprio a TeleNorba. Mediaset ci ha dato una mano su tutto. Da qui al prossimo ottobre ho 650 ore di palinsesto Mediaset, replicabile per altrettante ore. Sto cercando di fare la televisione del territorio ma con una qualità pazzesca. Se potessi titolare quest’intervista, come titoleresti? Con il claim della campagna che stiamo facendo: qui, di nuovo, c’è TeleNorba. Ma la cosa di cui sono più orgoglioso è che questo gruppo ha quattro realtà televisive: la radiovisione con RadioNorba24, il TgNorba24, TeleNorba e Tele2. Quattro mezzi totalmente differenti con quattro profili di pubblico totalmente differenti che lavorano insieme. La concessionaria era entusiasta. Pensa che a volte abbiamo ritardi di 10 minuti per affollamento pubblicitario. C’è un bel fermento e ho trovato un terreno fertilissimo. Tra l’altro le nostre produzioni sono realizzate quasi totalmente con personale interno. E quando la mattina esci di casa e ti ritrovi a Conversano, che effetto fa? Straniante. Prima uscivo di casa ed ero nel caos totale di Milano; adesso sono nel pieno centro storico di Conversano, esco di casa e sono tra tante case bianche con i bambini che giocano per strada. Non è un toccasana per la tranquillità? Si. Poi quando entri a lavorare la perdi però (ride, ndDM). Ti puoi consolare perchè TeleNorba ha una signora sede. Esatto. Infatti invito sempre tutti qui e facciamo la nostra ‘porca figura’. Tratto da: www.davidemaggio.it/archives/110046/leo-zani-direttore-di-telenorba Ore 19.20 - TIMB MUX 2: ATTIVATI ALTRI 22 IMPIANTI SULL' UHF 55. UHF 55- 60 TIMB Mux 2 La nuova frequenza UHF 55 del TIMB Mux 2 nelle ultime settimane è stata attivata da 22 ripetitori, in differenti regioni. I nomi degli impianti sono elencati nella griglia in basso. PIEMONTE
LOMBARDIA
TRENTINO ALTO ADIGE
LIGURIA
Ore 10.55 - TV BLOG: "ANCHE IL DIRETTORE LORENZO PETIZIOL LASCIA AGON CHANNEL". Ha da pochissimo festeggiato un mese di trasmissioni, ma già di cose ne sono successe nel neonato canale italo-albanese Agon Channel. ![]() Poi pochi giorni fa è scoppiato il caso del concorrente del talent My Bodyguard Alessio Lanzi che se l'è presa con l'organizzazione del programma ed ha denunciato presunte minacce". Immediata è stata la replica della rete attraverso lo stesso cast di concorrenti del programma che ha difeso il lavoro del talent e preso le distanze dalle dichiarazioni del loro ex collega, riservandosi azioni legali. Ieri in serata è giunta la notizia, diffusa attraverso un'intervista rilasciata a UdineToday, dell'abbandono anche da parte di Lorenzo Petiziol, direttore di rete. Lorenzo Petiziol, friulano, commentatore di partite nazionali e internazionali per Sky e per altri programmi sportivi, è stato soprattutto direttore di rete della storica Telefriuli e, pochi anni fa, di Free Tv. Nessun divorzio burrascoso né liti con editore e redazioni tuttavia, ma un abbandono per motivi familiari: Io ho lasciato 20 giorni dopo l’inizio ufficiale delle trasmissioni, a metà dicembre. I miei motivi sono stati principalmente familiari. Ma probabilmente, anche se non ci fossero stati questi motivi, avrei lasciato a metà gennaio perché non vedevo grosse prospettive. Ovviamente mi auguro di sbagliarmi. C’è da considerare, infatti, che una startup di una televisione nazionale non è una cosa semplice, nonostante le disponibilità economiche che un editore facoltoso può mettere a disposizione. Al principio c’è sempre, poi, un pedaggio da pagare. Spiega, qual era il suo ruolo nel nuovo canale tv: Dovevo essere il direttore di rete. Padovan, invece, che era una specie di braccio destro dell’editore Francesco Becchetti, aveva il coordinamento di tutta la parte albanese, già partita da un anno: news, ingaggi, programmi, giornalisti ecc. Io sono arrivato solo nei primi giorni di settembre e dall’inizio ho iniziato ad aiutare a formare la squadra, invitare gli ospiti e a programmare il palinsesto dell’Agon Channel italiana. Lavoravano all’interno della tv degli autori e dei produttori molto in gamba, tutta gente con esperienza pluriennale che proveniva da Endemol, Rai, Mediaset. Pure due o tre di questi, tra l’altro, mi risulta siano già andati via. Quando gli viene chiesto il motivo di queste defezioni, risponde: Il motivo per tutti è più o meno sempre lo stesso: la programmazione. A Tirana si sta veramente bene, la vita costa pochissimo e gli albanesi hanno un’adorazione per gli italiani. Tirana poi è una città fantastica e si mangia da re, anche con 15 euro, ve lo garantisco. Ho avuto modo, inoltre, di conoscere diverse persone straordinarie: Sabrina Ferilli, Pippo Civati, Pupo, la Corvaglia, Brigitte Nielsen. E i ragazzi che lavoravano con noi, i giornalisti su tutti, erano tutti gentili e preparati, il vero valore aggiunto dell’azienda. Sul piano umano ho ricevuto un trattamento principesco e poi l’editore pagava e per giunta bene. Le prospettive, insomma, erano bellissime. Ma alla fine si è palesato il problema: la mancanza di un filone editoriale e di una vera programmazione. Tanti quiz e troppe repliche. Sì, alla fine, più che la televisione del futuro si aveva l’impressione di fare la tv del passato. Su questo Caprarica aveva ragione. Sulla vicenda di Caprarica, invece: Con tutto il rispetto non mi è piaciuto il modo in cui se n’è andato, non il senso delle sue affermazioni che in parte faccio anche mie. Anch’io me ne sono andato, se pur con altre ragioni, addirittura qualche giorno prima di lui. Ma senza fare chiasso, se non rilevando alcuni problemi e disagi che possono esistere in qualsiasi televisione quando si inizia da zero. E’ normale che agli esordi si possa stare in dei container, soprattutto mentre si è in attesa di una struttura nuova. Probabilmente Caprarica credeva di poter proporre una televisione in stile Rai, ma si è accorto troppo tardi che mancavano le strutture per poterla fare. Lui è troppo legato a Londra, a quello stile di vita e al mondo Rai. Non ha saputo resistere alle difficoltà iniziali nonostante i soldi che percepiva. Non c'erano grossi margini di intervento per cambiare la linea, stando a quanto poi aggiunge: Era l’editore a decidere tutto, voleva fare tutto lui. E poi aveva già in ballo dei contratti e quindi, seguendo le sue idee, li ha rispettati fino in fondo. Pensi che all’inizio aveva come mentore e aiuto addirittura Carlo Freccero, poi anche con lui, come con Vinci si ruppe qualcosa. Il problema è che ad Agon si naviga a vista. Si prendevano delle decisioni senza logica, alla giornata. La classica frase era: «Oggi facciamo questo, va bene?». E si faceva un talk show fra di noi per coprire degli spazi. E poi l’idea di fare 10 telegiornali al giorno in una televisione fatta di quiz e che non ha archivio storico, né immagini e con una differita di un’ora e un quarto è una cosa secondo me sbagliata e che diventa improponibile per lo spettatore. Una fatica e uno sforzo massacrante. Inoltre, il nostro tg non veniva registrato in uno studio vero, ma montato in post produzione con dei multiscreen che a me non sono mai piaciuti. Caprarica anche su questo aveva ragione. Non si può andare avanti a livello nazionale utilizzando solo Skype, Youtube, interviste telefoniche o amicizie personali. Non c’è un palinsesto vero, manca un’idea vera e innovativa di televisione. Quello è il problema. E alle mie domande su come coprire i buchi in palinsesto, la risposta era sempre la stessa: «ci penseremo più avanti». Pensi che anche la redazione sportiva era in stand-by. Avevamo avuto infatti dei problemi per acquisire gli highlights del campionato italiano di Serie A e quindi tutti i programmi sportivi erano fermi, come lo sono tuttora. Una rondine non fa primavera, ma due? Tratto da: www.tvblog.it/post/712280/agon-channel-anche-lorenzo-petiziol-lascia Ore 10.35 - MUX IES TV: SCHERMO NERO PER DINAMICA SPORT. UHF 53 Mux IES TV Il canale Dinamica Sport (LCN 249), arrivato da alcune settimane nel mux IES TV, non trasmette più il cartello fisso con la scritta COMING SOON ma è a schermo nero. ![]()
Ore 23.10 - MUX TVR VOXSON (LAZIO): SCHERMO NERO CON LOGO PER ILIKE.TV. UHF 21-31 Mux TVR VOXSON (LAZIO) Nella versione di iLIKE.TV, sintonizzabile nel mux TVR VOXSON (LAZIO) senza numerazione LCN, non è più presente il cartello fisso, che è ancora in onda nelle due copie del TIMB Mux 2, iLIKE.TV (LCN 163) e 230 (LCN 230), ma è trasmesso solamente, in alto a destra, il logo di rete su schermo nero. ![]() Ore 19.20 - MUX LA 3: ELIMINATA LA3. UHF 22-37 Mux LA 3 E' stato eliminato il canale LA3 dalla numerazione LCN 134, pertanto cessa le trasmissioni sul digitale terrestre, abbandonando il multiplex di proprietà. LA3 ora rimane visibile sul satellite nella piattafoma sky alla posizione 163 e online sul sito internet www.la3tv.it. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux LA 3. ![]() Ore 18.35 - MEDIASET MUX 2: ELIMINATA CLASS TV. UHF 36-46 MEDIASET Mux 2 E' stata eliminata ClassTv (LCN 27) dal MEDIASET Mux 2, pertanto ora rimanse visibile, sempre nella posizione 27, esclusivamente tramite RETE A Mux 1. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping TV del MEDIASET Mux 2 e la lista LCN NAZIONALE. ![]()
Ore 10.55 - TIMB MUX 2 / TVR VOXSON (LAZIO): FINE DELLE TRASMISSIONI PER ILIKE.TV. UHF 55- 60 TIMB Mux 2 Il canale iLIKE.TV (LCN 163 e relativa copia sulla LCN 230 denominata 230) ha terminato le trasmissioni sul digitale terrestre, dalla mezzanotte è presente un cartello fisso che invita i telespettatori online, sul proprio sito web www.ilike.tv. Consulta la griglia dei canali e lo z@pping TV del TIMB Mux 2. ![]() UHF 21-31 Mux TVR VOXSON (LAZIO) iLIKE.TV è sintonizzabile anche nella regione LAZIO nel mux TVR VOXSON (LAZIO) senza alcuna numerazione LCN. Qui il cartello fisso è leggermente diverso in quanto lo sfondo appare più chiaro ed è presente ancora in sovraimpressione, in alto a destra, il logo di stazione.
© L'ITALIA IN DIGITALE 2009 > 2015 www.litaliaindigitale.it Copyright ANDREA POMILIO - RICCARDO GAFFOGLIO |




























































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