Venerdì 4 luglio 2025

NIENTE GARE PER LE RETI DAB.
IN VISTA LE ULTIME ASSEGNAZIONI AI CONSORZI LOCALI IN CINQUE REGIONI.
IL PUNTO DI MAURO ROFFI.

Pubblicato il 04/07/2025 alle ore 19:35

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A cura di Mauro Roffi

Il 30 giugno scorso scadeva l’ultima proroga per le reti Dab (delle emittenti e dei consorzi locali) ‘contese’, 

ovvero le frequenze del piano per il digitale radiofonico dell’Agcom che non erano state già assegnate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy 

perché c’erano più domande (due, in generale) per una sola rete disponibile e si doveva quindi, in teoria, 

procedere ad una gara (beauty contest) per l’aggiudicazione.

 

In attesa di una soluzione che doveva venire dalla stessa Agcom, peraltro assai disponibile sulla materia, 

il Ministero aveva emanato invece una serie di provvedimenti che avevano rinviato in continuazione la pubblicazione del bando per le gare di cui sopra. 

L’ultima scadenza per queste pubblicazioni ‘fantomatiche’ era appunto quella del 30 giugno 2025.

 

Ricordiamo che si tratta di sei reti regionali Dab+ ma in cinque regioni, perché la Puglia fa storia a sé: 

in quest’ultima regione, infatti, non è stata assegnata alcuna rete digitale ai consorzi locali, 

in quanto le uniche due disponibili erano entrambe ‘contese’ fra due richiedenti. 

Le altre regioni interessate sono invece Veneto, Toscana, Lazio e Campania solo per queste specifiche frequenze (le altre sono state assegnate).

Nelle rimanenti regioni l’assegnazione, al contrario, c’era già stata per tutte le reti con un solo ‘pretendente’, 

mentre in diversi casi c’era poi stato, nei mesi scorsi, uno specifico accordo fra i consorzi, 

che aveva consentito di risolvere in qualche modo la situazione di altre reti prima ‘contese’. 

Non così, però, in Veneto, Toscana, Lazio, Campania e Puglia, appunto.

Ma le gare non si faranno assolutamente, come si era capito da tempo, 

e il fatto che non ci sia stato un nuovo provvedimento di proroga è anzi un sintomo chiaro che i problemi si stanno appianando. 

Per togliere ogni dubbio in proposito il Ministero ha comunque emesso in data 3 luglio una comunicazione stringata ma assai chiara. 

 

Eccola:

 

“In riferimento agli avvisi di pubblicazione delle procedure di selezione comparativa per l’assegnazione delle reti seguenti:

 

RETE n. 1 BACINO DI UTENZA N. 5 VENETO 

RETE n. 1 BACINO DI UTENZA N. 9 TOSCANA 

RETE n. 2 BACINO DI UTENZA N. 12 LAZIO 

RETE n. 3 BACINO DI UTENZA N. 15 CAMPANIA 

RETE n. 1 BACINO DI UTENZA N. 16 PUGLIA 

RETE n. 2 BACINO DI UTENZA N. 16 PUGLIA

 

tenuto conto della nuova pianificazione di cui alla delibera AGCOM 145/25/CONS che ha previsto l’Integrazione del Piano nazionale provvisorio 

di assegnazione delle frequenze in banda VHF-III per il servizio di radiodiffusione sonora in tecnica digitale DAB+ nei bacini d’utenza sopra menzionati, 

si comunica che, a seguito delle interlocuzioni avviate con i soggetti interessati, gli esiti delle procedure, in corso di svolgimento, 

saranno resi noti, tramite pubblicazione, entro la data del 30 settembre 2025”.

 

Il Ministero è stato nel sicuro, perché al 30 settembre mancano ancora poco meno di tre mesi, pur tenendo conto del periodo estivo, 

e nel frattempo le cose in realtà stanno già procedendo bene, come sanno i fedeli lettori del nostro sito; 

per esempio, abbiamo dato conto nei giorni scorsi delle assegnazioni di fatto già avvenute in Veneto ai consorzi richiedenti della rete contesa, 

senza alcuna esclusione, e di qualcosa di analogo che si è già delineato, almeno in un caso, in Puglia; anche nel Lazio si sta procedendo.

 

Ma cosa è successo per una soluzione così rapida a una questione che poteva invece trascinarsi 

ancora per mesi (o addirittura anni), come avevo scritto in precedenti articoli? 

La svolta è avvenuta grazie alla decisione dell’Agcom, su istanza di molte emittenti locali e associazioni, 

di procedere immediatamente all’integrazione del piano Dab preesistente proprio con le sole frequenze che servono in queste cinque regioni 

a evitare le gare di cui sopra e ad accontentare tutti, in sostanza.

 

Non è dunque necessario attendere il nuovo piano Dab ‘completo’, che prevederà (in tutta Italia) l’aggiunta delle frequenze 

della ex rete 12 televisiva (e anche il piano Tv ha dovuto essere rivisto, come noto), che saranno in buona parte attribuite al settore radiofonico 

e in parte minore a quello delle Tv locali, ma si può andare avanti subito per le reti ‘in ballo’.

 

In sostanza, un’operazione ‘chirurgica’: l’Agcom ha aggiunto subito al piano proprio le frequenze ex rete 12 Tv che servono a evitare le gare 

nelle cinque regioni citate e a far procedere con tempi rapidi il settore del digitale radiofonico verso un assetto finalmente complessivamente stabile.

Persino la questione della rete Dab per il Vaticano (pagata peraltro dall’Italia), di cui si era persa la memoria, poche settimane fa è stata riesumata 

ed è stata avviata la procedura per trovare chi la realizzerà dal punto di vista tecnico.

 

Sono notizie positive per un digitale radiofonico che in Italia sconta ritardi incredibili 

e solo di recente ha iniziato a uscire da una eterna ‘fase provvisoria’ (o ‘sperimentale’). 

La stessa Rai adesso si impegnerà a realizzare una rete digitale ‘seria’, dopo anni di sostanziale disinteresse.

 

Non resta allora che attendere le assegnazioni ministeriali definitive 

e con tutti i crismi per queste sei frequenze Dab+ (fra ‘vecchie’ e ‘nuove’) nelle cinque regioni già indicate. 

Non è detto che bisognerà aspettare settembre.