
Martedì 6 maggio 2025
I BANDI PER LE FREQUENZE E RETI DAB ‘CONTESE’ PROROGATI AL 30 GIUGNO.
IL PUNTO DI MAURO ROFFI.

Di proroga in proroga.
Non poteva essere diversamente, probabilmente, vista la situazione, e con ogni probabilità non si tratterà neppure dell’ultima proroga.
Parliamo dei bandi che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy doveva emanare entro la data del 5 maggio
per ciò che riguarda l’assegnazione delle sei residue frequenze (e reti) regionali Dab+
per le emittenti locali previste dal piano dell’Agcom sulla Radio digitale in cinque regioni:
Veneto (Rete 1), Toscana (Rete 1), Lazio (Rete 2), Campania (Rete 3)
e Puglia (due frequenze, Rete 1 e Rete 2; in questa regione non è stato ancora assegnato nulla ai locali per il Dab+).
Ricordiamo che per tali reti si era registrata più di una domanda da parte di altrettanti consorzi di emittenti locali
e non era stato possibile raggiungere un accordo fra i richiedenti che risolvesse la controversia.
Tutte le altre frequenze erano invece state assegnate dal Ministero alla fine del 2024, dopo un complesso iter.
In teoria si doveva dunque arrivare ad una gara (beauty contest) fra i richiedenti di queste sei reti
con regole stabilite appunto dal Ministero nell’apposito bando e alla fine fare una sia pur ‘dolorosa’ scelta, procedendo dunque,
in questo modo, alla chiusura di una fase infinita di incertezza che certamente non è stata positiva per l’avvento concreto e definitivo
di una Radio digitale che in Italia è rimasta sempre un po’ ‘sospesa’ (da qualche decennio, ormai!).
Ma la situazione creatasi per tali reti avrebbe comportato appunto l’esclusione forzata di consorzi ed emittenti
che però avevano i requisiti per procedere con la fase definitiva della Radio digitale,
sulla base di un piano delle frequenze finalmente emanato dall’Agcom qualche tempo fa.
Di qui una sorta di ‘inopportunità’ di procedere davvero con le gare in questione, per provare a non escludere nessuno.
A risolvere la situazione è stata la decisione dell’Agcom di assegnare principalmente alla Radio digitale (e in misura marginale, in seguito, alle Tv locali)
le frequenze di quella che doveva essere la rete televisiva nazionale n. 12
(senza rivangare l’annosa questione era quella che originariamente, anni fa, trasmetteva Retecapri, per capirci).
In questo modo le emittenti locali e i loro consorzi avranno a disposizione diverse altre frequenze in varie regioni per la Radio digitale,
evitando le gare (anche in Puglia) e, negli auspici, potranno risolvere pure una questione che sta a cuore a molte di loro,
quella degli splittaggi pubblicitari, attualmente previsti in analogico (Fm) ma complicati da mantenere in digitale.
Sembra scontato che il nuovo piano televisivo (senza la rete 12) e il nuovo piano delle frequenze Dab+ dell’Agcom,
con l’integrazione della ex rete televisiva 12, per i quali è in corso l’iter (per ora consultazione pubblica)
che porterà presumibilmente all’approvazione definitiva, trovi un generale consenso, togliendo a tutti le castagne dal fuoco, per così dire.
Il problema è nei tempi, che non possono essere brevissimi per una questione di tale rilevanza
e che richiede perlomeno parecchi mesi, già in questa prima fase.
Per questo, nel frattempo, il Ministero continua a prendere tempo per le gare di cui sopra.
Un primo rinvio aveva portato la fatidica (e a questo punto fantomatica) data di pubblicazione dei bandi di gara
per le reti in questione al 5 maggio (dal 5 febbraio scorso).
Ma lunedì 5 maggio è stato deciso di nuovo, per l’appunto, una proroga che sposta tutto al 30 giugno prossimo.
La data però è abbastanza vicina e il 30 giugno è prevedibile un’ennesima proroga,
sempre in attesa di ulteriori novità dall’Agcom che possano portare verso la soluzione della questione.
Nel frattempo, perlomeno, anche la Rai (che finora si era occupata assai poco di Dab),
ha deciso di procedere con un piano che porterà all’attivazione entro qualche anno di una rete digitale con una copertura ‘importante’ del Paese.
Ricordiamo che le reti nazionali hanno risolto da tempo la questione delle frequenze Dab e soprattutto i privati stanno procedendo con decisione in merito,
sia pure con alcune ‘contestazioni’ (francamente un po’ marginali) della stessa Rai.
Intanto per tutte le frequenze già assegnate alle locali si sta procedendo con decisione a spegnimenti, accensioni e ‘cambi della guardia’,
come questo sito documenta quotidianamente (si pensi al caso estremo della Lombardia, dove è cambiato tanto sulla base degli accordi fra i consorzi).
Ma la questione Dab, in chiusura, non è ancora conclusa e ci saranno dunque altri capitoli ancora.