Venerdì 7 febbraio 2025

BANDI DELLE GARE DAB+ IN CINQUE REGIONI RINVIATI A MAGGIO.
L'AGCOM RIASSEGNA LA RETE 12 A DAB E ANCHE TV LOCALI.
IL PUNTO DI MAURO ROFFI.

A cura di Mauro Roffi

Sequenza di decisioni importanti soprattutto in tema di DAB+ nel giro di poche ore. 

La situazione d’altronde era tale da richiedere delibere urgenti, vista l’imminenza della pubblicazione dei famosi bandi di gara per alcune reti Dab+ locali ‘contese’ fra più consorzi in cinque importanti regioni: Veneto, Toscana, Lazio, Campania e soprattutto Puglia (due reti, addirittura).

 

Già a dicembre, visto che si parlava molto di una destinazione diversa di quella che doveva essere la dodicesima rete nazionale televisiva, 

ovvero quella del Dab, appunto, il Mimit (il Ministero competente) si era preso alcune settimane per la pubblicazione dei bandi in questione

nelle regioni in cui non si era venuti a capo altrimenti della questione, nella probabile speranza che nel frattempo ‘succedesse qualcosa’ 

che evitasse questi complicati beauty contest (gare); queste ultime infatti avrebbero in ogni caso, alla fine, 

escluso qualcuno (magari anche ‘meritevole’) per mancanza di frequenze.

 

Le settimane in questione sono però passate senza decisioni di rilievo e si era così arrivati 

alla scadenza del 5 febbraio, fissata dallo stesso Ministeroin cui dovevano appunto essere pubblicati i bandi. 

Un po’ di corsa qualcosa è allora successo e l’Agcom ha preso l’attesa decisione di assegnare soprattutto a favore del Dab 

le frequenze della rete televisiva n. 12, che (un po’ incredibilmente) in tutti questi anni fra Ministero e Agcom non si è riusciti ad assegnare.

I bandi così non sono stati affatto pubblicati e si è deciso all’ultimo momento un rinvio di altri tre mesi (fino al 5 maggio 2025) per farlo, 

in attesa – sembra di capire – di nuove decisioni e sviluppi che permettano di fatto di annullarli (o di rinviarli più o meno sine die), 

al fine di non far svolgere queste gare, troppo ‘spinose’ e inopportune.

 

Ricordiamo che le gare in questione dovevano riguardare la rete 1 Dab+ (locale) in Veneto, la rete 1 (locale) in Toscana, 

la rete 2 (locale) nel Lazio, la rete 3 (locale) in Campania, le reti 1 e 2 (locali) in Puglia

Di questa questione, pertanto, non si riparlerà più fino a maggio.

 

Nel frattempo l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha posto le basi per cambiare tutto. 

Ha infatti deciso di ridestinare le frequenze che dovevano essere assegnate alla rete televisiva nazionale n. 12, 

ritenuta non più ‘necessaria’, poiché “le undici reti nazionali attualmente in esercizio sono ritenute sufficienti a garantire

la continuità dell’offerta televisiva e a soddisfare le esigenze del mercato, soprattutto alla luce dell’adozione dello standard DVB-T2 avviata nel 2024”.

Quest’ultimo punto è un pochino discutibile, visto che l’avvio del T2 ha riguardato solo la Rai e i privati nazionali 

tuttora sembrano non avere alcuna fretta in merito. 

Ma diamolo per buono e prendiamo atto della decisione Agcom di eliminare la rete televisiva n. 12 

dal Piano di assegnazione delle frequenze per il digitale terrestre.

 

Ma a chi saranno assegnate queste frequenze?

 

Quelle VHF andranno proprio al Dab+ e, a quanto tutto lascia credere, provvederanno alle esigenze dei consorzi locali 

di disporre di ulteriori frequenze almeno nelle regioni di cui sopra (sembra che la stessa Rai abbia chiesto qualche frequenza in più, 

ma al momento accontentarla non sembrerebbe prioritario). 

Occorrerà in ogni caso nei prossimi mesi una modifica del Piano nazionale per le frequenze DAB+, 

che la stessa Agcom aveva definito prudenzialmente ‘provvisorio’ al momento della pubblicazione.

 

Le frequenze UHF della ex rete televisiva 12 saranno invece riassegnate, in un secondo momento, alle Tv locali

che di frequenze disponibili in realtà avrebbero avuto bisogno già qualche anno fa, almeno in alcune zone (Veneto, Puglia), 

e che non sembrano poter sperare almeno a breve (realisticamente) sulla tecnologia T2.

 

A guidare il procedimento Agcom sarà l’ingegner Mauro Martino, responsabile dell’operazione, che avrà un termine di 180 giorni dalla pubblicazione 

della delibera per concludere il lavoro, “salvo eventuali sospensioni dovute a consultazioni pubbliche o richieste di approfondimenti tecnici”.

 

Insomma, non si farà certo in tempo per il 5 maggio e vedremo allora cosa si deciderà per ‘non fare’ le gare Dab, 

che nessuno sembra realmente volere, e anche per non trascinare tutta questa fase di passaggio per molti mesi o addirittura anni.