
Sabato 2 novembre 2024
NUOVO AGGIORNAMENTO DEGLI SPEGNIMENTI DAB,
L'UMBRIA RINVIATA A FINE ANNO.
IL PUNTO DI MAURO ROFFI.

Improvviso nuovo provvedimento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che a metà ottobre aveva provveduto ad un aggiornamento
(che era poi in realtà un’integrazione, dopo il rilascio di una serie di diritti d’uso) del calendario degli spegnimenti delle ‘vecchie frequenze Dab’ (provvisorie)
a favore di quelle nuove previste dal piano Agcom e in corso di definitiva assegnazione (sia pure in qualche caso con i probabili beauty contest di cui diremo).
Come avevo riferito nel mio precedente articolo, era apparsa piuttosto ‘strana’ la data fissata del 30 ottobre (immediata e con largo anticipo sulle altre regioni) per il definitivo spegnimento delle ‘precedenti’ frequenze Dab in Umbria, tenendo anche conto del fatto che l’Umbria non era certo stata
una delle prime regioni a essere pubblicata quanto a ‘manifestazioni di interesse’ per le nuove reti Dab e che tuttora (qui si sfiora anzi un po’ il paradosso)
dal sito del MIMIT non risulta ufficialmente alcuna assegnazione dei diritti d’uso nella stessa Umbria.
Questi diritti d’uso al momento sono infatti sempre aggiornati per tutte le regioni solo al 28 agosto scorso e l’Umbria non è stata ancora pubblicata, appunto.
Ovviamente, tuttavia, non c’è alcuna ‘contestazione’ sull’assegnazione ai vari consorzi delle reti locali in questa regione
e quindi è solo una questione (burocratica) di ‘ufficialità’.
Tuttavia il susseguirsi dei provvedimenti del Ministero fa capire che le cose procedono in modo un po’ disordinato e diciamo
che un coordinamento migliore sarebbe forse auspicabile (come già notato, per esempio, per Campania e Sicilia).
Ora è infatti successo che il Ministero, con un nuovo provvedimento del 28 ottobre,
ha stabilito di spostare le operazioni di spegnimento in Umbria dal 30 ottobre di cui sopra al prossimo 31 dicembre 2024,
“tenuto conto che i diritti d’uso locali nel bacino d’utenza n. 10 (Umbria) sono stati rilasciati in data 4 ottobre 2024”
e “considerata l’opportunità di posticipare al 31 dicembre 2024 la disattivazione degli impianti operanti sul blocco DAB 10C nel bacino d’utenza n. 10 (Umbria)
al fine di coordinare le attivazioni delle frequenze oggetto dei diritti d’uso in Umbria con le frequenze attualmente operative nel suddetto bacino (n. 10)”.
Perché questa opportunità sia emersa solo ora a prima vista sembra un piccolo mistero.
Ad ogni modo così si evita – sembrerebbe – di fare dell’Umbria una specie di ‘regione pilota’ (qualcuno direbbe anche ‘cavia’)
per queste complesse operazioni inerenti il digitale terrestre radiofonico.
Resta da dire poi che del rilascio dei diritti d’uso umbri del 4 ottobre si apprende solo da questo decreto direttoriale,
non essendo stato ancora pubblicato nulla, come detto, sul sito del Ministero.
Non è finita, perché nello stesso provvedimento del 28 ottobre si procede ad un altro aggiornamento, stavolta un’integrazione e non un rinvio.
Oggetto del provvedimento è la Calabria, che è stata l’ultima regione, poche settimane prima di Ferragosto,
a vedere pubblicate la manifestazioni di interesse dei consorzi per le reti Dab+ locali,
sia pure anche qui (come in Umbria) senza necessità di successive gare (beauty contest).
Per tutte le ‘vecchie’ frequenze digitali calabresi era stata stabilita la data di spegnimento del 30 dicembre, tranne che per la rete regionale (locale) n. 1.
La lacuna viene colmata con l’allegato del presente decreto, che anche per questa rete n. 1 (blocco 12C), fissa la data del 30 dicembre 2024,
“tenuto conto del rilascio del nuovo diritto d’uso nel bacino d’utenza n. 18 (Calabria),
successivamente alla data di pubblicazione dei precedenti Decreti direttoriali”.
Anche in Calabria tuttavia, al momento, non è stato ‘ufficializzato’ (sempre sulla base di quanto risulta ad oggi dal sito ministeriale)
alcun rilascio di diritti d’uso e la lacuna dovrebbe allora essere colmata presto.
Intanto sulle previste gare per alcune frequenze ‘contese’ in qualche regione (su cui al momento non ci sono aggiornamenti)
interviene Aeranti-Corallo, con una proposta che potrebbe sembrare però un po’ tardiva.
Ecco comunque le tesi di Aeranti-Corallo così come sono state pubblicate dal periodico ‘TeleRadioFax’:
“Emerge che, in alcuni bacini di utenza previsti dal piano nazionale di assegnazione delle frequenze DAB+ (PNAF-DAB),
si renderà necessario espletare i beauty contest di cui all’art. 12 ter della Delibera Agcom n. 664/09/CONS e s.m.i.
in quanto le frequenze pianificate sono in numero inferiore a quelle per le quali è stato manifestato l’interesse.
Ne consegue che, in tali bacini, i fornitori di contenuti radiofonici partecipanti alle società consortili, che non risulteranno,
all’esito di beauty contest, assegnatarie dei diritti di uso, non potranno diffondere i propri palinsesti in tecnica digitale DAB+.
In tale modo verranno sostanzialmente disattesi i principi di pluralismo di cui all’art. 24 della legge n. 112/2004
secondo i quali lo sviluppo della diffusione radiofonica in tecnica digitale (T-DAB) deve rappresentare la naturale evoluzione del sistema analogico.
Per dare soluzione al problema, a parere di Aeranti-Corallo, sarebbe necessario assegnare ulteriori frequenze
nei bacini dove le stesse sono, allo stato, quantitativamente insufficienti.
Con un impiego di pochissime ulteriori frequenze, nei bacini dove vi è effettiva esigenza, sarebbe, pertanto, possibile garantire le risorse radioelettriche necessarie per permettere a tutte le radio locali commerciali e comunitarie interessate di poter diffondere i propri programmi in tecnica DAB+.
Aeranti-Corallo ritiene che tale risultato sarebbe raggiungibile qualora si rendesse possibile,
anche in deroga alle disposizioni del TUSMA (D. Lgs. N. 208/21 e s.m.i.), nei casi effettivamente necessari e previo parere dell’Agcom,
l’assegnazione da parte del MIMIT di ulteriori frequenze fermo restando, comunque il divieto, già normativamente previsto,
di causare interferenze nei confronti dei Paesi radioelettricamente confinanti”.
Vedremo se si vorrà procedere in tal senso o se invece queste benedette gare si terranno effettivamente,
una prospettiva quest’ultima che peraltro sembrava possibile già parecchi mesi fa.