
Lunedì 12 ottobre 2026
ROMAGNA24 E ALTRE CINQUE TV LOCALI DI SOLA INFORMAZIONE.
IL PROGETTO DI TERRAMEDIA DALLA SPAGNA ALL'ITALIA.
IL PUNTO DI MAURO ROFFI
Pubblicato il 12/10/2026 alle ore 09:45
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE
A cura di Mauro Roffi

Da diversi mesi fra le Tv emiliane (e romagnole) c’è un canale che era sembrato a lungo un po’ misterioso per molti, vale a dire Romagna24.
Il canale è presente alla numerazione 98 nei mux locali 2 e 3 dell’Emilia-Romagna, che coprono Bologna, Modena, Reggio Emilia e Parma,
e ha preso il posto che era stato per anni di Tv Parma + 1 (rete che ritrasmetteva un’ora dopo i programmi di Tv Parma)
e poi per un certo periodo aveva visto invece all’opera ER24, stazione piuttosto ‘sfortunata’ del gruppo cooperativo TRMedia
(quello di Telereggio e Trc, ma che è anche gestore di due mux locali, che sono proprio quelli di cui stiamo parlando).
Lo scorso anno ER24, rete partita con molte ambizioni quale emittente di informazione regionale che si avvaleva della collaborazione ‘congiunta’
di varie stazioni locali sostanzialmente ‘a carattere provinciale’, si era trasferita per qualche mese proprio qui, sul 98,
dopo aver perso il proprio canale originario, ma diciamo che la situazione era apparsa subito non esattamente ‘convincente’;
il progetto di ER24 si è infatti gradatamente ‘spento’, quasi ‘da sé’ già vari mesi fa.

< Immagini tratte dall'archivio de L'ITALIA IN DIGITALE >
Dopo diverse settimane di nuovo di Tv Parma + 1, ma stavolta solo con filmati fissi legati ai bei paesaggi dell’Appennino emiliano
e non più alla ridiffusione di Tv Parma un’ora dopo, sono comparsi gradatamente nei mesi scorsi alcuni promo
che annunciavano l’imminente arrivo appunto del nuovo canale Romagna24,
identificato come ‘tutto d’informazione romagnola’, senza ulteriori chiarimenti né date di partenza.

< Immagini tratte dall'archivio de L'ITALIA IN DIGITALE >
Da qualche tempo anche il canale stesso è stato poi ‘ribattezzato’ proprio Romagna24 (e non più Tv Parma + 1),
ma la programmazione tuttora non è cambiata: filmati appenninici emiliani e i consueti, pur promettenti, promo.
In tutto ciò, oltre alla forte lunghezza nel tempo di queste ‘prove tecniche’ (annunciate peraltro come tali anche in onda), c’è anche l’aspetto,
almeno in apparenza paradossale, di un canale denominato Romagna24 ma in onda in Emilia (e con filmati sull’Appennino emiliano!).

< Immagini tratte dall'archivio de L'ITALIA IN DIGITALE >
Ma adesso, finalmente, la situazione si dovrebbe sbloccare: per il 1° novembre è annunciata l’apertura delle prime redazioni di Romagna24,
a Bologna (quale ‘inevitabile’ sede centrale regionale, si suppone) e a Rimini,
mentre nei mesi successivi ci sarà l’apertura di redazioni in un po’ in tutte le grandi città romagnole, appunto.
Il canale sarà sempre, pare, il 98 ma il nodo della diffusione appunto in Romagna (e non in Emilia, dove il tutto non serve a molto, evidentemente)
dovrà pur essere sciolto, in qualche modo; su questo, allora, non resta che stare a vedere che cosa succederà.
Quanto alla partenza effettiva delle trasmissioni di Romagna24, la data fatidica dovrebbe essere quella del prossimo 15 dicembre.

Fin qui le notizie disponibili, in un’operazione che però restava un po’ nel mistero quanto a promotori e strutture
(per non parlare del direttore e delle redazioni, di cui nulla si sa, al momento).
Ma osservando quel che viene annunciato sul sito romagna24.it si resta in realtà decisamente sorpresi e anzi, se tutto andasse davvero come annunciato,
si potrebbe parlare di una ‘svolta’ nell’ambito delle emittenti televisive locali italiane, che si troverebbero di fronte a nuove clamorose opportunità,
da una parte, oppure (di converso) sarebbero alle prese con il problema dell’arrivo di nuovi concorrenti di un certo rilievo.
Il progetto infatti, stando a quel che viene annunciato sul sito terramediaitalia.it (Terramedia Italia è la promotrice dell’intero progetto),
non comprende certo solo Romagna24 ma altre cinque ‘colleghe’ che dovrebbero partire tutte in questi o nei prossimi mesi.
Si tratta di Emilia24, Lombardia24, Marche24, Abruzzo24 e Molise24, e solo per questa ‘prima tornata’,
perché, pare, ce ne sarà almeno un’altra in un non lontano futuro.
Il primo piccolo mistero attuale è però quello di Emilia24, la cui partenza viene annunciata addirittura prima di quella di Romagna24,
per la precisione il 1° dicembre prossimo.
Di quest’altro canale in DTT, per la verità, non si è ancora visto nulla, neppure i promo, mentre la diffusione ‘logica’ (data la copertura)
sarebbe proprio quella del 98, ora occupato invece da Romagna24,
l’unico canale effettivamente in onda al momento (sia pure ‘in modalità decisamente provvisoria’, come detto).
Eppure le date sul sito sono, almeno in apparenza, rigidissime, tutto sembra molto serio
e c’è addirittura una sorta di conto alla rovescia per le varie partenze, con cronoprogramma e notizie ‘in divenire’.

Vediamo infatti le altre partenze già annunciate:
Lombardia24 prenderà il via il 1° febbraio 2027, Marche24 il 15 febbraio, Abruzzo24 il 1° marzo e Molise24 il 15 marzo.
Andrà davvero così e i canali televisivi su cui trasmettere queste reti sono già stati scelti? Non resta che stare a vedere, naturalmente.




Ma di cosa si tratta di preciso?
I canali di Terramedia Italia costituiranno, secondo quanto riportato dal sito,
“la prima rete italiana di televisioni regionali dedicate, 24 ore su 24, all’informazione locale”.
E ancora: “Siamo la prima realtà italiana a sviluppare una rete di canali regionali all news, interamente digitalizzati,
interconnessi e con infrastrutture a zero emissioni di CO2.
Il progetto prevede il lancio dei primi sei canali nel periodo 2025/2026 (ma siano già invece, evidentemente, al 2026-2027; N.d.R.),
seguito da un secondo gruppo di canali nel periodo 2027/2028.
Il nostro claim è: ‘Notizie. Persone. Territorio’.
I canali saranno disponibili sul digitale terrestre, tramite App, Web e sulle principali piattaforme social”.
Ma vediamo chi promuove il tutto.
Non si tratta, nonostante quanto detto prima, di una società davvero italiana, perché Terramedia (o Terra Media)
“è una business unit in Italia di Newslocalcorp Slu”, gruppo con sede a Barcellona, in Spagna.
A quanto si capisce, Newslocalcorp è una società di servizi per emittenti o gruppi broadcast spagnoli e anche di tutto il mondo,
che non si occupa soltanto dei contenuti trasmessi (o magari talvolta non se ne occupa neppure, chissà) bensì della consulenza in generale per gli editori, dell’organizzazione, della struttura e del ‘formato’, dei servizi collegati alle varie stazioni, della nuova diffusione digitale soprattutto,
della promozione e gestione del pubblico secondo varie modalità ‘di racconto’ social, magari anche della pubblicità, se necessario.
Infatti, “Emilia24, Romagna24, Lombardia24, Marche24, Abruzzo24 e Molise24 sono marchi registrati,
concessi in licenza per le attività editoriali e televisive previste dal progetto.
Tutti i canali saranno testate giornalistiche autonome, ciascuna dotata di propria struttura editoriale
e in attesa della registrazione presso i competenti Tribunali locali”.
Poiché “una nuova informazione locale è possibile”, anche emittenti già operanti (magari con altro marchio, struttura e programmazione)
potrebbero, a quanto pare, entrare nel progetto (forse cambiando nome, chissà).
E così l’invito è esplicito a chi già c’è in Tv: “Sei il proprietario di un canale televisivo sul Digitale Terrestre
e vuoi offrire al tuo pubblico un’informazione locale e regionale innovativa, (magari; N.d.R.) senza dover creare e gestire una redazione interna?
Con Terramedia puoi entrare a far parte di una nuova rete di canali regionali all news,
progettata per portare l’informazione territoriale direttamente sul Digitale Terrestre.
Ti offriamo un prodotto informativo completo, professionale e pronto per essere trasmesso,
personalizzato con il tuo brand e integrato nella programmazione del tuo canale.
Un nuovo modello di collaborazione pensato per gli editori televisivi che vogliono innovare e rinnovare la propria offerta,
ampliare i contenuti e rafforzare la propria presenza nell’informazione locale e regionale”.
Diciamo che non tutto magari è chiarissimo, ma l’aspetto di questi nuovi (o vecchi e rinnovati) canali dovrà essere
per forza di cose abbastanza omogeneo e l’impronta sarà assolutamente d’informazione.
Non è esclusa, parrebbe, la possibilità di un utilizzo solo parziale dei contenuti offerti, che potrebbero anche funzionare,
come una sorta di agenzia stampa locale (o qualcosa di simile).
Per gli interessati viene fornito comunque l’indirizzo di una ‘sede di riferimento italiana’ a Torino di Terramedia.
Infine, anche se l’utilizzo dell’intelligenza artificiale a livello di gestione non viene affatto esclusa,
un avviso ben chiaro specifica che almeno i podcast (ma si suppone anche altro) pubblicati da Terramedia
“sono realizzati interamente da personale e maestranze professionali in carne ed ossa.
Per la loro realizzazione non vengono utilizzati sistemi di intelligenza artificiale generativa per la scrittura, la produzione delle voci,
la conduzione o la realizzazione dei contenuti, salvo ove espressamente indicato”.
E poi – anche se non soprattutto – il sistema “Local Check di Newslocalcorp offre una risposta immediata e accurata alla disinformazione,
garantendo una verifica approfondita delle informazioni virali”.
A chi aderisce al progetto vengono offerti “contenuti investigativi in tempo reale, arricchiti da foto, video e molteplici fonti provenienti dai social media.
Le indagini imparziali, basate su fatti verificabili, sono progettate per rispondere alle domande dei lettori, fornendo analisi chiare e dettagliate”.
Questo in fatto di buoni propositi e di tutela dei buoni contenuti giornalistici,
mentre tutto il resto (comprese le date di partenza di cui sopra dei vari canali) resta assolutamente da verificare nella pratica.
Ma potenzialmente potrebbe appunto anche esserci uno ‘scossone’ nel campo dell’emittenza televisiva locale italiana,
anche se per il momento siamo nel campo degli annunci, o giù di lì, come detto.
Ma mi piace chiudere l’articolo con un’altra bella idea che viene offerta da questo stesso gruppo Terramedia (o è collaterale, non è ben chiaro).
Si tratta del ‘Progetto Radioedicola’, ovvero dell’offerta di rinnovare, trasformare, dotare anche di una piccola emittente
e far diventare importanti nell’ambito di una comunità locale, le care e vecchie edicole, che oggi spesso hanno chiuso o chiudono tuttora,
privando paesi e città di un’informazione ‘datata’ ma ancora di forte rilievo come quella dei quotidiani e della carta stampata.