
Domenica 4 ottobre 2026
TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA
Pubblicato il 04/10/2026 alle ore 16:30
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE
RADIO DAB - MUX NICE 9D: REINSERITA RCN
Iniziamo parlando della radio digitale.
acronimo di Radio Chalom Nitsan (in italiano Radio Pace Germoglio), con sede a Nizza.
Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
Il seguente provider può essere sintonizzato costantemente o saltuariamente,

FREQUENZE E POSTAZIONI
| FRANCIA | |
| Canale 9D (208,064 MHz) | |
| Postazione | Comune |
| Centre Hélio Marin | Vallauris |
| Monte Leuze | Villafranca Marittima |
RADIO FM: COLLEGATA RADIO NORBA IN PROVINCIA DI ROMA
sugli 89.5 MHz dalla postazione di MONTE CAVO a Rocca di Papa (RM).

Per l’occasione, abbiamo riaggiornato la lista delle emittenti sintonizzabili in FM a Roma.
SICILIA: MESSINA SALUTA PEPPINO MAZZULLO;
SI È SPENTA LA VOCE DI TOPO GIGIO, AVEVA 100 ANNI
“Ma cosa mi dici mai?!” Una frase che nelle teste di tutti noi risuona con un’unica voce: quella di Peppino Mazzullo, voce storica di Topo Gigio.
Una voce che ha tenuto compagnia ai bambini di tantissime generazioni e che mercoledì 30 settembre si è spenta per sempre.
I funerali si sono svolti nel pomeriggio di giovedì a Santo Stefano Briga, zona sud di Messina,
dove Mazzullo era nato e aveva scelto di vivere negli ultimi anni.
Proprio nel suo paese l’intramontabile voce di Topo Gigio aveva da poco festeggiato i 100 anni,
avvolto dall’affetto di tutta la comunità del borgo che frequentava ogni giorno recandosi al bar della piazza per gustare la sua granita preferita.
La comunità, che ha visto e partecipato alla condivisione della sua arte, si è stretta attorno alla famiglia,
per dare l’ultimo saluto a Peppino Mazzullo, immortale negli immaginari di tanti bambini ora cresciuti.
La sua straordinaria carriera inizia nel 1961 quando ha iniziato a dare la voce al Topo più conosciuto d’Italia
e, con un’interpretazione unica, ha animato il personaggio per oltre quarant’anni, fino al 2006.
“Difficile trovare le parole giuste per descrivere quanto quest’uomo ha lasciato a tutti noi –
trapela l’emozione nella voce del parroco Matteo Culletta durante l’omelia -.
Il nome di Peppino Mazzullo è profondamente legata ai bambini, non solo d’Italia,
ma la sua voce, simpatia e dolcezza è arrivata oltre i confini nazionali, un dono per tutti i bambini del mondo.
Ci ha lasciato qualcosa di prezioso che non dimenticheremo, soprattutto qui nel luogo del suo cuore.
Era straordinario riuscire a sentire in questo paese la voce di Topo Gigio dal vivo, non dai tanti video,
ma direttamente dall’ideatore di quella voce”.
La vita l’aveva presa sempre con allegria, non vedeva la morte come un’ombra oscura, ma come un nuovo inizio a cui andare incontro con il sorriso.
“Era stato per lui un onore dare la voce a Topo Gigio, dando un’anima a questo personaggio, ma senza apparire –
rivela uno dei suoi allievi del piccolo laboratorio di teatro che seguiva -.
Peppino diceva spesso che si può realizzare senza mostrarsi, grazie Maestro per i suoi insegnamenti”.
I FUNERALI DI ELENA PERO DI SKY A MILANO
Lunedì 28 settembre, nella Chiesa di Santa Francesca Romana in zona Buenos Aires a Milano,
sono stati celebrati i funerali delle telecronista sportiva di Sky Sport Elena Pero. Il video è tratto dalla pagina youtube del Corriere della Sera.
MIMIT: PUBBLICATA LA GRADUATORIA PROVVISORIA E LA LISTA DEI CONTRIBUTI DESTINATI ALLE TV COMUNITARIE NELL' ANNO 2026
Con decreto direttoriale del 30 settembre 2026 sono stati approvati la graduatoria provvisoria
e l’elenco degli importi dei contributi da assegnare alle TV a carattere commerciale per l’annualità 2026.
Le emittenti che hanno presentato domanda di contributo possono, entro il 30 ottobre 2026, presentare richiesta di rettifica del punteggio
o di riammissione della domanda, accedendo alla piattaforma SICEM ponendo particolare attenzione alle indicazioni riportate nel Manuale utente.
LOMBARDIA: CINQUANT' ANNI DI TELEVISIONE LOCALE A LECCO; DAI PIONIERI DI RADIOLECCO A UNICA
Il 1° ottobre 1976 nasceva la prima televisione locale di Lecco.
Germano Campione, tra i protagonisti di quella stagione, ripercorre mezzo secolo di storia:
le battaglie per l’etere, i primi videogiornali, le trasformazioni fino a Unica Tv e alla nascita di Enova. «La storia continua».
Cinquant’anni fa, 1° ottobre 1976, a Lecco nasceva la televisione locale.
«Ci fu una semplice cerimonia di inaugurazione», ricorda il fondatore Germano Campione, professore e giornalista, oggi 86enne.
«Al logo originale di Radiolecco aggiungemmo le lettere TV.
Quella prima sera trasmettemmo un videogiornale con due brevi servizi, un documentario e un film.
Domenica 3 ottobre mandammo in onda la partita registrata Treviso-Lecco, finita 3-0».
La radio, i pionieri e la battaglia per l’etere
La storia era cominciata un anno prima.
«Il 1975 fu l’anno della nascita di Radiolecco, la decima emittente sorta in Italia», racconta Campione.
«Iniziammo i programmi nell’ottobre 1975 in una piccola sede in via del Pozzo 7, nel vecchio borgo di Lecco.
L’iniziativa, mia, di mio fratello Sergio e di Ettore Panzeri, ebbe un successo strepitoso:
sulla frequenza FM 102 tutti i lecchesi seguivano i programmi, partecipando attivamente».
Non fu una partenza facile. La radio fu sequestrata dall’Escopost pochi giorni dopo l’avvio delle trasmissioni.
Il pretore di Lecco diede ragione a Campione e la questione arrivò alla Corte costituzionale,
che si pronunciò a favore dei pionieri dell’emittenza privata.
Il nome di Germano Campione resta così legato alla stagione che aprì l’etere alle voci locali.
«Nell’estate del 1976 nacque l’idea di far nascere una tv lecchese», prosegue.
«Ai primi di ottobre lasciammo via del Pozzo e trovammo una nuova sede in via ai Poggi, a Versasio,
in una zona alta della città, per poter lanciare più facilmente i segnali tv.
In una villetta sistemammo al piano terra le apparecchiature della radio
e al primo piano allestimmo un piccolo studio televisivo, con regia e vetro divisorio».
Da quel momento il palinsesto crebbe. «Creammo diverse rubriche e un videogiornale molto semplice.
Molte le idee che sviluppammo: quiz, concorsi, reportage. Trasmettevamo anche le partite del Lecco,
registrate il pomeriggio e mandate in onda la sera, anche quelle in trasferta».
Leggenda vuole che proprio da quegli studi nacque l’idea di “Superclassifica Show”.
Maurizio Seymandi, allora giornalista di Tv Sorrisi e Canzoni, era a Lecco per un’inchiesta sulle tv lombarde.
Da un colloquio con Campione sulle difficoltà delle emittenti locali ad avere ospiti nacque il programma cult delle tv private.
«La sede legale era in via Cairoli 50, dove c’era lo studio di architettura C-P, Campione-Panzeri», spiega.
«Lì si sviluppò anche l’agenzia pubblicitaria. Io ero il direttore responsabile dell’emittente».
Due emittenti, una città
In quegli anni Lecco non aveva una sola tv.
Nel 1977 Enrico “Chicco” Riva fondò Tv Superlecco, nata da una costola di Radio Superlecco, con la prima sede in via Caduti Lecchesi a Fossoli.
Dopo una separazione tra i soci nel 1978 l’emittente divenne Tele Spazio Lecco.
Proponeva il tg TSL Notizie, rubriche sportive, le telecronache del Lecco curate da Sergio Frigerio e il programma “A tu per tu” condotto da Aloisio Bonfanti.
Nel 1977 Enrico “Chicco” Riva fondò Tv Superlecco, nata da una costola di Radio Superlecco, con la prima sede in via Caduti Lecchesi a Fossoli.
Dopo una separazione tra i soci nel 1978 l’emittente divenne Tele Spazio Lecco.
Proponeva il tg TSL Notizie, rubriche sportive, le telecronache del Lecco curate da Sergio Frigerio e il programma “A tu per tu” condotto da Aloisio Bonfanti.
«Radio e tv andarono avanti con pieno successo», ricorda Campione. «Nel 1980 ci trasferimmo in un’ampia sede in via Corti, a Pescarenico.
Lì nacquero tante trasmissioni di successo con il pubblico in sala:
“Passaparola” con Memo Remigi, “La città domanda” con Pierfranco Mastalli, “I consigli del libraio” con Aroldo Benini,
“Il Cruciverbone” con Gustavo Gnecchi. Il telegiornale si chiamava “Monitor” e durava 15-20 minuti».
«Nel 1985 la radio chiuse l’attività», continua. «Subentrarono nuovi soci e la televisione si chiamò Monitor TV».
I nuovi soci erano la Filca Cooperative, guidata dal presidente Giacomo Fumeo, che da allora accompagnò la storia dell’emittente per oltre trent’anni.
Da Rete Unica a Tele Unica
«Arrivarono nuovi direttori e così nacquero Rete Unica e poi Unica Lombardia», racconta Campione.
Rete Unica nacque dalla fusione con la storica concorrente Telespazio Lecco, e il nome fu scelto proprio da Campione.
Unica Lombardia rilevò anche Televaltellina e VideoBrianza. Grazie alla legge Mammì la rete divenne un network regionale,
con copertura su Bergamo, Como, Monza e Sondrio, e trasmetteva le partite di Como, Lecco, Monza e Sondrio.
Tra i collaboratori dell’emittente c’era anche una giovane Monica Maggioni, poi al Tg1 e presidente della Rai.
«Nel 1994 ci fu il trasferimento in via Fiume, attuale sede di Unica», prosegue. «Nel 1998 arrivò Tele Unica, che andò avanti fino al 2018».
Tele Unica mantenne le frequenze e le sedi di Lecco e Sondrio, mentre la parte di Monza divenne Più Blu Lombardia.
La crisi e il salvataggio
Vent’anni dopo arrivò la crisi.
Il crollo del gruppo Filca nel 2016, che possedeva l’80% delle reti, aveva già portato nel 2015 alla chiusura del settimanale “La Gazzetta di Lecco”.
Il 20 dicembre 2018 l’annuncio in diretta al telegiornale del direttore Katia Sala: Tele Unica avrebbe chiuso con l’anno nuovo.
Sedici dipendenti tra giornalisti e tecnici rischiavano il posto. La chiusura non arrivò.
L’emittente fu rilevata da una cordata di imprenditori di Lecco e di Sondrio, anche grazie all’impulso dell’allora assessore Corrado Valsecchi.
La rete prese il nome di Unica TV, mantenendo la programmazione e iniziando a produrre contenuti per il web.
Da gennaio 2022 trasmette sul canale 75 del digitale terrestre in Lombardia.
Enova: tv e giornali insieme
Alla fine del 2023 nasce Enova, la società che riunisce Unica Tv e i quotidiani La Provincia di Lecco e La Provincia di Sondrio,
con Sesaab e un gruppo di imprese del territorio tra i soci. Le redazioni lavorano oggi insieme negli studi di via Fiume,
e il telegiornale delle province di Lecco e Sondrio va in onda in diretta ogni giorno alle 13 e alle 19.
«Nuovi soci, novità e grandi prospettive», commenta Campione. «La storia continua».
Quarant’anni davanti e dietro la telecamera
Per Germano Campione sono stati quarant’anni di radio e tv.
«Per dieci anni come direttore, poi come giornalista, conduttore del telegiornale e di varie trasmissioni», racconta.
«L’ultimo tg l’ho condotto il 1° maggio 2015». Nelle sue parole c’è anche il senso di questo lavoro:
«Radio e tv sono mezzi fantastici per il rapporto con il pubblico e per valorizzare le realtà locali:
il patrimonio artistico e paesaggistico, i personaggi di vario genere, gli sport locali».

ABRUZZO: INFORMAZIONE, SPORT E SOCIAL;
NEL PALINSESTO DI RETE 8 PROGRAMMI STORICI E NOVITÀ
Al via le trasmissioni della stagione 2026-27, Perantuono: «Vicini al territorio».
Ieri sera in tv il lancio dal teatro Marrucino di Chieti. La rivoluzione on demand
Riparte la stagione televisiva di Rete8 sotto il segno della tradizione tra informazione e sport, delle novità e della sfida dei social,
ormai il terzo canale dell’emittente leader in Abruzzo.
La presentazione del palinsesto per la stagione 2026-2027, dal teatro Marrucino di Chieti con la conduttrice Martina Riva,
è andata in onda ieri sera alle ore 21: in scena anche Piero Mazzocchetti, Marsen e Sylvia Pagni.
Rete8 si conferma un punto di riferimento per i telespettatori, dall’informazione fino alle esclusive sportive,
gli importanti eventi trasmessi in diretta, come la Perdonanza Celestiniana dell’Aquila, i Premi internazionali Flaiano di Pescara,
le maratone elettorali e le interviste ai personaggi. Per la nuova stagione televisiva, ci sono novità:
Rete8 rinnova ancora il suo modo di costruire il palinsesto con format che partiranno continuamente nel corso dell’anno.
Una programmazione attenta, studiata e capace di rinnovarsi durante l’anno e seguire ancor più da vicino il territorio e il pubblico.
«Oltre alla tradizione, con la seguitissima rassegna stampa del mattino e le tante edizioni del tg», spiega il direttore dell’emittente Carmine Perantuono,
«la grande accelerazione e anche la più avvincente nostra sfida professionale ha riguardato i social». E i numeri parlano di una sfida già vinta:
«In 18 mesi, da marzo 2025 a settembre 2026, i social di Rete8 e del Centro sono diventati nei fatti un terzo canale:
solo le pagine Facebook e Instagram del Centro hanno totalizzato 655 milioni di visualizzazioni, oltre un milione al giorno tutti i giorni per un anno e mezzo.
Nello stesso periodo, i follower sommati hanno superato quota 365mila, con 52.726 nuovi contatti acquisiti. Quasi cento persone in più al giorno che scelgono di seguirci».
Perantuono sottolinea un dettaglio: «E lo abbiamo fatto senza sponsorizzazioni, costruiamo la base con i contenuti e non comprando attenzione.
I video trainano la crescita, con 34,5 milioni di visualizzazioni, 8.420 giorni di tempo di visione e oltre otto nuovi follower su dieci che arrivano dai reel.
Vuol dire che il Centro e Rete8 hanno davanti un pubblico abruzzese di 365mila persone abituato a guardarci e non solo a leggerci,
e che oltre un terzo di chi interagisce con noi non ci segue nemmeno: è un pubblico nuovo, intercettato ogni giorno.
I contenuti in collaborazione che già produciamo dimostrano che il meccanismo funziona:
la stessa notizia funge da moltiplicatore passando dalla diretta tv al feed e dal feed al sito.
L’ambizione», continua il direttore, «è collaborare sempre di più: una notizia nasce una volta sola e vive su tre schermi,
con la tv che dà autorevolezza e immagini, i social che fanno da porta d’ingresso e il giornale che chiude il cerchio, o lo apre l’ordine non è mai ferreo.
L’informazione e la credibilità sono oggi più che mai i punti di riferimento delle scelte editoriali di Rete8, grazie alla fiducia della proprietà
e, in particolare, dell’amministratore delegato Giovanni Scurti, e alla professionalità della redazione
abbiamo consolidato un’autorevolezza che i telespettatori ci riconoscono quotidianamente.
Per questo», afferma ancora Perantuono, «non temiamo la concorrenza dell’intelligenza artificiale da un lato e delle fake news dall’altro,
che non arriveranno mai sull’informazione locale prima, meglio e soprattutto più credibilmente di noi».
Altra novità in casa Rete8 è l’arrivo dell’HbbTv dal canale 10 del digitale terrestre:
una vera e propria piattaforma multimediale a 360° che trasforma il televisore in un mondo interattivo, sempre a portata di telecomando.
Con una semplice connessione internet si potrà: guardare in Hd i canali live di Rete8 e Rete8 Sport; accedere a contenuti on demand
e rivedere in ogni momento le partite della squadra del cuore e i programmi preferiti; seguire dirette esclusive disponibili solo su HbbTv,
oltre alla programmazione del canale; personalizzare l’esperienza televisiva scegliendo cosa vedere,
come e quando, senza perdere nulla di ciò che si ama.
«Rete8 è stata la prima tv in Abruzzo a portare questa rivoluzione direttamente a casa dei telespettatori per le dirette e gli eventi»,
sottolinea Perantuono con orgoglio,
«Rete8, il Centro, il web, i social e la radio Super Hit stanno costruendo un sistema editoriale sempre più riconoscibile e vicino al territorio».
Confermati i programmi tv in collaborazione con il Centro: martedì alle 20 “Dentro la notizia” di Stefano Dascoli;
martedì alle 20.30 “L’ Aquila al Centro” di Giustino Parisse; giovedì alle 22.30 “31 minuti” di Pietro Lambertini;
giovedì alle 23 “Di Vino” di Daniele Cristofani; Adele Di Feliciantonio, dal lunedì al venerdì, condurrà il rotocalco pomeridiano dal titolo “Di Pomeriggio”;
Alex De Palo, il lunedì alle 23, presenterà “Abruzzo di confine”. Una delle novità è “Gioco di squadra” di Paolo Mastri,
trasmissione che rilegge grandi casi giudiziari e vicende della storia recente d’Abruzzo attraverso il lavoro di investigatori,
magistratura e istituzioni (martedì, h22); il format del direttore Perantuono, “I fatti e le opinioni” resta il venerdì alle 22.30;
ogni domenica alle 22.30 c’è “Dentro. Emozioni, voci, storie” di Licia Caprara.
Il lunedì alle 22.30 c’è “Economia, dialoghi sull’impresa”, trasmissione di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico condotta da Gigliola Edmondo.
Lo sport è un marchio di fabbrica di Rete8: “Terzo Tempo Live”, al fischio finale delle partite con Massimo Profeta, Enrico Giancarli e il tecnico Felice Mancini;
altro appuntamento fisso è quello con “Solo Calcio”, il lunedì sera; e poi gli approfondimenti sulla Serie D con Giancarli
e poi Marco Tontodonati, Jacopo Forcella, Enzo De Dominicis e Giovanni Tontodonati, inviati per la Serie D, e Massimo Epifani, tecnico e opinionista;
“Calcio ad Alta Quota” di Profeta; “Velò” dedicato al ciclismo con Forcella e l’ideatore Luciano Rabottini (giovedì, ore 21);
“Opes space” condotta dall’ex maratoneta azzurro, l’olimpionico Alberico Di Cecco (mercoledì, ore 20);
“Semplicemente tennis!” con Paolo Carboncini (sabato, ore 20.05).
Tra gli appuntamenti di spettacolo, al debutto “Contromano” di Paola De Simone con la sua allegra brigata;
“Fidati di me” di Federica Peluffo; le gag di Vincenzo Olivieri e ‘Nduccio;
“Andiamo a quel Paese” con Valerio Vespucci de I 4 santi e Danilo Brattelli in arte Kokko;
“Ultimo banco” di Walter Nanni; “Pathos” di Antonio D’ Ottavio.


ABRUZZO: SUPER J NELLA TOP 100 DELLE TV ITALIANE E SECONDA FORZA NELLA REGIONE
Il canale 16, diretto da Elisa Leuzzo e di proprietà del costruttore Filippo Di Antonio, mantiene saldamente l’84esima posizione nel ranking nazionale.
Un traguardo raggiunto in soli quattro anni grazie ai continui investimenti sull’informazione, sulle professionalità e sull’innovazione digitale
Super J continua a scalare le gerarchie dell’etere nazionale e si conferma tra le prime 100 emittenti televisive d’Italia.
Il canale 16, gestito da Editoriale Vibrata e visibile capillarmente in Abruzzo e Molise, mantiene infatti saldamente l’84esima posizione
nel ranking nazionale delle eccellenze televisive, consolidandosi al contempo come la seconda forza mediatica del digitale terrestre dell’intero panorama abruzzese.
Si tratta di una delle crescite più rapide e significative registrate nel settore, un traguardo costruito in soli quattro anni di attività
attraverso una strategia mirata e costante della tv, diretta da Elisa Leuzzo e di proprietà del costruttore Filippo Di Antonio, attuale presidente del Teramo Calcio 1913.
Alla base di questo successo, come evidenziato dai dati, ci sono i continui investimenti sul personale e sulle competenze dei professionisti,
uniti a una spiccata efficacia editoriale. La rete ha saputo intercettare i bisogni dei telespettatori puntando su un’informazione puntuale,
sulla profonda attenzione alle dinamiche del territorio e sulla necessaria innovazione digitale.
“La conferma dell’84esimo posto rappresenta un prezioso riconoscimento al lavoro quotidiano di tutta la squadra
– sottolineano i vertici dell’emittente regionale -. Questo risultato ci spinge a continuare a investire nelle persone,
nei contenuti e nella qualità dell’informazione”. Un traguardo importante e uno stimolo per il futuro,
che la rete ha voluto condividere idealmente con il vasto pubblico che ogni giorno sceglie di premiare il palinsesto di Super J.

SICILIA: CORE TV ACCENDE IL CANALE 87; LUNEDÌ 5 OTTOBRE AL VIA LE TRASMISSIONI
Il debutto alle 10.00 con la presentazione del palinsesto invernale 2026/2027 affidata a Maurizio Macaluso.
Alle 13.45 il primo storico telegiornale “Core Informa”, diretto e condotto da Nicola Baldarotta
Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato. Lunedì 5 ottobre CoreTv inizierà le trasmissioni sul canale 87 del digitale terrestre,
dando il via alle attività della nuova emittente televisiva nata dall’iniziativa degli otto soci fondatori della cooperativa Media Core.
Una data che segna il raggiungimento di un traguardo importante per un progetto editoriale e imprenditoriale costruito con determinazione,
competenze e investimenti personali.
Un percorso che ha visto otto ex dipendenti di Telesud, Nicola Baldarotta, Ivan Barraco, Chiara Conticello, Mirko Ditta,
Maurizio Macaluso, Guido Novara, Nicola Rach e Nicola Vassallo, scegliere di rimettersi in gioco,
diventando editori di se stessi e dando vita a una nuova realtà televisiva indipendente, profondamente legata al territorio.
Il debutto alle 10 con il palinsesto invernale
Le trasmissioni prenderanno ufficialmente il via lunedì 5 ottobre, alle ore 10,
con un appuntamento dedicato alla presentazione del palinsesto invernale 2026/2027.
A illustrare la programmazione della nuova emittente sarà Maurizio Macaluso, direttore del palinsesto di CoreTv,
che accompagnerà i telespettatori alla scoperta dei programmi, dei contenuti e delle novità
che caratterizzeranno la prima stagione televisiva insieme ai soci di Media Core e ai collaboratori.
La presentazione sarà replicata nel corso della prima settimana di trasmissioni,
per consentire al pubblico di conoscere l’offerta editoriale del nuovo canale.
Alle 13.45 il primo storico telegiornale di CORE TV
Il secondo appuntamento della giornata inaugurale rappresenterà un momento particolarmente significativo nella storia dell’emittente.
Alle 13.45 andrà in onda la prima edizione di “Core Informa”, il telegiornale di CoreTv, diretto e condotto da Nicola Baldarotta,
direttore responsabile della testata giornalistica.
Sarà il primo appuntamento informativo di un progetto che mette il giornalismo al centro della propria identità,
con l’obiettivo di raccontare quotidianamente i fatti, le persone e le trasformazioni del territorio.
Cronaca, politica, attualità, economia, cultura e sport troveranno spazio all’interno di un’informazione
che intende mantenere un rapporto diretto con la comunità, valorizzando il lavoro giornalistico e l’approfondimento delle notizie.
Alle 19.45 sarà invece trasmessa l’edizione serale di “Core Informa”, secondo appuntamento quotidiano dedicato all’informazione.
Una nuova televisione, una storia che riparte
L’avvio delle trasmissioni rappresenta il punto di arrivo di mesi di lavoro e, contemporaneamente, l’inizio di una nuova sfida.
CoreTv nasce dalla volontà di otto professionisti del settore televisivo di mettere a disposizione del territorio l’esperienza maturata negli anni,
costruendo un progetto che coniuga informazione, intrattenimento e valorizzazione delle realtà locali.
La scelta della forma cooperativa rappresenta uno degli elementi distintivi di questa esperienza:
un modello nel quale i lavoratori sono diventati protagonisti diretti del proprio futuro professionale,
assumendosi la responsabilità di costruire e sviluppare una nuova impresa editoriale.
L’autorizzazione ottenuta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la trasmissione sul canale 87 del digitale terrestre
ha rappresentato una tappa fondamentale di questo percorso.
Adesso, con l’avvio della programmazione, il progetto entra finalmente nelle case dei telespettatori.
Accanto alla diffusione televisiva, CoreTv continuerà a sviluppare la propria presenza anche attraverso le piattaforme digitali e i canali social,
con una proposta multimediale pensata per raggiungere il pubblico attraverso differenti modalità di fruizione.
Il futuro si costruisce insieme
Lunedì 5 ottobre non sarà soltanto il primo giorno di trasmissioni.
Sarà il momento in cui un progetto nato dalla volontà di ricominciare diventerà una realtà concreta,
aperta al pubblico e pronta a raccontare il territorio.
Un nuovo capitolo che Media Core intende scrivere insieme ai telespettatori, alle istituzioni,
alle imprese e a tutte le realtà che hanno scelto di credere in questa iniziativa.

SPAGNA: RTVE HA GIÀ DECISO QUALE SARÀ IL SUO SECONDO CANALE UHD
CHE ARRIVERÀ INSIEME ALLA NUOVA TELEVISIONE DIGITALE TERRESTRE IL 5 NOVEMBRE
Uno dei più grandi misteri che circondano la nuova televisione digitale terrestre (TDT) sembra essere stato risolto.
Secondo alcune indiscrezioni, RTVE avrebbe rivelato il lancio del suo secondo canale in Ultra Alta Definizione, previsto per il 5 novembre.
Tuttavia, la conferma non è arrivata tramite un annuncio ufficiale, bensì attraverso dichiarazioni del suo presidente
che si allineano direttamente con il nuovo piano di distribuzione del Mux RGE 2.
José Pablo López ha spiegato durante la sua ultima apparizione in Parlamento
che RTVE ha praticamente finalizzato un accordo con la Generalitat de Cataluña
affinché La 2 Cat abbia un proprio segnale in alta definizione all’interno del multiplex regionale catalano.
La società prevede che tale modifica avrà luogo il 5 novembre,
in concomitanza con la grande riorganizzazione del DTT pianificata per quella data.
Ma la parte più rivelatrice del suo discorso è arrivata quando ha spiegato cosa accadrà alla versione nazionale di La 2.
“Dal 5 novembre in poi, tutti i catalani potranno guardare 2Cat e potranno anche seguire, tramite il Mux RGE 2,
la versione nazionale de La 2 trasmessa in tutta la Spagna”, ha dichiarato il presidente di RTVE.
La 2 punta a diventare il secondo canale UHD di RTVE
Il riferimento al Mux RGE 2 è particolarmente importante.
Sarà proprio quel multiplex, a partire dal 5 novembre, a passare alla tecnologia DVB-T2
e a essere dedicato alle nuove trasmissioni in Ultra Alta Definizione.
Il regolamento stabilisce che i servizi integrati nel Mux RGE 2 durante questa prima fase debbano trasmettere in UHD,
quindi le parole di José Pablo López collocano direttamente il segnale nazionale di La 2 in questo nuovo scenario.
Se la distribuzione verrà confermata come spiegato dal presidente di RTVE,
La 2 sarà il secondo canale dell’emittente a trasmettere in UHD con la nuova configurazione della televisione digitale terrestre.
Fino ad ora, RTVE aveva mantenuto segreti i dettagli di questo secondo servizio in altissima definizione.
La 2 Cat diventa indipendente in Catalogna
La nuova organizzazione consentirà inoltre la separazione definitiva dei segnali di La 2 Cat e La 2 nazionale in Catalogna.
Attualmente, La 2 Cat utilizza disconnessioni territoriali all’interno di La 2, ma RTVE desidera dotarlo di una propria trasmissione.
José Pablo López ha confermato che l’accordo con la Generalitat è praticamente finalizzato,
in modo che il segnale possa utilizzare un canale ad alta definizione all’interno del multiplex regionale catalano.
“L’idea di principio è che l’inizio delle trasmissioni di La 2Cat all’interno di quel multiplex possa avvenire il 5 novembre”, ha spiegato.
In questo modo, gli spettatori catalani potranno ricevere simultaneamente La 2 Cat, all’interno del multiplex regionale,
e La 2 nazionale , che secondo López arriverà nei Mux RGE 2 e Mux RGE 1 nella sua versione in alta definizione.
Il 5 novembre sarà una data chiave per il DTT
Il trasferimento di La 2 Cat fa parte di una trasformazione ben più ampia.
La riorganizzazione inizierà nelle prime ore del 3 novembre, quando RTVE assumerà il pieno controllo del Mux RGE 1,
che potrà ospitare temporaneamente fino a cinque canali in alta definizione.
Il cambiamento più significativo avverrà due giorni dopo.
Nelle prime ore del 5 novembre, il Mux RGE 2 passerà alla trasmissione in DVB-T2
e consoliderà i servizi in Ultra Alta Definizione dei principali operatori nazionali.
RTVE avrà a disposizione metà della capienza del multiplex, mentre Atresmedia e Mediaset ne avranno un quarto ciascuna.
Questa distribuzione consentirà alla Corporation di mantenere due servizi UHD all’interno del Mux RGE 2.
Ed è qui che la frase usata da José Pablo López riferendosi specificamente a La 2 nazionale assume un significato particolare.
Anche Atresmedia e Mediaset sposteranno i loro canali
La riorganizzazione interesserà anche i principali gruppi privati.
Atresmedia concentrerà i suoi segnali HD nel Mux MPE 2, mentre Mediaset farà lo stesso con il Mux MPE 3.
Entrambi i multiplex avranno una capacità temporanea di 5 canali in alta definizione.
Contemporaneamente, entrambi i gruppi lasceranno gli spazi attualmente occupati all’interno del Mux MPE 5.
dove verrà inserito anche il nuovo canale nazionale assegnato a Servicios Integrados Entretenimiento Televisivo, La Séptima.
RGE2 sarà il fulcro delle nuove trasmissioni UHD
La trasformazione del Mux RGE 2 è uno dei principali cambiamenti tecnici di questa nuova fase.
Il multiplex abbandonerà l’attuale standard DVB-T e passerà al DVB-T2,
una tecnologia che consente un migliore utilizzo dello spettro e offre una maggiore capacità di trasmissione.
Inoltre, i servizi offerti dal Mux RGE 2 saranno collegati alle trasmissioni in Ultra Alta Definizione (UHD).
Pertanto, il riferimento del presidente di RTVE alla disponibilità di La 2 tramite questo multiplex non è insignificante.
Se la configurazione rimarrà quella descritta da José Pablo López, La 2 passerà all’UHD il 5 novembre.
Una risintonizzazione con cambiamenti in tutta la Spagna
La nuova distribuzione richiederà inoltre degli aggiustamenti in numerosi centri di trasmissione DTT e ripetitori.
I centri responsabili dell’estensione della copertura del Mux RGE 2 devono essere pronti a operare in DVB-T2 e all’interno di una rete a frequenza singola.
Quelli che non hanno ancora completato l’adeguamento potrebbero dover interrompere temporaneamente le trasmissioni su quel multiplex
fino a quando non disporranno dell’attrezzatura necessaria.
Nelle settimane che precedono il passaggio al digitale terrestre, verranno lanciate campagne informative per spiegare i cambiamenti
e avvisare i telespettatori della necessità di risintonizzare i propri televisori.
Il 5 novembre segnerà quindi l’inizio di una nuova era per la televisione digitale terrestre in Spagna.
E tra tutti i cambiamenti previsti, uno dei più significativi sembra essere stato finalmente chiarito: La 2 sarà il secondo canale UHD di RTVE.
FRANCIA: CONSTANCE BENQUÉ (RADIO ALLIANCE):
"DOBBIAMO ALLEGGERIRE IL CARICO NORMATIVO CHE GRAVA SULLA RADIO!"
Autoradio FM e DAB+ obbligatorie, ricorso al Consiglio di Stato contro la riassegnazione delle frequenze di Radio France,
tetto massimo ai ricavi pubblicitari del servizio pubblico, semplificazione delle clausole di esclusione di responsabilità,
integrazione del targeting pubblicitario con i media di IPG:
a pochi giorni dall’esame del disegno di legge Lafon da parte della commissione del Senato, previsto per il 7 ottobre,
l’Alliance de la Radio è attiva su tutti i fronti.
La sua presidente, Constance Benqué, che dirige anche Lagardère News, discute del calo dei ricavi pubblicitari registrato nel primo semestre,
che considera temporaneo, della crescita dell’audio digitale, della revisione della misurazione dell’audience con Médiamétrie
e dell’inclusione della radio negli strumenti di intelligenza artificiale generativa, offrendo una valutazione critica del dialogo con il governo .
La svolta della S1 2026
The Media Leader: il primo semestre del 2026 mostra un’inversione di tendenza: ricavi netti in calo del 3,5% (293 milioni di euro),
tempo pubblicitario in calo dell’8%, stazioni locali in calo del 16,2%. Si tratta di un fenomeno ciclico o strutturale?
Constance Benqué: Chiaramente si tratta di una situazione temporanea. Questo calo si concentra principalmente in un solo mese,
maggio, fortemente influenzato dalle festività. La radio è un mezzo promozionale utilizzato per incrementare il traffico nei negozi:
quando il calendario commerciale viene stravolto, alcuni inserzionisti riducono o posticipano le loro campagne.
Ed è esattamente quello che stiamo vedendo quest’anno.
Quasi l’80% del calo è dovuto al settore della vendita al dettaglio. Dopo diversi anni molto dinamici per la radio,
le pressioni sul potere d’acquisto si fanno sentire.
I Mondiali di calcio hanno inoltre comportato aggiustamenti di bilancio a favore della televisione e dei media digitali.
Il dato relativo al settore locale necessita di ulteriori precisazioni, soprattutto alla luce dei riscontri ricevuti dalle emittenti locali rappresentate da SIRTI.
Occorre inoltre sottolineare che l’ambito di attività di Irep comprende realtà molto diverse
(emittenti radiofoniche private, emittenti radiofoniche pubbliche, filiali locali di reti nazionali), che non sono comparabili tra loro.
Infine, è deplorevole che l’aumento comunicato al mercato non mostri come, al contempo, l’audio digitale continui a progredire con grande vigore.
Stiamo dunque assistendo a un effetto contestuale, e certamente non a un segno di indebolimento strutturale del mezzo.
Il ritmo dell’audio digitale
The Media Leader: I formati audio digitali sono cresciuti del 10,8% nella prima metà del 2026, rispetto al +21,3% del primo trimestre.
Questo rallentamento vi preoccupa? Il digitale è sufficiente a compensare l’erosione della radio tradizionale?
CB: Questa cifra copre un ambito che aggrega l’audio proveniente da tre media: stampa, televisione e radio.
Se consideriamo la nostra area di interesse specifica, ovvero la radio e l’audio digitale dei brand radiofonici,
il trend è piuttosto diverso: +25% nel primo semestre, con una crescita per tutti i formati.
L’osservatorio sull’e-advertising dell’SRI conferma questa traiettoria, con un +25% per l’audio digitale
e un +23% per le agenzie di vendita pubblicitaria radiofonica, le agenzie generaliste e le reti pubblicitarie.
Fondamentalmente, non condivido la premessa dell’erosione. L’ascolto radiofonico è stabile: 47 milioni di francesi al mese,
37,6 milioni al giorno, pari a due terzi della popolazione, per 2 ore e 49 minuti.
L’audience istantanea media è addirittura in aumento dell’1%. Ciò che sta cambiando è l’utilizzo.
L’audio radiofonico digitale raggiunge 35 milioni di ascoltatori al mese, con un aumento di 5 milioni rispetto all’anno precedente,
e quasi l’80% della Generazione Z ascolta le emittenti radiofoniche. Non si tratta di un semplice spostamento, ma di un’espansione del pubblico.
Il disegno di legge Lafon
“In uno spot di 30 secondi, questi avvisi a volte occupano metà del tempo di trasmissione, senza che nessuno ci presti attenzione!”
The Media Leader: A giugno, il senatore Laurent Lafon ha presentato un disegno di legge per modernizzare la radio,
concentrandosi sulla semplificazione delle clausole di esclusione di responsabilità,
sull’integrazione obbligatoria del DAB+ in tutti i ricevitori e sull’adattamento del quadro normativo per affrontare le sfide poste dalle piattaforme di streaming.
Qual è lo stato attuale di questo disegno di legge e quali articoli sono la priorità assoluta per l’approvazione da parte dell’Alleanza?
CB: I tempi si stanno accelerando: il testo è stato presentato al Senato il 16 giugno, sono stata ascoltata dal Presidente Laurent Lafon
e abbiamo presentato il nostro contributo scritto il 18 settembre. L’esame in commissione è previsto per il 7 ottobre,
prima della seduta pubblica del 13 ottobre.
La nostra priorità assoluta è l’articolo 1 relativo agli avvisi legali. È una questione di buon senso:
oggi, in uno spot pubblicitario di 30 secondi, questi avvisi a volte occupano metà del tempo di trasmissione, senza che nessuno se ne accorga!
Allo stato attuale, la proposta di legge affronta solo il 14% del problema.
Le clausole di esclusione di responsabilità più rilevanti dal punto di vista finanziario (credito, banche, assicurazioni, settore automobilistico, telecomunicazioni)
rimangono escluse dal testo perché rientrano nella normativa regolamentare o europea.
Chiediamo che vengano incluse, con la possibilità di esportare queste informazioni fuori onda, in particolare tramite un link ai siti web degli inserzionisti.
L’articolo 2 è altrettanto strategico: garantisce la presenza della radio FM e DAB+ nei veicoli.
Non dimentichiamo che le auto rappresentano più di un terzo del nostro tempo di ascolto, e quasi la metà per la radio musicale.
Dobbiamo portare questo concetto alle sue logiche conseguenze: vogliamo estendere questo requisito anche agli altoparlanti connessi
e renderne obbligatoria la visibilità immediata, con accesso diretto alla radio sul cruscotto.
Per quanto riguarda l’articolo 3, si tratta di un gradito allentamento delle regole volto a risolvere alcune delle problematiche storiche legate alla diffusione del DAB+.
Tuttavia, dobbiamo fare attenzione a non lasciare indietro nessuno: anche le stazioni radio di categoria C sono interessate da questo cambiamento.
Oltre al possibile passaggio da un multiplex esteso a un multiplex locale,
ci aspettiamo una misura concreta per semplificare finalmente la transizione dalla categoria C alla categoria D.
Pubblicità indirizzata alla stampa IPG
“Limitare questo sistema ai soli media cartacei andrebbe inevitabilmente a discapito della radio.”
The Media Leader: Il governo sembra stia valutando un sistema per destinare una parte degli investimenti pubblicitari ai media
che fanno parte del gruppo di interesse pubblico (IPG), attualmente sostenuto principalmente dalla stampa (APIG).
La radio è inclusa in questa discussione? L’ Alleanza desidera esserne coinvolta o, al contrario, prendere le distanze?
CB: Oggi la radio è completamente esclusa, e questa è un’ingiustizia che contestiamo con forza.
Se questo sistema viene implementato, deve essere esteso anche alle emittenti radiofoniche accreditate da Arcom.
Siamo soggetti a specifiche molto rigide in materia di informazione, pluralismo ed etica, sotto la costante supervisione dell’autorità di regolamentazione.
Ricordiamoci che la radio è un mezzo di informazione a tutti gli effetti!
Le emittenti radiofoniche private impiegano oltre 1.150 giornalisti in tutto il paese e forniscono quotidianamente notizie a livello nazionale e locale.
Lo stesso vale per le stazioni radio musicali: offrono veri e propri programmi di informazione e raggiungono un pubblico giovane
che altri media non riescono più a intercettare. E tutto questo, è bene sottolinearlo, senza ricevere un solo euro di finanziamento pubblico.
Limitare questa misura alla sola stampa andrebbe inevitabilmente a discapito della radio, nonostante i nostri ricavi siano già diminuiti del 27% dal 2019.
Il governo deve dare il buon esempio: su un budget totale per le comunicazioni di circa 150 milioni di euro,
attualmente destina il 42,5% al digitale e meno del 10% alla radio.
Si tratta di una scelta completamente sbagliata, considerando che il mezzo raggiunge 37,6 milioni di francesi ogni giorno!
La FSER e le stazioni radio comunitarie
The Media Leader: La legge finanziaria del 2026 prevede un taglio del 44% al FSER , il fondo che sostiene le radio comunitarie.
Pur non rientrando direttamente nelle vostre competenze, l’Alliance de la Radio condivide questa posizione
e sussiste il rischio di un indebolimento più ampio del pluralismo radiofonico in Francia?
CB: Prima di tutto, una precisazione sulla cifra: il FSER non è diminuito nel 2026 e, allo stato attuale,
non è prevista alcuna diminuzione per il 2027.
Fondamentalmente, manteniamo ottimi rapporti con le radio comunitarie, con le quali ho avuto un recente incontro.
Queste emittenti danno vita alle comunità locali e alle loro voci, e integrano le nostre radio private:
la ricchezza del panorama radiofonico francese risiede proprio in questa diversità
(emittenti di interesse generale, musicali, tematiche, locali e comunitarie). Ciò che diciamo a riguardo vale per l’intero settore:
la radio non è un mezzo in declino, è un mezzo sotto pressione,
e manca una riflessione complessiva da parte delle autorità pubbliche sul suo finanziamento.
La riassegnazione delle frequenze FM di Radio France
The Media Leader: Lei sta denunciando una proposta di riassegnazione delle frequenze FM di Radio France,
che a suo dire verrebbe effettuata senza consultazione.
A che punto sono le discussioni oggi e quali garanzie chiede al governo prima di un’eventuale attuazione?
CB: Abbiamo ripetutamente messo in guardia sulla procedura e sulle sue conseguenze, ma senza alcun risultato:
Radio France è stata autorizzata a scambiare un gran numero di frequenze FM tra France Info, ICI e France Musique,
ampliando significativamente la copertura di France Info. Abbiamo quindi deciso di presentare ricorso al Consiglio di Stato.
In cambio di queste modifiche, il ministro si è impegnato a porre un tetto massimo alle entrate pubblicitarie di Radio France.
Stiamo ancora aspettando! Ricordiamo i fatti: Radio France riceve già oltre 650 milioni di euro di finanziamenti pubblici,
ha accesso al mercato pubblicitario e gode di assoluta priorità nell’assegnazione delle frequenze.
La nostra richiesta è molto chiara: un tetto massimo effettivo di 52 milioni di euro, di cui 10 milioni per il digitale,
con una supervisione rigorosa e reale garantita da Arcom.
Il servizio pubblico radiotelevisivo non può continuare a essere favorito a tutti i livelli a scapito delle emittenti radiofoniche private.
[…]
L’esito del dialogo con lo Stato
“Nei momenti di crisi, quando tutti gli altri media si fermano, la radio continua.”
The Media Leader: Lei ha accolto con favore la nomina di Catherine Pégard al Ministero della Cultura.
A un anno e mezzo dalla sua elezione a presidente dell’Alleanza, qual è la sua valutazione del dialogo con lo Stato
su tutte queste questioni (frequenze, FSER, PPL Lafon, assegnazione IPG)?
CB: Esiste un dialogo con il Ministero della Cultura, ma la situazione è critica:
quasi tutte le misure recenti o annunciate prendono di mira direttamente la pubblicità, che rimane la nostra unica fonte di finanziamento.
Che si tratti della segnaletica direzionale, delle frequenze, del limite massimo per la pubblicità di Radio France,
del divieto proposto per la pubblicità ottica, del decreto sui combustibili fossili
o della valanga di nuove clausole di esclusione di responsabilità, la morsa si stringe.
Ci aspettiamo risposte concrete su tutte queste questioni. Il governo deve assolutamente sostenere l’articolo 2 del disegno di legge Lafon
[relativo all’installazione obbligatoria di autoradio FM e DAB+ nei veicoli, ndr]: oltre all’accesso al nostro mezzo di comunicazione,
è una questione di interesse pubblico!
Siamo sconcertati nel vedere il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Bercy) schierarsi con le case automobilistiche
per pochi euro di risparmio su un’autoradio, a scapito della sovranità e della sicurezza del popolo francese.
Nei momenti di crisi, quando tutti gli altri media si fermano, la radio continua. Lo Stato deve dimostrarsi all’altezza della situazione.
Manteniamo un dialogo esigente e costruttivo, ma ci aspettiamo un impegno politico concreto.
Priorità in vista del 2027
The Media Leader: Quali sono le due o tre priorità che avete stabilito per l’Alleanza:
regolamentazione, misurazione dell’audience o dinamiche di potere tra le piattaforme?
CB: Abbiamo due priorità inscindibili: alleggerire il carico normativo sulla radio e creare condizioni di parità con le piattaforme digitali.
I nostri regolamenti sono stati concepiti in un’epoca in cui la radio era l’unica fonte di suono.
Oggi, sebbene la radio conservi un ruolo centrale e un forte legame di fiducia con il pubblico francese in un panorama diversificato,
i giganti dello streaming si stanno accaparrando una quota di pubblico senza essere soggetti ai nostri vincoli e senza adempiere ai nostri doveri civici.
In questa battaglia, la misurazione dell’audience non è una questione tecnica isolata.
È lo strumento essenziale per dimostrare il vero potere dei nostri media, sia lineari che digitali, e per dare pieno peso alle nostre richieste.
Sul fronte politico, quest’urgenza ha un impatto immediato: il disegno di legge per la modernizzazione della radio, presentato dal senatore Laurent Lafon.
Questa legislazione apre finalmente la strada alla cruciale semplificazione delle clausole di esclusione di responsabilità e
garantisce la presenza di FM e DAB+ nei veicoli. Si tratta di un primo passo decisivo e dedicheremo tutte le nostre energie per garantirne il successo.
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REPUBBLICA DI SAN MARINO: PRESENTATO IL NUOVO PALINSESTO DI SAN MARINO RTV.
IL DG SERGIO: "ALZIAMO ANCORA DI PIÙ L' ASTICELLA"
Più produzioni originali, grandi protagonisti, informazione, approfondimento, spettacolo e una filiera Eurovision da ottobre a maggio
Si apre una nuova stagione ricca di produzioni inedite e riconferme per San Marino RTV.
In collegamento tra gli studi del Titano e di Roma, presentati tutti gli appuntamenti.
Il presidente di RTV Pasquale Valentini ricorda la missione con cui è nata l’emittente 35 anni fa:
“Diffondere e far conoscere le unicità del Titano nel mondo; e RTV lo sta facendo”.
“C’è sempre stato un grande lavoro di sinergia tra istituzioni e l’emittente di stato – afferma Rossano Fabbri,
Segretario di Stato per le Telecomunicazioni – quello che si sta compiendo è un percorso virtuoso”.
Alan Gasperoni, Segretario Particolare della Segreteria di Stato per il Turismo, parla di un futuro “prestigioso” da portare avanti.
“È una sfida che è stata colta da qualche anno – aggiunge Fabrizio Colaceci, ambasciatore d’Italia a San Marino –
portata avanti con professionalità e lungimiranza”.
“Abbiamo raggiunto risultato importanti – commenta Roberto Sergio, Dg San Marino Rtv – alziamo ancora di più l’asticella;
credono sempre più in noi e stiamo realizzando sempre più prodotti originali”.
Numerose le produzioni presentate a partire da “Titano Globale”;
San Marino come punto di partenza per raccontare ciò che accade oltre i suoi confini con Mauro Mazza e Silvia Pelliccioni.
Torna la geopolitica di “Il Grande Gioco” con Dario Fabbri e Gianmarco Morosini e “Il Colibrì, spazio di libertà”; il talk show di Giovanni Terzi.
Spazio anche alla musica con Red Ronnie e il mitico “Roxy Bar”, Balamondo Tv con Mirko Casadei e Roberto Chiesa
e “Il Libertario della Musica”; un pianoforte, Morgan e un alieno per un viaggio attraverso i grandi cantautori italiani.
Ci sarà il San Marino Song Contest, Simona Ventura guiderà il viaggio verso la nomina del rappresentante di San Marino all’Eurovision.
Su Rtv torna anche Roberto Giacobbo con il docufilm realizzato durante la visita in Repubblica di Papa Leone XIV.
Tra le novità “L’intelligenza del futuro”, un viaggio nell’impatto dell’IA sulla società contemporanea con esponenti del mondo accademico
tra cui Luigia Calucci Aiello, Roberto Navigli, Massimo Cacciari e Alfio Quarteroni.
Claudia Coli e Ludmilla Voronkina Bozzetti interpreteranno i più grandi poeti del mondo tra parole e fotografia nel programma “Dire l’Amore”.
Vittoriana Abate affronterà invece temi delicati come la violenza di genere in “Nessun segno addosso”.
Per l’economia la nuova stagione di “Leaders”, il Talk con i CEO di grandi aziende, intervistati da Giordano Fatali.
E poi programmi consolidati come Viceversa, Qualcosa di Personale, Breakfast San Marino, 00Verde e Generazione Z.
Torna la cucina che si “mescola” alla comicità di Andy Luotto e Marcello Leoni in “Attenti a quei due”.
Non mancherà lo sport con Cose di Calcio, Telestadio, le dirette del campionato sammarinese e della nazionale
e la novità “La Palla è Rotonda”; talk show sulla dimensione umana e narrativa della serie A, con Fabrizio Maffei ed Eraldo Pecci.
Spazio anche alla divulgazione medico scientifica con Luciano Onder e la nuova stagione de “La casa della salute” e “Abbi cura di te”
il nuovo programma sul benessere di Angelica Amodei.

CROAZIA: AVVISO PER IL RILASCIO DI CONCESSIONI TELEVISIVE NELL' HRT MUX M2 (D03), (D04) E (D06)
Lo scorso lunedì 21 settembre il Vijeće za elektroničke medije (in italiano Consiglio dei media elettronici)
ha manifestato la volontà di concedere delle assegnazioni per la fornitura di servizi televisivi.
Area di copertura:
D3, D4 e D6 (Regioni del Međimurje, di Varaždin, di Koprivnica e Križevci, parte della contea di Bjelovar e della Bilogora,
Regione di Krapina e dello Zagorje, città di Zagabria, contea di Zagabria, parte della Regione di Sisak e della Moslavina,
contea di Karlovac, parte della Regione della Lika e di Segna e di quella litoraneo-montana).
Le offerte sono presentabili perentoriamente entro le ore 12:00 del 19 ottobre 2026
sia direttamente tramite raccomandata con ricevuta di ritorno alla sede dell’Agenzia.
La documentazione di gara e i relativi allegati sono elencati qui di seguito.
Ordinanza sul contenuto e sulla procedura di pubblicazione degli avvisi d’interesse per l’assegnazione delle concessioni
per la fornitura di servizi di media televisivi e radiofonici
per la fornitura di servizi di media televisivi e radiofonici

Per consultare gli impianti attivi e la composizione dei multiplex, cliccate sui banner qui sopra.
CROAZIA: AVVISO PER IL RILASCIO DI CONCESSIONI RADIOFONICHE IN BANDA FM
Lo scorso lunedì 21 settembre il Vijeće za elektroničke medije (in italiano Consiglio dei media elettronici)
ha manifestato anche la volontà di concedere delle assegnazioni per la fornitura di servizi radiofonici in banda FM.
Area di copertura:
Isola di Pago (L-PG);
territorio più ampio della città di Donja Stubica (città di Donja Stubica e di Oroslavje,
comuni: Gornja Stubica, Stubičke Toplice e Marija Bistrica) (L-DT);
area più ampia delle città di Čazma e Bjelovar (città di Čazma e di Bjelovar, comuni di Štefanje e Farkaševac) (L-CZ);
città di Vinkovci (L-VK);
città di Zara (L-ZD).
Le offerte sono presentabili perentoriamente entro le ore 12:00 del 19 ottobre 2026
sia direttamente tramite raccomandata con ricevuta di ritorno alla sede dell’Agenzia.
La documentazione di gara e i relativi allegati sono elencati qui di seguito.
RAI, CHE FAI? INTERROTTA LA DIRETTA DEL MONDIALE DI CICLISMO NEL FINALE, TIFOSI INVIPERITI SUI SOCIAL
Spettatori invitati ad andare su Raiplay e non su Raisport dove c’era in onda la Serie C: e per chi non ha una smart tv?
Il sindacato Usigrai: “La solita Rai tafazziana”
È stato un Mondiale di ciclismo appassionante, quello di Montreal, incerto fino all’ultimo
e con un vincitore a sorpresa come Brandon McNulty che ha beffato tutti i grandi favoriti,
a cominciare da Remco Evenepoel (evaporato), Paul Seixas (crampi) e Mathieu Van der Poel (comunque all’attacco e poi terzo).
E con un azzurro protagonista fino all’ultimo, Giulio Ciccone, nono al traguardo.
Ma è stato un Mondiale che si è portato dietro la scia delle polemiche scoppiate sui social,
ancor prima che il Mondiale finisse, con oggetto la Rai. Che cosa è successo?
A circa 38 chilometri dall’arrivo l’ente di Stato, che stava trasmettendo la sfida iridata su Rai 2,
ha interrotto la diretta per mandare in onda il Tg2 poco prima delle 20.30 italiane.
Il collegamento però non è passato su RaiSport (canale 58), che nel frattempo stava trasmettendo una partita di calcio di serie C,
Pescara-Spezia, ma su Raiplay Sport 3, canale accessibile solo online, da app, o comunque avendo a disposizione una smart tv.
E che peraltro ha avuto dei problemi tecnici, dunque ci sono stati quasi 20 minuti di buco totale.
La diretta su Raiplay è ripartita alle 20.48, il Mondiale è tornato poi su Rai 2 a circa 11 chilometri dalla conclusione.
Le reazioni
Utenti inviperiti, come detto, e sulla vicenda questa mattina è arrivata una nota ufficiale dell’Usigrai,
il sindacato di riferimento che rappresenta i giornalisti della Rai.
Eccone il testo: “È la solita Rai tafazziana e autolesionista che compra i diritti di alcuni grandi eventi sportivi
e poi, come ieri su RaiDue, li interrompe sul più bello. Non è la prima volta che accade,
con il duplice risultato negativo di far imbestialire gli appassionati di sport e al tempo stesso perdere il pubblico interessato all’evento.
Quanto avvenuto in occasione del Mondiale di ciclismo – una gara appassionante ed incerta con un italiano nei i primi posti –
è la rappresentazione plastica di un’azienda priva del benché minimo coordinamento editoriale.
Rai Due ha interrotto bruscamente la diretta della gara, per dare la linea al Tg2 delle 20.30,
dirottando gli appassionati nemmeno su un altro canale, ma su RaiPlay, visibile solo attraverso smart tv o tramite pc e smartphone.
Peraltro, su RaiPlay il canale Raisport3 è stato bloccato per diversi minuti, impedendo del tutto la visione.
La diretta su Rai Due è ripresa solo alle 21 circa, negando agli appassionati la possibilità di vedere alcune delle fasi più salienti della corsa”.
Parla Lollobrigida
“Abbiamo spostato come previsto la diretta su RaiPlay 3 – spiega al Corriere Marco Lollobrigida, direttore di RaiSport –
dove evidentemente c’è stato un blackout per un problema di sovraccarico di utenza.
L’azienda mi ha spiegato che tutto è stato risolto in pochi minuti, forse meno di 25,
mi spiace davvero per i colleghi che stavano facendo un ottimo lavoro e per tutti gli appassionati”.

RAI: ECCO IL POTENZIAMENTO DEL CENTRO PRODUTTIVO DI SAXA RUBRA
Due nuovi studi arricchiranno il patrimonio già presente nel sito alle porte di Roma
A Saxa Rubra è in corso un intervento di potenziamento e sviluppo del centro produttivo Rai,
con due nuovi studi televisivi per 1.800 metri quadrati complessivi, operativi per la prossima stagione televisiva 2026/27.
Il progetto integra anche un impianto fotovoltaico da 1.000 kWp, capace di generare circa 1,4 milioni di kWh l’anno
e ridurre le emissioni di CO₂ di circa 880 mila chilogrammi ogni anno.

LA FIGLIA DI PIPPO BAUDO DISERTA L' INAUGURAZIONE DELLO STUDIO RAI INTITOLATO AL PADRE. ANCORA POLEMICA SUL TEATRO DELLE VITTORIE
Anche Renzo Arbore e Fiorello avevano preso posizione in modo netto e perentorio contro la vendita del Teatro
che ha ospitato alcuni tra i più importanti varietà della storia della tv
“Non è stata una dimenticanza”: in questo modo Tiziana Baudo, la figlia di Pippo Baudo scomparso il 16 agosto 2025 a 89 anni,
ha deciso di disertare l’inaugurazione dello Studio di Saxa Rubra intestato alla memoria dell’indimenticato conduttore siciliano
per una motivazione molto precisa.
La presa di posizione dei figli
“Non ho partecipato all’inaugurazione dello studio di Saxa Rubra per una scelta precisa e coerente.
Non certo per una dimenticanza, né per mancanza di rispetto.
Trovo certamente doveroso che la Rai abbia deciso di ricordare mio padre.
Ma credo anche che gli omaggi abbiano un senso quando sono coerenti con la storia che intendono celebrare”, ha spiegato Tiziana Baudo all’Ansa.
La dismissione del Teatro delle Vittorie
La cerimonia, che si è tenuta il 1° ottobre, ha visto anche l’assenza dell’altro figlio di Pippo Baudo, Alessandro.
Tutto ruota attorno al Teatro delle Vittorie come spiega nel passaggio successivo la figlia Tiziana.
“Mio padre si batté personalmente perché il Teatro delle Vittorie non diventasse un supermercato e perché la Rai lo acquistasse.
Quel teatro è poi diventato uno dei luoghi simbolo della sua carriera e di una stagione irripetibile della televisione italiana.
È stato persino il luogo scelto per salutarlo l’ultima volta.
Per questo – ha sottolineato la figlia di Baudo – faccio fatica a comprendere come si possa pensare di dismettere proprio quel luogo
e, contemporaneamente, ritenere che l’intitolazione di uno studio a Saxa Rubra possa rappresentare un riconoscimento equivalente
e realmente all’altezza della sua storia”.
La presa di posizione di Fiorello e Renzo Arbore
Alcuni mesi fa, anche volti noti e artisti del calibro di Renzo Arbore e Fiorello avevano preso posizione in modo netto e perentorio
contro la vendita del Teatro che ha ospitato alcuni tra i più importanti varietà della storia della tv:
oltre agli show di Pippo Baudo, come non ricordare tutti i varietà di Mike Bongiorno, Corrado, Raffaella Carrà, Mina e lo stesso Fiorello oltre a tanti altri.
Proprio lo showman siciliano aveva detto che la cessione del teatro sarebbe “un crimine contro lo spettacolo italiano”.
Le parole di Giuli e Rossi
Decisa presa di posizione anche da parte del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che si era esposto in prima persona
spiegando che avrebbe fatto “tutto il possibile”.
L’amministratore delegato Rai, Giampaolo Rossi, aveva aggiunto che il Teatro delle Vittorie non poteva diventare “un supermercato”.
La Rai dà la massima disponibilità, nel caso in cui le istituzioni volessero fare un progetto museale, a fornire i contenuti necessari”.
L' AZIENDA CHE NASCERÀ DALLA FUSIONE DI PARAMOUNT SKYDANCE
E WARNER BROS. DISCOVERY SI CHIAMERÀ SOLO SKYDANCE
L’azienda di produzione cinematografica e televisiva che nascerà dalla fusione di Paramount Skydance e Warner Bros. Discovery si chiamerà Skydance.
L’accordo per l’unione dei due gruppi dovrebbe diventare effettivo il 6 ottobre,
dopo il superamento degli ultimi ostacoli giudiziari riguardanti le leggi sulla concorrenza.
Il nuovo nome è stato annunciato da David Ellison, capo della Skydance originaria, che fondò nel 2006.
Nel 2025 l’azienda aveva completato l’acquisizione di Paramount, e pochi mesi dopo aveva annunciato l’intenzione di acquistare Warner Bros. Discovery.
In entrambi i casi si tratta di gruppi estremamente influenti e importanti nella storia di Hollywood,
ma che recentemente avevano avuto problemi finanziari.
Ellison ha detto di aver scelto il nome Skydance per non sminuire l’identità specifica di Paramount e Warner Bros.,
ma allo stesso tempo dare un marchio riconoscibile all’azienda che li racchiude entrambi.
David Ellison è figlio di Larry Ellison, cofondatore dell’azienda informatica Oracle e uno degli uomini più ricchi del mondo.


RADIO IN AUTO: IL FRONTE SI ALLARGA
Da Parigi a Bruxelles, fino a Washington: broadcaster, associazioni e governi chiedono FM e DAB+ garantiti su tutti i nuovi veicoli.
Il Digital Networks Act è l’occasione per chiudere la falla delle norme UE. L’ Italia ha aperto la strada.
La radio in auto non è più una battaglia del solo settore radiofonico.
Il Digital Networks Act (DNA), proposto dalla Commissione europea il 21 gennaio 2026, sostituirà il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche (CECE).
In vista del negoziato, emittenti, associazioni europee e ora anche governi chiedono la stessa cosa:
FM e DAB+ di serie su tutti i nuovi veicoli, gratuiti, ben visibili e senza intermediari. Il nodo è noto (ne abbiamo scritto qui).
L’ Allegato XI del CECE impone che l’autoradio installata sulle nuove autovetture riceva anche la radio digitale terrestre,
ma non obbliga a installarla. Alcuni costruttori stanno già sfruttando questa lacuna,
eliminando il ricevitore o affidando l’ascolto a piattaforme connesse.
E anche quando il ricevitore c’è, il tasto radio rischia di sparire nei sottomenu del display.
Francia: tutta la radio in un unico fronte
Il 21 settembre Radio France, l’Alliance de la Radio (emittenti private) e Les Locales (radio associative) hanno lanciato un appello comune al Governo.
Le richieste sono tre. La prima: ricevitori FM e DAB+ su tutti i veicoli nuovi, passeggeri e commerciali.
La seconda: un tasto fisico dedicato o la presenza nella schermata iniziale del sistema multimediale.
La terza: il sostegno, senza indebolimenti, all’articolo 2 della proposta di legge del senatore Laurent Lafon sulla modernizzazione della radio.
La posizione è sostenuta da Arcom, dal Segretariato generale per la difesa e la sicurezza nazionale (SGDSN) e dal Ministero della Cultura.
Per i firmatari, l’accesso dei cittadini alla radio non può dipendere da un accordo commerciale tra una casa automobilistica e una piattaforma di streaming.
Pesa l’argomento della resilienza. Durante gli incendi in Gironda sono stati danneggiati decine di chilometri di fibra ottica.
Nel blackout spagnolo dell’aprile 2025 le reti mobili sono cadute in pochi minuti, mentre la FM continuava a trasmettere.
Belgio: una sola voce in Consiglio
In Belgio i media sono di competenza delle tre Comunità linguistiche.
Il 22 luglio i rispettivi ministri, Cieltje Van Achter (fiamminga), Jacqueline Galant (francofona) e Gregor Freches (germanofona),
hanno firmato una posizione comune: chiunque deve poter accendere la radio in auto subito, senza app, abbonamenti o consumo di dati.
Il Belgio porterà la richiesta nel negoziato sul DNA in Consiglio. È una strategia complementare a quella italiana:
l’Italia ha agito sul piano nazionale, il Belgio punta direttamente al testo europeo.
Le associazioni europee
L’ EBU, nella position paper sul DNA del 18 maggio, chiede un accesso diretto in auto alla radio terrestre analogica e digitale.
Non devono esserci intermediari in grado di bloccare, tracciare o deviare l’informazione,
e la radio va tutelata come infrastruttura per le situazioni di crisi.
L’ AER (di cui CRTV è membro) chiede ricevitori su tutte le categorie di veicoli e un accesso che resti gratuito.
Il presidente Stefan Möller lo ha sintetizzato così: la radio «non è un’app, è un’ancora di salvezza».
WorldDAB e Broadcast Networks Europe (BNE), con una dichiarazione congiunta di inizio settembre,
chiedono al DNA un quadro «a prova di futuro».
La richiesta poggia su una ricerca WorldDAB di giugno 2026 su 8.000 acquirenti di auto in sei Paesi, Italia compresa.
L’83% ascolta la radio a bordo, e per la metà degli intervistati è la prima fonte audio in auto.
Il confronto è arrivato anche al Parlamento europeo, con un policy breakfast AER-EBU ospitato da tre eurodeputati.
Stati Uniti: la AM come infrastruttura di sicurezza
Il 16 settembre la Camera dei Rappresentanti ha approvato l’AM Radio for Every Vehicle Act (H.R. 979).
La legge obbliga i costruttori a mantenere la radio AM, senza costi aggiuntivi, su tutti i nuovi veicoli, elettrici compresi.
Ora la parola passa al Senato, dove il testo gemello conta oltre 60 cofirmatari.
Diversi costruttori avevano eliminato la AM per le interferenze dei motori elettrici, ma ha prevalso la sicurezza nazionale:
la rete AM è l’ossatura del sistema di allerta pubblica. In Europa lo stesso argomento vale per FM e DAB+.
L’ Italia capofila
L’ Italia si è mossa per prima.
Nel recepire il CECE ha anticipato gli obblighi, li ha estesi a tutti i veicoli, anche commerciali, e ha previsto la ricezione sia FM sia DAB+.
AGCOM aveva sollecitato il Governo a intervenire per superare la lacuna legislativa UE con un’apposita segnalazione.
Nel febbraio 2026 CRTV ha promosso la campagna #RadioInAuto, che ha avuto ampio risalto e appoggio
Nel frattempo, CRTV aveva affiancato il MIMIT nella procedura di notifica TRIS:
a maggio 2026, dopo diverse interlocuzioni nel merito, la Commissione europea ha dato il nulla osta alla norma
che renderebbe obbligatoria la presenza dei ricevitori FM e DAB+ su tutti gli autoveicoli.
Ora serve completare il percorso con l’adozione definitiva di tale norma a livello nazionale e portare questo modello nel DNA.
Ovunque gli argomenti sono gli stessi. Resilienza, perché il broadcast funziona quando cadono reti mobili ed energia.
Gratuità e accesso universale. Rischio gatekeeper, con cruscotti chiusi in ecosistemi proprietari.
E ancora pluralismo e informazione locale, privacy di un ascolto non profilato, tutela degli investimenti nel DAB+.
La radio in auto non è più solo la difesa di un settore: è una questione di sicurezza civile e di sovranità dell’informazione.
AUDITEL: CHE COSA STA CAMBIANDO
Novità e scenari per l’Auditel
La televisione non coincide più con il televisore e anche la misurazione degli ascolti deve inseguire un pubblico
che si muove continuamente tra schermi, piattaforme e momenti diversi della giornata.
È su questo terreno che Auditel sta progressivamente ampliando il proprio raggio d’azione,
con l’obiettivo di costruire strumenti capaci di ricomporre un consumo dei media sempre più frammentato.
Come si sta trasformando l’Auditel
Al centro della trasformazione c’è un principio: contare dispositivi e impression non significa necessariamente conoscere il pubblico.
Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente di Auditel, mette in guardia proprio dal rischio di scambiare la crescente quantità di tracce digitali
per una rappresentazione altrettanto precisa delle persone che stanno dietro quei dati.
«Un device non è una persona, una impression non sempre è una relazione, una somma di contatti non restituisce automaticamente un pubblico.
Molte verità proprietarie, raccolte secondo criteri differenti, non formano una verità comune».
I problemi
Il problema è destinato a diventare sempre più rilevante con la moltiplicazione delle modalità di fruizione.
Lo stesso individuo può iniziare a guardare un programma sul televisore, continuare sul telefono e magari terminarlo sul computer.
Cambiano gli schermi, aumentano le tracce lasciate dal consumo digitale, ma la persona rimane una sola.
È questo il passaggio che Sassoli sintetizza sostituendo simbolicamente la vecchia “casalinga di Voghera” con “Anna degli Schermi”:
il nuovo pubblico non è più legato a un unico apparecchio o a un’unica modalità di consumo.
La sfida della ricerca diventa così quella di ricomporre i diversi passaggi senza duplicare gli individui
e senza trasformare la moltiplicazione dei device in una moltiplicazione artificiale dell’audience.
Tutto questo deve avvenire, inoltre, garantendo la riservatezza delle persone
e costruendo criteri condivisi fra operatori che dispongono di quantità crescenti di informazioni proprietarie.
I numeri
I numeri danno la misura del cambiamento.
Secondo l’analisi Sensemakers citata nel corso dell’Advanced TV Conference 2026,
a maggio la Tv connessa raggiungeva ogni mese in Italia 35,4 milioni di persone, pari al 65,3% della popolazione televisiva.
Il televisore sta diventando quindi sempre meno un terminale destinato esclusivamente alla programmazione tradizionale
e sempre più una porta d’accesso a offerte, piattaforme e contenuti differenti.
Per il mercato pubblicitario la conseguenza è sostanziale. Non basta più sapere quanti contatti siano stati generati.
Occorre stabilire quante persone siano state realmente raggiunte, quante volte siano state intercettate da un messaggio
e quale copertura aggiuntiva sia stata ottenuta passando da uno schermo all’altro.
Cosa ha detto Sassoli
È su questo punto che Sassoli indica il criterio al quale dovrebbe rispondere l’evoluzione dei sistemi di rilevazione:
«La sofisticazione tecnologica deve produrre maggiore trasparenza, non nuova opacità».
La disponibilità di una quantità crescente di informazioni, dunque, non risolve automaticamente il problema della misurazione.
Al contrario, può renderlo più complesso quando piattaforme, operatori e mezzi producono dati costruiti secondo metodologie differenti.
L’obiettivo diventa allora arrivare a una lettura comune del mercato, capace di ricondurre segnali differenti alla persona che li ha generati.
Da qui anche l’avvertimento del presidente di Auditel sulla velocità con cui deve evolvere la ricerca:
«Se la televisione corre e le ricerche rimangono indietro, finiamo per misurare un mondo che non esiste più».
Che cosa si muove in Auditel
È all’interno di questo scenario che Auditel sta estendendo progressivamente la propria infrastruttura tecnologica oltre il tradizionale perimetro televisivo.
Cinema, pubblicità sugli schermi esterni e radio ascoltata on demand rappresentano i tre principali cantieri, sebbene si trovino in fasi differenti di sviluppo.
La prospettiva è mettere tecnologie e competenze a disposizione anche degli altri organismi di misurazione,
all’interno di un sistema che coinvolge Audicom, Audimovie, Audiradio e Audioutdoor.
L’obiettivo è costruire strumenti comuni in un mercato nel quale contenuti, audience e investimenti pubblicitari si distribuiscono ormai fra mezzi sempre più intrecciati.
Capitolo cinema
Il progetto più avanzato riguarda il cinema.
Il consiglio di amministrazione di Audimovie ha affidato al comitato tecnico lo studio delle modalità
attraverso le quali rilevare nelle sale cinematografiche la pubblicità identificata attraverso il Cusv, il Codice univoco dello spot video.
L’identificativo consente di riconoscere uno specifico messaggio pubblicitario
e potrebbe quindi permettere di estendere anche al grande schermo una logica di riconoscimento già utilizzata in altri ambiti.
L’indagine si trova in una fase avanzata e gli scenari tecnici sono in via di perfezionamento.
Non si tratta ancora dell’avvio di un servizio operativo, ma di un passaggio verso la possibilità di rendere la pubblicità riconoscibile
e misurabile anche all’interno delle sale cinematografiche.
Dossier outdoor
Un secondo cantiere riguarda l’outdoor.
Il lavoro condotto insieme ad Audioutdoor ha già fornito indicazioni positive sulla possibilità di utilizzare lo stesso codice per i video pubblicitari
diffusi sugli schermi esterni. La tecnologia, almeno sul piano tecnico, potrebbe essere applicata persino al cartaceo,
anche se questa possibilità non equivale oggi all’esistenza di un sistema di rilevazione già disponibile.
Capitolo radio
Il terzo fronte è la radio. Con Audiradio si sta lavorando alla possibilità di riconoscere e misurare anche gli ascolti differiti e on demand,
sfruttando tecnologie di riconoscimento audio già utilizzate da anni nella rilevazione televisiva.
Il principio è lo stesso che sta modificando l’intero sistema delle audience:
un contenuto non esaurisce necessariamente la propria vita nel momento della trasmissione.
Può essere recuperato successivamente, ascoltato su richiesta e fruito attraverso modalità differenti.
Anche la misurazione deve quindi essere capace di seguirlo.
La Serie A
Una parte dell’infrastruttura comune è peraltro già operativa.
Da due anni Audicom utilizza l’apparato tecnico di Auditel per il report relativo alle partite della Serie A
e per pubblicare e distribuire al mercato i dati di ascolto di Dazn.
Parallelamente è in fase di completamento l’adozione, sulle proprietà digitali dell’ecosistema Audicom,
della tecnologia di rilevazione già utilizzata da Auditel, destinata ad alimentare Audicom Census.
La collaborazione comprende anche i dati pubblicitari e la fruizione attraverso le Tv connesse.
Il quadro generale
Il disegno complessivo va quindi oltre la semplice estensione tecnologica della rilevazione.
Il punto è riuscire a costruire una metrica che tenga insieme mezzi e modalità di consumo differenti
senza perdere di vista l’unità fondamentale della misurazione: la persona.
Cosa dicono gli investitori pubblicitari
Anche per gli investitori pubblicitari la questione diventa centrale.
Il presidente di Upa, Marco Travaglia, ha ricordato che oggi «le persone scelgono un contenuto, uno schermo e un momento».
Un cambiamento accompagnato anche dall’evoluzione della governance delle rilevazioni,
con il recente ingresso in Audicom di Anitec-Assinform, in rappresentanza di Google, Amazon, Netflix e Disney.
Le prospettive
La direzione appare dunque quella di una misurazione sempre meno vincolata al singolo mezzo
e sempre più concentrata sulla capacità di ricostruire il comportamento del pubblico.
Televisione lineare, connected Tv, smartphone, computer, cinema, radio e schermi esterni appartengono ormai allo stesso ecosistema dell’attenzione.

BELGIO, LE FIANDRE NON SPENGONO L' FM
Le Fiandre scelgono di non abbandonare la radio FM.
Nonostante il forte sviluppo della copertura DAB+ nella regione fiamminga del Belgio,
sono state eliminate le disposizioni che prevedevano in prospettiva la cessazione delle trasmissioni analogiche
Le emittenti potranno quindi continuare a trasmettere sulla banda FM senza una scadenza prestabilita,
mentre il DAB+ continuerà a svilupparsi come piattaforma digitale complementare.
La decisione si inserisce in una più ampia revisione dell’organizzazione della radio digitale nelle Fiandre.
Fino ad oggi l’autorizzazione veniva assegnata all’operatore dell’intero multiplex, che successivamente negoziava l’accesso con le singole emittenti.
Questo meccanismo aveva consentito anche a RTBF, la radiotelevisione pubblica francofona del Belgio,
di ottenere capacità per diffondere i propri programmi in lingua francese nella regione fiamminga,
una situazione che aveva suscitato perplessità da parte delle autorità locali.
Dal 2028 cambia il modello DAB+
A partire dal 2028 saranno invece direttamente le emittenti titolari delle licenze DAB+ ad essere selezionate
e potranno scegliere l’operatore tecnico della rete di trasmissione.
Nell’assegnazione della capacità verrà inoltre riconosciuta una priorità alle emittenti già titolari di licenze analogiche FM.
Sui multiplex nazionali, i primi posti saranno destinati alle radio nazionali FM soggette all’obbligo di simulcast,
cioè alla diffusione contemporanea in analogico e digitale. Seguiranno le emittenti appartenenti alle reti commerciali
e, successivamente, le radio nazionali che trasmettono esclusivamente in digitale.
La nuova impostazione attribuisce quindi un ruolo centrale agli operatori già presenti sulla banda FM,
senza tuttavia imporre loro l’abbandono della trasmissione analogica.
L’eventuale capacità DAB+ ancora disponibile sarà assegnata progressivamente, seguendo l’ordine di presentazione delle richieste.
Un’altra novità riguarda le emittenti pubbliche dei Paesi confinanti con il Belgio, che potranno richiedere capacità sui multiplex DAB+ delle Fiandre.
La normativa, almeno nelle informazioni attualmente disponibili, non specifica le relative gamme di frequenza.
La scelta fiamminga conferma così un approccio pragmatico alla digitalizzazione della radio:
il DAB+ continuerà ad espandersi, ma senza una data obbligatoria per lo spegnimento dell’FM.
Le due tecnologie sono quindi destinate a convivere anche nei prossimi anni.
E in Italia?
Anche in Italia, al momento, non è stata fissata una data per lo switch-off della radio FM.
La diffusione del DAB+ continua a crescere, con l’estensione della copertura e l’attivazione delle reti previste dalla pianificazione AGCOM,
ma senza un calendario che imponga l’abbandono delle trasmissioni analogiche.
FM e DAB+ sono quindi destinate, almeno per ora, a convivere.
Il passaggio alla radio digitale segue dunque un percorso diverso da quello della televisione digitale terrestre,
per la quale lo spegnimento delle precedenti trasmissioni analogiche era stato programmato con scadenze precise.
Nel dibattito europeo vengono indicati possibili orizzonti futuri per una progressiva riduzione dell’FM,
ma in Italia non esiste attualmente una scadenza ufficiale.
INGHILTERRA: PERCHÉ LE RESTANTI TRASMISSIONI A ONDE MEDIE DI BBC LOCAL RADIO STANNO CHIUDENDO
Entro la fine del 2026, i restanti servizi di trasmissione in onde medie (AM)
della BBC Local Radio in Cumbria, Derby, Gloucestershire, Norfolk e Somerset saranno disattivati.
Ciò completa un programma di chiusura dei trasmettitori in onde medie annunciato per la prima volta dalla BBC nel 2011,
in seguito al cambiamento delle abitudini di ascolto in tutto il Regno Unito, cambiamento che continua tuttora.
È importante sottolineare che questa modifica riguarda solo la piattaforma di trasmissione.
Le stazioni BBC Local Radio continueranno a trasmettere gli stessi programmi,
lo stesso giornalismo locale e le stesse informazioni affidabili su cui il pubblico fa affidamento ogni giorno.
La stragrande maggioranza degli ascolti di BBC Local Radio avviene ormai tramite FM, radio digitale DAB, BBC Sounds,
altoparlanti intelligenti e servizi online. Nel corso degli anni, il pubblico si è progressivamente allontanato dall’ascolto in onde medie
per rivolgersi a queste piattaforme alternative. Ciò riflette cambiamenti più ampi che interessano l’intero settore radiofonico,
in quanto la tecnologia e i comportamenti del pubblico continuano a evolversi.
La nostra responsabilità è garantire che i fondi derivanti dal canone di abbonamento vengano investiti laddove offrano il massimo valore per il pubblico.
Poiché un numero sempre minore di ascoltatori utilizza i servizi a onde medie,
il mantenimento di infrastrutture di trasmissione che servono un pubblico in calo diventa sempre più difficile da giustificare,
quando esistono altri modi ampiamente disponibili per accedere esattamente agli stessi contenuti.
Prima di prendere queste decisioni, abbiamo attentamente valutato i dati di ascolto e le informazioni sulla copertura.
Siamo consapevoli che alcuni ascoltatori continuano a utilizzare la radio a onde medie
e comprendiamo che qualsiasi cambiamento nelle modalità di accesso alla stazione locale può essere significativo,
soprattutto per gli ascoltatori che hanno ascoltato la radio nello stesso modo per molti anni.
Per questo motivo ci impegniamo a fornire informazioni chiare e supporto con largo anticipo rispetto alle chiusure.
Nei prossimi mesi, gli ascoltatori sentiranno messaggi in onda che spiegheranno i cambiamenti
e li indirizzeranno verso modalità di ascolto alternative.
Per gli utenti che attualmente utilizzano MW, BBC Local Radio continuerà a essere disponibile tramite:
– radio FM
– radio digitale DAB
– BBC Sounds
– Altoparlanti intelligenti
– Online tramite i siti web della BBC
L’esperienza di ascolto della tua stazione locale rimarrà invariata. Che tu ti sintonizzi per le notizie locali, gli aggiornamenti sul traffico,
lo sport, le previsioni del tempo, i dibattiti della comunità o la copertura speciale durante i principali eventi locali,
questi servizi continueranno a essere offerti.
BBC Local Radio svolge un ruolo unico nelle comunità di tutta l’Inghilterra.
Offre un giornalismo che riflette la vita locale, le preoccupazioni locali e le storie locali in un modo che i servizi nazionali non possono.
Questo ruolo rimane più importante che mai.
La chiusura di questi ultimi servizi in onde medie non rappresenta un cambiamento nel nostro impegno nei confronti della radio locale.
Si tratta piuttosto di un cambiamento nelle modalità di erogazione di tale servizio, che rispecchia le preferenze di ascolto del pubblico odierno.
Il nostro obiettivo principale rimane quello di garantire che il pubblico possa continuare ad accedere ai servizi radiofonici locali che apprezza,
consentendo al contempo alla BBC di concentrare gli investimenti sulle piattaforme e sui servizi più utilizzati, sia ora che in futuro.
BBC Local Radio rimane saldamente radicata nelle comunità di tutta l’Inghilterra
e non vediamo l’ora di continuare a servire il pubblico attraverso le piattaforme FM, DAB e digitali per molti anni a venire.