Domenica 2 agosto 2026

TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA

Pubblicato il 02/08/2026 alle ore 14:25
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE

CAMPANIA IN DIGITALE - MUX LOCALE 1:
TELE CLUB ITALIA DALL' 8 AGOSTO CAMBIA FREQUENZA.
DAL 31 AGOSTO DIVENTA TELE CLUB

Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Campania.
Da alcuni giorni TELECLUBITALIA (LCN 77) di Giugliano (NA), sintonizzabile in H.264 HD con la risoluzione video 1920×1080 nel Mux LOCALE 1,
ha inserito sopra il proprio logo un riquadro con all’interno il seguente avviso
dall’8 agosto cambiamo frequenza! risintonizza per continuare a guardarci sul canale 77“.
TeleClub accende l’estate: oltre 300 ospiti all’ Up Front Summer Party tra istituzioni, spettacolo e grandi novità per la stagione 2026/2027
 
Una notte di festa, networking e televisione.
Nella splendida cornice del Culto – More Than A Beach, esclusiva location affacciata sul mare del litorale di Varcaturo,
TeleClub ha celebrato il suo Up Front Summer Party, l’evento con cui ha presentato ufficialmente il nuovo corso dell’emittente e il palinsesto 2026/2027.
Una serata che ha visto la partecipazione di personalità del mondo delle istituzioni, sindaci, amministratori pubblici,
rappresentanti delle forze dell’ordine, imprenditori, professionisti, volti del mondo della moda, dello spettacolo e dell’informazione,
insieme ai principali partner della rete, confermando il ruolo di TeleClub come punto di riferimento non solo dell’emittenza televisiva campana,
ma anche della vita sociale e culturale del territorio.
A rendere ancora più suggestiva l’atmosfera è stata la splendida location del Culto – More Than A Beach,
trasformata per l’occasione in un elegante salotto sul mare, dove luci, musica, allestimenti e intrattenimento hanno accompagnato gli ospiti
in una serata all’insegna delle relazioni, della condivisione e dello spettacolo.
Un risultato reso possibile dall’impeccabile organizzazione del patron Peppe Ferrara, che ha saputo valorizzare ogni dettaglio dell’evento,
e dalla direzione artistica di Cristian Key, capace di dare ritmo, eleganza e personalità a una serata
destinata a diventare uno degli appuntamenti più attesi dell’estate campana.
Nel corso della serata è stato svelato il nuovo volto dell’emittente.
Dal 31 agosto, infatti, TeleClubItalia diventerà semplicemente TeleClub, inaugurando una nuova identità visiva
con un logo completamente rinnovato, moderno ma fedele alla storia dell’emittente,
accompagnato da un ulteriore miglioramento della qualità del segnale sul canale 77 del digitale terrestre.
Il nuovo marchio rappresenta il punto di partenza di un progetto editoriale che punta su innovazione,
qualità e forte radicamento sul territorio, attraverso un palinsesto che unisce i programmi più amati dal pubblico a numerose produzioni originali.
[…]
Per il dodicesimo anno consecutivo torneranno inoltre i TeleClub Awards, in programma il 5 febbraio,
appuntamento ormai consolidato che celebra le eccellenze del territorio.
TeleClub continua così il proprio percorso di crescita come media company multipiattaforma, presente sul canale 77 del digitale terrestre,
sull’app ufficiale, sul web e sui social network.
L’emittente fa parte del gruppo editoriale Dreamer Partners, che comprende anche The Club Factory,
che quest’anno celebra il decimo anniversario di attività, The Stream Club e DocuClub,
realtà specializzate rispettivamente nella produzione di grandi eventi, nella comunicazione e nella realizzazione di produzioni documentaristiche.
 
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RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER I MUX DAB+ RAI E DAB ITALIA

Occupiamoci ora della radio digitale.
È stato acceso il Mux DAB+ RAI dalle seguenti postazioni:
 
sul blocco 6D dal ripetitore di MONTE CONERO – VETTA ad Ancona, nelle Marche;
 
sul Canale 7C da:
 
FALCHETTO – AI PIANI a Como e VIALE DELLA FAVORITA a Mantova, in Lombardia;
 
CROCE DI LONGARA a Gallio (VI), in Veneto;
 
COVIGNANO – COLLE PARADISO a Rimini, in Emilia-Romagna;
 
MONTE SAN COSIMO a Prezza (AQ), in Abruzzo;
 
CONTRADA SAN NICOLA a Civita (CS), PIANA DI VRICA – VIA INGHILTERRA a Crotone
e PIETRAPENNATA – PUNTA DI GALLO a Palizzi (RC), in Calabria.
Per l’occasione abbiamo riaggiornato anche l’elenco dei provider DAB+ sintonizzabili nella città de L’ Aquila.
È stato acceso il Mux DAB ITALIA sul blocco 7D dal ripetitore abruzzese di COLLE MORINO a Pineto (TE).
Per consultare gli impianti attivi e la composizione dei multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

RADIO DAB - MUX EMILIA-ROMAGNA DAB / MUX RADIO DIGITALE EMILIA-ROMAGNA: ATTIVATO IL SEGNALE DA BOLOGNA

Ci spostiamo in Emilia-Romagna per segnalare la riaccensione del Mux EMILIA-ROMAGNA DAB
sul Canale 9D dalla postazione di COLLE BARBIANO – VIA SANTA LIBERATA a Bologna.
Inoltre, dal medesimo ripetitore è stato attivato il Mux RADIO DIGITALE EMILIA-ROMAGNA sul blocco 12A.
EMILIA-ROMAGNA
Canale 9D (208,064 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Colle Barbiano – Via Santa LiberataBolognaBO
Via BonazziCastel MaggioreBO
Monte CavalloCesenaFC
Via Nuova PonenteCarpiMO
Camerlona – Via BagarinaRavennaRA
Monte EvangeloScandianoRE
Canale 11D (222,064 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte CanatePellegrino ParmensePR

EMILIA-ROMAGNA
Canale 7A (188,928 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte CanatePellegrino ParmensePR
Canale 12A (223,936 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Colle Barbiano – Via Santa LiberataBolognaBO
Via SerenariCastel MaggioreBO
Monte CavalloCesenaFC
Via Nuova PonenteCarpiMO
Camerlona – Via BagarinaRavennaRA
Monte EvangeloScandianoRE
Per consultare la composizione dei multiplex, cliccate sui banner qui sopra.
Per l’occasione abbiamo riaggiornato anche l’elenco dei provider DAB+ sintonizzabili nella città di Bologna.

RADIO DAB - MUX TRAPANI DAB: INSERITA RADIO TRAPANI SÌ

Scendiamo in Sicilia, dove è stata aggiunta Radio TrapaniSi nel Mux TRAPANI DAB.
Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
FREQUENZE E POSTAZIONI
SICILIA
Canale 10B (211,648 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Piana delle ForcheEriceTP

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI APPROVA IL DDL SULLA CONCORRENZA.
VERSO LA SOLUZIONE LE CRITICITÀ PER IL RIPARTO DEI CONTRIBUTI ALLE TV LOCALI COMUNITARIE

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 23 luglio 2026, ha approvato, tra le altre misure,
il Disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2026,
che ora sarà trasmesso al Parlamento per l’avvio dell’iter legislativo.
Tra le disposizioni contenute nel provvedimento figura una specifica norma
riguardante i criteri di riparto del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione.
In particolare, il testo prevede che l’ammissione delle emittenti televisive comunitarie alla graduatoria
sia subordinata alla presenza di almeno un dipendente per ciascun marchio o palinsesto e per ciascuna area tecnica.
Inoltre, viene esteso l’accesso ai contributi anche alle emittenti televisive locali titolari di numerazione automatica (LCN)
che utilizzino almeno un megabit al secondo di capacità trasmissiva.
L’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri rappresenta il primo passaggio del procedimento legislativo.
Il disegno di legge dovrà infatti essere esaminato dal Parlamento, dove sarà oggetto di discussione nelle Commissioni competenti e in Aula,
fino alla sua eventuale approvazione definitiva.
 

PIEMONTE: RIAPRE IL MUSEO DELLA RADIO E DELLA TELEVISIONE RAI A TORINO

E ad agosto sarà aperto tutti i giorni
 
Dopo i lavori di riqualificazione che hanno rinnovato gli spazi e valorizzato il percorso di visita,
sabato 1° agosto il Museo della Radio e Televisione Rai di via Verdi 16 a Torino riapre al pubblico.
Gli interventi hanno riguardato la sostituzione della moquette con una nuova pavimentazione ispirata agli studi televisivi,
il rifacimento dei servizi igienici e l’armonizzazione dell’allestimento scenografico.
Il percorso museale, inoltre, è stato inoltre aggiornato in alcuni punti con l’obiettivo di rendere l’esperienza di visita ancora più curiosa,
stimolante e confortevole per il pubblico. Un nuovo “look” che sarà possibile apprezzare per tutto il mese di agosto:
il Museo, infatti, sarà aperto – in via eccezionale – tutti i giorni, Ferragosto compreso, dalle 9.30 alle 18.30, sempre con ingresso gratuito.
 

PIEMONTE: CUNEO, ASCOLTA RADIO MARIA AD ALTO VOLUME E IL VICINO LO DENUNCIA PER MOLESTIE. IL GIUDICE LO ASSOLVE: «QUELLE PREGHIERE UN CONFORTO PER LA MADRE MALATA»

L’uomo assisteva la madre anziana e malata, molto credente e religiosa:
per il Tribunale la donna traeva beneficio e conforto dall’ascolto del rosario.
Il vicino che lo aveva denunciato: «Quando mette quella radio la tiene accesa per ore»
 
Aveva l’abitudine di ascoltare spesso Radio Maria, specie quando recitano il rosario in diretta,
ma il vicino di casa non ne può più e lo denuncia per molestie, chiedendo anche il risarcimento dei danni.
Due residenti confinanti in provincia di Cuneo sono finiti al centro di un singolare contenzioso giudiziario.
Nei giorni scorsi il Tribunale di Cuneo ha dato torto al vicino «denunciante»,
condannandolo anche a pagare 1.500 euro di spese legali.
Per il giudice Ruggiero Berardi, della sezione civile del Tribunale di Cuneo,
l’uomo denunciato assisteva all’epoca la madre malata che essendo molto credente e religiosa traeva beneficio
e conforto da quelle preghiere e dalle varie trasmissioni di Radio Maria.
Sul punto specifico, infatti, si legge chiaramente in sentenza:
«L’ascolto della radio con la finalità di tener compagnia all’anziana madre rappresenta pur sempre un’utilità morale,
considerato che, peraltro, la radio era sintonizzata sempre sullo stesso canale a sfondo religioso».
Tutto era iniziato nel 2023, quando il vicino aveva addirittura chiamato i carabinieri, nel mese di marzo,
per denunciare quell’uso a suo dire molesto della radio.
Stando al resoconto processuale, nel marzo 2023 aveva riferito ai carabinieri
che «nelle ore diurne il mio vicino mette una radio sul muretto che divide i due cortili ed alza il volume in maniera da disturbarmi.
La musica che mette alla radio è a sfondo religioso e recita il rosario. È sintonizzata su Radio Maria.
Quando mette quella radio la tiene accesa per ore».
A ottobre i carabinieri erano dovuti intervenire ancora per sedare l’ennesimo dissidio tra i vicini confinanti.
In quell’occasione il vicino denunciato aveva fatto notare l’aggravamento della madre, ormai allettata,
e per il Tribunale di Cuneo è quindi «plausibile e verosimile la ricostruzione dell’uomo in merito alla collocazione della radio
con finalità di beneficio per l’anziana madre»,
posto tra l’altro che non risulta che abbia poi continuato ad utilizzare la radio successivamente all’ottobre 2023.
Per quanto riguarda i volumi ritenuti troppo alti, per il giudice mancano le prove e le verifche.
Agli atti del procedimento giudiziario ci sono solo alcune registrazioni video che per il giudice non sono sufficienti a stabilirne l’intensità.
Per il Tribunale nessun dubbio dunque: in altre parole, la finalità morale, connessa all’ascolto della radio, la sporadicità degli episodi,
l’impossibilità di stabilire l’intensità del volume, sono circostanze che non consentono di stabilire nessun comportamento illegittimo.
Senza un danno riconosciuto non può esserci un risarcimento,
quindi al rigetto delle richieste del vicino è seguita anche la condanna alle spese legali.
Lapidaria la sentenza nella sua parte finale: «La domanda del vicino, di risarcimento danni, deve essere integralmente rigettata.
Superflua ogni ulteriore disquisizione». Questo il verdetto di primo grado.
 

EMILIA-ROMAGNA: RADIO BRUNO, CINQUANT' ANNI DI EMOZIONI; UNA MOSTRA PER RITROVARSI NEI RICORDI

Cinquant’anni di musica, informazione, spettacolo e, soprattutto, di ricordi condivisi.
Perché ci sono canzoni che bastano a riportare alla mente un’estate lontana, una voce che fa riaffiorare un viaggio,
un jingle capace di evocare in un istante persone, luoghi ed emozioni.
È proprio questo patrimonio di memoria collettiva che Radio Bruno celebra con la mostra 50 anni di Radio Bruno – 1976/2026 – La nostra storia,
allestita nel Cortile d’Onore e nella Sala Ex Poste di Palazzo dei Pio e aperta al pubblico dal 4 al 13 settembre (l’ingresso è libero).
Più che una ricostruzione cronologica della storia dell’emittente, l’esposizione invita i visitatori a ripercorrere anche la propria storia personale
attraverso quella della radio che, per mezzo secolo, ha accompagnato la quotidianità di milioni di ascoltatori.
Il concept, l’allestimento e il progetto espositivo sono firmati da 21 Make It Count,
che ha immaginato un percorso immersivo capace di trasformare la visita in un viaggio tra emozioni, musica e memoria.
“Quest’anno – ha sottolineato il sindaco Riccardo Righi – ricorre un anniversario che non poteva non essere festeggiato.
Per Carpi è un orgoglio aver visto nascere e crescere, fino a raggiungere risultati straordinari, Radio Bruno.
È la dimostrazione di come un sogno, quando ci si crede davvero, possa diventare una grande e solida realtà”.
Da qui la scelta di ospitare la mostra proprio nel cuore della città, a pochi passi da via Ciro Menotti, dove l’emittente mosse i suoi primi passi.
“Gianni Prandi è stato entusiasta di questa mia proposta – ha aggiunto il sindaco –
e sono felice di vedere uno spazio tanto prestigioso popolato di musica e passione”.
“È un sogno che vivo ancora ogni giorno, da cinquant’anni”, ha sorriso lo storico conduttore Enrico Gualdi. 
“Siamo davvero riusciti a creare qualcosa di bellissimo e importante”.
Il filo conduttore dell’esposizione è racchiuso nel concept Ritrovarsi. Infiniti ricordi.
Il percorso prende forma attraverso cinque grandi stazioni tematiche che raccontano il legame costruito negli anni tra Radio Bruno e i suoi ascoltatori:
dalle testimonianze del pubblico al rapporto con il territorio, dai momenti di solidarietà alle estati italiane, fino ai viaggi,
ai primi amori e alle canzoni che hanno fatto da colonna sonora a intere generazioni.
Installazioni immersive, scenografie, portali sonori e contenuti multimediali accompagneranno il visitatore
lungo un’esperienza pensata per coinvolgere tutti i sensi.
Nelle sale della Ex Poste troveranno spazio un’Immersive Room con un grande Ledwall dedicato alla storia dell’emittente
e una sezione espositiva con documenti, fotografie e oggetti originali che raccontano mezzo secolo di radio.
Tra registratori Revox, microfoni d’epoca, fotografie in bianco e nero e vinili ormai introvabili,
spicca anche lo storico mixer degli Anni Settanta utilizzato da Radio Bruno e reso celebre dal film Radiofreccia di Luciano Ligabue.
Accanto ai cimeli trovano spazio anche le immagini dei grandi concerti organizzati dall’emittente fin dai primi Anni Ottanta,
con artisti come Vasco Rossi, Claudio Baglioni e Gianni Morandi, e il ricordo delle iniziative di solidarietà,
a partire da Teniamo Botta, nato dopo il terremoto del 2012.
“Siamo nati a pochi metri dalla piazza – ha ricordato l’editore Gianni Prandi -.
Per noi è un piacere poter allestire una mostra in un luogo iconico della nostra città come Palazzo dei Pio”.
Ma, precisa, “non sarà una mostra celebrativa. Al centro ci saranno infatti gli ascoltatori, chiamati non soltanto a osservare, ma a partecipare.
Due studi radiofonici ricostruiti permetteranno ai visitatori di mettersi per qualche istante nei panni degli speaker,
facendo girare i dischi e provando l’emozione di condurre una trasmissione.
Uno dei due riprodurrà fedelmente lo studio del 1976, con le stesse attrezzature utilizzate anche per il film Radiofreccia.
Il percorso si concluderà sotto il portico di Palazzo dei Pio, dove una cabina di registrazione inviterà il pubblico a completare la frase Ero con Radio Bruno quando…
Le testimonianze raccolte diventeranno un archivio di memorie destinato a vivere anche dopo la chiusura della mostra,
trasformandosi in nuovi contenuti radiofonici e mantenendo vivo il dialogo tra l’emittente e la sua comunità.
Nei giorni dell’esposizione saranno inoltre presenti gli speaker di Radio Bruno per accogliere i visitatori” ha concluso l’editore.
A rendere ancora più significativo il progetto è anche l’attenzione alla sostenibilità.
“Il nostro lavoro è trasformare i momenti che contano in esperienze memorabili”,
ha spiegato Edoardo Turrini, responsabile della comunicazione di 21 Make It Count.
La società, certificata ISO 20121 per la gestione sostenibile degli eventi, 
“misurerà l’impatto ambientale della mostra e ne compenserà le emissioni attraverso la piantumazione di alberi”.
Organizzata con il sostegno di Sinergas, CMB e del Comune di Carpi, che concede anche il patrocinio,
la mostra sarà accompagnata dalla pubblicazione del volume Radio Bruno. Chiamala per nome! 1976-2026 (Giunti),
che ripercorre la storia dell’emittente attraverso immagini, testimonianze e aneddoti.
Un libro e una mostra che guardano al passato senza nostalgia,
trasformando cinquant’anni di radio in un patrimonio condiviso di emozioni, ricordi e identità collettiva.
 

EMILIA-ROMAGNA: RADIO BRUNO - CHIAMALA PER NOME! 1976-2026

Ci sono libri che raccontano una storia. E ci sono libri che ti fanno entrare dentro una storia.
Radio Bruno – Chiamala per nome! 1976-2026 appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Marcello “Targi” Parmeggiani sceglie infatti di non scrivere una cronaca dei cinquant’anni di Radio Bruno.
Scrive un racconto. E lo fa con una scrittura agile, cinematografica, dal ritmo incalzante,
capace di alternare ironia, nostalgia e leggerezza senza mai indulgere nella retorica.
Il lettore viene immediatamente catturato e riportato nella provincia padana della metà degli anni Settanta,
tra la nebbia, le biciclette, le piazze, le maglierie, le sale da ballo e quel tempo apparentemente infinito che solo gli adolescenti conoscono.
È il tempo dei pomeriggi che sembrano non finire mai, della fantasia che precede ogni progetto,
della curiosità che trasforma qualsiasi oggetto in un’avventura.
Ed è proprio da una passione apparentemente marginale che tutto prende vita: il CB, il “baracchino”.
Quell’apparecchio capace di mettere in contatto ragazzi sconosciuti sparsi per l’Italia diventa il primo strumento
attraverso il quale immaginare un mondo più grande della propria città. Da lì il passo verso la radio è naturale.
Una radio ancora pionieristica, quasi clandestina, costruita con entusiasmo, fantasia e una buona dose di incoscienza.
Le pagine dedicate ai primi trasmettitori, agli esperimenti falliti, al garage trasformato in studio
e persino al “funerale” del primo trasmettitore esploso raccontano molto più della nascita di un’emittente:
raccontano un modo di vivere in cui ogni ostacolo diventa un’occasione per inventare qualcosa di nuovo.
Parmeggiani riesce soprattutto in un’impresa non semplice: trasformare la storia di Radio Bruno nella storia di un’intera generazione.
I protagonisti sono ragazzi qualsiasi, con tanta musica in testa e pochissimi mezzi a disposizione,
che improvvisano programmi, spettacoli, dediche, incontri. Il garage diventa un palco.
Il microfono diventa il mezzo attraverso cui una comunità scopre un nuovo modo di comunicare.
Gli ascoltatori non sono più semplici spettatori, ma parte integrante di quell’avventura.
Tra le intuizioni narrative più riuscite c’è la domanda che, da sempre, accompagna Radio Bruno: perché si chiama proprio Radio Bruno?
Una curiosità che accompagna il lettore e che diventa quasi un piccolo giallo, fino alla spiegazione tanto semplice quanto sorprendente.
È un dettaglio che sintetizza perfettamente lo spirito dell’intero racconto:
le grandi storie, spesso, nascono dai casi della vita più che dalle strategie di marketing.
Il libro procede poi attraversando cinquant’anni di radio senza perdere mai il filo narrativo.
La crescita dell’emittente, gli eventi, i grandi concerti, Radio Bruno Estate, le trasformazioni tecnologiche,
il rapporto con gli ascoltatori e con il territorio diventano capitoli di un’unica lunga avventura
che mantiene sempre lo stesso tratto distintivo: la vicinanza alle persone.
Anche l’apparato iconografico contribuisce al racconto.
Le numerose fotografie, molte delle quali inedite, non svolgono una semplice funzione illustrativa,
ma dialogano con il testo, restituendo volti, luoghi e atmosfere che rendono ancora più coinvolgente la lettura.
In fondo, il vero protagonista del libro non è nemmeno Radio Bruno. È la passione.
Quella che porta un gruppo di ragazzi a credere che da un garage possa nascere qualcosa di importante.
Quella che fa superare incidenti, improvvisazioni, difficoltà tecniche e cambiamenti tecnologici.
Quella che, pagina dopo pagina, accompagna il lettore fino ai giorni nostri.
E quando si arriva all’ultima pagina rimane la sensazione che questa non sia una storia conclusa, ma un racconto ancora aperto.
Perché una radio costruita su entusiasmo, immaginazione e capacità di parlare alle persone non è destinata a spegnersi.
Può cambiare tecnologia, linguaggi e strumenti, ma continuerà ad accendersi ogni giorno nelle case e nella memoria di chi l’ascolta.
Più che il libro di una radio, Radio Bruno – Chiamala per nome! è il libro di una generazione
che ha creduto che i sogni potessero davvero viaggiare nell’etere.
E che, una volta trovata la propria frequenza, non l’ha più lasciata.
 

EMILIA-ROMAGNA: 50 ANNI DI TV PRIVATE

TOSCANA: RIVOLTA DEI CITTADINI PER L' ANTENNA; "CASTELPOGGIO (MS) È STATA VIOLENTATA"

“Preoccupati per la nostra salute”. Nel mirino anche il Comune: “Abbiamo inviato decine di segnalazioni ma la sindaca ci ha voltato le spalle”
 
“Ci sentiamo violentati, abbiamo il mal di stomaco”. Con queste parole Paolo Piccini, residente di Castelpoggio,
commenta a nome di un intero paese la nuova antenna 5G installata nelle vicinanze del cimitero.
“Una cosa che non si può vedere in un paese dove vivono 400 persone – prosegue Piccini -,
viene voglia di andare ad abitare lontano da Castelpoggio.
Tutti gli abitanti sono in subbuglio per quest’antenna enorme che sbuca dal cimitero, sarà alta 40 metri con un diametro enorme.
Ci stiamo ancora chiedendo come è stato possibile mettere un’antenna del genere”.
“Nessuno di noi – aggiunge – sa che effetti potrà avere un bestione del genere, per di più posizionato sopra un canale tombato.
È brutta da vedersi anche a livello paesaggistico. Abbiamo avuto diversi incontri con la giunta, ma non sono serviti a nulla”.
Durante i lavori iniziali i cittadini si erano rivolti al nostro giornale
per segnalare che il parcheggio che ospita l’antenna dopo alcuni interventi si era increspato.
Per questo avevano chiamato la polizia municipale e inviato una segnalazione formale all’ Autorità di bacino,
l’ente pubblico responsabile della pianificazione, della gestione delle risorse idriche e della difesa del suolo, senza però ottenere risposte.
I residenti di Castelpoggio ci avevano anche raccontato di aver scoperto dell’installazione dell’antenna a cose fatte,
e cioè quando hanno visto gli operai al lavoro.
“Non ci ha informato nessuno che avrebbero messo un’antenna 5G al parcheggio – avevano detto i residenti nei mesi scorsi -,
già degradato per conto suo. Siamo preoccupati per la nostra salute, non sappiamo che effetti possono avere i campi elettromagnetici,
inutile che dicano che non facciano nulla ma la salute è la nostra.
Che mettevano l’antenna l’abbiamo scoperto a cose fatte, mentre gli operai stavano facendo le tracce”.
“Il Comune invece di stare dalla nostra parte lo abbiamo avuto contro – conclude Piccini a nome degli altri residenti di Castelpoggio -.
Lo abbiamo avuto contro, a differenza di altri Comuni che si sono opposti.
Hanno violentato un intero paese mettendo un bestione del genere in un paese che sta franando”.
Quest’antenna fa parte del piano di intervento pubblico “Italia 5G”,
voluto dal Governo per incentivare la realizzazione delle infrastrutture di rete per lo sviluppo
e la diffusione di reti mobili più potenti nelle aree a fallimento di mercato su tutto il territorio nazionale.
 

ABRUZZO: ADESSO IL CENTRO SBARCA IN RADIO, L' INFORMAZIONE SI FA "SUPER HIT"

Dal 1° agosto il via ufficiale alla nuova programmazione su una delle più importanti emittenti locali.
Ecco la squadra di giovani redattori che andrà in onda e come cambia la frequenza in regione
 
Da questo sabato il Centro avrà anche una voce: il quotidiano d’Abruzzo sbarcherà su Radio Super Hit con due strisce giornaliere
in cui informazione e musica accompagneranno gli ascoltatori all’inizio e alla fine della giornata.
Gli appuntamenti, infatti, sono dalle 7 alle 9 e dalle 20 alle 22. Le puntate saranno poi trasmesse in formato video su Rete8.
Il nuovo progetto, iniziato in via sperimentale due mesi fa, prenderà ufficialmente il via il 1° agosto.
I conduttori che racconteranno l’ Abruzzo in radio, minuto per minuto, sono tutti giovani redattori del quotidiano:
Erika Gambino, Massimo Giuliano, Ilaria Orsini, Benedetta D’Aurelio, Gabriele Cappi e Daniele Cristofani.
Una nuova generazione di giornalisti a confronto con un media ultracentenario ma capace di resistere al tempo
e, soprattutto, all’avvento di televisione e internet.
Sarà il mezzo attraverso il quale il Centro darà voce all’ Abruzzo e ai suoi protagonisti.
Per quanto riguarda le frequenze su cui sintonizzarsi, cambiano a seconda della posizione.
Radio Super Hit è sui 103.7 per chi è nel cuore dell’ Abruzzo, con copertura ottimale sulle province di Chieti e Pescara;
da MONTE PALLANO in giù l’emittente si sposta sui 105.9 MHz per coprire il territorio a sud dell’ Abruzzo
e tutta la costa adriatica del Molise e del nord della Puglia; nella provincia di Isernia la frequenza è invece 107.7.
Tornando in Abruzzo, Radio Super Hit copre le zone turistiche dell’ Alto Sangro sui 100.3,
mentre per la Val di Sangro e la Valle Aventino la frequenza giusta è 90.7.
Ultimo ma non ultimo, a Lanciano, dove l’emittente ha la propria sede principale, Radio Super Hit si ascolta sui 87.5.
E per chi volesse collegarsi senza bisogno di navigare sulle onde medie,
basta andare sul sito Radio di Super hit oppure scaricare l’app ufficiale sul proprio telefonino.
Radio Super Hit nasce dall’intuizione di Nicola Di Lullo che, cinque anni fa, ha portato in Abruzzo un’emittente nata ben lontano dalla Majella.
Bisogna risalire gli Appennini fino al Monte Giarolo per rintracciarne la genesi.
Da qui, nel 1996, per la prima volta il network è andato in onda. Allora la sede principale era ad Assago, in provincia di Milano.
«Col tempo la radio si è estesa a tutto il Nord Italia», racconta Di Lullo,
«ma nell’ultimo quinquennio l’editore storico avvia una progressiva dismissione,
cedendo tutti gli impianti e mantenendo solo la concessione e il marchio.
Così nel 2023 li ho comprati io e ho deciso di trasferire il progetto in Abruzzo, aprendo la nuova sede a Lanciano. «Da qui riparte tutto», continua Di Lullo.
«Nel 2024 nasce la nuova Radio Super Hit, un progetto indipendente costruito da zero con un’idea precisa:
creare una radio locale nel senso più autentico del termine, vicina alle persone, alle attività e ai luoghi del territorio.
L’idea di fondo era quella di trasmettere la miglior musica.
Allora abbiamo cominciato ad acquistare impianti fm strategici da altre emittenti abruzzesi
e insieme ad altre radio storiche locali ci siamo legati al consorzio Abruzzo Dab». Il canale è il 7B.
Oltre a Radio Super Hit, fanno parte del consorzio altre sedici storiche radio della regione.
Copre l’intero territorio regionale ed in continua espansione.
Oggi il progetto, spiega Di Lullo, si fonda su tre pilastri: «È un progetto indipendente, nato dal territorio e slegato a catene nazionali.
È sempre accesa, perché abbiamo deciso di puntare su una programmazione 24/7, coerente, riconoscibile e continua.
Il terzo punto è la musica: è sempre al centro della nostra emittente.
L’idea è quella di un flusso musicale costruito tra i grandi successi di oggi e la memoria musicale. Il clock è semplice ed efficace:
ogni ora al punto ora l’appuntamento con l’informazione, ogni mezz’ora lo spazio “History Hit” dedicato ai ricordi musicali,
a cui si aggiungono rotazioni come “Super Hit Power” per le hit più forti del momento
e “Super Hit Replay” per i grandi successi intramontabili».
A tutto questo si aggiunge oggi la programmazione del Centro Super Hit: l’informazione è pronta a suonare come mai prima d’ora.
 

SPAGNA: APPROVATA LA RIDISTRIBUZIONE DEI CANALI DEL DIGITALE TERRESTRE CHE CONSENTIRÀ LA TRASMISSIONE IN ALTISSIMA DEFINIZIONE A PARTIRE DAL 5 NOVEMBRE

A seguito del periodo di consultazione pubblica, è stata pubblicata la risoluzione che stabilisce le date
e le condizioni per la distribuzione dei canali televisivi digitali terrestri e l’inizio delle trasmissioni in Ultra Alta Definizione (UHD).
 
A partire dal 5 novembre, sarà necessario risintonizzare i canali della televisione digitale terrestre (TDT)
per poter godere delle trasmissioni in qualità UHD,
sebbene la maggior parte possa ancora essere visualizzata in alta definizione (HD) come in precedenza.
Il nuovo canale DTT assegnato al consorzio Servicios Integrados Entretenimiento Televisivo SL inizierà anch’esso le trasmissioni a partire da quella data.
 
L’implementazione della tecnologia DVB-T2 rappresenta un’evoluzione per i canali DTT,
che potranno competere meglio con altre piattaforme o servizi audiovisivi che utilizzano reti di trasmissione diverse,
come la televisione satellitare o via internet, che già trasmettono in UHD.
 
La Gazzetta Ufficiale dello Stato ha pubblicato venerdì la risoluzione del Ministero della Trasformazione Digitale
e della Pubblica Amministrazione che stabilisce le date e le condizioni per l’avvio delle trasmissioni in Ultra Alta Definizione (UHD)
dei principali canali televisivi digitali terrestri nazionali.
A partire da tale data, sarà inoltre disponibile il nuovo canale DTT, La Séptima.
Il 5 novembre segna l’inizio delle trasmissioni UHD grazie all’implementazione del nuovo standard DVB-T2 (Digital Video Broadcasting – Terrestrial 2).
Questa innovazione tecnologica, utilizzata dalla maggior parte dei paesi dell’Unione Europea,
consente trasmissioni UHD con maggiore nitidezza e una migliore qualità di immagine e suono.
Ciò permetterà ai canali della televisione digitale terrestre di competere meglio con altre piattaforme e servizi audiovisivi
che utilizzano reti di trasmissione diverse, come la televisione satellitare o via internet, che già trasmettono in UHD.
Pertanto, a partire dal 5 novembre sarà necessario risintonizzare i canali DTT per poter godere delle trasmissioni in qualità UHD,
sebbene la maggior parte dei canali possa ancora essere visualizzata come prima, in alta definizione (HD).
A partire da oggi, può iniziare a trasmettere anche il nuovo canale televisivo digitale terrestre La Séptima,
aggiudicato il 26 maggio al consorzio Servicios Integrados Entretenimiento Televisivo SL.
La tecnologia DVB-T2 consente un utilizzo più efficiente dello spettro radio
e la sua implementazione libera parte della capacità di uno dei multiplex digitali,
facendo spazio alla trasmissione del nuovo canale nazionale.
La risoluzione stabilisce inoltre che le società interessate dalla ridistribuzione dei canali sono obbligate a informare il pubblico
dei cambiamenti che le riguardano a partire dal 5 ottobre,
in modo che i cittadini sappiano in anticipo la necessità di risintonizzare i propri televisori
e possano usufruire delle nuove funzionalità del digitale terrestre.
 
Seconda fase
Il processo per l’implementazione di questo nuovo standard tecnologico è incluso nel Piano Tecnico Nazionale
per la Televisione Digitale Terrestre, approvato nel marzo 2025.
Dall’entrata in vigore del Piano, i televisori venduti in Spagna devono essere in grado di ricevere le trasmissioni DTT in altissima definizione.
Gli spettatori sprovvisti di televisori compatibili con questa tecnologia continueranno a ricevere contenuti HD come in precedenza.
Una volta che il parco di ricevitori per la televisione digitale terrestre sarà sufficientemente aggiornato,
inizierà la seconda fase dell’evoluzione tecnologica del DTT con l’implementazione della qualità UHD su tutti i canali, a livello nazionale, regionale e locale.