
Domenica 29 marzo 2026
TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA
A cura di Salvatore Cambria
Pubblicato il 29/03/2026 alle ore 18:25
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE
Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.
FRIULI-VENEZIA GIULIA IN DIGITALE: RIAGGIORNATO IL MUX LOCALE 2
Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Friuli-Venezia Giulia,
dove abbiamo attualizzato nuovamente la composizione del Mux LOCALE 2.
Per consultarla, cliccate sul banner qui sopra.

| FRIULI-VENEZIA GIULIA | |||
| UHF 42 (642,0 MHz) | |||
| Postazione | Comune | Provincia | Pol. |
| Monte San Michele | Sagrado | GO | v |
| Monte Belvedere | Trieste | TS | o |
SICILIA IN DIGITALE: INSERITA L' INEDITA WEST SICILY NEL MUX LOCALE 2
È trasmessa sulla LCN 99 ed in H.264 HD con la risoluzione video 1280×720.
Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

Da lunedì in onda con i TG e la Settimana Santa: WestSicily TV parte con il palinsesto
In tantissimi ci avete chiesto quando saremo stati in onda col palinsesto.
Comprensibilmente: avevamo sostanzialmente anticipato che lo saremmo stati in questi giorni, prove tecniche e burocrazia permettendo.
E così sarà: lunedì dalle ore 13:30 saremo in onda con le nostre finestre di informazione.
Larga parte della programmazione, fisiologicamente, sarà dedicata alle tante dirette degli appuntamenti
in programma con la Settimana Santa, quasi tutte in esclusiva.
Cominceremo lunedì alle 19 (e poi in replica alle 23) con quella della Messa del Crisma officiata dal Vescovo di Trapani,
Monsignor Pietro Maria Fragnelli. Proseguiremo martedì e mercoledì con le uscite delle due Madonne.
Giovedì, dalle 20, sarà la volta della Vestizione dei Gruppi Sacri in diretta dalla Chiesa del Collegio.
Venerdì, finalmente, l’Uscita alle 13:45 e poi, anche in questo caso in esclusiva,
dalle 19:30 circa il collegamento da Piazza Vittorio Emanuele II con l’abituale sosta serale sino a mezzanotte inoltrata.
Si chiude con l’Entrata sabato.
Insomma, uno sforzo editoriale importante per un Gruppo neocostituito che, tuttavia, vuole assicurare al territorio, sin dal suo inizio,
la massima copertura giornalistica per uno degli appuntamenti più importanti e dalla tradizione ultrasecolare dell’intera Sicilia.
Che potrà, fra l’altro, anche essere seguito fuori dai confini della nostra isola,
tutte in diretta streaming su www.westsicily.tv e le nostre pagine social.
Ovviamente, oltre al digitale terrestre in quasi tutta l’isola sulla LCN 99.
Una produzione che si realizzerà con la collaborazione dell’Unione Maestranze di Trapani,
con la quale si è lavorato in stretta sinergia in queste settimane e che ringraziamo per la disponibilità e la fiducia data.
Ogni giorno, poi, le nostre pagine d’informazione, compatibilmente con le dirette della Settimana Santa:
alle 13:30 ed alle 14 (e poi le repliche delle 14:30 e 15) e la sera dalle 19:30 alle 20:30 con repliche alle 22 e 22:30.
Da domani, comunque, la nostra informazione sarà online con il nostro sito www.westsicily.tv.
L’avevamo promesso, l’abbiamo mantenuto: da domani, e prima di Pasqua, ogni giorno con voi.
RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER IL MUX DAB+ RAI
Occupiamoci ora della radio digitale.
Il Mux DAB+ RAI è stato acceso sul Canale 7C dalle postazioni di:
MONTE ZUCCO a Pieve di Cadore (BL), FALDERE a Negrar di Valpolicella (VR)
MONTE SAN FIDENZIO e VIA SCOPOLI a Verona, MONTE BERICO – CA’ 7 VENTI a Vicenza, in Veneto;
MONTE SAN FIDENZIO e VIA SCOPOLI a Verona, MONTE BERICO – CA’ 7 VENTI a Vicenza, in Veneto;
Per consultare gli impianti attivi e la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

Per l’occasione abbiamo riaggiornato l’elenco dei provider DAB+ sintonizzabili nelle città di Genova e L’ Aquila.
Per consultarli, cliccate sui banner qui sotto.
RADIO DAB - MUX DIGILOC TRENTINO-ALTO ADIGE: RINOMINATO RADIO VIVA FM
ha modificato il proprio identificativo in VIVA FM.
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FREQUENZE E POSTAZIONI
| TRENTINO-ALTO ADIGE | ||
| Canale 11C (220,352 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Colme di Pravecchio | Brentonico | TN |
| Cermis – Funivia | Cavalese | TN |
| Monte Brione | Riva del Garda | TN |
| Agriturismo Calcaiol – Via dei Bergamini | Trento | TN |
| Cima Paganella | Vallelaghi | TN |
RADIO DAB: NUOVA ATTIVAZIONE PER IL MUX MEDIA DAB (TRENTINO-ALTO ADIGE)
Restiamo in Trentino-Alto Adige per segnalare l’accensione del Mux MEDIA DAB, sempre sul blocco 11B,
anche dal ripetitore di MONTE SAN MARTINO a Bleggio Superiore (TN).
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| TRENTINO-ALTO ADIGE | ||
| Canale 11B (218,640 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Dosso del Bue | Altopiano della Vigolana | TN |
| Malga Riondera | Avio | TN |
| Monte San Martino | Bleggio Superiore | TN |
| Pianac | Moena | TN |
| Paloni – Via Caltene | Primiero San Martino di Castrozza | TN |
| Monte Brione | Riva del Garda | TN |
| Monte Finonchio | Rovereto | TN |
| Noal Longhe | Tesero | TN |
| Colle San Pietro – Rovine | Torcegno | TN |
| Cima Paganella | Vallelaghi | TN |
RADIO DAB - MUX ADRIA DAB (ABRUZZO): ATTIVATO IL SEGNALE A PESCARA
Scendiamo al centro Italia, dove è stato attivato il Mux ADRIA DAB (ABRUZZO), sempre sul Canale 12B,
anche dalla postazione di SAN SILVESTRO – CONTRADA CASONE a Pescara.
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| ABRUZZO | ||
| Canale 12B (225,648 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Monte Cimarani | Avezzano | AQ |
| Monte Luco | L’Aquila | AQ |
| Monte Pallano | Bomba | CH |
| Monte Majella – Rifugio Pomilio | Rapino | CH |
| San Silvestro – Contrada Casone | Pescara | PE |
| Monte Foltrone | Teramo | TE |
Per l’occasione abbiamo riaggiornato la lista dei provider DAB+ sintonizzabili nella città di Pescara.
Per consultarli, cliccate sui banner qui sotto.
RADIO DAB: NUOVA ATTIVAZIONE PER IL MUX CR DAB (PUGLIA)
Ci dirigiamo in Puglia, dove è stato acceso il Mux CR DAB sul blocco 12A dall’impianto di MONTE TRAZZONARA a Martina Franca (TA).
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

| PUGLIA | ||
| Canale 12A (223,936 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Contrada Nisco | Cassano delle Murge | BA |
| Monte Trazzonara | Martina Franca | TA |
RADIO FM: RADIO STELLA TOSCANA AL POSTO DI RADIO BRUNO
Per quanto riguarda la radio FM, RADIO STELLA TOSCANA di San Miniato (PI) ha sostituito,
sugli 87.7 MHz dalla postazione di ACQUEDOTTO VIA BESA – GIOVENZANA a Colle Brianza (LC),
l’emittente RADIO BRUNO di Carpi (MO) che resta ascoltabile sui 105.1 MHz,
attivi dal ripetitore di VALCAVA – PRATO DELLA COSTA a Caprino Bergamasco (BG).


Per l’occasione abbiamo aggiornato la lista delle emittenti FM sintonizzabili a Milano.
Potete consultarla, cliccando sui banner qui sotto.
LOMBARDIA: ADDIO AD ENNIO BRION; L' UOMO CHE PORTÒ LA TV
E LA RADIO DI MILANO AL MOMA DI NEW YORK
Brionvega, fondata a Milano, ha creato oggetti iconici come la radio TS502 e il televisore portatile Algol, oggi esposti al MoMa di New York
È morto a 86 anni Ennio Brion, l’imprenditore che ha trasformato l’elettronica di consumo in oggetti di design e architettura.
Per oltre vent’anni, dal 1968 al 1992, è stato alla guida della Brionvega,
l’azienda di famiglia fondata dal padre Giuseppe e da Pajetta nel 1945.
I prodotti iconici
Sotto la sua direzione, la società milanese – nata inizialmente come produttrice di componenti elettrici –
è diventata un punto di riferimento internazionale per lo stile industriale.
Brion, laureato in economia e commercio, ha collaborato con i nomi più importanti del settore,
tra cui Richard Sapper, Marco Zanuso, i fratelli Castiglioni e Mario Bellini.
Da questi incontri sono nati prodotti che hanno segnato la storia della tecnologia e dell’estetica italiana,
prima che l’azienda venisse incorporata dalla Séleco nei primi anni novanta.
Oltre all’attività industriale, Brion è stato un rilevante committente di opere architettoniche.
Ha legato il suo nome a interventi di rilievo come il progetto di James Stirling per Palazzo Citterio a Milano,
promosso quando era presidente dell’associazione Amici di Brera.
Nel 2022, insieme alla sorella Donatella, ha donato al Fai il memoriale Brion a San Vito di Altivole (Treviso).
Il complesso monumentale, commissionato dalla madre per il marito defunto, rappresenta l’ultima opera dell’architetto Carlo Scarpa.
Le icone del design
Brionvega si lega indissolubilmente al design italiano.
Nasce a Milano nel 1945 come Bp radio, fondata da Giuseppe Brion, Onorina Tomasin e Leone Pajetta.
Inizialmente specializzata in componenti elettrici, l’azienda, come detto, si sposta presto sui televisori,
ma la svolta avviene nel 1959 con l’apertura al disegno industriale.
Sotto la guida della famiglia Brion e grazie alla collaborazione con designer come Marco Zanuso e Richard Sapper,
il marchio crea oggetti iconici come la radio TS502 e il televisore portatile Algol, oggi esposti al MoMa di New York.
La crisi degli anni Ottanta
Dopo la morte di Giuseppe Brion nel 1968, la gestione passa alla moglie e al figlio Ennio.
Nonostante i successi critici e due premi Compasso d’oro,
l’azienda subisce negli anni ottanta la crisi dell’elettronica italiana e la concorrenza straniera.
Nel 1992 viene acquisita dalla Séleco e, dopo vari passaggi di proprietà seguiti a fallimenti e liquidazioni,
il marchio è oggi gestito dalla Sim2 multimedia, che continua a produrre riedizioni aggiornate dei suoi modelli storici.
LOMBARDIA: IL TAR ANNULLA L' AUTORIZZAZIONE PER L' ANTENNA 5G DI LIERNA (LC); "I CITTADINI NON FURONO INFORMATI"
Il Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia accoglie il ricorso dei residenti di Genico
e cancella il titolo che aveva permesso l’installazione del ripetitore alto 30 metri sul Lago di Como.
Ora l’iter deve ripartire da zero.
La battaglia legale dei residenti di Genico, la frazione di Lierna affacciata sul Lago di Como
diventata simbolo di una protesta civica durata oltre un anno,
si chiude con una vittoria netta al Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia.
Con la sentenza di venerdì 20 marzo, la seconda sezione del Tar ha accolto il ricorso e annullato l’autorizzazione
che aveva permesso l’installazione dell’antenna per telecomunicazioni alta 30 metri, realizzata per conto di Cellnex Italia spa e Zefiro Net srl.
Il vizio che ha fatto cadere l’intero procedimento non riguarda né la tecnologia 5G in sé né i limiti di esposizione elettromagnetica,
rispettati secondo Arpa Lombardia: la sentenza demolisce l’iter burocratico sin dalle fondamenta,
per aver tenuto i cittadini completamente all’oscuro di una procedura che avrebbe dovuto essere pubblica.
Come nacque il caso: un’antenna comparsa “all’improvviso”
La vicenda prende avvio nel giugno 2024, quando Cellnex Italia spa, per conto anche di Zefiro Net srl,
presenta istanza allo Sportello unico per le attività produttive (Suap) del comune di Lierna,
la cui gestione è affidata in forma associata alla Comunità montana Valsassina Valvarrone Val d’Esino e Riviera.
Il 1° luglio 2024, il responsabile del Suap convoca una conferenza di servizi decisoria in forma semplificata e modalità asincrona,
fissando alle amministrazioni coinvolte un termine di soli 23 giorni per esprimere il proprio parere.
Entro quella scadenza arriva solo il via libera tecnico di Arpa Lombardia, relativo al rispetto dei limiti sull’esposizione ai campi elettromagnetici.
Tutto il resto rimane in silenzio – e quel silenzio, per legge, vale come assenso.
Il 1° agosto 2024, il responsabile del Suap emette la determinazione di conclusione positiva della conferenza di servizi:
di fatto, l’autorizzazione all’impianto. I lavori partono a ottobre, l’antenna viene posizionata il 20 novembre 2024.
I residenti della frazione di Genico se ne accorgono quando i ponteggi sono già alzati.
“Solamente l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ha rilasciato il proprio parere –
avevano denunciato i promotori della petizione popolare –
il legislatore attribuisce all’inerzia dell’amministratore il valore di accoglimento dell’istanza.”
La mobilitazione: petizioni, interrogazioni parlamentari e il ricorso al Tar
La scoperta a cose fatte scatena una reazione a catena.
Legambiente effettua un sopralluogo a Genico e chiede pubblicamente lo spostamento dell’impianto
in un luogo più distante dalle abitazioni e dal Sentiero del Viandante.
Fratelli d’Italia prende le distanze dall’operato dell’amministrazione comunale.
Il senatore lecchese di Alleanza Verdi Sinistra, Tino Magni, presenta un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente e della Cultura,
rimasta senza risposta per oltre un anno.
Intanto i residenti lanciano una raccolta firme su Change.org, superano le 250 adesioni e avviano una raccolta fondi per sostenere le spese legali.
Tre proprietari di immobili residenziali – Luca Busi, Mario Panizza e Adelia Seronelli – si rivolgono all’avvocato Francesca Guercio
e, il 13 dicembre 2024, notificano il ricorso al Tar di Milano. Il fronte opposto non resta a guardare.
Il sindaco di Lierna risponde alle accuse con una lunga lettera pubblica in cui difende la correttezza dell’iter seguito,
sottolinea che il 5G è un’opera di pubblica utilità prevista dalla normativa nazionale
e ricorda che altri comuni della zona non hanno trovato proprietari disponibili a ospitare l’impianto.
Nei mesi successivi, il caso diventa oggetto di ulteriori approfondimenti, con il senatore Magni che torna a sollecitare risposte dai ministeri.
Le tre ragioni del ricorso
I ricorrenti articolano il proprio gravame su tre filoni principali.
Il primo, e quello decisivo, riguarda la totale mancanza di pubblicizzazione dell’istanza da parte dello sportello unico.
L’articolo 44 del Codice delle comunicazioni elettroniche impone allo sportello locale di rendere pubblica la domanda di autorizzazione,
pur senza diffonderne i dati tecnici. Nulla di tutto questo era stato fatto:
l’unica traccia dell’istanza era una pubblicazione sul portale “impresainungiorno.gov.it“,
un sito rivolto alle imprese per seguire i propri procedimenti e non certo uno strumento di consultazione civica.
Il secondo motivo contesta la durata della conferenza di servizi: il Suap aveva fissato un termine di 23 giorni,
mentre la normativa applicabile prevede 45 giorni per i procedimenti che coinvolgono interessi sensibili come quelli paesaggistici e culturali,
esattamente il caso di un’area sottoposta a vincolo ai sensi del codice dei beni culturali.
Il terzo motivo denuncia l’assenza di qualsiasi istruttoria sui vincoli presenti:
il vincolo paesaggistico (fascia di 150 metri dal torrente Brentalone) e l’obbligo di verifiche archeologiche preliminari
per interventi a ridosso del Sentiero del Viandante, previsto dalle norme tecniche di attuazione del piano delle regole comunale.
Cos’ha deciso il Tar: la sentenza nel dettaglio
Prima di entrare nel merito, il collegio presieduto da Gabriele Nunziata – con Luigi Rossetti estensore –
spazza via tutte le eccezioni preliminari sollevate dalle parti resistenti.
Sulla tardività del ricorso, il Tar osserva che i vizi denunciati sono di natura procedimentale,
non percepibili dalla semplice osservazione di un cantiere: il termine di 60 giorni decorre quindi dalla piena conoscenza,
che coincide con l’esito dell’accesso agli atti completato il 30 ottobre 2024.
Anche computando la data del posizionamento definitivo dell’antenna (20 novembre 2024),
il ricorso notificato il 13 dicembre risulta ampiamente tempestivo.
Sulla legittimazione ad agire, la vicinanza documentata degli immobili dei ricorrenti all’impianto è sufficiente a radicare l’interesse al ricorso,
tanto più in un’area di riconosciuto pregio paesaggistico con affaccio diretto sul lago.
Il tribunale richiama una propria precedente pronuncia (Tar Lombardia, sez. IV, n. 938/2024) e una recente del Consiglio di Stato (sez. IV, n. 7533/2025)
per affermare che la compromissione della visuale panoramica può costituire un pregiudizio serio e concreto, tale da fondare l’interesse processuale.
Nel merito, il primo motivo viene giudicato fondato.
Il Tar riconosce che la pubblicazione sul portale Suap non soddisfa l’obbligo di legge,
poiché quel canale è destinato alle imprese e non garantisce una conoscibilità effettiva da parte della popolazione.
L’omissione non è sanabile applicando l’art. 21-octies della legge n. 241/1990:
non è possibile formulare a posteriori un giudizio sulla rilevanza degli apporti partecipativi che i cittadini avrebbero potuto portare.
La stessa circostanza che i ricorrenti abbiano individuato, sia pur tardivamente, siti alternativi
dimostra la concretezza del contributo che avrebbero potuto offrire in sede procedimentale.
Gli altri motivi di ricorso vengono dichiarati assorbiti. Il provvedimento autorizzativo è annullato. Le spese di giudizio sono compensate.
Il Tar affronta anche un passaggio normativo rilevante: il legislatore nazionale, con una legge del 2025,
ha modificato l’art. 44 del Codice delle comunicazioni elettroniche,
stabilendo che la mancata pubblicizzazione non è più motivo di annullamento del titolo autorizzativo.
Ma quella norma è entrata in vigore il 18 dicembre 2025, quasi un anno e mezzo dopo il provvedimento impugnato:
il principio “tempus regit actum” ne impedisce l’applicazione retroattiva.
Cosa succede ora
L’annullamento del titolo autorizzativo rimette in gioco l’intero procedimento.
Cellnex Italia e Zefiro Net dovranno decidere se ripresentare l’istanza – questa volta con la pubblicità prescritta dalla legge –
o rinunciare all’installazione in quella posizione. Il fatto che la normativa sia nel frattempo cambiata
(e che ora la mancata pubblicizzazione non sia più motivo di annullamento) potrebbe incidere su eventuali future procedure,
ma non sposta di un millimetro la sorte del provvedimento già annullato.
Sul territorio, la sentenza arriva mentre il dibattito sull’impatto delle antenne per telecomunicazioni è ancora acceso in tutta la provincia.
Come documentato da LeccoToday con i dati di Arpa Lombardia, le stazioni radio base che superano i limiti di legge sono una rarità,
ma la questione della corretta localizzazione e della trasparenza procedurale resta un tema aperto ovunque si debbano installare nuove infrastrutture.
TRENTINO-ALTO ADIGE: FINANZIAMENTO DI 6 MILIONI DI EURO DELLA RAS PER IL 2026
La Provincia potenzia la copertura radiotelevisiva e le infrastrutture digitali.
Priorità alla copertura mobile nelle gallerie e alla sicurezza delle postazioni ricetrasmittenti
Il 20 marzo la Giunta provinciale ha approvato il finanziamento della Radiotelevisione Azienda Speciale dell’Alto Adige (RAS) per l’anno 2026.
Complessivamente, la Provincia autonoma di Bolzano stanzia 6,06 milioni di euro per spese correnti e investimenti.
In questo modo la Provincia garantisce la copertura capillare dei servizi radiofonici, televisivi e di comunicazione
e promuove in modo mirato lo sviluppo dell’infrastruttura digitale.
Dell’importo complessivo, 1,78 milioni di euro sono destinati alle spese correnti e 1,28 milioni di euro agli investimenti,
in conformità con il piano attività approvato. La Provincia stanzia ulteriori 3 milioni di euro per progetti strategici aggiuntivi.
Questi fondi saranno contabilizzati in dettaglio al termine dei lavori.
Un punto centrale è il miglioramento della copertura di telefonia mobile e dati in aree finora scarsamente servite.
A tal fine sono previsti 1,5 milioni di euro per l’impiego della cosiddetta tecnologia DAS.
Con questi fondi verrà realizzata, tra l’altro, la copertura di telefonia mobile a Redagno/Gleno, Malga Fane/Valle di Altafossa,
Pietralba, Passo di Costalunga/Lago di Carezza/Passo Nigra, Val di Lasa/Valle di Silandro, Riva di Tures/Malga Knuttel
e nelle tre gallerie di Marlengo della STA. Il progetto dei tunnel di Marlengo funge anche da base per ulteriori iniziative,
come ad esempio la copertura delle gallerie ferroviarie di RFI “Cardano”, “Sciliar” e “Fleres”,
nonché in particolare lungo l’ansa della Val di Riga e nella nuova galleria del Virgolo.
“Stiamo investendo in modo mirato in un’infrastruttura di comunicazione moderna e sicura per tutto l’Alto Adige”,
sottolinea il presidente della Provincia Arno Kompatscher. “Proprio in aree sensibili come le gallerie,
una copertura di rete mobile affidabile è fondamentale”, sottolinea il direttore della RAS Georg Plattner.
“La RAS garantisce una copertura capillare e continua a sviluppare con coerenza l’infrastruttura tecnica”,
spiega a sua volta il presidente della RAS Peter Silbernagl.
Altri 1,5 milioni di euro saranno destinati al trasferimento della postazione ricetrasmittente di Certosa,
che attualmente si trova in una zona a rischio frane.
In questo modo la Provincia aumenta la sicurezza operativa dell’infrastruttura e garantisce una copertura stabile.
Inoltre, la RAS sta investendo nell’ammodernamento dei propri impianti tecnici.
Sono previsti interventi nei settori delle infrastrutture di trasmissione e ricezione, delle tecnologie DVB, DAB e FM,
delle reti in ponte radio e di trasporto, nonché della tecnologia relativa a server, software e broadcast di rete.

TOSCANA: CONTRORADIO FESTEGGIA I 50 ANNI IN DIRETTA ED AL TENAX
31 marzo 1976, nasce la testata Controradio “giornale quotidiano radiodiffuso”.
Martedì 31 marzo 2026 una giornata di diretta, ricordi, voci, testimonianze ed auguri per ripercorrere una Storia che continua.
Festa serale al Tenax!
La storica emittente radiofonica indipendente con sede a Firenze, esordisce nel 1976 dal castello di Montalbano sopra Rovezzano.
L’inizio di un percorso tra etere e territorio che ancora oggi prosegue e si evolve.
Il nome della radio viene dal libro “Informazione e controinformazione” di Pio Baldelli che ne è stato per cinque lustri il direttore responsabile.
Nell’estate del 1977, sull’onda del movimento che si sviluppa in quell’anno,
la radio si costituisce in cooperativa e trova la sua sede in via dell’Orto, nell’Oltrarno di Firenze,
con un trasmettitore da appena 25 watt, coprendo l’area urbana fiorentina.
Si apre alla vita culturale della città promuovendo momenti di aggregazione, eventi e nuovi linguaggi.
Fondatrice del Tenax e protagonista della grande rivoluzione della scena culturale e della nightlife fiorentina negli anni 80,
“Controradio giornale quotidiano radiodiffuso” non ha mai smesso di essere la voce di ciò che accade a Firenze ed in Toscana,
alimentando spazi e approfondimenti sui temi sociali, politici e culturali dello scenario nazionale ed internazionale.
È tra le ideatrici e anime del circuito di Popolare Network.
Controradio 1984
Informazione e avanguardia, territorio e respiro internazionale, iniziative musicali e culturali:
ingredienti inscindibili che fanno ancora oggi l’identità di una radio “glocal” ancora prima che il neologismo venisse coniato.
Radio di comunità, per la sua forte relazione (non solo sonora) con i suoi 42 mila ascoltatori e ascoltatrici,
duemila di loro divenuti poi soci/e del Controradio Club.
Un sostegno, nato 25 anni fa, ancora in crescita e vitale per una realtà editoriale che nonostante gli anni,
non sente il peso dell’età ma affronta quello della carenza di risorse, della crisi strutturale del mercato pubblicitario,
dei costi energetici, delle sfide su nuove piattaforme e con nuovi strumenti digitali, ma senza perdere la cifra del suo essere.
Dagli anni delle grandi battaglie civili alla crisi pandemica fino agli scenari di guerra e violazione del diritto internazionale,
Controradio scandisce giornate, suono e sapore della vita di migliaia di persone.
Da quel 31 marzo 1976 sono passati 50 anni per una Storia che continua per una Voce che resiste,
e che vuol festeggiare con il pubblico e la città.
Per festeggiare i suoi 50 anni, martedì 31 marzo, dalle ore 7 alle 19.30 su Controradio
una giornata di diretta aperta con i suoi protagonisti, vecchi e nuovi e il pubblico.
[…]
Dalle ore 20.45 si accenderà la Festa al Tenax di Firenze
[…]
Marco Imponente, direttore generale Controradio: “Festeggiare i 50 anni di Controradio fa pensare al tempo trascorso,
ma invita anche a riflettere sul futuro. Da molti anni infatti la radio ha investito nei nuovi media,
convinta che la produzione di contenuti originali e innovativi rappresenti la sua vera peculiarità
e che la loro diffusione debba essere la più ampia possibile.
Alla trasmissione in FM, DAB e streaming (app e sito web) si sono affiancati nel tempo i profili Facebook e Instagram,
il sito controradio.it, Controradio TV su web (controradiotv.it) e social, il canale YouTube e TIF, il canale video social dedicato agli under 35.
Si tratta di media diversi tra loro, capaci però di rendere accessibile a pubblici differenti la missione che Controradio persegue da 50 anni:
informare su ciò che accade e intrattenere con intelligenza una vera comunità di persone con interessi e visioni comuni che sono oggi la sua risorsa più preziosa.
Sara Patrizia Maggi, direttrice responsabile: “La longevità di Controradio forse ha un segreto: il suo modo di essere.
Non solo voce attenta degli avvenimenti e intrattenimento di qualità, ma anche strumento a disposizione di chi ascolta per capire
quello che nel mondo muta e si trasforma. Che siano eventi epocali, musiche inconsuete, culture dell’innovazione,
nella sua storia Controradio è spesso riuscita ad anticipare e portare alla sua comunità di ascoltatori quello che era ancora da scoprire.
È bastato questo per vivere così a lungo? No, diciamolo: se non ci fosse stata una buona dose di autoironia,
non sarebbe stato proprio possibile…”.
Chiara Brilli, direttrice editoriale: “È facile innamorarsi della radio come strumento di informazione e intrattenimento:
immediata, diretta, accessibile, democratica. Più difficile è fornire reali strumenti per fare in modo che il pubblico maturi idee,
opinioni, consapevolezza e conoscenza. In questo, Controradio con la sua redazione, giornalistica e musicale,
e con tutte le anime che contribuiscono alla vita e al funzionamento della radio,
ha sicuramente un ruolo ed un’identità inconfondibile e ancora oggi (forse sempre più) necessaria e imprescindibile,
in un mondo come quello dell’editoria sempre più precarizzato, omologato ed artificiale”.
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MARCHE: CONTRIBUTI A SOSTEGNO DELL' INFORMAZIONE LOCALE; BANDO APERTO FINO AL 17 APRILE
Nuovi contributi a sostegno dell’informazione locale.
Dal 19 marzo al 17 aprile sarà possibile partecipare al bando regionale per la concessione dei contributi a favore dell’informazione locale.
Anche per il 2026 l’intervento è finalizzato a sostenere le emittenti radiotelevisive e le testate giornalistiche online operanti sul territorio regionale,
al fine di preservare il pluralismo, la libertà, l’indipendenza e la completezza di informazione, promuovere la conoscenza, da parte dei cittadini,
dell’attività svolta dalla Regione, scongiurare l’impoverimento del panorama informativo locale, salvaguardandone anche i livelli occupazionali,
nonché sostenere gli investimenti volti all’innovazione tecnologica e al miglioramento degli standard di qualità dell’informazione.
Due, in particolare, le misure previste:
un contributo a fondo perduto per l’attività di informazione svolta nell’anno precedente, con una dotazione di 280.000 euro;
un contributo a fondo perduto per gli investimenti destinati alla digitalizzazione e alla modernizzazione degli impianti
e dei sistemi di produzione, con una dotazione di 120.000 euro.
Possono presentare domanda emittenti televisive e radiofoniche e le testate giornalistiche online locali,
operanti nel territorio regionale, con sede nelle Marche e in possesso dei requisiti specificati nel bando.
È già possibile presentare domanda, fino alle ore 23.59 del 17 aprile 2026, tramite la piattaforma ProcediMarche.
Link al bando e a ProcediMarche:
CAMPANIA: RADIO PUNTO ZERO FESTEGGIA I SUOI 50 ANNI ED ANNUNCIA IL RITORNO DI PEPPE ALAIA
Il 2026 è un anno storico per la radiofonia: molte emittenti festeggiano il loro 50° anniversario.
Tra queste, in Campania, c’è RPZ Radio Punto Zero creata nel 1976 dal sogno di Gianni e Pino Sirignano,
che il prossimo 22 novembre celebrerà mezzo secolo di attività con un evento davvero straordinario.
Per questa importante ricorrenza, la grande famiglia di RPZ sta organizzando un party esclusivo per rendere omaggio a questi 50 anni di storia.
Le sorprese saranno svelate più avanti, ma una è già certa: tornerà in onda Peppe Alaia, attuale Direttore Artistico di GRS Radio.
RPZ da sempre crede nella rete e nella condivisione di idee e strategie, formando i grandi talenti radiofonici,
ma soprattutto ha molto a cuore chi ama la radio e si dedica con passione a questo mezzo straordinario.
Ed è per questo che la direzione ha deciso di affidargli la conduzione del weekend
e di creare una sinergia coinvolgendolo anche negli eventi esterni.
Il nuovo format, in partenza ad Aprile, si chiamerà “PlayWeekend” e andrà in onda dalle 16:00 alle 19:00:
tre ore di musica, risate e tanta spensieratezza.

SVIZZERA: «A QUANDO IL RITORNO IN FM DELLE TRASMISSIONI RADIO DELLA SSR?», QUADRI INTERPELLA IL GOVERNO
Secondo il deputato leghista, «è importante che gli utenti siano nella condizione di ricevere le trasmissioni della SSR
senza dover affrontare ulteriori spese per nuovi apparecchi o per modifiche di quelli esistenti»
Nel settembre del 2025, il Consiglio nazionale ha deciso di prolungare la durata delle trasmissioni radio in FM.
In dicembre, il Consiglio degli Stati ha preso la medesima decisione, che è così diventata definitiva.
Contrariamente a quanto in precedenza stabilito dal Consiglio federale,
le trasmissioni radiofoniche in modulazione di frequenza potranno dunque continuare oltre il dicembre 2026.
L’obiettivo del Parlamento è di rinviare lo spegnimento almeno fino al 2031, o anche oltre.
Come noto, la SSR ha abbandonato anticipatamente le FM a fine dicembre 2024, per trasmettere unicamente in DAB+,
ciò che ha portato a una massiccia perdita di ascoltatori
Quadri: «L’ UFCOM deve definire delle nuove condizioni»
A seguito della decisione parlamentare, la SSR ha annunciato di voler riprendere le trasmissioni radiofoniche in FM.
A maggior ragione dopo la votazione popolare dell’8 marzo 2026 –
in cui i cittadini si sono espressi contro la riduzione a 200 franchi annui del canone radioTV –
«è importante che gli utenti siano nella condizione di ricevere le trasmissioni della SSR
senza dover affrontare ulteriori spese per nuovi apparecchi o per modifiche di quelli esistenti»,
scrive il consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega dei Ticinesi).
«È noto che in Svizzera molte automobili – circa il 40% di quelle in circolazione, secondo il TCS – non dispongono di autoradio DAB+».
Affinché la SSR riprenda le trasmissioni FM «servono atti formali dell’autorità di regolazione.
L’ UFCOM deve definire delle nuove condizioni quadro, in particolare restituire o riassegnare frequenze alla SSR».
Le domande
Quadri chiede quindi al Consiglio federale se la SSR ha presentato richiesta formale per tornare a trasmettere in FM, e se sì quando.
Il deputato leghista domanda anche a che punto è la procedura per la (ri)assegnazione di frequenze FM alla SSR
e quale tempistica è immaginabile per una ripresa delle trasmissioni.

SPAGNA: COPE STA LAVORANDO ALLA GRADUALE DISATTIVAZIONE DEI SUOI TRASMETTITORI A ONDE MEDIE
Proprio come ha fatto RNE e come sta facendo Cadena SER
“L’attenzione si concentra sui due canali predominanti: la radio FM e il canale online.”
Le stazioni radio spagnole non sono molto diverse dalle loro controparti europee.
Molte di esse hanno abbandonato le trasmissioni in onde medie anni fa, come Francia, Germania, Italia e Belgio,
per citare solo alcuni dei nostri vicini più prossimi.
Il suo pubblico è trascurabile da anni e i costi di trasmissione sono molto elevati,
quindi non è economicamente conveniente mantenere questa rete,
che risulta la più costosa e inefficace dal punto di vista del pubblico che attrae.
COPE si unisce a Radio Nacional de España e Cadena SER nella loro strategia di chiusura dei trasmettitori AM.
Dall’inizio di marzo, diversi annunci in onda sulle stazioni AM di COPE hanno informato gli ascoltatori
della decisione della seconda emittente commerciale del paese per numero di ascoltatori e fatturato di chiudere gradualmente questo canale.
Contattata in merito, COPE ha confermato che la decisione prevede un approccio graduale,
a differenza della strategia dell’emittente pubblica di chiudere l’intera rete AM entro la fine del 2025.
“Ci concentriamo sui due canali che consideriamo predominanti: FM e online”, hanno confermato.
Le stazioni AM stanno chiudendo ovunque ci sia un’alternativa in FM.
Pertanto, almeno sette trasmettitori AM sono già stati interessati da queste misure del COPE: Murcia (711 kHz, 6 kW),
Ferrol (837 kHz, 2 kW), Saragozza (1053 kHz, 20 kW), Orense (1143 kHz, 5 kW), León (1215 kHz, 10 kW),
Badajoz (1269 kHz, 10 kW) e Valencia (1269 kHz, 50 kW).
Teoricamente, ciò rappresenta una riduzione di circa 100 kW di potenza di trasmissione.
Il piano di COPE prevede innanzitutto la riduzione dei livelli di potenza,
con conseguente risparmio sui costi di trasmissione, e successivamente la loro disattivazione.
L’intero processo potrebbe concludersi intorno al 2026, secondo il piano di riduzione della potenza e disattivazione della Direzione Tecnica,
al fine di evitare di dover pagare nuovamente le relative tasse di occupazione dello spettro radio l’anno successivo.
Il piano per ridurre la potenza, reindirizzare i messaggi su altri canali dell’antenna e spegnere i trasmettitori AM
è in fase di attuazione nelle città in cui COPE dispone già di una copertura FM sufficiente,
è in fase di attuazione nelle città in cui COPE dispone già di una copertura FM sufficiente,
Nelle aree in cui non esiste un’alternativa FM, la trasmissione AM rimane attiva per il momento.
La programmazione della rete continua a essere trasmessa su venti trasmettitori AM.
COPE ha già spento circa sedici trasmettitori AM senza renderlo pubblico.
L’impegno dell’Europa verso il DAB+, ad eccezione della Spagna.
Questa strategia di riduzione della potenza e graduale spegnimento dei trasmettitori a onde medie non solo non è nuova,
ma la Spagna è molto indietro rispetto al resto d’Europa.
[…]
Secondo il canale YouTube del radioamatore Jordi Brunet,
questo è il messaggio che COPE sta trasmettendo sulla frequenza 711 kHz di Murcia.
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REPUBBLICA DI SAN MARINO: ANTENNA 5G DAVANTI A RTV,
IL DG SERGIO: "DIALOGO PER UN CAMBIO DI SEDE ANTICIPATO"
Il Dg di Rtv Roberto Sergio:
“Il fatto che il direttore di Rtv e l’azienda non siano stati informati in quest’ultimo anno e mezzo trovo sia irrituale e sconveniente”
Durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo palinsesto di San Marino Rtv,
il direttore generale Roberto Sergio ha risposto a una domanda inerente ai lavori per l’antenna 5G
che sorgerà proprio davanti all’ingresso della sede della tv di Stato.
“Ho un profondo senso delle istituzioni – commenta il dg – e dunque sapendo che c’è stato un iter molto lungo
e che ha visto vari passaggi anche in Congresso di Stato e in Consiglio Grande Generale mi sento di dire che non possiamo che prenderne atto.
Certo il fatto che il direttore di Rtv e l’azienda non siano stati informati in quest’ultimo anno e mezzo trovo sia irrituale e sconveniente.
Tra l’altro – aggiunge – con il rischio, che per fortuna non si è verificato, di dover sospendere le trasmissioni a causa dei rumori frastornanti”.
Nel piano industriale era previsto un cambio di sede per la tv verso una struttura più idonea, funzionale e completamente a norma:
“Si aprirà dunque un dialogo con le istituzioni – conclude Sergio – per poter cambiare più velocemente rispetto al 2027 quella che oggi è la sede di Rtv”.

REPUBBLICA CECA: BASTA SOLDI PUBBLICI ALLA TV DI STATO
Meno soldi pubblici per Tv e radio di Stato.
Questa la mossa del governo della Repubblica Ceca che intende abbassare le entrate pubbliche per i media statali.
La coalizione formata dal partito populista ANO del Primo Ministro Andrej Babis, dal partito di estrema destra SPD e dal partito euroscettico Motoristi
presenterà un disegno di legge per abolire il canone mensile di fruizione dei media pubblici per anziani, giovani e aziende.
Il leader dell’SPD, Tomio Okamura, ha affermato che la proposta rappresenta il primo passo verso il piano del governo
di abolire completamente le tariffe a carico degli utenti e di far rientrare il finanziamento interamente nel bilancio statale.
“I nostri elettori vogliono la fine delle tariffe a carico degli utenti”, ha dichiarato Okamura ai giornalisti in un’intervista
trasmessa dalla televisione ceca dopo una riunione dei leader della coalizione.
La televisione e la radio pubbliche ceche svolgono un ruolo importante nel panorama mediatico del Paese,
con la televisione ceca che afferma di essere il canale televisivo più visto tra gli spettatori di età pari o superiore a 15 anni,
con una quota di mercato del 29% in quella fascia di pubblico, includendo i suoi vari canali di intrattenimento e informazione.
La televisione ceca ha un budget di 8,5 miliardi di corone per il 2026,
proveniente principalmente dai canoni di abbonamento mensili di 155 corone (6,35 euro).
Pavol Szalai, responsabile della sede di Praga di Reporter senza frontiere, ha affermato
che i cambiamenti apporterebbero una svolta significativa a un modello consolidato da decenni,
che ha fatto dei media pubblici un pilastro della democrazia.
ANTENNA GROUP È IL NUOVO PROPRIETARIO DI GEDI GRUPPO EDITORIALE
Antenna Group acquista il 100% di Gedi con Repubblica, Radio Deejay e altre testate
Il quotidiano La Stampa, invece, è oggetto di un accordo per la vendita al Gruppo Sae.
Mirja Cartia d’Asero assumerà il ruolo di amministratore delegato
K Group, proprietaria di Antenna Group, gruppo internazionale attivo nei media che fa capo al magnate greco Theo Kyriakou,
ha acquisito il 100% di Gedi Gruppo Editoriale da Exor, che include il quotidiano la Repubblica, i brand radiofonici Radio Deejay,
Radio Capital, m2o, insieme a HuffPost Italia, National Geographic Italia, Limes e la concessionaria pubblicitaria Manzoni.
Mirja Cartia d’Asero assumerà il ruolo di amministratore delegato del gruppo Gedi.
“Mirja – scrive la società – lavorerà a stretto contatto con il management di Gedi
per sostenere il percorso di sviluppo e internazionalizzazione del gruppo”.
Mario Orfeo, direttore di Repubblica dal 2024, “continuerà a ricoprire il suo ruolo alla guida di la Repubblica,
garantendo continuità editoriale e gestionale, mentre Linus resterà alla guida delle attività radiofoniche”.
Escluso dall’operazione il quotidiano La Stampa che, come Gedi ha recentemente annunciato,
è stato oggetto di un accordo per la vendita al Gruppo Sae,
insieme al suo centro stampa e alla rete commerciale per la raccolta pubblicitaria locale.
Contestualmente è previsto un accordo per la cessione di Stardust, che viene esclusa dal perimetro dell’operazione.
“Con l’acquisizione di Gedi – afferma K Group – Antenna rafforzerà una realtà indipendente di primo piano nel settore dell’informazione
e dell’intrattenimento con base in Italia, con una solida presenza a livello internazionale e un appeal globale”.
La comunicazione della società ai dipendenti
“Oggi è stata perfezionata la cessione del 100% del capitale di Gedi al gruppo greco Antenna.
Il cambio di proprietà, che è già efficace, segue un processo di lunga negoziazione”.
Lo scrive Paolo Ceretti, presidente della società ai dipendenti.
“Vi ringrazio quindi per l’impegno di questi mesi e il lavoro svolto, in aggiunta alla quotidiana conduzione delle attività.
Riteniamo che il passaggio della società al gruppo Antenna apra nuove prospettive per Gedi e per chi è impegnato nelle sue diverse attività”.
La protesta del cdr di Repubblica
“Dopo una lunghissima gestazione, durata oltre nove mesi, Exor comunica la cessione del Gruppo Gedi ad Antenna Group
[…]
Scegliere un giorno del genere è la finale mancanza di rispetto verso il giornale e la sua storia dell’ormai ex editore di Repubblica.
Non sentiremo la sua mancanza”. Lo scrive il Comitato di redazione de La Repubblica in una nota.
“Dopo aver smembrato e venduto pezzo a pezzo uno storico gruppo editoriale,
l’addio di John Elkann a Gedi avviene quindi nel peggiore dei modi,
senza tenere in alcun conto nel contratto di compravendita le richieste di garanzie occupazionali per tutte le lavoratrici e i lavoratori,
di perimetro e di rispetto dell’indipendenza e della collocazione del giornale
per cui la redazione di Repubblica continuerà a battersi ricorrendo a qualsiasi strumento di lotta.
Una richiesta di garanzie – continua la rappresentanza sindacale – che adesso riproporremo per intero al nuovo editore
augurandoci che le belle intenzioni di sviluppo del gruppo Gedi ribadite nella prima nota stampa trovino realizzazione
nel pieno rispetto dei livelli occupazionali, delle realtà delle redazioni locali, della storia di questo giornale.
La nostra battaglia non è finita, ma continua”.
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BELGIO: CONDUTTORI RADIOFONICI DISTRUGGONO STATUE CRISTIANE
Stazione radio distrugge statua di Gesù: “Con l’Islam non osiamo”
Colpire solo chi porge l’altra guancia. La violenza selettiva ammessa da due conduttori radiofonici,
autori della distruzione di una statua di Gesù e di Maria.
Sta suscitando indignazione e polemiche quanto accaduto in Belgio.
Durante una trasmissione dell’emittente pubblica Studio Brussel,
due conduttori radiofonici hanno distrutto una statua di Gesù e una della Vergine Maria,
presentando il gesto come provocazione ironica e un modo spensierato per sfogare le emozioni negative.
L’episodio, rilanciato da diversi media e commentatori internazionali, ha rapidamente superato i confini nazionali,
attirando critiche praticamente ovunque.
sottolineando una evidente disparità di trattamento nei confronti delle religioni nelle parole degli autori.
“Con l’Islam non ci saremmo permessi”
Oltre all’inqualificabile gesto, infatti, ciò che sconvolge è la serena giustificazione fornita dagli stessi autori
che hanno ammesso di non aver temuto particolari conseguenze proprio perché si trattava di un simbolo cristiano.
Interrogato dal giornalista irlandese Colm Flynn,
il presentatore Sam De Bruyn ha cercato di minimizzare affermando che il Belgio «non è un paese molto religioso».
Allo stesso tempo, hanno riconosciuto che non si sarebbero mai permessi un simile gesto contro i simboli dell’Islam o dell’Ebraismo,
citando la natura “pericolosa” o “inappropriata” di un’iniziativa del genere. Il timore di reazioni forti o violente li avrebbe fatti desistere.
Colpire solo chi porge l’altra guancia
Un evidente doppio standard ormai diffuso nello spazio pubblico europeo,
dove il cristianesimo viene spesso percepito come bersaglio “sicuro”, mentre altre fedi godrebbero di una maggiore cautela.
A peggiorare ulteriormente la situazione, gli autori del gesto hanno aggiunto di essere consapevoli di provenire «tutti dalla tradizione cristiana.
Quindi è un po’ come ridere di noi stessi».
Ma colpire proprio chi non è incline alla reazione violenta si configura come una forma di bullismo selettivo.
Deliberatamente, si prendono di mira coloro che, per cultura e tradizione, sono abituati a “porgere l’altra guancia”, approfittandosi della docilità evangelica.
RAI 2: PROBLEMI TECNICI E BARRE COLORE IN ONDA
Lo scorso 27 marzo su su Rai 2 alle ore 09.54, al termine del programma Radio2 Social Club
sono andate in onda le barre colore per 44 secondi e poi alcuni minuti senza logo di rete.
Qui in basso alleghiamo il video tratto da RaiPlay.

I 50 ANNI DI RADIO POPOLARE DA GEPPI CUCCIARI
Nella puntata di giovedì 26 marzo del programma SPLENDIDA CORNICE
condotto da Geppy Cucciari in onda sulla terza rete RAI, nei vari temi trattati,
si è parlato dei 50 anni dell’emittente radiofonica milanese RADIO POPOLARE.
Qui in basso potete vedere il video tratto da RaiPlay.

