
Lunedì 9 febbraio 2026
I DATI AUDIRADIO DELL'ANNO 2025: LE EMITTENTI NAZIONALI.
IL PUNTO DI MAURO ROFFI
Pubblicato il 09/02/2026 alle ore 09:10
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A cura di Mauro Roffi

La sensazione era che non ci fosse una particolare attesa per questi dati Audiradio, pur importanti,
relativi soprattutto all’intero 2025 (i dati annuali, dunque, significativi perché ‘di più lungo periodo’)
ma anche, per i meccanismi dell’indagine ormai abbastanza noti, relativi al quarto trimestre 2025 (14 ottobre-22 dicembre)
per le sole emittenti nazionali e al semestre mobile, con terzo e quarto trimestre (dunque il secondo semestre dello scorso anno,
in specifico il periodo 24 giugno-22 dicembre), per le sole emittenti locali.
In effetti, non c’era nulla di paragonabile al settembre scorso, quando, con un certo ritardo, erano finalmente uscite le cifre
relative al primo semestre 2025 di Audiradio, una ricerca nuova di zecca (ma dal ‘nome antico’) chiamata a ridare un po’ di credibilità
in più al campo delle indagini d’ascolto radiofoniche, in cui le polemiche hanno infuriato per anni e le metodologie sono sempre state assai discusse.
In settembre, insomma, c’era un campo nuovo da esplorare e l’attesa era stata appunto parecchia.
Stavolta c’era semmai da ‘consolidare’ le prime impressioni dell’epoca, da vedere come ‘si affinavano’ i dati,
da fare verifiche su un periodo più lungo e importante.
L’impressione (tanto per sbilanciami un po’) è tuttavia che Audiradio sia tuttora ‘ai primi passi’,
che il salto di qualità promesso sia ancora abbastanza lontano (il metodo CATI non può fare miracoli, per capirci)
e che ci sia ancora da attendere un po’ per vedere dati davvero convincenti come quelli di Auditel
(che si è permessa in questi giorni addirittura una campagna pubblicitaria proprio in Tv con molti illustri ‘testimonial’).
All’articolo di settembre rimando per un esame più specifico della metodologia adottata,
mentre le emittenti oggetto di rilevazione non potevano che essere le stesse del primo semestre 2025;
per il 2026, intanto, si sa già di una piccola crescita del numero delle Radio iscritte,
anche se (anche qui) non sembra tuttora risolta la questione dell’iscrizione o meno delle Radio ‘native digitali’ (o giù di lì),
finora in buona parte escluse, evidentemente in contraddizione con l’attuale evoluzione del mercato radiofonico.
Ma passiamo ai primi dati oggetto di commento, che saranno sempre quelli (più che altro per non creare confusione) dell’intero 2025,
ovvero del periodo 28 gennaio-22 dicembre dell’anno appena trascorso, in riferimento, salvo eccezioni, al Giorno Medio.
Il confronto con i dati TER del 2024 è poco proponibile, data la diversità delle due ricerche,
e pertanto faremo invece riferimento al primo semestre 2025, per vedere almeno come si sono ‘affinate’ le cifre in questione in un periodo più lungo. Naturalmente i due periodi non sono omogenei ma il paragone sembra un po’ più congruo rispetto a un confronto con i dati TER.
Diciamo intanto che c’è in generale un piccolo ma significativo ridimensionamento degli ascolti nell’annuale rispetto al semestre,
come a ‘consolidarli’ in sostanza, senza per questo contraddirli, evidentemente.
Pertanto le tendenze evidenziate a settembre dalla ricerca (con un po’ di ‘gloria’ per molte emittenti, anche locali, e altresì per il mezzo in generale)
sono state sì confermate ma magari anche un po’ attenuate, a beneficio, magari, di una maggiore credibilità.
Nel Giorno Medio per Audiradio sono 35.053.000 gli ascoltatori radiofonici complessivi nel 2025,
su una popolazione italiana calcolata in 52.350.000 persone;
sono invece 44.498.000 gli ascoltatori settimanali (nei 7 Giorni) e 7.672.000 quelli del quarto d’ora medio (il famoso AQH).
Rispetto al primo semestre si può notare una piccola ma non indifferente diminuzione nel Giorno Medio,
visto che prima ‘ascoltavano’ ogni giorno 35.685.000 persone, e nell’AQH, la cui cifra di riferimento in precedenza era di 8.087.000 individui.
Non così nei 7 Giorni, in cui si registra invece un piccolissimo incremento rispetto ai precedenti 44.479.000.
Vediamo adesso le emittenti nazionali, considerando ovviamente solo quelle iscritte come tali,
pur ricordando che la differenza con alcune locali si sta sempre più ‘affievolendo’:
i casi di Radio Subasio, prima di tutto, ma anche di Radio Bruno, Radio Birikina, Radio Kiss Kiss Italia, Radio Margherita
e della stessa Radio Norba (non a caso appena passata nelle mani di Radio Mediaset, come Subasio),
nonché di circuiti come Radio Italia Anni 60 e Radio Sportiva (iscritti con rilevazione unica), sono assai significativi
e le cifre talora sono più alte di alcune nazionali.
Ma per adesso lasciamo perdere questo discorso e vediamo le 18 nazionali iscritte,
fra le quali mancano sempre Radio Radicale (il cui futuro è nebuloso, al momento) e Radio Maria.
Non ci sono ovviamente grandi variazioni nelle cifre annuali rispetto al primo semestre 2025, ma qualche indicazione interessante c’è.
Nel Giorno Medio la prima della fila è pur sempre Rtl 102.5, che ottiene stavolta 6.616.000 ascoltatori, che sono poco meno dei precedenti 6.675.000.
È una conferma importante al vertice quella della Radio di Suraci, anche se non sembra si sia più ai tempi veramente d’oro per l’emittente,
che ha sempre al secondo posto, decisamente vicina, Radio Italia solomusicaitaliana con 6.398.000,
una cifra tuttavia meno ‘trionfale’ dei 6.609.000 ascoltatori del primo semestre.
La terza piazza è invece sempre appannaggio di Rds 100% Grandi Successi, con 6.028.000, poco meno dei precedenti 6.060.000,
a conferma della buona performance del gruppo Montefusco anche in questa tornata di indagini.
Al quarto posto nel Giorno Medio, pur un po’ più staccata, è ancora Radio Deejay con 5.406.000, non lontana dai 5.478.000 del primo semestre;
vedremo però che la Radio di Gedi (anch’essa dal futuro un po’ nebuloso) si rifà decisamente nel quarto d’ora medio.
Non cambia neppure (è quinta) la posizione di Radio 105, la prima delle Radio Mediaset in graduatoria;
105 scende di poco sotto i 5 milioni, a 4.988.000, mentre prima era a 5.086.000.
Sono sempre soddisfazioni, poi, per Radio Kiss Kiss, sesta assoluta a 3.998.000 (da 4.037.000),
nonostante la distanza da 105 e la discesa sotto i quattro milioni, perché la posizione conquistata dall’emittente napoletana
della famiglia Niespolo è di grande rilievo e prestigio.
Basterà evidenziare di nuovo, a questo proposito, che Kiss Kiss batte nettamente Rai Radio 1,
che si conferma settima solo a 3.109.000, meno dei precedenti 3.193.000.
Le difficoltà della prima emittente pubblica (e anche delle altre del gruppo), appena rientrata nelle rilevazioni,
ci sono ancora tutte e sarebbe forse ora che la Rai se ne occupasse un po’ di più, a mio parere.
Ottava è la sempre vitale Virgin Radio di Mediaset con 3.037.000 ascolti,
non molto meno dei 3.106.000 del primo semestre, e le cifre sono pur sempre gratificanti.
Al nono posto c’è una novità, con il buon dato di Radio 24 Il Sole 24 Ore, ferma a 2.615.000, che sono ‘quasi’ quelli del primo semestre (2.628.000).
A far guadagnare una posizione all’emittente di Confindustria è probabilmente l’arrivo recente del canale televisivo,
che può aver dato una mano alla conoscenza della ricca offerta di programmi.
Chi ne fa le spese è peraltro un’emittente che la Tv (pur leggermente penalizzata dalle scelte tecniche in termini di diffusione) ugualmente ce l’ha da tempo:
è naturalmente Rai Radio 2, ora decima nonostante Fiorello e la nuova direzione, che scende anche un po’,
confrontando i 2.561.000 dell’intero 2025 con i 2.676.000 della prima parte dello scorso anno.
Citata Radio Subasio all’undicesimo posto assoluto, eccoci all’altra stazione di Radio Mediaset R101,
undicesima a sua volta fra le sole nazionali con 2.278.000, circa centomila in meno dei precedenti 2.379.000.
Segue, dodicesima, la sempre prestigiosa RMC Radio Monte Carlo con 2.085.000, con una flessione un po’ meno marcata dai 2.136.000 del 1° semestre.
La tredicesima piazza è invece sempre di m2o di Gedi con 2.062.000, anche stavolta leggermente sotto i 2.110.000 della precedente tornata.
Quattordicesima è di nuovo Radio Capital, a proposito della quale non si capiscono bene gli entusiasmi dei dirigenti Gedi
(che confrontano questi dati con quelli TER in termini assoluti); Capital è lontana dalle posizioni di vertice a 1.734.000,
in leggera flessione dalla cifra di 1.773.000 di sei mesi fa.
Dopo Radio Italia Anni 60 e Radio Sportiva, si prosegue con le nazionali con il quindicesimo posto di Radiofreccia a 1.303.000.
Non siamo certo nelle prime posizioni ma la seconda emittente di Suraci fa leggermente meglio del primo semestre 2025,
quando si era fermata a 1.285.000, e, come abbiamo visto, pochissime emittenti ci sono riuscite.
Dopo Radio Bruno e Radio Kiss Kiss Italia, la sedicesima piazza fra le nazionali passa a Radio Zeta
e di nuovo la tendenza è positiva per la terza stazione (quella ‘giovane’) del gruppo Suraci, che arriva a 1.254.000 da 1.240.000.
Chi scende di una posizione è di nuovo un’emittente pubblica, vale a dire Rai Radio 3, ora diciassettesima a 1.241.000,
con una leggera flessione dai precedenti 1.269.000.
Dopo Radio Birikina, Radio Norba e Radio Margherita, è diciottesima e ultima fra le nazionali, come prevedibile, Rai Isoradio,
che stavolta arriva a 722.000, appena un po’ di più dei 719.000 del primo semestre 2025.
La classifica dei 7 Giorni non cambia moltissimo le cose, ma qualcosa di diverso c’è.
Rtl è sempre prima, Radio Italia seconda e poi c’è Rds. Radio 105 in questo caso batte tuttavia Radio Deejay.
Bene anche qui Kiss Kiss, quasi appaiata però da una vitalissima R101: entrambe, come pure Virgin, battono Radio 1.
Non lontana c’è pure Radio 2. Molto bene, stavolta, Radio Monte Carlo, che batte la stessa Radio 24.
Capital prevale su m2o, Isoradio fa meglio di Radio 3.
Ed eccoci al più noto quarto d’ora medio (AQH), dove Radio Deejay si prende la rivincita, classificandosi prima assoluta con 584.000,
appena sopra Radio 105 con 568.000 e Rds con 559.000.
Radio Italia (538.000) qui è solo quarta ma batte Rtl, in questo caso solo quinta con 526.000.
Benino anche qui Radio 24 e Radio Monte Carlo, si riprende un po’ Radio 3, che batte Radiofreccia e Radio Zeta.
Relativamente, infine, all’altro aspetto molto significativo di questi primi dati di Audiradio,
vale a dire la crescita degli ascolti delle Radio locali (pur tenendo conto di quanto abbiamo detto prima su una differenziazione
sempre meno netta fra questa categoria e quella della Radio nazionali), Aeranti-Corallo esprime di nuovo una valutazione positiva:
“Con riferimento ai dati dell’intero anno 2025, la somma degli ascoltatori lordi nel giorno medio di tutte le emittenti locali rilevate
è risultata pari a 31.037.000 (ricordando che, ovviamente, ogni utente può ascoltare più Radio, locali e/o nazionali).
Anche sull’intero anno, si conferma che in cinque regioni italiane la Radio più ascoltata è una Radio locale
(rispetto alle Radio nazionali e a tutte le Radio locali rilevate nella relativa regione) e 8 Radio locali hanno più ascolti di almeno una Radio nazionale”.
Il mio prossimo articolo inizierà, per chiudere davvero, l’ormai consueto giro d’Italia,
in cui esaminerò regione per regione i dati Audiradio del Giorno Medio, sempre relativi all’intero 2025.