
Giovedì 25 settembre 2025
I DATI AUDIRADIO DEL 1° SEMESTRE 2025.
IL PUNTO DI MAURO ROFFI
Pubblicato il 25/09/2025 alle ore 12:15
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A cura di Mauro Roffi

Sono finalmente arrivati i primi dati di questa attesissima Audiradio,
la nuova (rediviva, verrebbe da dire) ricerca sull’ascolto delle Radio italiane che promette
o almeno si ripropone di rimettere ordine in un settore e in un mezzo che sono stati dilaniati per anni da molte polemiche.
In questo modo la Radio rientra anche all’interno delle ‘grande famiglia delle Audi’, le ricerche che fanno riferimento all’UPA,
ovvero a quegli investitori pubblicitari che sono chiamati a investire (o meno) su un medium e su specifiche emittenti.
C’è pace finalmente anche con RadioRai, dopo che, ad opera soprattutto dell’attuale direttore generale (e ‘capo’ anche di San Marino Rtv) Roberto Sergio,
le emittenti pubbliche si erano ritirate polemicamente dalla discussa TER, evidenziandone alcuni limiti di non poco conto.
Andrà meglio con Audiradio?
Lo vedremo, anche se magari un po’ prevedibilmente, questa partenza della nuova indagine è stata un po’ faticosa
e c’è stato in particolare un ritardo di circa due mesi nella diffusione dei primi dati, quelli relativi al 1° semestre dell’attuale 2025.
Ma alla fine le cifre sono naturalmente uscite, dopo che prima erano fiorite già alcune indiscrezioni almeno sulle ‘tendenze’,
alimentate anche – e non poteva essere altrimenti – dai dati riservati comunicati alle stesse emittenti iscritte, come sempre accade, appunto.
Ci sarebbe ora da spiegare il complesso meccanismo che è alla base di questa Audiradio,
ma è forse opportuno non addentrarsi in questioni che sono anche necessariamente molto tecniche e non facili da spiegare a tutti.
La ricerca prevede 200.000 interviste (decisamente di più di quelle TER), ancora basate però sul metodo CATI (non sempre ‘impeccabile’, va ricordato),
che sono state realizzate tra il 28 gennaio e il 23 giugno 2025, mediante l’utilizzo di due ‘Stream’ e di tre distinti questionari, su campioni indipendenti:
lo Stream A è stato suddiviso in A1 (esclusivamente per le Radio locali) e A2 (emittenti locali e nazionali);
lo Stream B è stato riservato alle sole Radio nazionali.
Più avanti la ricerca verrà integrata dalla misurazione censuaria degli ascolti on-demand digital, mirando, ‘a percorso compiuto’,
ad arrivare alla famosa Total Audience, già ‘cavallo di battaglia’ di Auditel nel campo televisivo.
La cosa più importante da dire è che i dati di Audiradio, in virtù delle tante novità, non sono oggettivamente confrontabili in forma diretta
con quelli precedenti di TER, anche se è inevitabile che molti lo faranno, anche per vedere ‘come andava prima’ e ‘come va adesso’, per capirci.
La lunga premessa era inevitabile per spiegare alcuni elementi-base, senza i quali è oggettivamente
molto parziale limitarsi a pubblicare i dati (e magari confrontarli con quelli TER).
Ma vediamo allora i dati generali e poi quelli delle Radio nazionali.
Non sono male i numeri complessivi del mezzo: sono 35.685.000 infatti gli ascoltatori della Radio ogni giorno in Italia,
44.479.000 quelli settimanali e 8.087.000 quelli del quarto d’ora medio.
Chi prevale dunque in tutta Italia?
Di solito si fa riferimento al Giorno Medio e qui la prima della fila è di nuovo Rtl 102.5, con 6.675.000 ascoltatori:
la Radio di Suraci si conferma dunque come la stazione leader (almeno nell’importante Giorno Medio).
Si direbbe però che a fare festa possa essere soprattutto Radio Italia Solomusicaitaliana,
che segue a poca distanza da Rtl con ben 6.609.000 ascoltatori, un dato davvero incoraggiante per Mario Volanti.
Fra le stazioni di vertice c’è poi sempre Rds 100% Grandi Successi, con 6.060.000 ascolti,
confermando il fortissimo seguito della stazione del gruppo Montefusco.
Quarta è Radio Deejay del gruppo GEDI, che a sua volta si conferma sempre fra le più importanti emittenti italiane,
sia pure qui a un minimo di distanza, con un dato di 5.478.000.
Ancora un po’ più indietro c’è la prima delle Radio Mediaset, che non poteva che essere Radio 105, con 5.086.000.
Si fa poi luce Radio Kiss Kiss, che ha diritto a far festa a sua volta, essendo sesta assoluta, anche se con ‘soli’ 4.037.000 ascoltatori.
Solo settima è invece Rai Radio 1, che rientra nelle indagini con 3.193.000
e si direbbe che per i dirigenti dell’emittente (recentissima la presentazione dei nuovi palinsesti di Nicola Rao)
ci sia davvero da lavorare, per risalire un po’ la china.
Rai Radio 2 invece si può lamentare meno, essendo nona con 2.676.000 (sarà l’effetto dell’apporto del canale Tv?).
In mezzo, ottava, c’è la sempre vitale Virgin Radio di Mediaset con 3.106.000.
Non male anche il dato di Radio 24 Il Sole 24 Ore, decima con 2.628.000 ascoltatori e qui, al di là della indubbia qualità dei programmi,
ci sarà da valutare in futuro il contributo del canale televisivo appena partito.
Nella classifica assoluta delle emittenti ci sarebbe a questo punto Radio Subasio (gruppo Radio Mediaset)
ma in questa sede parliamo solo delle emittenti iscritte come ‘nazionali’ a tutti gli effetti.
Tocca quindi, in questa specifica graduatoria, a R101, sempre di Mediaset, con 2.379.000,
seguita dalla ‘collega’, sempre prestigiosa, Rmc Radio Monte Carlo con 2.136.000.
Sarà poi così lusinghiero, come sostiene GEDI, il dato di m2o con 2.110.000?
Il giudizio ai lettori, mentre m2o batte comunque nettamente la ‘collega’ Radio Capital,
di cui forse non si capisce bene ‘la linea’ (giudizio personale, s’intende), ferma a 1.773.000.
Seguono circuiti di fatto nazionali come Radio Italia Anni 60 e Radio Sportiva e poi due emittenti ‘locali’ (si fa un po’ per dire, s’intende)
di grande prestigio come la sempre più sorprendente Kiss Kiss Italia e la vitalissima Radio Bruno.
Ma noi restiamo sulle nazionali e parliamo allora di Radiofreccia del gruppo Suraci a 1.285.000.
Sarà da considerasi positivo, poi, come vorrebbe la Rai, il dato di Rai Radio 3 a 1.269.000?
Anche qui lasciamo il giudizio ai lettori.
A chiudere il gruppo delle reti nazionali più note e seguite è invece Radio Zeta a 1.240.000.
Ma non è finita, perché c’è anche Rai Isoradio, che è diciottesima in questa specifica graduatoria delle nazionali con 719.000,
un risultato che non è poi disprezzabile, sembrerebbe.
Prima di lei ci sono però, fra le locali di grandi ascolti, Radio Birikina, Radio Norba e Radio Margherita.
La classifica dei sette giorni vede prevalere un po’ più nettamente Rtl su Radio Italia e poi Rds.
Radio 105 in questo caso batte poi Radio Deejay. Bene anche qui Kiss Kiss, quasi appaiata però da R101:
entrambe battono Radio 1; non lontano c’è pure Radio 2.
Fra le curiosità, o giù di lì, il fatto che nei 7 giorni Radio Capital stavolta si fa valere un po’ di più e batte m2o, avvicinandosi anche a Radio 24.
Ed eccoci al più noto quarto d’ora medio (AQH), dove Radio Deejay si prende la rivincita, classificandosi prima assoluta con 621.000,
appena sopra Radio 105 con 615.000 e Rds con 582.000.
Radio Italia (566.000) qui è solo quarta ma batte Rtl, in questo caso solo quinta.
Ma c’è un altro aspetto molto significativo in questi primi dati di Audiradio ed è la crescita delle Radio locali.
Un comunicato di Aeranti-Corallo lo evidenzia a dovere:
“Emerge con chiarezza la forza delle Radio locali, con risultati d’ascolto decisamente rilevanti, anche in rapporto al dato complessivo…
Le Radio locali iscritte all’indagine sono 252; la somma degli ascoltatori lordi nel giorno medio di tutte le emittenti locali rilevate
è risultato essere pari a 31.309.000 (ricordando che, ovviamente, ogni utente può ascoltare più Radio, locali e/o nazionali).
Le Radio locali che superano un milione di ascoltatori nel giorno medio sono 5; inoltre, sono 8 quelle che hanno tra 500mila e un milione di ascoltatori;
19 quelle tra 200mila e 500mila; 75 quelle tra 50mila e 200mila ascoltatori; 72 tra 20mila e 50mila ascoltatori; 73 sotto i 20mila ascoltatori.
9 risultano essere le Radio locali con più ascolti di almeno una Radio nazionale.
In 5 regioni italiane (Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Puglia), la Radio più ascoltata
è una Radio locale (rispetto alle Radio nazionali e a tutte le Radio locali rilevate nella relativa regione)”.
Sarà dunque molto opportuno completare queste prime analisi con quella che è una vera peculiarità di litaliaindigitale.it:
l’esame degli ascolti delle Radio regione per regione.
Lo inizierò presto, dando dunque appuntamento fin d’ora ai lettori per i prossimi giorni.