Domenica 18 gennaio 2026

TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA

A cura di Salvatore Cambria

Pubblicato il 18/01/2026 alle ore 18:15
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE
Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.

SARDEGNA IN DIGITALE: INSERITE LE LISTE TV DI IGLESIAS (CI) E VILLASIMIUS (SU)

Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Sardegna,
dove abbiamo aggiunto l’elenco dei mux televisivi
sintonizzabili nelle località di IGLESIAS (CI) e VILLASIMIUS (SU) 
e consultabili cliccando sui banner qui sotto.

SLOVENIA IN DIGITALE - MUX RTV SLOVENIJA (A): RESTYLING
PER TV KOPER CAPODISTRIA IN OCCASIONE DEL 55° ANNIVERSARIO

Ci dirigiamo in Slovenia per alcune piccole modifiche che hanno interessato TV KOPER,
visibile nel Mux RTV SLOVENIJA (A), sulla LCN 5 ed in alta definizione con la risoluzione video 1920×1080.
 
Qui di seguito pubblichiamo il seguente comunicato:
 
Nuova veste grafica per i 55 anni di TV Capodistria
 
Il 2026 è un anno importante per TV Koper-Capodistria, che festeggia il 55° anniversario del programma italiano
e le prime 50 candeline del programma sloveno. Nel corso dell’anno saranno diverse le iniziative volte a celebrare questi traguardi,
e già a partire da mercoledì la veste grafica del nostro canale ha subito alcune modifiche proprio per ricordare i due anniversari.
 
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
Qui di seguito abbiamo elencato i ripetitori collocati nella Slovenia occidentale,
il cui segnale della versione Ovest, attivo sulla frequenza UHF 27,
può essere sintonizzato costantemente o saltuariamente, a seconda delle aree di ricezione,
anche in diverse regioni italiane bagnate dal mar Adriatico.
FREQUENZE E POSTAZIONI RICEVIBILI IN ITALIA
SLOVENIA
UHF 27 (522,0 MHz)
PostazioneComuneAreaPol.
Monte SantoBritovoOvesto
TersteliMontespinoOvesto
Croce BiancaPiranoOvesto
Monte NanosSan Vito di VipaccoOvesto
AntignanoScoffieOvesto

RADIO DAB: CAMBI DI FREQUENZA E NUOVE ATTIVAZIONI PER IL MUX EURODAB ITALIA

Occupiamoci ora della radio digitale.
Il Mux EURODAB ITALIA ha attivato il Canale 6A dalla postazione marchigiana di SANT’ANTONIO a Fossombrone (PU)
e si è adeguato al PNAF DAB dell’AGCOM, ultimando il cambio di frequenza in Toscana.
È stato definitivamente sostituito il blocco 12A al Canale 10A dai ripetitori di POGGIO DI FIRENZE a Rignano sull’Arno (FI),
TIRLI a Castiglione della Pescaia (GR), LA SASSA a Montecatini Val di Cecina (PI), TORRE SANT’ALLUCCIO a Quarrata (PT)
e POGGIO MACIA MORTA – ACQUEDOTTO a Castellina in Chianti (SI).
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER IL MUX GO DAB (VENETO)

Ci spostiamo in Veneto per segnalare che il Mux GO DAB è stato acceso sul Canale 5D
dalle postazioni di AGUGLIANA – COL ZUCCHI a Montebello Vicentino (VI)
e SPIAZZI – FORTE CIMO a Caprino Veronese (VR),
rispettivamente lunedì 12 e mercoledì 14 gennaio, come mostrato dalle locandine qui sotto.
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
FREQUENZE E POSTAZIONI
VENETO
Canale 5D (180,064 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte Dolada – GhedieAlpagoBL
Col VisentinBellunoBL
PocolCortina d’AmpezzoBL
TerranegraPadovaPD
Monte VendaVo’PD
Agugliana – Col ZucchiMontebello VicentinoVI
Spiazzi – Forte CimoCaprino VeroneseVR
Via ChiodaVeronaVR
LOMBARDIA
Canale 5D (180,064 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Località Monte MarioDesenzano del GardaBS

RADIO DAB: ATTIVATO IL MUX LIGURIA DAB DA LA SPEZIA

Ci dirigiamo in Liguria, dove è stato acceso il Mux LIGURIA DAB
sul blocco 12A dall’impianto di MONTE PARODI a La Spezia.
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

LIGURIA
Canale 12A (223,936 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Portofino VettaCamogliGE
Monte FasceGenovaGE
Monte ParodiLa SpeziaSP

RADIO DAB - MUX MEDIA DAB (PUGLIA): ARRIVA RADIO SUNBEAT

Scendiamo in Puglia per segnalare che la musicale RADIOSUNBEAT del gruppo trevigiano SOOBEAT MEDIA
Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
FREQUENZE E POSTAZIONI
PUGLIA
Canale 5B (176,640 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Strada Statale 17FoggiaFG
Contrada TerrisiParabitaLE
Monte TrazzonaraMartina FrancaTA

RADIO FM: RADIO SOLE AL POSTO DI RADIO DJ INTERNATIONAL

Per quanto riguarda la radio FM, la pescarese RADIO DJ INTERNATIONAL è stata sostituita da RADIO SOLE
sugli 88.9 MHz e sui 95.5 MHz, attivi rispettivamente dalle postazioni di
MONTE MAJELLA – RIFUGIO POMILIO a Rapino (CH) e SAN SILVESTRO a Pescara.
Per l’occasione abbiamo riaggiornato l’elenco delle emittenti radio sintonizzabili in FM a Pescara.

L' IRONIA E LA MISURA: ADDIO A MAURIZIO ODOR, AMICO E COLLEGA DI SKY TG24

Tra i protagonisti del lancio del canale meteo di Sky, negli ultimi anni della sua carriera si era occupato anche di informazione digitale.
Senza mai risparmiarsi, e senza mai risparmiare una parola gentile a nessuno
 
Se n’è andato con discrezione proprio nel giorno del suo compleanno.
Quella discrezione e quel garbo che lo hanno accompagnato ogni giorno della sua vita.
Ci ha lasciato così Maurizio Odor, per tanti anni collega di Sky TG24 e colonna della nostra redazione.
Aveva 63 anni, origini istriane, ma romano da sempre.
È stato tra i protagonisti del lancio del canale meteo di Sky, di cui era un grande esperto e per tanti anni coordinatore.
Gentile con tutti, competente e appassionato.
Negli ultimi anni della sua carriera si è occupato anche di informazione digitale,
esplorando con curiosità e professionalità i nuovi linguaggi del giornalismo.
All’interno della redazione web è diventato presto un punto di riferimento grazie all’esperienza e alle preziose doti umane:
la parola giusta al momento giusto, il sorriso per smorzare le tensioni, l’umorismo per fare gruppo.
La sua competenza, il garbo e l’umanità con cui si rivolgeva al mondo sono stati la cifra del suo percorso umano e professionale.
Ci mancherà. Alla moglie Rossella e ai figli Alessandro ed Elena va l’abbraccio di tutta Sky TG24.
 

RIUNIONE AERANTI-CORALLO SULLA QUESTIONE DELLE ASSERITE INTERFERENZE FM CON L' ESTERO

Lunedì 12 gennaio si è svolta in videoconferenza una partecipata riunione delle emittenti radiofoniche locali associate Aeranti-Corallo,
dedicata alla problematica degli impianti FM italiani che si trovano in situazione interferenziale
con impianti radiofonici di Croazia, Slovenia, Francia (Corsica) e Malta.
La questione si inserisce nel contesto della procedura di infrazione avviata dalla Commissione Europea nei confronti dell’Italia
per il mancato rispetto del Codice europeo delle comunicazioni elettroniche (direttiva UE 2018/1972) e della direttiva quadro (direttiva 2002/21/CE).
Secondo la Commissione UE, infatti, il nostro Paese non avrebbe adottato misure amministrative sufficienti
per eliminare le interferenze dannose asseritamente causate da emittenti radiofoniche FM italiane nei confronti di altri Stati membri nella banda 87,5-108 MHz.
Nel corso della riunione, il coordinatore di Aeranti-Corallo e presidente Aeranti, avv. Marco Rossignoli, ha illustrato in modo dettagliato la problematica,
anche con l’ausilio di slide, ripercorrendo la cronistoria a partire dal Piano di Ginevra GE84, il confronto in ambito RSPG/Good Offices
e l’avvio della procedura di infrazione europea, evidenziando la preoccupazione del comparto radiofonico al riguardo.
Alla riunione è intervenuto anche il dott. Franco Mugerli, dell’esecutivo Aeranti-Corallo e presidente Corallo, che ha ribadito la preoccupazione del comparto.
È stato ricordato che l’Italia dovrà rispondere nei prossimi giorni alla lettera di costituzione in mora ricevuta dalla Commissione UE lo scorso novembre.
In assenza di una risposta ritenuta soddisfacente, la procedura potrebbe proseguire con l’adozione di un parere motivato
e, in ultima istanza, con il deferimento alla Corte di Giustizia UE e la possibile irrogazione di sanzioni finanziarie.
Nel medesimo contesto è stato richiamato l’incontro tenutosi il 30 dicembre scorso presso l’Ufficio di Gabinetto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy
con Aeranti-Corallo, le altre associazioni di categoria, la RAI, l’AGCOM e la Fondazione Ugo Bordoni,
finalizzato a valutare possibili strategie di mitigazione interferenziale.
In tale contesto Aeranti-Corallo ha ribadito la forte preoccupazione del settore,
evidenziando come non sia ipotizzabile la disattivazione o la drastica riduzione di centinaia di impianti legittimamente operanti
e chiedendo l’avvio di un tavolo tecnico presso il MIMIT per affrontare la problematica,
escludendo soluzioni che comportino la chiusura degli impianti FM.
 

PIEMONTE: RADIO AZZURRA NOVARA, 50 ANNI DI MUSICA, NOTIZIE E STORIE DEL TERRITORIO

Il presidente della Regione Cirio e l’assessore Chiarelli hanno celebrato l’importante anniversario
 
Mezzo secolo di voci, musica e informazione: Radio Azzurra Novara festeggia i suoi 50 anni.
 
Radio Azzurra Novara: 50 anni di musica, notizie e storie del territorio
La radio, fondata nel 1975 da Ugo Ponzio nel Novarese, ha accompagnato generazioni di ascoltatori,
diventando un punto di riferimento per raccontare il territorio, dare spazio alle persone e valorizzare la comunità.
La celebrazione si è svolta nei giorni scorsi al Grattacielo Piemonte, alla presenza del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio,
e dell’assessore regionale alla Cultura, la novarese Marina Chiarelli.
Cirio ha sottolineato l’importanza di Radio Azzurra nel raccontare il presente e nel mantenere un legame autentico con il territorio:
“Musica, informazione, emozioni, voci e storie che hanno accompagnato il Piemonte per mezzo secolo”, ha detto.
L’assessore Chiarelli ha ricordato come la radio sia riuscita a rinnovarsi senza perdere la propria identità,
diventando una voce riconosciuta non solo a Novara ma in tutto il Piemonte:
“50 anni di Radio Azzurra Novara. Una voce che ha attraversato generazioni, raccontando il territorio, la sua gente, la musica e i cambiamenti del tempo.
Buon compleanno a Radio Azzurra: 50 anni di passione, informazione e cuore. E avanti così, con la stessa energia di sempre”.
Fondata nel 1975, Radio Azzurra ha saputo coniugare informazione locale, musica e racconti della vita quotidiana,
consolidando il proprio ruolo di strumento di vicinanza e partecipazione alla comunità novarese.
 

FRIULI-VENEZIA GIULIA: L' AVANZATA DI MARCHI E NEM; COMPRA UNA TV LOCALE E TRATTA CON GEDI PER LA STAMPA

Il polo editoriale Nord Est Multimedia di Enrico Marchi si espande nel Nord-Est Italia e tratta per La Stampa
 
La holding veneta sta trattando anche l’acquisizione de La Stampa. Le strade con Gedi si incrociano un’altra volta:
già nell’ottobre del 2023 quest’ultimo aveva ceduto Corriere delle Alpi, Mattino di Padova, Messaggero Veneto,
Nuova di Venezia e Mestre, Il Piccolo di Trieste e la Tribuna di Treviso a Nem, segnando il passaggio da un asset nazionale a uno locale.
 
L’operazione di espansione
Ora i vertici di Nem proseguono lungo la linea del rafforzamento volgendo l’interesse verso nuovi asset audiovisivi ed eventi strategici.
In questo quadro si inserisce l’acquisizione di Telefriuli, emittente privata storicamente radicata in Friuli-Venezia Giulia.
L’emittente è un presidio informativo locale solido, con una forte riconoscibilità sul territorio
e strategicamente colma un tassello chiave: la televisione locale.
Consente infatti al gruppo di rafforzare la copertura audiovisiva, sviluppare formati video-first, talk e dirette.
Le previsioni sono quelle di far diventare Telefriuli un vero hub video regionale che sostenga le grandi coperture:
dalle regionali alle Olimpiadi Milano Cortina.
 
I nuovi asset radio
Il gruppo editoriale sta intensificando le trattative con Klasse Uno Network, polo radiofonico che fa capo alla famiglia Zanella.
Il pacchetto che porterebbe quest’ultima è formato da emittenti storiche e molto identitarie come Radio Birikina e Radio Bellla&Monella.
Anche qui un progetto di espansione e consolidamento.
 
L’offerta a La Stampa
Non solo locale: Nem ha ufficializzato il suo interesse per l’acquisizione della Stampa dal gruppo Gedi.
“Verrà presentata nei prossimi giorni un’offerta non vincolate per l’acquisizione del quotidiano La Stampa
per procedere a una trattativa in esclusiva”, lo ha reso pubblico il 12 gennaio in una nota.
Nella selezione di Gedi ora ci sono due offerte: quella del gruppo editoriale Sae (Sapere aude editori) avanzata a metà dicembre scorso
dal gruppo di Alberto Leonardis che pubblica Tirreno, Nuova Sardegna e Provincia Pavese e quella appunto di Nem.
Come ha riportato Open, Leonardis avrebbe espresso parole di stima verso il quotidiano torinese:
“Mi piace moltissimo, è il primo giornale che leggo al mattino e ha anche un marchio di grande prestigio”.
L’interesse di Sae sarebbe manifestato in cordata con altre realtà piemontesi cui fondazioni bancarie:
la Fondazione Crt di Torino, la Fondazione Cassa di risparmio di Biella e la Fondazione Banca popolare di Novara.
Anche per Nem oltre ai soci aderiranno al progetto anche esponenti del mondo dell’imprenditoria e degli investitori istituzionali del Nord Ovest.
La palla passa così al gruppo della famiglia Elkann per decidere chi e in che tempi diventerà editore della Stampa.
 
Chi è Marchi
Enrico Marchi è è nato a Sernaglia della Battaglia, un comune in provincia di Treviso (Veneto), il 6 aprile 1956.
Tra gli imprenditori di maggior peso del nord-est, si è laureato in Economia aziendale alla Bocconi e ha iniziato la sua attività nel 1980
fondando la Finanziaria Internazionale, diventata poi una holding di partecipazioni in tre aree di attività:
servizi finanziari (Banca Finint), infrastrutture (Save) e-business process outsourcing (Finint Bpo).
Dal 2000 è il numero uno di Save, società che, da gestore dell’aeroporto Marco Polo di Venezia,
si è trasformata in un gruppo di servizi nelle infrastrutture di mobilità.
Da giovane mastica un po’ di politica nel Partito Liberale con Valerio Zanone e Renato Altissimo,
più tardi sarà anche assessore al Bilancio in provincia di Treviso.
Il suo spirito guida è Warren Buffett, come riporta Il Foglio,
“perché proprio come lui non vuol lasciare la provincia e allo stesso tempo parlare italiano”.
 

EMILIA-ROMAGNA: I 10 ANNI DI EMMERRECI;
"GLI ASCOLTI AUMENTANO. UN TRAGUARDO IMPORTANTE"

Tutto iniziò nel marzo del 2016, sulle orme di Lady Radio Castel San Pietro.
Burchiellaro: “Non solo musica, ma anche dialogo con programmi ad hoc”.
 
Dieci anni di Emmerreci.
Ne ha fatta di strada la radio castellana nata a marzo del 2016 quando il bando nazionale consegnò all’editore Andrea Lannutti
e all’attuale direttore e responsabile del marketing Gianpaolo Burchiellaro le frequenze in AM – Amplitude modulation, ndr – 1098 e 711,
riportando in vita il sogno di quella Lady Radio Castel San Pietro che era stata negli anni ’70 una delle prime radio nate in Emilia-Romagna.
Oggi, con direttore responsabile Davide Burchiellaro, direttore artistico Bruno La Voce
e responsabile social e pubbliche relazioni Giorgia Bertelli a completare lo staff,
Emmerreci si appresta a preparare i festeggiamenti per il decimo compleanno che coinciderà con l’arrivo della primavera,
il 21 marzo prossimo. Due lustri nei quali, spiega Gianpaolo Burchiellaro, “è cambiato tanto e tutto molto velocemente.
Siamo partiti solo in AM, poi due anni dopo sono arrivate le app che sono il presente e il futuro delle radio.
Oggi siamo nei circuiti FM (Frequency modalution, ndr) World, Garden Radio e Alexa, con ascolti in costante crescita”.
Rispetto all’anno precedente, nel 2025 appena concluso gli ascolti sono più che triplicati, “sui 600 al giorno contro i 160-170 del 2024,
sembrano pochi ma è un traguardo tutt’altro che piccolo”, spiega Burchiellaro,
che sin dall’avvio di Emmerreci ha voluto puntare su una radio “lontana dal concetto di musica che scorre senza soluzione di continuità.
Abbiamo preferito, piuttosto, puntare su una radio “dialogata”, su programmi confezionati in casa, che non strizzano l’occhio al commerciale”.
Così sulle frequenze di Emmerreci si parla di storia del rock di ieri e di oggi con “Rock in Borgo”,
ma c’è spazio anche per “Onda Lirica” che vede tra i protagonisti l’ex sindaco Vincenzo Zacchiroli,
e una finestra settimanalmente si apre anche sul mondo dell’editoria con “Autori alla radio” e “Book on air”.
Spazio alla musica, dunque, ma anche ai libri e, ormai da tempo, ai giovani e giovanissimi,
con “Licenza media” che porta negli studi di via Cavour gli studenti, mentre Bruno La Voce fa da comandante di “Cuore di vinile”,
traghettando gli ospiti in racconti di vita accompagnati dai 33 e dai 45 giri.
Tanti programmi che hanno accompagnato questi primi dieci anni di vita, e tanti altri pronti ad arrivare.
“Ne abbiamo pronto uno per prendere un po’ in giro l’Intelligenza artificiale”,
spoilera Gianpaolo senza però togliere il velo al mistero che avvolge il palinsesto che verrà.
 

EMILIA-ROMAGNA: A GIORNALISTI E TECNICI DI TELESTENSE IL PREMIO STAMPA FERRARA 2026

“Vicinanza e sostegno ai colleghi da tempo con stipendi arretrati”
 
Il Premio Stampa Ferrara 2026 è stato assegnato ai giornalisti, agli operatori e ai tecnici di Telestense,
emittente locale del Ferrarese che opera da 50 anni nel territorio.
Il riconoscimento da parte dell’Associazione Stampa Ferrara è stato reso noto venerdì durante una conferenza stampa-presidio,
alla presenza di una ventina di giornalisti, davanti alla sede dell’emittente, per l’attività di informazione e intrattenimento svolta
in cinquant’anni dalla storica tv ferrarese, che sta rischiando di scomparire dal panorama delle televisioni locali.
La decisione dei giornalisti ferraresi dell’Assostampa rappresenta una affermazione di vicinanza e pieno sostegno nei confronti dei colleghi
che, per la grave situazione dell’azienda, stanno attraversando da più di due anni complessi momenti di difficoltà,
e negli ultimi tempi con stipendi arretrati e nessuno spiraglio per il futuro, visto che di fatto sono interrotti servizi e attività giornalistiche.
L’assegnazione del Premio Stampa Ferrara 2026 è stata decisa dall’assemblea degli iscritti ad Assostampa Ferrara
al termine della riunione del 14 gennaio scorso.
Dopo l’assegnazione, per ribadire il sostegno ai colleghi e agli addetti di Telestense,
l’assemblea ha deciso la “scorta mediatica” presentando il Premio con il presidio negli spazi pubblici davanti alla sede dell’emittente.
La situazione di Telestense è stata già affrontata in passato, senza risultati, in tavoli istituzionali in Prefettura a Ferrara,
in Regione e in Comune, con la situazione precipitata nell’ottobre 2025.
Nell’ottobre scorso tre tecnici si sono licenziati per giusta causa, denunciando cinque mensilità arretrate.
A fine dicembre si sono licenziati l’ultimo tecnico rimasto e altri due dipendenti.
A oggi sono rimasti in azienda solo due giornalisti, con mesi di stipendi arretrati, che stanno valutando le dimissioni.
A conferenza stampa finita, è arrivato nella sede di Telestense l’editore, Flavio Bighinati,
che si è fermato con alcuni giornalisti dell’Assostampa ancora presenti, riferendo che “entro fine mese tutta la vicenda sarà risolta”.
Rassicurazioni, sottolinea però l’assostampa, che sono ricorrenti da mesi.
 

LAZIO: ANTENNA 5G IN VIA FIUGGI E PIANO ANTENNE. "IL VOTO PER TUTELARE LA SALUTE E IL TERRITORIO"

In commissione Trasparenza l’installazione a ridosso della scuola Rodari e il Piano Antenne bloccato negli uffici comunali.
Votato all’unanimità un indirizzo che impegna gli uffici ad approfondire ogni possibile margine di intervento a tutela della salute e del territorio
 
I gruppi consiliari di opposizione – Lbc, Pd, M5S e Per Latina 2032 – esprimono soddisfazione per l’esito della commissione Trasparenza,
che ancora una volta ha dimostrato il proprio ruolo essenziale entrando nel merito di una vicenda di grande rilevanza pubblica,
che meritava di essere affrontata nelle sedi opportune nell’interesse della cittadinanza.
La seduta, presieduta dalla consigliera Maria Grazia Ciolfi, si è resa necessaria per rispondere a due esigenze strettamente connesse:
da un lato il grave ritardo nell’approvazione del Piano Antenne,
fermo da oltre tre mesi negli uffici comunali nonostante l’approvazione unanime in commissione Ambiente;
dall’altro l’installazione di una nuova antenna 5G sul terrazzo condominiale di uno dei palazzi del complesso di via Fiuggi,
avvenuta in questo vuoto normativo e a ridosso della scuola primaria Rodari, che sta suscitando forte preoccupazione tra residenti e famiglie.
Una commissione lunga e partecipata, arricchita dai contributi dei consiglieri e dai numerosi cittadini presenti in sala.
Nel corso della seduta, il dirigente del servizio Ambiente De Biaggio e la funzionaria Trani hanno illustrato l’iter seguito per l’installazione dell’antenna,
chiarendo che la documentazione presentata dalla società richiedente è stata ritenuta conforme
e che non si è proceduto alla convocazione di una conferenza dei servizi,
con conseguente formazione del titolo autorizzativo tramite silenzio-assenso e autocertificazione della società.
Tuttavia, sia dai consiglieri di minoranza sia dai cittadini sono emersi alcuni elementi che necessitano di approfondimenti:
“In particolare – spiegano le forze di opposizione – il mancato coinvolgimento del SUE (Sportello Unico per l’Edilizia),
la possibile non conformità rispetto alla legge regionale n.19/2022
nonché le modifiche introdotte dal Codice delle comunicazioni elettroniche pubblicato nel 2024,
che potrebbero incidere sulla legittimità dell’autorizzazione rilasciata”.
Per chiarire il cortocircuito amministrativo che si è creato, è stata ascoltata la segretaria generale Macrì,
anche in qualità di coordinatrice degli uffici in questa fase di vacanza del direttore generale,
che ha ribadito la necessità di riallineare le posizioni tra indirizzo politico e attività degli uffici
e di giungere finalmente all’approvazione del Piano.
Gli uffici, dal canto loro, hanno dichiarato di essere in attesa di un indirizzo politico chiaro.
Da qui la richiesta delle opposizioni di una rapida convocazione della commissione Ambiente,
affinché si possano analizzare le criticità che hanno bloccato il regolamento e portare a conclusione un iter che si trascina da troppo tempo.
“Un ritardo ancora più grave – sottolineano i consiglieri di opposizione –
se si considera che la prima approvazione del Piano Antenne in commissione risale al 2022, durante la precedente amministrazione,
quando l’allora assessora all’Ambiente Adriana Calì aveva promosso una redazione partecipata del regolamento, coinvolgendo cittadini e associazioni.
A distanza di anni, il Piano non è ancora approdato in consiglio comunale per l’approvazione definitiva”.
“Un ritardo – aggiungono – che pesa ancora di più alla luce dell’impegno assunto dalla sindaca Celentano già ad agosto,
quando aveva assicurato una rapida soluzione per superare l’impasse e arrivare all’approvazione del Piano Antenne.
A distanza di mesi, quell’impegno risulta purtroppo disatteso”.
“Sul piano politico, – continuano – non può passare inosservato l’annuncio del presidente della commissione Ambiente, Alessandro Porzi,
che ha ribadito l’intenzione di dimettersi qualora il Piano Antenne non torni entro martedì all’esame della commissione per la conclusione dell’iter.
Nel corso della seduta è emerso che esistono controdeduzioni risalenti a novembre, mai trasmesse al presidente della commissione competente,
e nate in seno al servizio Ambiente. Un fatto che evidenzia frizioni interne
e che rende ancora più incomprensibile il silenzio dell’assessore al ramo Addonizio,
rimasto assente dal dibattito odierno nonostante la gravità e l’urgenza della questione”.
“Nessuno è contrario allo sviluppo tecnologico o all’innovazione, – dichiarano ancora i gruppi di opposizione –
ma in assenza di regole chiare e di una pianificazione aggiornata si rischia un vero e proprio Far West.
La tutela della salute, soprattutto dei bambini, viene prima di tutto ed è un principio sancito dalla Costituzione.
Non si sta rispettando il patto con i cittadini e le famiglie che oggi chiedono risposte concrete”.
La commissione si è conclusa con l’approvazione unanime di un indirizzo che impegna gli uffici a verificare nuovamente l’autorizzazione
concessa all’installazione dell’antenna 5G in via Fiuggi alla luce dei rilievi emersi,
con particolare riferimento alla legge regionale 19/22 e al Codice delle comunicazioni elettroniche,
a valutare se fosse stata necessaria la convocazione di una conferenza dei servizi con il coinvolgimento anche di altri servizi
a partire dal SUE e dall’urbanistica e a svolgere ogni ulteriore approfondimento necessario
per esaminare la possibilità di sospendere l’attivazione e procedere alla rimozione dell’impianto.
“È un primo passo importante, ma ora – concludono le opposizioni – servono atti concreti e tempi certi.
La città non può più permettersi ritardi colpevoli su un tema così delicato,
che riguarda la salute pubblica, la trasparenza amministrativa e la credibilità delle istituzioni”.
 

PUGLIA: MARTINA FRANCA (TA), ANTENNA 5G NELL' AGRO; COMUNE: "RIGOROSO RISPETTO DELLE PROCEDURE"

Nei giorni scorsi le critiche di un comitato di cittadini
 
Di seguito un comunicato diffuso dal Comune di Martina Franca:
In relazione alle notizie apparse sulla stampa locale riguardanti la vicenda dell’antenna per la telefonia mobile installata in Contrada Tre Tornesi,
l’Amministrazione comunale di Martina Franca ritiene doveroso fornire un’informazione puntuale, completa
e fondata sugli atti ufficiali del procedimento amministrativo e sui provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria.
Il Comune di Martina Franca, come già avvenuto nel giudizio di primo grado innanzi al TAR Puglia Lecce, si è costituito anche dinanzi al Consiglio di Stato,
al fine di tutelare la correttezza del proprio operato amministrativo e di rappresentare in modo equilibrato tutti gli interessi pubblici coinvolti,
nel rispetto della salute dei cittadini, della tutela dell’ambiente, della legalità e della rilevanza strategica delle infrastrutture di comunicazione elettronica.
Sotto il profilo sanitario, è stato accertato in modo inequivoco, attraverso il parere dell’ARPA Puglia, organo tecnico competente,
il pieno rispetto dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici stabiliti dalla normativa statale.
Tali conclusioni sono state espressamente richiamate e valorizzate anche dal Consiglio di Stato nell’ordinanza cautelare del 30 ottobre 2025,
che ha escluso la sussistenza di concreti rischi per la salute pubblica.
La vicenda in esame impone un necessario bilanciamento tra interessi pubblici di pari rilievo costituzionale:
da un lato, la tutela della salute, come verificata dal detto parere ARPA, e la tutela dell’ambiente e del paesaggio;
dall’altro, l’esigenza di garantire un’adeguata copertura dei servizi di comunicazione radiotelematica sull’intero territorio nazionale,
comprese le aree rurali e più disagiate.
Le infrastrutture di telecomunicazione sono qualificate dalla legge come opere di urbanizzazione primaria e di pubblica utilità,
in quanto essenziali per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni, anche in funzione di eventuali emergenze e calamità pubbliche.
Gli Uffici comunali hanno operato nel rigoroso rispetto delle procedure previste dal Codice delle comunicazioni elettroniche
di cui al decreto legislativo n. 259/2003 e successive modificazioni, osservando i termini perentori stabiliti dalla legge,
assicurando la massima trasparenza e garantendo la pubblicizzazione dell’istanza,
l’acquisizione di tutti i pareri necessari e il corretto svolgimento dell’istruttoria.
Tale correttezza procedimentale costituisce un preciso dovere giuridico dell’Amministrazione,
anche alla luce della normativa in materia di responsabilità amministrativa e contabile che grava sugli Uffici pubblici.
La costituzione del Comune nel giudizio di appello è stata altresì necessaria per rispondere all’impugnazione proposta dalla società InWit,
gestore degli impianti, nonché per difendere l’autonomia regolamentare dell’Ente e la legittimità dell’azione amministrativa,
senza mai venir meno al principio di leale collaborazione istituzionale.
Un ulteriore elemento di rilievo, espressamente considerato dal Consiglio di Stato,
riguarda il profilo di antieconomicità connesso all’eventuale abbattimento di un impianto già integralmente realizzato e funzionante,
come sarebbe derivato dall’immediata esecuzione della sentenza del TAR.
L’ordinanza cautelare ha infatti valutato che la rimozione dell’infrastruttura avrebbe comportato costi rilevanti
e potenzialmente inutili per la collettività, oltre all’interruzione di un servizio di pubblica utilità, in attesa della decisione definitiva nel merito.
Tale valutazione ha contribuito alla concessione della sospensiva, consentendo il mantenimento dell’impianto fino alla pronuncia finale,
nel rispetto dei principi di proporzionalità, razionalità ed economicità dell’azione amministrativa.
Il Comune di Martina Franca continuerà a operare con trasparenza, rigore e senso di responsabilità, nel rispetto delle decisioni giurisdizionali
e nella consapevolezza della complessità degli interessi in gioco,
mantenendo come obiettivo primario la tutela della comunità e del territorio e dei suoi interessi essenziali.
 

SICILIA: TELESUD, REDAZIONE AL BUIO E TV VERSO LA LIQUIDAZIONE

I giornalisti di Telesud, in stato di agitazione dal 13 dicembre scorso, sono rientrati al lavoro insieme ai tecnici
dopo le ferie forzate disposte dall’editore Valerio Antonini, ma hanno trovato una situazione surreale:
la redazione senza luce elettrica e nell’impossibilità materiale di svolgere qualsiasi attività giornalistica.
A rendere noto quanto accaduto è Assostampa Trapani, il sindacato unitario dei giornalisti siciliani,
al quale è iscritta la maggioranza dei redattori dell’emittente.
L’8 gennaio scorso Assostampa aveva inviato una PEC alla Direzione generale di Telesud e all’Ispettorato territoriale del Lavoro
chiedendo chiarimenti sui ritardi nel pagamento degli emolumenti e sul futuro occupazionale dei lavoratori,
sollecitando anche un incontro da tenersi prima del rientro dalle ferie. Nessuna risposta è arrivata dall’azienda.
Un riscontro è giunto invece dall’Ispettorato del Lavoro, che ha interessato il Centro per l’Impiego di Trapani per le valutazioni di competenza.
Nel frattempo, ai dipendenti è stato comunicato tramite messaggio WhatsApp
che “è in fase di definizione la messa in liquidazione della società”.
Un passaggio che segna, di fatto, la scomparsa dell’unica televisione locale della città di Trapani.
Un epilogo amaro che Assostampa Trapani definisce emblematico e che richiama, sottolinea il sindacato,
quanto sta accadendo anche in altre attività riconducibili ad Antonini,
imprenditore che negli ultimi anni era stato anche insignito della cittadinanza onoraria di Trapani.
La segreteria provinciale di Assostampa ribadisce la propria vicinanza ai colleghi di Telesud,
assicurando tutte le tutele sindacali e legali necessarie.
La vertenza sarà inoltre uno dei punti all’ordine del giorno dell’assemblea provinciale del sindacato,
convocata per sabato nella sede sociale.
 

SICILIA: ANTENNA 5G A BAIDA (PA) AL POSTO DELL' ASILO, M5S: “FAREMO UN ESPOSTO IN PROCURA"

L’annuncio di Varrica e Randazzo dopo un incontro con il Comitato dei cittadini:
“Anche la Regione condivide i nostri dubbi sull’iter seguito dal Comune”
 
“Anche la Regione condivide i nostri dubbi sull’iter seguito dal Comune di Palermo
per la realizzazione di un’antenna 5G al posto di un asilo a Baida.
Depositeremo un esposto in Procura perché sulla vicenda si faccia piena chiarezza, a tutela della salute e dei diritti dei cittadini”.
Lo hanno annunciato il deputato regionale Adriano Varrica e il consigliere comunale Antonino Randazzo,
dopo un incontro con il Comitato dei cittadini della frazione del Comune di Palermo.
“Da oltre un anno – affermano Varrica e Randazzo – seguiamo, insieme ai cittadini di Baida,
la vicenda dell’impianto di via Falconara, a dir poco preoccupante e opaca:
l’installazione di un’antenna 5G in pieno centro abitato, proprio nell’area destinata alla realizzazione di un asilo pubblico,
inserito nel piano triennale delle opere pubbliche del Comune di Palermo su nostra iniziativa consiliare.
Per questa installazione, la Soprintendenza, il 9 ottobre 2024, nel corso della Conferenza dei servizi convocata dal Comune,
ha posto precise condizioni per l’autorizzazione dell’impianto, nel rispetto della normativa vigente”.
Sulla vicenda, Varrica aveva depositato un’interrogazione all’Ars indirizzata all’assessore regionale ai Beni culturali, Scarpinato.
“Dalla risposta a questa interrogazione – dicono Varrica e Randazzo – è emerso un fatto gravissimo:
la Soprintendenza ha riferito che il soggetto richiedente ha ritenuto di aver ottenuto l’autorizzazione per decorrenza dei termini,
tramite autocertificazione, considerandone quindi inefficaci le prescrizioni.
Una ricostruzione che contrasta apertamente con i riferimenti normativi citati dalla stessa Soprintendenza,
che attestano invece il pieno rispetto dei termini procedimentali”.
I due rappresentanti del M5S aggiungono che “lo stesso assessore Scarpinato ha chiesto formalmente al dirigente generale
dell’assessorato regionale dei Beni culturali di effettuare tutti gli approfondimenti necessari
e, se del caso, di segnalare la vicenda agli organi competenti per la valutazione di eventuali profili penalmente rilevanti.
Resta comunque incomprensibile e grave l’inerzia della giunta Lagalla”.
E concludono: “Alla luce di tutto ciò è nostro dovere trasmettere un esposto alla Procura di Palermo
affinché venga fatta piena luce su una procedura che appare affrettata e tutt’altro che trasparente.
Ringraziamo il Comitato dei cittadini di Baida per la battaglia che sta conducendo a tutela della salute pubblica
e di un modello di pianificazione del territorio partecipato, rispettoso delle comunità e non imposto dall’alto”.
 

IL SILENZIO DELL' ETERE: PERCHÉ LE 3 RADIO RAI SI SENTONO COSÌ MALE

“La radio non ha confini. È l’unico mezzo che può raggiungere chiunque, ovunque,
senza chiedere nulla in cambio, se non l’ascolto.” – Guglielmo Marconi
 
Per decenni, sintonizzarsi sulle frequenze di Radio 1, Radio 2 o Radio 3 è stato molto più di una semplice abitudine quotidiana:
è stato un rito civile, un atto di connessione profonda con la cultura, l’informazione e l’identità nazionale.
Tuttavia, negli ultimi anni, l’esperienza dell’ascoltatore medio è drasticamente mutata.
Quello che un tempo era un segnale limpido e autorevole oggi appare spesso soffocato da fruscii persistenti,
distorsioni armoniche e zone d’ombra sempre più vaste, dove il silenzio prende il sopravvento sulla voce.
Non si tratta di una semplice suggestione nostalgica di chi ha vissuto l’epoca d’oro dell’analogico, ma di una realtà tecnica documentabile.
Il degrado qualitativo delle tre reti ammiraglie della Rai è il risultato di una “tempesta perfetta”
in cui convergono obsolescenza infrastrutturale, saturazione dell’etere, scelte strategiche aziendali e l’inevitabile avanzata del digitale.
Analizzare perché la radio del servizio pubblico “si senta male” significa esplorare le vene aperte della comunicazione italiana.
 
L’eredità pesante della modulazione di frequenza
Il primo grande imputato in questo processo di decadimento è lo stato della rete in modulazione di frequenza (FM).
Questa tecnologia, pur essendo stata il cuore pulsante della radiofonia per oltre mezzo secolo,
è per sua natura intrinsecamente fragile e soggetta a interferenze fisiche.
L’Italia possiede uno dei paesaggi radiofonici più affollati e caotici del mondo.
A differenza di altri Paesi europei, dove lo Stato ha storicamente mantenuto un controllo rigoroso e una pianificazione ferrea delle concessioni,
il mercato italiano si è sviluppato attraverso una deregulation selvaggia negli anni settanta e ottanta.
Il risultato è un affollamento elettromagnetico senza pari: migliaia di emittenti locali e nazionali competono per ogni singolo decibel di spazio.
In questo contesto, le frequenze della Rai, pur essendo storiche, si trovano spesso strette tra segnali privati
che, talvolta utilizzando potenze di trasmissione superiori ai limiti consentiti, “sconfinano” nei canali adiacenti, sporcando la ricezione delle reti pubbliche.
​A questo si aggiunge una geografia ostile.
Il territorio italiano, caratterizzato dalle imponenti catene montuose delle Alpi e degli Appennini, crea barriere naturali insormontabili per le onde radio.
Nelle valli dell’Umbria o tra le vette dell’Abruzzo, terre di guerrieri e di antiche resistenze, la propagazione del segnale diventa una sfida quotidiana.
Se un tempo la Rai garantiva una manutenzione capillare dei suoi ripetitori per superare ogni asprezza del terreno,
oggi i costi di gestione di tale rete sono diventati insostenibili per un’azienda che guarda altrove.
 
​Il problema della compressione dinamica e la “guerra del volume”
Un altro fattore critico riguarda la qualità intrinseca del suono emesso.
Molti ascoltatori lamentano un audio “piatto”, privo di profondità, o al contrario fastidiosamente distorto.
Questo fenomeno è legato all’uso massiccio di processori di segnale che applicano una forte compressione dinamica.
Per competere con le emittenti commerciali, che puntano su un suono estremamente aggressivo e ad alto volume
per catturare l’attenzione dell’ascoltatore durante lo zapping (la cosiddetta Loudness War), anche la Rai ha spesso dovuto adeguarsi.
Tuttavia, se questo approccio può funzionare per la musica pop ritmata di Radio 2, diventa un disastro qualitativo per Radio 3.
Chi desidera ascoltare un concerto di musica classica o un radiodramma ha bisogno di dinamica:
il contrasto tra il silenzio, il “pianissimo” e il “fortissimo” è l’essenza stessa dell’opera d’arte.
Quando il segnale viene compresso per essere udibile nel rumore del traffico cittadino,
la fedeltà svanisce, producendo un effetto di “suono inscatolato” che offende l’udito degli ascoltatori più esigenti.
 
Il paradosso del digitale: dal DAB+ allo streaming
​L’Italia sta vivendo una fase di transizione tecnologica complessa e, per certi versi, contraddittoria.
La Rai sta investendo risorse ingenti sul DAB+ (Digital Audio Broadcasting) e sulla piattaforma RaiPlay Sound.
Questo spostamento di focus ha generato un progressivo disinvestimento, sia economico che tecnico, sulla vecchia rete analogica FM.
​Un momento di rottura fondamentale è avvenuto nel duemilaventidue, con lo spegnimento definitivo dei trasmettitori in onda media.
Sebbene la qualità dell’AM fosse tecnicamente inferiore alla FM, essa garantiva una copertura totale e democratica,
capace di raggiungere i luoghi più remoti, le gallerie e le zone interne dove la FM non è mai arrivata con forza.
Senza l’onda media, e con una FM lasciata a se stessa, ampie porzioni di territorio sono entrate in un limbo comunicativo.
​Il DAB+ promette un suono cristallino e l’assenza di fruscii, ma presenta il paradosso del “tutto o niente”:
se il segnale non raggiunge una soglia minima di ricezione, la radio tace completamente, a differenza dell’analogico
che, pur degradandosi, permetteva comunque di percepire il messaggio.
La copertura del segnale digitale Rai non è ancora capillare come quella storica della FM,
lasciando molti utenti, specialmente in mobilità, con un servizio intermittente e frustrante.
 
Infrastrutture obsolete e inquinamento elettromagnetico
Non si può ignorare il fattore tempo.
Molte delle infrastrutture di trasmissione Rai – tralicci, antenne, ponti radio – risalgono a diversi decenni fa.
La manutenzione di un sito di trasmissione situato in alta quota è un’operazione complessa e onerosa.
Con la riduzione dei fondi derivanti dal canone e la necessità di finanziare il comparto televisivo e le nuove tecnologie web,
la cura del segnale radiofonico analogico è scivolata in fondo alle priorità aziendali.
Inoltre, l’ambiente domestico moderno è diventato un luogo ostile per la ricezione radiofonica.
Siamo immersi in una nebbia elettromagnetica generata da router Wi-Fi, segnali 4G e 5G,
alimentatori elettronici di scarsa qualità e dispositivi domotici.
Questo inquinamento colpisce duramente i ricevitori analogici meno schermati,
rendendo difficile l’ascolto pulito proprio all’interno delle mura di casa, dove un tempo la radio era la regina del focolare.
 
​Conclusione: un’identità da preservare
​La realtà è che la Rai sta cambiando pelle, trasformandosi da operatore radiofonico tradizionale a fornitore di contenuti digitali “on demand”.
L’obiettivo non sembra più essere quello di garantire un segnale FM perfetto in ogni angolo della penisola,
ma quello di traghettare il pubblico verso lo streaming e il digitale.
​Tuttavia, questa strategia rischia di lasciare indietro una parte significativa della popolazione e di tradire la missione sociale del servizio pubblico.
La radio, nella sua semplicità analogica, è uno strumento di resilienza.
Per chi vive in territori difficili, dove lo spirito dei propri antenati guerrieri si scontra con la modernità,
la perdita di un segnale radiofonico di qualità non è solo un disguido tecnico, ma un impoverimento culturale.
Il fruscio che oggi sentiamo sintonizzandoci sulle reti Rai è il suono di una transizione incompiuta.
È il segno di un Paese che corre verso il futuro digitale senza aver ancora messo in sicurezza le fondamenta del proprio passato radiotelevisivo.
Finché ogni cittadino, dalla vetta più alta dell’Appennino alla costa più remota, non avrà accesso a un segnale limpido e gratuito,
la missione di Guglielmo Marconi non potrà dirsi pienamente onorata nel suo Paese d’origine.
 

TG5: IN 34 ANNI SOLO 3 DIRETTORI: MENTANA, ROSSELLA, MIMUN

Il Tg5 compie 34 anni dalla sua nascita, avvenuta il 13 gennaio 1992 su Canale 5,
quando divenne il primo telegiornale di una rete privata a confrontarsi direttamente con i notiziari del servizio pubblico.
Un tratto rilevante della storia del Tg5 è la continuità nella direzione.
In 34 anni, alla guida del telegiornale si sono alternati soltanto tre direttori.
Il primo è stato Enrico Mentana, in carica dalla fondazione fino al 2004.
Gli è subentrato Carlo Rossella, direttore dal 2004 al 2007.
Dal 2007 la direzione è affidata a Clemente Mimun, che guida il notiziario da 19 anni.
 
TG5, 34 anni di storia. PS Berlusconi: come il buon vino, migliora nel tempo
 
Il Tg5 celebra oggi il suo 34° anniversario.
Nato il 13 gennaio 1992, è stato il primo telegiornale di una rete privata a confrontarsi con i notiziari del servizio pubblico.
Il telegiornale Mediaset in 34 anni, ha visto alternarsi solo tre direttori, Enrico Mentana (dalla nascita fino al 2004),
Carlo Rossella (2004-2007) e Clemente Mimun, alla guida da 19 anni.
 
La nascita: Mentana e la rottura del modello Rai
Il TG5 andò in onda per la prima volta il 13 gennaio 1992, segnando una svolta epocale nella televisione italiana:
per la prima volta un grande network privato proponeva un telegiornale strutturato, competitivo e riconoscibile,
in grado di sfidare apertamente il monopolio informativo della Rai.
Il TG5 nasce sotto la direzione di Enrico Mentana, chiamato da Mediaset per costruire un notiziario moderno, rapido,
centrato sulla cronaca e sul linguaggio televisivo.
[…]
 
Perché al Tg5 i conduttori contano davvero
A differenza di altri telegiornali, il TG5 ha puntato su figure fortemente identificabili,
capaci di diventare parte della quotidianità degli italiani perché la riconoscibilità del volto ha costruito fiducia,
la continuità ha rafforzato il brand e lo stile di conduzione ha segnato un’epoca
 
Cesara Buonamici
È il volto più iconico del TG5.
Presente fin dalla nascita del telegiornale, per anni alla conduzione dell’edizione delle 20,
ha incarnato autorevolezza, misura e continuità. Per molti telespettatori, “il TG5” è lei.
[…]
 
Carlo Rossella
Arrivato dalla direzione di Panorama al Tg5 nel 2004 direttore fino al 2007,
ha rappresentato un TG5 più istituzionale ma solido,
contribuendo a rafforzare l’immagine del notiziario nella fase di consolidamento.
 
Cristina Parodi
Ha portato al TG5 uno stile più empatico e divulgativo, soprattutto nelle edizioni diurne.
Il suo passaggio ha segnato un’apertura verso un modo di condurre meno rigido e più vicino al pubblico generalista.
 
Lamberto Sposini
Figura molto amata dal pubblico, ha incarnato un equilibrio tra autorevolezza e umanità,
diventando uno dei volti più riconoscibili del TG5 prima del suo passaggio all’intrattenimento
 
I conduttori piu recenti nelle principali edizioni
Elena Guarnieri conduce le edizioni delle 13:00 dal 2007 al 2012 e poi quella delle 20:00 fino al 2024,
quando è diventata vice direttrice del TG5, è apprezzata per il suo stile diretto e coinvolgente.
 
Paola Rivetta è volto stabile dell’edizione delle 13:00 dal 2000. La sua conduzione è nota per emotività autentica.
 
Simona Branchetti è il riferimento per le edizioni mattutine del TG5 dal 2007.
Ha condotto spin-off come Morning News e ha esteso il suo ruolo a programmi come Pomeriggio Cinque News.
 
Costanza Calabrese è la presenza più recente al TG5 come cronista e conduttrice
e nel 2025 si è sperimentata con cross-over su News Mediaset per la conduzione estiva 4 di Sera News.
 
 
Pier Silvio Berlusconi per festeggiare i 34 anni del Tg5 si è recato presso il centro di produzione Palatino
Qui di seguito il suo intervento. Partiamo con un bel buon compleanno TG5.
34 anni di successi, 19 anni del nostro Direttore e di uno dei fondatori: non è per nulla scontato.
34 anni di modernità, di tempismo, di autorevolezza, di presenza costante, di garbo,
che è una parola che per me ha davvero tanta importanza.
[…]
 
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