
Domenica 28 dicembre 2025
TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA
A cura di Salvatore Cambria
Pubblicato il 28/12/2025 alle ore 19:00
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE
Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.
HBBTV - MUX DFREE: INSERITE CASA SANREMO TV
E RADIO CASA SANREMO SU ADN PLAY
Iniziamo dall’HbbTV, la TV tramite connessione ad internet.
Casa Sanremo TV e Radio Casa Sanremo approdano sul canale 254 del digitale terrestre
Casa Sanremo TV e Radio Casa Sanremo su ADN Play, in tutta Italia sul canale 254 del digitale terrestre
Casa Sanremo inaugura la sua collaborazione con ADN Italia S.p.A.
Casa Sanremo TV, dal 24 dicembre 2025, grazie alla collaborazione con ADN PLAY,
approda con una rinnovata programmazione h24, sul digitale terrestre al canale 254, fruibile da qualsiasi smart tv.
ADN PLAY è la nuova frontiera dell’intrattenimento multimediale.
Una piattaforma rivoluzionaria, che ridefinisce il concetto di televisione e streaming.
Questa nuova collaborazione è una scelta strategica che democratizza l’accesso ai contenuti collaterali alla kermesse sanremese,
raggiungendo milioni di famiglie italiane senza bisogno di abbonamenti o streaming complessi.
La presenza sul digitale terrestre rappresenta un ponte tra tradizione televisiva e innovazione digitale,
garantendo visibilità capillare a format originali e contenuti esclusivi,
integrando TV lineare con streaming YouTube e canali social per una copertura multicanale completa e immersiva.
Questa mossa sul canale 254 rafforza il ruolo di Casa Sanremo TV e di Radio Casa Sanremo
come hub imprescindibile per addetti ai lavori e pubblico generalista,
ora accessibile a tutto il territorio nazionale in un flusso continuo di informazione,
emozione e promozione della cultura italiana in tutte le sue forme più interessanti,
partendo da programmi iconici, come “L’Italia in Vetrina” condotto da Grazia Serra
o “Buongiorno Sanremo” con Savino Zaba, fino ad arrivare a nuovi approfondimenti tematici.
Oltre ai canali live, saranno disponibili anche numerosi contenuti on demand, raccolti in una sezione interamente dedicata a Casa Sanremo.
Oltre alla possibilità di restare connessi sempre tramite il sito e l’app,
l’evoluzione sul digitale terrestre rende Casa Sanremo ecosistema mediatico h24 che unisce radio, tv, giornale,
formazione e web per un’esperienza multidisciplinare senza confini.
“Siamo orgogliosi di avviare questo percorso insieme a Gruppo Eventi
e di accogliere Casa Sanremo TV e Radio Casa Sanremo nell’ecosistema ADN PLAY.
Due realtà che hanno già dimostrato negli anni di saper costruire numeri, contenuti di valore e un forte legame con il pubblico.
Questa collaborazione segna l’inizio di un percorso nazionale fondato su un progetto editoriale diffuso, cross-mediale e di qualità,
capace di creare valore sia per gli utenti sia per i partner commerciali”: Domenico Notaris, CFO di ADN Italia S.p.A.
“Questa collaborazione con ADN Italia segna una tappa importante nel percorso di crescita di Casa Sanremo.
Portare la nostra programmazione sul digitale terrestre, accessibile gratuitamente in tutta Italia,
significa avvicinare ancora di più il nostro pubblico alle nostre iniziative.
Da sempre lavoriamo per rendere la cultura e l’intrattenimento di qualità elementi di unione e di partecipazione collettiva.
Grazie ad ADN PLAY, oggi Casa Sanremo si conferma un laboratorio aperto di idee, talenti e professionalità,
capace di raccontare il meglio del Made in Italy attraverso un linguaggio contemporaneo e multicanale.
È un passo che consolida la nostra missione: valorizzare l’Italia che crea, emoziona e comunica in modo autentico”:
Vincenzo Russolillo, Presidente di Casa Sanremo.




CALABRIA IN DIGITALE - MUX LOCALE 2 / 3: REINSERITO IL LOGO DI RICORDI TV
Per quanto riguarda il digitale terrestre, è stato reinserito, in basso a destra, il logo di RICORDI TV (LCN 91)

Inoltre, solamente nel Mux LOCALE 3., la vibonese LaC Network, visibile sulla LCN 111 identificata LaC News 24,
ha abbandonato l’alta definizione per trasmettere in definizione standard.

Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa dei multiplex, cliccate sui banner qui sopra.

RADIO DAB: NUOVA ATTIVAZIONE PER IL MUX CR DAB (SICILIA)
Occupiamoci ora della radio digitale.
Iniziamo dalla Sicilia, dove il Mux CR DAB è stato acceso sul blocco 12A dalla postazione di MONTE SCRISI a Scilla (RC).
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

| SICILIA | ||
| Canale 10C (213,360 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Contrada Carminello – Via Michele Scammacca | Valverde | CT |
| Canale 12A (223,936 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Monte Pellegrino | Palermo | PA |
| CALABRIA | ||
| Canale 12A (223,936 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Monte Scrisi | Scilla | RC |
RADIO DAB (SPAGNA) - MUX SPAIN DAB MALLORCA: INSERITA MALLE RADIO
Terminiamo con la Spagna, dove ha esordito, nel Mux SPAIN DAB (MALLORCA),
la tedesca MALLE.RADIO con sede a Bamberga, in Baviera settentrionale.
Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

FREQUENZE E POSTAZIONI
| SPAGNA | ||
| Canale 8C (199,360 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Comunità |
| Monti Alfabia | Bunyola (Maiorca) | Baleari |
Postazione dei MONTI ALFABIA - Bunyola (Baleari)
PIEMONTE: CI HA LASCIATO ENRICO NOTO, REGISTA E MANAGER DI RADIO ITALIA
Lascia la moglie Concetta e la figlia Silvia
È mancato Enrico Noto, regista e manager di Radio Italia
Lascia la moglie Concetta e la figlia Silvia.
Enrico e Concetta hanno lavorato per anni nella nostra emittente
e, prima di essere colleghi, sono sempre stati grandi amici.
Tutta la redazione, e specialmente “gli storici” di Telecity, si stringono attorno a Concetta e Silvia,
porgendo loro le più sentite condoglianze.

LAZIO: ADDIO A GIOVANNI MASOTTI, GIORNALISTA E STORICO VOLTO DELLA RAI
Il collega è morto a 74 anni in una clinica di Roma dove era ricoverato per una broncopolmonite
È morto all’età di 74 anni Giovanni Masotti, volto storico del giornalismo italiano e in particolare della Rai.
Era stato inviato, conduttore e vicedirettore del TG2, oltre che corrispondente da Londra e da Mosca.
Masotti era ricoverato in una clinica a Roma per una broncopolmonite le cui complicazioni si sono rivelate fatali.
Il giornalista romano aveva iniziato la professione nel 1974 a “Momento-sera” come cronista
poi per lui l’esperienza a Radio Monte Carlo e alla Nazione di Firenze,
dove si occupava di politica locale e nazionale e dove diventa capocronista.
La notorietà arriva alla fine degli anni ’80, quando arriva in Rai nella sede di Firenze, dove conduce il Tgr Toscana.
Nel 1990 passa al TG2 come giornalista parlamentare e dal 1994 al 1997 conduce l’edizione delle 23.30.
Successivamente viene nominato caporedattore del politico e nel 2002 diventa vicedirettore del TG2 dal Parlamento.
L’esperienza televisiva culmina con la conduzione dei programmi “Italia Sì, Italia No”, “Punto e a capo”
e con la corrispondenza Rai dall’estero a Londra e a Mosca.
Masotti era poi approdato nel 2019 a Viterbo dove aveva dato vita alla testata giornalistica Lamiacittànews.
L’Associazione di categoria Giornalisti 2.0, di cui Masotti aveva seguito con attenzione la nascita e la crescita,
ha espresso “profondo cordoglio” per la scomparsa di “un protagonista di primo piano dell’informazione televisiva
e della carta stampata, ma soprattutto un amico e un punto di riferimento umano e professionale per tanti colleghi”.

LEGGE DI BILANCIO, TERMINATO L' ESAME IN COMMISSIONE V DEL SENATO.
EVITATO IL TAGLIO DEI FONDI PER TV E RADIO LOCALI: SODDISFAZIONE DI AERANTI-CORALLO
La V Commissione del Senato, presieduta dal sen. Nicola Calandrini (Fratelli d’Italia), ha approvato la riformulazione degli emendamenti
alla Legge di Bilancio che conferma le risorse per l’emittenza radiofonica e televisiva locale, di cui era stata originariamente ipotizzata la riduzione.
Si chiude così una fase di forte tensione per il comparto, durata diverse settimane, durante la quale Aeranti-Corallo,
assieme all’Associazione Tv Locali di CRTV e alla Alpi avevano lanciato l’allarme, con una serie di comunicati stampa congiunti,
sugli effetti fortemente negativi dei tagli ipotizzati.
La Commissione bilancio del Senato ha votato l’emendamento nella tarda serata di sabato 20 dicembre.
Dopo l’approvazione da parte dell’Assemblea del Senato, che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni,
il provvedimento passerà alla Camera dove dovrebbe essere approvato, in via definitiva, senza modifiche, entro la fine dell’anno.
Aeranti-Corallo esprime piena soddisfazione per l’esito del voto della Commissione bilancio del Senato.
Il testo originario di alcuni emendamenti alla manovra prevedeva una riduzione di 20 milioni di euro all’anno per il triennio 2026–2028
a carico del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione destinato alle emittenti televisive e radiofoniche locali.
Una scelta che aveva suscitato forti perplessità, anche perché accompagnata da un contestuale rafforzamento delle risorse destinate alla carta stampata.
Su tale ipotesi di “taglio”, il Mimit aveva espresso parere contrario, ritenendo la riduzione “intollerabile”.
All’esito del voto di sabato 20 dicembre – che, come detto, evita il taglio originariamente ipotizzato delle risorse per le radio e tv locali,
il Senatore Matteo Gelmetti di Fratelli d’Italia, ha sottolineato come l’intervento:
“permetta di tutelare l’emittenza televisiva e radiofonica locale,
evitando le riduzioni dei contributi previste nei prossimi anni e rafforzando il pluralismo dell’informazione sui territori.”
Inoltre, in una propria nota, la Lega ha affermato, tra l’altro:
“Grazie a un subemendamento della Lega, riformulato dal Ministero dell’Economia, nel corso dell’esame parlamentare della legge di bilancio,
è stato scongiurato il taglio dei fondi (…)”. E ancora: “Un intervento che consente di tutelare l’emittenza televisiva e radiofonica locale,
settore strategico per l’informazione di prossimità, la coesione sociale e la tutela delle identità territoriali”.
Con tale nota, i senatori Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato,
e Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della Commissione Attività produttive,
hanno, inoltre, aggiunto che le emittenti locali “svolgono un ruolo insostituibile soprattutto nelle aree interne e nei piccoli Comuni,
dove rappresentano spesso l’unico presidio informativo.
Difenderle significa difendere il diritto dei cittadini a un’informazione libera, pluralista e radicata nei territori.”
Il sen. Pietro Patton, del gruppo delle Autonomie, ha dichiarato:
“Anche per il Gruppo delle Autonomie è importante l’approvazione del subemendamento sull’emittenza televisiva e radiofonica locale,
da me personalmente sottoscritto, che ha evitato un drastico taglio di fondi
e salvaguardato un settore di fondamentale importanza per i territori e per il Trentino Alto Adige in particolare”.
Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria, sen. Alberto Barachini, con una propria nota,
ha confermato che il testo approvato dalla Commissione bilancio del Senato incrementa il fondo per il pluralismo
senza intaccare le risorse per l’emittenza locale.
Nel corso dell’esame parlamentare, è stato dato sostegno alla posizione delle emittenti televisive e radiofoniche locali,
tra gli altri, anche da parte dei senatori del PD Francesco Boccia e Andrea Martella.
Le Associazioni rappresentative dell’emittenza radiofonica e televisiva locale, Aeranti-Corallo,
Confindustria Radio TV – Associazione TV Locali e A.L.P.I. Radio-Tv,
esprimono soddisfazione e vivo apprezzamento per la positiva conclusione dell’esame della Legge di Bilancio in Commissione Bilancio del Senato,
che ha portato all’approvazione di un emendamento in grado di garantire la tutela del comparto delle televisioni e delle radio locali,
superando le criticità che avevano suscitato forte preoccupazione nel settore.
Il risultato raggiunto rappresenta l’esito di un confronto parlamentare serio e responsabile,
sviluppatosi anche grazie alle sollecitazioni e ai contributi provenienti dalle Associazioni di categoria, dagli operatori e dai lavoratori del comparto,
che in queste settimane hanno più volte richiamato l’attenzione sull’importanza strategica dell’emittenza locale per il sistema informativo del Paese.
Diverse le forze politiche che hanno concorso a raggiungere tale risultato presentando emendamenti e subemendamenti a difesa del settore,
dimostrando attenzione e sensibilità istituzionale verso un comparto che costituisce un presidio essenziale di pluralismo e democrazia:
la Lega, con i subemendamenti a firma dei senatori Romeo, Bergesio, Testor e Dreosto;
Fratelli d’Italia, con il subemendamento a firma dei senatori Gelmetti e Nocco;
il Partito Democratico, con i subemendamenti a firma dei senatori Boccia, Martella e Manca;
il senatore Pietro Patton del Gruppo delle Autonomie.
Il contributo delle forze politiche, nell’ambito di un confronto parlamentare trasversale, ha consentito di giungere a una soluzione equilibrata,
capace di riconoscere il valore dell’emittenza locale e la necessità di garantire stabilità e certezze
a un settore già fortemente impegnato in un complesso processo di transizione economica, tecnologica e digitale.
Le televisioni e le radio locali rappresentano infatti un presidio insostituibile di informazione di prossimità,
assicurando quotidianamente una copertura capillare dei territori, dando voce alle comunità locali, sostenendo l’occupazione qualificata
e contribuendo in modo determinante al pluralismo dell’informazione sancito dall’articolo 21 della Costituzione.
Il loro ruolo è tanto più rilevante in un contesto caratterizzato da una crescente concentrazione del mercato
e dalla forte pressione competitiva delle grandi piattaforme globali.
Le Associazioni confermano la propria disponibilità a proseguire un confronto costruttivo con il Governo e con il Parlamento,
affinché il settore dell’emittenza radiofonica e televisiva locale possa operare in un quadro normativo stabile,
certo e orientato allo sviluppo, continuando a svolgere la propria funzione di servizio ai cittadini e ai territori.
LEGGE DI BILANCIO 2026: APPROVATA DAL SENATO, ORA PASSA ALLA CAMERA. EVITATO IL TAGLIO AI CONTRIBUTI PER TV E RADIO LOCALI
Martedì 23 Dicembre 2025 l’Assemblea del Senato ha approvato in prima lettura
il ddl “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028”,
confermando quanto già approvato dalla V Commissione del Senato in materia di contributi
di cui al Fondo unico per il pluralismo e l’innovazione digitale dell’informazione e dell’editoria.
Ne consegue che non è stato previsto alcun taglio delle risorse destinate ai contributi per l’emittenza televisiva e radiofonica locale.
Il provvedimento passa ora all’esame della Camera per l’approvazione definitiva,
che dovrebbe avvenire, senza modifiche, entro la fine del corrente anno.
VENETO: REFRONTOLO (TV), NIENTE 5G: IL SINDACO E IL VESCOVO CONVINCONO I GIUDICI A BLOCCARE L' ANTENNA TRA LE COLLINE DEL PROSECCO
I lavori del nuovo pennone previsto a due passi rimangono bloccati:
atteso per metà marzo un nuovo pronunciamento del consiglio di Stato
La strada del 5G si è fermata a Refrontolo, o meglio a Roma, a Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato.
Il secondo round della battaglia legale che si è innescata nei mesi scorsi tra il Comune trevigiano e la società Inwit,
la principale tower company italiana, è andato a favore dell’amministrazione guidata dal sindaco Mauro Canal.
La ricostruzione
Per ora i lavori del nuovo pennone previsto a due passi dalla chiesa di Santa Margherita Vergine e Martire rimangono bloccati.
Ma non è certo una decisione definitiva: il consiglio di Stato entrerà nel merito della querelle il prossimo 19 marzo 2026.
Per quella data potrebbero aggiungersi ulteriori colpi di scena.
Oltre che al Comune, l’ipotesi di realizzare in piena zona Unesco tra le colline del Prosecco
un’antenna di evidente impatto paesaggistico non piace nemmeno alla Diocesi di Vittorio Veneto
e per scongiurare l’intervento è sorto anche un agguerrito comitato cittadino. La vicenda inizia più di due anni fa.
Inizialmente i ripetitori avrebbero dovuto essere installati direttamente sul campanile della Chiesa.
La sentenza di primo grado
Sembrava a tutti la soluzione meno impattante per dotare il comune di una nuova connettività veloce.
Ma la Soprintendenza ha bocciato la prima proposta per incompatibilità con i valori monumentali e paesaggistici della zona.
Nel percorrere un piano B i privati non solo avevano individuato un sito alternativo (a circa 70 metri)
ma sono riusciti anche a strappare un accordo con il parroco di Refrontolo, siglando con il don un contratto di locazione.
Il 14 febbraio scorso Inwit ha così depositato in Comune l’istanza per ottenere l’autorizzazione a posizionare la nuova antenna.
L’ente ha risposto picche e il colosso delle telecomunicazioni ha fatto ricorso al Tar:
i giudizi a favore di Inwit su molti contenziosi simili si contano a decine
e la sentenza di primo grado pubblicata il 21 ottobre scorso non ha fatto eccezione, dando così il via libera all’antenna.
Tre mesi senza cantiere
Ma il Comune non ha sotterrato l’ascia di guerra, anzi, ha fatto appello al Consiglio di Stato
(ottenendo nei giorni scorsi un provvedimento favorevole nella fase cautelare) e pure la Diocesi appare più che mai risoluta.
Oltre alle questioni in punta di diritto, dal punto di vista amministrativo, su questa vicenda entrano in gioco anche le regole diritto canonico.
Perché quell’accordo tra Inwit e parrocchia, non sarebbe valido, in assenza di un ulteriore ok da parte della curia.
Insomma l’antenna non s’ha da fare: «Il vescovo monsignor Riccardo Battocchio – spiega la diocesi di Vittorio Veneto in una nota ufficiale –
ribadisce la propria contrarietà e continuerà a seguire con estrema attenzione la vicenda».
Sempre la diocesi precisa inoltre che «all’epoca della sottoscrizione del contratto di locazione
l’ordinario diocesano (il precedente vescovo Corrado Pizziolo, ndr) non aveva rilasciato il necessario provvedimento autorizzativo
e neppure l’attuale vescovo, entrato in diocesi lo scorso 25 maggio, intende autorizzare tale atto».
Al momento l’unica certezza è che per almeno tre mesi il cantiere non partirà:
«Il Consiglio di Stato – commenta il sindaco di Refrontolo Mauro Canal –
ha ritenuto prioritaria l’esigenza di mantenere integro lo stato dei luoghi, evitando trasformazioni potenzialmente irreversibili.
Sono particolarmente soddisfatto di questa pronuncia, che conferma come il Comune abbia operato con rigore.
La strada non è ancora conclusa, ma sono fiducioso».
LIGURIA: IMPIANTO 5G A PONZANO SUPERIORE (SP), VIA LIBERA IN CONFERENZA DEI SERVIZI
Ok alla realizzazione di un’antenna 5G a Ponzano superiore:
si è infatti conclusa positivamente la conferenza dei servizi indetta lo scorso novembre dal Comune di Santo Stefano
per trattare l’istanza presentata dalle compagnie Inwitt e Vodafone
finalizzata appunto alla realizzazione (nell’ambito del bando Pnrr “Italia 5G”) di una stazione radio base 5G,
dell’altezza di circa 34 metri, in un’area situata tra le vie Mantero e Degli Scogli, non distante dagli esistenti impianti radio di Acam.
Allegati all’atto che sancisce la positiva conclusione della conferenza dei servizi, l’autorizzazione ai richiedenti, da parte del Comune,
in materia di vincolo idrogeologico, il permesso di costruire e il parere di Arpal, la quale “ritiene che, ad installazione avvenuta,
saranno rispettati i limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità attualmente vigenti in materia di campi elettromagnetici”,
si legge nel documento.
Per la realizzazione di un impianto 5G a Ponzano superiore (ma in un diverso sito, lungo Via Baria)
le medesime società avevano fatto richiesta già nel 2024, circostanza che aveva visto parte dei residenti dar vita a una mobilitazione
e a una petizione contro l’infrastruttura.
Il relativo iter si era poi arrestato per la presentazione oltre i termini di documentazione integrativa richiesta dall’ente comunale;
con gli uffici che, nell’archiviare la pratica, avevano in ogni caso rilevato “dubbi sull’assentibilità dell’opera nell’ubicazione indicata”
allora per ragioni legate al Puc e al Piano di assetto idrogeologico dell’Autorità di bacino.
TOSCANA: ANTENNA 5G; DOPO TREGGIAIA (PI),
UN NUOVO CASO SCUOTE LA VALDERA; COSA STA SUCCEDENDO
Dopo Treggiaia, un nuovo caso di antenne 5G scuote la Valdera:
il Comune di Capannoli blocca l’installazione e scoppia il contenzioso legale
Dopo le tensioni registrate a Treggiaia, nel comune di Pontedera, un nuovo caso legato all’installazione di antenne 5G scuote la Valdera.
Questa volta al centro della vicenda c’è Santo Pietro Belvedere, frazione del comune di Capannoli,
dove Inwit ha deciso di impugnare davanti al Tribunale amministrativo regionale il diniego emesso dal Suap dell’Unione Valdera.
La società, aggiudicataria dell’appalto nazionale per le infrastrutture 5G legate al Pnrr,
aveva proposto un terreno comunale per l’installazione dell’antenna.
La richiesta ha però incontrato l’opposizione sia della Soprintendenza sia dell’amministrazione guidata dalla sindaca Arianna Cecchini,
che hanno segnalato possibili vincoli sull’area.
Di conseguenza, il Suap ha formalizzato il diniego, contro cui Inwit ha presentato ricorso. Lo riporta il quotidiano Il Tirreno.
Il caso differisce da quanto accaduto a Treggiaia.
Lì il terreno inizialmente individuato apparteneva alla diocesi di San Miniato e non risultava soggetto a vincoli particolari,
permettendo all’iter autorizzativo di procedere senza il coinvolgimento della Soprintendenza.
La pressione dei residenti ha portato a cercare soluzioni alternative, con un confronto ancora in corso tra Comune, cittadini e società.
Treggiaia, strada alternativa per l’antenna PNRR: ecco il Sì all’area sostitutiva
A Capannoli, invece, la zona indicata da Inwit non è contemplata dal piano comunale delle antenne.
Il Comune ha suggerito aree alternative considerate meno invasive, ma le trattative non hanno portato a un accordo.
Inoltre, permangono criticità legate al mancato pagamento dei canoni per antenne già presenti nel territorio,
che ha ulteriormente complicato i rapporti tra l’amministrazione e la società.
Mentre a Capannoli la questione è approdata in tribunale,
a Treggiaia l’iter procede con sopralluoghi e raccolta di dati tecnici per presentare la documentazione entro gennaio.
Stando a quanto riferito a VTrend, l’obiettivo è ottenere le autorizzazioni entro fine febbraio,
in modo da rispettare le scadenze del Pnrr che prevedono il completamento dei lavori entro giugno del prossimo anno.
LAZIO: METRO B DI ROMA; ARRIVA IL 5G SULLA BOLOGNA-JONIO, FINALMENTE DOPO 10 ANNI DI ATTESA
Arriva, a più di 10 anni dall’apertura, la copertura 5G sula diramazione Bologna-Jonio della metro B di Roma,
più conosciuta come linea “B1”.
L’attivazione della copertura telefonica rientra nel più ampio progetto della Roma Smart City avviato per il Giubileo 2025
con l’obiettivo di dare alla Capitale 100 piazze con wi-fi rapido e dotare le 3 metropolitane della rete telefonica.
Dopo l’attivazione del campo sulla linea A, sono in corso le lavorazioni su tutta la linea B, che progrediranno su tutta la linea in galleria.
Infine entro giugno 2026 sarà attivo anche il campo telefonico nelle stazioni della linea C, comprese le nuovissime Porta Metronia e Colosseo.
LAZIO: AMIANTO NELLA SEDE RAI;
LA PROBABILE RICHIESTA DELLA PROCURA DI ROMA
Accertamenti sanitari e interventi tecnici escludono criticità per i lavoratori,
mentre prosegue il percorso di riqualificazione della storica sede
Nessun rischio per la salute degli alti dirigenti e dei dipendenti della Rai che, dopo il 17 dicembre 2024
– giorno in cui una perdita d’acqua ha provocato il rilascio di alcune fibre di amianto nell’aria -,
hanno frequentato la sede di Viale Mazzini, quartier generale e sede legale della tv pubblica.
Proprio in questi giorni, il Consiglio di amministrazione della Rai, alla presenza dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi,
ha deliberato l’aggiudicazione dei lavori di bonifica ambientale dall’amianto e la riqualificazione integrale della storica sede.
L’intervento tempestivo dello Spresal della Asl Roma 1, coordinato dal dirigente Alessandro Palmeri – tra i massimi esperti di amianto in Italia -,
e le misure adottate dalla Rai hanno infatti garantito fin da subito la sicurezza dei lavoratori
e delle poche professionalità rimaste operative e ancor oggi presenti all’interno della struttura.
Verso la richiesta di archiviazione dell’inchiesta
Per questo motivo, secondo quanto apprende l’AGI, la procura di Roma –
che nell’immediatezza dei fatti aveva aperto un fascicolo a modello 45, senza indagati e senza ipotesi di reato,
con il solo obiettivo di vigilare sul corretto svolgimento delle operazioni -,
dovrebbe chiedere l’archiviazione di questo filone di indagine.
Al momento della stesura di questo articolo è trascorso poco più di un anno dall’incidente.
La vicenda risale al 2024
Il guasto si era verificato il 17 dicembre 2024. Subito dopo l’evento è stato spento l’impianto di condizionamento
ed è scattato un lungo e complesso intervento, reso necessario dalla nota presenza di amianto nell’edificio.
RAI e Asl Roma 1 si sono attivate immediatamente, interdicendo alcune aree ben circoscritte del piano terra e del primo piano.
In queste zone – confinate e mai accessibili ai dipendenti -, si è registrata la dispersione di amianto, con picchi fino a 8,9 fibre per litro:
un valore superiore al fondo ambientale, ma decisamente inferiore al limite previsto per i luoghi di lavoro
in cui l’amianto viene trattato (100 fibre/L come media ponderata su otto ore).
Il divieto di ingresso
Per ragioni di massima prudenza, l’accesso a dirigenti e dipendenti è stato immediatamente vietato nelle aree interessate
e, per tutto il mese di gennaio, l’ingresso alla sede è avvenuto esclusivamente da via Pasubio.
La RAI, tuttavia, non si è limitata agli interventi ordinari.
La campagna di monitoraggio
Il 14 gennaio 2025 l’azienda ha infatti disposto una campagna straordinaria di monitoraggio su tutti i piani dell’edificio di Viale Mazzini
– come riportato in una nota interna -, con 46 campionamenti effettuati dal piano interrato all’ottavo piano, incluse mensa e bar,
con una media di cinque rilevazioni per livello.
Anche il piano terra e il primo piano sono stati monitorati, ad esclusione delle aree già interdette e seguite direttamente dalla Asl.
Tutti i campionamenti hanno confermato l’assenza di fibre di amianto aerodisperse.

SICILIA: TELESUD SEMPRE PIÙ IN CRISI
Telesud, video e nota dei giornalisti rimossi dal sito. Antonini parla di liquidazione
La vicenda Telesud si arricchisce di un nuovo, inquietante capitolo.
Circa un’ora dopo la pubblicazione sul sito ufficiale dell’ex emittente della lettera
con cui la redazione giornalistica proclamava lo stato di agitazione e lo sciopero del 15 dicembre,
quel documento è stato rimosso.
Un intervento che, con ogni probabilità, arriva direttamente dall’editore Valerio Antonini,
che poco dopo affida ai social la sua versione dei fatti.
Antonini scrive che la lettera sarebbe stata pubblicata utilizzando «i canali di comunicazione di proprietà dell’azionista per interessi propri»,
elogiando il direttore per «avere gestito al meglio la situazione». E aggiunge, con una frase che pesa come un macigno:
«Anche per Telesud, pronto ad ascoltare offerte, ma so già la risposta». Non solo.
Antonini rende pubblico anche un messaggio inviato in mattinata ai dipendenti,
che getta ulteriore luce sulla gravità della situazione economica e occupazionale.
Nel testo, l’editore afferma che negli ultimi dodici mesi il socio unico avrebbe versato 420 mila euro nelle casse della società,
utilizzati esclusivamente per la gestione ordinaria, a causa di debiti pregressi con l’erario (2015-2020),
della «totale assenza di sponsor» e dell’«impossibilità di accedere a finanziamenti regionali».
Secondo Antonini, il quadro sarebbe ormai «assolutamente esplosivo» e tale da rendere «ingestibile il breve termine».
Da qui l’annuncio più pesante: la possibile liquidazione della Telesud 3 Srl e la ripartenza con una “good company”,
una nuova società «priva di debiti», nella quale i contratti verrebbero rinnovati solo per il personale ritenuto idoneo e sostenibile dalla direzione generale.
L’editore conferma quanto già comunicato: i contratti in scadenza il 31 dicembre 2025 non saranno rinnovati, proprio in vista della liquidazione.
Sul fronte stipendi, Antonini parla di un ulteriore intervento personale per pagare ottobre, novembre e dicembre nelle prossime settimane,
con il primo pagamento promesso entro il 24 dicembre,
ribadendo però che «non ci sono attualmente risorse per fare fronte alle spese correnti».
Il messaggio si chiude con un passaggio significativo:
Antonini invita il direttore generale a «portare avanti le linee guida indicate dal socio di maggioranza»
e precisa che la comunicazione avrebbe carattere riservato, vietandone la diffusione all’esterno (che fa invece lui).
Una riservatezza che, di fatto, è saltata.
Per tutta risposta alla rimozione dal sito, i giornalisti di Telesud hanno ripubblicato integralmente la loro lettera “censurata” sui profili social personali.
Allo stesso tempo, è stato cancellato anche il video in cui veniva letta la nota sindacale.
Una sequenza di atti che racconta molto più di una crisi aziendale: racconta uno scontro ormai aperto,
una redazione senza stipendi e un editore che parla di liquidazione,
mentre la storica emittente trapanese scivola sempre più in una zona grigia fatta di silenzi, rimozioni e comunicati contrapposti.
E, sullo sfondo, restano i lavoratori. Senza certezze, senza stipendi, e ora anche senza spazio sul sito della loro stessa televisione.
Telesud in ferie “forzate”. Marino: “Gestione disastrosa di Antonini”
La crisi di Telesud entra in una nuova fase,
sospesa tra una tregua apparente e uno scontro che continua a consumarsi fuori e dentro l’emittente.
Dopo giorni di tensioni, denunce di comportamenti antisindacali, stipendi non pagati, comunicati rimossi e scioperi proclamati,
si è svolto un incontro tra il direttore generale Ignazio Grimaldi, il direttore responsabile Nicola Baldarotta
e l’intera redazione giornalistica, con la partecipazione anche del personale tecnico e amministrativo.
La decisione: ferie natalizie per tutti
Al termine dell’incontro, l’azienda ha comunicato la decisione di concedere un periodo di ferie collettive
a partire dal 16 dicembre 2025 fino al 31 dicembre.
Una scelta definita come un tentativo di “rasserenare gli animi”
e di prendere tempo “in attesa di ulteriori comunicazioni da parte dei vertici dell’azienda”.
La redazione giornalistica di Telesud ha preso atto e accolto la proposta, così come il comparto tecnico e amministrativo,
che hanno espresso disponibilità a una “concertazione rapida e serena”.
Il documento è firmato da:
Ignazio Grimaldi (direttore generale),
Nicola Baldarotta (direttore responsabile),
Mario Torrente (fiduciario di redazione),
Pino Avaro (per il comparto tecnico).
Di fatto, però, la misura assomiglia più a una pausa obbligata che a una soluzione strutturale:
le questioni di fondo – stipendi arretrati, tredicesima non pagata, contratti in scadenza, prospettiva di liquidazione –
restano tutte sul tavolo.
La replica di Massimo Marino: “Antonini distorce la realtà”
Nel frattempo, Massimo Marino, ex presidente e socio di Telesud, interviene con un lungo e durissimo comunicato
per replicare alle dichiarazioni dell’editore Valerio Antonini,
che nei giorni scorsi aveva attribuito la crisi dell’emittente a debiti erariali pregressi, risalenti al periodo 2015-2020.
che nei giorni scorsi aveva attribuito la crisi dell’emittente a debiti erariali pregressi, risalenti al periodo 2015-2020.
Secondo Marino, si tratta di una ricostruzione fuorviante.
I debiti con l’erario, spiega, erano ampiamente noti, presenti nella due diligence
e già oggetto di una rottamazione quater per circa 300 mila euro, con pagamenti avviati per quasi 100 mila euro.
Un peso mensile – circa 5 mila euro – che Marino definisce “ampiamente sostenibile” per una struttura che,
secondo lo stesso Antonini, aveva costi ordinari di circa 70 mila euro al mese.
“Nulla di straordinario – sostiene Marino – per l’80% delle PMI italiane”.
“Telesud non esiste più per la gestione di Antonini”
Il punto centrale del comunicato è però un altro: per Marino, Telesud non sarebbe in crisi per colpe del passato,
ma per “l’assoluta inadeguatezza gestionale” dell’ultimo biennio.
Vengono contestate:
l’incremento ingiustificato del costo del lavoro, non legato alla qualità o all’utilità della produzione editoriale;
una linea editoriale definita sconclusionata, che avrebbe sacrificato la cronaca locale – vero punto di forza di una tv territoriale –
in favore di una visibilità regionale “senza logica strategica”;
l’assenza totale di commercializzazione del prodotto editoriale;
una gestione che avrebbe prodotto “decreti ingiuntivi su decreti ingiuntivi”.
“L’ABC di ciò che non dovrebbe fare un imprenditore”, scrive Marino, con una formula che suona come una condanna senza appello.
I finanziamenti regionali: “Non è vero che non c’erano”
Marino smentisce anche un altro punto delle dichiarazioni di Antonini: l’assenza di contributi regionali.
Secondo l’ex presidente:
Telesud è rientrata anche nel 2025 nella graduatoria Irfis, per un contributo di circa 40 mila euro;
la somma non sarebbe stata incassata solo a causa dei pignoramenti, conseguenza – ancora una volta – della gestione recente;
nel 2025 sarebbero arrivati anche 25 mila euro dal bando delle Attività Produttive, incassati a marzo.
Se non sono arrivati sponsor o altri fondi, conclude Marino,
“la responsabilità è esclusivamente della nuova proprietà e del nuovo management”.
La domanda finale: i 500 mila euro di SportInvest
Il comunicato si chiude con una domanda che ha il sapore di una provocazione, ma anche di un atto d’accusa.
Che fine hanno fatto i 500 mila euro oltre Iva che Antonini e il generale Guercia avevano annunciato in una diretta social come sponsorizzazione di SportInvest?
Una somma che – se realmente immessa nei conti – avrebbe potuto risolvere molti dei problemi di liquidità dell’azienda.
Secondo Marino, anche quella sarebbe stata “l’ennesima panzana data in pasto ai creduloni”.
Una crisi tutt’altro che chiusa
Le ferie natalizie segnano dunque una tregua temporanea, non una soluzione.
Il confronto tra Antonini e Marino continua a colpi di comunicati, mentre sullo sfondo restano i lavoratori, i loro stipendi,
i diritti sindacali e il futuro stesso di una delle storiche emittenti del territorio.
La sensazione è che, passate le feste, il nodo Telesud tornerà con ancora maggiore forza.
E questa volta non basterà spegnerlo con un comunicato o con qualche giorno di ferie.

REPUBBLICA DI SAN MARINO: SAN MARINO RTV PRESENTA NUOVI STUDI, NUOVO PALINSESTO, PIANO DI RILANCIO TECNOLOGICO E DI RISORSE UMANE
Il Dg Roberto Sergio: “L’azienda è risanata e pronta a camminare con le proprie gambe.
Ora proiettati verso le sfide ambiziose del 2026″
Si è tenuta la conferenza stampa della San Marino Rtv
per tracciare il bilancio di un anno di successi e svelare le ambiziose sfide per il 2026.
L’incontro ha messo in luce la profonda trasformazione dell’emittente, definita come un percorso di rigenerazione
che unisce innovazione tecnologica, solidità di governance e nuovi contenuti originali.
Il bilancio del 2025, un anno di risultati concreti
L’anno che si avvia alla conclusione è stato descritto come quello della “concretezza”.
Tra i traguardi principali spiccano il rinnovamento tecnologico, con l’inaugurazione di nuovi studi all’avanguardia
e il successo internazionale del San Marino Song Contest.
Fondamentale anche il posizionamento sul canale unico 550 del digitale terrestre italiano.
“La TV si sta rigenerando profondamente, sia come società che come attività –
ha sottolineato il Presidente del CdA, Pasquale Valentini –
aumentando il coinvolgimento sul territorio e proiettandosi su scala nazionale italiana grazie al canale 550.
Per uno Stato delle nostre dimensioni, l’emittente diventa un biglietto da visita straordinario per comunicare al mondo chi siamo,
un cammino che ci vede sempre più uniti nella collaborazione strategica con una realtà d’eccellenza come la RAI.
Vogliamo che l’intero Paese si senta orgoglioso di ciò che la nostra TV mostra al mondo,
sentendo la responsabilità di essere un grande biglietto da visita che risponde alla curiosità internazionale verso la nostra antica Repubblica.
“Un anno fa parlavamo della visione del 2025 in un luogo molto diverso dall’attuale;
poter definire oggi quel progetto come la “concretezza del 2025” – ha dichiarato con orgoglio il Direttore Roberto Sergio –
rappresenta per noi un risultato straordinario.
Questo traguardo è passato attraverso un rinnovamento totale delle tecnologie e la creazione di studi moderni,
ma soprattutto attraverso contenuti originali di altissimo livello.
Il San Marino Song Contest è stato il nostro primo biglietto da visita, capace di generare oltre 270 milioni di contatti,
un successo inimmaginabile che oggi, insieme al nuovo piano industriale triennale, ci proietta verso le sfide ambiziose del 2026.”
Il Dg si è detto “profondamente orgoglioso della qualità dei prodotti realizzati quest’anno,
avendo coinvolto talenti del calibro di Paolo Mieli, Roberto Giacobbo, Luciano Onder e Dario Fabbri in produzioni originali
che presto alimenteranno la nostra nuova piattaforma RTV Play.
Nel 2026 la piattaforma valorizzerà anche l’immenso patrimonio storico delle nostre teche,
offrendo una vetrina digitale senza precedenti per il nostro territorio.
Tengo a citare in particolare “Il Colibrì” di Giovanni Terzi, uno spazio di libertà e pluralismo
che ho voluto fortemente per dare voce a chi spesso non trova spazio altrove, rispecchiando i valori di libertà della nostra Repubblica.”
La visione per il 2026: nuovo palinsesto e progetti speciali
Alla vicedirettrice testate giornalistiche, Silvia Pelliccioni, il compito di illustrare il palinsesto dei primi mesi del 2026…
[…]
Innovazione tecnologica e risorse umane
Matteo Bravi, responsabile del settore produzione, ha illustrato le novità tecniche:
“Abbiamo riprogettato gli spazi interni – ha detto – per accogliere la Visual Radio,
concependo questo strumento non come un sostituto della radio tradizionale, ma come un suo potente amplificatore.
Questa integrazione aprirà nuove e interessanti possibilità sia sul fronte editoriale che su quello commerciale per l’azienda.
La tecnologia ci permette di rendere la radio un’esperienza visiva coinvolgente, mantenendo intatta la sua natura
ma aumentandone l’accessibilità e l’appeal per il mercato pubblicitario.”
Presente alla conferenza stampa anche Ettore Vantaggiato, vicepresidente consorzio Media DAB:
“La sinergia con Rtv è fondamentale per i nostri consorzi che veicoleranno il segnale di Radio San Marino su tutto il territorio nazionale.
Nel corso del prossimo anno, accenderemo nuove regioni, consolidando una presenza capillare
che permetterà all’emittente di raggiungere un pubblico sempre più vasto.
Siamo orgogliosi di far parte di questo processo di espansione tecnologica
che valorizza il servizio pubblico sammarinese oltre i propri confini naturali.”
Potenziamento delle risorse umane
Un punto centrale della conferenza è stato l’esito del concorso pubblico per il reclutamento di nuovi talenti,
che ha visto la selezione di giovani giornalisti e nuovo personale tecnico.
A presiedere la commissione giudicatrice è stato il Prof. Mario Morcellini.
[…]
“All’inizio del mio mandato – ha aggiunto il Dg – mi era stato chiesto di risanare l’azienda salvaguardando il perimetro occupazionale,
e oggi posso dire con orgoglio che ci siamo riusciti senza allontanare nessuno.
Grazie allo sforzo straordinario dei dipendenti e alla guida di figure chiave come Pelliccioni, Raschi e Bravi,
l’azienda è ora risanata e pronta a camminare con le proprie gambe.
Dal 1° febbraio inizieremo ad assumere i primi giovani giornalisti e tecnici selezionati,
portando in azienda energie nuove e competenze digitali indispensabili per affrontare il presente.”
Il Segretario di Stato per l’Informazione, Federico Pedini Amati, ha aggiunto: “Ero sicuro di questi risultati.
L’Italia ha la fortuna di essere proprietaria di una televisione in Italia e di mezza in un altro Stato;
Roberto Sergio, insieme a tutta la squadra, ha fatto un grandissimo lavoro che apprezzeranno sia San Marino che l’Italia”.
“Il percorso virtuoso intrapreso è evidente a tutti – ha dichiarato il Segretario di Stato con delega alle Tlc Rossano Fabbri –
dal rinnovamento degli impianti alla qualità della nuova programmazione televisiva presentata.
Le istituzioni sammarinesi sono e rimarranno al fianco della TV,
come dimostra l’iter per la convenzione che stiamo concludendo proprio in questi giorni.”
[…]
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FRANCIA - MUX TNT R15 (ÎLE-DE-FRANCE): ULTIMI GIORNI DI TRASMISSIONI PER NIGHT TV
Lo scorso mercoledì 17 dicembre l’ ARCOM (Autorité de régulation de la communication audiovisuelle et numérique
= in italiano Autorità di regolamentazione della comunicazione audiovisiva e digitale)
ha dato il via libera alla revoca dell’autorizzazione per la diffusione dell’emittente locale NIGHT TV,
dopo aver preso atto della volontà espressa tramite lettera dalla società Lérins Médias, con sede a Cannes,
e spedita lo scorso 30 novembre.
Tale revoca sarà valida dall’ 1 gennaio 2026.
abbreviazione di Journal officiel de la République française (in italiano Gazzetta Ufficiale della Repubblica francese).

Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sotto.
SPAGNA: CLAN FESTEGGIA IL SUO 20° ANNIVERSARIO CON UNA GRANDE FESTA E UN PROGRAMMA NATALIZIO RICCO DI ANTEPRIME E SORPRESE
Pocoyo, Peppa Pig, i Wawies, i Superthings, i Momonsters e il nuovo arrivato Bluey
hanno tutti partecipato alla celebrazione, insieme a Gonzalo Pinillos
Da 20 anni Clan accompagna le famiglie spagnole puntando con decisione sul servizio pubblico e sui contenuti di qualità
RTVE celebra il 20° anniversario di Clan, il canale per bambini leader in Spagna sin dal suo lancio nel 2005.
Per celebrare questo traguardo, Clan ha organizzato una grande festa questo martedì 23 dicembre, con la partecipazione dei suoi numerosi amici.
Inoltre, il canale offrirà una programmazione speciale per tutto il periodo natalizio, tra cui maratone, film per famiglie
e l’attesissima première di “Bluey”, l’acclamata serie australiana considerata un fenomeno globale tra le famiglie.
Martedì scorso, il cinema Callao di Madrid ha ospitato la celebrazione del ventesimo anniversario.
La festa ha riunito l’intera famiglia del Clan, “il canale più divertente di tutta RTVE”,
come ha dichiarato la presentatrice dell’evento, Ángela Fernández.
Clan compie 20 anni
“La televisione spagnola e i contenuti per bambini vanno di pari passo,
perché vogliamo far parte delle famiglie e lo facciamo come una squadra”, ha affermato Yago Fandiño,
vicedirettore dei contenuti per bambini di RTVE, durante la celebrazione.
I bambini hanno avuto l’opportunità di incontrare e scattare foto con i loro amici di Clan:
Pocoyo, Peppa Pig, i Wawies, Superthings, Momonosters e Bluey.
È stato un pomeriggio all’insegna della musica e i partecipanti hanno potuto assistere all’esibizione di Gonzalo Pinillos,
rappresentante della Spagna allo Junior Eurovision Song Contest, che ha cantato “Érase una vez (C’era una volta)” .
Servizio pubblico e motore dell’animazione
Negli ultimi 20 anni, Clan ha accompagnato le famiglie spagnole con un chiaro orientamento al servizio pubblico,
evolvendosi con loro ed essendo presente ovunque le famiglie avessero bisogno di contenuti di qualità,
dal digitale terrestre ad internet, dalle Smart TV ai dispositivi mobili.
Inoltre, Clan è la forza trainante dell’animazione spagnola e un forte sostenitore della produzione europea,
un contributo riconosciuto da DIBOOS, la Federazione di Animazione ed Effetti Visivi:
“Da 20 anni, Clan è fondamentale per portare l’animazione spagnola ai bambini con storie che intrattengono ed educano.
Clan si è affermata come il loro primo punto di accesso alla cultura audiovisiva e un servizio pubblico essenziale.
Noi di DIBOOS, celebriamo la sua traiettoria e difendiamo il suo ruolo di alleato strategico del settore”.
In questi due decenni, iniziative come “Aprendemos en Casa” (Impariamo a casa) durante la pandemia e i premi ricevuti si sono distinte.
Degno di nota è stato anche l’impatto di produzioni come “Lunnis de Leyenda” (Lunnis della leggenda)
nell’introdurre i bambini spagnoli a figure significative della storia e delle arti spagnole,
in particolare mettendo in luce grandi donne come Concepción Arenal , Clara Campoamor e Isabel Zendal.
La festa del 20° anniversario
Per festeggiare questo compleanno, il canale ha preparato una grande festa nel cuore del Natale,
presentata da Ángela Fernández e con l’esibizione di Gonzalo Pinillos , rappresentante di Junior Eurovision 2025.
I bambini che hanno partecipato alla festa hanno potuto vedere dal vivo e in azione i loro personaggi preferiti:
Pocoyo e la sua sorellina Bea; i Wawies; e i Supercose. E con loro, i nuovi arrivati: l’amata famiglia Heeler di Bluey.
La première di questa serie di successo lo scorso fine settimana completa il brillante catalogo di animazione per bambini di Clan,
insieme a “Peppa Pig”, “Paw Patrol”, “Pocoyo”, “Momonsters” e “Spidey e il suo Super Team”.
Inoltre, l’arrivo di “Bluey” ha dato il via alla programmazione natalizia del canale per bambini di RTVE,
con maratone delle migliori serie e film da godersi in famiglia sul divano.

Clan HD è attualmente sintonizzabile nel Mux RGE 2,
in alta definizione con la risoluzione video 1920×1080 e privo di numerazione automatica.
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sotto.
SPAGNA: UN INVESTITORE ARGENTINO ENTRA NELLA CORSA PER IL NUOVO CANALE TELEVISIVO SUL DIGITALE TERRESTRE
Il concorso per l’assegnazione di un nuovo canale televisivo digitale terrestre (TDT) in chiaro in Spagna
continua a generare sviluppi significativi nel settore audiovisivo.
Tra le proposte presentate, spicca quella di un gruppo di imprenditori spagnoli legati al governo,
guidati da Andrés Varela Entrecanales e finanziati da capitali stranieri.
I dettagli di questo progetto, al di là dei nomi coinvolti e della sua collocazione all’interno del processo in corso presso il governo,
sono stati finora resi pubblici solo in minima parte
Secondo El Español, uno degli investitori del progetto è José Luis Manzano,
ex Ministro degli Interni del governo argentino di Carlos Menem e proprietario del Grupo América,
uno dei maggiori conglomerati mediatici argentini.
Fonti del settore citate dal quotidiano confermano che Manzano parteciperà finanziariamente alla futura rete
se il governo concederà la licenza di trasmissione.
Il progetto è caratterizzato da una segretezza pressoché totale, cosa insolita in una gara di questo tipo.
Solo due offerte sono state presentate alla procedura avviata dal governo:
una da questo gruppo di imprenditori e l’altra da Mediaset,
che si candida finalmente per la licenza dopo settimane di speculazioni nel settore.
Secondo le informazioni pubblicate da El Español, Manzano sarebbe strettamente legato a questo gruppo di investitori
vicini al Partito Socialista e il suo ingresso avverrebbe tramite il suo fondo Integra Capital,
un’organizzazione fondata nel 1995 con interessi in settori strategici come l’energia, i minerali critici, il petrolio e i media.
Nel settore audiovisivo, Manzano controlla Grupo América, proprietario di reti come América TV e il canale di notizie A24,
nonché partecipazioni in radio e carta stampata in Argentina.
Negli ultimi mesi, l’imprenditore avrebbe anche mostrato un crescente interesse per gli investimenti in Spagna,
con diversi contatti di alto livello nel settore dei media e delle telecomunicazioni.
La legge spagnola limita gli investimenti stranieri nella televisione in chiaro al 25% del capitale azionario,
pertanto la quota esatta di Manzano nella futura rete deve ancora essere determinata.
Questo apre le porte ad altri investitori internazionali che potrebbero unirsi al progetto prima della conclusione della procedura di gara.
Il nome ufficiale della società che ha presentato la sua offerta è attualmente sconosciuto,
sebbene sia stato rivelato che Varela Entrecanales ha costituito la società “Servicios Integrados de Entretenimiento Televisivo”
(Servizi Integrati di Intrattenimento Televisivo) il 5 novembre, appena quindici giorni prima della scadenza per la presentazione delle offerte.
La società condivide l’indirizzo di altre società di proprietà dell’imprenditore, tra cui la sua società di produzione audiovisiva.
Il governo ha fino a un anno di tempo per risolvere la procedura di gara e assegnare la licenza,
che porterà a una riorganizzazione dei multiplex della televisione digitale terrestre (TDT)
e all’implementazione delle trasmissioni in Ultra Alta Definizione (UHD).
Un processo tecnico che libererà spazio nello spettro radioelettrico
e riaccenderà la battaglia per un nuovo servizio televisivo nazionale in chiaro.
SPAGNA: COME ASCOLTARE RNE DOPO LA FINE DELLE SUE TRASMISSIONI AM
La radio pubblica abbandonerà le onde medie nelle prime ore del 29-30 dicembre
Ascolta RNE tramite FM, DAB+ e RNE Audio
Radio Nacional de España (RNE) spegnerà il suo segnale AM nelle prime ore del 30 dicembre alle 3:00 del mattino,
dopo aver fornito questo servizio dal 1937.
Nonostante questi cambiamenti, gli ascoltatori possono rimanere connessi alla loro stazione radio preferita
senza interrompere le proprie abitudini o routine.
Esistono diverse alternative per ascoltare tutti i programmi RNE su qualsiasi dispositivo e da qualsiasi luogo.
Nonostante questa chiusura, RNE continuerà a trasmettere normalmente in FM, DAB+ e sulla piattaforma RNE Audio,
senza interruzioni e con tutta la nostra programmazione distintiva.
L’addio all’AM non significherà la scomparsa dei nostri contenuti,
ma piuttosto una transizione verso sistemi di ascolto più efficienti e accessibili, con una qualità audio superiore.
Cosa significa la fine delle onde medie?
Sempre più paesi europei stanno sospendendo la radio a onde medie. Le ragioni principali sono la qualità audio inferiore,
l’elevato consumo energetico, l’inquinamento elettromagnetico associato e la disponibilità di alternative più moderne, stabili e sostenibili.
l’elevato consumo energetico, l’inquinamento elettromagnetico associato e la disponibilità di alternative più moderne, stabili e sostenibili.
Con questo cambiamento, la radio si sta evolvendo verso formati che offrono una migliore qualità,
una copertura più ampia e nuove modalità di ascolto adattate alle abitudini attuali.
In Spagna, a partire dagli anni ’80, il pubblico ha privilegiato in modo schiacciante la radio FM,
grazie alla sua più ampia gamma di contenuti e al notevole miglioramento della qualità audio rispetto alla AM.
Di conseguenza, la radio AM ha gradualmente perso ascoltatori ed è diventata obsoleta nel panorama attuale.
Alternative per ascoltare RNE
Attraverso FM
La radio FM vanta un’ampia copertura per tutte le stazioni che compongono la rete: RNE, Radio Clásica, Radio 3, Radio 4 e Radio 5.
Questa mappa ti consente di individuare facilmente e direttamente la frequenza della tua zona.
Il sistema DAB+
Nel 2025, RNE si è impegnata a modernizzare e rispondere alle esigenze in continua evoluzione della società,
Nel 2025, RNE si è impegnata a modernizzare e rispondere alle esigenze in continua evoluzione della società,
trainata dal progresso tecnologico globale.
Per questo motivo, promuove l’uso del DAB+, la nuova generazione di radio digitale terrestre,
un sistema che offre una migliore qualità del suono, una maggiore stabilità del segnale
e la possibilità di trasmettere più contenuti all’interno dello stesso spettro radio.
Il DAB+ è uno standard ampiamente implementato in numerosi paesi europei
e rappresenta un significativo progresso rispetto alle onde medie.
Sebbene la sua implementazione in Spagna sia stata più graduale,
la tendenza indica una maggiore espansione della radio digitale nei prossimi anni,
con l’obiettivo di offrire agli ascoltatori un’esperienza più completa, moderna e accessibile.
Cosa occorre fare per accedere alle trasmissioni DAB+?
Sono necessari ricevitori compatibili, disponibili sia in casa che nei veicoli di nuova produzione.
Questo tipo di tecnologia si presenta come un’opzione futura per integrare la radio FM
e amplierà le modalità di ascolto della RNE (Radio Nazionale Spagnola).
Sull’app RNE Audio
Il modo più semplice e flessibile per i nostri ascoltatori di sintonizzarsi su RNE da qualsiasi luogo
è tramite la piattaforma RNE Audio, disponibile su browser web, dispositivi mobili e smart TV.
Grazie a queste piattaforme, è possibile accedere a tutte le nostre stazioni in diretta:
RNE, Radio Clásica, Radio 5, Radio 4 e Radio 3.
Tutto ciò di cui hai bisogno è una connessione Internet, dati mobili o Wi-Fi.
L’app RNE Audio, disponibile gratuitamente per Android e iOS, ti consente non solo di ascoltare tutta la programmazione in tempo reale,
ma anche di accedere a un’ampia gamma di contenuti on-demand,
tra cui episodi passati, podcast esclusivi e playlist personalizzate da ascoltare quando vuoi.
Offre anche funzioni come il download per l’ascolto offline,
il salvataggio dei preferiti e la ripresa automatica della riproduzione dal punto esatto in cui l’avevi interrotta.
RNE, prima la radio
Negli ultimi anni lo streaming si è affermato come una delle alternative più pratiche
per chi vuole tenere compagnia a RNE in qualsiasi momento della giornata:
sul proprio cellulare, tablet, computer o anche collegando il dispositivo all’auto o agli smart speaker.
Si tratta di un formato che si adatta alle nuove abitudini di consumo e garantisce un’esperienza sonora stabile e di alta qualità.

NASCE LA FONDAZIONE MAXIMO: UN RICONOSCIMENTO PER LA TV ITALIANA
Attraverso il Premio Maximo si punta a rafforzare il peso culturale e industriale dei programmi tv nazionali nei generi:
serie, intrattenimento, animazione, live-action, documentari e factual
Si arricchisce il panorama istituzionale dell’audiovisivo italiano con la nascita della Fondazione Maximo,
promossa da APA (Associazione Produttori Audiovisivi) e AGIS (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo)
con l’obiettivo di valorizzare la qualità e la creatività dei contenuti televisivi.
L’annuncio è arrivato il 19 dicembre 2025 da Roma, insieme alla nomina del Consiglio direttivo,
composto da figure di primo piano dell’industria culturale e dello spettacolo.
A guidare la Fondazione sarà un board che riunisce l’intera filiera dell’audiovisivo e dello spettacolo:
Chiara Sbarigia (Presidente APA), Francesco Giambrone (Presidente AGIS), Aurelio Regina (Fondimpresa),
Bruno Sconocchia (Assoconcerti), Maite Carpio Bulgari (Garbo Produzioni),
Marco Parri (Federazione Italiana Spettacolo dal Vivo), Mario Lorini (Anec),
Nicola Serra (Palomar) e Raffaella Leone (Leone Film Group).
Cuore dell’iniziativa è l’istituzione del Premio Maximo,
pensato come il primo riconoscimento strutturato dedicato all’eccellenza dei programmi televisivi italiani,
con un’ambizione dichiarata: diventare per la tv ciò che i David di Donatello rappresentano per il cinema.
Il premio riguarderà serie, intrattenimento, animazione e live-action, documentari e factual, oltre ai talenti televisivi.
Previsti anche un riconoscimento alla migliore produzione internazionale,
una sezione dedicata ai mestieri tecnici dell’audiovisivo e una borsa di studio “Maximo” per il miglior esordio,
trasversale alle categorie.
«In Italia mancava un premio televisivo di questo livello», ha sottolineato Chiara Sbarigia,
annunciando che il primo passo del Consiglio Direttivo sarà la nomina del Comitato Scientifico,
incaricato di definire regolamento e giurie del Premio.
IL 23 DICEMBRE 1987 NASCEVA IL PRIMO DOMINIO INTERNET ITALIANO
Non esistevano social network, motori di ricerca né l’uso quotidiano del web: Internet era un’infrastruttura sperimentale
Il 23 dicembre 1987 il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) registrò il primo dominio internet del nostro Paese, cnr.it.
Un evento che, a distanza di 38 anni, rappresenta come l’atto di nascita ufficiale dell’Italia nella rete globale.
All’epoca Internet era ancora uno strumento riservato a una ristretta comunità scientifica e accademica.
La registrazione del dominio avvenne nell’ambito delle attività di ricerca del CNR,
che già collaborava con importanti centri internazionali sullo sviluppo delle reti di comunicazione.
Non esistevano social network, motori di ricerca né l’uso quotidiano del web:
Internet era un’infrastruttura sperimentale, basata su scambi di dati tra università e istituti di ricerca.
Il dominio .it, oggi parte integrante della vita digitale di cittadini, imprese e istituzioni,
mosse dunque i primi passi grazie alla visione di ricercatori che intuirono il potenziale rivoluzionario della rete.
Da quel momento, l’Italia avrebbe progressivamente costruito la propria presenza online,
fino a diventare uno dei Paesi europei con il maggior numero di domini registrati.
Nel 2025, mentre il web è al centro di trasformazioni legate all’intelligenza artificiale, alla cybersicurezza e ai servizi digitali avanzati,
ricordare il 23 dicembre 1987 significa rendere omaggio a un momento pionieristico
che ha contribuito a plasmare il presente e il futuro digitale del Paese.
IL 28 DICEMBRE 1895 A PARIGI NASCE IL CINEMA,
130 ANNI FA LA PRIMA PROIEZIONE DEI FRATELLI LUMIÈRE
A distanza di 130 anni, nel giorno dell’anniversario, il cinema continua a raccontare il mondo, confermando l’intuizione dei Lumière
Il 28 dicembre 1895, esattamente 130 anni fa, in una sala del Grand Café sul Boulevard des Capucines, a Parigi,
prendeva forma una delle rivoluzioni culturali più importanti dell’età contemporanea: la nascita del cinema.
Quel giorno i fratelli Auguste e Louis Lumière organizzarono la prima proiezione cinematografica pubblica e a pagamento,
presentando al pubblico il loro Cinématographe.
Davanti a una platea di circa 30 spettatori, furono proiettati brevi filmati della vita quotidiana, tra cui il celebre La sortie de l’usine Lumière à Lyon.
prendeva forma una delle rivoluzioni culturali più importanti dell’età contemporanea: la nascita del cinema.
Quel giorno i fratelli Auguste e Louis Lumière organizzarono la prima proiezione cinematografica pubblica e a pagamento,
presentando al pubblico il loro Cinématographe.
Davanti a una platea di circa 30 spettatori, furono proiettati brevi filmati della vita quotidiana, tra cui il celebre La sortie de l’usine Lumière à Lyon.
Immagini semplici, ma capaci di suscitare stupore e meraviglia: per la prima volta, la realtà sembrava prendere vita su uno schermo.
Secondo la tradizione, alcuni spettatori rimasero talmente colpiti dal realismo delle immagini da reagire con sorpresa e timore.
Quell’esperimento, nato quasi come una curiosità scientifica, segnò invece l’inizio di un nuovo linguaggio artistico
e di un’industria destinata a influenzare profondamente la società, la cultura e l’immaginario collettivo del Novecento e oltre.
A distanza di 130 anni, nel giorno dell’anniversario, il cinema continua a raccontare il mondo, confermando l’intuizione dei Lumière.