
Domenica 14 dicembre 2025
TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA
A cura di Salvatore Cambria
Pubblicato il 14/12/2025 alle ore 11:00
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE
Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.
LE NOTIZIE IN BREVE DELLA SETTIMANA
Sabato 13 dicembre 2025
Mercoledì 10 dicembre 2025
Martedì 9 dicembre 2025
HBBTV - MUX DFREE: IN ARRIVO L' INEDITA 90 IS GOOD SU FASCINO TV 157 HD
Iniziamo dall’HbbTV, la TV tramite connessione ad internet.
A partire da Capodanno 2026, sintonizzandosi sulla commerciale Fascino tv 157 HD, veicolata nel Mux DFREE
in alta definizione con la risoluzione video 960×1080 e sulla LCN 157 identificata FASCINO TV,
e premendo il tasto giallo del telecomando, sarà possibile seguire la nuova emittente 90 IS GOOD,
la cui programmazione sarà dedicata ai videoclip musicali degli anni ’90.



CALABRIA IN DIGITALE - MUX LOCALE 4: LA C NETWORK ABBANDONA L' HD, DIVERSI CANALI A SCHERMO NERO
Per quanto riguarda il digitale terrestre, nel Mux LOCALE 4 (CALABRIA) la vibonese LaC Network,
sintonizzabile sulla LCN 111 identificata LaC News 24,
non risulta più in HD, ma ha iniziato a trasmettere in definizione standard.

Inoltre risultano a schermo nero l’interregionale LIFE ZONE (LCN 94),
Appennino Tv (LCN 189) e Sequoia Tv (LCN 192), entrambe di Mercogliano (AV),
LIBERA INFORMA (LCN 193) e LIBERA FAMIGLIA (LCN 194) di Montevarchi (AR),
oltre a GS CHANNEL (LCN 110) e TG CAL 24 (LCN 211)
che si ritrovano in questa situazione fin dal proprio inserimento.







Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER I MUX DAB+ RAI E DAB ITALIA
Occupiamoci ora della radio digitale.
Il Mux DAB+ RAI è stato oggetto di un massiccio ampliamento di copertura con l’attivazione di ben 28 nuove postazioni.
È stato acceso infatti il relativo segnale:
sul Canale 6D da CAPO SAN MARCO – TORRE DEL TRADIMENTO a Sciacca (AG) e MONTE SAN GIULIANO a Caltanissetta, in Sicilia;
sul blocco 7C da:
CALDERA a Trontano (VB)‚ in Piemonte,
e MONTE ARNONE – LE MANELLA ad Oricola (AQ), in Abruzzo,
SANTA MARIA A MONTE a Cercemaggiore (CB), MONTE CERVARO a Colli a Volturno (IS)
e CONTRADA IL MONTE a Pesche (IS), in Molise,
SAN LEO a Briatico (VV), in Calabria,
sul Canale 10C da:
CAPRIGLIA – VILLA PONTICELLI a Pietrasanta (LU), ARZELATO – CAMPOLO a Pontremoli (MS)
MONTE OLIVETO – SANTUARIO ad Airola (BN), in Campania.

Il Mux DAB ITALIA ha attivato il Canale 7D dalla postazione abruzzese di COLLE DELLE 3 CROCI – CIMITERO a Schiavi d’Abruzzo (CH).

Alla luce delle ultime novità, abbiamo riaggiornato la griglia con l’elenco di tutte le postazioni
dei bouquet radiofonici nazionali Mux DAB+ RAI e Mux DAB ITALIA.
Per consultare la composizione dei multiplex, cliccate sui banner qui sopra.


ABRUZZO: MORTO MASETTO PACE, STORICO VOLTO TV DI VIDEO CAESAR E TELE NOVE
Masetto era fratello del compianto Bruno Pace, ex calciatore ed ex allenatore di calcio
Mondo della televisione abruzzese in lutto per la scomparsa di Masetto Pace,
giornalista e storico volto di Video Caesar prima e Tele Nove poi.
Pace ha vissuto l’epoca d’oro delle televisioni locali in Abruzzo quando erano numerose le emittenti che trasmettevano.
E ognuno di queste aveva una sua ben definita personalità
e Video Caesar sperimentò molto dando spazio anche alla crescita di diversi giovani.
Tra questi anche Luca Teseo, storica voce di Radio Parsifal e speaker del Pescara Calcio che così ricorda Masetto Pace:
«Tante volte ci eravamo rivisti e avevamo sempre detto: “Rivediamoci, facciamo una bella rimpatriata”.
Gli impegni, la vita frenetica, non ce l’hanno mai permesso, forse perché, da inguaribili ottimisti, all’inevitabile preferiamo non pensarci mai.
Dopo il grande Luciano Brancone, te ne sei andato anche tu, caro Masetto.
Persona eccezionale, la sua Tv negli anni ’90 era creativa, ironica, irriverente, ma con una classe tutta sua e uno stile inconfondibile.
Quella Video Caesar che ha sfornato tanti talenti era casa sua: fu lui a farmi cominciare con l’editing video,
perché nessuno aveva la pazienza, vista la sua creatività e imprevedibilità, di mettersi lì per ore a montare servizi e speciali televisivi.
E di questo gli sarò sempre grato. Diceva nei corridoi: “Lu sevizie mi li mond lu vajon, Teseo, mi capisce e nzi lament”. Grazie, Masetto.
Masetto, oltre a essere un bravo giornalista, era anche il fratello dell’indimenticato Bruno Pace.
Il mio pensiero per lui è questo, e credo che con me si associno anche tutti i ragazzi di quello straordinario periodo televisivo
vissuto a Video Caesar, che a tutti noi non solo ha dato un lavoro, ma ci ha insegnato tanto della vita. Ciao Masetto!».
Tratto da: www.ilpescara.it/cronaca/masetto-pace-morto


MIMIT: AGGIORNATO IL NUOVO ELENCO DELLE LCN NAZIONALI
Lo scorso mercoledì 10 dicembre è stata aggiornata la lista delle numerazioni automatiche nazionali pubblicata lunedì 1 di questo mese.
RIUNITA LA COMMISSIONE PER L' EQUO COMPENSO NEL LAVORO GIORNALISTICO AUTONOMO
Si è tenuta nel pomeriggio del 9 dicembre, presso la sede del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del consiglio dei Ministri,
una riunione della Commissione per la valutazione dell’equo compenso nel lavoro giornalistico autonomo di cui alla legge n. 233/2012.
L’incontro è stato presieduto dal Sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Informazione ed Editoria, sen. Alberto Barachini,
affiancato dal Capo del DIE cons. Luigi Fiorentino.
Erano presenti, tra gli altri, il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, dott. Carlo Bartoli,
il segretario generale della Fnsi dott.ssa Alessandra Costante, il presidente dell’Inpgi, dott. Roberto Ginex,
il consigliere della Fieg, dott. Stefano Alessandri. Per Aeranti-Corallo è intervenuto Fabrizio Berrini.
Il Sottosegretario Barachini ha espresso una valutazione positiva sulla novità rappresentata dal disegno di legge
recante “Delega al Governo per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali”,
affermando che nella riunione sono stati ascoltati i rappresentanti designati a partecipare al tavolo
per valutare la possibilità di armonizzare i diversi contributi in tale veicolo normativo, auspicando un iter rapido dello stesso.
NELLA LEGGE DI BILANCIO TAGLIO DI 20 MILIONI L' ANNO ALLE TV E RADIO LOCALI. LE ASSOCIAZIONI: "SCELTA GRAVISSIMA, A RISCHIO PLURALISMO E OCCUPAZIONE"
Le Associazioni Confindustria Radio Televisioni – TV Locali, AERANTI-CORALLO e ALPI esprimono fortissima preoccupazione
e netta contrarietà per l’emendamento governativo alla Legge di Bilancio depositato nella notte,
che taglia di 20 milioni di euro all’anno per il triennio 2026-2028 le risorse destinate all’emittenza radiofonica e televisiva locale.
La relazione tecnica chiarisce che l’incremento complessivo del Fondo per il pluralismo
è ottenuto a vantaggio esclusivo del comparto della carta stampata, mentre le emittenti locali subiscono un taglio strutturale,
in un momento già segnato da forti difficoltà economiche e da una concorrenza impari con grandi operatori nazionali e piattaforme globali.
Ancora più grave è la previsione che consente al Presidente del Consiglio dei ministri di rimodulare il riparto del Fondo con decreto,
escludendo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, titolare delle competenze sul settore radiotelevisivo locale.
Una scelta che introduce instabilità, incertezza e marginalizzazione istituzionale del comparto.
«Siamo di fronte a una decisione che mette seriamente a rischio la sopravvivenza di centinaia di imprese,
migliaia di posti di lavoro e il pluralismo dell’informazione nei territori», dichiarano congiuntamente le Associazioni.
Il provvedimento appare inoltre in totale contraddizione con le dichiarazioni rese dal Ministro Adolfo Urso il 29 luglio 2025,
quando aveva assicurato la continuità delle risorse per le emittenti locali anche nella prossima Legge di Bilancio.
Le Associazioni chiedono l’immediata modifica dell’emendamento, il ripristino delle risorse tagliate e il rispetto del ruolo del MIMIT,
evidenziando che, in assenza di correttivi urgenti entro la scadenza fissata per venerdì alle ore 18,
le conseguenze per il sistema dell’informazione locale saranno irreversibili.
LOMBARDIA: "SALVIAMO LA RAI DI MILANO".
LAVORATORI CONTRO LA VENDITA DELLO STORICO PALAZZO DI GIO PONTI
Il consiglio di amministrazione valuta la cessione dell’edificio di corso Sempione, simbolo della prima trasmissione televisiva del servizio pubblico.
La nuova sede sarà in affitto alla Fondazione Fiera Milano, mentre si ipotizza un trasloco provvisorio in via Mecenate con costi e spazi ridotti.
Dipendenti e rappresentanze denunciano sprechi e mancanza di trasparenza
e convocano un’assemblea aperta il 16 dicembre per difendere la presenza Rai a Milano e in Lombardia
“Tra pochi giorni il consiglio di amministrazione della Rai potrebbe imprimere un’accelerazione alla vendita di alcuni immobili.
Il boccone pregiato è lo storico palazzo di Gio Ponti in corso Sempione, nel centro di Milano,
da dove il 3 gennaio 1954 è andata in onda la prima trasmissione televisiva in assoluto del servizio pubblico.
Il centro di produzione in futuro è destinato a traslocare in un edificio di nuova costruzione,
nel quale la Rai sarà un semplice inquilino in affitto della Fondazione Fiera Milano a circa 6 milioni di euro annui, al momento per 27 anni”.
Inizia così il comunicato firmato Rsu CP Milano, Cdr Tgr Lombardia e Fiduciari Raisport e Tg3 che prosegue:
“Questa operazione, che non è stata condivisa preventivamente (ma nemmeno successivamente, se non per linee generali)
con le rappresentanze dei lavoratori, ora rischia di trasformarsi in un ennesimo spreco.
Perché per massimizzare il prezzo di vendita i vertici Rai starebbero pensando non più a leaseback come previsto nel piano immobiliare
(quindi con la possibilità di restare all’interno finché non sia pronta la nuova sede), ma una vendita con l’immobile libero subito.
Per questo, in fretta e furia, l’azienda sta studiando la possibilità di un trasloco temporaneo in via Mecenate:
anche lì in affitto, in spazi estremamente ridotti e tutti da adeguare, con conseguente spreco di denaro.
Non solo soldi: il rischio concreto, quasi la certezza, è un’ulteriore emorragia a tempo indeterminato di produzioni verso altre sedi (Roma o Torino).
In questo scenario i dipendenti vengono tenuti all’oscuro di tutto.
Un metodo di lavoro che umilia le professionalità e la storia del centro di produzione di Milano e di tutta la Rai.
Al vertice aziendale chiediamo di sapere quali siano davvero i progetti per il nostro futuro,
se intenda ridimensionare la presenza a Milano e in Lombardia e come mai ci sia fretta di fare cassa vendendo un immobile pregiato.
Per questo abbiamo deciso di chiamare a raccolta la città il 16 dicembre, dalle 15 alle 17, davanti all’ingresso di via Alberto Riva Villasanta.
Un’assemblea aperta alla società civile, alla politica, al mondo della cultura e alle istituzioni:
insomma a chiunque abbia a cuore il servizio pubblico. Lo abbiamo fatto tutti insieme: operai, tecnici, impiegati e giornalisti.”
“Salviamo la Rai di Milano”
Rsu CP Milano – Cdr Tgr Lombardi – Fiduciari Raisport e Tg3

Postazione di CORSO SEMPIONE a Milano
TRENTINO-ALTO ADIGE: MESSO IN FUNZIONE NUOVO IMPIANTO DI TRASMISSIONE MOBILE DAS A SAN SIGISMONDO CON SUCCESSO
In questo modo viene colmata una lacuna di copertura esistente da molti anni e garantita una rete mobile notevolmente migliorata e stabile
Ne traggono beneficio sia la popolazione locale sia ospiti e pendolari.
Particolarmente nel settore della sicurezza, la modernizzazione offre vantaggi decisivi:
Particolarmente nel settore della sicurezza, la modernizzazione offre vantaggi decisivi:
una copertura mobile capillare garantisce che le chiamate di emergenza possano essere effettuate in qualsiasi momento in modo affidabile
e che le forze di intervento, come vigili del fuoco e soccorso, possano agire rapidamente e in modo coordinato in caso di necessità.
La nuova tecnologia DAS (Distributed Antenna System) consente di trasmettere i segnali mobili di tutti e quattro gli operatori –
La nuova tecnologia DAS (Distributed Antenna System) consente di trasmettere i segnali mobili di tutti e quattro gli operatori –
Iliad, TIM, Vodafone e Windtre – attraverso un sistema di emissione comune.
Questa tecnologia opera in modo efficiente ed economico e, grazie a impianti più compatti, contribuisce anche alla tutela del paesaggio.
Per San Sigismondo, i segnali mobili vengono prelevati dalla postazione ricetrasmittente esistente di Sonnenburg nel comune di San Lorenzo,
Per San Sigismondo, i segnali mobili vengono prelevati dalla postazione ricetrasmittente esistente di Sonnenburg nel comune di San Lorenzo,
trasportati tramite collegamenti in fibra ottica fino all’edificio dei Vigili del Fuoco volontari e da lì amplificati e irradiati tramite antenne comuni.
In questo modo nasce una copertura mobile affidabile e performante che serve in modo ottimale San Sigismondo e le zone circostanti.
“Grazie all’ottima collaborazione del Comune di Chienes, dei Vigili del Fuoco di San Sigismondo, di tutti gli operatori mobili e della RAS,
“Grazie all’ottima collaborazione del Comune di Chienes, dei Vigili del Fuoco di San Sigismondo, di tutti gli operatori mobili e della RAS,
è stato possibile realizzare questo progetto in breve tempo.
Con l’attivazione odierna viene compiuto un chiaro passo avanti per rafforzare la qualità della vita e la sicurezza a San Sigismondo.
Questo investimento dimostra che la Giunta Provinciale continua a puntare con determinazione
su un’infrastruttura moderna e affidabile anche nelle aree rurali”, sottolinea il Presidente della Provincia, Arno Kompatscher.
“Con questo impianto DAS verranno in futuro forniti di servizi mobili e a banda larga altamente performanti
“Con questo impianto DAS verranno in futuro forniti di servizi mobili e a banda larga altamente performanti
anche le cinque gallerie provinciali di Perca, Chienes, Brunico, Sonnenburg e Val Badia.
Si compie così un ulteriore passo importante per migliorare in modo sostenibile la sicurezza della copertura digitale
lungo le principali arterie di traffico della Val Pusteria”, spiega il Presidente della RAS, Peter Silbernagl.

TRENTINO-ALTO ADIGE: ANTENNA 5G A BOLOGNANO (TN),
SÌ CON PRECAUZIONE; CONTROLLI COSTANTI E LIMITI PIÙ SEVERI
La decisione è ufficiale: l’antenna 5G a Bolognano si farà.
A pochi giorni dalla serata informativa che aveva riempito la sala del centro civico –
un incontro molto partecipato promosso da sei associazioni del Coordinamento per la Tutela dell’Ambiente Alto Garda e Ledro –
arriva ora la delibera della giunta Fiorio che dà il via libera al progetto, destinato a far discutere ancora a lungo i residenti dell’Oltresarca.
La nuova amministrazione ha infatti approvato il 2 dicembre il provvedimento che sancisce la realizzazione dell’impianto:
una struttura di circa quaranta metri che sorgerà nell’angolo sud del parcheggio interno al campo sportivo “Stivo”,
sulla particella 1222 del catasto comunale dell’Oltresarca.
Una soluzione alternativa rispetto alla particella 610 di via Beabù inizialmente richiesta dall’operatore telefonico:
troppo vicina alle abitazioni, e infatti respinta dal Comune nel settembre scorso.
Una pratica ereditata e pochi margini decisionali
Come spiega l’articolo de l’Adige, l’attuale amministrazione ha ereditato l’intera pratica dalla precedente giunta,
che a sua volta si era trovata con margini di intervento molto ridotti:
la normativa nazionale limita infatti fortemente la possibilità degli enti locali di opporsi alla collocazione delle antenne di telefonia mobile.
Dopo mesi di interlocuzioni con l’operatore e valutazioni tecniche, la scelta è caduta sull’area di proprietà comunale
all’interno del campo sportivo, classificata tra quelle “maggiormente idonee” dal Piano della telefonia.
Una soluzione giudicata più equilibrata, e soprattutto più distante dalle abitazioni rispetto alla richiesta originaria.
La delibera è stata dichiarata immediatamente eseguibile:
il procedimento di autorizzazione presso l’Unità di missione digitale della Provincia è pendente da tempo
e la giunta ha voluto accelerare la formalizzazione del contratto.
Il canone previsto è di 8 mila euro l’anno, per un contratto di nove anni rinnovabile per altri nove.
La promessa della giunta: controlli costanti e limiti più restrittivi
L’assessore all’ambiente Chiara Parisi, ben consapevole della sensibilità del tema,
assicura che l’amministrazione ha richiesto tutte le garanzie possibili.
«In questi mesi abbiamo consultato diversi esperti: Appa, tecnici del Coordinamento ambientalista,
il medico dell’Agenzia sanitaria provinciale – spiega alla stampa Parisi -.
Dopo questo percorso, la collocazione nel parcheggio della Stivo è apparsa l’unica soluzione praticabile per ridurre al minimo gli impatti».
L’assessore garantisce inoltre controlli periodici sulle emissioni elettromagnetiche non solo a Bolognano,
ma in tutte le localizzazioni del territorio comunale. E ricorda che i limiti italiani sono la metà di quelli fissati dall’Unione Europea.
«Ci impegniamo a chiedere la risoluzione del contratto nel caso in cui i gestori non rispettassero i limiti posti a tutela della salute dei cittadini», aggiunge.
Dalla delibera emergono anche misure paesaggistiche obbligatorie:
colorazione della struttura per mimetizzarla, accessori bassi e piantumazioni attorno al perimetro.
La serata sui rischi del 5G: grande partecipazione e non poche preoccupazioni
La decisione della giunta arriva a ridosso della serata pubblica organizzata dalle associazioni ambientaliste,
che aveva raccolto un pubblico numeroso e attento.
che aveva raccolto un pubblico numeroso e attento.
Una serata definita “non allarmistica”, ma volta a offrire strumenti di conoscenza ai cittadini.
L’ingegnera Azul Fernandez aveva illustrato i limiti di legge sui campi elettromagnetici,
mentre la dottoressa Fiorella Belpoggi — già direttrice dell’Istituto Ramazzini — aveva presentato risultati di studi su animali
che mostrerebbero aumenti significativi di alcune forme tumorali in presenza di campi elettromagnetici intensi.
Il dottor Roberto Cappelletti dell’ISDE aveva invece spiegato possibili meccanismi biologici legati all’esposizione prolungata,
come la produzione di radicali liberi.
Pur senza produrre evidenze definitive contro il 5G, gli interventi avevano aperto un dibattito sul principio di precauzione
e sulla necessità di maggiore trasparenza nelle scelte urbanistiche e tecnologiche.
Una decisione destinata a far discutere
Il via libera all’antenna nell’area del campo sportivo arriva dunque in un clima già sensibile,
in cui una parte della cittadinanza chiede maggiore chiarezza,
mentre le autorità comunali rivendicano di aver scelto la soluzione “meno impattante” possibile.
Quel che è certo è che la discussione non si fermerà qui:
tra studi scientifici ancora non conclusivi, richieste di maggiore prudenza e una normativa che lascia ai Comuni margini limitati,
l’antenna 5G di Bolognano sarà con ogni probabilità uno dei temi caldi dell’inverno politico arcense.
EMILIA-ROMAGNA: IL BOLOGNESE RIVOLUZIONARIO
DELLE ONDE RADIO PIÙ NOTO IN AFRICA CHE A BOLOGNA
Nasce come operaio tornitore alla Carpigiani, fa il sindacalista,
e nel frattempo studia radiotecnica di notte, da autodidatta, sulle riviste specializzate.
È il periodo delle radio libere, quando chiunque abbia un trasmettitore e un po’ di ostinazione può aprire un varco nell’etere.
Poi, un giorno, parte: lascia Bologna e per più di quarant’anni attraversa l’Africa subsahariana
installando trasmettitori a bassa potenza in villaggi sperduti, danno una voce a quelle comunità che non l’avevano mai avuta.
Quest’uomo – che a Bologna conoscono in pochi, ma che in molte zone dell’Africa riconoscono ancora al volo – si chiamava Giorgio Lolli.
La sua storia inizia nel 1978, quando va in Eritrea per filmare un documentario sul Fronte di Liberazione.
È lì che si rende conto che la radio può essere un’arma politica molto più potente di quella che aveva immaginato.
Da quel momento, Lolli inizia un percorso che lo porterà a diventare il pioniere delle radio FM comunitarie:
oltre 500 emittenti installate tra Senegal, Mali, Burkina Faso, Togo e altri Paesi africani.
Tecnologia minima e impatto massimo con trasmettitori piccoli, economici, facilmente riparabili sul posto.
L’idea è permettere a villaggi isolati di scambiarsi informazioni, di alfabetizzarsi, di creare uno spazio pubblico attraverso l’etere.
Ma Lolli non si limitava a montare antenne: il suo contributo più importante è stata la fondazione di scuole gratuite per radiotecnici,
formando generazioni di giovani che ancora oggi gestiscono radio indipendenti nate dalla sua esperienza.
Un atteggiamento che contro l’impostazione coloniale, volto a spezzare la dipendenza e creare le basi per uno sviluppo autonomo.
Ora questa storia – politica, tecnica e profondamente umana – arriva al cinema con Radio Solaire.
Radio Diffusion Rurale, documentario di Federico Bacci e Francesco Eppesteingher.
Il film ricostruisce l’avventura di Lolli – scomparso purtroppo nel 2023 –
attraverso i materiali d’archivio che lui stesso ha accumulato in decenni di lavoro –
riprese, cassette, appunti, registrazioni di viaggio – e attraverso le testimonianze delle persone che hanno camminato con lui.
Tra le voci anche quella di Abdrahmane Cissoko, suo allievo e collaboratore,
impegnato a portare a termine l’ultima radio pensata da Lolli in una zona di confine tra Senegal, Mali e Mauritania.
Un progetto rivolto ai giovani migranti africani, che diventa nel film un passaggio di testimone:
l’ultima radio del “maestro” realizzata da chi ne continuerà l’eredità.
Il documentario si chiude in Italia, a Livorno, con la nascita di Radio Solaire Livorno,
una radio pirata dedicata a una comunità multietnica toscana.
La colonna sonora è a cura di Massimo Carozzi, con registrazioni d’epoca raccolte dallo stesso Lolli
ed arrangiamenti e composizioni originali a cura di Simone Soldani.
TOSCANA: PNRR "5G ITALIA", LE ANTENNE SARANNO REALIZZATE
NEI PAESI DI CASTELPOGGIO (MS), BERGIOLA (MS) E GRAGNANA (MS)
La richiesta era stata avanzata anche per Colonnata e Codena: la prima è risultata inidonea in seguito a un sopralluogo
mentre per la seconda l’amministrazione si riserva di valutare l’area «per ragioni di opportunità».
A Castelpoggio, Bergiola e Gragnana sorgeranno antenne 5G.
Lo ha deciso la giunta comunale sulla base di della delibera del Consiglio comunale dell’ottobre scorso
con cui aveva approvato il “Programma comunale degli impianti di radiocomunicazione”
e sulla base della richiesta avanzata dalla società INWIT spa che ha formalizzato istanza di rilascio della concessione
in aree di proprietà comunale per la realizzazione di infrastrutture multi-gestore di INWIT spa in virtù del piano nazionale PNRR “5G Italia”.
Si tratta, quest’ultimo, di un progetto del governo italiano, finanziato dal PNRR e dal programma europeo NextGenerationEU,
del valore di 2,02 miliardi di euro, per promuovere la diffusione della rete mobile 5G in tutta Italia, in particolare nelle aree a “fallimento di mercato”.
“Il Piano “Italia 5G” prevede la realizzazione, entro il 2026, di nuovi siti radiomobili 5G, rilegati in fibra ottica,
con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di una tecnologia all’avanguardia, anche nelle aree più svantaggiate e in digital divide,
garantendo la copertura 5G ad altissima velocità per tutto il Paese.
INWIT spa aveva richiesto al Comune la disponibilità di alcune aree non coperte dal servizio e ritenute a fallimento di mercato
a Castelpoggio, Bergiola, Codena, Gragnana e Colonnata.
Di queste, in seguito a sopralluogo sono state valutate idonee Castelpoggio, Bergiola, Codena e Gragnana
mentre le aree pubbliche poste presso la frazione di Colonnata non sono state ritenute adatte “al raggiungimento degli obiettivi di copertura”.
Di conseguenza la società ha formalizzato la richiesta al Comune per i cimiteri comunali di Codena, Bergiola, Castelpoggio
e per l’area di parcheggio di Gragnana. C’è stato quindi il via libera della giunta per Bergiola, Castelpoggio e Gragnana
mentre circa Codena l’amministrazione si riserva di valutare l’area “per ragioni di opportunità”.
Per ora quindi viene approvata la richiesta per Castelpoggio, Bergiola e Gragnana.
LAZIO: "NO ALL' ANTENNA 5G", IGNORATA LA DECISIONE DEL COMUNE; L' INSTALLAZIONE A CASTEL DI LEVA (RM) È ANDATA AVANTI
L’impianto è stato montato nel quartiere nonostante la sospensiva dei lavori che era stata votata dal Campidoglio e dal municipio IX:
si trova a 60 metri dagli asili nido
I lavori per la realizzazione dell’impianto 5G in via del casale Radicelli non si sono fermati.
L’atto votato lo scorso 27 novembre dall’assemblea capitolina non ha sortito l’effetto sperato.
La diffida dei residenti
Da ottobre i residenti di Castel di Leva stanno protestando per l’installazione di una stazione radio base nel territorio.
Chi abita nel territorio ha promosso una diffida perché, sui lavori, “non c’è stata adeguata pubblicità”
e per la vicinanza dell’impianto a siti sensibili: due asili nido.
Il dispositivo, portato in Aula Giulio Cesare dal M5s, è stato presentato anche nel consiglio del municipio IX.
La richiesta di sospendere i lavori, precedentemente autorizzati dal Campidoglio, non è stata rispettata.
Ignorato il voto in aula
“Se l’Assemblea capitolina ha ancora un senso, se noi Consiglieri municipali e capitolini abbiamo un ruolo e un peso,
allora Gualtieri ci ascolti e blocchi immediatamente la costruzione dell’antenna a Castel di Leva”
hanno obiettato Virginia Raggi e Carla Canale, consigliera della lista civica dell’ex sindaca, in municipio IX.
L’atto, in aula Giulio Cesare, è passato con i voti del partito di maggioranza in Campidoglio come del resto, pochi giorni prima,
aveva fatto anche nel parlamentino di via Silone, dove la mozione è passata all’unanimità.
“Oltre 10 giorni fa abbiamo votato un atto in Aula Giulio Cesare per bloccare l’edificazione di questo pericoloso impianto
e tutelare un territorio già colpito da molte criticità.
Il nodo fondamentale è che mancano le distanze di sicurezza a tutela della salute dei più piccoli:
l’antenna, infatti, sorgerebbe a meno di 60 metri da due asili nido” hanno sottolineato Raggi e Canale.
Il risultato è che l’aspettativa cullata dai residenti è stata tradita.
L’appello a Gualtieri
“Gli abitanti di Castel di Leva, soddisfatti del nostro voto che accoglieva le loro preoccupazioni e tutelava il benessere dei loro bambini,
sono andati a dormire tranquilli. Ma si sono risvegliati in un incubo, perché le gru non hanno smesso di lavorare,
nonostante la nostra decisione” hanno ribadito Raggi e Canale che, per questo, hanno chiesto l’intervento di Gualtieri
affinché faccia rispettare la decisione dell’amministrazione “bloccando immediatamente i lavori”.
SPAGNA: SQUIRREL LANCIA IL SUO SECONDO CANALE TELEVISIVO NAZIONALE IN CHIARO
Squirrel segnala il lancio di un nuovo canale televisivo in chiaro in Spagna,
che avrà una copertura nazionale tramite la televisione digitale terrestre (TDT) e sarà completamente disponibile dal 1° gennaio 2026.
Questo nuovo canale nazionale sarà disponibile gratuitamente per tutte le famiglie spagnole
ed offrirà intrattenimento incentrato su contenuti di fiction di alta qualità.
L’emittente sarà inoltre distribuita sulle principali piattaforme televisive del Paese, ampliandone così la portata e la disponibilità.
Il lancio di questo nuovo canale migliorerà ed amplierà l’attuale offerta televisiva in Spagna,
offrendo accesso gratuito ad un’ampia e variegata selezione di contenuti pensati per ogni tipo di pubblico.
La programmazione è stata accuratamente selezionata per garantire diversità, qualità ed il massimo appeal per gli spettatori.
Per il lancio di questa nuova emittente, l’azienda si avvarrà di uno dei due servizi di trasmissione gestiti da Net TV,
società posseduta al 75% da Squirrel e che attualmente gestisce due canali in chiaro con copertura nazionale,
la cui licenza DTT è stata recentemente rinnovata fino al 2040.
Dopo il successo del lancio del canale nazionale Squirrel all’inizio di quest’anno
ed in linea con le sinergie esistenti tra i suoi diversi settori di attività, l’azienda ha deciso di promuovere questo nuovo progetto,
basato sullo sfruttamento e la diffusione delle molteplici Proprietà Intellettuali (IP), formati, titoli e cataloghi di proprietà del Gruppo.
Questo lancio rientra nella strategia aziendale volta a massimizzare le sinergie tra tutte le aree di business
ed a valorizzare l’intero catalogo audiovisivo del Gruppo, con l’obiettivo di rafforzare e consolidare la propria rete verticale,
monetizzando quotidianamente tutti i titoli e le proprietà intellettuali dell’azienda.
Secondo i dati Kantar, Squirrel si è affermato in Spagna come il terzo operatore televisivo privato in chiaro
e prevede di aumentare significativamente la sua quota di pubblico nel 2026 e negli anni successivi
con l’aggiunta di questo nuovo canale nazionale.

SVIZZERA: LA FM È INDISPENSABILE;
IL PARLAMENTO PROROGA LE TRASMISSIONI, ALMENO FINO AL 2031
Il Consiglio degli Stati elvetico (equivalente del nostro Senato della Repubblica) ha approvato il 9 dicembre,
con 21 voti favorevoli, 18 contrari e 5 astenuti, la mozione che proroga le trasmissioni radiofoniche in FM in Svizzera
almeno fino al 31 dicembre 2031, rinviando dunque lo spegnimento, precedentemente previsto per la fine del 2026.
Dopo il via libera del Consiglio nazionale a settembre,
il Parlamento chiede dunque di abbandonare l’obbligo di passare esclusivamente al DAB+
e di definire la nuova scadenza d’intesa con le emittenti private.
A spingere la decisione è stata la fondata preoccupazione per la perdita di ascolti verso le radio estere –
soprattutto in Svizzera Romanda e nel Canton Ticino – e per la sopravvivenza delle stazioni private regionali,
che vivono quasi esclusivamente di pubblicità locale e che subirebbero contraccolpi economici molto pesanti.
Peraltro, l’ente radiofonico pubblico elvetico, che ha scelto di effettuare lo switch off anticipatamente al 31 dicembre 2024,
ha perso una rilevante percentuale della propria audience.
A sostegno della decisione parlamentare svizzera è stato sottolineato, tra l’altro,
che 1,7 milioni di auto su 4,8 non sono ancora equipaggiate per il DAB+
e che uno spegnimento troppo rapido escluderebbe dalla radiofonia una parte rilevante della popolazione.
La decisione passa ora al Consiglio federale per l’attuazione: le trasmissioni FM svizzere continueranno, quindi, almeno per altri cinque anni.
SVIZZERA: RADIO FM, LA RSI ATTENDE DI SAPERE QUANDO E SU QUALI FREQUENZE POTRÀ TORNARE
Dopo il via libera del Parlamento alla proroga delle trasmissioni analogiche,
la SSR prevede di riprendere la diffusione radiofonica anche via FM –
L’intervista al direttore della RSI, Mario Timbal
Dopo che anche gli Stati, seguendo il sì del Nazionale, hanno deciso di permettere il proseguimento della diffusione in FM in Svizzera,
sono cambiate le condizioni che avevano portato alla decisione di abbandonarle alla fine del 2024.
Di conseguenza la SSR prevede di riprendere la diffusione radiofonica anche via FM.
Servirà però del tempo prima che i canali della RSI, come Rete Uno, tornino in FM.
SEIDISERA ha intervistato sulla questione il direttore della RSI, Mario Timbal.
La SSR prevede un ritorno alle FM, come ci si muove adesso?
“Abbiamo preso atto della decisione del Parlamento e adesso siamo in contatto con UFCOM (Ufficio federale delle comunicazioni)
e quindi aspettiamo che la Confederazione, sulla decisione del Parlamento, definisca precisamente quali sono le condizioni quadro.
Quindi quando potremo tornare, su quali frequenze”.
Immagina, se è già possibile dirlo, che UFCOM possa accordare un rientro sulle onde FM prima del 2027?
“È difficile dirlo, però chiaramente noi auspichiamo che questo ritorno possa avvenire il più rapidamente possibile
rispetto sia all’iter politico di decisione delle condizioni sia poi a tutto l’adattamento tecnologico che serve”.
Cosa dice agli ascoltatori che hanno speso per una radio o un’autoradio DAB?
“Dico che la decisione, comunque, conferma la transizione al digitale, quindi alla tecnologia DAB+.
Quindi da un lato possono chiaramente continuare ad ascoltarci in DAB,
che offre anche una qualità migliore di diffusione e quindi non è stato sicuramente un acquisto sbagliato”.
La SSR stimava in 15 milioni di franchi il risparmio annuale grazie allo spegnimento delle FM.
Questo importo rientra nei bilanci. Quale impatto ha sui piani di risparmio che sappiamo sono già in corso?
“Non conoscendo le condizioni quadro precise è difficile definire un costo.
Quindici milioni era la diffusione del nostro pacchetto di reti radio in modo capillare e stereo.
A partire da questa cifra è chiaro che ci possono essere, rispetto a quello che dirà UFCOM,
vari gradi di attuazione del ritorno e che impatteranno sul costo”.
Fare da apripista e spegnere le onde per primi è stato un errore? Possiamo dirlo?
“È stato sicuramente un errore prendere per definitivo l’accordo che la SSR aveva stipulato con le radio private con la Confederazione,
dove il ruolo da apripista andava a favore delle radio private.
Quindi, passando prima degli altri, avremmo aiutato il pubblico a transitare, limitando le perdite d’ascolto delle radio private.
Ora tutto cambia, si ritorna ed è chiaro che c’è un lato in cui si ha un poco il danno e la beffa:
la perdita di ascoltatori che abbiamo avuto noi fa male a tutto il sistema radiofonico svizzero,
perché alcuni degli ascoltatori non sono transitati sulle reti private ma anche su reti estere.
Quindi in un panorama dove già la radio in ascolto lineare ha un calo naturale in questi anni, si aggiunge questo che va ad aggravare”.
Insomma, abbiamo peccato di ingenuità…
“È facile dirlo oggi. Quando abbiamo fatto la scelta, la decisione sembrava definitiva.
La perdita di ascoltatori nostra, chiaramente e comprensibilmente, ha anche spaventato le radio private,
che hanno chiaramente attivato la politica per cercare di modificare la situazione. Che è poi quello che è successo”.


MEDIASET ACQUISISCE RADIO NORBA
Il Gruppo amplia il proprio perimetro d’azione: allarga la propria presenza radiofonica
ed entra direttamente nell’organizzazione di eventi musicali sul territorio, a partire da “Battiti Live”
RadioMediaset amplia il proprio network con l’acquisizione di Radio Norba, emittente di riferimento nel Sud Italia,
riconosciuta per qualità editoriale e forte radicamento nel territorio.
L’operazione avviene attraverso il passaggio al controllo del capitale di Genetiko,
società editrice di Radio Norba e organizzatrice di eventi musicali come “Battiti Live”.
Marco Montrone collaborerà direttamente con Mediaset mantenendo il suo ruolo operativo e di amministratore delegato.
RadioMediaset – che già riunisce Radio 105, Virgin Radio, R101, Radio Monte Carlo e Radio Subasio –
è il primo gruppo radiofonico italiano per ascolti, con il 42,9% nel Giorno Medio.
L’ingresso di Radio Norba amplia la presenza del Gruppo nel Sud Italia e ne rafforza il posizionamento nazionale.
L’integrazione della nuova emittente permetterà, grazie anche alla pluriennale esperienza di Marco Montrone e di Genetiko
nella produzione di eventi televisivi come “Battiti Live”, di sviluppare nuovi progetti editoriali e di creare sinergie operative,
sia per una migliore gestione delle frequenze sia per una più efficace valorizzazione delle politiche commerciali nella raccolta pubblicitaria.


RAI 3 RISCRIVE LA STORIA DELLE RADIO LIBERE:
E A ROMA SI RIACCENDE LA GUERRA DELLE "FREQUENZE POLITICHE"
Roma, la radio torna improvvisamente “scandalo”, “cultura” e anche “politica” grazie al docu-film “Onde Ribelli – 50 anni di libertà in FM”,
trasmesso su Rai 3, che ha riacceso un riflettore potente su una domanda che l’Italia si porta dietro da mezzo secolo:
chi decide davvero chi può parlare? Solo che oggi, al posto dell’antenna e della frequenza, ci sono feed, piattaforme e algoritmi.
Come rivederlo (senza impazzire): RaiPlay
Prima di tutto, se te lo sei perso in tv, si rivede in streaming su RaiPlay.
Cerca il titolo completo oppure apri il link diretto al seguente link: www.raiplay.it/programmi/onderibelli-50annidilibertainfm
La voce che guida il viaggio: Luca Ward, e il racconto “da film”
Il documentario è narrato da Luca Ward, scelta che non è solo estetica:
la sua voce “cinematografica” trasforma la storia delle radio libere in una specie di thriller culturale.
Non una lezione scolastica, ma un viaggio sensoriale: città che si accendono, studi improvvisati, microfoni economici,
notti insonni e una febbre collettiva che sposta il baricentro della comunicazione.
I protagonisti: da Vasco Rossi a Linus, passando per Cecchetto e Red Ronnie
Qui sta il punto: “Onde Ribelli” non si regge su un solo volto, ma su un mosaico di testimoni
che hanno fatto la radio (e spesso la musica e la tv) in Italia.
Vasco Rossi racconta gli inizi a Punto Radio a Zocca, quando non c’era ancora il mito, ma la voglia di “passare un disco e farsi sentire”.
Poi arrivano Red Ronnie, Claudio Cecchetto, Linus, Tiberio Timperi, Anna Pettinelli e altri protagonisti di quell’epoca
che, messi in fila, spiegano una cosa semplice: la radio è stata il primo social network vero, ma con la pelle addosso e senza filtri.
Dal mito collettivo alla politica “di parte”: il caso Schiuma e Radio Cuore Tricolore
Dentro questo racconto più ampio si inserisce anche una traiettoria diversa, più politicizzata e per questo più controversa:
quella di Fabio Sabbatani Schiuma e dell’esperienza di Radio Cuore Tricolore,
legata a una stagione che va “dal Movimento Sociale ad Alleanza Nazionale”.
Qui la radio non è solo intrattenimento: è bandiera, identità, appartenenza,
e anche scontro sul diritto di essere voce “schierata” nello spazio pubblico.
Il contesto romano: calendario 2026, Giornalisti 2.0 e il ritorno del dibattito
A Roma, la presentazione del Calendario 2026 “Libere onde – 50 anni di radio libere in Italia” –
organizzata dal presidente di Giornalisti 2.0 Maurizio Pizzuto con la presenza dell’on. Gianni Sammarco –
ha funzionato da amplificatore: non solo celebrazione, ma occasione per rimettere sul tavolo un tema politico enorme.
La domanda finale (scomoda): libertà di espressione per tutti o solo per … chi piace?
Il docu-film lascia una scia: ieri si combatteva per aprire l’FM, oggi si combatte per non sparire nei meccanismi invisibili della distribuzione digitale.
Il punto non è la nostalgia. Il punto è il presente: la libertà di comunicare esiste davvero se vale solo per le voci “comode”?
E se la risposta è no, “Onde Ribelli” non è un amarcord: è un avvertimento da non perdere e da guardare dall’inizio alla fine.

I GRECI DI ANTENNA GROUP VICINI ALL' ACQUISTO DI REPUBBLICA
E DEL GRUPPO GEDI: TUTTI I DETTAGLI
Dopo l’interessamento di Leonardo Maria Del Vecchio, si chiude il cerchio sull’offerta della famiglia Kyriakou
Il gruppo greco Antenna avrebbe superato la proposta alternativa avanzata dal Family Office dei Del Vecchio,
avvicinandosi alla firma per l’acquisizione di Gedi (Repubblica, La Stampa, Radio Deejay, Radio Capital).
Le trattative, avviate mesi fa, si erano complicate dopo l’intervento di Leonardo Maria Del Vecchio,
ma Exor avrebbe preferito un operatore industriale del settore media, ritenuto più adatto a garantire stabilità nella gestione.
La deadline dell’esclusiva era fissata per lo scorso 1° dicembre, ma malgrado le insistenze del fratello Lapo,
John Elkann pare abbia preferito dare più tempo ai greci e cercare di far quadrare il cerchio concludendo la vendita
che comprenderebbe il quotidiano La Repubblica, le emittenti radiofoniche
ma non La Stampa, secondo cui sarebbe in corso una trattativa parallela e segreta per la cessione ad un altro gruppo.
La possibile vendita crea però forte tensione nelle redazioni, soprattutto a Repubblica,
dove si teme un piano di tagli significativo – fino a 180 giornalisti – e la chiusura delle sedi locali.
Anche la soluzione Del Vecchio non convince pienamente parte della redazione,
operazione che rischierebbe di mettere il gruppo nelle mani dell’ennesimo rampollo di famiglia fuori dalle logiche del mondo dell’editoria.
Antenna Group, guidato dalla famiglia Kyriakou, avrebbe presentato un piano industriale orientato al rilancio del gruppo,
con investimenti sostanziali e il lancio di una versione in inglese di Repubblica.
L’obiettivo sarebbe risanare i conti mantenendo indipendenza editoriale e continuità nel posizionamento politico delle testate.
Il closing dell’operazione sarebbe previsto per i primi mesi del 2026.
Agitazione a La Stampa
I giornalisti del quotidiano torinese de La Stampa hanno deciso di riunirsi in assemblea permanente
I giornalisti del quotidiano torinese de La Stampa hanno deciso di riunirsi in assemblea permanente
dopo che il direttore, Andrea Malaguti, in serata ha informato sullo stato delle trattative tra Gedi e Antenna Group.
A dare la notizia dell’assemblea permanente il sito del quotidiano che precisa che “il sito al momento non viene aggiornato
e il giornale dell’11 dicembre non sarà in edicola”.
Nei giorni scorsi, Gedi aveva confermato l’esistenza della trattativa in esclusiva con Antenna Group
e precisato che erano senza fondamento le ipotesi di discussione con altre controparti.


PARAMOUNT SFIDA NETFLIX E PRESENTA UN' OFFERTA PER ACQUISTARE WARNER BROS
Il gruppo mette sul piatto una proposta aggiornata che prevede un’offerta pubblica in contanti da 30 dollari ad azione
Continua la battaglia per l’acquisto di Warner Bros. Nonostante la società abbia scelto Netflix,
Paramount è tornata alla carica con un nuovo rilancio.
Il gruppo ha presentato una proposta aggiornata che prevede un’offerta pubblica in contanti da 30 dollari ad azione.
Secondo quanto comunicato, Paramount ha offerto 18 miliardi di dollari in contanti in più rispetto a Netflix.
“Crediamo che la nostra offerta creerà un Hollywood più forte. È nel migliore interesse della comunità creativa,
dei consumatori e dell’industria cinematografica,” ha dichiarato in un comunicato David Ellison,
presidente e CEO di Paramount, dicendosi fiducioso sull’ottenimento del via libera da parte delle autorità americane.
“La nostra offerta è a favore di consumatori e della concorrenza” ha messo in evidenza Ellison in un’intervista a Cnbc.
“Riteniamo che trarranno beneficio da una concorrenza più solida, da una maggiore spesa per i contenuti
e da un maggior numero di film nelle sale come risultato della nostra proposta.”
Paramount ha criticato l’offerta di Netflix, affermando che essa “espone gli azionisti di WBD
a un lungo processo di approvazione regolatoria in più giurisdizioni, con un esito incerto,
oltre a un complesso e volatile mix di azioni e contanti”.
Paramount ha anche affermato di aver presentato sei proposte a Warner Bros. Discovery in un periodo di 12 settimane.












