
Domenica 7 dicembre 2025
TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA.
A cura di Salvatore Cambria
Pubblicato il 07/12/2025 alle ore 10:40
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE
Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.
LE NOTIZIE IN BREVE DELLA SETTIMANA
Giovedì 4 dicembre 2025
Mercoledì 3 dicembre 2025
EMILIA-ROMAGNA IN DIGITALE - MUX LOCALE 2 / 3 / 4: AVVISO DI RISINTONIZZAZIONE SU GIOVANNI PAOLO TV HD
Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Emilia-Romagna.
Sulla cattolica Giovanni Paolo tv (LCN 79) di Parma, visibile in alta definizione con la risoluzione video 960×1080
in cui s’informa che a partire da Capodanno 2026 bisognerà risintonizzare per continuare a vedere la relativa programmazione.
Qui di seguito abbiamo allegato il seguente video.

RADIO DAB: CENSITA LA LISTA DEI MULTIPLEX SINTONIZZABILI A CATANIA
RADIO DAB - MUX CR DAB (SICILIA): MODIFICATO L' IDENTIFICATIVO DI RADIO AMORE (SICILIA) E RADIO AMORE I MIGLIORI ANNI
Restiamo in questa regione per segnalare che, nel Mux CR DAB,
la versione locale di Radio Amore e la tematica Radio Amore I Migliori Anni,
entrambe con sede a Catania ed in precedenza denominate Amore e Amore Mglri Anni,
hanno aggiunto un punto esclamativo all’inizio dei rispettivi identificativi
che adesso risultano essere !Amore e !Amore MglriAnni.
Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.


FREQUENZE E POSTAZIONI
| SICILIA | ||
| Canale 10C (213,360 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Contrada Carminello – Via Michele Scammacca | Valverde | CT |
| Canale 12A (223,936 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Monte Pellegrino | Palermo | PA |
RADIO DAB - MUX GO DAB (SICILIA) / MUX MEDIA DAB (SICILIA) A: INSERITE RADIO 906 E RADIO SUNBEAT
entrambe di proprietà del gruppo veneto SOOBEAT MEDIA,
Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa dei multiplex, cliccate sul banner qui sopra.


RADIO DAB - MUX MEDIA DAB (SICILIA) B: ELIMINATE 14 EMITTENTI
Le novità siciliane terminano con il Mux MEDIA DAB (B), oggetto di una decisa sfoltita nella propria composizione.
Sono state eliminate infatti ben 14 stazioni radiofoniche, nello specifico RADIO OSCIÀ che era identificata #OSCIA’ DAB#,
!R. PALERMO LIDO, RADIO DOC e Radio Buona Novella che erano denominate rispettivamente * DOC * e BUONA NOVELLA,
CUSANO CAMPUS, GIORNALE RADIO, LIFEGATE, RADIO CUORE, RADIO VELA, RADIO VOCE AMICA, RPL 708090,
STUDIO90ITALIAOC, SUBASIO e SYSTEM.
Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.














FREQUENZE E POSTAZIONI
| SICILIA | ||
| Canale 9B (204,640 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Contrada Carminello – Via Michele Scammacca | Valverde | CT |
RADIO FM: NUOVE ATTIVAZIONI PER RADIO SUBASIO IN VENETO
Per quanto riguarda la radio FM, è stata recentemente collegata RADIO SUBASIO
al posto di RADIO GELOSA di Castelfranco Veneto (TV)
sui 92.7 MHz dalle postazioni di MONTE CERO a Baone (PD) e MONTE GRAPPA a Romano d’Ezzelino (VI).

MIMIT: PUBBLICATO IL NUOVO ELENCO DELLE LCN NAZIONALI
Lo scorso lunedì 1 dicembre è stata pubblicata la lista aggiornata delle numerazioni automatiche nazionali.
AERANTI-CORALLO: APPROVATA LA PROPOSTA DEL FRANCOBOLLO DEDICATO AL 50° ANNIVERSARIO DELLE RADIO E TV LOCALI
Il programma delle emissioni filateliche per l’anno 2026 approvato dal MIMIT accoglie la proposta di Aeranti-Corallo
di emissione di un francobollo dedicato al 50° anniversario delle radio e delle tv locali
Il programma per l’anno 2026 di emissione delle carte-valori postali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prevede,
tra l’altro, l’emissione di un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “Le eccellenze del patrimonio culturale italiano”
dedicato al cinquantesimo anniversario delle radio e tv locali.
È stata, infatti, accolta la proposta formulata al riguardo da Aeranti-Corallo.
Tale francobollo verrà emesso il 28 luglio 2026, a 50 anni dalla sentenza n. 202 del 28 luglio 1976
con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità del monopolio statale sulla radiodiffusione via etere in ambito locale.
Tale decisione ha aperto la strada alla nascita delle radio e delle televisioni locali,
segnando una svolta epocale nella storia della comunicazione e della democrazia italiana.
L’avvocato Marco Rossignoli, coordinatore Aeranti-Corallo, esprime particolare soddisfazione
in quanto l’emissione del francobollo rappresenta un importante riconoscimento istituzionale del ruolo delle radio e delle tv locali
che, in questo mezzo secolo di attività, hanno garantito il pluralismo informativo in Italia.

TRENTINO-ALTO ADIGE: ANTERSELVA (BZ), NUOVA POSTAZIONE RICETRASMITTENTE COMPLETATA CON SUCCESSO
Tutti i servizi saranno attivi dalla prossima settimana. Migliore copertura in tutta la valle.
La nuova postazione ricetrasmittente ad Anterselva è stata completata con successo dopo un’intensa fase di progettazione e costruzione
ed è ora pienamente operativa, giusto in tempo per l’inizio delle Olimpiadi.
La nuova postazione modernizza l’infrastruttura ricetrasmittente nella Valle di Anterselva
e migliora a lungo termine la sicurezza della copertura per i servizi di radiodiffusione, sicurezza e telefonia mobile.
Migliore copertura nella Valle di Anterselva
A partire dalla prossima settimana, la RAS, la RAI, i servizi di radiocomunicazioni provinciali, la Protezione civile,
i servizi di radiocomunicazione nazionali delle forze di sicurezza e tutti gli operatori di telefonia mobile
inizieranno a operare nella nuova sede.
Con l’attivazione di tutti i servizi, la copertura delle comunicazioni e delle informazioni in tutta l’area sarà notevolmente rafforzata.
Nuove webcam per migliori informazioni meteorologiche
Soprattutto ad Anterselva di Mezzo, nella zona del centro di biathlon, intorno al lago di Anterselva
e lungo la strada che porta al Passo Stalle, molti utenti beneficeranno di una copertura più stabile e di migliore qualità.
Inoltre, sono state messe in funzione quattro nuove webcam
che forniscono immagini aggiornate della Valle di Anterselva e del centro di biathlon.
In questo modo la popolazione, i turisti e le forze di intervento ricevono in ogni momento
informazioni affidabili sulle condizioni meteorologiche e di visibilità locali.
Avviso per gli utenti televisivi ad Anterselva di Mezzo e di Sopra
Con la messa in funzione della nuova postazione, per alcune famiglie cambia la direzione di ricezione dei segnali televisivi terrestri.
Alcuni residenti di Anterselva di Mezzo e di Sopra dovranno quindi riallineare la loro antenna sul tetto
per continuare a ricevere i programmi televisivi con una qualità impeccabile.
La RAS raccomanda di far eseguire la regolazione dell’antenna di ricezione da un’azienda specializzata per garantire una ricezione ottimale.
“Con la nuova postazione ricetrasmittente non solo miglioriamo i servizi radiotelevisivi,
ma rafforziamo anche in modo decisivo i servizi di comunicazione rilevanti per la sicurezza.
La stretta collaborazione di tutte le istituzioni coinvolte consente una copertura moderna,
affidabile e orientata al futuro per l’intera Valle di Anterselva”, spiega il presidente della Provincia Arno Kompatscher.

Postazione di KORNBRENDTE a Rasun-Anterselva (BZ)
TRENTINO-ALTO ADIGE: AVVISO DI MANIFESTAZIONE D' INTERESSE PER LA DIFFUSIONE DI PROGRAMMI RADIOFONICI PRIVATI, NAZIONALI E/O LOCALI, SULLA RETE DI TRASMISSIONE DAB+ DELLA RAS
La RAS – Radiotelevisione Azienda Speciale della Provincia di Bolzano intende trasmettere ulteriori programmi radiofonici
emessi da emittenti private italiane attraverso la propria rete di trasmissione DAB+.
Termine per la presentazione della manifestazione di interesse: 22.12.2025 ore 12:00

TOSCANA: TANTI AUGURI RADIO SPORTIVA! 15 ANNI FA NASCEVA LA NOSTRA RADIO
Nasceva il 1° dicembre 2010 Radio Sportiva.
Un’idea per raccontare le emozioni dello sport tutti i giorni, a tutte le ore con dirette, commenti, interviste e opinioni.
E oggi sono 15 anni di amore per lo sport.

LAZIO: TELEUNIVERSO COMPIE 47 ANNI
Quarantasette anni e non sentirli: Teleuniverso compie un altro anno e, come tradizione vuole,
tracciamo il bilancio di questi 12 mesi appena trascorsi. La costante resta la stessa, quella che citiamo ogni volta:
la vicinanza ai nostri telespettatori, al territorio che ci onoriamo di raccontare,
la descrizione costante di tutto ciò che accade e che si ripercuote sulla vita di ognuno di noi.
Il nostro punto di forza resta l’informazione, quella dei nostri telegiornali, sempre seguitissimi,
ma anche dei programmi di approfondimento: A porte aperte su tutti, condotto dal nostro direttore Alessio Porcu.
L’approfondimento sportivo, con Bordocampo e Universo D, Diretta Gol e Punto Sport.
Ma il palinsesto è ricco di momenti dedicati alle notizie, che siano locali o nazionali.
La nostra squadra di giornalisti si è rinnovata, ma la qualità dell’informazione è rimasta costante.
Abbiamo cercato di fare uno sforzo in più per essere sempre più presenti anche in eventi sulla capitale:
[…]
E poi la cronaca giudiziaria, con tutti i processi che si stanno celebrando in corte d’appello per i casi di cronaca più efferati
che hanno riguardato le province di Frosinone e Latina. Cerchiamo di essere sempre più presenti.
Tante le rubriche nei nostri telegiornali, l’intrattenimento per tutta la famiglia, con i video e la musica di Giradi-schi,
anche la buona cucina, con Cibum e Pizza Time. E le telenovelas, amatissime, i documentari e gli speciali firmati Teleuniverso.
Le radici restano salde a quel 1978, quando Mario Magnapera fondò l’emittente, lo sguardo però è sempre rivolto al futuro,
nei contenuti, nei canali e negli strumenti che utilizziamo, nella grafica. Passato, presente e futuro: e noi siamo sempre qua.
Grazie a voi prima di tutto. Auguri teleuniverso.
Tratto da: www.teleuniverso.it/47-anni-di-teleuniverso

SICILIA: SULLE FREQUENZE DELLA LIBERTÀ;
IN UN DOCUFILM L' EPOPEA DELLE RADIO PRIVATE PALERMITANE
Proiezione gratuita al cinema Gaudium per «La radio privata, storie di sperimentazione e di libertà»,
la pellicola realizzata da Pietrantonio Passante con il Centro per l’inventario e la catalogazione e la documentazione grafica della Regione
È una sfilata, nel tempo più che sul maxischermo, di voci e simboli che hanno raccontato Palermo dagli anni Settanta e oggi.
Così la Regione, in particolare il Centro per l’inventario e la catalogazione e la documentazione grafica,
celebrano le storiche radio private. Spazi di libertà che hanno resistito all’avanzata di internet.
Tutto questo è «La radio privata, storie di sperimentazione e di libertà».
Un docufilm realizzato da Pietrantonio Passante, regista e sceneggiatore, insieme a Laura Cappugi e Maurizio Zerbo.
La pellicola celebra voci storiche come quelle di Gioacchino Caponetto e Lello Sanfilippo fino a quella di Giuseppe D’Agostino,
il radiocronista che racconta il Palermo calcio su Rgs.
La proiezione era prevista per giovedì 4 alle 20 al cinema Gaudium. L’ingresso è gratuito.
SPAGNA: NASCE SIETE, UN CONSORZIO DI IMPRENDITORI CHE PUNTA AD AGGIUDICARSI LA NUOVA LICENZA DTT
Secondo The Objective, il gruppo comprende alcuni azionisti ribelli di Prisa, insieme a un gran numero di imprenditori spagnoli
ed a un gruppo industriale straniero che rimane anonimo e che è entrato in competizione in partnership con Mediaset
Un consorzio di imprenditori spagnoli si è riunito sotto il nome Siete per poter competere per la nuova licenza aperta
per la televisione digitale terrestre (DTT) che il governo spagnolo ha messo a gara
tramite il Ministero per la trasformazione digitale e la funzione pubblica, presieduto da Óscar López.
La nuova società intende partecipare a una gara d’appalto che potrebbe estendersi fino al 20 novembre 2026.
Secondo The Objective, il gruppo comprende alcuni azionisti dissenzienti di Prisa, insieme a un gran numero di imprenditori spagnoli
ed a un gruppo industriale straniero anonimo che ha partecipato alla gara in partnership con Mediaset.
Altri importanti gruppi mediatici, come Atresmedia, Prisa, Movistar+ e Radio Blanca, hanno già deciso di non partecipare.
Come descritto dallo stesso organo di stampa, l’iniziativa di Siete nasce dal piano presentato da José Miguel Contreras a Prisa un anno fa.
Tuttavia, Joseph Oughourlian, presidente della casa editrice El País e SER, lo respinse,
indebolendo al contempo la ribellione avviata da azionisti come Global Alconaba, Diego Prieto e Adolfo Utor,
licenziando anche Contreras e costringendo alle dimissioni Carlos Núñez, allora CEO di Prisa Media.
Il piano di Contreras era quello di utilizzare le redazioni di Cadena SER e El País per creare un canale televisivo di attualità,
con lo stile “infotainment” che caratterizza ora i recenti programmi di RTVE come Mañaneros 360.
Avevano pianificato anche un canale a basso costo con un investimento di circa 10 o 15 milioni di euro.
In questa nuova fase, ormai senza l’ombrello di Prisa, Siete è riuscita a riunire diversi investitori come Andrés Varela Entrecanales,
Utor e Prieto, nessuno dei quali proveniente da società IBEX, ma tutti legati al settore della comunicazione e della pubblicità.
Secondo il regolamento sulla concorrenza, i requisiti includono la fornitura di una garanzia bancaria di sei milioni di euro
e il fatto che le società partecipanti abbiano generato almeno 2,5 milioni di euro di ricavi relativi ai servizi audiovisivi nei tre anni precedenti.
Per le nuove società con meno di cinque anni di vita (come nel caso di Siete), quest’ultimo requisito potrebbe essere soddisfatto
tramite uno dei loro azionisti con potere decisionale.
Va inoltre osservato che la legge limita la partecipazione di un gruppo straniero in società di media al 25% del loro capitale.
D’altro canto, Mediapro si occuperebbe della produzione di Siete, mentre Pulsa, la società che già gestisce la raccolta pubblicitaria
per la maggior parte dei canali televisivi più piccoli non di proprietà di Atresmedia o Mediaset, ne sarebbe responsabile.
Siete utilizzerebbe anche studi e infrastrutture a Madrid di proprietà di altri piccoli canali già operativi.
La sfida principale del progetto è finalizzare un palinsesto solido, poiché i formati presi in considerazione sono attualmente controllati da RTVE.
Il futuro canale non prevede di ingaggiare presentatori in modo aggressivo, ma intende consolidare un gruppo centrale di commentatori
e relatori di sinistra per garantire la coerenza della sua programmazione, secondo The Objective.
Il Ministero della Trasformazione Digitale, che ha dodici mesi di tempo per assegnare la licenza
e altri sei per avviare le trasmissioni una volta concessa, si atterrà il più possibile alle scadenze stabilite.
Il nome provvisorio, Siete, era già stato preso in considerazione quando il progetto era sotto l’egida di Prisa.
Il marchio mira a integrarsi nell’offerta esistente delle principali reti (La 1, La 2, La Sexta…),
sebbene non sia un canale generalista e il suo focus editoriale sia limitato a notizie e attualità.
L’idea è di José Miguel Contreras, fondatore di La Sexta, che questa volta non è coinvolto nella partecipazione azionaria.
Tuttavia, il nome definitivo non è garantito. Unidad Editorial trasmette attualmente Veo 7, un canale ora limitato a film e serie,
il cui nome potrebbe generare confusione.
A questo si aggiunge il precedente di La Siete, un marchio registrato da Mediaset,
che, sebbene inattivo, potrebbe dare origine a un conflitto legale se riutilizzato.
SPAGNA: IL DIGITALE TERRESTRE COMPIE 20 ANNI;
LA RIVOLUZIONE CHE HA CAMBIATO LA TELEVISIONE
Il 30 novembre 2005 ha segnato una svolta nella storia della televisione spagnola.
Quel giorno, iniziarono ufficialmente le trasmissioni in chiaro della Televisione Digitale Terrestre (TDT),
il nuovo sistema che sostituì il segnale analogico e promise più canali, una migliore qualità e nuove possibilità.
Due decenni dopo, quella data rappresenta l’inizio di un’era che ha completamente trasformato il modo di guardare la televisione in Spagna.
Da Quiero TV al grande lancio
La storia della televisione digitale terrestre, tuttavia, inizia molto prima.
Nel 1999, il governo approva il Piano Tecnico Nazionale per la Televisione Digitale Terrestre
e nel 2000 viene lanciata Quiero TV, la prima piattaforma digitale terrestre europea.
Il suo modello di pay-tv, con decoder e servizi interattivi, si rivela un fallimento:
la selezione dei canali è limitata (difatti, diversi canali vengono interrotti per trasmettere partite in pay-per-view),
i costi sono elevati e il mercato non è ancora pronto.
Sempre nel 2000, nella Comunità di Madrid, insieme a Telemadrid e La Otra, viene lanciata Onda 6,
la prima emittente televisiva privata in Europa a trasmettere in chiaro sul DTT.
Nel 2002 la piattaforma Quiero TV chiuse i battenti, lasciando dietro di sé una grossa perdita finanziaria,
proprio mentre iniziavano le trasmissioni di prova sul DTT per La 1, La 2, Antena 3, Canal+, Telecinco, Veo TV e Net TV, tutte in chiaro.
Ma quel tentativo fu il seme di quello che, tre anni dopo, sarebbe diventato un progetto nazionale.
Nel 2004, il governo di José Luis Rodríguez Zapatero decise di rilanciare la televisione digitale terrestre come servizio gratuito,
universale e finanziato dalla pubblicità.
Il 30 novembre 2005 fu fissata la data di lancio e da quel momento in poi ebbe inizio una trasformazione senza precedenti.
I primi 20 canali
Il 30 novembre 2005, poco prima di mezzanotte,
le famiglie spagnole sintonizzate sulla televisione digitale terrestre scoprirono per la prima volta un’offerta iniziale di circa 20 canali nazionali,
un numero impensabile fino ad allora. Tutti erano in qualità digitale, senza interferenze, con audio stereo e in più lingue.
I canali furono raggruppati dagli operatori in diversi multiplex (pacchetti di frequenze), che definirono un nuovo panorama televisivo:
RTVE: l’emittente pubblica ha raggruppato i suoi canali nei suoi due multiplex, con La 1 e La 2,
insieme ai canali tematici Canal 24 Horas e Teledeporte, e al canale per bambini Clan TVE
(che condivideva la sua fascia oraria con Canal 50 Aniversario). Successivamente, nel 2008, è stato lanciato TVE HD.
Canal Parlamento e Canal Ciudadano, che erano stati promossi come parte dell’offerta iniziale, non sono mai arrivati.
Antena 3 Television: il gruppo ha offerto il suo canale principale, Antena 3,
insieme ai nuovi canali tematici Neox (rivolto ai giovani) e Nova (focalizzato sul pubblico femminile).
Telecinco: oltre al canale principale Telecinco, furono aggiunti i canali tematici Telecinco Sport e Telecinco Estrellas
(dedicati alla ritrasmissione di serie classiche).
Successivamente, si sarebbero aggiunti La Siete e Factoría de Ficción (FDF), che li avrebbero sostituiti.
Sogecable: i canali del gruppo erano concentrati lì, in particolare Cuatro, lanciato il 7 novembre dello stesso anno, il 2005,
insieme a CNN+ (notizie) e al canale musicale 40 Latino.
Questi ultimi due erano precedentemente trasmessi sulla piattaforma pay-TV Digital+.
Net TV (Vocento): l’operatore Vocento gestiva il canale generalista Net TV
(che ritrasmetteva in parte la programmazione della rete locale Punto TV di Vocento) ed il canale tematico musicale Fly Music.
Veo TV (Unidad Editorial): l’operatore di Unidad Editorial condivideva un multiplex con Telecinco e Net TV.
La sua licenza includeva il suo canale principale, Veo Televisión (che ha lanciato la propria offerta nel 2005
basata sulle sue pubblicazioni di punta, come El Mundo, Marca e Telva),
ed un segnale che aveva affittato da Intereconomía TV e che in seguito è diventato SET en Veo,
prodotto da Sony, per la trasmissione di film e serie.
L’offerta ha unito i canali tradizionali con nuovi canali tematici che,
sebbene inizialmente alimentati da un’abbondante programmazione d’archivio e da televendite,
hanno permesso di segmentare il pubblico e diversificare i contenuti.
L’arrivo di laSexta: sebbene il grande lancio del DTT sia avvenuto nel novembre 2005,
la mappa è stata completata con l’arrivo del sesto operatore nazionale in chiaro, laSexta,
che ha iniziato le sue trasmissioni regolari il 27 marzo 2006.
A quel tempo, anche le emittenti televisive regionali trasmettevano già, a volte ampliando la propria offerta di canali.
Tra gli esempi figurano TV3, con il suo canale 300, ormai scomparso; Telemadrid, con La Otra;
ETB, con due canali esclusivi (ETB-3 ed ETB-4); e TVG, TV Canaria, RTPA e CMT, ciascuna con un secondo canale.
Le TV locali avrebbero aderito al servizio televisivo digitale terrestre con lo spegnimento dell’analogico qualche anno dopo.
Il tentativo fallito di pay-tv sul digitale terrestre
Nei suoi primi anni, la televisione digitale terrestre s’è affermata come una piattaforma puramente gratuita.
Tuttavia, nel 2009, si è tentato di implementare un modello di pay-TV con l’arrivo di Gol Televisión,
che offriva il calcio tramite decoder con scheda o utilizzando una scheda PCMCIA.
Altri canali si sono uniti a questa offerta, come Canal+ Dos (prodotto da Sogecable) e AXN, venduto insieme a Gol Televisión .
L’esperimento, noto come Premium Digital Terrestrial Television (DTT Premium), fallì.
I decoder erano costosi, non tutti i televisori erano compatibili, il sistema non era molto intuitivo
e gli utenti non erano disposti a pagare per un servizio concepito per essere gratuito.
Nel giro di pochi anni, l’iniziativa svanì, lasciando la televisione terrestre di nuovo come un servizio aperto e accessibile.
Il consolidamento del duopolio
La nuova era digitale ha portato non solo un maggior numero di canali, ma anche una profonda ristrutturazione aziendale.
La crisi economica e la saturazione del mercato pubblicitario hanno portato i principali operatori a fondersi.
Alla fine del 2009, è stato annunciato che Telecinco avrebbe acquisito la quota di maggioranza di Cuatro (di proprietà di Sogecable/Prisa),
un accordo finalizzato nel 2010, creando il gruppo Mediaset España.
Poco dopo, nel 2012, Antena 3 e laSexta hanno concluso il proprio accordo di integrazione, dando vita ad Atresmedia.
Queste due fusioni hanno ridotto drasticamente il numero di principali operatori nazionali, consolidando un potente duopolio
che avrebbe dominato la televisione digitale terrestre ed il cui controllo sullo spettro sarebbe stato fonte di future controversie legali.
Lo spegnimento dell’analogico e l’espansione
Il 3 aprile 2010 ha segnato un’altra pietra miliare con lo switch-off analogico.
La Spagna è stato uno dei primi paesi europei a completare il processo ed a trasmettere esclusivamente in digitale.
Milioni di famiglie hanno dovuto adattare le proprie antenne, installare decoder e risintonizzare i propri televisori,
mentre i canali venivano riorganizzati nei diversi multiplex.
RTVE ha mantenuto i suoi canali di servizio pubblico sui multiplex RGE1 e RGE2 ,
mentre i canali principali dei gruppi privati sono stati incorporati nei nuovi multiplex MPE1, MPE2 e MPE3.
Tra questi c’erano le emittenti Atresmedia (allora Antena 3 e laSexta) con segnali come Nitro, Antena 3 HD,
laSexta 2, laSexta 3 e laSexta HD;
i canali Mediaset, con Telecinco, Cuatro, Factoría de Ficción, Boing, Divinity, Energy, La Siete, Nueve
e le versioni in alta definizione Telecinco HD e Cuatro HD;
e anche Veo TV e Net TV, che trasmettevano canali come Discovery MAX, Intereconomía TV, Disney Channel, MTV, La 10, AXN e 13 TV.
In quegli anni, la televisione digitale terrestre raggiunse il suo apice, con oltre 35 canali nazionali in chiaro.
La controversa distribuzione del 2010 e la chiusura del 2014
Quell’epoca d’oro fu scossa da una decisione che avrebbe cambiato per sempre il panorama televisivo.
Il Consiglio dei Ministri, il 16 luglio 2010, presieduto da José Luis Rodríguez Zapatero,
concesse a ciascuno dei principali operatori un multiplex completo senza gara pubblica,
con l’intenzione di riorganizzare lo spettro dopo lo switch-off analogico.
Il provvedimento fu impugnato da un’azienda concorrente e finì dinanzi alla Corte Suprema,
che nel novembre 2012 emise una sentenza storica:
l’assegnazione era nulla perché violava la Legge Generale sulla Comunicazione Audiovisiva,
che richiedeva una gara pubblica per la concessione di nuove licenze.
La sentenza non fu applicata immediatamente, ma nel maggio 2014, sotto il governo di Mariano Rajoy,
quando 9 canali ricevettero l’ordine di chiudere. Nitro, laSexta 3 Todo Cine e Xplora (Atresmedia);
La Siete e Nueve (Mediaset); AXN e Marca TV (Veo TV); MTV e Intereconomía TV, associate a Net TV, scomparvero tutti.
La mattina presto del 6 maggio 2014 segnò un blackout simbolico:
migliaia di case si svegliarono con schermi neri e la sensazione che la televisione digitale terrestre avesse perso parte della sua varietà.
La differenza tra Atresmedia e Mediaset nel numero di canali interessati derivava dalla diversa origine delle rispettive licenze.
A seguito della fusione di Antena 3 e laSexta nel 2012, il gruppo Atresmedia controllava due licenze
e canali aggiuntivi derivanti dall’accordo del 2010, mentre Mediaset, che aveva integrato Telecinco e Cuatro un anno prima,
manteneva alcuni dei suoi canali con autorizzazioni previe, non interessati dalla sentenza.
Il provvedimento, sebbene di natura puramente giudiziaria, ha evidenziato la complessità
della struttura della televisione digitale terrestre spagnola e la sua dipendenza dalle decisioni politiche.
Il nuovo concorso del 2015
Per rimodellare il panorama, il governo ha lanciato una nuova gara pubblica nell’aprile 2015.
Sono state offerte 6 licenze nazionali, 3 in alta definizione e 3 in definizione standard.
Le licenze HD sono state assegnate ad Atresmedia (che ha lanciato Atreseries), Mediaset (che ha lanciato Be Mad)
e Real Madrid Football Club (che ha offerto Real Madrid TV, un canale già disponibile sulle piattaforme pay-TV).
Le licenze SD sono andate a 13 TV (in seguito rinominata Trece), Secuoya (che ha lanciato TEN)
e Radio Blanca, proprietaria di Kiss FM, che ha collaborato con Discovery per creare DKiss.
Questa nuova assegnazione ha chiuso il ciclo iniziato con lo switch-off del 2014 e ha segnato un periodo di stabilità per il sistema.
La televisione digitale terrestre nell’era HD e 4K
Negli anni successivi, la televisione digitale terrestre s’è adattata ai tempi che cambiano.
Nel 2020, la banda dei 700 MHz è stata liberata per l’implementazione del 5G
eliminando definitivamente il segnale in definizione standard (SD).
Il passo successivo sarà l’implementazione dello standard DVB-T2,
che consentirà la trasmissione in Ultra High Definition (4K) ed inaugurerà una nuova era tecnologica.
Pertanto, si prevede che nella prima fase, a breve termine, ci saranno quattro canali 4K in chiaro:
La 1, che sta già trasmettendo, un secondo canale RTVE, Antena 3 e Telecinco.
Interattività, la televisione s’è trasformata
La televisione digitale terrestre ha mantenuto la sua promessa ed ha iniziato a sviluppare servizi interattivi basati sulla TV connessa,
offrendo un’esperienza migliorata rispetto alla televisione tradizionale.
Grazie allo standard HbbTV, la piattaforma LovesTV è disponibile dal 2018,
consentendo agli spettatori di recuperare la maggior parte dei programmi trasmessi negli ultimi giorni sui canali RTVE, Atresmedia e Mediaset.
RTVE offre inoltre gratuitamente il servizio RTVE Play tramite DTT, che fornisce l’accesso a canali tematici aggiuntivi
ed a un vasto archivio che abbraccia decenni, offrendo un’infinità di intrattenimento e programmi di ogni genere,
da film e serie TV a documentari e trasmissioni sportive.
Tutti questi servizi aggiuntivi della televisione digitale terrestre richiedono una connessione a Internet; tutti tranne uno.
Si tratta del televideo, ancora disponibile sui principali canali nazionali.
Il suo utilizzo è attualmente così minimo che persino le aziende che lo trasmettono (RTVE, Atresmedia e Mediaset) non ne acquistano più la pubblicità.
Quelli che se ne sono andati… e quelli che verranno
Nel corso degli anni, l’offerta dei canali è cambiata. Ciò è dovuto a diversi fattori.
In alcuni casi, canali più piccoli come Net TV, La 10 e Veo 7 non sono riusciti a sopravvivere e hanno chiuso i battenti nei loro primi anni
(sebbene quest’ultimo sia stato recentemente rilanciato come canale di intrattenimento).
In altri casi, hanno optato per la televisione a pagamento, come SET su Veo (ora sotto il marchio Sony TV) o Gol, come esempio più recente.
Alcuni canali sono semplicemente scomparsi a causa di fusioni e debiti esorbitanti, come CNN+,
o hanno deciso di migrare su piattaforme di streaming, come Disney Channel.
In altri casi, la responsabilità è stata di sentenze giudiziarie, come già accennato.
Ci sono state anche sparizioni degne di nota a livello regionale, come Onda 6 a Madrid, 8TV in Catalogna
e la rete televisiva Localia, tra le altre.
Tuttavia, la chiusura di alcuni canali crea spazio per l’arrivo di altri, e grazie a ciò, canali come Paramount Network, Squirrel
ed, ancora una volta, Veo 7 hanno potuto unirsi alla televisione digitale terrestre, insieme a quelli già menzionati,
attraverso la nuova gara d’appalto in seguito alla chiusura di 9 canali precedenti.
Inoltre, è attualmente in corso una gara d’appalto per un nuovo canale in chiaro,
che troverà il suo spazio radiofonico dopo la ridistribuzione delle frequenze che avverrà con il lancio delle nuove trasmissioni in 4K.
Vent’anni dopo
A vent’anni dalla sua nascita, la Televisione Digitale Terrestre rimane il sistema che garantisce l’accesso universale alla televisione.
Nonostante l’ascesa delle piattaforme di streaming, il DTT continua a essere il principale vettore televisivo per le famiglie spagnole.
La sua evoluzione racchiude due decenni di storia audiovisiva: da Quiero TV a Real Madrid TV,
dai pomeriggi pieni di televendite ai servizi interattivi, dai decoder a pagamento all’alta definizione,
da Telecinco Sport, Net TV e SET su Veo ad Atreseries, Be Mad e DKiss.
Il DTT è sopravvissuto a fusioni, due dividendi digitali, incertezza economica, cause legali e rivoluzioni tecnologiche
e rimane, vent’anni dopo, il simbolo di una televisione gratuita, diversificata e accessibile a tutti.
SPAGNA: LA CNMC SOSTIENE LA PROMOZIONE DELLA RADIO DIGITALE DAB+
E CHIEDE ADEGUAMENTI PER RAFFORZARE LA CONCORRENZA E LA QUALITÀ
La CNMC (Commissione Nazionale per i Mercati e la Concorrenza) accoglie con favore il Progetto di Regio Decreto,
che promuove la tecnologia DAB+ mantenendo le trasmissioni analogiche.
Propone miglioramenti per chiarire le scadenze e i requisiti di copertura, rafforzando così la certezza del diritto.
Le reti nazionali saranno riorganizzate per ampliarne la capacità: RTVE passerà da 6 a 12 canali e saranno mantenute le 12 licenze private.
La Commissione nazionale per i mercati e la concorrenza (CNMC) ha pubblicato la sua relazione sul progetto di decreto reale
che adotta misure per promuovere la tecnologia di trasmissione digitale terrestre DAB+ (IPN/CNMC/035/25).
Il progetto mira a promuovere la radio digitale in Spagna senza alterare le attuali trasmissioni FM.
Sebbene il DAB/DAB+ sia presente da anni, con una quota di ascolto del 2,6% rispetto all’84,6% dell’FM nel 2024,
la disponibilità di ricevitori si è diffusa solo di recente e milioni di veicoli sono ora dotati di dispositivi compatibili installati in fabbrica.
Il Regio Decreto propone un adattamento del Piano Tecnico per sfruttare i vantaggi del DAB+,
che consente di raddoppiare il numero di programmi per multiplex (da 6 a 12). Questa espansione consentirà di:
ristrutturare le reti nazionali: una assegnerà l’intera capacità a RTVE e l’altra conterrà le 12 licenze private esistenti.
Assegnare la terza rete statale a usi sperimentali finché il Ministero non ne stabilisca l’uso.
Offrire maggiore flessibilità alle comunità autonome per gestire la transizione dal DAB al DAB+ nelle reti regionali e locali.
RTVE agirà da forza trainante per il lancio, disponendo di un massimo di 12 canali,
ed espanderà gradualmente la sua copertura fino all’85% della popolazione in 24 mesi,
oltre a garantire la copertura su strade e autostrade per sfruttare i ricevitori installati nei veicoli.
Valutazione e raccomandazioni del CNMC
La CNMC accoglie con favore il fatto che il nuovo piano preveda il passaggio alla tecnologia DAB+
e garantisca la continuità di tutte le licenze esistenti.
Tuttavia, formula una serie di raccomandazioni per rafforzare l’efficacia dell’implementazione
e permettere che la transizione alla radio digitale avvenga con tutte le garanzie:
– normalizzazione del livello sonoro
Il piano non include un metodo per misurare e standardizzare il livello di rumore delle trasmissioni.
Analogamente al sistema utilizzato per la televisione digitale terrestre (DTT),
la CNMC propone di integrare un sistema per monitorare il livello di rumore di programmi e pubblicità utilizzando parametri quantitativi.
– Obbligo di trasmissione in DAB+
Il progetto impone agli operatori statali di trasmettere esclusivamente in DAB+ fin dall’inizio,
mentre le emittenti regionali e locali potranno continuare a trasmettere in DAB temporaneamente.
La CNMC raccomanda di valutare se questo trattamento differenziato possa creare svantaggi competitivi.
– Copertura e requisiti per gli operatori
Il progetto mantiene il requisito minimo di copertura del 20% della popolazione per le emittenti private,
ma consente di aumentarlo una volta raggiunto il 10% di share.
La CNMC (Commissione Nazionale per i Mercati e la Concorrenza) chiede chiarimenti sui criteri da applicare
e garanzie che la misurazione dell’audience segua metodologie riconosciute
e compatibili con il Regolamento europeo sulla libertà dei media.
– Copertura stradale per RTVE
La CNMC accoglie con favore l’iniziativa volta a migliorare la copertura stradale,
ma raccomanda di rendere gli obiettivi di copertura più flessibili,
date le dimensioni della rete stradale e gli sforzi necessari per raggiungerli.
– Uso efficiente dello spettro
Si raccomanda di rivedere le disposizioni sulle riserve indefinite per usi sperimentali o reti regionali non sfruttate,
per garantirne la compatibilità con le scadenze legali che impongono l’indizione di gare d’appalto o la riassegnazione dello spettro.
– Ripetitori a bassa potenza e aiuti pubblici
La CNMC invita a verificare se il limite di 10 W per i ritrasmettitori sia appropriato
e ricorda che qualsiasi aiuto pubblico dev’essere conforme alle normative nazionali e dell’UE.
– Registrazione dei parametri e dei conflitti tecnici
La CNMC accoglie con favore l’assegnazione del Registro e ribadisce la necessità
che le autorità competenti in materia di audiovisivi la informino di qualsiasi decisione in merito alle licenze di trasmissione digitale.
Accetta inoltre di assumersi la responsabilità di risolvere le controversie tecniche tra operatori che condividono una rete.
Tratto da: www.cnmc.es/prensa/radio-digital-20251126
SLOVENIA: PUBBLICATA LA RISPOSTA ALLA DOMANDA DEL BANDO PER 26 NUOVI DIRITTI DAB+
Pubblicata la risposta al quesito ricevuto in merito alla gara pubblica per l’assegnazione
di 16 diritti di trasmissione di programmi radiofonici in tecnologia digitale nel territorio della Repubblica di Slovenia
e di 10 diritti di trasmissione di programmi radiofonici nel territorio di Lubiana
L’ Agenzia per le reti e i servizi di comunicazione della Repubblica di Slovenia,
in conformità al punto 4.1 della documentazione della gara pubblica per l’assegnazione di 16 diritti di trasmissione
di programmi radiofonici in tecnologia digitale su tutto il territorio della Repubblica di Slovenia
e 10 diritti di trasmissione di programmi radiofonici in tecnologia di trasmissione digitale nell’area di Lubiana,
ha pubblicato una risposta alla richiesta di ulteriori chiarimenti.
L’allegato contiene il quesito ricevuto dall’ Agenzia entro il termine di presentazione delle domande,
ovvero entro le ore 12:00 del 27 novembre 2025, e la relativa risposta.
Con la presente pubblicazione, l’ Agenzia ha pubblicato tutte le risposte ai quesiti dei concorrenti,
ai sensi del punto 4.1 della documentazione di gara,
il che significa che tutti i potenziali concorrenti sono considerati a conoscenza delle risposte.
Tutte le informazioni relative al bando pubblico sono disponibili al link.
Documenti

TELEVENDITE IN REPLICA SU QVC A CAUSA DELLO SCIOPERO PER I LICENZIAMENTI
Le conduttrici licenziate alla Qvc. Televendite bloccate dallo sciopero. E l’emittente rimedia con le repliche
I sindacati chiedono il reintegro delle quattro presentatrici lasciate a casa e il rispetto del contratto.
Al presidio anche il sindaco Roberto Assi con assessori e consiglieri di maggioranza e opposizione
“Per non andare in nero, in mattinata hanno mandato in onda repliche. Non era mai successo. In video, però, c’erano le conduttrici licenziate”.
Mercoledì, alla Qvc di Brugherio, colosso delle televendite, canale 32 del digitale terrestre,
è stato il giorno dello sciopero per opporsi al benservito alle quattro presentatrici,
perno della formula dello shopping online fra i più amati della televisione.
“Sono stati costretti a rimediare grazie alla forte adesione alla protesta – dicono Daniele Bonanno (Fistel-Cisl) e Massimiliano Pavan (Slc-Cgil) –
una soluzione un po’ goffa che però racconta il clima, dopo la doccia fredda dell’esternalizzazione e la rottura del tavolo sindacale.
Alle 8 le dirette non sono partite”. Un “obiettivo raggiunto” per le sigle, che chiedono “con ancora più forza all’azienda di fare un passo indietro.
Ritiri i licenziamenti e apra un tavolo di discussione che porti non solo al reintegro in servizio delle quattro lavoratrici,
ma anche a mettere in sicurezza l’intero perimetro occupazionale, garantendo a tutti i diritti previsti dal contratto nazionale”.
Ai cancelli di via della Guzzina sono intervenuti anche i segretari della Cgil brianzola Matteo Moretti
e quello della Cisl provinciale Mirco Scaccabarozzi. Anche loro hanno chiesto “un ripensamento immediato”,
dopo aver portato solidarietà alle lavoratrici al centro del caso
e “il rispetto del contratto dell’emittenza radio-tv e di tutti i dipendenti e i rappresentanti sindacali.
Serve un modello organizzativo che preveda lavoro stabile, a tempo indeterminato, senza esternalizzazioni e sicuro nel tempo”, hanno ribadito.
È stato il primo sciopero nella storia dell’azienda sbarcata in Italia dall’America 15 anni fa.
“Nel tempo Qvc ha trasformato diversi contratti a tempo indeterminato in partite Iva – ricordano i sindacati -.
Le quattro conduttrici non avevano accettato l’opzione. Ad aggravare la situazione c’è il fatto che una di loro è stata eletta nella Rsu”.
Al presidio è arrivato il sindaco Roberto Assi, assessori e consiglieri di maggioranza e opposizione.
Tutti hanno espresso “pieno sostegno alla vertenza” e il primo cittadino si è messo a disposizione per mediare.
L’azienda con 490 dipendenti sarà invitata a un incontro in Municipio.

NETFLIX SI PRENDE WARNER, SKY PUNTA DISCOVERY: COSA PUÒ SUCCEDERE AI CANALI TV IN ITALIA
L’intesa da 82,7 miliardi di dollari tra Netflix e Warner Bros Discovery sta aprendo un secondo fronte strategico:
il futuro dei canali Discovery, rimasti fuori dall’operazione.
Secondo diversi analisti, proprio Discovery Italia potrebbe diventare il prossimo obiettivo di Sky/Comcast,
con un possibile passaggio dei canali in chiaro e tematici sotto l’ombrello della pay TV.
Nel perimetro della maxi-acquisizione rientrano studios, HBO, HBO Max e il catalogo premium,
mentre i canali lineari del gruppo Discovery vengono scorporati in una realtà autonoma (Discovery Global) destinata alla quotazione separata.
In Italia parliamo di brand come NOVE, Real Time, DMAX, Food Network e degli altri canali tematici
che oggi compongono l’offerta Discovery sul digitale terrestre, via satellite e via streaming.
L’ipotesi più citata è che gli asset lineari di Discovery in Europa possano interessare ai broadcaster già presenti nei singoli Paesi,
e Discovery Italia è indicata come preda ideale per Sky Italia, controllata da Comcast.
Per Sky l’acquisizione significherebbe rafforzare l’offerta di canali generalisti e factual,
recuperare terreno dopo le rotture recenti con WBD e riportare sotto il proprio controllo brand molto riconoscibili dal pubblico.




LA FATICA NASCOSTA DELLO STREAMING:
COSÌ IL CALCIO METTE SOTTO STRESS LE RETI ITALIANE
Portare le partite in streaming sugli schermi degli italiani è un’impresa tecnologica costosa e complessa,
che coinvolge broadcaster, cdn e operatori telefonici in una corsa contro il tempo per evitare congestioni e disservizi
Portare in streaming il calcio sui nostri televisori è un’impresa con molta fatica, costi fuori controllo, e poca gloria.
Non c’è gloria perché i consumatori si aspettano la massima qualità, sempre; lo danno per scontato.
Non vogliono perdersi nessuna azione e certo la qualità video deve essere accettabile, in alta risoluzione e fluida.
Dietro tutto questo però c’è una filiera di attori che lavora all’unisono, anche in tempo reale,
a mo’ di pompieri pronti a spegnere ogni incendio al suo esordio.
Leggasi un problema di congestione di rete che può trasformare gli utenti in tifosi inferociti contro il fornitore dello streaming
o il proprio operatore telefonico.
È quanto emerso da un evento romano, organizzato a novembre da Namex
(consorzio no profit che gestisce il punto di interscambio tra operatori a Roma).
Un raro momento di confronto tra molti degli attori di questa filiera. I problemi e le soluzioni evidenziate sono numerose. Alcune sono poco note.
«In Sky, dove lavoravo, la televisione satellitare era un flusso video unico, ricevuto da un set-top box uguale per tutti e molto controllato»,
dice Vincenzo Roggio, responsabile dell’ingegneria della distribuzione in Dazn.
«Con lo streaming lo scenario cambia completamente: non esiste un formato unico che può essere letto, interpretato, decodificato da tutti i dispositivi»,
perché il segnale deve arrivare a qualsiasi device connesso a internet.
Il contenuto – il calcio, in questo caso – è quindi prodotto, elaborato e convertito in «diversi formati» per coprire la maggior varietà possibile di dispositivi.
In più, deve essere criptato per tutelare i diritti (contro la pirateria). Dopo questo passaggio, entrano in gioco le cdn, le content delivery network.
La metafora è quella di un grande sistema di distribuzione pacchi.
Se Amazon avesse un solo magazzino in Italia non riuscirebbe mai a servire bene le persone lungo tutto lo Stivale.
Ecco perché servono tanti piccoli “magazzini” con la merce, vicino al cliente. Su internet si chiamano cache.
Computer con tanta memoria, presenti nelle reti di tutti gli operatori italiani e anche nei punti di interscambio.
Contengono i file pesanti e molto richiesti dagli utenti. Possono essere aggiornamenti di Windows o di un gioco famoso; film, serie tv.
Gli utenti li ricevono dalla cache più vicina a loro. Così, si può garantire una maggiore qualità e minori problemi possibili.
Nel caso del calcio o altri eventi in diretta è più difficile, perché tutto avviene in tempo reale.
Con aggiornamenti e film, si può mettere per tempo il file nelle cache.
Con il calcio, il contenuto è ripreso dalle telecamere e subito dopo va distribuito lungo la rete delle cache, vicino agli utenti.
Questo lavoro per Dazn lo fa Mainstreaming, società italiana nata nel 2013 e suo partner unico mondiale per le cdn.
Se Amazon avesse un solo magazzino in Italia non riuscirebbe mai a servire bene le persone lungo tutto lo Stivale.
Ecco perché servono tanti piccoli “magazzini” con la merce, vicino al cliente. Su internet si chiamano cache.
Computer con tanta memoria, presenti nelle reti di tutti gli operatori italiani e anche nei punti di interscambio.
Contengono i file pesanti e molto richiesti dagli utenti. Possono essere aggiornamenti di Windows o di un gioco famoso; film, serie tv.
Gli utenti li ricevono dalla cache più vicina a loro. Così, si può garantire una maggiore qualità e minori problemi possibili.
Nel caso del calcio o altri eventi in diretta è più difficile, perché tutto avviene in tempo reale.
Con aggiornamenti e film, si può mettere per tempo il file nelle cache.
Con il calcio, il contenuto è ripreso dalle telecamere e subito dopo va distribuito lungo la rete delle cache, vicino agli utenti.
Questo lavoro per Dazn lo fa Mainstreaming, società italiana nata nel 2013 e suo partner unico mondiale per le cdn.
L’Italia è stato il laboratorio mondiale di questo modello evoluto di distribuzione sul territorio, racconta Philippe Tripodi, co-fondatore di Mainstreaming.
Quest’azienda ha circa 500 computer cache in Italia; 2mila nel mondo.
Ognuno di loro costa tra i 15-30 mila euro perché deve essere molto veloce e avere tantissima memoria.
Tra i principali concorrenti, c’è la cdn di Akamai (attore globale).
Anche le big tech hanno però ora una propria cdn, che usano insieme a quelle di attori specializzati.
«Anche negli Ixp (centri di interscambio) ci sono cache dei principali player di contenuti e servizi digitali», spiega Flavio Luciani, Cto di Namex.
«Servono ai operatori medio piccoli, che non hanno accesso ad altre cache. E anche agli operatori grandi quando le loro cache si saturano durante i derby».
Il debutto di Dazn sulla serie A in Italia è stato il 2021. Da quel momento cambia tutto, anche per un operatore telefonico,
come spiega Giulio De Nicola, manager of IP & DC Network Engineering di Fastweb + Vodafone.
«Prima dimensionavamo la rete in base alla media dei picchi di traffico. Adesso invece lo facciamo sui picchi assoluti.
È il solo modo per non fare arrabbiare il cliente e rischiare di perderlo, nell’intensa concorrenza che ora c’è tra operatori».
Risultato, la rete degli operatori è sovradimensionata per quasi tutto l’anno, «vuota nel 90% del tempo (quando non ci sono partite serali).
Ma va dimensionata per reggere 16 eventi l’anno».
La sfida è complessa, concordano Tripodi, De Nicola e Roggio, anche perché è impossibile prevedere con certezza, in anticipo,
da quali città verrà più traffico; né se ci saranno problemi di rete per qualche guasto tecnico lungo la filiera
(un computer o un router di rete che si rompe, la corrente elettrica che manca in un punto).
Sono situazioni che a volte emergono solo durante la partita o poco prima e allora gli operatori della filiera devono attrezzarsi in pochissimo tempo.
Ad esempio, spostando la capacità di traffico da una parte all’altra; oppure installando cache addizionali, con uno sforzo logistico da fare con urgenza.
Quando il Cagliari è salito in Serie A, racconta Roggio, la priorità è stata «andare a mettere il server a Cagliari» per evitare la congestione di tutta la Sardegna.
De Nicola racconta di una cache da installare a Napoli: si accorgono all’ultimo che manca il router.
Per rimediare, «una persona di Fastweb ha preso il server, lo ha portato in un autogrill a Bologna
e da lì è partita una staffetta coi furgoni per portare tutto».
Tanta fatica, tanti costi operativi e di rete, per gestire pochi eventi l’anno e non perdere i clienti.
Questo è lo streaming live in Italia, oggi. Un problema che riguarda anche altri Paesi, certo;
ma da noi è più grave perché si scontra con i bassi margini degli operatori telefonici.
I costi delle offerte sono ridotti, la concorrenza è tanta. Finora la sfida è stata garantire la qualità al cliente, sempre.
Adesso va affrontata quella di rendere tutto questo sistema sostenibile per gli operatori.
Come fare? A questo dilemma, per ora, anche dall’evento Namex, non c’è risposta.
RTI E MEDUSA CONTRO PERPLEXITY AI: PRIMA AZIONE LEGALE IN ITALIA PER VIOLAZIONE DEL COPYRIGHT NEL CAMPO DELL' INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Perplexity avrebbe utilizzato senza permesso e su larga scala numerosi contenuti audiovisivi e cinematografici di loro proprietà
per addestrare i propri sistemi di intelligenza artificiale
Reti Televisive Italiane (RTI) e Medusa Film hanno avviato un’azione legale presso il Tribunale Civile di Roma contro Perplexity AI Inc.,
società statunitense attiva nell’intelligenza artificiale generativa.
Si tratta della prima iniziativa legale in Italia mirata a contestare violazioni del diritto d’autore legate all’uso dell’intelligenza artificiale.
Secondo le due aziende del Gruppo Mediaset, Perplexity avrebbe utilizzato senza permesso e su larga scala numerosi contenuti audiovisivi
e cinematografici di loro proprietà per addestrare i propri sistemi d’intelligenza artificiale.
Un’attività che, per RTI e Medusa, rappresenterebbe una violazione dei diritti d’autore e di altri diritti connessi.
Con il ricorso, RTI e Medusa chiedono al Tribunale di riconoscere l’illiceità della condotta,
bloccare qualsiasi ulteriore utilizzo non autorizzato dei loro contenuti e condannare Perplexity AI al risarcimento dei danni.
È inoltre richiesta l’applicazione di una penale giornaliera in caso di eventuali violazioni future.



























