Domenica 19 ottobre 2025

TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA

A cura di Salvatore Cambria

Pubblicato il 19/10/2025 alle ore 11:20
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE
Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.

RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER I MUX DAB+ RAI, DAB ITALIA ED EURODAB ITALIA

Iniziamo parlando della radio digitale.
Il Mux DAB+ RAI ha acceso i 2 seguenti impianti:
 
sul Canale 7C da COL VISENTIN a Belluno, in Veneto;
 
sul blocco 10C da BRIC MONDO a Rossiglione (GE), in Liguria.
Il Mux DAB ITALIA ha attivato il Canale 7D dal ripetitore di MONTE SANTO DI LUSSARI a Tarvisio (UD), in Friuli-Venezia Giulia.
Il Mux EURODAB ITALIA, invece, ha acceso il blocco 10A dall’impianto di BRICCO DEL DENTE a La Morra (CN), in Piemonte.
Alla luce delle ultime novità, abbiamo riaggiornato la griglia con l’elenco di tutte le postazioni
dei bouquet radiofonici nazionali Mux DAB+ RAI, Mux DAB ITALIA e Mux EURODAB ITALIA.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa dei multiplex, cliccate sui banner qui sopra.

RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER IL MUX VENETO DAB

Ci spostiamo in Veneto, dove il Mux VENETO DAB ha acceso il Canale 8D
dai ripetitori di COL VISENTIN a Belluno e FALORIA a Cortina d’Ampezzo (BL).
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

VENETO
Canale 8D (201,072 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Col VisentinBellunoBL
FaloriaCortina d’AmpezzoBL
TerranegraPadovaPD
Via delle MimoseCastelfranco VenetoTV
Via GardisserePortogruaroVE
Monte Berico – Ca’ 7 VentiVicenzaVI
Spiazzi – Forte CimoCaprino VeroneseVR
Monte CalvarinaRoncàVR
Via ChiodaVeronaVR

RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER IL MUX DIGILOC (TRENTINO-ALTO ADIGE)

Ci dirigiamo in Trentino-Alto Adige, dove il Mux DIGILOC ha attivato il Canale 11C
dal ripetitore di CERMIS – FUNIVIA a Cavalese (TN).
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

TRENTINO-ALTO ADIGE
Canale 11C (220,352 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Colme di PravecchioBrentonicoTN
Cermis – FuniviaCavaleseTN
Monte BrioneRiva del GardaTN
Agriturismo Calcaiol – Via dei BergaminiTrentoTN
Cima PaganellaVallelaghiTN

RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER IL MUX ADRIA DAB (ABRUZZO)

Scendiamo in Abruzzo per segnalare l’ampliamento di copertura della versione locale del Mux ADRIA DAB.
È stato attivato il Canale 12B dalle postazioni di MONTE CIMARANI ad Avezzano (AQ),
MONTE LUCO a L’ Aquila e MONTE FOLTRONE a Teramo.
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
ABRUZZO
Canale 12B (225,648 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte CimaraniAvezzanoAQ
Monte LucoL’AquilaAQ
Monte Majella – Rifugio PomilioRapinoCH
Monte FoltroneTeramoTE

RADIO DAB - MUX MEDIA DAB (BASILICATA): ARRIVA MC2

Concludiamo con la Basilicata, dove è stata inserita la milanese MC2, acronimo di Monte Carlo, nel Mux MEDIA DAB.
Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
BASILICATA
Canale 12B (225,648 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte Sant’ArcangeloColobraroMT
Contrada InforcataPomaricoMT
Monti Li FojPicernoPZ

OBBLIGO RICEZIONE RADIO SU TUTTI I VEICOLI: IL GOVERNO ITALIANO NOTIFICA A
BRUXELLES LA MODIFICA DEL CODICE DELLE COMUNICAZIONI ELETTRONICHE

Il Governo italiano ha notificato alla Commissione europea un intervento normativo che estende a tutti i veicoli nuovi
l’obbligo di includere dispositivi idonei alla ricezione della radiodiffusione sonora analogica e digitale terrestre (DAB+).
Tale misura, trasmessa a Bruxelles lo scorso 1° ottobre 2025 con numero di notifica 2025/0550/IT
(qui la copia dell’atto trasmesso alla Commissione europea), modifica l’articolo 98-vicies sexies del Codice delle comunicazioni elettroniche
(d.lgs. 259/2003) e mira a garantire che anche le auto connesse di nuova generazione,
dotate di sistemi di infotainment basati su connessioni internet o Bluetooth, siano in grado di ricevere la radio via etere,
assicurando così la continuità di un servizio di interesse pubblico essenziale.
 
Un passo avanti
L’iniziativa costituisce la diretta attuazione dell’Ordine del giorno G/1184/2/1,
approvato dal Senato l’11 luglio 2025 nell’ambito dell’esame del disegno di legge AS 1184
(“Disposizioni per la semplificazione e la digitalizzazione delle attività economiche e dei servizi a favore dei cittadini e delle imprese”).
Tale Ordine del giorno (di cui avevamo dato notizia sul TeleRadioFax n. 14/2025 del 18 luglio 2025), presentato dai senatori Marti,
Pirovano, Spelgatti e Tosato (Lega), impegnava il Governo a garantire che tutti i veicoli nuovi di categoria M e N
(autovetture e veicoli commerciali) fossero dotati di dispositivi idonei alla ricezione della radiodiffusione analogica
e digitale terrestre DAB+, estendendo l’obbligo anche ai quadricicli leggeri e pesanti (categorie L6e e L7e).
La proposta nasce dal fatto che, negli ultimi anni, molti modelli di autovetture, anche di marchi noti,
non includono più un’autoradio tradizionale ma soltanto sistemi di infotainment collegati via Bluetooth a uno smartphone,
che permettono l’ascolto della radio solo tramite streaming IP su rete dati.
In tal modo, pur essendo rispettata formalmente la normativa vigente, viene di fatto eluso l’obbligo di integrare un ricevitore DAB+,
previsto attualmente solo per i veicoli dotati di autoradio, contraddicendo lo spirito della norma originaria,
che è quello di promuovere la diffusione della radio digitale terrestre.
 
La segnalazione Agcom
L’Agcom aveva già segnalato la necessità di un intervento legislativo
per garantire la presenza di dispositivi capaci di ricevere trasmissioni FM, DAB+ e AM anche nei veicoli dotati di soli sistemi di infotainment,
al fine di assicurare un accesso continuo e universale ai servizi di radiodiffusione su tutto il territorio nazionale, comprese le situazioni di emergenza.
La nuova disposizione
, ora sottoposta al vaglio della Commissione europea, estende l’obbligo a tutte le categorie di veicoli
abilitati alla connessione internet e dotati di dispositivi per la riproduzione sonora,
imponendo che tali apparati siano idonei anche alla ricezione della radiodiffusione analogica e digitale terrestre.
 

AGCOM: REGOLAMENTO PER L' ASSEGNAZIONE DELLA BANDA 26 GHZ

Nella riunione del 7 ottobre 2025, il Consiglio dell’Autorità ha approvato all’unanimità le procedure per l’assegnazione
e le regole per l’utilizzo delle frequenze disponibili nella banda 24.25-26.5 GHz,
finalizzate allo sviluppo delle reti wireless a banda ultra-larga (delibera n. 232/25/CONS).
Si completa così il percorso di regolamentazione promosso dall’Autorità per l’assegnazione e l’impiego di una delle bande “pioniere”
per lo sviluppo del 5G, banda 26 GHz, la cui parte superiore (26.5-27.5 GHz) era stata già assegnata nel 2018,
insieme alle bande 700 MHz e 3.6-3.8 GHz.
Le misure adottate dall’Autorità rispondono all’esigenza più volte manifestata dal mercato
di definire tempestivamente un quadro regolamentare certo e di lungo termine per l’impiego delle frequenze in questione.
L’obiettivo è quello di favorire la sostenibilità degli investimenti in reti e servizi 5G,
che oggi si stanno sviluppando nella banda 26 GHz con particolare riguardo alle architetture c.d. Fixed Wireless Access (FWA).
Il regolamento approvato tiene inoltre conto delle esigenze degli operatori che attualmente utilizzano parte della banda 26 GHz bassa
per applicazioni di tipo Wireless Local Loop, assicurando loro la possibilità di continuare per ulteriori due anni
a valorizzare gli investimenti già realizzati e di effettuare una migrazione ordinata e sostenibile dalle utilizzazioni esistenti
ai nuovi e più performanti sistemi 5G, anche, ove possibile, anticipandone l’impiego rispetto ai tempi della proroga.
Si prevede che i diritti d’uso delle frequenze siano assegnati mediante una procedura competitiva,
sostanzialmente con le stesse modalità e gli stessi obblighi già adottati nel 2018 per l’assegnazione della banda 26 GHz alta,
per evitare possibili effetti distorsivi sulle dinamiche concorrenziali.
Tuttavia, tenendo conto del cambiamento dello scenario di mercato, l’Autorità ha introdotto la possibilità, per i futuri aggiudicatari,
di effettuare il pagamento in rate annuali e di beneficiare di uno sconto sul prezzo di riserva al raggiungimento di specifici obiettivi
legati all’avvio del dispiegamento delle reti, favorendo così lo sviluppo del mercato e incentivando gli investimenti.
Le decisioni adottate si riferiscono, come di consueto, esclusivamente alla procedura relativa alla banda oggetto della presente valutazione 
e non pregiudicano eventuali future decisioni differenti da parte dell’Autorità per altre bande di frequenza.
 

TRENTINO-ALTO ADIGE: PROVA DI PROTEZIONE CIVILE ESEGUITA CON SUCCESSO

La prova di protezione civile, condotta a livello provinciale dal Servizio Provinciale di Protezione Civile
con allarme alla popolazione altoatesina tramite radio e televisione, si è svolta con successo.
 
La trasmissione del messaggio di allerta tramite le reti radiofoniche e televisive della RAS (DAB+ e DVB-T)
ha funzionato perfettamente lunedì scorso dopo le ore 10.
Il test è servito a verificare i sistemi tecnici di allarme e a garantire che, in caso di emergenza,
tutti i cittadini dell’Alto Adige possano essere raggiunti in modo rapido e affidabile.
 

EMILIA-ROMAGNA: TRASMISSIONI CANCELLATE, STIPENDI NON PAGATI E LICENZIAMENTI: TELESTENSE, LA CRISI È NERA

Appello dei giornalisti a istituzioni e imprenditori: il sindaco risponde. Ma la vendita è difficile
 
Una crisi profonda, profondissima.
L’emittente televisiva locale, Telestense, sta vivendo uno dei periodi più complessi della propria storia.
Forse il più difficile da quel 1980, anno in cui si registrò al tribunale come testata giornalistica.
Una situazione che, fino ad ora, era rimasta per la maggior parte “dietro le quinte”:
a parte alcuni scioperi ed incontri istituzionali (insieme ad Aser e sindacati, i dipendenti erano stati ricevuti dal prefetto),
l’emittente aveva sempre garantito la messa in onda dei telegiornali e delle trasmissioni.
Fino a questo inizio di ottobre, quando la situazione si è aggravata ulteriormente.
Negli ultimi giorni, infatti, alcune edizioni del telegiornale non sono state prodotte, così come non è stata organizzata la trasmissione “Match”,
racconto in diretta delle partite dell’Ars et Labor (già Spal). Questo a causa di quattro addii avvenuti nell’arco di meno di 72 ore:
tre tecnici e un commerciale, infatti, si sono licenziati per giusta causa tra il 29 settembre e l’1 ottobre
(a seguito di un incontro con la proprietà, con quest’ultima che non avrebbe fornito le garanzie necessarie per un futuro sereno).
Secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, il motivo sarebbe legato ad una complicata situazione finanziaria.
Al momento, infatti, Telestense rimane in piedi grazie alla presenza di tre giornalisti
(due a tempo indeterminato ed uno a tempo determinato che, però, per turni non lavorano mai assieme) e un tecnico.
A questi professionisti se ne aggiunge un ultimo, che si occupa della messa in onda.
Peccato che i giornalisti sarebbero in arretrato delle mensilità del 2025 (a parte gennaio) e di buona parte della tredicesima del 2024.
Questo organico estremamente ridotto ha già portato a conseguenze concrete
(la cancellazione di alcune edizioni del telegiornale e di alcuni programmi di punta, come il già citato “Match’),
con un futuro più nero che grigio. I giornalisti, nelle prossime ore, garantiranno comunque la messa in onda del giornale,
seppur in forma ridotta – ovvero senza servizi ma con la sola lettura di comunicati – ed esclusivamente nei giorni in cui è presente anche il tecnico.
L’orizzonte, come detto, è scurissimo: l’unica soluzione potrebbe essere la vendita, ma tutto ciò è reso ancor più complicato dalla presenza di pesanti debiti.
I protagonisti della vicenda lanciano quindi un appello di salvezza alla città.
Per provare a mantenere attiva Telestense servirebbe un lavoro comune, tra istituzioni e imprenditori.
In quanto alle prime, qualcosa pare essersi mosso a livello di Comune, con la solidarietà giunta dal sindaco Alan Fabbri:
“La vicinanza – ha ribadito – va in particolare ai lavoratori che, con grande senso di responsabilità e spinti dal dovere giornalistico,
finora hanno portato avanti l’attività dell’emittente, garantendo informazione e servizio alla comunità,
nonostante per loro lo stipendio sia da mesi un miraggio”.
“Già nelle scorse settimane – ha concluso il primo cittadino – ho avuto contatti con alcuni dei dipendenti coinvolti.
L’amministrazione comunale rimane disponibile a collaborare per individuare possibili soluzioni a tutela dei lavoratori di Telestense
e per salvaguardare un patrimonio informativo e culturale importante per tutta la comunità ferrarese”.
Si attendono ora sviluppi, che potrebbero arrivare da un momento all’altro.
 

TOSCANA: PONTEDERA (PI), UNA MAXI ANTENNA 5G DAVANTI AL SANTUARIO; COME È STATA POSSIBILE L' OPERAZIONE A TREGGIAIA?

Gli abitanti della frazione collinare alle porte della città insorgono: «Non si deturpa così il paesaggio».
E spunta anche il nome di don Armando Zappolini
 
Un’antenna per la tecnologia 5G in uno dei punti più panoramici della Valdera,
a fianco a un monumento ai Caduti e di fronte al Santuario di Ripaia.
Non è un progetto ma un’opera che sta viaggiando spedita.
E che ha fatto arrabbiare il paese di Treggiaia dove da giorni non si parla d’altro.
Venerdì 17 ottobre la prima riunione con un folto gruppo di residenti vicino al cantiere,
con Matteo Bagnoli e Nicolò Stella, consiglieri comunali di Fratelli d’Italia
che hanno chiesto una seduta aperta all’amministrazione guidata dal sindaco Matteo Franconi.
 
Opposizione
L’idea dei paesani è opporsi legalmente, chiedere al Comune una sospensione dell’intervento
e alla Curia di partecipare a un incontro in cui spiegare i motivi che tutti reputano un’offesa alla comunità
e uno scempio al luogo del cuore non solo di Treggiaia. Ma moltissime persone, che qui si sono sposate,
hanno battezzato i figli e sono saliti per respirare quell’aria di pace che solo dai colli in mezzo alla natura si può vivere.
E per opporsi a decisioni calate dall’alto, c’è chi propone di fare barricate nel vero senso della parola.
 
Difesa della Chiesa
Il committente è la Inwit (con Vodafone alle spalle) che ha trovato l’accordo con l’istituto Sostentamento del Clero della Diocesi di San Miniato,
presieduto da Rosario Salvaggio e di cui il parroco don Armando Zappolini è il vice.
Di fatto è un accordo fra privati nell’ambito del programma del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per le comunicazioni.
«Non potevamo fare altro – dice Salvaggio – perché si tratta di un’opera di pubblica utilità.
Avevamo proposto altre zone, ma è stata scelta questa perché più strategica. L’alternativa sarebbe stata l’esproprio.
E noi, in pratica, siamo stati costretti ad accettare. Il Comune, comunque, ha dato le autorizzazioni».
 
Le ragioni del Comune
Proprio da Palazzo Stefanelli dicono che nel piano delle antenne, Ripaia non era compresa.
Ma che per la semplificazione imposta dal Governo per queste operazioni, si va in deroga ai regolamenti comunali.
«L’autorizzazione all’installazione dell’antenna Pnrr di Treggiaia ha finito per essere un atto amministrativo
dovuto per gli effetti della legge approvata nel luglio 2024 che va in deroga alle previsioni comunali», 
dice l’assessore all’ambiente, Alessandro Puccinelli, che aggiunge:
«Ci faremo inoltre promotori di una richiesta alla Sovrintendenza per chiarire quali sono gli effettivi vincoli sull’area».
 
La rabbia del paese
Intanto, però, Treggiaia si sente tradita. Sia dalla Chiesa che dal Comune. Ok l’accordo fra privati. Idem per il “sorvolo delle competenze.
Ma c’è anche un tema di opportunità e trasparenza.
Ivaldo Salvadori e sua moglie Simonetta sono la coppia che porta avanti il Santuario e la parrocchia in generale.
E per loro la delusione è enorme. «Mai avrei immaginato di vedere una situazione del genere – dice l’uomo -.
Non siamo stati mai interpellati per questo. Quando dai tutto te stesso per portare avanti la gestione della chiesa,
la delusione è enorme quando si vedono cose simili.
È inutile insegnare ai bambini di tenere conto dei luoghi di culto se poi ci si comporta così».
L’ex membro della consulta, Giacchino Bellone, invece, dice che «il terreno è della Chiesa. Sapevamo dell’intenzione di realizzare un’antenna,
ma avevamo concordato che saremmo stati avvisati.
Il problema è l’assenza della politica e di un impatto pazzesco su questa zona per progetti come quest’antenna
e il parco agrivoltaico che voglio costruire nei dintorni dei Fabbri».
 
La paura per la salute
In molti sollevano il problema legato alle emissioni e l’impatto sulla salute, visto che nella zona abitano una decina di famiglie.
E l’architetto Riccardo Gonnelli si chiede come sia stata coinvolta la Soprintendenza:
«Credo abbiamo fatto perizie anche sull’impatto ambientale dal punto di vista idrogeologico,
ma credo serva un’azione legale nei confronti di Regione e Comune.
I politici si sciacquano la bocca con il paesaggio di Ripaia. E poi trattano così questa zona».
 

ABRUZZO: BOLOGNANO (PE), FOLLA ALLA SERATA SULL' ANTENNA 5G; «SERVE PIÙ CONSAPEVOLEZZA E PRECAUZIONE»

Il “caso Bolognano” torna a far discutere. Sala gremita e grande partecipazione di residenti alla serata
organizzata da sei associazioni aderenti al Coordinamento per la Tutela dell’Ambiente Alto Garda e Ledro,
che da oltre un decennio promuove incontri di informazione e sensibilizzazione sul tema dell’esposizione ai campi elettromagnetici (CEM).
Quello di Bolognano è stato il quinto appuntamento dedicato a questa tematica negli ultimi dodici anni,
a conferma di quanto il tema delle telecomunicazioni e delle reti di nuova generazione – dal 4G al 5G –
resti centrale nel dibattito tra salute pubblica e sviluppo tecnologico.
 
Una “frazione stretta” tra elettrodotti e nuove antenne
La scelta di Bolognano come sede dell’incontro non è casuale.
La frazione arcense vive infatti una situazione considerata “critica” dal punto di vista ambientale:
già esposta ai campi elettromagnetici generati dai due elettrodotti a 220 kV che attraversano l’abitato a monte e a valle,
vedrà presto l’installazione di una nuova antenna 5G tra Bolognano e Massone.
Un contesto che, secondo gli organizzatori, richiede informazione, vigilanza e prudenza.
«Il nostro obiettivo – spiegano dal Coordinamento – non è alimentare allarmismi,
ma fornire alla popolazione strumenti per capire e agire con maggiore consapevolezza».
 
Informare e formare: i consigli degli esperti
L’incontro non si è limitato alla divulgazione dei dati scientifici, ma ha voluto essere anche formativo,
offrendo ai cittadini indicazioni pratiche per ridurre l’esposizione ai CEM nella vita quotidiana.
Tra i relatori, l’ingegnera elettrotecnica Azul Fernandez, che ha illustrato le caratteristiche tecniche del 5G
e il quadro normativo che regola i limiti di legge in materia di intensità dei campi.
Fernandez ha poi condiviso buone pratiche di utilizzo dei dispositivi mobili, come l’uso di auricolari,
la riduzione del tempo di esposizione e l’attenzione alle distanze di sicurezza.
 
Gli effetti sulla salute: gli studi scientifici
La dottoressa Fiorella Belpoggi, già direttrice scientifica dell’Istituto Ramazzini di Bologna, ha partecipato con un videointervento,
illustrando i risultati di un’importante ricerca condotta in collaborazione con il National Toxicology Program (NTP) degli Stati Uniti.
Lo studio, durato diversi anni e condotto su oltre tremila ratti esposti a radiofrequenze 3G,
ha mostrato un aumento statisticamente significativo di tumori cerebrali
e del sistema nervoso in relazione all’intensità dei campi (5, 25 e 50 volt/metro).
Infine, il dottor Roberto Cappelletti, presidente della sezione trentina dell’Associazione Medici per l’Ambiente (ISDE),
ha approfondito i meccanismi biologici ed elettrochimici che possono essere indotti dall’esposizione prolungata a campi elettromagnetici,
evidenziando come un eccesso di radicali liberi nel corpo umano possa essere all’origine di diverse patologie.
 
Un tema che divide ma fa riflettere
Il grande interesse di pubblico conferma che il tema dei campi elettromagnetici resta fortemente sentito.
Da un lato, la necessità di innovazione e connettività; dall’altro, la richiesta di precauzione, trasparenza
e partecipazione nelle scelte che riguardano la salute dei cittadini.
Il Coordinamento per la Tutela dell’Ambiente Alto Garda e Ledro, che da anni segue la vicenda,
chiede che le decisioni in materia di nuove infrastrutture vengano condivise con le comunità locali
e che si continui a investire in ricerca indipendente e informazione pubblica.
«La tecnologia è parte della nostra vita – è stato detto in chiusura – ma deve convivere con il diritto alla salute e con la tutela dell’ambiente.
La conoscenza è il primo passo per un futuro davvero sostenibile».
 

CALABRIA: A COMERCONI (VV) SPUNTA UN' ANTENNA 5G A DUE PASSI DALLE CASE,
I CITTADINI SI MOBILITANO: «QUI NON LA VOGLIAMO»

Nella piccola frazione di Nicotera l’infrastruttura svetta a pochissima distanza dalle abitazioni e dal parco giochi per bambini recentemente inaugurato.
I timori dei residenti per l’esposizione alle onde elettromagnetiche e le lamentele sull’assenza di informazioni
 
Svetta altissima davanti alle prime case del paese, spuntata qualche giorno fa tra lo stupore generale.
Così, Comerconi si sta trovando alle prese con l’installazione di una nuova infrastruttura di tele radiocomunicazioni
che desta non poche preoccupazioni tra i residenti.
Un colosso che sorge a circa cento metri dalle prime abitazioni e che sta togliendo la serenità alla piccola frazione di Nicotera.
Da quanto si apprende si tratta di un’antenna 5G realizzata su impulso di una nota multinazionale leader nei servizi di telefonia,
con fondi del Pnrr. La richiesta di autorizzazione è pervenuta al Suap del Comune di Nicotera a fine maggio,
da lì è poi partito l’iter che dopo la produzione della documentazione necessaria ha portato al via libera da parte dell’ufficio tecnico.
I cittadini però non ci stanno: dopo qualche giorno di passaparola e tam tam nelle chat,
a decine martedì sera si sono ritrovati nei locali dell’ex scuola elementare per un’assemblea pubblica volta a confrontarsi sulla questione
e capire quali passi compiere per tutelarsi. In particolare, è stata contestata la vicinanza dell’antenna alle case e non solo:
a circa 250 metri in linea d’aria sorgono infatti il campo da calcio e l’area giochi per bambini recentemente inaugurati dal Comune.
«Siamo un piccolo paese, non ci sono grandi aziende e da sempre il nostro territorio si è caratterizzato per la sua vocazione agricola.
Cosa serve a noi quest’antenna? Perché installarla tanto vicino alle nostre case e compromettere così anche l’aspetto paesaggistico?»,
si è chiesto uno dei promotori della mobilitazione. Ma il timore principale è quello relativo all’esposizione alle onde elettromagnetiche:
«Sul fatto che facciano male o meno, il dibattito è ancora aperto e noi non vogliamo fare da cavie. L’antenna qui non la vogliamo».
A margine della riunione è stata quindi avviata una raccolta firme per una petizione formale indirizzata al sindaco di Nicotera, Giuseppe Marasco.
Tramite tale documento i cittadini chiedono l’immediata sospensione dell’attivazione e della procedura di installazione dell’antenna.
Nel testo si evidenzia la mancata valutazione di siti alternativi
al fine di «ridurre al minimo possibile l’esposizione della popolazione residente alle radiazioni elettromagnetiche».
E a tal proposito, si lamenta inoltre l’assenza di informazioni su «tipologia e quantitativo di radiazioni
e onde elettromagnetiche che saranno emesse dall’impianto».
Non da ultimo, la popolazione contesta di non essere stata preventivamente e adeguatamente informata dell’installazione dell’antenna
che i più hanno visto spuntare dall’oggi al domani.
Insieme alla petizione, ci si sta inoltre muovendo per l’accesso agli atti e la nomina di un perito che possa visionare e valutare tutta la documentazione.
Alla riunione di martedì sera ha partecipato anche l’assessore comunale Roberto Massara, che vive proprio a Comerconi
e ha assicurato la vicinanza sua e dell’amministrazione intera alla popolazione:
«La pratica è stata gestita a livello tecnico – ha tenuto a precisare -.
Noi siamo al fianco dei cittadini e faremo quanto in nostro potere per tutelare la loro salute».
 

SPAGNA: IL GOVERNO INDICE UN CONCORSO PER LA NUOVA LICENZA DELLA TELEVISIONE DIGITALE TERRESTRE (TDT)

In ottemperanza al Piano Tecnico Nazionale per il digitale terrestre, in vigore da marzo 2025,
che introduce la tecnologia ultra alta definizione ed in DVB-T2 e libera spazio per un nuovo canale
 
La scadenza per la presentazione delle offerte sarà aperta dal 20 ottobre al 20 novembre 2025,
presso la sede telematica del Ministero per la Trasformazione Digitale e la Funzione Pubblica.
Il Consiglio dei ministri
, su proposta del Ministro per la Trasformazione Digitale e il Servizio Pubblico, Óscar López,
ha approvato l’avvio di una gara pubblica per l’assegnazione, tramite una procedura competitiva,
di una licenza per la fornitura di servizi di televisione digitale terrestre (TDT) in chiaro,
con un ambito geografico esteso all’intero territorio nazionale.
Ciò è richiesto dal Piano Tecnico Nazionale della Digitale Terrestre, in vigore dal 27 marzo 2025,
che ha distribuito i multiplex digitali attraverso i quali viene fornito il servizio DTT a livello nazionale.
L’aggiudicazione di questa gara corrisponde all’eccedenza di un quarto della capacità del Mux MPE 5.
La gara è regolata dalle disposizioni della Legge 13/2022, del 7 luglio, sulla Comunicazione Audiovisiva Generale.
Questo invito a presentare proposte persegue due obiettivi principali.
Da un lato, aumentare la rappresentanza degli interessi e delle opinioni della società,
consentendo un’offerta audiovisiva più diversificata e differenziata;
e, dall’altro, promuovere l’innovazione tecnologica e offrire servizi DTT di qualità superiore.
Il Consiglio dei Ministri sarà responsabile della decisione sulla gara entro un massimo di 12 mesi dalla sua pubblicazione.
Il termine per la presentazione delle offerte inizierà alle ore 9:00, ora della Spagna continentale, del 20 ottobre 2025
e rimarrà aperto fino alle ore 13:00, ora della Spagna continentale, del 20 novembre 2025.
La gara sarà presentata tramite l’ufficio elettronico del Ministero per la Trasformazione Digitale e la Funzione Pubblica.
Una volta completata la procedura, la licenza sarà formalizzata in un documento amministrativo
dal responsabile del Ministero per la Trasformazione Digitale e la Funzione Pubblica,
entro un mese dal giorno successivo alla pubblicazione dell’Accordo del Consiglio dei Ministri che risolve il concorso.
La licenza avrà una validità di 15 anni e potrà essere rinnovata per lo stesso periodo,
purché siano soddisfatti i requisiti stabiliti dalla Legge 13/2022 del 7 luglio.
 

SPAGNA: IL GOVERNO DELLE ISOLE BALEARI PROMUOVE LA MODERNIZZAZIONE TECNOLOGICA DELLE RADIO LOCALI CON UN NUOVO BANDO PER SUSSIDI ALLE TRASMISSIONI DIGITALI DAB+

Il Governo delle Isole Baleari ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale delle Isole Baleari un bando per sovvenzioni
volto a favorire l’evoluzione tecnologica della radiodiffusione digitale terrestre locale verso la tecnologia DAB+.
Con un budget di 300.000 euro, questa iniziativa è rivolta ai titolari di licenza DAB delle emittenti radiofoniche locali delle Isole Baleari,
con l’obiettivo di promuovere la digitalizzazione e la modernizzazione delle loro trasmissioni.
Il bando prevede sovvenzioni fino al 70% degli investimenti ammissibili, con scadenza il 31 dicembre 2026.
I contributi possono essere utilizzati per investimenti quali l’esecuzione di opere e installazioni,
le procedure necessarie alla messa in servizio (progetti, certificazioni, collaudi, direzione lavori, ecc.),
l’acquisizione di apparecchiature e materiali specifici per le trasmissioni DAB+ (encoder, multiplexer, trasmettitori, antenne)
e l’attivazione dei servizi in caso di subappalto.
La tecnologia DAB+ rappresenta un significativo miglioramento rispetto al sistema DAB originale,
consentendo un numero significativamente maggiore di programmi all’interno di un singolo multiplex digitale,
una migliore qualità del suono e una maggiore protezione contro errori di trasmissione e interferenze.
A differenza della radio analogica, in cui ogni stazione utilizza una frequenza separata,
il sistema DAB combina più stazioni in un unico canale digitale, ottimizzando l’uso dello spettro radio.
Questo invito a presentare proposte andrà a beneficio di numerose emittenti locali in tutte le Isole Baleari
e contribuirà a creare un settore più competitivo, efficiente e tecnologicamente più adeguato.
D’altro canto, il Governo sta anche preparando un progetto parallelo per trasmettere la stazione radiofonica regionale IB3 Radio in formato DAB+,
che presto diventerà la prima stazione radiofonica regionale in Spagna a trasmettere utilizzando questa moderna tecnologia.
 

WARNER BROS DISCOVERY RIFIUTA L' OFFERTA DI ACQUISIZIONE DI PARAMOUNT SKYDANCE. NON ESCLUSO RILANCIO

Warner Bros Discovery avrebbe respinto l’offerta di acquisizione avanzata da Paramount Skydance, ritenendola troppo bassa.
Lo riporta Bloomberg citando fonti vicine al dossier.
A diffondere la notizia sulla proposta, che avrebbe potuto ridisegnare Hollywood e l’industria della tv in streaming
creando un agguerrito competitor per Netflix, era stato all’inizio di settembre il Wall Street Journal.
L’offerta ammontava a 20 dollari per azione. Secondo le informazioni raccolte da Bloomberg,
la Paramount ha ora diverse opzioni per conquistare Warner Bros, tra cui aumentare l’offerta,
rivolgersi direttamente agli azionisti o trovare ulteriore sostegno tramite un partner finanziario.