
Domenica 6 aprile 2025
TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA.
A cura di Salvatore Cambria
Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.
CALABRIA IN DIGITALE: CAMBIO DI NUMERAZIONE PER
GS CHANNEL HD - MADE IN CALABRIA NEI MUX LOCALI 2 E 3
Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Calabria.
L’emittente GS CHANNEL HD – Made in Calabria, sintonizzabile nei Mux LOCALE 2 e Mux LOCALE 3,
sempre con l’identificativo GS CHANNEL ed in alta definizione con la risoluzione video 1280×1080,
ha abbandonato la posizione automatica 110 ed è ritornata sulla LCN 83.
La TV di Reggio-Calabria aveva già utilizzato, in passato,
questa numerazione con la denominazione RETE REGGIO su entrambe le frequenze.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa dei multiplex, cliccate sui banner qui sopra.


RADIO DAB - MUX CR DAB (EMILIA-ROMAGNA): INSERITA RADIO DIMENSIONE MUSICA
Occupiamoci ora della Radio DAB.
Nel Mux CR DAB (EMILIA-ROMAGNA) è stata aggiunta l’emittente R.D.M.,
acronimo di Radio Dimensione Musica, con sede a Silla di Gaggio Montano (BO).
Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
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FREQUENZE E POSTAZIONI
| EMILIA-ROMAGNA | ||
| Canale 9B (204,640 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Via Bonazzi | Castel Maggiore | BO |
| Via Aranova | Ferrara | FE |
RADIO DAB: AGGIORNATE LE POSTAZIONI
DEI MUX RADIO DIGITALE TOSCANA E TOSCANA DAB
Ci spostiamo in Toscana, dove abbiamo aggiornato l’elenco degli impianti attivi
dei provider locali Mux RADIO DIGITALE TOSCANA e Mux TOSCANA DAB.
Per consultare la composizione dei multiplex, cliccate sui banner qui sotto.
Iniziamo dal Mux RADIO DIGITALE TOSCANA che ha attivato i Canali 7B dal ripetitore di MONTE SERRA a Capannori (LU)
e 12B dalla postazione di POGGIO INCONTRO a Bagno a Ripoli (FI).
Contemporaneamente sono stati spenti i blocchi 10B dagli impianti di POGGIO A ISSI a San Gimignano (SI)
e MONTE CETONA – SOPRA IL VARCO a Sarteano (SI)
e 12B dal trasmettitore di POGGIO DI FIRENZE a Rignano sull’Arno (FI).

FREQUENZE E POSTAZIONI
| TOSCANA | ||
| Canale 7A (188,928 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| La Guardiola | Civitella in Val di Chiana | AR |
| Canale 7B (190,640 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Monte Serra | Capannori | LU |
| Canale 10B (211,648 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Poggio Macia Morta – Acquedotto | Castellina in Chianti | SI |
| Canale 12B (225,648 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Poggio Incontro | Bagno a Ripoli | FI |
| Montecuccoli – Croci d’Ariano | Barberino di Mugello | FI |
| Croce di Belvedere | Serravalle Pistoiese | PT |
e 12C dalla postazione di MONTE SERRA a Capannori (LU).
Inoltre ha spento gli impianti di POGGIO DI FIRENZE a Rignano sull’Arno (FI)
e POGGIO A ISSI a San Gimignano (SI) rispettivamente sui blocchi 6C e 6D.

| TOSCANA | ||
| Canale 6C (185,360 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Poggio Incontro | Bagno a Ripoli | FI |
| Montecuccoli – Croci d’Ariano | Barberino di Mugello | FI |
| Croce di Belvedere | Serravalle Pistoiese | PT |
| Canale 6D (187,072 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| La Guardiola | Civitella in Val di Chiana | AR |
| Poggio Macia Morta – Acquedotto | Castellina in Chianti | SI |
| Monte Cetona – Sopra il Varco | Sarteano | SI |
| Canale 12C (227,360 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Monte Serra | Capannori | LU |
RADIO FM: RADIO ARISTON AL POSTO DI RADIO 88 DA SANREMO (IM)
Per quanto riguarda la radio FM, è stata attivata RADIO ARISTON al posto di Radio 88 sugli 88.8 MHz
dalla postazione di SAN BERNARDO a Sanremo (IM).

RADIO FM: ARRIVA RADIO BRUNO SUI 100.5 MHZ IN PROVINCIA DI ROMA
dalla postazione di VIA VICINALE DI CAMALDOLI a Monte Porzio Catone (RM).
In precedenza era trasmessa la capitolina RADIO ROCK ITALIA
che resta ascoltabile sui 96.6 MHz dal ripetitore romano di VIA LUIGI MARIA ARCONATI.


Per l’occasione abbiamo riaggiornato la lista delle emittenti FM sintonizzabili nella Capitale.
ADDIO A PAOLA MOTTA, GIORNALISTA DI SKY TG 24
Addio a Paola Motta, ci ha lasciato la nostra collega
Avrebbe compiuto 58 anni a giugno.
Era nata a Merano, in Alto Adige, dove aveva lavorato in un quotidiano locale prima di approdare nella nostra redazione.
Considerava importante approfondire, non solo raccontare. Non ha mai fatto sconti a nessuno nelle sue domande ai politici,
infatti, ma conosceva bene il valore della parola “rispetto”
Anche questa sfida l’ha affrontata da combattente, come tutte le altre.
Non ha vinto la battaglia contro un male impietoso e violento ma la guerra alla lunga l’ha vinta,
se lasciare una traccia importante nella vita significa qualcosa. E la collega Paola Motta, cronista politica di Sky TG24, questo l’ha fatto.
Se n’è andata nella riservatezza e circondata dall’affetto di chi le vuole bene ma sarà sempre per tutti una giornalista brava,
piena di coraggio e di rigore, che ha raccontato fenomeni anche complessi andando a cercare con cura le storie e il modo di spiegarle.
Paola era di Merano e mille volte sorridendo si è descritta con un carattere “asburgico”,
il che è perfettamente vero tanto quanto sono vere la sua estrema eleganza, la sua bellezza, la sua classe, la sua intelligenza caparbia.
Che l’ha portata anche a fare parte del Cdr di Sky TG24. Perché ci teneva in generale – nella vita e nel lavoro – a far funzionare bene le cose,
o almeno a provarci. A Sky TG24 fin dall’inizio, aveva una gran competenza in economia e – col suo bilinguismo –
ha più volte approfondito le questioni legate alla Germania, come le elezioni nel 2017,
come nei suoi speciali fatti percorrendo le strade di Berlino in Trabant.
Considerava importante approfondire, approfondire davvero e non solo raccontare.
Non ha mai fatto sconti a nessuno nelle sue domande ai politici, infatti, ma conosceva bene il valore della parola “rispetto”.
Uno dei suoi ultimi impegni è stato al Live In di Sky TG24 nel 2023, una brillante intervista all’allora ministro Fitto.
La politica per Paola Motta era quello che dovrebbe essere davvero:
qualcosa che ci riguarda tutti perché riguarda la cosa pubblica e la sua organizzazione,
ecco anche perché tanta attenzione ai giovani nei suoi “speciali”, ai ragazzi e alle loro visioni, alle loro speranze e alle loro idee.
Ragazzi come suo figlio Theo, che ha di che essere orgoglioso di sua madre che lo adorava e stimava immensamente.

PIEMONTE: PUBBLICATE LE LINEE GUIDA SNPA PER LA MISURA DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI GENERATI DAL 5G
Sono state in questi giorni pubblicate le linee guida, predisposte nell’ambito della rete tematica «Campi elettromagnetici»
(articolazione del Consiglio del Sistema Nazionale di Protezione Ambientale),
da un gruppo di lavoro nel quale hanno collaborato anche esperti di Arpa Piemonte.
La guida costituisce un importante riferimento per il sistema delle agenzie di protezione ambientale (SNPA),
in quanto detta i principi per la misura dei campi elettromagnetici generati da sistemi di nuova generazione,
ed in particolare dagli impianti 5G dotati di antenne attive (Massive MIMO),
ai fini di tutte le attività di controllo e monitoraggio dell’impatto di tali impianti sul territorio e sull’esposizione della popolazione.
Nella guida sono state illustrate le diverse metodologie utilizzabili a seconda della strumentazione a disposizione
e delle finalità specifiche della rilevazione, introducendo anche metodiche e strumenti innovativi
rispetto a quanto riportato negli standard nazionali ed internazionali,
a testimonianza dell’elevata professionalità e competenza scientifica raggiunta dal sistema delle Agenzie in Italia.
Arpa Piemonte ha curato specifici capitoli delle linee guida, e prosegue nelle attività di approfondimento
e di test in campo delle metodiche introdotte con le linee guida.
Proprio a tale scopo, il 17 marzo è stata organizzata una sessione di test di misura in campo di segnali 5G,
coinvolgendo anche Arpa Valle d’Aosta, per un confronto tra i risultati ottenuti con i vari strumenti e metodi a disposizione,
ricreando diverse condizioni di traffico della rete per riprodurre le condizioni di massima esposizione possibile.
FRIULI-VENEZIA GIULIA: IL PARROCO AUTORIZZA UN' ANTENNA 5G SUL SUO TERRENO, MA I CITTADINI SONO CONTRARI: «VENDUTA LA NOSTRA SALUTE»
La bagarre a Godia e Beivars. Tra autorizzazioni, leggi nazionali e preoccupazioni, il Comune di Udine apre a nuovi controlli
La sala parrocchiale di Godia si accende: l’antenna 5G recentemente installata in un campo di via Beorchia, tema su cui si dibatte da mesi,
provoca un’insolita bagarre, che coinvolge i cittadini, il parroco don Olivo Bottos, proprietario del terreno della discordia,
e l’amministrazione comunale, nelle figure degli assessori alla pianificazione territoriale Andrea Zini e all’ambiente Eleonora Meloni.
provoca un’insolita bagarre, che coinvolge i cittadini, il parroco don Olivo Bottos, proprietario del terreno della discordia,
e l’amministrazione comunale, nelle figure degli assessori alla pianificazione territoriale Andrea Zini e all’ambiente Eleonora Meloni.
L’affollatissimo consiglio di quartiere, presieduto da Mario Canciani, si apre con le spiegazioni del parroco, che prende parola tra i mugugni di molti presenti:
«Ho acquistato quel terreno, spazio fondamentale per la sagra annuale di Godia, nel 2021, perché la società immobiliare che ne era in possesso voleva liberarsene».
Un acquisto fatto a titolo personale – «la curia non si sobbarcava la spesa» – con l’aiuto di un prestito: «A maggio 2024 ho ricevuto la telefonata di una società,
che mi ha proposto di collocarci l’antenna, edificata dopo aver ottenuto l’autorizzazione dell’Arpa.
Con la cifra che ricevo dalla società, sto restituendo il prestito, per un terreno che così resterà ad uso del quartiere».
I concittadini, però, non apprezzano, accusando il parroco di non essersi consultato con loro prima di autorizzare la costruzione dell’antenna:
«Ha venduto la nostra salute per un guadagno personale» si sente gridare tra i partecipanti.
Al di là di antipatie e mal di pancia personali, il Comune tiene a specificare che «l’installazione e la gestione degli impianti di telefonia mobile
dipende da leggi nazionali e regionali». Tradotto: non si poteva fare niente per impedire la costruzione dell’antenna.
«Il nostro regolamento si limita a individuare le aree non idonee all’installazione – spiega Anna Spangher,
dirigente del servizio verde pubblico e impianti sportivi –, ma le rilevazioni per la tutela di salute e ambiente spettano all’Arpa,
che anche in questo caso ha dato parere positivo». Le emissioni, cioè, sarebbero sotto il livello di rischio:
«Le misurazioni effettuate costantemente sul territorio – precisano dal Comune –
mostrano che il campo elettromagnetico medio rilevato è inferiore a 1,5 V/m,
un valore abbondantemente al di sotto della soglia di attenzione fissata a 15 V/m dalla normativa nazionale».
Le spiegazioni, però, non sembrano calmare i cittadini, che chiedono al Comune «maggior trasparenza e più informazioni»:
in platea ci sono pure due legali, che spiegano di aver presentato a palazzo D’Aronco un’istanza di autotutela,
con cui chiedono di riconsiderare la legittimità dell’atto, perché – spiegano –
«il Comune è l’ente preposto a fare ulteriori verifiche e a tutelare la salute dei cittadini».
Sul punto, l’assessora competente, Eleonora Meloni, dopo aver ribadito che «l’amministrazione non si è sottratta al dialogo
e ha registrato le preoccupazioni emerse», apre: «Ci impegneremo a effettuare ulteriori approfondimenti e monitoraggi dell’esposizione elettromagnetica,
nell’interesse dei cittadini e per fugare ogni dubbio con i dati». Chiusa la seduta, ma non la questione: i cittadini restano in attesa di approfondire.
MARCHE: ANTENNA 5G A MONTEFIORE DELL' ASO (AP),
IL SINDACO CHIARISCE: "NESSUNA DECISIONE È STATA PRESA"
Nazzareno Ciarrocchi in una lettera indirizzata ai suoi concittadini preoccupati
La richiesta di installazione delle antenne 5G sta agitando le acque nei Comuni che le dovranno ospitare.
Quasi tutte le amministrazioni hanno avuto ed hanno ancora a che fare con la questione. Ultimi casi a Carassai e Monteprandone.
Ora tocca a Montefiore, dove il sindaco Nazzareno Ciarrocchi ha indirizzato una lettera ai concittadini, che potrebbe fare “scuola”,
come procedura, anche per altri Comuni.
“Preso atto della discussione in corso (fatto questo altamente positivo) circa l’ipotesi di installazione dell’antenna per il 5G
nel territorio del nostro Comune, discussione che però sembra partire da un’errata prospettazione della problematica,
ritengo doveroso precisare alla cittadinanza quanto segue – scriva il sindaco Ciarrocchi -.
Alcune società (Inwitt ed Illiad) hanno avanzato al nostro Comune formale richiesta di poter installare un’antenna per la rete 5G,
richiesta alla quale, l’Amministrazione comunale, per ora non ha dato seguito alcuno,
limitandosi a recepire quanti più dati possibili sugli aspetti tecnici e di impatto ambientale e riservandosi,
soprattutto, di sentire in proposito la cittadinanza.
Alcuni cittadini, assenti all’assemblea del 7 marzo scorso, hanno fatto interventi sui social molto spesso sbagliando modi e tempi
e soprattutto, tentando di attribuire all’Amministrazione una decisione che non è stata ancora presa.
Indiremo a breve una nuova assemblea pubblica con la partecipazione dei tecnici dell’ARPAM;
i rappresentanti della società che ha chiesto l’autorizzazione alla installazione;
un avvocato competente nello specifico settore, che ci dirà all’interno di quale quadro normativo ci si potrà muovere
in base alle decisioni che saranno prese.
A seguire ci sarà un Consiglio comunale “aperto” nel quale saranno prese le più opportune e condivise decisioni”.
SPAGNA: VIA LIBERA AL GRADUALE PASSAGGIO DEL DIGITALE TERRESTRE AL DVB-T2 ED ALL' UHD
Il Governo approva il nuovo Piano Tecnico Nazionale per la Televisione Digitale Terrestre
e le misure per favorirne l’evoluzione tecnologica
La misura consentirà di migliorare la qualità delle immagini delle trasmissioni e l’arrivo di un nuovo canale statale.
L’obiettivo è stabilire il quadro giuridico e tecnico per introdurre una nuova tecnologia nei servizi DTT in qualsiasi ambito territoriale
(statale, regionale e locale) che consenta l’uso diffuso di trasmissioni in ultra-alta definizione (UHD).
La nuova tecnologia di trasmissione (DVB-T2) consentirà ai cittadini di usufruire di una televisione digitale terrestre di qualità superiore
e consentirà ai fornitori DTT di competere tecnologicamente con altre piattaforme o servizi audiovisivi
che utilizzano altre reti di trasmissione, come la televisione satellitare o via Internet.
Il nuovo Piano Tecnico Nazionale garantisce la continuità dell’intera offerta attuale dei canali televisivi digitali terrestri a livello statale,
regionale e locale e apre la disponibilità di un nuovo canale.
Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto reale contenente il nuovo Piano tecnico nazionale per la televisione digitale terrestre (DTT)
e misure per promuoverne lo sviluppo tecnologico.
Lo standard stabilisce il quadro giuridico e tecnico per l’introduzione della tecnologia di trasmissione DVB-T2 nei servizi DTT
in qualsiasi ambito territoriale (statale, regionale e locale), consentendo l’uso diffuso di trasmissioni ad altissima definizione (UHD).
Dopo l’incorporazione dello standard ad alta definizione, conclusasi a febbraio 2024,
il presente Piano nazionale DTT promuove una nuova evoluzione tecnologica
che consentirà ai cittadini di fruire di trasmissioni con la migliore qualità e ai fornitori DTT
di competere tecnologicamente con altre piattaforme o servizi audiovisivi che utilizzano altre reti di trasmissione,
come la televisione satellitare o via Internet.
La tecnologia DVB-T2, la stessa utilizzata dalla maggior parte delle emittenti radiotelevisive degli Stati membri dell’Unione Europea,
aumenta notevolmente la capacità di ciascun multiplex digitale e consente quindi un utilizzo più efficiente dello spettro radio.
Per quanto riguarda gli attuali canali DTT, il nuovo Piano Tecnico Nazionale DTT mantiene le stesse reti televisive digitali terrestri
(multiplex digitali) e le stesse disconnessioni territoriali presenti nel precedente Piano Tecnico,
pertanto nessuno degli attuali canali DTT andrà perso.
Il processo messo in atto per attuare questa evoluzione tecnologica prevede la ridistribuzione
dell’organizzazione dei canali televisivi nazionali tra i diversi multiplex digitali.
In questo modo si libera parte della capacità di uno dei multiplex digitali per un nuovo canale nazionale,
la cui licenza sarà presto messa a gara. Ciò amplierà l’offerta dei canali DTT.
L’evoluzione tecnologica in due fasi
Il processo si svolgerà in due fasi. Nel primo caso, l’obiettivo è promuovere l’implementazione della tecnologia
e far sì che i cittadini inizino a ricevere regolarmente i canali DTT nazionali in qualità UHD.
Questi canali UHD trasmetteranno contemporaneamente contenuti già trasmessi su altri canali,
così i cittadini non perderanno nessun canale o contenuto.
Inoltre, durante questa fase iniziale, la flotta di ricevitori TV sarà adattata per ricevere la tecnologia di trasmissione DVB-T2 e le trasmissioni in qualità UHD.
Una volta che la flotta di ricevitori per la televisione digitale terrestre sarà sufficientemente adattata, avrà inizio la Fase 2,
che comporterà l’implementazione globale della tecnologia DVB-T2 e della qualità UHD in tutti i servizi DTT,
sia a livello nazionale, regionale e locale.
Per garantire questo adattamento progressivo del parco ricevitori, il nuovo Piano Nazionale stabilisce date specifiche
dopo le quali i ricevitori che non ricevono trasmissioni conformi a questi standard tecnici non potranno più essere venduti in Spagna,
impedendo così ai cittadini di acquistare apparecchiature non adeguate ai nuovi requisiti tecnici.
Regio decreto 250/2025, del 25 marzo, che approva il Piano tecnico nazionale per la televisione digitale terrestre
e regola alcune misure per promuovere l’evoluzione tecnologica della televisione digitale terrestre
Con la presente si approva il Piano Tecnico Nazionale della Televisione Digitale Terrestre,
inserito di seguito nel presente Regio Decreto (Piano Tecnico DTT).
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla modernizzazione della televisione digitale terrestre (DTT) in Spagna.
Con l’aggiunta della tecnologia DVB-T2, la qualità della trasmissione sarà migliorata grazie all’Ultra High Definition (UHD)
e sarà garantita la continuità di tutti i canali attuali.
Qualità dell’immagine e del suono superiore
Competitività con altre piattaforme digitali
Nuove opportunità con la creazione di un canale aggiuntivo
L’implementazione avverrà in due fasi, garantendo una transizione e un adattamento graduali del parco ricevitori TV.
Ottime notizie per il settore audiovisivo e per gli spettatori.
SPAGNA: IL GOVERNO PREVEDE DI INDIRE UNA GARA D' APPALTO PER UN NUOVO CANALE TELEVISIVO PRIMA DI LUGLIO
Dopo la gara d’appalto avrà inizio la procedura di aggiudicazione, che durerà circa sei mesi.
Questo nuovo canale è il risultato della ridistribuzione dello spazio delle radiofrequenze
in seguito alla liberazione dovuta al passaggio all’ultra-alta definizione.
Il governo prevede di mettere a gara il nuovo canale televisivo in chiaro prima di luglio,
secondo un annuncio fatto giovedì dal ministro della Trasformazione digitale e del Servizio pubblico, Óscar López,
che ha escluso di sollecitare Telefónica a partecipare a questa gara.
Nel corso di una colazione organizzata da Europa Press, il ministro ha affermato che l’assegnazione del nuovo canale televisivo in chiaro
avverrà entro tre mesi dall’approvazione (la scorsa settimana) del nuovo Piano tecnico nazionale per la televisione digitale terrestre (DTT).
Una volta indetta la gara per questo nuovo canale, avrà inizio la procedura di aggiudicazione, che durerà circa sei mesi.
Si prevede quindi che questo canale verrà assegnato in autunno o inverno.
Durante la colazione, è stato chiesto al ministro se fosse possibile sollecitare Telefónica a partecipare alla gara per questo canale televisivo,
dato che la Società di Partecipazione Industriale Statale (SEPI) possiede il 10% della società, e lui ha escluso questa possibilità.
Questo nuovo canale è il risultato della ridistribuzione dello spazio di trasmissione
conseguente al passaggio della televisione dall’alta definizione all’altissima definizione.
“La legge stabilisce che non può esserci spazio libero per le frequenze radio
e che il governo è obbligato a indire un concorso per ridistribuirlo”, ha affermato López.
e che il governo è obbligato a indire un concorso per ridistribuirlo”, ha affermato López.
Ha sottolineato il consenso raggiunto con “l’intero settore audiovisivo” nell’elaborazione di questo piano tecnico
e ha affermato che c’è una scadenza di tre mesi per annunciare il concorso.
“Vi chiameremo entro questo periodo; ci sarà un concorso normale, come c’è sempre stato”, ha detto il ministro.
GIORNATA STORICA PER MEDIASET, VENDUTA LA SEDE DI COLOGNO MONZESE
Da Generali a Banca Finint, i palazzi storici cambiano proprietà
Il quartier generale di Mediaset a Cologno Monzese, situato alle porte di Milano,
ha cambiato proprietà con un’operazione immobiliare da 52 milioni di euro, conclusa il 20 marzo.
Due dei tre grandi palazzi di viale Europa, cuore della direzione e della produzione televisiva del gruppo,
sono passati da Generali Real Estate a Cologno SPV,
una società di cartolarizzazione costituita dalla veneta Banca Finint per conto di investitori.
Mediaset, che non ha mai posseduto questi edifici ma li ha sempre utilizzati in affitto, continuerà a occuparli come locataria,
mentre la gestione del complesso, inclusa la riscossione dei canoni, è stata affidata a Ecodomus,
una società romana controllata da Mirella Viviana Arbib e amministrata dall’imprenditore immobiliare Angelo Anav.
I dettagli dell’operazione immobiliare
L’operazione è stata perfezionata con il rogito del notaio milanese Alessandro Andreatini,
dopo un preliminare siglato a novembre con un acconto di 5,2 milioni di euro.
Il saldo di 46,8 milioni è stato versato a marzo, trasferito da un conto di Banca Finint a uno di State Street Bank International.
La compravendita ha generato commissioni di mediazione per 565.868 euro, equamente divise tra Cbre, che ha rappresentato Generali,
e C&W (Uk) del gruppo Cushman & Wakefield, per conto di Cologno SPV.
Inoltre, sono state cancellate preesistenti ipoteche di diverse banche, tra cui Bank of China, per completare il passaggio di proprietà.
Il ruolo di Anav e Arbib nell’acquisto
Secondo alcune ricostruzioni, dietro Cologno SPV ci sarebbe Angelo Anav come principale investitore, supportato da Banca Mps.
La gestione del complesso è stata affidata a Ecodomus, società di Mirella Viviana Arbib, 79 anni,
la cui famiglia controlla la banca privata svizzera Cbh-Compagnie Bancaire Helvétique,
con 16 miliardi di franchi di asset in gestione e 36 milioni di utile netto nel 2024.
Una società paritetica di Anav e Arbib, Finma 6, aveva siglato il preliminare con Generali a novembre,
riservandosi di nominare Cologno SPV come acquirente finale,
rafforzando l’ipotesi che i due siano i veri investitori dietro l’operazione.
La storia dei palazzi di Cologno Monzese
I palazzi di viale Europa sono un simbolo della televisione italiana, scelti da Silvio Berlusconi nel 1982 per trasferire le attività delle sue reti.
Quell’anno, Mike Bongiorno lanciava Superflash nei nuovi studi di Canale 5-Videotime, segnando l’inizio di un’era.
Da allora, questi edifici hanno ospitato programmi come La ruota della fortuna, Casa Vianello, L’isola dei famosi, Passaparola,
Scherzi a parte e molti altri. Originariamente parte dell’area Icet-De Paolis, un polo creato per rivaleggiare con Cinecittà,
i palazzi sono diventati il centro nevralgico di Mediaset, oggi MediaForEurope-Mfe,
con sede legale ad Amsterdam dal 2021 ma uffici principali ancora a Cologno.
Mediaset tra affitto e proprietà
Mediaset non ha mai posseduto i due palazzi venduti, che dal 2001 erano nell’orbita di Generali,
inizialmente intestati ad Assitalia e poi apportati nel 2006 al fondo Scarlatti, gestito da Generali Real Estate sgr.
La rendita catastale dei due edifici è di oltre 800 mila euro, ma il costo dell’affitto pagato da Rti-Reti Televisive Italiane,
titolare dei contratti di locazione, non è noto.
La torre Mediaset e il palazzo al civico 48, che ospitano uffici di presidenza, direzione, ceo, cfo, marketing e comunicazione,
sono invece di proprietà del gruppo e non sono stati coinvolti nella compravendita.
Il futuro dei palazzi con Cologno SPV
Cologno SPV realizzerà un’operazione di cartolarizzazione immobiliare ai sensi dell’articolo 7.2 della legge sulla cartolarizzazione,
finanziata da Banca Mps e attraverso l’emissione di titoli acquistabili da investitori istituzionali.
Il rimborso sarà garantito dal flusso di cassa derivante dalla gestione degli immobili, come i canoni di locazione.
Banca Finint agirà come “servicer”, incaricata della riscossione dei crediti.
Nel 2001, quando il complesso passò all’interno del gruppo Generali, era stato valorizzato 46,7 milioni di euro,
un valore leggermente inferiore a quello attuale.

HBBTV IN OLTRE 100 MILIONI DI FAMIGLIE IN EUROPA
In base alle stime della società multinazionale francese di ricerche di mercato Dataxis,
la tecnologia HbbTv ha registrato una crescente adozione da parte del mercato, a partire dalla sua introduzione nel 2010,
ed è prossimo il traguardo di copertura del 50% del mercato europeo dei nuclei familiari.
Lo standard televisivo digitale HbbTv è stato sviluppato per facilitare l’accesso ai contenuti televisivi,
integrando la tv tradizionale lineare con servizi interattivi, rendendo così possibile la distribuzione di contenuti ibridi
e, nel complesso, una migliore accessibilità al mezzo.
Oltre i 100
Oggi il numero di famiglie in tutta Europa (escludendo Russia e Turchia) dotate di almeno un televisore che supporta la tecnologia HbbTv
ha superato la soglia dei 100 milioni e la società di ricerche prevede che raggiungerà i 108 milioni entro la fine di quest’anno.
I dati del 2020 mostravano che il 25,9% di 231 milioni di famiglie totali in tutto il continente europeo
aveva un apparecchio Tv conforme alla tecnologia HbbTv, e per fine 2024 tale dato era aumentato al 41,3%,
su un totale di 236 milioni di famiglie.
Dataxis prevede che ci saranno ulteriori incrementi, con una penetrazione sino al 45,8% per fine 2025
e che per fine 2026 sarà raggiunta la soglia del 50%.

LA PIMPA COMPIE 50 ANNI
La Pimpa compie 50 anni: Aquileia partner degli eventi
Inaugurata a Bologna la mostra per la speciale ricorrenza. Chiuderà il 24 maggio.
Altan aquileiese di adozione: i festeggiamenti faranno tappa anche nella città romana friulana
La Pimpa festeggia un compleanno davvero speciale: i 50 anni di una cagnolina che ha sempre cinque anni.
A Bologna sono iniziati i festeggiamenti che faranno tappa anche ad Aquileia, di cui la Fondazione e il Comune friulani sono partner.
Dal 30 marzo al 24 maggio la Biblioteca Salaborsa di Bologna si trasformerà in un mondo a pois con la mostra “Buon compleanno Pimpa”,
all’interno della rassegna Boom! Crescere nei libri.
L’appuntamento clou, domenica 30 marzo, con l’inaugurazione della mostra preceduta da un incontro magico tra Francesco Tullio Altan,
il papà che l’ha inventata, e il fumettista Ratigher, moderato dai saluti istituzionali di Matteo Lepore, sindaco di Bologna,
di Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia e vicepresidente della Fondazione Aquileia e di Maria Teresa Panini,
erede della storica casa editrice che ha reso Pimpa un’icona.
La mostra è un viaggio nel tempo: dalle prime strisce pubblicate sul Corriere dei Piccoli nel 1975 alle ultime avventure,
passando per laboratori dove i bambini potranno disegnare, giocare e immaginare mondi nuovi.
Perché Pimpa, in fondo, non è solo un personaggio:
è un’amica che ha insegnato a generazioni intere a guardare il mondo con occhi leggeri, pronti a stupirsi.
La Pimpa nasce nel 1975, in quell’anno Altan, aquileiese di adozione, ha una figlia piccola, Chicca,
che sta imparando a guardare le figure e a scoprire le parole.
Altan, che di mestiere fa il disegnatore, immagina per lei personaggi e avventure.
Un giorno Chicca gli chiede di disegnare un cane e lui inventa la Pimpa.
La Pimpa è una cagnolina dalle lunghe orecchie con un manto bianco a buffi pallini rossi.
Con la lingua sempre a penzoloni, questa simpatica cagnetta ha una particolarità che la distingue da tutti i suoi simili:
sa parlare e si esprime proprio come una bambina.
Intraprendente e curiosa, la Pimpa è circondata da animali parlanti e oggetti animati con i quali interagisce in modo buffo e divertente.
La Pimpa vive fuori città, nella casetta dell’Armando, un signore dalla carnagione gialla, il naso lungo e i baffoni,
che veste una grossa cravatta rosa ed una bombetta verde.
Buono ed accomodante, Armando si comporta come fosse il suo papà.
Il primo incontro fra i due avviene in un bosco: Armando è in cerca di fragole e scorge i grandi pallini della Pimpa.
Scopre che la cagnolina sa parlare, è curiosa, simpatica ed affettuosa.
Allora la porta a casa con sé e le mette a disposizione una stanza con un grande letto ed una bella trapunta colorata.