Domenica 26 gennaio 2025

TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA.

A cura di Salvatore Cambria

Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.

AGGIORNATO L' ELENCO DELLE EMITTENTI CHE FANNO PARTE DEI CIRCUITI 7GOLD E NETWEEK

Iniziamo parlando del digitale terrestre.
Cliccando sulle 2 icone qui sopra, presenti anche nella nostra home page, adesso è possibile consultare l’elenco aggiornato dei canali
che ripetono parzialmente o interamente i circuiti 7 GOLD e NETWEEK.

CALABRIA IN DIGITALE: AGGIORNATA LA COMPOSIZIONE DEI MUX LOCALE 2 E 3

Ci spostiamo in Calabria per segnalare che nei Mux LOCALE 2 e Mux LOCALE 3
sono stati reinseriti TURISMO TV (LCN 90), in MPEG-4 H.264 ed in definizione standard,
e l’all-news ADN 24 sulla LCN 113 identificata ADN 24 ITALIA e trasmessa in H.264 HD con la risoluzione video 1920×1080.
È stata riattivata, in H.264 ed in alta definizione con la risoluzione video 1920×1080,
la programmazione di BUSINESS CHANNEL, sintonizzabile sulla LCN 187 nel Mux LOCALE 2
e senza numerazione automatica nel Mux LOCALE 3.
Infine, solamente nel Mux LOCALE 2, è stata reinserita la religiosa Tele Radio Speranza di Vibo Valentia
sulla LCN 95 identificata TELE SPERANZA e nella modalità video MPEG-4 H.264 ed in definizione standard.
Al momento trasmette un monoscopio con le barre colore.
Inoltre ESSE TV (LCN 98) di Lamezia Terme (CZ) ha attivato l’alta definizione con l’insolita risoluzione video 968×1080.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa dei multiplex, cliccate sui banner qui sopra.

RADIO DAB: CAMBI DI FREQUENZA IN CORSO PER IL MUX DAB+ RAI, NUOVE ATTIVAZIONI PER IL MUX DAB ITALIA

Occupiamoci ora della Radio DAB.
Il Mux DAB+ RAI ha sostituito definitivamente il blocco 12B con il Canale 8B sia in Valle d’Aosta,
sia dalle postazioni piemontesi di BRICCO DELL’OLIO ad Alessandria ed EREMO – MONTE CAPRA a Torino.
Per l’occasione abbiamo aggiornato l’elenco dei bouquet radiofonici digitali sintonizzabili nelle 2 località subalpine.
Negli ultimi giorni il Mux DAB ITALIA ha attivato i Canali 7D dalla postazione siciliana di MONTE SAN MARTINO a Capo d’Orlando (ME)
e 10D da quella campana di VILLA PIZZOLANO – VIA CARUSO a Fisciano (SA).
Alla luce delle ultime novità, abbiamo riaggiornato la griglia con l’elenco di tutte le postazioni
dei bouquet radiofonici nazionali Mux DAB ITALIA e Mux DAB+ RAI.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione dei multiplex, cliccate sui banner qui sopra.

RADIO DAB: ATTIVATO IL MUX ADRIA DAB (MARCHE) DA PESARO

Ci spostiamo nelle Marche per segnalare l’accensione del Mux ADRIA DAB (MARCHE)
sul Canale 10B dal ripetitore di VIA ABRAMO LINCOLN a Pesaro (PU).
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
MARCHE
Canale 10B (211,648 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte Conero – MassignanoAnconaAN
Via Abramo LincolnPesaroPU

RADIO DAB: NUOVA ATTIVAZIONE PER IL MUX MEDIA DAB (LAZIO) IN PROVINCIA DI ROMA

Restiamo nell’Italia centrale per comunicare che, dallo scorso martedì 21 gennaio,
il Mux MEDIA DAB (LAZIO) ha acceso la postazione di MONTE SECCO – LA PILARA a Velletri (RM) sul Canale 12A.
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

LAZIO
Canale 12A (223,936 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte Favone – Viale Quattro NovembreSantopadreFR
Monte Trevi – La ForestaSezzeLT
Monte Cavo – CostarelleRocca di PapaRM
Monte Mario – Via CadloloRomaRM
Monte Secco – La PilaraVelletriRM

RADIO DAB - MUX MEDIA DAB (SICILIA): ARRIVA RADIO SUBASIO, ELIMINATA RADIO ENERGY NELLA VERSIONE "B"

Scendiamo in Sicilia, dove segnaliamo il recente inserimento di RADIO SUBASIO, denominata SUBASIO e con sede ad Assisi (PG),
nelle 2 composizioni locali del Mux MEDIA DAB.

SICILIA
Canale 8D (201,072 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte CammarataSan Giovanni GeminiAG

Postazione di MONTE CAMMARATA a San Giovanni Gemini (AG)

Inoltre, nella versione (B) del Mux MEDIA DAB è stata tolta la torinese Radio Energy che era identificata #ENERGY.

SICILIA
Canale 9B (204,640 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Contrada Carminello – Via Michele ScammaccaValverdeCT
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RADIO DAB - MUX GO DAB (SICILIA): INSERITE RADIO AMICA E RADIO SUBASIO

Rimaniamo in Sicilia per segnalare che nel Mux GO DAB sono state aggiunte RADIO AMICA di Partinico (PA) e RADIO SUBASIO,
identificate rispettivamente RADIO AMICA DAB e SUBASIO.
Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
SICILIA
Canale 10C (213,360 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte PellegrinoPalermoPA

RADIO FM: NUOVA ACCENSIONE PER RADIO STELLA FM IN PROVINCIA DI TREVISO

Per quanto riguarda la radio FM, l’emittente RADIO STELLA FM, con sede a Trissino (VI), ha adottato un nuovo logo
ed ha iniziato a trasmettere dalla postazione di STRADA FRASCADA – PIANEZZE DI VALDOBBIADENE a Valdobbiadene (TV)
  sui 97.5 MHz, occupati in precedenza dalla trevigiana RADIO VENETO UNO.

A sinistra il logo nuovo, a destra quello precedentemente utilizzato.

AERANTI-CORALLO CHIEDE NUOVE FREQUENZE PER IL DAB+ LOCALE

Necessarie ulteriori frequenze per le trasmissioni radiofoniche digitali terrestri dab+ dell’emittenza radiofonica locale.
Per dare soluzione al problema occorre destinare alla radiofonia locale le frequenze di banda III pianificate per il mux televisivo n. 12 non utilizzate
 
Come noto, le attuali frequenze per le trasmissioni radiofoniche digitali terrestri dab+ sono insufficienti per il comparto radiofonico locale.
Aeranti-Corallo chiede pertanto che Mimit e Agcom, per quanto di rispettiva competenza, diano rapida soluzione a tale criticità,
destinando alla radiofonia locale le frequenze della banda III a suo tempo pianificate (delibera Agcom n. 39/19/CONS) per il mux televisivo n. 12, ma non utilizzate.
Infatti, qualora il PNAF-DAB venisse integrato con tali frequenze, si eviterebbero i beauty contest nelle regioni
dove le attuali dotazioni frequenziali sono insufficienti rispetto alle manifestazioni di interesse pervenute da parte delle società consortili
che intendono svolgere l’attività di operatore di rete locale.
Sarebbe, inoltre, possibile risolvere ulteriori criticità tecniche relative alle reti dell’emittenza locale.
Solo in questo modo si potrà dare effettiva attuazione alla normativa di settore,
secondo la quale il dab deve svilupparsi come naturale evoluzione del sistema analogico.
Come risulta da un recente studio di Aeranti-Corallo, le radio locali danno occupazione a oltre 2.000 dipendenti
e hanno ricavi pubblicitari di oltre 130 milioni di euro, pari a circa un terzo del totale del settore.
È, pertanto, impensabile che l’avvio delle trasmissioni dab+ possa costituire motivo di ridimensionamento del comparto dell’emittenza locale
anziché di ulteriore sviluppo.
 

AGCOM: TRA I DIVERSI TEMI DA AFFRONTARE IL POSSIBILE RICICLO
DELLE FREQUENZE DESTINATE IN PRECEDENZA AL MUX NAZIONALE N.12

All’ordine del giorno del prossimo Consiglio Agcom l’avvio del procedimento per l’aggiornamento del quadro regolamentare
in materia di spettro radio ad uso televisivo e radiofonico digitale
ai fini della ridestinazione delle frequenze attualmente pianificate per la Rete nazionale televisiva n. 12
 
Con tale ridestinazione sarebbe possibile dare soluzione a numerose criticità delle trasmissioni radiofoniche e televisive digitali locali
 
L’ Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha inserito nell’ordine del giorno della prossima riunione di Consiglio,
prevista per il 22 gennaio 2025, tra l’altro, l’Avvio del procedimento per l’aggiornamento del quadro regolamentare
in materia di spettro radio ad uso televisivo e radiofonico digitale
ai fini della ridestinazione delle frequenze attualmente pianificate per la Rete nazionale televisiva n. 12 (prima fase).
Al riguardo, si evidenzia che le attuali frequenze per le trasmissioni radiofoniche digitali terrestri dab+ sono insufficienti per il comparto radiofonico locale
e, come ripetutamente sottolineato da Aeranti-Corallo, tale criticità potrebbe essere superata destinando alla radiofonia locale
le frequenze VHF della banda III a suo tempo pianificate (delibera Agcom n. 39/19/CONS) per il mux televisivo n. 12, ma non utilizzate.
Infatti, qualora il PNAF-DAB venisse integrato con tali frequenze di banda III, si potrebbero evitare i beauty contest nelle regioni
dove le attuali dotazioni frequenziali sono insufficienti rispetto alle manifestazioni di interesse pervenute da parte delle società consortili
che intendono svolgere l’attività di operatore di rete locale.
Sarebbe, inoltre, possibile risolvere ulteriori criticità tecniche relative alle reti dab+ dell’emittenza radiofonica locale.
Ricordiamo, altresì, che il mux televisivo n. 12, oltre a essere formato da frequenze VHF in banda III
(che la legge destina prioritariamente alla radiofonia) comprende anche frequenze UHF in banda IV, destinate all’impiego televisivo.
Sarebbe, pertanto, auspicabile che la ripianificazione di tali frequenze UHF in banda IV favorisca anche la risoluzione
di alcune problematiche trasmissive degli operatori di rete televisivi locali.
 

EMILIA-ROMAGNA: SUCCESSO DI TVQUI,
NEL 2024 ANCORA PRIMA PER ASCOLTI MEDI AL MINUTO

È con grande soddisfazione che la nostra emittente è lieta di informarvi che, sulla base dei dati Auditel 2024,
TVQUI risulta essere per il secondo anno consecutivo la prima emittente in Regione per ascolti medi.
 
Come i telespettatori sanno, il livello di gradimento delle emittenti televisive è certificato dalle rilevazioni Auditel che attestano i dati di ascolto.
Ed è con grande piacere che siamo lieti di informarvi che sulla base dei dati Auditel Tvqui si conferma anche per il 2024, come già per il 2023,
la prima emittente in regione per ascolti medi. L’ascolto medio al minuto è il numero dei telespettatori che ogni minuto dell’intera giornata
seguono i programmi televisivi di una emittente. E i dati AUDITEL 2024 appena usciti certificano che TVQUI è seguita,
con ascolti medi al minuto da 2.670 telespettatori. Un dato veramente esaltante se si considera comparativamente con il dato di TRC
che si attesta a 1.200 ascoltatori medi al minuto. Questa dato ci onora e non può certamente venire scalfito dal dato reso noto dalla stessa TRC,
che si elegge come la emittente più seguita nei mesi di novembre e dicembre 2024 per contatti netti.
Gli ascolti medi di TVQUI nel mese di novembre e di dicembre 2024 per l’intera giornata sono stati rispettivamente di 4.271 telespettatori
(a novembre) e 4.590 telespettatori (a dicembre). Quelli di TRC di 1.367 telespettatori a novembre e di 1.213 a dicembre.
Così come la fascia dell’informazione porta TVQUI ad ascolti medi al minuto a novembre di 7.966 telespettatori e a dicembre di 7.736.
Mentre TRC a novembre è seguita da 4.296 telespettatori e a dicembre si ferma a 3.684 telespettatori.
Ascolto medio a cui lo stesso Ministero nello stilare le graduatorie annuali per i contributi attribuisce un peso decisamente maggiore.
E su questi dati che sono una certezza non esiste paragone tra TVQUI e TRC
nonostante la nostra emittente abbia una storicità di appena 14 anni a fronte di quella ormai cinquantennale di TRC.
E allora cosa dire, innanzitutto grazie a voi telespettatori che ogni giorno ci seguite e offrite questo gradimento.
Grazie a tutti i nostri giornalisti, ai collaboratori, ai tecnici e grazie al nostro editore che nel lasciarci liberi da ogni condizionamento
ci consente di fare una televisione seria, obiettiva ed imparziale, ciò che oggi il pubblico maggiormente apprezza.
 
AL SEGUENTE LINK TUTTI I DATI AUDITEL: www.auditel.it/ascolti
 
Ricordiamo che attualmente la modenese TvQui HD trasmette sempre in alta definizione con la risoluzione video 960×1080
e con la LCN 17 nel Mux LOCALE 1.

SICILIA: SEQUESTRATI BENI PER 3,4 MILIONI DI € ALLA TELEVISIONE LOCALE TELERENT

Un sequestro da 3,4 milioni di euro alla televisione locale siciliana Telerent.
Si tratta di un sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie emesso dal giudice per le indagini preliminari (gip) di Palermo
ed eseguito dalla guardia di finanza nei confronti della tv locale TeleRent e del suo legale rappresentante.
Le indagini riguardano i contributi pubblici del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione,
concessi dal ministero delle Imprese e del made in Italy all’emittente televisiva locale dal 2016 al 2023.
La presunta frode avrebbe consentito di ottenere indebitamente contributi pubblici per oltre 4,1 milioni di euro,
di cui 3,4 milioni di euro già erogati e ora sequestrati.
Secondo chi indaga, sarebbero stati falsati i dati di uno dei requisiti fondamentali per l’ottenimento dei contributi,
per esempio il numero di lavoratori – compresi i giornalisti – «effettivamente applicati nell’attività di fornitura di servizi media audiovisivi»,
si legge nel provvedimento. Sarebbe emerso che diversi dipendenti – tra cui alcuni familiari del legale rappresentante –
sarebbero stati assunti in modo surrettizio, al solo scopo di poter accedere alle contribuzioni pubbliche,
senza in realtà prestare alcuna attività lavorativa nell’ambito dell’emittente oppure svolgendo prestazioni saltuarie e del tutto marginali.
 

FRANCIA: IL NUOVO CANALE CHE SBARCHERÀ SULLA LCN 18 DEL DTT
SI CHIAMERÀ "T18", SVELATA LA SUA PROGRAMMAZIONE

Il canale di Daniel Kretinsky debutterà sulla TNT il 6 giugno e si chiamerà T18.
In programma documentari, intrattenimento, spettacoli dal vivo, dibattiti e riviste.
 
Oltre all’annuncio della nuova numerazione del DTT, uno dei due nuovi canali, quello del gruppo CMI,
ha rivelato le sue ambizioni tra le righe di Le Figaro. Dopo essere stato annunciato con il nome provvisorio di Réels TV,
poi ribattezzato brevemente CMI TV, il canale si chiamerà T18, un nome che vuole essere semplice, distintivo e facile da ricordare.
Come previsto, occuperà il canale 18 della TNT dal 6 giugno, data in cui verrà lanciata la nuova numerazione.
Gulli, che attualmente occupa questa posizione, si sposterà al canale 12.
“Abbiamo scelto la semplicità. Il canale si chiamerà T18. T sta per televisione, perché crediamo in questo mezzo.
E 18, perché questa è la nostra numerazione sulla TNT», spiega Cristoforo Baldelli, presidente del canale.
Con un budget annuo stimato in 30 milioni di euro, T18 intende attirare un vasto pubblico grazie a un’offerta editoriale
focalizzata sulle sue esigenze di standard elevati e diversità, pur rimanendo fedele a un tono accessibile.
Il canale si baserà su tre pilastri principali. In primo luogo, i documentari con cui ogni anno verranno trasmesse almeno 3.000 ore di nuovi contenuti,
che copriranno temi diversi come storia, geopolitica, cultura, scienza e argomenti sociali.
Secondo tema, intrattenimento e spettacoli dal vivo, T18 metterà in risalto 20 film d’essai e proporrà 25 registrazioni di spettacoli
nella prima parte della serata. Infine, dibattiti e riviste avranno una parte importante nel palinsesto,
un programma di dibattiti giornalieri durante la settimana arricchirà l’offerta, così come un incontro settimanale dedicato alla cultura e alla letteratura.
Il set sarà completato da 1.000 ore di riviste sociali e di informazione all’anno, per un totale impressionante di 1.260 ore di contenuti inediti.
 

FRANCIA: CLAMOROSA AGGRESSIONE SFIORATA IN DIRETTA AL CONDUTTORE CYRIL HANOUNA SU C8

Attimi di panico durante il programma “Touche pas à mon poste” sul canale tv francese C8:
un uomo piomba in studio attaccando il conduttore.
 
Usciamo dai nostri confini per andare in Francia.
Un vero colpo di scena è quello vissuto dal conduttore Cyril Hanouna (molto popolare da quelle parti) nel programma Touche pas à mon poste,
versione francese del programma che fu “Sbandati” in seconda serata su Rai 2 con Gigi e Ross, in onda sulla rete televisiva francese C8.
Un uomo ha fatto irruzione durante la diretta del programma, apparentemente cercando di attaccare il conduttore.
Il fuori programma, avvenuto poco dopo le 20 mentre si discuteva del recente insediamento di Donald Trump e dei rapporti con Elon Musk,
è stato rapidamente messo sotto controllo grazie all’intervento fulmineo del servizio di sicurezza
che ha placcato l’uomo dopo aver scavalcato l’area delle telecamere.
Cyril Hanouna, sorpreso, per qualche istante ha avuto i riflessi pronti per farsi da parte, ma vedendo l’uomo fiondarsi quasi addosso,
pare proprio che a sua volta volesse rispondere per le rime all’aggressore.
Attorno all’attacco sfiorato, gli ospiti seduti ai banconi posti al centro studio sono stati spettatori della scena
e i microfoni aperti hanno registrato letteralmente tutte le reazioni di comprensibile spavento.
 
L’importanza del servizio di sicurezza negli studi televisivi
La regia non ha potuto evitare di inquadrare il fatto, salvo poi spostare le immagini su uno degli opinionisti che, incredulo,
commentava quanto successo ad un palmo di naso. Il servizio di sicurezza è stato encomiabile,
ha evitato che la situazione degenerasse nel giro di 3 secondi. “Sono incredibilmente veloci, ragazzi”, ha detto il padrone di casa,
grato al personale. “Dopo vorrei parlare con lui, con il piccolo. Non so cosa volesse…”, ha detto.
“Non doveva farlo! Posso reagire molto male!”
Poco dopo, recuperata la tranquillità in studio Hanouna ha voluto inviare un messaggio fermo su questo tipo di comportamento:
“Odio tutto questo! Non dovrebbe farlo, perché lui si mette in pericolo facendo questo”.
Il conduttore ha anche evidenziato le potenziali conseguenze di questo tipo di atto: “È stupido perché finisce a terra,
ci saranno denunce dietro, ci saranno un sacco di storie con la polizia, è stupido farlo. Si perde tempo! Non è possibile”.
E aggiunge, a conferma della reazione pronta da parte sua: “Per di più, posso reagire molto male. Volevo colpirlo!”
L’incidente, le cui motivazioni rimangono per il momento sconosciute,
ricorda l’importanza delle misure di sicurezza nelle trasmissioni in diretta.
 

SLOVENIA: NUOVE DIFFICOLTÀ PER RADIO E TV CAPODISTRIA

Programmi italiani di RTV Capodistria: “Stanchi di salvare il salvabile”
 
La difficile situazione in cui si trovano, ancora una volta, i programmi radiofonici e televisivi per la Comunità nazionale italiana
al centro di una riunione del collettivo.
 
Informati sulla pianificazione 2025 e sulle costanti pressioni e minacce di tagli
si è presa visione della nuova idea di finanziamento garantito in toto dal governo,
ma con le emittenti capodistriane sempre incluse nel sistema pubblico.
“Stabilità finanziaria e autonomia”, i termini più frequenti sentiti nel corso della riunione che è stata aperta da Alberto Scheriani,
presidente del Comitato dei programmi per la CNI che ha esordito riassumendo le decisioni della seduta di mercoledì del Consiglio di RTV Slovenia.
“Ci sono state garantite le risorse del 2024 ma le difficoltà e gli ostacoli sono stati numerosi e più rilevanti del solito”,
ha detto riferendosi ai tagli dei finanziamenti per la copertura degli eventi in Croazia proposti dall’amministrazione dell’ente e omessi in sede di Consiglio.
“Siamo stanchi di salvare il salvabile”, ha detto ancora Scheriani ribadendo la necessità di fare chiarezza sulle risorse che il governo –
per tramite dell’Ufficio nazionalità – convoglia a RTV Slovenia ma che non arrivano ai nostri programmi.
“30 milioni di euro in tre anni”, ha precisato David Runco responsabile di Radio e TV Capodistria che ha definito “assurde” le penalizzazioni alle quali siamo sottoposti.
“Poiché l’amministrazione di RTV Slovenia prevede una ristrutturazione dell’ente con tutta una serie di attività
volte all’ottimizzazione dei costi e delle spese di tutti i comparti, anche noi dobbiamo capire cosa comporta questa riorganizzazione
e quantificare il limite minimo per il nostro funzionamento”, ha spiegato Andrea Bartole
che rappresenta i programmi italiani in seno al Consiglio di RTV Slovenia.
Tutti concordi sulla necessità di richiedere maggiore sostegno al governo che è il garante del rispetto e dell’attuazione dei diritti della CNI.
“Si è riusciti ad arginare il peggio ma la situazione va risolta alla radice”, ha affermato Damian Fischer,
rappresentante dei dipendenti nel Comitato di programma, che ha convocato la riunione e che così riassume le conclusioni:
“La strada che si va delineando è quella di un finanziamento stabile che, per tramite di una particolare legge, garantisca fondi del bilancio statale”.
Va rilevato che in questo contesto ci sono stati degli interventi che hanno posto in risalto la necessità di trovare meccanismi che assicurino –
oltre che stabilità finanziaria – indipendenza redazionale e pluralismo informativo.
La parola passa ora alla CAN Costiera che si riunirà lunedì e che preparerà alcuni decreti per avviare l’azione politica di questo nuovo percorso.
“Dovremmo essere molto attenti nel strutturare le nostre esigenze e richieste;
mettere tutte le cose in chiaro sia per una questione di responsabilità sia per prevenire eventuali attacchi”,
ha affermato ancora al nostro microfono Damian Fischer aggiungendo:
“Tutte le persone che lavoreranno in questa direzione dovranno contare sull’aiuto del collettivo dei programmi italiani di Radio e TV,
ma dovranno soprattutto sfoderare tutte le capacità per arrivare ad un traguardo che ci mette al riparo da prossimi futuri eventuali attacchi”.
 
Meridiani – Nuove strette su TV e Radio Capodistria
 
Il punto sulle attuali problematiche, le nuove strette finanziarie e le limitazioni ai programmi italiani di TV e Radio Capodistria
 
I programmi italiani di TV e Radio Capodistria si stanno confrontando con nuove difficoltà e problematiche, dettate dalle restrizioni finanziarie,
ma anche da interventi e strette sulla loro autonomia, che rischiano di mettere in discussione il ruolo e le prospettive future delle nostre emittenti.
Ne parleremo a Meridiani, lunedi 27 gennaio alle 21:15, nella puntata condotta da Ezio Giuricin,
alla quale interverranno i principali rappresentanti della Comunità Nazionale Italiana negli organismi di gestione e direttivi della RTV,
i responsabili dei programmi e il deputato della CNI al Parlamento sloveno.
 

EMILIA-ROMAGNA: IL GRUPPO LIBERTÀ IN LUTTO;
SE N'È ANDATA LA PRESIDENTESSA DONATELLA RONCONI

Il Gruppo Libertà è in lutto: è morta la presidente Donatella Ronconi.
 
Se ne è andata in punta di piedi una grande donna e una grande imprenditrice.
È difficile scrivere in una pagina il ricordo di chi, giorno dopo giorno, ha scritto la storia di una comunità.
Donatella Ronconi era una persona intelligente e brillante, che ha sempre avuto a cuore il territorio piacentino e i suoi cittadini.
Persone alle quali ha dato voce attraverso tutti i suoi mezzi di informazione, il quotidiano Libertà, l’emittente Telelibertà e il sito internet Liberta.it.
Un’editrice che ha sempre voluto tenere acceso un faro su quanto accadeva nella vita della gente,
dalla città ai luoghi più remoti della provincia.
Una presidente che ha manifestato grande attenzione per le esigenze dei lettori del quotidiano e dei telespettatori della tv.
Carismatica ed energica, ha saputo valorizzare le professionalità ad ogni livello. Donatella Ronconi si presentava con un’eleganza regale.
Umanità, garbo ed educazione sono caratteristiche che l’hanno sempre contraddistinta,
ma dietro a quel volto umano, dolce e accogliente c’era una donna coraggiosa in grado di combattere per portare avanti le proprie idee.
Una donna al comando anche in tempi in cui i ruoli femminili al vertice erano rari.
Un’imprenditrice che ha saputo dominare le difficoltà del settore dell’editoria facendo del cambiamento un punto di forza attraverso l’innovazione.
Una donna che anche negli ultimi anni di vita sapeva entusiasmarsi per le novità che le venivano proposte.
In ogni evento aziendale, il suo discorso era molto atteso perché, attraverso le sue parole, sapeva rigenerare la passione per il proprio lavoro
e per quella che chiamava “la grande famiglia di Libertà”.
La sua unicità è sotto gli occhi di tutti, anche quelli che non l’hanno conosciuta:
Donatella Ronconi ha trasformato il dolore più grande, quello per la perdita di una figlia, in un dono per il territorio in cui viveva:
la Fondazione Donatella Ronconi Enrica Prati che raccoglie tutto il patrimonio personale ed aziendale ed è gestito dai rappresentanti locali.
Una generosità che sembra non avere precedenti in Italia.
Ora che Donatella Ronconi potrà riabbracciare l’amata figlia Enrica, la sua eredità, fatta di valori, passione e dedizione,
resterà per sempre nel cuore di tutti coloro che hanno avuto il previlegio di conoscerla.
Donatella Ronconi mancherà profondamente, ma il suo esempio continuerà a ispirare chi ha avuto l’onore di incontrarla.
 

SICILIA: PARTINICO (PA), MUORE PIPPO CANNIZZO, UN PEZZO DI STORIA DELL' EDITORIA

Partinico perde un altro dei suoi figli che ne ha fatto un pezzo di storia, Giuseppe “Pippo” Cannizzo.
Si è spento a 84 anni ed è stato un antesignano dell’emittenza locale.
Nasce come radiotecnico, chi lo ha conosciuto a quell’epoca diceva fosse una specie di genio tra transistor e valvole,
quando a quell’epoca apparecchi come radio e tv erano di tutt’altra fattura.
Poi nel 1976 arriva la liberalizzazione dell’etere grazie ad una sentenza della Corte costituzionale.
Questo fece in modo di liberalizzare, per l’appunto, la trasmissione via etere in ambito locale.
Le radio libere ebbero così copertura legale e da allora poterono moltiplicarsi su tutto il territorio nazionale.
E Pippo Cannizzo ebbe subito l’intuizione di progettare una sua creatura che potesse trasmettere.
Con i primi rudimentali mezzi parte fondando Radio Cosmo, pochi mesi dopo fonda Radio Primula che rimane accesa per 4 anni.
L’entusiasmo di Cannizzo arriva a coinvolgere anche la moglie che diventa conduttrice e responsabile commerciale.
Da quel momento è un’escalation di esperimenti e crescita nell’ambito radiotelevisivo.
Fonda Tele Radio primula, poi Video Radio Primula, quindi Tele Space la cui denominazione viene cambiata in Tv7 Partinico.
E questa fu la grande svolta, perché questa emittente diventa un cardine e un punto di riferimento per la città.
Nel tempo comincia a creare un importante palinsesto con l’informazione quotidiana e tante trasmissioni di vario genere, culturali,
politiche, religiose e ricreative. Ma soprattutto la svolta arriva quando l’emittente esce fuori dai ranghi del localismo
e acquista un canale che gli permette di essere vista anche a Palermo e in buona parte della Sicilia.
Il passaggio poi al digitale terrestre nel 2012 ha creato una serie di difficoltà gestionali ed economiche.
Qualche anno dopo la tv dovette chiudere. Ma Tv7 Partinico è rimasto uno storico marchio
che ancora oggi da tutti i partinicesi viene ricordato con affetto.
Il nostro editore Piero Longo, che con Pippo Cannizzo ha mosso i suoi primi passi nel mondo dell’editoria, lo ricorda così:
“Era duro, severo, persona forte e determinata, è riuscito anche a realizzare il suo sogno, far trasmettere Tv7 anche oltre Palermo.
Sono stato il suo pupillo, quello che tra tutti i suoi collaboratori è venuto fuori meglio.
È stato tutto merito suo e non smetterò mai di ringraziarlo”.
I funerali si sono tenuti domenica 19 gennaio, alle ore 10:15 nella chiesa di San Gioacchino.
 

PIEMONTE: PREOCCUPAZIONI TRA MONTÀ (CN) E CISTERNA D'ASTI (AT) PER L' INSTALLAZIONE DEL RIPETITORE 5G NELLA PICCOLA BORGATA DI SARETTO (CN); È ALTO 34 METRI

Gli abitanti hanno raccolto 850 firme contrarie e presentato un’istanza di sospensione, ma i lavori sono stati eseguiti a tempo di record
 
Saretto è una piccola borgata, una quarantina gli abitanti, divisa fra i comuni di Montà e Cisterna d’Asti
e dunque un po’ in provincia di Cuneo, un po’ in quella di Asti. Si trova su un crinale ben esposto al sole,
e per quanto riguarda Montà, fa parte della zona di san Rocco come la borgata Ghioni, un pochino più grande.
La maggior parte delle case di Saretto si trova in realtà nel comune di Cisterna ed è stato installato lì, il 7 di gennaio,
un traliccio alto quasi 35 metri, denominato “Impianto radioelettrico I136AT-AT3F -PNRR ITALIA 5G”.
Servirà al potenziamento del segnale 5G, secondo i piani del PNRR e l’Ente procedente è il Comune di Tigliole,
provincia di Asti, tanto per complicare le cose, già di per sé complicate per conto loro.
Già, perché il ripetitore, sul quale ancora lavoravano i tecnici della ditta incaricata,
svetta imponente da un terreno privato e dista 50 metri dalla casa più vicina, poco di più dalle altre.
Gli abitanti di Saretto hanno scoperto che il loro skyline sarebbe cambiato dai giornali, a metà del mese di dicembre.
Hanno chiesto spiegazioni, fatto quel che si poteva fare per prendere tempo, capire, e semmai contrastare l’installazione.
Hanno raccolto in pochissimi giorni 850 firme, quindi molte di più delle loro potenzialità demografiche,
hanno presentato un’istanza di sospensione, sono stati ascoltati dai due sindaci, hanno ricevuto solidarietà e pacche sulle spalle,
ma il giorno dopo la Befana, una gru issava il traliccio e “cosa fatta, capo ha”.
La prossima settimana pare ci sarà un nuovo sopralluogo di tecnici e autorità, c’è di mezzo un’ulteriore questione,
una possibile parziale sovrapposizione al sedime di una strada, detta di Valle Pietra, peraltro esistente soltanto sulla carta
e una nuova piantumazione richiesta dalla Direzione Ambiente ed Energia-Settore Urbanistica della Regione Piemonte,
che in qualche modo ha preso a cuore la faccenda.
Intorno al traliccio dovrebbero insomma starci delle piante a mitigare l’impatto, ma forse non c’è lo spazio sufficiente:
si può ipotizzare che i cipressi non bastino, le sequoie son più alte…
Abbiamo incontrato e sentito alcuni abitanti di Saretto, ovviamente rassegnati e preoccupati,
convinti che nella zona ci sarebbero stati senz’altro altri posti più isolati dove piazzare un simile antennone,
ma appunto predisposti all’inevitabile.
Il progresso avanza e il 5G deve arrivare anche nelle tane dei tassi in fondo alle Rocche.
Rimane il rammarico che 40 abitanti di una borgata di confine non sono stati nemmeno avvertiti di tutto ciò,
che il loro parere conta poco o nulla, pur essendo cittadini e contribuenti come tutti gli altri.
Difficile ipotizzare un’occasione di attrattività turistica per il luogo, già bello di per sé.
L’augurio è che il ripetitore, oltre al mestiere a cui è deputato, svolga egregiamente anche il ruolo di buon parafulmine.
 

LIGURIA: AGGIORNAMENTI SUL 5G A GENOVA

Antenna 5G sulla vetta di Pegli, cittadini in Comune. Mascia: “Valutare proposte alternative”
 
Le controproposte da parte dei cittadini prevedono anche lo spostamento del basamento a spese dei cittadini
 
L’assessore all’Urbanistica del Comune di Genova Mario Mascia ha incontrato una rappresentanza di privati cittadini,
interessati dalla futura installazione di un ripetitore telefonico 5G in viale Modugno, alla Vetta di Pegli.
All’incontro erano presenti anche Guido Barbazza, presidente Municipio VII Ponente e l’assessore municipale Paola Pesce Maineri.
L’incontro è stato convocato a palazzo Tursi-Albini per fare il punto della situazione sull’installazione della nuova antenna di telefonia sulla vetta di Pegli,
i cui lavori da parte di Iliad su richiesta dello stesso assessore Mascia erano stati temporaneamente sospesi.
“Ho preso nota delle richieste e proposte avanzate dai residenti di cui ho molto apprezzato lo spirito franco, sereno e costruttivo – dichiara Mascia –.
Giovedì 16 gennaio, peraltro, ho sottoposto al vaglio della Commissione consiliare il nuovo regolamento comunale sulle antenne,
che nasce per prevenire contenziosi postumi e affrontare, prima delle installazioni stesse, le possibili criticità sul territorio,
avendo riguardo alla tutela dei siti cosiddetti sensibili, delle legittime richieste di sostenibilità ambientale
e della convivenza da parte della cittadinanza con questi impianti.
Il nuovo regolamento, che poi dovrà essere approvato dal Consiglio comunale, si basa in particolare su due principi previsti dalla legge:
il corretto insediamento urbanistico delle antenne in base ai rendering che le aziende sono tenute a consegnare
e la limitazione all’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici.
Questo ci consentirà per il futuro di poter fare anche leva sulle opere di mitigazione onde attutire l’impatto anche visivo delle antenne,
così come sulla linea guida del co-siting per l’utilizzo per le installazioni di siti in cui c’è già presenza di antenne,
per non gravare su altre porzioni di terreno”.
Durante la riunione, l’assessore si è reso disponibile con i residenti a farsi portavoce presso Iliad di alcune proposte
che i privati cittadini vorrebbero sottoporre all’azienda per evitare l’installazione dell’antenna sulla vetta di Pegli,
tra cui spostare il basamento o costruirne uno nuovo, a spese degli stessi cittadini, per allontanarlo dalle case
e renderlo anche meno visibile dal mare. Si vaglieranno anche azioni di mascheramento dell’antenna,
con piantumazioni e colorazioni adeguate al paesaggio.
Altra proposta quella di “unificare” l’antenna con quella già esistente nel poco distante Parco Caduti di Nassiriya.
 
Regolamento antenne 5G, il documento passa in Consiglio comunale. Le opposizioni: “Testo poco coraggioso”
 
Il testo presentato dall’assessore Mascia: “Ora la civica amministrazione avrà voce in capitolo”. Ma non mancano le critiche.
Bruzzone: “Trovare un meccanismo di controllo più efficace”
 
È stato licenziato giovedì 16 gennaio, con la chiamata dell’aula da parte della relativa commissione consiliare,
il nuovo regolamento per l’installazione delle antenne 5G sul territorio comunale approvato dalla Giunta
su proposta dell’assessore all’Urbanistica e allo Sviluppo Economico Mario Mascia.
Il regolamento ora passerà al vaglio del Consiglio comunale per la discussione e l’approvazione definitiva.
Nel documento (qui consultabile integralmente) si trovano tutte le “regole di ingaggio” per l’installazione di nuovi impianti:
a partire dalla preferenza al “co-siting”, vale a dire più ripetitori sulle stesse antenne,
fino alla tutela dei punti sensibili della città individuati nelle scuole, negli ospedali e in tutte le strutture di cura.
E poi ancora sistemi di controllo ex ante ed ex post installazione
e possibilità di chiedere delle compensazioni da parte della pubblica amministrazione e dei condomini interessati.
“Si tratta di uno strumento mai finora adottato dall’Amministrazione comunale – dichiara l’assessore Mascia –
che trae legittimazione da una finestra normativa ad hoc, invero piuttosto risalente nel tempo,
che conferisce ai Comuni questo potere regolamentare onde garantire il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti
nonché la minimizzazione dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici.
In questo anno – spiega l’assessore Mascia – abbiamo raccolto tutte le segnalazioni e le criticità relative agli impianti 5G
e con gli uffici comunali siamo entrati nel vivo di un argomento complesso, che concedeva margini di intervento molto risicati e postumi.
Con questo regolamento il Comune invece potrà avere a tutti gli effetti voce in capitolo in una fase preventiva
anche per presidiare gli impatti potenziali ed effettivi delle installazioni sul territorio e sulla salute dei cittadini”.
Il regolamento, durante la discussione in aula, ha però raccolto diverse osservazioni.
A partire dalle stesse compagnie di telecomunicazioni, rappresentate in Sala Rossa da Carlo Sabetta, di Assotelecomunicazioni:
“Apprezziamo lo sforzo dell’amministrazione civica per dotare la città, tra le prime in Italia, di un documento del genere.
Crediamo che ci siano ancora delle criticità però da sistemare, come il meccanismo delle compensazionni, che non può essere generico,
e sull’interdizione di intere zone, come anche i parchi, cosa che potrebbe non essere coerente con le disposizioni del testo unico sulle telecomunicazioni”.
Durante la discussione il presidente di Municipio II Centro Ovest, Michele Colnaghi, ha fatto presente
come una amministrazione civica possa essere “più coraggiosa” per la tutela in via precauzionale della salute dei cittadini,
mentre le compensazioni vanno intese “come dovute per società che fattura miliardi”.
Ha poi citato una memoria scritta del Comitato Belvedere e Promontorio in commento alla bozza del regolamento:
“Dopo un’attenta lettura della proposta, pur riconoscendo che c’è la volontà di trattare e regolamentare l’argomento,
non è chiara la strada che vuole intraprendere il nostro Comune
 – scrivono i rappresentanti del comitato -.
Si menzionano varie leggi, tra cui una Legge quadro, al fine di mettere basi solide al Regolamento proposto,
ma poi non emerge una chiara strategia. Desideriamo per Genova un regolamento forte, un regolamento che dica a chiare lettere
che Genova è una città meritevole di attenzione, salvaguardia e tutela reale.
Ci piacerebbe che il Comune richiedesse ai gestori di inserire nei criteri di motivazione del progetto, non soltanto l’utilità tecnica e/o economica,
ma anche l’esistenza di potenziali alternative al progetto presentato in modo da poterne valutare l’impatto alternativo,
sempre sulla base di salvaguardare in primis siti sensibili e aree soggette a vincoli paesaggistici/storici.
Forse è su questo che bisognerebbe anche ragionare insieme”.
Per il M5s in aula era presente anche il consigliere municipale Massimiliano Lucente
che ha ricordato come le onde elettromagnetiche “di fatto siano catalogate come potenzialmente cancerogene”,
chiedendo norme più vincolanti e tutelanti.
Lucente inoltre ha posto il tema della svalutazione immobiliare degli edifici su cui vengono montate le antenne –
“cosa che potrebbe diventare un danno per l’intera comunità se si tratta di edifici pubblici”-.
In aula presente anche l’epidemiologo Valerio Gennario, epidemiologo che da anni studia l’incidenza statistica della mortalità
nei quartieri della nostra città: “Vista l’incertezza scientifica sulle conseguenze all’esposizione prolungata dei campi elettromagnetici
con le frequenze utilizzate da queste tecnologie – ha spiegato – sarebbe necessaria una moratoria fino a quando non si avranno in mano dati certi”.
Il principio, infatti, da seguire per una pubblica amministrazione, secondo Gennaro, “resta la cautela e la tutela della salute dei cittadini”.
Critiche anche da parte di Filippo Bruzzone, RossoVerdi, che ha richiamato l’attenzione sulle verifiche e il monitoraggio degli impianti,
proponendo che “gli enti preposti, vale a dire Arpal, relazioni semestralmente al Comune di Genova i dati dei monitoraggi”.
Poi una nota di merito: “Oggi sono state presentate anche le mappe dei siti sensibili e degli impianti in essere.
Documenti che devo già essere aggiornati perchè nel frattempo le nuove installazioni sono andate avanti senza sosta”.
Per questo motivo il consigliere ha annunciato che in sede di Consiglio comunale presenterà mozioni correttive.
 

EMILIA-ROMAGNA: UNA RETE PRIVATA 5G PER IL PORTO DI RAVENNA; "SARÀ PIÙ FACILE EVITARE LE COLLISIONI"

“Garantita la connessione a una banda ampia per una gestione in tempo reale dei dati”.
Installazione di ripetitori sulle torri radiofaro esistenti, in collaborazione con Lepida e Vodafone.
 
Un milione e ottocento mila euro per realizzare uno Smart Port a Ravenna entro il 2025 in collaborazione con Lepida
(la società regionale di telecomunicazioni) e Vodafone.
Si tratta di una rete privata 5G a copertura di tutta l’area amministrata dall’Autorità portuale.
“L’obiettivo – commenta Angelo Mazzotti, a capo dal 2023 della nuova direzione “Transizione al digitale e sostenibilità ambientale” dell’ente –
è garantire alle aziende una connessione a una banda ampia, con una gestione in tempo reale dei dati
ed elevati standard di sicurezza informatica, progettata tenendo conto delle esigenze dello scalo”.
Lepida si occupa della progettazione, realizzazione, gestione dell’impianto e della manutenzione degli apparati installati,
mentre Vodafone fornirà i servizi di sviluppo e potenziamento della copertura mobile.
I sopralluoghi sono in corso e prevedono l’installazione di ripetitori sulle torri radiofaro esistenti, oltre a eventuali nuove installazioni.
“La competitività di un porto non si gioca più solo sulle infrastrutture, quindi su fondali e banchine,
ma anche sulla capacità di vincere la sfida della transizione digitale”, afferma il presidente dell’Autorità portuale, Daniele Rossi.
“Il 5G è il primo passo – aggiunge Mazzotti – per affrontare le future sfide del mercato e ci consentirà di essere ancora più competitivi
dal punto di vista digitale e non solo logistico, aggiungendo l’elemento tecnologico all’approfondimento dei fondali e all’adeguamento delle banchine”.
Il progetto è importante anche sotto l’aspetto della sostenibilità ambientale perché, rendendo le operazioni più efficienti,
porterà a una riduzione dei consumi energetici. Per fare un esempio, dove saranno installate le nuove telecamere,
in corrispondenza dei varchi portuali, sarà possibile acquisire le targhe di tutti i mezzi in entrata e in uscita
dalle principali strade di accesso al porto e ottenere tutti i dati relativi all’autotrasporto.
“Non solo, per capire l’importanza della velocità di trasmissione dei dati – spiega Mazzotti –
basti pensare alla possibilità di installare dispositivi anticollisione e ciò che questo può significare, per esempio,
nel caso in cui un mezzo stia andando a impattare contro qualcosa o qualcuno. In tempo reale sarà possibile evitare la collisione”.
Inoltre, il 5G apre la strada a innovazioni future, come l’uso di droni o mezzi a guida autonoma.
“È un investimento che guarda lontano – conclude Mazzotti – e posiziona il porto di Ravenna come pioniere nell’uso di tecnologie sostenibili e innovative”.
L’Autorità portuale nel settore della digitalizzazione, sempre con Lepida, ha da qualche anno investito anche nella fibra ottica
realizzando un “anello” di 31 km i attorno all’area portuale con un investimento di 600mila euro.
 

CAMPANIA: IL COMUNE DI PORTICO DI CASERTA (CE)
FA SOSPENDERE I LAVORI PER LA NUOVA ANTENNA 5G

Annullata in autotutela l’autorizzazione all’impianto in quanto i proprietari del terreno hanno avviato l’iter
per il recesso del contratto di locazione con l’azienda di telecomunicazioni
 
Non si ferma la battaglia del Comune di Portico di Caserta contro l’installazione di una nuova antenna 5G sul territorio comunale.
Una battaglia portata avanti in prima persona dal sindaco Giuseppe Oliviero che ha più volte evidenziato
come la zona in cui dovrà sorgere l’impianto non è adeguata in quanto troppo vicina a una scuola e alle abitazioni,
con l’obiettivo, quantomeno, di dislocare l’impianto in un’area periferica del territorio comunale e comunque lontana dalle abitazioni.
A tal proposito il Comune di Portico di Caserta, attraverso un’ordinanza a firma del responsabile dell’area Tecnica Carlo Antonio Piccirillo,
ha disposto l’immediata sospensione dei lavori della nuova infrastruttura per telecomunicazioni.
Il provvedimento è la conseguenza dell’annullamento in autotutela dell’autorizzazione unica Suap del 9 settembre scorso.
Ma perché il Comune ha annullato l’autorizzazione concessa?
Semplice, i proprietari dell’area su cui realizzare l’infrastruttura hanno deciso di formalizzare il recesso del contratto di locazione
sottoscritto con la ditta incaricata di realizzare l’impianto. Questa comunicazione è pervenuta al Comune il 12 gennaio di quest’anno
e immediatamente l’Ente ha provveduto ad emettere l’ordinanza che stoppa i lavori.
L’Ente, infatti, ha evidenziato che l’autorizzazione all’edificazione di qualsiasi opera può essere rilasciata non solo al proprietario dell’immobile
ma a chiunque abbia titolo per chiederlo in quanto in possesso di una legittima disponibilità dell’area purché con il consenso del proprietario.
Venutasi a creare una “carenza di legittimazione in capo alla società per la realizzazione di manufatti in un’area privata
per sopravvenuta carenza di valido titolo”, il Comune ha annullato l’autorizzazione conferita a settembre scorso.
Inoltre l’Ente ha evidenziato che è “in itinere” l’adozione del Regolamento comunale per l’insediamento territoriale degli impianti
per la telefonia mobile e la minimizzazione dell’esposizione ai campi elettromagnetici con il quale il Comune,
nell’esercizio del suo potere di pianificazione territoriale, intende raccordare le esigenze urbanistiche con quelle di minimizzazione
dell’impatto elettromagnetico, prevedendo limiti di carattere generale all’installazione degli impianti
ma allo stesso tempo garantendo una localizzazione alternativa degli stessi,
in modo da rendere possibile la copertura di rete del territorio nazionale.
Con questa ordinanza, il Comune confida di aver definitivamente chiuso la questione “nuova antenna 5G”,
evitando che venga installata nei pressi del centro abitato.
 

UNCEM IMPEGNATO NELL' ATTUAZIONE DEL PIANO ITALIA 5G: "DEVE ARRIVARE IN TUTTE LE VALLI"

Il presidente Bussone: “Serve un’azione decisiva, abbiamo urgenza di questo addensamento e potenziamento dei segnali”
 
“Siamo impegnati con il dipartimento per la trasformazione digitale, della presidenza del Consiglio dei Ministri,
per la piena attuazione del Piano Italia 5G finanziato dal Pnrr.
Non abbiamo tempo da perdere e dobbiamo arrivare al più presto, con chi ha vinto i bandi e deve fare le installazioni,
in tutti i comuni previsti”. Lo afferma Marco Bussone, presidente nazionale Uncem.
“Serve una azione decisiva. Il 5G deve arrivare in tutte le valli alpine e appenniniche – prosegue Bussone -.
I comuni devono stendere un tappeto rosso agli operatori che stanno facendo investimenti,
sia con fondi pubblici sia con operazioni di potenziamento mosse dalle stesse imprese.
Abbiamo urgenza di questo addensamento e potenziamento dei segnali.
Rischiamo invece un nuovo divario, se i comuni saranno timidi e se i piani marceranno lentamente.
Uncem lavora con il dipartimento, con il sottosegretario Butti, per un Piano 5G unito al Piano Italia 1 Giga
che celermente connettono i territori montani italiani”.