
Domenica 19 gennaio 2025
TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA.
A cura di Salvatore Cambria
Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.
MUX CAIRO DUE: NUOVAMENTE MODIFICATO L' IDENTIFICATIVO DI ITALIAN FISHING TV
Iniziamo parlando del digitale terrestre dal Mux CAIRO DUE.
Sulla LCN 441 è stato ulteriormente rinominato l’identificativo di ITALIAN FISHING TV in ITALIAN FISHING TV CHANNEL.
Su questa numerazione è sempre visibile in modalità HbbTV (TV/decoder connessi ad internet) l’omonima emittente dedicata alla pesca.
In caso contrario appare la seguente schermata con la relativa dicitura,
nella modalità video MPEG-4 H.264 ed in definizione standard e nel formato video 4:3.


SICILIA IN DIGITALE: ARRIVA LIFE ZONE NEL MUX LOCALE 2
Ci spostiamo in Sicilia per segnalare che nel Mux LOCALE 2 è stata inserita sulla LCN 92 l’emittente LIFE ZONE
che in alcuni orari ripete la sportiva TMW RADIO, acronimo di Tutto Mercato Web.
L’emissione video risulta in MPEG-4 H.264 ed in definizione standard.
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RADIO DAB LOMBARDIA: CAMBIO DI FREQUENZA
PER I MUX MEDIA DAB E SPACEDAB DA RONCOLA (BG)
Occupiamoci ora della Radio DAB.
La scorsa domenica 12 gennaio la postazione di VIA BOTTO a Roncola (BG) è stata interessata dal cambio di frequenza
dei Mux MEDIA DAB (LOMBARDIA) dal blocco 7C al Canale 12C e Mux SPACEDAB (LOMBARDIA) dal blocco 9D al Canale 11C.
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FREQUENZE E POSTAZIONI
| LOMBARDIA | ||
| Canale 7C (192,352 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Colle Vedetta – Via Buttafuoco | Brescia | BS |
| Canale 12C (227,360 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Via Botto | Roncola | BG |
| Corso Sempione | Milano | MI |

FREQUENZE E POSTAZIONI
| LOMBARDIA | ||
| Canale 9D (208,064 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Colle Vedetta – Via Buttafuoco | Brescia | BS |
| Corso Sempione | Milano | MI |
| Canale 11C (220,352 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Via Botto | Roncola | BG |
Per l’occasione abbiamo aggiornato l’elenco dei bouquet radiofonici digitali sintonizzabili nel capoluogo lombardo.
RADIO DAB - MUX DAB SICILIA: ELIMINATA RADIO EVANGELO ACIREALE
Ritorniamo in Sicilia, dove è stata tolta, dal Mux DAB SICILIA,
la religiosa RADIO EVANGELO ACIREALE che era identificata !R.Buon Seme ACI.
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FREQUENZE E POSTAZIONI
| SICILIA | ||
| Canale 10C (213,360 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Monte Mompilieri | Nicolosi | CT |
RADIO DAB - MUX MEDIA DAB (SICILIA) A: ARRIVA RF101
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FREQUENZE E POSTAZIONI
| SICILIA | ||
| Canale 8D (201,072 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Monte Cammarata | San Giovanni Gemini | AG |
AERANTI CORALLO CHIEDE IL PASSAGGIO COMPLETO AL DVB-T2
Transizione al DVB-T2/HEVC in Italia. Dal CES 2025 la conferma:
l’attuale situazione è inaccettabile e sempre più penalizzerà il pluralismo informativo
A Las Vegas si è appena concluso il CES 2025 (Consumer Electronic Show),
vetrina mondiale delle più avanzate tecnologie nel settore dell’elettronica di consumo.
Alla luce delle novità tecnologiche che sono state comunicate in questi giorni, Aeranti-Corallo,
associazione rappresentativa delle emittenti televisive locali italiane, intende nuovamente richiamare l’attenzione sulla persistente
e grave situazione che sta penalizzando il comparto della tv locale nel processo di transizione al DVB-T2 / HEVC.
Mentre il mercato globale presenta schermi televisivi sempre più performanti e di elevate dimensioni,
capaci di valorizzare appieno le potenzialità delle nuove tecnologie di codifica dell’immagine e del suono in alta qualità
(come il CES 2025 ha ampiamente mostrato), le emittenti locali italiane si trovano ancora costrette a operare con standard di trasmissione obsoleti,
a causa della transizione che non viene completata, peraltro per come è previsto dalla normativa.
Le dichiarazioni
Al riguardo l’avv. Marco Rossignoli, coordinatore di Aeranti-Corallo ha dichiarato:
“Tale situazione determina una ingiustificata limitazione della qualità del servizio offerto ai cittadini dalle tv locali”.
“Infatti – ha proseguito Rossignoli – mentre le emittenti televisive nazionali hanno comunque una capacità trasmissiva adeguata,
anche continuando ad utilizzare il vecchio standard DVB-T (con compressione MPEG-4 anziché MPEG-2), al contrario,
le televisioni locali sono vincolate a trasmettere con una qualità significativamente inferiore in attesa del completamento della transizione al DVB-T2 / HEVC“.
“Questa situazione – ha aggiunto Rossignoli – non solo lede la competitività delle tv locali, ma incide negativamente anche sul pluralismo informativo
e sulla fruizione di contenuti di prossimità da parte del pubblico.
La perdurante incertezza sui tempi di completamento del passaggio al DVB-T2 / HEVC, inoltre, frena gli investimenti delle tv locali in nuove tecnologie
e ostacola l’adeguamento delle infrastrutture, con gravi ripercussioni sull’innovazione e sulla modernizzazione del settore”.
“Aeranti-Corallo ribadisce pertanto – ha concluso Rossignoli – l’assoluta necessità di un intervento urgente da parte delle istituzioni competenti
e, pertanto, chiede al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT),di definire al più presto un cronoprogramma vincolante
per il completamento della transizione al DVB-T2 / HEVC, nonché di adottare misure specifiche a sostegno del processo di adeguamento tecnologico”.


TRENTINO-ALTO ADIGE: MONTEVACCINO (TN), ANTENNA 5G: "È UNA FERITA APERTA"
A Montevaccino il caso dell’antenna per la telefonia mobile 5G è una ferita aperta.
Il Comitato anti antenna, dopo il ricorso al Tar, aveva lanciato un appello alle istituzioni.
Un appello che si è tradotto con una serata/sopralluogo del sindaco invitato dal gruppo delle 25 famiglie coalizzatesi contro l’installazione.
Una serata dai toni accesi, in primo piano la salute dei minori e degli anziani che vivono a pochi metri da quell’antenna che è sorta all’insaputa dei residenti,
come anche della circoscrizione in un’area di pregio all’interno del Parco dell’Argentario.
Il primo cittadino se ne è accorto troppo tardi, apprendendo la notizia dalle testate giornalistiche, questo il mea culpa di Ianeselli.
Comune e Provincia si sono rimbalzati la patata bollente, sottovalutando la questione
che il consigliere provinciale Filippo Degasperi un anno fa con un’interrogazione aveva portato alla luce.
A parlarne è proprio Degasperi presente alla serata. Forse la costruzione di quell’ecomostro di 22 metri,
una struttura visibile a chilometri di distanza in mezzo a un’area paesaggistica di pregio e a ridosso delle abitazioni, si poteva evitare.
Se il Comune si è svegliato tardi, solo in previsione delle amministrative – evidenzia Degasperi – la Provincia addirittura rema contro i cittadini di Montevaccino.
Ancora pochi giorni e il Tar si pronuncerà in merito a questa vicenda giudiziaria.
Nel frattempo a Ianeselli va l’appello di una Comunità, quella di Montevaccino: “l’antenna della discordia venga spostata”.
FRIULI-VENEZIA GIULIA: SEGNALE OSCURATO DA SETTEMBRE, MESSI IN VENDITA GLI STUDI DI TELEPORDENONE
La decisione è stata presa dall’editore, il cavalier Mario Ruoso, dopo che Rai Way, l’azienda fornitrice di banda del Fvg, aveva sospeso il collegamento.
«Ricevendo la metà del servizio pattuito, avevo deciso di pagare la metà del canone»
In vendita la storica sede di Telepordenone. Dai volti noti della politica ai campioni dello sport, personaggi di spicco del panorama locale e non solo.
I noti studi televisivi di viale Venezia a Pordenone, che per ben 46 anni hanno accolto una ricca kermesse di ospiti e raccontato la storia del territorio,
si apprestano a cambiare proprietario.
La decisione è stata presa dall’editore, il cavalier Mario Ruoso, dopo che Rai Way, l’azienda fornitrice di banda del Fvg, aveva spento il segnale a metà settembre.
«Non sono ancora riuscito a trovare un accordo con la Rai – ha spiegato Ruoso –.
È stata una decisione sofferta ma i costi per sostenere la struttura sono elevati e non potendo più trasmettere non riuscivo a sostenerli.
Se la situazione con la Rai dovesse sistemarsi valuterò di ripartire da un’altra sede».
Non è dato sapere l’importo di vendita della struttura, sul quale Ruoso mantiene il riserbo. «Sono aperto a eventuali proposte e trattative», ha riferito.
Dopo la decisione di Rai Way di oscurare il canale, quindi, in questi giorni è arrivata la decisione di mettere in vendita gli studi.
Per Ruoso, tuttavia, non si tratta ancora di una chiusura definitiva e spiega nuovamente il motivo dell’oscuramento del segnale.
«Si tratta semplicemente – spiega – di un equivoco. Che cos’è successo è presto spiegato: il servizio di diffusione curato da Rai Way costa,
per quanto ci riguarda, 3 mila 200 euro al mese.
Ultimamente, però, la copertura del segnale relativamente al nostro canale del digitale terreste italiano,
che arrivava anche fino alle coste slovene e croate, è stata “superata” da quella delle tv d’oltre confine,
che arriva anche in alcune zone del Friuli Venezia Giulia, dove quindi Telepodenone non si vedeva più.
E quindi, ricevendo la metà del servizio pattuito, ho deciso di pagare la metà del canone. Così il gestore ci ha oscurato il segnale».
Insomma, un problema risolvibile, secondo Ruoso, che si definisce «il più vecchio editore televisivo in Italia,
l’unico personalmente alla guida di una tv locale da ben 46 anni».

Ricordiamo che TELEPORDENONE attualmente trasmette nel Mux LOCALE 2 (FRIULI-VENEZIA GIULIA),
sulla LCN 16 ed in alta definizione nella modalità video H.265 HEVC.
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LIGURIA: ANTENNA PONZANO (SP), STOP 5G; "SERVE LOTTA DI CONSAPEVOLEZZA". RACCOLTE 150 FIRME PER IL NO ALL' IMPIANTO
Voce dissonante in assemblea: “problemi velocità rete, necessari compromessi”
L’ipotesi di un’antenna 5G a ridosso del paese da qualche settimana è tema di dibattito a Ponzano superiore.
L’iter burocratico intrapreso dalla società richiedente presso gli uffici comunali, si apprende, si è fermato per ragioni di documentazione.
Ad ogni modo, in paese ha preso il via la sottoscrizione di una lettera in cui, in estrema sintesi,
si invita la proprietà del terreno sul quale la compagnia avrebbe programma di collocare l’antenna a non concederlo;
circa 150 le firme al momento raccolte. E, in relazione a questa vicenda, si è tenuto al centro sociale C. Orsini un partecipato incontro sul 5G
con il gruppo Stop 5G La Spezia, per il quale sono intervenuti i referenti Roberto Angeli, Marina Pizzato ed Ernesto Rossi.
“Il 5G è potenzialmente pericoloso perché completamente diverso dalla quarta generazione, utilizza frequenze differenti e il sistema bigforming,
per il quale le onde millimetriche arrivano direttamente al dispositivo – la posizione espressa dal Stop 5G La Spezia –.
Studi a livello internazionale di scienziati indipendenti hanno rilevato che la radiofrequenza è un cancerogeno probabile
e successivamente molte altre ricerche, tra cui quella del professor Lennart Hardell, le hanno classificate come cancerogeni certi,
questo facendo riferimento ai criteri di Iarc, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro.
Mentre l’Organizzazione mondiale della sanità ha affidato uno studio sugli effetti delle radiofrequenza all’Icnirp –
International commission on non-inozing radiation protecion, realtà che ha legami con il mondo dell’industria –
c’è quindi a nostro avviso un conflitto di interessi -, che nelle sue ricerche ha verificato solamente gli aspetti termici, non quelli biologici”.
Hanno poi aggiunto i referenti del gruppo: “Il 5G non è una tecnologia per far funzionare i telefonini cellulari, funzionavano anche prima.
In ballo c’è invece una questione legata alla creazione di un futuro distopico, dunque all’intelligenza artificiale, alla cybersicurezza,
alle telecamere per il riconoscimento facciale, all’introduzione dell’agenda 20-45 dell’Onu che vuole attivare le smart city,
per la quale entro il 2050 il 70 per cento della popolazione mondiale dovrà vivere nelle città e dovrà essere controllata”.
I rappresentanti di Stop 5G hanno rilevato che “ad ora i privati possono ancora dire di no, possono rifiutare le proposte economiche delle società”
che “l’unica risorsa che abbiamo è una lotta legata alla consapevolezza, alla coscienza. Bisogna informarsi,
e rendere questa lotta di tutti i comuni d’Italia, perché servono i numeri, serve fare rete tra popolazione, sindaci, associazioni.
Dobbiamo dire no a questo piano transumano, questo non è progresso”.
Il gruppo ha dato altresì la propria disponibilità a partecipare ad altri incontri, anche portando suoi esperti di riferimento
come il biologo Fiorenzo Marinelli, ex ricercatore dell’Istituto di Genetica molecolare del Cnr di Bologna.
Tra gli intervenuti anche Marzia Bertolla, residente e consigliera comunale di maggioranza.
“La sindaca e il Comune sono contrari all’installazione dell’antenna e tutti coloro ai quali ho proposto di firmare l’hanno fatto.
I privati con la loro scelta possono fare la differenza”, ha sottolineato. Consigliere comunale, ma di opposizione,
anche Luciano Mondini, nonché presidente della commissione consiliare Ambiente del Comune santostefanese.
Fatta una disamina tecnico-scientifica sul 5G, Mondini nel suo intervento ha poi osservato:
“All’interno della commissione stiamo lavorando assiduamente – maggioranza e opposizione insieme -, soprattutto sul discorso dei campi elettro magnetici.
Siamo andati a fondo, abbiamo messo a posto il catasto elettromagnetico e ogni sei mesi c’è un monitoraggio sulle sei antenne installate
nel nostro territorio con report pubblicato sul sito del Comune. Insomma il nostro Comune non è inerme,
ritengo anzi che dal punto di vista del controllo sui campi elettromagnetici siamo un po’ sopra il resto della provincia”.
All’assemblea è intervenuto anche un parente della persona proprietaria del terreno che la società richiedente avrebbe individuato come sede dell’antenna.
“Non bisogna far passare il messaggio che è il privato cittadino che una mattina ha chiamato la società per invitarla a mettere un’antenna,
né che la prima decisione è in mano al privato. In paese sono circolate voci imbarazzanti e infondate.
Inoltre dite che il Comune è contro le antenne, ma a Santo Stefano ad esempio ce n’è una dietro una scuola elementare…”, ha detto.
“Il fatto è che qua c’è un problema di velocità di rete, il Comune dovrebbe muovrsi per mettere la fibra Ftth – ha aggiunto -.
Non bisogna ragionare in termini di bianco o nero… il grigio non esiste? Discutiamo.
Come in ogni cosa c’è il bello e il brutto e si possono trovare dei compromessi”.
TOSCANA: IL COMITATO STOP 5G CHIEDE UN' INTERROGAZIONE DEI CITTADINI CONTRO LA NUOVA ANTENNA AD EMPOLI (FI)
Il Comitato Stop 5G Empolese-Valdelsa ha organizzato, giovedì 9 gennaio, un incontro partecipato presso la Casa del Popolo di Casenuove,
coinvolgendo numerosi residenti. L’evento è stato promosso in risposta all’inizio dei lavori per la realizzazione della seconda antenna di trasmissione SRB,
situata accanto a una preesistente e in prossimità del parco giochi.
La questione centrale sollevata durante l’incontro è stata: cosa possiamo fare per tutelare i cittadini, non adeguatamente protetti dalle normative nazionali e locali?
La proposta: un’interrogazione dei cittadini. Una delle decisioni principali emerse è stata l’elaborazione di un’ “Interrogazione dei Cittadini”,
uno strumento di partecipazione previsto dall’articolo 35 dello Statuto Comunale.
Questo strumento, in estrema sintesi, mira a chiedere quali sistemi di controllo l’Amministrazione Comunale intenda adottare
per monitorare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, con riferimento ai “valori di attenzione”
stabiliti dalla normativa più restrittiva in vigore prima del 2012. Tale normativa, già peggiorata negli anni successivi,
è stata ulteriormente indebolita nel 2023, triplicando i livelli di esposizione e i conseguenti rischi a lungo termine.
L’interrogazione, che unifica due richieste precedenti presentate dal Comitato Stop 5G (protocollate il 6 novembre e il 13 dicembre scorso,
ma rimaste senza risposta), sarà aperta alla sottoscrizione da parte di tutti i cittadini di Empoli per un periodo di due settimane a partire dal 10 gennaio.
Critiche alla mancanza di partecipazione!
Come già denunciato in passato, il Comitato ritiene che l’attuale Giunta Comunale mostri una scarsa propensione al confronto
con le realtà organizzate e autonome dei cittadini, come i numerosi comitati presenti sul territorio.
Questo atteggiamento, a nostro avviso, rappresenta una costante delle amministrazioni comunali degli ultimi 25 anni.
Un esempio significativo di questa mancanza è l’assenza di un Regolamento di Partecipazione, previsto dall’articolo 34 dello Statuto Comunale sin dal 2002.
Tale regolamento avrebbe garantito alla cittadinanza strumenti concreti per un coinvolgimento diretto nelle decisioni amministrative,
come previsto dalle normative nazionali. Nemmeno nel 2023, quando il Consiglio Comunale ha approvato il regolamento per il Referendum Comunale
su spinta del Comitato Trasparenza per Empoli, si è ritenuto opportuno procedere con l’approvazione del regolamento di partecipazione.
Una sfida aperta! Ci troviamo di fronte a un metodo di gestione consolidato e obsoleto, difficile da scardinare.
Tuttavia, siamo determinati a proseguire nella nostra battaglia per il riconoscimento e l’attuazione di un modello partecipativo più inclusivo.
Siamo convinti che, prima o poi, anche l’amministrazione comprenderà l’importanza di un cambiamento.
SICILIA: ANTENNA 5G, RIPRENDONO I LAVORI "SILENTI" A QUARTARELLA
I cittadini attendono ancora risposte dall’amministrazione
Settimane di silenzio e di attesa di risposta da parte dell’amministrazione per i residenti di Quartarella a Modica
interrotte da ripresa dell’installazione dell’antenna 5G che rimangono così delusi e amareggiati.
Lo sottolinea il presidente del comitato della zona Mike Cannizzaro, che contesta anche il modo in cui si stanno effettuando i lavori
e che fa appello ai nostri microfoni affinché i tecnici dell’ente effettuino un sopralluogo per verificare.
E sempre Cannizzaro chiede ancora una volta una risposta rendendosi disponibile a confrontarsi sulla questione.
I cittadini chiedono che si valutino tutte le soluzioni volti a garantire una corretta installazione dell’antenna
soprattutto in seguito alle anomalie emerse nel progetto.
Il quartiere al momento resta ancora al buio causando preoccupazione che si somma a quella relativa all’antenna.
SICILIA: L' ORDINE DEI GIORNALISTI INCONTRA I TERRITORI, NUOVA INIZIATIVA AL VIA A RAGUSA
Al via durante i lavori del Consiglio a Ragusa, la nuova iniziativa dell’Ordine dei giornalisti Sicilia, “l’Ordine incontra i territori”.
Un’iniziativa fortemente voluta dal Consiglio, che in tre anni e mezzo di attività ha avviato interlocuzioni con i colleghi di tutta la Sicilia.
A Ragusa sono intervenuti Sonia Iacono, segretaria provinciale Assostampa Ragusa,
Emanuele Occhipiniti, direttore ufficio Comunicazione della Diocesi di Ragusa, Mario Papa, direttore di TeleIblea,
Katiuscia Carpinteri, direttore VideoMediterraneo, una delegazione del quotidiano La Sicilia, guidata da Marco Sammito e Giorgio Liuzzo,
Alessandro Bongiorno, direttore del periodico Insieme.
Tra i temi affrontati il precariato e l’esercizio abusivo della professione, diffuso in tutto il territorio,
che l’Odg sta avversando in tutte le sedi opportune.
In proposito, il Consiglio invita a segnalare violazioni e irregolarità anche negli enti pubblici.
FRANCIA: NUOVA NUMERAZIONE DEI CANALI DTT DAL 6 GIUGNO 2025
Arcom ha adottato, il 9 gennaio 2025, una nuova numerazione dei canali televisivi nazionali trasmessi sul digitale terrestre (DTT),
in particolare per tenere conto del prossimo arrivo dei nuovi servizi CMI TV e OFTV, autorizzati l’11 dicembre,
e della decisione di Canal+ di interrompere la trasmissione sulla TNT.
L’Autorità ha assicurato l’attuazione di una nuova numerazione che garantisce una migliore leggibilità dell’offerta DTT nel pubblico interesse,
in conformità con quanto disposto dall’articolo 3-1 della legge del 30 settembre 1986,
e che limita i cambiamenti nelle abitudini dei telespettatori come quanto più possibile.
Per questo ha deciso di creare un blocco che riunisca i canali di informazione continua,
in modo che i telespettatori abbiano un accesso semplificato a un’offerta pluralistica di informazioni.
Viene mantenuto l’ordine relativo di queste stringhe all’interno della numerazione corrente.
I numeri logici 13, 14, 15 e 16 sono quindi assegnati rispettivamente a BFMTV, CNEWS, LCI e Franceinfo:
La creazione di questo blocco ha reso necessario spostare France 4, al quale è assegnato il numero 4,
in modo che France 2, France 3, France 4 e France 5 si susseguano in modo logico.
I numeri 8 e 12, resi vacanti il 28 febbraio 2025 quando scadono le autorizzazioni dei servizi che attualmente trasmettono i loro programmi su questi numeri,
vengono riallocati come segue.
La LCN 8 è assegnata al servizio La Chaîne Parlementaire (costituito dai programmi di La Chaîne Parlementaire – Assemblea nazionale
e La Chaîne Parlementaire – Senato pubblico), il cui numero attuale è riutilizzato dal blocco dei canali dedicati all’informazione.
Il servizio si colloca quindi subito dopo il servizio Arte poiché questi servizi offrono una programmazione simile e complementare a vicenda.
Al servizio Gulli, rivolto ai giovani, viene assegnato il numero logico 12, dopo il servizio TFX che si rivolge in parte anche ad un pubblico giovane.
Questa attribuzione offre al canale una migliore visibilità tra questo pubblico.
I numeri 18 e 19, entrambi vacanti, sono stati assegnati, previo sorteggio, a CMI TV per il numero 18 e OFTV per il numero 19.
Le altre numerazioni utilizzate dai servizi televisivi della TNT non vengono modificati.
Lo schema LCN completo è il seguente:
Numero – Servizio televisivo
1 – TF1
2 – France 2
3 – France 3
4 – France 4
5 – France 5
6 – M6
7 – Arte
8 – LCP (La Chaîne Parlamentaire)
9 – W9
10 – TMC
11 – TFX
12 – Gulli
13 – BFM TV
14 – CNEWS
15 – LCI
16 – France info:
17 – CSTAR
18 – CMI TV
19 – OFTV
20 – TF1 Séries Films
21 – L’Équipe
22 – 6ter
23 – RMC Story
24 – RMC Découverte
25 – Chérie 25
Per semplicità, questa numerazione verrà implementata in un colpo solo non appena terminerà la trasmissione di Canal+ su TNT,
cioè il 6 giugno 2025.
Pertanto, come consentito dalla sua autorizzazione, la programmazione di CMI TV inizierà il 6 giugno 2025.
Per quanto riguarda OFTV, a cui è stato assegnato il numero 19, la sua trasmissione comincerà il 1 settembre 2025,
conformemente alla sua autorizzazione.


FRANCIA: NUOVA NUMERAZIONE DTT;
IL GRUPPO RMC BFM PROTESTA CONTRO UNA DECISIONE "ARBITRARIA"
Mentre Arcom comunica la nuova numerazione dei canali DTT,
il gruppo RMC BFM protesta contro una scelta che considera arbitraria e pregiudizievole.
Si ricorda che, secondo la nuova numerazione, che entrerà in vigore dal 6 giugno 2025,
i canali di informazione continua saranno raggruppati sui canali da 13 a 16:
• Canale 13: BFMTV
• Canale 14: CNews
• Canale 15: LCI
• Canale 16: Franceinfo
Ecco il comunicato stampa del gruppo RMC BFM:
“Il gruppo RMC BFM deplora la decisione di rivedere la numerazione del DTT nazionale annunciata oggi da Arcom, che considera arbitraria,
fonte di una violazione dell’uguaglianza senza precedenti nella storia del DTT e contraria all’interesse pubblico.
Stravolgendo la numerazione del DTT, Arcom prende una decisione contraria all’interesse del pubblico,
la stragrande maggioranza dei quali desidera il minimo cambiamento nelle proprie abitudini legate alla numerazione.
Inoltre, questa riconfigurazione svantaggia il gruppo RMC BFM, che dal 2005 scommette sul DTT con BFMTV.
Questo canale, infatti, pioniere dell’informazione continua ad accesso gratuito, si è affermato grazie a importanti investimenti
e ad un impegno costante per un’informazione di qualità.
Anche RMC Story e RMC Découverte, presenti sul DTT dal 2012, hanno dimostrato il loro valore.
Inoltre, il gruppo RMC BFM è sorpreso dal cambiamento di posizione di Arcom,
la cui giurisprudenza ha finora assegnato gli ultimi numeri disponibili agli ultimi entranti.
Si sta pertanto esaminando le possibili vie di ricorso contro tali decisioni”.
SVIZZERA: IL TRIBUNALE FEDERALE SPIANA LA STRADA ALLE NUOVE ANTENNE 5G
Per i giudici di Mon Repos il fattore di correzione impiegato per misurarne la potenza è ammissibile
Il Tribunale federale (Tf) ha respinto un ricorso contro le antenne di telefonia mobile,
stabilendo che il fattore di correzione – utilizzato per misurare la potenza delle antenne adattative – è legale.
Con una sentenza emessa il 9 dicembre e passata sin qui inosservata,
i giudici losannesi hanno respinto un ricorso contro un’antenna di telefonia mobile di Swisscom a Zurigo.
Il ricorrente aveva denunciato che la potenza di trasmissione delle antenne adattative era troppo alta con il fattore di correzione
e superava i limiti autorizzati. Il Tf ha stabilito invece che il fattore di correzione – introdotto con le nuove antenne 5G – era ammissibile.
L’esposizione complessiva alle radiazioni in prossimità delle antenne adattative è inferiore
rispetto a quella delle antenne non adattative con la stessa potenza massima di trasmissione,
scrive il Tf facendo proprie le indicazioni dell’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam).
Attualmente in Svizzera sono pendenti circa 3mila richieste di autorizzazione per l’ammodernamento delle antenne di telefonia mobile.
SVIZZERA: 4,7 MILIONI DI PERSONE AL GIORNO GUARDANO LA TELEVISIONE
Da luglio a dicembre 2024 in Svizzera 4,7 milioni di persone, pari al 61% della popolazione di età superiore ai tre anni,
ha visto un programma televisivo, stando a dati pubblicati giovedì dalla Fondazione Mediapulse.
Gli italofoni si confermano i maggiori fruitori di TV.
L’inchiesta dall’inizio del 2024 non si riferisce più solo al consumo di programmi sullo schermo di un televisore,
ma anche tramite computer, tablet e cellulare.
Kantar Media, società che raccoglie i dati per conto di Mediapulse, ha rilevato elettronicamente la visione di TV presso un campione,
giudicato rappresentativo, di 4.461 persone di 2.005 economie domestiche.
Viene misurata in modo continuo la visione di circa 400 emittenti televisive, che viene attribuita ai singoli membri dell’economia domestica
sulla base di una procedura di registrazione individuale, spiega la Fondazione.
Non viene precisato quante persone ed economie domestiche siano analizzate in ciascuna delle tre maggiori regioni linguistiche del paese.
Coloro che nello scorso semestre hanno guardato la TV, l’hanno fatto in media per 171 minuti al giorno.
Rapportando il dato all’intera popolazione, questo significa che in una giornata tipo ogni persona ha investito 105 minuti davanti a un piccolo schermo.
Di questi 105 minuti, 75 sono attribuibili al cosiddetto consumo lineare, ossia alla fruizione in diretta di un programma,
e solo 30 a quello in differita, indica un rapporto.
La Svizzera italiana la più “teledipendente”
Confrontando le regioni linguistiche, si riscontrano tendenze note.
Nella Svizzera italiana, con una cosiddetta penetrazione (ossia la quota di persone che hanno guardato la TV) giornaliera del 69%,
la televisione raggiunge la maggiore penetrazione relativa e, con una durata di visione di 140 minuti, il più ampio volume di “ascolto”.
Nelle altre due regioni linguistiche invece le offerte delle emittenti televisive sono un po’ meno richieste.
In Romandia la penetrazione giornaliera si attesta al 62% e la durata di visione è pari a 110 minuti al giorno.
Nella più grande regione linguistica della Svizzera la televisione registra i valori più bassi, con una penetrazione del 61%
e una durata di visione di 101 minuti.
Penetrazione e durata di ascolto variano a seconda della fascia di età:
sono più elevate per i bambini tra tre e quattordici anni e più contenute per adolescenti e giovani adulti (da 15 a 29 anni).
Nelle tre regioni linguistiche, tedesca, francese e italiana, la maggiore quota di mercato è detenuta dal primo canale pubblico,
rispettivamente SRF 1 (18,9%), RTS 1 (19,6%) e RSI LA 1 (17,4%).
Nella Svizzera italiana seguono l’emittente privata italiana Canale 5 (9,2%), RSI LA 2 (8,7%),
il canale pubblico della vicina Repubblica Rai 1 (6,6%), la privata Italia 1 (4,1%), Rai 2 (3%) e l’emittente privata regionale teleticino (2,4%).
I cinque canali seguenti nella graduatoria, con quote comprese tra l’1,2% e lo 0,1%,
sono emittenti nordalpine della Società svizzera di radiotelevisione.
Nessun cambiamento nei consumi
Rispetto al secondo semestre del 2023 e in linea con quanto registrato dalla fine della pandemia di Covid-19,
la quota di persone che guardano la televisione in una giornata tipo si rivela estremamente stabile.
Dallo scorso maggio Kantar ha iniziato a rinnovare la tecnologia di misurazione dei consumi,
che risulta progressivamente più dettagliata permettendo di individuare anche “ascolti” brevissimi:
ciò comporterà un aumento della penetrazione delle varie emittenti televisive.
“Tuttavia, questo aumento è stato finora contenuto, così da garantire la continuità e la comparabilità dei dati di ascolto”, si legge nella nota.
Mediapulse, che si definisce un’organizzazione neutrale, indipendente e trasparente, è soggetta alla vigilanza dell’Ufficio federale delle comunicazioni.
È l’ente responsabile della raccolta dei dati sull’ascolto di programmi radiofonici e televisivi in Svizzera.
Queste informazioni sono considerate valori di riferimento ufficiali e vengono utilizzati dalle emittenti e dai creatori di programmi,
dal settore pubblicitario, dalle autorità e dalla ricerca.
VIALE MAZZINI, "AMIANTO SUPERIORE AI LIMITI": LA RAI ESTENDE LO SMART-WORKING
Smart working per i dipendenti della Rai in viale Mazzini a Roma dopo che sono stati rilevati dei livelli di amianto superiori ai limiti.
La decisione è stata presa dall’azienda “in via del tutto precauzionale e a maggior tutela dei dipendenti”.
Lo si legge in una nota dopo “l’ultima comunicazione fatta pervenire da Asl Rm1” sui livelli di amianto presente nella struttura.
La rilevazione è avvenuta a seguito dell’allagamento, dovuto a un guasto, del piano terra e del primo piano di viale Mazzini,
avvenuto lo scorso dicembre. I due piani al momento risultano chiusi.
L’azienda, poi, ha deciso di procedere alla ricognizione di tutti gli spazi disponibili in altri insediamenti aziendali
così da trasferirvi chi si occupa di attività essenziali che non possono essere svolte in regime di smart-working.
L’amministratore delegato Giampaolo Rossi ha dato questa comunicazione martedì 14 gennaio al consiglio di amministrazione,
che tornerà a riunirsi mercoledì 29 in viale Mazzini.
così da trasferirvi chi si occupa di attività essenziali che non possono essere svolte in regime di smart-working.
L’amministratore delegato Giampaolo Rossi ha dato questa comunicazione martedì 14 gennaio al consiglio di amministrazione,
che tornerà a riunirsi mercoledì 29 in viale Mazzini.
“La Rai, preso atto dell’ultima comunicazione fatta pervenire da Asl Rm1 e dopo aver messo in atto tutte le procedure
in merito alla sicurezza sui luoghi di lavoro e monitorando quotidianamente con le autorità competenti lo stato delle infrastrutture –
si legge nella nota – ha deciso di estendere, in via del tutto precauzionale e a maggior tutela dei dipendenti presenti nella sede di viale Mazzini 14,
il regime di smart-working”.
