
Domenica 20 ottobre 2024
TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA.
A cura di Salvatore Cambria
Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.
RADIO DAB - MUX ADN DAB (SICILIA): ASSEGNATI I DIRITTI D' USO DEFINITIVI
Iniziamo parlando della Radio DAB dalla regione Sicilia.
Lo scorso 18 Ottobre il gruppo ADN Italia di Lamezia Terme (CZ) ha pubblicato 3 locandine sulla propria pagina facebook,
dove vengono mostrate le future assegnazioni definitive dei diritti d’uso DAB per la propria configurazione radiofonica siciliana.
Nello specifico la rete locale n.7, prevista dalle postazioni delle province di Catania ed Enna, corrisponde al Canale 9D,
la n.9, riservata alla provincia di Messina, equivale al blocco 6C,
mentre la n.10, destinata alla provincia di Palermo, corrisponde al Canale 9C.
Attualmente il Mux ADN DAB (SICILIA) è attivo dai ripetitori elencati qui di seguito.
Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

FREQUENZE E POSTAZIONI
| SICILIA | ||
| Canale 10D (215,072 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Contrada Carminello – Via Seminara | Valverde | CT |
| Canale 12D (229,072 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Monte Pellegrino | Palermo | PA |
RADIO DAB - MUX GO DAB (SICILIA) B: REINSERITO RADIO SYSTEM
è ritornata la leccese Radio System, identificata SYSTEM.
Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

FREQUENZE E POSTAZIONI
| SICILIA | ||
| Canale 9B (204,640 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Contrada Carminello – Via Michele Scammacca | Valverde | CT |
MIMIT: FONDO EDITORIA; 45 MILIONI DI € PER LE IMPRESE DEL SETTORE DELL' EDITORIA RADIOFONICA E TELEVISIVA
Dal 28 ottobre, le emittenti radiofoniche e televisive che hanno effettuato investimenti in tecnologie innovative nel 2023
possono fare domanda per accedere ai contributi
A partire dal 28 ottobre e fino al 19 novembre 2024 le imprese editrici di emittenti radiofoniche e televisive potranno presentare domanda,
su piattaforma dedicata, per accedere agli incentivi per gli investimenti orientati all’innovazione tecnologica e alla transizione digitale.
È stato adottato il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri − Dipartimento per l’informazione e l’editoria del 4 luglio 2024,
riguardante le disposizioni applicative per la fruizione dei contributi del “Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria per l’anno 2023”,
al quale è stata assegnata una dotazione di 140 milioni di euro, dei quali 45 milioni di euro destinati agli investimenti in tecnologie innovative
realizzati da emittenti televisive e radiofoniche.
Il contributo, che ha l’obiettivo di migliorare la qualità dei contenuti e la loro fruizione da parte dell’utenza,
riguarda gli investimenti effettuati nel 2023 e sarà concesso sotto forma di rimborso,
in misura pari al 70% delle spese sostenute dalle imprese del settore dell’editoria radiofonica e televisiva
per investimenti in tecnologie innovative finalizzati all’adeguamento delle infrastrutture e dei processi produttivi orientati alla transizione digitale.
Le spese ammesse e le modalità di fruizione del contributo vengono dettagliate dal provvedimento
del Capo Dipartimento per l’informazione e l’editoria del 4 luglio 2024.
Qualora il totale dei contributi richiesti risulti superiore alle risorse disponibili, si procederà al riparto proporzionale tra i soggetti aventi diritto.
Le risorse, stanziate nell’ambito del “Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria”, sono così suddivise:
20 milioni di euro per i fornitori di servizi di media audiovisivi (FSMA) nazionali;
15 milioni per gli FSMA operanti in ambito locale;
10 milioni per i titolari di concessioni radiofoniche, i fornitori di contenuti radiofonici digitali
e i consorzi di imprese editoriali operanti in tecnica DAB.
Per maggiori informazioni
PROTESTA DI CNRT, ASSOCIAZIONE DI RADIO LOCALI IN ITALIA, CONTRO LA RAI CHE
VUOLE FREQUENZE AGGIUNTIVE A DANNO DELLE RADIO LOCALI PER LE PROPRIE RETI DAB+
L’ Agcom, nella riunione di Consiglio del 9 ottobre u.s. ha messo all’ordine del giorno al punto n. 6,
la “Richiesta di parere del Ministero delle Imprese e del Made in Italy in merito a istanza della società RAI
volta a ottenere frequenze aggiuntive per la propria rete DAB”.
Il MIMIT, quindi, starebbe valutando di soddisfare la richiesta della RAI di ottenere una ulteriore risorsa DAB oltre a quella già assegnata.
In un momento topico con i bandi DAB ancora non totalmente definiti, con i contest in corso in n. 8 regioni/bacini,
con i diversi ricorsi presentati nel Lazio e con un PNAF DAB che non viene integrato delle necessarie risorse,
peraltro più volte richieste anche ai Tavoli tecnici, sarebbe un vero schiaffo all’emittenza locale che, attraverso i Consorzi locali DAB+,
sta lottando per ottenere il passaggio al digitale radiofonico che gli spetta di diritto.
Una lotta proprio a seguito della carenza di risorse appostate nel PNAF DAB ma esistenti.
Qualora il MIMIT dovesse assecondare la richiesta della RAI il fatto costituirebbe una gravissima violazione, oltre che delle norme,
anche della Costituzione in termini di garanzia della pluralità e diritto d’impresa andando, peraltro,
a impattare ulteriormente sui mercati, in particolare quelli cui fanno riferimento le emittenti locali, già fartemente compromessi.
Piuttosto, CNRT chiede, e ribadisce, ad Agcom e al MIMIT di adoperarsi subito e senza indugi a integrare il PNAF DAB, da subito risultato carente,
con altre risorse al fine di evitare che le emittenti aderenti ai Consorzi locali restino emargiate con danni incalcolabili
la cui responsabilità, evidentemente, ricadrebbe proprio sui due Enti che dovrebbero garantire tutti.
CNRT è assolutamente contraria ad una attribuzione aggiuntiva a favore della Rai e, qualora ciò dovesse concretizzarsi, ricorrerà nelle opportune sedi.
LOMBARDIA: A SEVESO (MB) IL CONGRESSO MONDIALE DI RADIO MARIA
Radio Maria ha scelto Seveso come campo base per il suo nono convegno mondiale al quale partecipano delegazioni da tutto il globo.
Radio Maria ha scelto Seveso, e in particolare il Centro pastorale ambrosiano, con il suo seminario ed il suo santuario,
come campo base per il suo nono convegno mondiale al quale hanno partecipano delegazioni da tutto il globo.
Il motto dell’evento di quest’anno è stato: “La sua parola corre veloce”, riprende il salmo 147,15 della Bibbia.
Il convegno si è svolto la scorsa settimana.
A Seveso il congresso mondiale di Radio Maria: il programma
Il calendario ha previsto, tra gli altri incontri, la conferenza del directors advisor della famiglia mondiale di Radio Maria padre Livio Fanzaga
e la conferenza del presidente della famiglia mondiale di Radio Maria Vittorio Viccardi.
E poi i vespri con una santa messa solenne cantata dai sacerdoti direttori delle varie sedi di Radio Maria.
Dalla sede madre dell’emittente ad Erba (CO), alla presenza di tutto le delegazioni del mondo, sono partite una serie di conferenze
che sono culminate con la celebrazione della santa messa della domenica.
Infine il programma è andato concludendosi con le conferenze in varie lingue proposte nella giornata dello scorso lunedì.
Tutto il programma è stato integralmente diffuso dalle frequenze dell’emittente in tutto il mondo e i collegamenti sono partiti dalla base sevesina.
Proprio in città nelle ultime ore sono arrivate delegazioni da ogni dove, perché Radio Maria unisce i cattolici di ogni angolo di Mondo.
A Seveso il congresso mondiale di Radio Maria: la storia
Emittente privata nata il 12 gennaio 1987, dieci anni più tardi è stata costituita la famiglia mondiale di Radio Maria,
una delle emittenti più diffuse d’Italia che si ascolta su tutto il territorio nazionale con 850 ripetitori, pari a quelli della Rai,
e tra le più estese di tutto il pianeta.
Per scelta non trasmette nessun messaggio pubblicitario e non ha sponsorizzazioni o finanziamenti da enti privati che possano limitarne la libertà.
La radio coinvolge le persone più umili e quelle più colte, le più anziane come i più giovani, ed è diventato il mass media cattolico più ascoltato in Italia,
arrivando addirittura ad un radioascoltatore italiano su dieci. Per questo incredibile appuntamento globale ha scelto per la prima volta la città di Seveso
ed il suo centro pastorale ambrosiano, da sempre luogo d’incontro e confronto per tutta la comunità cattolica locale e lombarda.

VENETO: CESUNA CONTRO L' ANTENNA 5G; «DANNO ENORME AL TURISMO»
Raccolta firme e incontro con il vicesindaco Stefani. «Sarà troppo vicina alla ciclopista del trenino: trovate delle alternative»
«No all’antenna 5G a Cesuna». I residenti della frazione di Roana si stanno opponendo con forza all’installazione di un nuovo ripetitore per la telefonia
e hanno avviato una raccolta firme per fermare la costruzione dell’impianto per le telecomunicazioni di ultima generazione,
autorizzata all’azienda Vodafone Italia spa, che ha depositato il 3 luglio scorso la richiesta allo sportello unico per le attività produttive.
L’area scelta è lungo l’ex ferrovia
L’impianto dovrebbe sorgere in un’area discostata dal centro, di proprietà privata, posta lungo la strada dell’ex ferrovia.
La popolazione è già stata informata di questo nuovo impianto e delle sue dimensioni:
un palo di 30 metri che poi ospiterà le antenne e gli apparati elettronici.
Immediatamente alcuni cittadini si sono attivati per informare tutti i residenti della frazione, nonché i proprietari delle seconde case della zona,
per poi avviare una raccolta di firme da allegare alla petizione, chiedendo che l’installazione venga spostata in area non prossima al centro abitato,
ritenendo che le nuove antenne, come puntualizzano i promotori della raccolta firme «potrebbero avere conseguenze significative sulla nostra comunità,
ed è importante agire uniti per proteggere il nostro ambiente e la nostra salute».
In particolare, si teme che la presenza dell’antenna provocherà un danno sia di natura ambientale sia a livello turistico per Cesuna,
trovandosi a poca distanza dalla ciclopedonale del trenino, nonché sul valore delle case poste a ridosso dell’impianto.
La protesta dei residenti
Proprio la protesta dei residenti e di molti proprietari delle seconde case, riunitisi in una sorta di comitato spontaneo,
ha portato a un incontro con gli amministratori comunali, durante il quale sono state espresse tutte le preoccupazioni per questa installazione
così a ridosso dell’abitato, sottolineando come «un’alternativa in un terreno lontano, sopra qualche rilievo, si possa sicuramente trovare».
Il Comune dialogherà con Vodafone
L’Amministrazione comunale, nella persona del vicesindaco Carlo Stefani, ha assicurato di aver cercato un dialogo con Vodafone.
«Abbiamo però riscontrato subito una grande difficoltà perché la questione si trascina da troppo tempo, dal febbraio del 2023,
fino alla presentazione della pratica al Suap nel luglio di quest’anno – spiega Stefani -.
L’auspicio è che si possa organizzare un incontro con la società incaricata dell’installazione, l’Inwitt,
prima della conferenza dei servizi programmata per il 25 ottobre, che darebbe il via all’installazione».
EMILIA-ROMAGNA: RUOCCO; "LA NUOVA RADIO SFERA"
Radio Sfera, ex Radio Sfera Regione, torna con tecnologia Dab a Bologna.
Focus su musica, ospiti e informazione locale, anche sul calcio.
È stata una sigla simbolo della radiofonia regionale, Radio Sfera Regione, una emittente che a lungo ha offerto un servizio
basato sull’informazione locale molto accurata e su selezioni musicali sempre molto accattivanti.
Una realtà che adesso, dopo una pausa di qualche anno, ritorna, fortemente voluta dal direttore e proprietario di allora e di adesso,
Anselmo Mino Ruocco, con il nome di Radio Sfera, e un posizionamento digitale grazie alla tecnologia Dab,
che ne permette l’ascolto ovunque.
Ruocco, il “dab” che accompagna la vostra nuova avventura, per lei ha un significato speciale.
“Sì, mi piace immaginare che il “dab” che segue il nome della nostra radio in questa esperienza,
non si riferisca solo al tipo di tecnologia di trasmissione adottata, ma siano le iniziali della frase “Da Bologna”.
Perché per noi il posizionamento cittadino è assolutamente centrale. Non vogliamo essere una radio generalista, per quello bastano i network,
ma vogliamo immergerci nei bisogni di informazione della comunità. E Bologna è una città pienissima di avvenimenti, di attività, di spettacoli,
di cultura quindi una grande fonte di notizie”.
Parlava di spettacolo. Bologna è la città della musica.
“Ne siamo consapevoli e vogliamo metterci al servizio di questa ricchezza. La componente musicale nella radio sarà molto importante
e sarà basata sui grandi successi, i brani che hanno accompagnato la nostra vita tra gli anni ’70 e i ’90,
decenni di straordinaria creatività per la produzione di canzoni.
E Bologna è stata, e lo è ancora, una città di riferimento per questa storia sonora, che noi racconteremo”.
Solo musica o anche ospiti in studio?
“Tanti ospiti. Ne abbiamo bisogno. Faccio un esempio.
Mi ha molto colpito il fatto che, in occasione dell’uscita del disco postumo di Jimmy Villotti nessuna radio, a Bologna,
abbia pensato di chiamare in studio personalità di fama nazionale, come Mauro Malavasi e Fio Zanotti, che qui vivono e lavorano,
per raccontare il grande chitarrista. Io penso che una radio locale abbia questo dovere”.
Bologna è anche calcio.
“Entrare nell’universo calcistico è l’altra nostra priorità.
Lo facciamo con una prestigiosa collaborazione con Radio 1909 che trasmetterà il dopo partita.
Crediamo che sviluppare le sinergie tra le diverse emittenti locali permetta a tutti di migliorare il nostro servizio verso l’ascoltatore”.
Ci ha parlato di musica e di calcio. Radio Sfera Dab avrà anche l’informazione?
“Certo, abbiamo previsto una serie di appuntamenti fissi con l’informazione che si baserà sui titoli degli articoli del Qn-il Resto del Carlino
che commenteremo con una linea diretta con il nostro pubblico”. Radio Sfera si ascolta su radiosferadab.it

Ricordiamo che RADIO SFERA è veicolata nel Mux RADIO DIGITALE EMILIA-ROMAGNA,
FREQUENZE E POSTAZIONI
| EMILIA-ROMAGNA | ||
| Canale 12A (223,936 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Via Bonazzi | Castel Maggiore | BO |
TOSCANA: 470 FIRME CONTRO IL RIPETITORE 5G A PISTOIA OVEST
470 firme per dire no all’installazione dell’impianto 5G in via Salvo d’Acquisto a Pistoia.
I cittadini sono scesi in campo per opporsi alla costruzione del ripetitore.
Tra i punti messi sul banco degli imputati risalta certamente il problema sulla locazione scelta per il ripetitore,
ovvero un’area verde nel bel mezzo di una zona abitata, dove sono presenti scuole e parchi pubblici.
In più la rabbia dei residenti è montata anche per la partenza repentina del cantiere,
senza nessun avviso e comunicazione recapitata ai cittadini.
La richiesta adesso è quella dello stop dei lavori e un tavolo di confronto con il Comune,
in particolare il Sindaco, per il ricollocamento dell’opera in altra zona.
TOSCANA: LA CRISI INFIDA E PENETRANTE DI TV LOCALI
E GIORNALI È UN RISCHIO PER TUTTI NOI
Ricordo con nettezza quando, nello scorso secolo, non potevo iniziare la giornata senza la mia “mazzetta di quotidiani”.
Ho sempre avuto una curiosa attrazione ed interesse per la comunicazione, ma uno strano approccio con la televisione.
Tant’è che all’inizio del nuovo millennio, quando ero sindaco a Cavriglia, convinsi, assieme a ricercatori dell’ospedale Meyer,
un centinaio di famiglie a vivere per alcune settimane senza quell’apparecchio spesso malefico.
Fu un’esperienza bellissima, ma anche un paradosso: noi spegnemmo le televisioni
e le televisioni di mezzo mondo vennero a vedere chi erano quei pazzi che avevano deciso di leggere “Il piccolo principe”
piuttosto che fare zapping tra un Grande Fratello, un talent o un tg.
Buffo, arrivarono anche dal Giappone per intervistarci. Le cose sono cambiate da quel tempo.
Il telecomando oggi è spesso sostituito dal mouse, dallo smartphone e dai reel
e il passaggio al digitale terrestre ha dato un ulteriore fendente alla vita delle emittenti televisive, in particolare di quelle locali.
E così la crisi si abbatte infida e penetrante anche sulle voci della nostra informazione locale.
In Toscana sono stati messi a rischio posti e redditi di centinaia di lavoratori, più o meno l’equivalente di una grande fabbrica.
Ma in questo caso in gioco non è solo il lavoro, perché il bene che quei lavoratori sono chiamati a produrre è un bene prezioso per la qualità della società.
Se le televisioni soffrono, certo i giornali non ridono. Anche da noi testate che hanno chiuso, altre costrette a precarizzare i collaboratori,
a ridurre le redazioni.
[…]
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LAZIO: ANTENNA 5G VICINA A CASE ED ASILI;
I RESIDENTI DI MONTE DEL MARMO (RM) ALZANO LA VOCE
La protesta: “Vogliamo soluzioni e maggiori controlli, non solo parole. La salute pubblica deve essere prioritaria!”
Mercoledì 16 ottobre, i residenti del consorzio San Luigi di Monte del Marmo si sono riuniti in Piazza del Campidoglio
per lanciare un appello all’opinione pubblica riguardo ai pericoli dell’inquinamento elettromagnetico e alla salute dei cittadini.
L’occasione è l’installazione di una nuova antenna 5G,
un tema che ha acceso le preoccupazioni di una comunità già segnata da gravi problemi di salute.
Una comunità in allerta
“La preoccupazione tra i residenti è palpabile,” dichiara Vincenzo Moccia, presidente del consorzio.
“Abbiamo assistito a numerosi casi di leucemia e tumori tra i nostri vicini.
La gente ha paura e io sento il dovere di muovermi in risposta a queste ansie.”
Il motivo della protesta risiede nella decisione di una multinazionale di installare un’antenna a soli 150 metri dalle abitazioni,
vicino a un asilo nido e a un pensionato.
Una scelta che ha sollevato un’ondata di indignazione tra i residenti, che si sono mobilitati sin dal momento dell’annuncio,
culminando in un acceso confronto verbale con gli operai della ditta responsabile, avvenuto lo scorso luglio.
Una lotta per la salute
La questione non è solo una battaglia contro l’installazione di una nuova antenna,
ma è diventata simbolo di una lotta più ampia per la salute e il benessere della comunità.
“Non possiamo rimanere in silenzio mentre la nostra salute viene messa in gioco.
Ci sono troppe incognite riguardo ai rischi legati all’esposizione alle onde elettromagnetiche, e vogliamo essere ascoltati!”
afferma un altro residente, esprimendo la frustrazione e la determinazione del gruppo.
Insomma, circa 50 persone hanno partecipato alla manifestazione odierna in Piazza del Campidoglio per esprimere il loro dissenso
e chiedere che le autorità competenti prendano in considerazione i legittimi timori dei cittadini.
“Vogliamo soluzioni e maggiori controlli, non solo parole. La salute pubblica deve essere prioritaria!”
concludono i residenti, uniti nella loro richiesta di attenzione e protezione.
BASILICATA: LA RADIO E LE RADIO DA MARCONI AD OGGI
Si è conclusa, nella sala Inguscio della Regione Basilicata, l’evento organizzato in ricordo dei 150 anni della nascita di Guglielmo Marconi.
L’evento è stato patrocinato dalla Regione Basilicata e dalle sede Rai della Basilicata.
L’evento è stato patrocinato dalla Regione Basilicata e dalle sede Rai della Basilicata.
La manifestazione si è articolata in una mostra di radio d’epoca molto suggestiva e che ha riscosso l’apprezzamento dei visitatori, giovani sopratutto.
Nella mattinata poi si è discusso sul tema “le onde radio in Basilicata” con l’intervento di molti protagonisti.
In quest’ambito si è parlato dello sviluppo della rete radio della Rai in Basilicata, dall’inaugurazione del 1959 ai giorni nostri.
Un’evoluzione costante, da quando, in mancanza di trasmettitori, ci si arrangiava con le trasmissioni con due apparati in onde medie,
fino a metà degli anni settanta quando il territorio regionale fu servito dai ripetitori, salvo zone marginali e di difficile accesso.
Basti dire che per diffondere il Corriere della Basilicata i trasmettitori pugliesi irradiavano alle 14,00 il corriere della Puglia e a seguire quello della Basilicata.
Basti dire che per diffondere il Corriere della Basilicata i trasmettitori pugliesi irradiavano alle 14,00 il corriere della Puglia e a seguire quello della Basilicata.
Dalla metà degli anni settanta si regionalizzò la rete a modulazione di frequenza
con l’installazione di tre potenti trasmettitori a Monte Pierfaone, rendendo in tal modo la rete Mf regionale autonoma.
Nello stesso periodo un provvedimento della Corte Costituzionale liberalizzò l’etere e le radio pirata uscirono dalla clandestinità
Nello stesso periodo un provvedimento della Corte Costituzionale liberalizzò l’etere e le radio pirata uscirono dalla clandestinità
creando un vero e proprio far west delle frequenze. Assegnate senza una programmazione, ogni radio che nasceva piantava un palo,
un’antenna e un trasmettitore, e si irradiava sulla prima frequenza libera.
Questo modo, fai da te, influiì negativamente sulla qualità del servizio,
Questo modo, fai da te, influiì negativamente sulla qualità del servizio,
causando conflitti continui tra i gestori delle radio per le interferenze che l’uso incontrollato delle frequenze generavano.
Il far West delle frequenze è continuato per decenni, disturbando notevolmente le trasmissioni del servizio pubblico radiofonico e televisivo.
Il far West delle frequenze è continuato per decenni, disturbando notevolmente le trasmissioni del servizio pubblico radiofonico e televisivo.
Ma fu anche un periodo creativo, grazie al notevole fermento che si registrava intorno a ciascuna radio privata:
gruppi di giovani che scoprirono la bellezza della radio e le opportunità che offriva loro per comunicare con la gente,
per offrire parole e musica e regalare momenti di leggerezza e ilarità.
Imitando la trasmissione RAI “chiamate Roma 3131”, le emittenti private si tuffavano anch’esse nell’interattività con i radioascoltatori
Imitando la trasmissione RAI “chiamate Roma 3131”, le emittenti private si tuffavano anch’esse nell’interattività con i radioascoltatori
dando loro la possibilità di telefonare nel corso dei programmi con opinioni e commenti,
oppure offrendo la possibilità di scegliere brani musicali di loro gradimento.
Molte radio cominciarono così a impostare palinsesti dedicati a fasce di utenza ben precise,
agganciando la programmazione a tematiche musicali (Rock, musica italiana, folklore locale etc.) o sociali (politica in primis).
Un servizio alternativo che al contrario del servizio pubblico, ingessato per missione e regole proprie,
Un servizio alternativo che al contrario del servizio pubblico, ingessato per missione e regole proprie,
rendevano molto agile l’ascolto per la presenza di prossimità e il contatto con la gente.
La sopravvivenza della radio inizialmente fu minata dalla nascita della televisione e superò molto bene il confronto.
Adesso ci sarà un altro salto tecnologico della radio broadcast e cioè il Dab:
La sopravvivenza della radio inizialmente fu minata dalla nascita della televisione e superò molto bene il confronto.
Adesso ci sarà un altro salto tecnologico della radio broadcast e cioè il Dab:
la radio digitale di qualità superiore che manderà in soffitta la radio analogica.
Contestualmente, a contendere il primato della radio, sono nate altre piattaforme sui social e sul web
Contestualmente, a contendere il primato della radio, sono nate altre piattaforme sui social e sul web
che trasportano contenuti audio e video confezionati diversamente.
Riuscirà nel prossimo futuro, la Radio analogica ma soprattutto quella digitale a mantenere lo spazio che si è conquistato da un secolo di vita,
Riuscirà nel prossimo futuro, la Radio analogica ma soprattutto quella digitale a mantenere lo spazio che si è conquistato da un secolo di vita,
da quando Guglielmo Marconi portò il segnale radio nel Mondo?
SARDEGNA: STOP ALL' ANTENNA 5G A PORTO CERVO (SS),
I RESIDENTI VINCONO AL TAR
II Tar blocca il progetto dell’antenna 5G a Porto Cervo
Un gruppo di residenti ha incassato una vittoria al Tar Sardegna per bloccare il progetto di un’antenna 5G a Porto Cervo.
“Il Tribunale certifica che l’amministrazione comunale (come prevedibile) ha fatto un grosso danno a cittadini, imprese e Comunità tutta”.
Ad Arzachena esulta il consigliere di opposizione Fabio Fresi.
Il Tar Sardegna ha accolto un ricorso contro il progetto dell’antenna Vodafone curato dalla Sardinian Towers srl.
I residenti hanno contestato le autorizzazioni concesse dal Comune di Arzachena col consenso di Regione e Soprintendenza.
I giudici amministrativi concordano coi ricorrenti sul fatto che il Comune potesse agire diversamente
e non autorizzare l’impianto in via della Goletta a Porto Cervo.
“Oggi il Tar sancisce che quell’antenna non poteva essere autorizzata – commenta Fresi -.
Spero che si prenda atto di quanto disposto dai giudici e che venga quindi smontata e posizionata in una zona idonea.
Bisogna smetterla di buttare i soldi dei cittadini in ricorsi inutili e dannosi e rimediare “umilmente” agli errori.
Viviamo di turismo e ambiente, non di antenne”.
FRANCIA: RIDUZIONE DELLE ASSUNZIONI, COSTRUZIONE DELLA SCENOGRAFIA RINVIATA... OUEST-FRANCE TV RIVEDE AL RIBASSO IL SUO PROGETTO PRIMA DELL' ARRIVO SUL DTT
Nel corso di un’assemblea generale, la direzione di Ouest-France TV ha rivisto al ribasso i suoi obiettivi
prima del lancio del canale sul DTT nel 2025.
Ouest-France sta rivedendo il suo progetto. Secondo le informazioni di La Lettre,
la direzione del futuro canale ha deciso di “andare sul sicuro” prima del suo lancio sul DTT nel 2025.
Selezionato da Arcom lo scorso luglio per compensare le esclusioni di C8 e NRJ 12,
OFTV (per Ouest- France TV) sta attualmente discutendo con l’Autorità di regolamentazione delle comunicazioni audiovisive e digitali
per beneficiare di una proroga di sei mesi per poter iniziare le sue trasmissioni sulle onde radio digitali il 1 settembre 2025,
come ha chiesto durante la sua udienza, e non il 1 marzo, data in cui terminerà la programmazione di C8 e NRJ12.
35 dipendenti invece dei 58 annunciati
Se si considerano effettivamente due programmi di lancio, “una griglia di transizione” sarà predisposta in caso di debutto il 1° marzo 2025.
Guénaëlle Troly, nominata direttrice generale dell’OFTV mercoledì 2 ottobre 2024, non sa ancora su quale numerazione –
l’8, il 12, un altro? – il suo canale andrà in onda.
Dietro le quinte, i cinque leader del gruppo Ouest-France che avevano difeso la loro causa contro i saggi di Arcom
si stanno ancora preparando per questo imminente lancio.
Ma secondo i colleghi di La Lettre, OFTV “ha leggermente abbassato le sue ambizioni prima del lancio”.
“Abbandonate le intenzioni delle 58 assunzioni avanzate davanti ad Arcom il 16 luglio per convincere Roch-Olivier Maistre
e il suo collegio a destinare all’Ouest-France una delle quindici frequenze messe in gioco sul DTT (…)
Fabrice Bazard, il direttore generale d’Ouest-France, ha precisato durante l’ultimo CSE del gruppo a metà settembre,
che il canale avrà circa 35 dipendenti (al momento del lancio, ndr)”, si legge.
Motivo indicato? Ridurre al minimo gli investimenti fino a “raggiungere un certo livello di audience”.
Secondo i nostri colleghi, “l’OFTV favorirà quindi gli ordini esterni rispetto ai programmi interni”.
Altra modifica: “I lavori di costruzione dello studio TV a Rennes – uno degli argomenti principali del canale per difendere le sue radici regionali –
non inizieranno prima del 2026, e nemmeno del 2027, a causa dei loro costi elevati.
“Alla fine di questo progetto, l’organico sarà portato a una cinquantina di dipendenti “, scrive La Lettre.
Contattata da Puremédias , la comunicazione di Ouest-France TV non ha risposto alle nostre richieste.
[…]
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