Domenica 29 settembre 2024

TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA.

A cura di Salvatore Cambria

Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.

VENETO IN DIGITALE: NUOVO LOGO PER TELECITTÀ NEL MUX LOCALE 2

Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Veneto.
Nel Mux LOCALE 2 l’emittente TELECITTA (LCN 83), con sede a Vigonza (PD)
L’emissione video risulta sempre in MPEG-4 H.264 ed in alta definizione.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

A sinistra il logo nuovo, a destra quello precedentemente utilizzato.

CAMPANIA IN DIGITALE - MUX LOCALE 3: REINSERITO CANALE 95, NUOVO LOGO PER CALCIO NAPOLI 24 HD

Proseguiamo con la Campania e nello specifico con il Mux LOCALE 3.
La sportiva CalcioNapoli 24 (LCN 79) ha adottato un nuovo logo.
L’emissione video risulta sempre in H.264 HD con la risoluzione 1280×720.

A sinistra il logo nuovo, a destra quello precedentemente utilizzato.

Contemporaneamente è ritornato per l’ennesima volta CANALE 95 sul digitale terrestre.
L’emittente è trasmessa in MPEG-4 H.264 ed in definizione standard
ed è posizionata sulla LCN 95 identificata Canale 95 event.
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PUGLIA IN DIGITALE: ARRIVA POLITICAL TV NEL MUX LOCALE 2

Ci spostiamo in Puglia, dove ha fatto il suo ingresso POLITICAL TV sulla LCN 86 nel Mux LOCALE 2.
L’emittente, con sede a Turi (BA), trasmette in MPEG-4 H.264 ed in definizione standard.
Inoltre è stato inserito un canale dati in portante muta identificato Ghost 3.
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SPAGNA IN DIGITALE: INSERITA RADIO PARA TODOS
IN ALTA DEFINIZIONE NEL MUX 4K PRUEBAS

Ci dirigiamo in Spagna, dove segnaliamo l’inserimento nel Mux 4K PRUEBAS dello slot Radio para todos
nella modalità video H.264 HD con la risoluzione 1920×1080 e privo di numerazione automatica.
In onda è visibile lo studio della versione nazionale della RNE (Radio Nacional de España),
accompagnato dai sottotitoli per garantire la fruizione anche alle persone non udenti.
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Qui di seguito pubblichiamo integralmente il seguente comunicato tradotto in lingua italiana:
 
RTVE lancia il 30 settembre “RNE para todos”, la prima esperienza radiofonica globale per le persone sorde
 
L’inizio delle trasmissioni avrà luogo alle ore 11:00 in un evento presso la Casa de la Radio alla presenza di Sua Maestà la Regina
 
Il nuovo servizio sarà fornito tramite DTT e RTVE Play
 
Inizierà con una copertura del 60% della popolazione e raggiungerà nel medio termine il 99%.
 
Lunedì prossimo, 30 settembre, parte RTVE, un nuovo servizio radiofonico pionieristico per le persone non udenti.
“RNE para todos”, la prima esperienza globale di questo tipo, inizierà le sue trasmissioni alle 11 durante un evento presso la Casa de la Radio,
a Prado del Rey, al quale parteciperà Sua Maestà la Regina e che trasmetterà in diretta il programma “Las Mornings de RNE” con Mamen Asencio.
“RNE para todos” potrà essere sintonizzato sul DTT dagli utenti che lo desiderano e sarà accessibile anche tramite RTVE Play.
Il servizio sarà fornito con una copertura iniziale pari al 60% della popolazione sul DTT, anche se essa aumenterà
fino a raggiungere oltre il 99% nel medio termine.
La radio sarà finalmente accessibile alle persone non udenti incorporando i sottotitoli
accompagnati dall’immagine dello studio della Radio Nazionale.
Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica, in Spagna ci sono 1.230.000 persone con disabilità uditive di diverso tipo e grado.
Di questi, quasi il 98% utilizza il linguaggio orale per comunicare.
Ad oggi la Legge 13/2022, Comunicazioni generali audiovisive, e dal 2010, stabilisce obblighi di accessibilità per il servizio televisivo
attraverso la sottotitolazione per non udenti, il linguaggio dei segni e l’audiodescrizione per i non vedenti,
ma non è previsto alcun obbligo nel caso della radio, che ha vissuto nell’oblio dell’accessibilità per le persone non udenti
sin dalla sua attuazione in Spagna, cento anni fa.
RNE ha effettuato il test pilota di questo nuovo servizio il 13 febbraio 2023, in occasione della Giornata Mondiale della Radio,
con la collaborazione del Centro spagnolo di sottotitolazione e descrizione audio (CESyA).
Ciò è stato considerato un successo, l’implementazione del servizio è stata perfezionata e migliorata ed inizierà i test lunedì prossimo.
Per la fornitura del servizio “RNE para todos”, RTVE si avvale della collaborazione del CESyA,
un centro dipendente dal Royal Board on Disability (Ministero dei Diritti Sociali e dell’Agenda 2030)
guidato dall’Università Carlos III di Madrid e Cellnex Telecom.
 

VENETO: ANTENNA 5G A CESUNA (VI), RESIDENTI IN RIVOLTA

L’imminente installazione di un ripetitore per la telefonia mobile con tecnologia 5G preoccupa gli abitanti di Cesuna
che hanno avviato una raccolta firme per dire no all’antenna.
Il terreno sul quale la ditta Inwitt di Milano è intenzionata ad innalzare il palo dell’altezza di trenta metri
a supporto dei ripetitori della compagnia Vodafone Italia è di proprietà privata e si trova nei pressi dell’ex discoteca Tucano.
I residenti si oppongono per tre principali motivi.
Si spera dunque di riuscire ad avere un incontro con Inwitt prima della conferenza dei servizi programmata per il 25 ottobre
che darebbe il via all’installazione. Intanto la raccolta firma continua.
 
 
  
FERMIAMO L’INSTALLAZIONE DELL’ANTENNA 5G A CESUNA!
 
I residenti non vogliono il nuovo impianto per la telefonia, avviata una raccolta firme
 
“Non vogliamo l’antenna 5G”. I residenti a Cesuna sono sul piede di guerra contro l’installazione di una nuova infrastruttura per le telecomunicazioni
che dovrebbe ospitare gli impianti per la telefonia mobile di Vodafone Italia Spa prevista a breve in paese,
all’altezza dell’ex discoteca Tucano, lungo la strada della vecchia ferrovia.
L’istanza per il consenso all’installazione è stata presentata allo Sportello unico per le imprese presso l’Unione montana in data 3 luglio 2024
da parte della ditta Inwitt Spa con sede a Milano.
L’avviso alla popolazione, emesso in data 18 agosto 2024, parla della posa di un palo metallico dell’altezza di 30 metri
(praticamente come un palazzo di 12 piani) atto ad ospitare antenne, parabole e relativi apparati elettronici.
Il terreno su cui dovrebbe sorgere (corrispondente al foglio 64, mappale 543) è di proprietà privata.
Appena venuti a conoscenza di questo progetto, alcuni cittadini si sono messi in azione per informare tutti i residenti
e i proprietari di seconde case della frazione roanese avviando una raccolta di firme alla quale si può aderire recandosi al Bar Cooperativa da Katia
o al Panificio da Susy.
“Quest’antenna – si legge nell’informativa che accompagna la petizione – potrebbe avere conseguenze significative sulla nostra comunità,
ed è importante agire uniti per proteggere il nostro ambiente e la nostra salute”.
Si specificano poi le motivazioni per le quali dire no tutti insieme: l’impatto negativo sulla salute, il danneggiamento ambientale
e le conseguenze sul turismo, il deprezzamento degli immobili che la presenza dell’antenna 5G può indurre.
È stato anche organizzato un incontro tra l’amministrazione comunale e la popolazione, fissato per lunedì 23 settembre, alle 20.30,
presso l’albergo La Pineta al quale si è invitati a partecipare numerosi.
 

TOSCANA: 6 CITTÀ SOTTO OSSERVAZIONE PER VERIFICARE EVENTUALI CORRELAZIONI FRA SEGNALI 5G E MALATTIE GRAVI

Tumori e campi elettromagnetici, la Toscana ordina uno studio sul 5G: sei le città sorvegliate speciali
 
Arpat e Ars verificheranno se ci sono legami con leucemie, linfomi e aborti
 
Uno studio sugli effetti del 5G, per capire se ci sia un legame fra i tumori accusati dalla popolazione, soprattutto infantile,
e i campi elettromagnetici generati dalle «stazioni radiobase» che stanno punteggiando la Toscana
per portarla nella quinta generazione di internet e della telefonia mobile.
Lo ha appena ordinato la Regione con una delibera firmata da Monia Monni e Simone Bezzini, assessori all’ambiente e alla sanità.
Palazzo Strozzi Sacrati così stanzia 222.720 euro per condurre quella che forse è la prima ricerca scientifica sulla tecnologia
che promette di rivoluzionare l’era delle vite iperconnesse.
 
Dove si svolgerà lo studio
Saranno sei le città capoluogo sorvegliate speciali, quelle con una popolazione prossima o superiore a 100mila abitanti
(Pisa, Livorno, Lucca, Firenze, Prato e Arezzo), due le agenzie regionali coinvolte, Arpat e Ars,
la prima incaricata di misurare l’esposizione all’inquinamento da banda larga super veloce,
la seconda di tracciare un’indagine epidemiologica che verifichi eventuali correlazioni con tumori alla testa e al sistema nervoso,
leucemie, linfomi non-Hodgkin, in particolare nei bimbi toscani, e casi di aborti spontanei o altri problemi di salute
che via via dovessero emergere come ricorrenti durante lo studio, che per ora è finanziato per due anni.
 
L’allarme già nel 2013
Finora, spiegano Monni e Bezzini nel progetto allegato alla delibera, la comunità scientifica ha indagato quasi solo un aspetto
dell’impatto dei campi elettromagnetici sulla salute. A dare l’allarme, nel 2013, era stata la Iarc, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro,
che «aveva definito i campi elettromagnetici a radiofrequenze come possibili cancerogeni per gli effetti sui tumori della testa legati all’uso prolungato del cellulare».
E da lì in poi gli studi sono fioccati, ma «le esposizioni derivanti non dall’uso del cellulare, ma da altre sorgenti, quali le stazioni radiobase (Srb),
sono di natura diversa, soprattutto perché i possibili effetti non sono limitati alla testa e, come appare da studi di monitoraggio, sono di minore intensità»
e «ad oggi» gli studi esistenti «forniscono risultati contrastanti ed evidenze inconcludenti», recita il testo.
Dunque, la Toscana avvia uno studio accurato anche per fugare teorie del complotto, fake news e psicosi che in questi anni hanno pullulato i social
e spaventato le comunità dei territori in cui era annunciato l’arrivo di una antenna 5G. Ma quali saranno i passaggi della ricerca?
 
Gli obiettivi
Arpat ha sei obiettivi:
 
1) analizzare limiti e scenari di sviluppo della rete 5G in Toscana;
 
2) elaborare un modello matematico che consenta la previsione su scala urbana dei livelli di esposizione presenti nei sei capoluoghi selezionati
a partire da impianti già autorizzati;
 
3) misurare le esposizioni con le tre centraline già in dotazione e acquistarne altre per coprire tutte le aree urbane oggetto di studio;
 
4) svolgere controlli sugli impianti 5G esistenti, «possibilmente di gestori diversi», e su quelli in costruzione,
cinque dei quali peraltro verranno realizzati nelle città prescelte proprio durante il progetto;
 
5) applicare agli impianti dei «dosimetri» specifici per la banda larga per misurare le esposizioni e validare il modello matematico;
 
6) valutare i livelli di esposizione dove questa è più alta e dove la densità della popolazione è maggiore.
 
All’Agenzia regionale di sanità (Ars) poi spetterà il monitoraggio sulla salute e la sorveglianza epidemiologica sulle città
in cui si registrano i livelli di campo elettromagnetico più alti, tanto che le «stime potranno essere perfezionate anche indoor»,
cioè nelle abitazioni e nelle scuole. Per questo l’Ars dovrà fare stimare quanti studenti saranno «esposti a vari livelli di inquinamento elettromagnetico».
Ma lo studio valuterà diverse caratteristiche sociali e demografiche della popolazione, come l’impatto su diverse fasce d’età
e le condizioni socio economiche per individuare potenziali sottogruppi più a rischio.
Alla fine spetterà proprio ad Ars fare una stima delle possibili associazioni fra esposizione ai campi elettromagnetici e malattie.
Con un target privilegiato, però: «Sulla base della scarsa letteratura scientifica disponibile si prevede di focalizzare l’attenzione sulla popolazione infantile,
in quanto più suscettibile agli effetti dell’inquinamento da campi elettromagnetici».
 
I casi studio
Non solo. Ars seguirà anche alcuni casi-studio, cioè persone e bambini che negli anni si dovessero ammalare e si ritrovassero a risedere nelle zone più a rischio,
dunque quelle in cui le onde elettromagnetiche per far funzionare il 5G sono più potenti.
Obiettivo: «minimizzare le distorsioni dovute al confondimento residuo», cioè altri casi che non potrebbero essere correlabili.
Per questo l’attenzione si «focalizzerà sui casi di tumori infantili, tra cui le leucemie, i tumori del sistema nervoso centrale, i linfomi non-Hodgkin,
casi di aborto spontaneo ed altri esiti sanitari che emergeranno da una valutazione più accurata della letteratura disponibile».
 

MARCHE: PREVISTE DUE ANTENNE 5G AL PORTO DI PESARO
E DELLE CENTRALINE DI MONITORAGGIO VICINO ALLE SCUOLE

Due antenne 5G al porto di Pesaro: vicino alle scuole verrano installate le centraline di monitoraggio
 
Tra i quartieri alle prese con l’installazione di antenne 5G, quello di Porto-Mare sta vivendo una fase di tensione che,
con la commissione convocata dal presidente Lorenzo Lugli, ha imboccato però una strada più collaborativa,
grazie anche all’apertura (vera novità) a un’ampia partecipazione. Nelle due ore di Commissione sono tre le questioni emerse:
l’antenna Iliad del porto, ancora non attiva, ha, sulla base dei pareri vincolanti rilasciati dalla Conferenza di servizi,
la facoltà di rimanere lì dov’è.
Il Comune per rassicurare famiglie e residenti apre alla possibilità, in accordo anche con le istanze di un gruppo di mamme,
di posizionare una centralina di monitoraggio delle emissioni elettromagnetiche, nel punto più vicino alla scuola.
E infine il sindaco ha già inoltrato una lettera formale del Comune di Pesaro all’attenzione del Capo dello Stato
contro il recente provvedimento del Governo sull’aumento, che è ormai legge,
delle emissioni elettromagnetiche passate da 6 volt per metro a 15 volt.
 
Le risposte
Sulla seconda antenna Iliad il dirigente comunale Moretti rispondendo alle domande di una mamma preoccupata ha ribadito:
«Quell’antenna al porto, come ricordato più volte dall’assessora Conti, rientra in un procedimento per il rilascio del titolo autorizzativo concluso nel 2023.
Entrambe le antenne del porto hanno parere vincolante e positivo di Arpam all’installazione.
Alle famiglie preoccupate che chiedono di tutelare la salute dei propri figli che frequentano i plessi scolastici di viale Napoli,
gli uffici insieme a Polab assicurano che quando la seconda antenna entrerà in funzione il Comune prevederà una serie di campagne
di monitoraggio sulle emissioni utilizzando centraline in più punti nei quartieri, ad una distanza di circa 70 metri dalla scuola,
tenendola magari accesa h24 per tre mesi consecutivi.
 
Le nuove installazioni
Sono 25 le nuove richieste delle società di telefonia mobile per antenne 5G, trasmesse ai servizi comunali Ambiente e Suap-Edilizi Privata
e supervisionate da Polab, società incaricata dal Comune al monitoraggio e all’aggiornamento del Piano di Rete.
Lo ha detto l’ingegnere e dirigente del servizio Mauro Moretti chiamato con l’assessora all’Ambiente Maria Rosa Conti al tavolo della Commissione Ambiente.
«Attenzione però – così tecnico e assessora – perché di queste istanze la società Polab ne avrebbe avallate solo 3».
 
L’aggiornamento
La mappa delle localizzazioni delle nuove antenne è stata aggiornata da Polab dopo le richieste pervenute dai singoli gestori alla data del 31 marzo.
«A breve – spiega Conti – vorremmo convocare un nuovo incontro pubblico in presenza o sulla piattaforma on line
per informare quartieri e cittadinanza sulla nuova mappa dei siti aggiornati oltre alle misure messe in campo dall’Amministrazione a partire dal 2025.
Le nuove antenne previste non è detto che arriveranno subito perché i gestori hanno un lasso di tempo ampio per decidere quando installarle.
Il Comune, visto l’aumento dei livelli di emissione previsti dal Governo, nelle sedi opportune e di competenza spingerà, affinché laddove possibile,
venga installata da una delle società di telefonia magari una sola antenna potenziata nei livelli di copertura ed emissioni,
tale che possa soddisfare il campo elettromagnetico di due o più impianti».
 
Il cambio di passo
Per il consigliere di maggioranza Lorenzo Lugli del Movimento 5 Stelle, il lavoro della Commissione Ambiente è l’esempio di una collaborazione trasversale
per una politica ambientale più condivisa e partecipata: «La volontà dell’Amministrazione – commenta – va nella direzione di ridurre gli spazi di manovra
per l’installazione di nuovi impianti 5G ma deve comunque deve fare i conti con un nuovo quadro normativo che,
equiparando la copertura di rete mobile ai servizi di pubblica utilità, di fatto limita la facoltà dei Comuni di imporre restrizioni sulla localizzazione delle antenne».
Insomma un cammino in salita che il Comune intende percorrere garantendo il massimo della tranquillità ai cittadini.
 

DDAY.IT: RAI STORIA E RAI SCUOLA IN PICCHIATA DOPO IL DVB-T2; PERSO IL 45% DEGLI SPETTATORI

In attesa della prossima ricerca di base Auditel/Censis, abbiamo provato a confrontare i dati degli ascolti prima e dopo il passaggio al DVB-T2:
Rai Storia e Rai Scuola hanno accusato dei cali di audience importanti, probabilmente a causa del parco TV
a cui ancora mancano più di 10 milioni di TV compatibili.
 
Dopo la migrazione del RAI Mux B in DVB-T2, è il momento di tirare i primi bilanci.
L’operazione non è stata indolore, anche in considerazione del fatto che non sono mai stati fatti test preliminari
prima dell’accensione contemporanea in tutta Italia del 28 di agosto scorso.
Non mancano le segnalazioni di diversi disservizi e mancate ricezioni, anche con TV che dovrebbero essere compatibili.
Le cause sono presumibilmente diverse: TV e decoder che faticano ad andare d’accordo con la configurazione del segnale Rai;
segnali da impianti trasmissivi diversi che non riescono a mettersi correttamente in sync;
impianti di ricezione vecchi e dalle performance non sufficienti per i parametri di trasmissione del T2.
E anche alcune messe a punto della messa in onda da parte di Rai che sembrano aver mandato in disservizio alcune utenze
che inizialmente ricevano correttamente il Mux B.
Le segnalazioni di disservizio, però, sono casi puntuali, potenzialmente anche isolati, che non fanno statistica.
In attesa delle evidenze della ricerca di base, preferiamo affidarci ai dati di ascolto Auditel dei canali coinvolti dal cambiamento,
analizzati prima e dopo il passaggio al DVB-T2.
 
Effetto DVB-T2: gli ascolti di Rai Storia e Rai Scuola in picchiata
Come abbiamo più volte raccontato, i canali in “esclusiva” T2 sono tre: Rai Storia, il più importante;
Rai Radio 2 Visual, la radiovisione; e Rai Scuola, l’unico dei tre diffuso in MPEG4 e non in HEVC.
Lo scopo di avere Rai Scuola in MPEG4 è proprio quello di stimare in maniera più precisa,
soprattutto grazie alla ricerca di Base Auditel, quante delle TV installate sono sì compatibili con il DVB-T2 ma non lo sono con l’HEVC.
I dati di ascolto Auditel comparati (precisamente la copertura, quindi il numero di individui
che ha visualizzato almeno un minuto del canale in questione nel giorno considerato)
che abbiamo analizzato danno la dimensione di quanto il parco installato non fosse pronto a questo passaggio al DVB-T2.
Abbiamo confrontato gli ascolti di Rai Storia e Rai Scuola del giorno martedì 27 agosto
con quelli del martedì di tre settimane dopo, il giorno 17 settembre.
Rai Storia è passata da una copertura di 904mila spettatori totale giornata a 691mila, con un decremento del 23%.
Non va meglio a Rai Scuola, che è passata da 603mla a 451mila spettatori, con una caduta di oltre il 25%.
E questo malgrado i canali non coinvolti dal passaggio al T2 siano invece andati molto meglio, anche in considerazione della stagione:
Rai Uno per esempio è passato da circa 16 milioni e mezzo del 27 agosto a 19 milioni e mezzo del 17 settembre: una crescita del 18%.
Temendo che l’analisi sul giorno singolo potesse essere imprecisa perché ipoteticamente frutto di circostanze di palinsesto,
abbiamo anche provato a confrontare i dati di una settimana intera con il pari periodo del 2023,
neutralizzando così l’effetto stagionale e la coda di agosto con molti ancora in vacanza.
Ebbene, Rai Storia è passata da 3.681.644 spettatori della settimana di settembre 2023
a 1.732.174 nella settimana di settembre 2024, post DVB-T2: ascolti praticamente dimezzati, meno 44,4%.
Anche Rai Scuola ha accusato il colpo, passando da 3.234.627 spettatori nella settimana del 2023
a 1.732.174 nella settimana di settembre: meno 46,4%.
 
Il DVB-T2 è tecnologicamente auspicabile. Ma rischia di diventare la zavorra del digitale terrestre
Si tratta di dati parziali e preliminari, che dovranno essere confermati nel medio termine.
Ma che fanno emergere come l’obbligo posto in capo a Rai di accendere un MUX in DVB-T2, previsto dal nuovo contratto di servizio,
abbia comportato un costo evidente in audience per i canali coinvolti.
Evidentemente, contrariamente a quanto descritto da alcune ricerche ottimistiche,
il parco TV installato è ben lontano dall’essere pienamente compatibile con il DVB-T2 e con questo – purtroppo – tocca fare i conti.
Possiamo dire che i dati di ascolto Auditel confermino le nostre previsioni della vigilia,
con un numero di TV non compatibili con il DVB-T2 attorno ai 12 milioni di pezzi, il 30% dei TV installati.
Cioè 3 anni abbondanti di mercato italiano.
Noi da tecnologi e appassionati della qualità, aspettiamo con ansia che il DVB-T2 venga adottato diffusamente da tutte le emittenti:
il recupero di banda utile sarebbe una vera manna per aumentare la qualità delle immagini,
oggi spesso compromesse da una compressione troppo aggressiva.
Ma, restando con i piedi per terra, è evidente che nessuna emittente, neppure la Rai,
potrebbe permettersi un taglio degli spettatori generalizzato del 30-40%,
che corrisponderebbe a taglio del valore drastico del valore della raccolta pubblicitaria.
E nessun governo potrebbe imporre un passaggio così oneroso alle emittenti private che vivono di sola pubblicità.
Il digitale terrestre, dopo questo “esperimento”, è destinato a rimanere fermo nello stato attuale per 3 anni almeno.
3 anni in cui il resto del mondo dell’entertainment, ovverosia lo streaming che viaggia già in 4K HDR, evolverà ulteriormente,
con l’on demand che diventerà la modalità di fruizione prevalente.
Il DVB-T2 è stato dipinto come la chance per salvare il digitale terrestre;
singolare vedere che, stante le condizioni, rischia di trasformarsi invece nella zavorra capace di portarlo a fondo.
E dire che gli attori in gioco erano stati avvisati che il processo poteva essere insidioso, soprattutto se gestito male,
senza progettazione certa delle date e chiarezza sulle scadenze.
E soprattutto senza che l’intero comparto, retailer, produttori, antennisti e consumatori, fosse chiamato a fare squadra
e a condividere le decisioni e la strategia.
 

FRANCIA: FREQUENZE TNT; IL CONSIGLIO DI STATO RESPINGE I RICORSI DI C8 E NRJ12

Mercoledì 25 settembre 2024, il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi sommari presentati dai canali C8, NRJ12 e Le Média,
contestando la loro esclusione dalla ridistribuzione delle frequenze DTT decisa quest’estate da Arcom, l’ente regolatore dell’audiovisivo.
Il Consiglio ha ritenuto che la condizione di emergenza “non fosse soddisfatta”.
I ricorsi verranno però esaminati nel merito entro la fine di novembre, offrendo così alle reti l’opportunità di difendere la propria posizione.
Quest’estate, Arcom ha annunciato la preselezione di 15 canali per il 2025, esclusi NRJ12 e C8, i cui contratti scadono il prossimo febbraio,
nonché il canale web di estrema sinistra Le Média. In sostituzione sono stati scelti due nuovi operatori: OFTV, del gruppo Ouest-France,
e RéelsTV, del miliardario ceco Daniel Kretinsky tramite CMI France.
C8, di proprietà del gruppo Vivendi guidato da Vincent Bolloré, e NRJ12 si sono rivolti rapidamente al Consiglio di Stato per contestare questa decisione.
C8, in particolare, aveva invocato i suoi 20 anni di esistenza e messo in luce le questioni economiche e sociali di questa esclusione,
nonostante le multe da 7,6 milioni di euro inflitte in pochi anni. Il rigetto del procedimento sommario non significa che il caso sia chiuso.
Il Consiglio di Stato ha attivato una procedura accelerata che consente un più rapido esame del merito.
Le udienze si terranno a novembre e la decisione è attesa entro quindici giorni dall’udienza. La questione è stata oggetto anche di dibattiti politici.
Il deputato della LFI Aurélien Saintoul aveva criticato Arcom per aver accettato la candidatura di CNews,
spesso accusato da esponenti di sinistra di promuovere idee di estrema destra.
La televisione digitale terrestre (DTT), in vigore dal 2005, resta una componente essenziale della televisione audiovisiva francese,
essendo l’unica modalità di ricezione per quasi il 20% delle famiglie dotate di televisore.
 
Ricordiamo che C8 (LCN 8) e NRJ12 (LCN 12) sono entrambe veicolate in H.264 HD con la risoluzione video 1920×1080
rispettivamente nei Mux TNT R2 e Mux TNT R6.
Per consultare la composizione completa dei multiplex, cliccate sui banner qui sotto.

AGCOM CONTRO IL "PEZZOTTO": ALLO STUDIO SANZIONI
FINO A 5000€ ANCHE PER CHI GUARDA

L’ AGCOM non si arrende e annuncia nuovi provvedimenti per contrastare la pirateria nel calcio
e in particolare per quel sistema di streaming illegale comunemente conosciuto come “Pezzotto”.
Ne fa riferimento Corriere.it in un suo articolo dedicato al tema,
spiegando che il Garante per le Comunicazioni vuole riportare al centro del dibattito la piattaforma anti-pirateria Piracy Shield.
E viene di nuovo ventilata l’ipotesi di sanzioni definite “automatiche”.
Questo è quanto emerso da una recente tavola rotonda trasmessa in streaming, con interventi del commissario dell’AGCOM, Massimiliano Capitanio,
ma anche di Romano Righetti, di DAZN e Lega Serie A. Ne è emerso un quadro che sembra mettere in buona luce la piattaforma anti-pezzotto.
Dice Capitanio: “Nonostante molte riviste di settore si fossero dilettate nel sminuire o addirittura nel decretare la morte del sistema di Piracy Shield,
la piattaforma funziona. La legge approvata nel luglio 2023 prevede sanzioni che vanno da 150 a 5.000 euro per gli utenti finali che consumano contenuti piratati.
Abbiamo già bloccato oltre 1.000 domini e 500 indirizzi IP nelle prime giornate del campionato e il numero è andato crescendo anche nella terza e quarta giornata”.
Rimane, stando a quanto dice, un problema “grave” di potenziale danno economico per le industrie.
Capitanio ha poi spiegato come serva una maggiore informazioni sui danni causati al sistema dalla pirateria.
E, grazie al dialogo con Google e Cloudfare, le autorità preparano la stretta e una più rapida individuazione anche degli utenti finali.
Anche per costoro in arrivo sanzioni tra 150 e 5000 euro.
 

MARCONI E LA RADIO; UN SECOLO DI INNOVAZIONE E IL FUTURO DELLE COMUNICAZIONI

L’evento vedrà la partecipazione di oltre trecento studenti provenienti dalle scuole del Lazio
 
Martedì 1 ottobre, presso la sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) a Roma,
si terrà un evento commemorativo intitolato “L’onda del futuro: Marconi, 100 anni di radio e le comunicazioni di domani”.
L’incontro, che si svolgerà dalle 10 alle 12.30 presso l’Aula Convegni di Piazzale Aldo Moro,
è organizzato per celebrare il centenario della prima trasmissione radiofonica italiana, avvenuta il 6 ottobre 1924,
e per onorare la figura di Guglielmo Marconi, il genio che ha rivoluzionato le comunicazioni e di cui ricorrono i 150 anni dalla nascita.
L’evento vedrà la partecipazione di oltre trecento studenti provenienti dalle scuole del Lazio,
coinvolti in una riflessione sull’evoluzione delle comunicazioni e sull’impatto che queste hanno avuto sulla società.
Lo scopo è fornire una chiave di lettura per comprendere meglio le sfide e le opportunità del futuro digitale.
A coordinare l’incontro sarà Marco Motta, noto autore e conduttore radiofonico di “Radio 3 Scienza“.
La giornata inizierà con i saluti istituzionali di Maria Chiara Carrozza, Presidente del CNR, Andrea Montanari, Direttore di Radio 3,
e Anna Paola Sabatini, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio.
Successivamente, si terranno interventi di esperti sulla storia della radio
e verrà proiettato un filmato speciale intitolato “Il Testamento scientifico di Marconi“,
realizzato con il supporto di tecniche avanzate di intelligenza artificiale.
L’incontro non si limita solo a un omaggio al passato,
ma intende stimolare una riflessione su come le tecnologie di comunicazione del futuro potranno modellare la società,
rendendo sempre più attuale l’eredità di Marconi.
 

100 ANNI DI RADIO; DA RIETI UN VIAGGIO TRA STORIA E TECNOLOGIA

Dal 6 ottobre, la Fondazione Varrone celebra un secolo di radio con una grande mostra a Rieti.
Un percorso tra onde medie e DAB, protagonisti della storia italiana e testimonianze tecnologiche,
con il contributo di esperti e media partner come Radio Rai e TGR Lazio
 
“100 anni vicini e lontani. Dalle onde medie al dab, un secolo di radio e protagonisti della storia d’Italia” è il titolo della grande mostra
che dal 6 ottobre a Rieti celebrerà i 100 anni della radio: una iniziativa della Fondazione Varrone Cassa di Risparmio di Rieti
a cura di Stefano Pozzovivo, con il patrocinio di Fondazione Achille Castiglioni e AIRE; media partner Radio RAI e TGR Lazio.
La mostra è statà presentata nella conferenza stampa in programma a Rieti, a Palazzo Potenziani Fabri, venerdì 27 settembre alle ore 17.
All’incontro, aperto dal presidente della Fondazione Varrone Mauro Trilli, interverranno il curatore della mostra Stefano Pozzovivo,
il professor Enrico Menduni, massmediologo, componente del comitato scientifico della mostra,
Umberto Alunni, consigliere nazionale dell’Associazione Italiana Radio d’Epoca, Carlo Castiglioni, presidente della Fondazione Achille Castiglioni
e Fabrizio Casinelli, capo Ufficio Stampa della Rai. Ingresso da via dei Crispolti 22 dalle ore 16,45.
 

ADDIO AL GIORNALISTA MARIO ALBANESI

Addio a Mario Albanesi, volto storico di TeleAmbiente. Una vita dedicata alla libera informazione
 
“Da sempre Mario Albanesi si batteva per le piccole emittenti radiotelevisive che nascevano dal basso”.
Il ricordo del direttore responsabile di TeleAmbiente, Stefano Zago.
 
Si è spento giovedì 26 settembre, all’età di 92 anni, Mario Albanesi, giornalista e volto noto al pubblico della nostra emittente
per la realizzazione dei suoi editoriali fino al 2022. “Oggi è venuto a mancare un pilastro di TeleAmbiente.
Fin dalla nascita della nostra emittente Mario ha creduto che una nuova società fosse possibile.
Non si è mai risparmiato per i suoi sogni che riguardavano la possibilità per tutti di avere una giusta informazione.
Credeva che la libertà si fondasse sulla libera informazione, e da sempre si batteva per le piccole emittenti radiotelevisive che nascevano dal basso.
Il suo faro era la Costituzione Italiana, in particolare l’art. 21 che garantisce la libera espressione.
Purtroppo ancora oggi assistiamo ad abusi o, ancora peggio, sottostiamo a leggi mercato che arrivano alla stessa conclusione.
L’impossibilità di esprimere le proprie idee. Ci mancherai Mario”. Il ricordo del direttore responsabile di TeleAmbiente, Stefano Zago.
 
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