
Domenica 18 agosto 2024
TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA.
A cura di Salvatore Cambria
Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.
CAMPANIA IN DIGITALE: SET TV PASSA IN ALTA DEFINIZIONE NEL MUX LOCALE 6
Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Campania.
Nel Mux LOCALE 6 ha iniziato a trasmettere in H.264 HD con la risoluzione video 1920×1080
l’emittente SET TV (LCN 97) con sede nella località di Vallo della Lucania (SA).
La sigla SET è l’acronimo di Scelza Edizioni Televisive.
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RADIO DAB: ATTIVATI I MUX LOMBARDIA DAB E RADIO DIGITALE LOMBARDIA DA BRESCIA
Occupiamoci ora della Radio DAB.
Recentemente i Mux LOMBARDIA DAB e Mux RADIO DIGITALE LOMBARDIA hanno acceso rispettivamente i Canali 7A e 7B
dal ripetitore di COLLE VEDETTA – VIA BUTTAFUOCO a Brescia.
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RADIO DAB SPAGNA - MUX BCN DAB+: ARRIVA MDT RADIO
Ci spostiamo in Spagna, dove è stata inserita la musicale MDT RADIO di Valencia, identificata MDTRADIO BCN, nel Mux BCN DAB+.
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FREQUENZE E POSTAZIONI
| SPAGNA | ||
| Canale 7A (188,928 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Comunità |
| Torre di Collserola | Barcellona | Catalogna |
Postazione di TORRE DI COLLSEROLA a Barcellona (Catalogna)
FRIULI-VENEZIA GIULIA: PROTESTA NO 5G A ZIRACCO (UD);
«L’ ANTENNA VA RIMOSSA E INSTALLATA LONTANO DALLE ABITAZIONI»
A Ziracco di Remanzacco residenti in rivolta per l’installazione di un’antenna per il 5G nel campo di calcio, troppo vicina alle abitazioni,
come sostiene il comitato NO 5G costituito per portare avanti la battaglia e ottenere la rimozione dell’impianto.
E intanto compaiono strisicioni affissi dappertutto: finestre, muri di recinzione e giardini.
LAZIO: SAN SABA CONTRO ANTENNA 5G, IL COMUNE DÀ RAGIONE AI RESIDENTI
Ieri pomeriggio è arrivato dal Comune un provvedimento di autotutela,
con cui l’amministrazione corregge il proprio operato e di fatto blocca le autorizzazioni della rete di telefonia mobile Iliad
La protesta dell’Aventino contro l’installazione di una seconda antenna 5G in via Federico Zuccari, nel rione San Saba, ha dato i suoi frutti.
L’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, lo scorso 17 luglio, aveva accettato di verificare le procedure
che sono state seguite per l’approvazione dell’installazione dell’antenna, «eccessivamente semplicistiche» secondo i residenti.
Ieri pomeriggio è arrivato dal Comune un provvedimento di autotutela,
con cui l’amministrazione corregge il proprio operato e di fatto blocca le autorizzazioni della rete di telefonia mobile Iliad.
Antenna 5G, il provvedimento di autotutela
Si legge nel provvedimento «l’avvio del procedimento finalizzato all’annullamento
Si legge nel provvedimento «l’avvio del procedimento finalizzato all’annullamento
in autotutela del suddetto provvedimento tacito di autorizzazione per violazione di legge»
in particolare del regolamento comunale che norma la localizzazione, l’installazione e la modifica degli impianti di telefonia mobile.
Infatti esiste una delibera che prevede che «può essere consentita la localizzazione degli impianti in altre aree
solo se tutte le precedenti localizzazioni risultino impossibili, inidonee o insufficienti a garantire la copertura dei servizi (… omissis…)»,
e stando alle verifiche presentate dai residenti del condominio via Federico Zuccari 4 e dalla Rete Comune Inquilini Ater San Saba,
nel rione esistono lotti rientranti nelle aree preferenziali, sia di proprietà comunale che di proprietà privata, idonei quindi a installazioni.
Insomma, tutt’altra procedura rispetto al criterio del silenzio-assenso grazie al quale l’azienda di telefonia ha ricevuto l’autorizzazione dall’Arpa
e dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali, la cui approvazione risulta «viziata», secondo il provvedimento,
per mancata o incompleta acquisizione delle informazioni e dei documenti necessari per valutare la situazione.
I comitati: “Siamo grati a Veloccia, noi non molliamo”
Soddisfatti i residenti, in pensiero per l’elettrosmog e per le sue ripercussioni sulla salute di grandi e piccoli,
Soddisfatti i residenti, in pensiero per l’elettrosmog e per le sue ripercussioni sulla salute di grandi e piccoli,
visto che l’antenna sorge a pochi metri da alcuni siti dichiarati sensibili dal I municipio che si trovano a pochi isolati dal civico discusso,
come il parco di piazza Remuria, il Centro Astalli per rifugiati, il presidio Asl con pazienti psichiatrici e il Centro Anziani in largo Fioritto.
«Questo è un primo passo, la storia non è finita qui. Siamo riconoscenti all’assessore Veloccia. Il nostro obiettivo è la rimozione,
ma noi non molliamo», afferma Carla Spaziani, presidente della Rete Comune Inquilini Ater San Saba.
Iliad: “Non rientra nella documentazione richiesta”
In sua difesa Iliad Italia S.p.a, durante la verifica delle procedure richiesta da Veloccia,
In sua difesa Iliad Italia S.p.a, durante la verifica delle procedure richiesta da Veloccia,
aveva dichiarato di aver inoltrato la richiesta della presenza di aree preferenziali per l’installazione dell’incriminata antenna,
ma aveva poi aggiunto che la sua istanza era rimasta in sospeso.
Aveva infine concluso affermando di «non ritenere dovuta la dichiarazione sulla verifica della non esistenza di Aree preferenziali
in quanto non rientrante tra la documentazione richiesta».
LAZIO: APPROVAZIONE DEL TAR PER LO SMANTELLAMENTO DI 23 TRALICCI DA MONTE CAVO A ROCCA DI PAPA (RM)
Rocca di Papa: via libera del TAR alla rimozione di 23 tralicci su Monte Cavo dopo 9 anni di attesa
Anche se in questo caso ci sono voluti nove anni, non è raro che altre dispute,
specialmente quelle riguardanti infrastrutture come antenne, si prolungano per oltre venti anni
Finalmente, dopo una lunga attesa di nove anni, MONTE CAVO, situato nel cuore del Parco dei Castelli Romani,
si prepara a liberarsi di un ingombrante fardello: 23 tralicci.
Il 14 giugno, tre sentenze emesse dal TAR del Lazio hanno autorizzato il Comune di Rocca di Papa
a procedere con la rimozione dei grossi basamenti su cui poggiano numerose antenne, che da lungo tempo offuscavano il paesaggio.
La sentenza
Le sentenze hanno segnato una decisiva battaglia legale per il Comune, che già nel 2015 aveva emesso tre ordinanze di abbattimento contro i tralicci,
accusati di essere stati eretti senza il necessario permesso di costruire.
Da allora, due associazioni di media e una radio di rilievo avevano impugnato tali ordinanze con ricorsi giudiziari, bloccando di fatto l’azione comunale.
Le tre sentenze del TAR hanno respinto i ricorsi, dichiarandoli “inammissibili per difetto di interesse” e rigettando le domande risarcitorie.
I giudici hanno ordinato che le sentenze siano eseguite dall’autorità amministrativa,
e hanno compensato le spese nei confronti del Ministero delle imprese e del made in Italy, mentre non hanno previsto spese per il Comune di Rocca di Papa.
Questa decisione arriva dopo una lunga attesa che ha messo alla prova la pazienza dei cittadini e dell’amministrazione locale.
“Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Quater), definitivamente pronunciando sul ricorso –
scrivono i giudici nelle loro tre sentenze – lo dichiara inammissibile per difetto di interesse. Rigetta la domanda risarcitoria“,
hanno specificato i giudici, confermando la validità dell’azione intrapresa dal Comune.
La rimozione dei tralicci non rappresenta solo un miglioramento estetico e ambientale per Rocca di Papa,
ma anche un passo importante verso il ripristino dell’igiene e della salute pubblica.
Le antenne e i tralicci, infatti, sono stati a lungo considerati un peso per la comunità,
sia per l’impatto visivo che per le preoccupazioni ambientali e sanitarie ad essi associate.
Anche se in questo caso ci sono voluti nove anni, non è raro che altre dispute,
specialmente quelle riguardanti infrastrutture come antenne, si prolungano per oltre venti anni.
Questi ritardi possono avere effetti significativi sulla capacità delle amministrazioni locali di agire efficacemente,
considerando che i cambiamenti politici e amministrativi possono modificare le priorità e le strategie nel corso del tempo.
Postazione di MONTE CAVO a Rocca di Papa (RM)
PUGLIA: COLLEMETO SI RIBELLA; NO ALL' ANTENNA 5G A DUE PASSI DALLE CASE E DALLA SCUOLA
I cittadini di Collemeto chiedono al Sindaco di Galatina di spostare l’antenna 5G che sta per sorgere in Via San Giuseppe da Copertino.
Un’ondata di protesta in una torrida vigilia di Ferragosto ha investito la comunità di Collemeto, frazione di Galatina,
dove i cittadini si sono uniti in un unico coro per dire no all’installazione di un’antenna 5G a pochi metri dalle loro abitazioni
e dall’Istituto Comprensivo frequentato dai piccoli alunni delle scuole materna, elementare e media.
La decisione di posizionare l’antenna in un’area abitata e a ridosso di un edificio scolastico ha innescato la rabbia e le preoccupazioni dei residenti,
che temono per la loro salute e quella dei loro figli. Non chiamatela battaglia di retroguardia contro lo sviluppo, però.
I cittadini non sono contrari all’antenna in sé ma all’ubicazione in quella zona scelta che non appare loro idonea.
Esiste, dicono gli attivisti, un piano comunale per l’installazione dei ripetitori che prevede siti più periferici, lontani da case e scuole.
Perché non applicare quel Piano più razionale?
Le ragioni della protesta
I motivi alla base della protesta sono molteplici:
Preoccupazioni per la salute: le preoccupazioni dei cittadini di Collemeto non si basano solo su sensazioni o voci di corridoio.
Numerosi studi scientifici hanno indagato gli effetti a lungo termine dell’esposizione alle radiazioni elettromagnetiche,
anche se i risultati sono ancora oggetto di dibattito nella comunità scientifica.
Alcuni studi suggeriscono possibili correlazioni tra l’esposizione prolungata a campi elettromagnetici
e l’insorgenza di alcune patologie, come tumori e disturbi del sistema nervoso centrale.
Tuttavia, altri studi non hanno trovato evidenze significative a sostegno di queste teorie.
Nonostante la mancanza di un consenso scientifico unanime, la persistenza di queste incertezze alimenta le preoccupazioni dei residenti,
che preferiscono adottare un principio di precauzione.
Mancanza di trasparenza: i residenti lamentano di non essere stati adeguatamente informati sull’iter autorizzativo
e sulle potenziali conseguenze dell’installazione.
Vicinanza alle abitazioni e alla scuola: la scelta di posizionare l’antenna in un’area così densamente abitata
e a pochi metri da una scuola è considerata inaccettabile.
La mobilitazione dei cittadini
Di fronte a questa situazione, i cittadini di Collemeto si sono organizzati in un comitato
e hanno promosso una serie di iniziative per far sentire la propria voce:
Manifestazioni: sono state organizzate manifestazioni di protesta per sensibilizzare l’opinione pubblica e fare pressione sulle istituzioni.
E altre ce ne saranno nei prossimi giorni.
Raccolta firme: è stata avviata una raccolta firme per chiedere l’annullamento del progetto che ha raccolto l’adesione di 600 cittadini.
Le firme, tutte autenticate, sono state presentate in Comune.
Appelli alle istituzioni: sono stati inviati appelli al sindaco, agli assessori, ai consiglieri delegati alla frazione di Galatina
e a breve ne partiranno altri al Presidente della Regione Puglia, al Presidente della Provincia e al Governo nazionale per chiedere un intervento.
Le richieste dei manifestanti
I manifestanti chiedono:
– lo spostamento dell’antenna: l’individuazione di un sito alternativo, lontano da abitazioni e scuole;
– maggiore trasparenza: una maggiore partecipazione dei cittadini alle decisioni che li riguardano;
– studi approfonditi: studi scientifici indipendenti sugli effetti delle radiazioni emesse dalle antenne 5G sulla salute.
Le reazioni delle istituzioni
A detta del Comitato, che ritiene la norma del silenzio/assenso nell’avvio dell’iter procedurale delle interlocuzioni con Tim
assolutamente blanda di fronte all’opera impattante, le autorità cittadine avrebbero promesso di ascoltare la voce dei residenti
ma ancora non se ne vedono gli effetti e lo scavo della buca per il posizionamento dell’antenna persiste.
Un futuro incerto
La protesta dei cittadini di Collemeto ha aperto un dibattito sulla sicurezza delle antenne 5G
e sulla necessità di garantire la partecipazione dei cittadini alle decisioni che riguardano il loro territorio.
L’intervista al Portavoce del Comitato
“Non ci poteva essere posto più sbagliato di questo – afferma Matteo Marangi, portavoce del Comitato –
poiché non è immaginabile che si possa installare un’antenna che emette radiazioni a ridosso delle case dei cittadini e di una scuola.
Noi non siamo contro l’installazione in sé, purché si scelga un sito degno di questo nome.
Sappiamo, infatti, che esiste un Piano Comunale per la realizzazione dei ripetitori, che indica già le zone in cui possono sorgere.
Bene, si scelga uno di quei siti e si sposti l’antenna, della cui esistenza abbiamo saputo dall’oggi al domani,
senza essere mai stati chiamati o consultati preventivamente. Eppure siamo dinanzi a un’opera molto impattante…”
REPUBBLICA DI SAN MARINO: AGGIORNAMENTI SU SAN MARINO RTV
Il Segretario di Stato per l’Informazione Pedini Amati a colloquio con l’A.D. RAI Roberto Sergio
L’incontro, tenutosi ieri a Roma, rientra nelle iniziative per una rapida soluzione delle problematiche relative alla San Marino RTV
Il Segretario di Stato per il Turismo, con delega all’informazione Federico Pedini Amati ha incontrato a Roma,
negli uffici della sede di Viale Mazzini, l’Amministratore Delegato e Presidente del CdA di RAI Roberto Sergio.
Sul tavolo dell’incontro, che si è tenuto in un clima cordiale ma costruttivo, le questioni relative alla San Marino RTV:
la necessità di perseguire un pareggio di bilancio, l’esigenza di un piano industriale
e di un nuovo piano editoriale per la stagione ormai alle porte e, soprattutto,
la necessità non più rinviabile della nomina di un Direttore Generale che guidi la San Marino RTV.
Il confronto proseguirà a ritmi serrati fin quando non saranno trovate le soluzioni necessarie a mettere in sicurezza la San Marino RTV,
asset strategico per l’informazione nella Repubblica di San Marino e azienda che garantisce occupazione ad oltre 70 persone.
L’Amministratore Delegato Roberto Sergio, da parte sua, ha garantito di essere a conoscenza delle problematiche
e di aver sul suo tavolo il dossier relativo all’emittente sammarinese.
Immagini che rischiano di sparire per sempre: “Salvate l’archivio di Rtv”
Bocciata l’istanza che chiedeva di digitalizzare l’archivio dell’emittente, ma approvato un ordine del giorno per trovare una soluzione
28 febbraio 1994: va in onda il primo telegiornale di San Marino RTV. Una data importante per il servizio pubblico che, da anni,
racconta avvenimenti politici, fatti di cronaca e cambiamenti sociali del Titano. Eventi che rivivono grazie all’archivio storico dell’emittente.
Un patrimonio di immagini che, però, rischia di sparire per sempre, visto che i nastri magnetici nel tempo si rovinano.
Questione al centro di un ordine del giorno – approvato dal Consiglio a seguito di un’istanza d’Arengo – per salvare il materiale digitalizzandolo.
L’emittente – come spiegato in Aula da chi lavora all’archivio – ha avviato la conversione da tempo, ma l’operazione è complessa e richiede costi altissimi.
L’istanza non è stata accolta. L’ordine del giorno impegna però il Governo a verificare, insieme al CdA di Rtv,
se vi siano le condizioni per digitalizzare, anche tramite confronto con la Rai, esternalizzando il servizio
oppure dotandosi di strumenti per farlo in autonomia.
Un nuovo passo, dunque, per cercare di non perdere importanti testimonianze della storia sammarinese.

SPAGNA: DAL 2025 IN ARRIVO LA 2, ANTENA 3 E TELECINCO IN 4K
E (FORSE) UN NUOVO CANALE IN HD SUL DIGITALE TERRESTRE
Un nuovo canale in chiaro potrebbe raggiungere il DTT
Nei recenti incontri con i principali operatori, il Governo ha ventilato la possibilità di mettere in concorrenza lo spazio radiofonico liberato,
che potrebbe portare alla creazione di un nuovo canale televisivo in chiaro.
Questa decisione ha generato attesa nel settore audiovisivo,
dove già si specula su chi potrebbe essere interessato a occupare questo nuovo spazio.
Secondo El Confidencial, tra i possibili interessati spicca il Gruppo Prisa,
l’unico grande gruppo di comunicazione in Spagna che attualmente non dispone di un proprio canale in chiaro,
avendo venduto in passato le sue licenze a Mediaset.
Se questa asta avrà luogo, Prisa potrebbe valutare la possibilità di tornare alla televisione in chiaro,
una mossa in linea con la sua recente strategia di rafforzare la propria presenza nel campo dell’audiovisivo.
Alla fine di maggio il quotidiano El Independiente aveva riferito che Prisa era in trattative per ottenere una licenza nazionale.
Questo mezzo evidenzia l’importanza dell’acquisizione di Lacoproductora nel 2022,
una società di produzione televisiva fondata da José Miguel Contreras,
attuale direttore dei contenuti di Prisa Media e figura chiave nella fondazione di La Sexta.
Inoltre, il gruppo ha Fran Llorente come direttore dell’Area Video, noto per la sua leadership in RTVE fino al 2011.
Altri possibili interessati
Oltre a Prisa anche altri grandi gruppi come Atresmedia e Mediaset dispongono già di licenze DTT
Oltre a Prisa anche altri grandi gruppi come Atresmedia e Mediaset dispongono già di licenze DTT
e potrebbero guardare con interesse ad un ampliamento della loro offerta.
Anche altri gruppi privati come Vocento, Cope o Unidad Editorial mantengono le licenze DTT,
anche se attualmente ne subaffittano lo sfruttamento.
Questi gruppi potrebbero prendere in considerazione la partecipazione all’asta per espandere la loro presenza nel mercato televisivo.
L’interesse di Prisa per questo nuovo canale non è privo di sfide.
Non tutti i leader del gruppo sono d’accordo nel promuovere questo impegno nel settore audiovisivo
a causa dell’elevata competitività del settore e dei notevoli investimenti richiesti.
Tuttavia, la potenziale creazione di un nuovo canale in chiaro rappresenta un’opportunità unica per Prisa
per rafforzare la propria posizione nel mercato audiovisivo e diversificare la propria offerta.
La possibile asta dello spazio radiofonico liberata dal Governo potrebbe cambiare il panorama televisivo spagnolo,
introducendo nuovi concorrenti e aumentando la diversità dei contenuti a disposizione dei telespettatori.
L’esito finale e le sue implicazioni saranno soggette alle prossime decisioni e mosse strategiche dei principali attori del settore.
In arrivo nel 2025 la risintonizzazione TDT per fare spazio a La 2, Antena 3 e Telecinco in UHD
Il digitale terrestre subirà presto una profonda ristrutturazione, con la quale il Governo cercherà di introdurre nuovi canali ad altissima definizione ed in DVB-T2
e di concedere l’attivazione di una nuova emittente DTT nazionale.
Il 23 luglio il Governo ha incontrato i dirigenti delle reti televisive a cui sono stati concessi uno o più canali televisivi digitali terrestri.
Nel corso dell’incontro, i partecipanti sono stati informati dei piani per fare spazio a una nuova emittente televisiva che competerà con quelle esistenti,
nonché dei cambiamenti tecnologici che ciò implicherà, compreso l’aggiornamento dell’attuale tecnologia DTT spagnola da DVB-T a DVB-T2.
Il quotidiano Expansión rivela ulteriori dettagli sulle modifiche che il Ministero sta valutando e che potrebbero essere pronte a metà del 2025,
quando inizierà la procedura di gara per il nuovo canale, alla quale potranno partecipare sia i gruppi esistenti che i nuovi entranti.
Spazio a 1 nuovo canale HD e 3 canali UHD
Lo spettro DTT è molto limitato dopo due dividendi digitali in cui sono state tagliate le frequenze per destinarle alla telefonia mobile,
quindi possibili soluzioni per ospitare più contenuti possono essere trovate solo negli aggiornamenti tecnologici
che consentono un migliore utilizzo dello spettro disponibile, nell’introduzione dei codec che comprimono più efficacemente il segnale video,
mantenendone il più possibile la qualità ed infine, tollerando un leggero degrado del bitrate dei canali
e quindi presupponendo una perdita di qualità, che peraltro può essere alleviata utilizzando le opportune tecniche.
In questo senso, il primo provvedimento sarà la conversione del Mux RGE 2, che attualmente ospita i nuovi canali La 1 UHD, Clan e DKiss,
dal DVB-T al più recente DVB-T2. In questo modo si otterrà una capacità del 68%, il che rende il multiplex ideale per ospitare più canali 4K.
Poiché buona parte dei televisori spagnoli non è preparata a supportare il DVB-T2 con il codec appropriato,
questo multiplex servirà a spingere le famiglie che non potranno vedere i loro canali a rinnovare la televisione
ed aumentare così la penetrazione dell’UHD sul DTT prima di fare futuri passi di qualità in altri multiplex.
Secondo le informazioni fornite dal Ministero negli incontri con le reti,
oggi solo il 58% dei 39,1 milioni di televisori del Paese può sintonizzarsi sui canali UHD previsti.
La seconda misura consiste nel consentire alle reti di includere più di 4 canali HD per multiplex.
Questa misura degrada la qualità, dovendo distribuire il flusso totale del multiplex, circa 20 Mbps, tra più canali.
Questo problema verrà però in una certa misura compensato, poiché i mux in cui ciò si verificherà,
RGE 1 (Rtve), MPE 2 (Atresmedia) e MPE 3 (Mediaset), sono rispettivamente di proprietà per intero di un unico gruppo,
il che rende più semplice il multiplexing statistico per riservare più larghezza di banda in tempo reale ai canali che richiedono una qualità maggiore,
a seconda del tipo di contenuto che trasmettono in un dato momento.
Oltre al nuovo canale HD al quale sarà concesso spazio nel Mux MPE 5, i grandi gruppi saranno compensati con un nuovo canale UHD
nel Mux RGE 2, che permetterà a RTVE di presentare La 2 UHD, Atresmedia la versione UHD di Antena 3 e Mediaset, Telecinco UHD.
Inoltre, alcuni canali come Clan, DKiss, Be Mad e Antena 3 Series cambieranno frequenza, costringendo la risintonizzazione dei ricevitori.



RADIO DAB SLOVENIA: L' AKOS HA EMESSO UNA DECISIONE
SULL' ASSEGNAZIONE DELLE FREQUENZE RADIO PER I MUX R4 E R5
L’ AKOS, acronimo di Agencija za komunikacijska omrežja in storitve Republike Slovenije
(in italiano Agenzia per le reti e i servizi di comunicazione della Repubblica di Slovenia)
informa il pubblico che ha emanato la decisione sull’assegnazione delle frequenze radio per le reti di trasmissione digitale terrestre DAB+
Il 15 Marzo 2024 è stato pubblicato il bando per l’assegnazione delle frequenze radiofoniche per queste due reti di trasmissione digitale terrestre.
L’agenzia ha trasmesso la decisione all’emittente pubblica RTV Slovenia, che era l’unica offerente nella gara.
Il Mux R4 dovrà entrare in funzione entro 199 giorni, mentre quello R5 entro 249 giorni dalla notifica delle decisioni.
In questo modo RTV Slovenia è diventata l’operatore di altre due reti radiofoniche digitali.
Gestisce cioè la prima rete radiofonica digitale slovena DAB+, il Mux R1, raggiungibile in tutta la SLOVENIA,
Inoltre, l’Agenzia aggiunge che attualmente è aperta la gara per l’assegnazione di 24 diritti per la distribuzione di programmi radiofonici
nella tecnologia di trasmissione digitale in tutta la Repubblica di SLOVENIA.
I programmi radiofonici che acquisiranno i diritti nell’ambito di questo bando potranno inserire il loro programma nei nuovi Mux R4 o R5
e diffondere così il programma su tutto il territorio nazionale.
La documentazione di gara e le condizioni per ottenere il diritto di trasmettere un programma radiofonico in tecnologia digitale
sono disponibili sul sito dell’agenzia, il termine per la presentazione delle offerte è il 3 settembre 2024, ore 12.00.
Con i nuovi programmi l’agenzia vuole favorire l’arricchimento dei programmi e allo stesso tempo contribuire alla divulgazione
e all’espansione della piattaforma radiofonica digitale.
In SLOVENIA attualmente si ascoltano complessivamente 50 programmi radiofonici su ognuno dei multiplex
o reti radiofoniche digitali sopra elencati.
È ARRIVATO SUPERTENNIS PLUS: COS'È E COME FUNZIONA
Prende il via il multichannel disponibile su digitale terrestre dotato di un nuovo menu interattivo con nuova grafica e nuovi contenuti
Da lunedì 12 agosto, SuperTennis Tv cambia volto con SuperTennis Plus,
multichannel disponibile su digitale terrestre per i possessori di smart tv attraverso la tecnologia HbbTV.
Acronimo di Hybrid Broadcast Broadband TV, l’HbbTV non è altro che una funzione presente su tutte le Smart TV di recente fabbricazione
connesse ad internet, che consente allo spettatore di un canale l’accesso ad una serie di contenuti gratuiti aggiuntivi di varia natura.
Spingendo la freccia in su del telecomando, i possessori di una smart tv connessa ad internet e abilitata al servizio
potranno sempre accedere a un menu interattivo attraverso il quale seguire incontri di tennis o padel,
ritrovare on demand le puntate delle rubriche di SuperTennis o le news.
In questa nuova versione, più strutturata ed esteticamente più accattivante, i contenuti saranno ordinati per categorie in modo intuitivo
in modo da garantire una navigazione semplice e consentire a tutti di accedere presto al contenuto desiderato.
SuperTennis Plus resterà fissa come evoluzione del canale e permetterà ai telespettatori di poter accedere a tutti i contenuti
presenti all’interno del suo palinsesto e restare sempre aggiornati su quanto accaduto nel mondo degli sport da racchetta.

AERANTI-CORALLO: "NECESSARIO ACCELERARE IL PASSAGGIO AL DVB-T2"
Il momento del passaggio al DVB-T2, l’ultima generazione dello standard di trasmissione di contenuti tramite il digitale terrestre,
è sempre più vicino nonostante il forte ritardo rispetto alle prime stime:
come stabilito dal Contratto nazionale di servizio 2023-2028 tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e la Rai infatti,
dal 28 agosto (dopo l’accensione del primo MUX) in DVB-T2 i programmi Rai Storia, Rai Scuola e Rai Radio 2 Visual
potranno essere visti solo su televisori compatibili con la nuova tecnologia o con decoder esterni.
Per verificare la compatibilità del proprio apparecchio a tale standard, è sufficiente sintonizzare il canale 558 denominato “Rai Sport HD Test HEVC“
e in questo pacchetto di canali, saranno inoltre diffusi Rai 1 HD, Rai 2 HD e Rai 3 HD nazionale sui canali 501, 502 e 503.
Si tratta del primo passo verso il passaggio definitivo in DVB-T2 e il forte ritardo ha portato Associazione delle imprese radiotelevisive locali,
satellitari e via internet a diffondere una nota, in cui viene sottolineata l’urgenza di completare il processo:
“A oggi, infatti con le attuali trasmissioni in DVB-T/MPEG-4,
l’emittenza televisiva locale dispone di spazi radioelettrici troppo ridotti per poter trasmettere i programmi con adeguata qualità tecnica.