Domenica 2 giugno 2024

TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA.

A cura di Salvatore Cambria

Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.

SICILIA IN DIGITALE: ELIMINATI TELEVALLO NEL MUX LOCALE 2 E RADIO TIME TV HD NEL MUX LOCALE 3

Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Sicilia.
Nel Mux LOCALE 2 è stato rimosso TELEVALLO (LCN 115).
L’emittente di Mazara del Vallo (TP) ha abbandonato il digitale terrestre,
decidendo di proseguire in HbbTV e via streaming all’indirizzo web www.televallo.it.
Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
Nel Mux LOCALE 3, invece, è uscita di scena la palermitana Radio Time (LCN 394) che trasmetteva in alta definizione.
La TV musicale sta continuando a trasmettere regolarmente all’indirizzo web www.radiotime.it.
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FRANCIA IN DIGITALE: INSERITO TEST HD HDR NEL MUX TNT R9

Ci spostiamo in Francia per segnalare alcune novità nel Mux TNT R9.
È stato modificato il logo di France 2 UHD (LCN 52), veicolata in 4K HEVC con la risoluzione video 3840×2160.

A sinistra il logo nuovo, a destra quello precedentemente utilizzato.

Sulla LCN 56, inoltre, è comparso lo slot temporaneo Test_HDR
che trasmette un monoscopio con le barre colore privo di logo in sovraimpressione.
L’emissione video risulta in H.265 HEVC HD con la risoluzione 1920×1080.
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Il JORF, acronimo di Journal officiel de la République française (in italiano Gazzetta Ufficiale della Repubblica francese),
ha autorizzato l’attivazione di questo canale sperimentale, nella modalità HD-HDR e senza alcun marchio sul teleschermo, fino al prossimo 13 Giugno.
Dal 14 Giugno al 14 Luglio, invece, in occasione degli Europei di Calcio 2024 in Germania, la LCN 56 sarà occupata dall’emittente M6 in HD-HDR,

RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER IL MUX DAB ITALIA

Occupiamoci ora della Radio DAB.
Prosegue l’ampliamento di copertura del Mux DAB ITALIA;
è stato recentemente acceso il relativo segnale dalle seguenti 5 postazioni:
 
sul Canale 6B da CONTRADA SERRA BALATE a Palma di Montechiaro (AG) in Sicilia
 
sul Canale 7D da PINETA SPERANE a San Zeno di Montagna (VR) in Veneto;
 
sul Canale 8A da PRA MARTINO – MONTE ROCCIACOTELLA a Villar Perosa (TO) in Piemonte;
 
sul Canale 10D da PIAN DI MEZZO – CASINA ROSSA a Villa Collemandina (LU), in Toscana,
e da GENNA E FRONGIA – BRUNCU EVANE ad Arzana (NU) in Sardegna.
 
Inoltre è stato definitivamente sostituito il blocco 12C con il Canale 10D dal ripetitore campano di PIANA DELLE VACCHE a Postiglione (SA).
Alla luce delle seguenti novità, abbiamo riaggiornato la griglia con l’elenco di tutte le postazioni del Mux DAB ITALIA.
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RADIO DAB - MUX CR DAB SALERNO: ARRIVA URBAN RADIO

Ci dirigiamo in Campania, dove è stata inserita la romana URBAN RADIO, identificata URBAN, nel Mux CR DAB SALERNO.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
FREQUENZE E POSTAZIONI

CAMPANIA
Canale 6A (181,936 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Punta della CarpininaPerdifumoSA

RADIO DAB: AGGIORNATA LA COMPOSIZIONE DEL MUX SPACEDAB (BASILICATA)

Ci spostiamo in Basilicata, dove abbiamo attualizzato la versione locale del Mux SPACEDAB.
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FREQUENZE E POSTAZIONI

BASILICATA
Canale 9C (206,352 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte Sant’ArcangeloColobraroMT
Masseria DivellaPomaricoMT
Monti Li FojPicernoPZ

PUBBLICATO IN GAZZETTA UFFICIALE IL NUOVO CONTRATTO
DI SERVIZIO FRA IL MIMIT E LA RAI

firmato tra il MIMIT (Ministero delle imprese e del Made in Italy) e la Rai.
 
Questi sono i punti salienti:
 
secondo l’art. 15, comma 3, “la Rai s’impegna a diffondere un proprio mux nazionale in standard DVB-T2 entro il 1 settembre 2024
e a predisporre il passaggio dei restanti mux in standard DVB-T2 secondo la roadmap predisposta dal Ministero in coerenza con la normativa di settore.”
 
L’art. 15, comma 9 prevede inoltre che “al fine di contribuire al consolidamento del mercato radiofonico digitale (Dab+),
la Rai utilizza la capacità trasmissiva assegnata in modo adeguato alla distribuzione di tutta la propria offerta radiofonica nazionale e locale
con elevata qualità del suono e si impegna a rispettare le scadenze del master plan ministeriale per l’attuazione del Piano nazionale delle frequenze
definito dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Pnaf Dab), provvedendo all’ammodernamento e all’estensione della rete
e apportando le modifiche frequenziali necessarie, in coerenza con il relativo diritto d’uso, rilasciato dal Ministero”.
 
Inoltre, sempre con riferimento al Dab+, lo stesso comma 9 prevede che
l’estensione progressiva della rete nazionale “sarà prioritariamente finalizzata alla copertura outdoor delle autostrade,
delle principali strade statali e dei capoluoghi di regione/provincia, a partire da quella derivante dalla consistenza impiantistica della RAI”
indicata nell’allegato 2 allo schema di contratto, compatibilmente con le risorse economiche disponibili.
 
In base all’art. 15, comma 10, la “Rai sperimenterà lo standard 5G broadcast,
con particolare riguardo alla copertura di aree metropolitane ad alto traffico IP,
utilizzando frequenze UHF dedicate identificate e assegnate dal Ministero, anche su base temporanea”.

ANTONIO IVAN BELLANTONI DIVENTA NUOVO DIRETTORE GENERALE DI BOM CHANNEL

Antonio Ivan Bellantoni nuovo direttore generale di Bom Channel, emittente nazionale generalista
 
L’emittente nazionale Bom Channel (in chiaro al 68 Digitale Terrestre) ha un nuovo Direttore Generale: è Antonio Ivan Bellantoni,
già giornalista di quotidiani nazionali, avvocato esperto in fondi UE, portavoce parlamentare,
autore televisivo e amministratore di BYTO Editore (società di comunicazione e raccolta fondi).
L’Amministratore di Bom Channel, Mario Griselli (Amministratore pure di ProdAction Dmd Media Srl, società di produzioni Tv),
ed il CEO di Squirrel Media SpA (società spagnola, quotata in borsa, titolare di Bom Channel), Pablo Pereiro,
hanno scelto Bellantoni come Direttore Generale di Bom Channel proprio per queste sue esperienze diversificate e trasversali.
Bellantoni avrà il compito di rilanciare Bom Channel con un rinnovato palinsesto generalista,
sfruttando anche l’omnicanalità per creare un mix Tv-Web e attirare così un’ampia platea di telespettatori di ogni fascia d’età.
Nuovi contenuti, da game show a film, dalla musica alla moda, dal turismo allo sport, caratterizzeranno fin da subito il palinsesto di Bom Channel,
anche con la presenza di nuovi personaggi e conduttori, per ottenere uno share di livello
e attirare sia soggetti pubblici/privati per creare inediti format con target commerciale sia sponsor di qualità.
La raccolta pubblicitaria è a cura di BYTO Editore di Roma e di ProdAction Dmd Media.
 
CONTINUA A LEGGERE LA NEWS COMPLETA CLICCANDO IL SEGUENTE LINK QUI IN BASSO
 
Ricordiamo che BOM CHANNEL (LCN 68), attualmente, è sempre visibile in MPEG-4 H.264 ed in definizione standard nel Mux DFREE

NASCE SKY STREAM: IL NUOVO BOX CHE INTEGRA TUTTI I CONTENUTI SKY

Disponibile dal 3 giugno, un’unica interfaccia che comprende le proposte delle principali app in streaming e dei principali canali in chiaro.
Il suo cuore pulsante è il software Entertainment OS che porta su tutte le TV l’interfaccia di Sky Glass.
Basta collegarlo alla rete internet per rendere ogni TV ancora più smart
 
Avere sempre più contenuti a disposizione ci ha dato molta più possibilità di scelta, ma quante volte abbiamo perso tempo cercando un contenuto da vedere?
In un mondo in cui il tempo è prezioso, ora Sky Stream rende tutto più semplice e immediato.
È infatti l’unico box che integra i contenuti, sia live che on demand, di Sky, dei principali canali in chiaro e app.
E dal 3 giugno, scegliere tra i tanti contenuti disponibili sarà facile e veloce.
Sky Stream porta sullo schermo di casa l’interfaccia semplice e intuitiva di Sky Glass.
Il software Entertainment OS – sviluppato grazie alla tecnologia all’avanguardia di Comcast – è infatti lo stesso delle TV Sky Glass
ma è ora disponibile in un box piccolo e maneggevole che trasforma l’esperienza televisiva di tutte le TV dotate di una porta HDMI.
Ogni televisore diventerà così ancora più smart.
Il tempo passato a cercare i contenuti diventerà quindi un lontano ricordo e non sarà più un problema trovare una serie o un film,
qualunque sia la piattaforma su cui è disponibile. Con Sky Stream tutti i contenuti Sky, delle principali app – tra cui Netflix, Disney+,
Prime Video, DAZN, RaiPlay, Discovery+, Paramount+, Apple TV+ e Mediaset Infinity – oltre ai principali canali in chiaro,
saranno finalmente visibili in un’unica interfaccia, controllabile anche con la voce.
Basterà pronunciare, ad esempio, il nome del proprio attore preferito per veder comparire, tutti insieme, i suoi film
e le sue serie disponibili sulle diverse piattaforme.
 
Come funziona
Tutto sarà sempre a portata di mano tra le varie rail a partire dall’homepage, senza dover passare da un’app all’altra.
Per non perdersi nemmeno un minuto del proprio programma preferito sarà inoltre possibile mettere in pausa la TV
e, con la funzione Restart, far ripartire dall’inizio il programma in onda, anche in diretta e sui principali canali in chiaro.
Creare il proprio palinsesto personalizzato diventa un gioco da ragazzi. Ogni componente della famiglia avrà a disposizione una playlist personale,
dove raccogliere i contenuti preferiti di Sky, delle varie app e dei principali canali in chiaro.
Sky Stream supporta inoltre lo standard 4K per poter godere delle emozioni in diretta su Sky Sport 4K
e vedere i tanti contenuti on demand disponibili con il massimo della definizione.
Avere Sky Stream è davvero facile: si installa in pochi minuti, ha dimensioni ridotte, è estremamente leggero e si collega facilmente ad ogni TV.
Non ha bisogno di parabola o dell’intervento di un tecnico, si riceve direttamente a casa
e per iniziare a guardare i propri contenuti preferiti basta collegarlo alla propria rete domestica.
Sky Stream è solo l’ultima delle innovazioni di Sky, che offre diverse soluzioni per accedere alla sua straordinaria offerta di contenuti.
Sky Glass è la soluzione all-in-one per chi vuole avere tutto in un’unica TV, senza fili, decoder e parabola,
con una qualità audio-video eccezionale e un software all’avanguardia. Chi invece non può o non vuole cambiare la propria TV,
può scegliere adesso Sky Stream per non rinunciare all’interfaccia che rende tutto ancora più “smart”.
Per chi non dispone ancora di una connessione veloce c’è Sky Q via satellite,
mentre chi predilige la flessibilità di un servizio over-the-top può optare per NOW, l’app in streaming con l’offerta più varia sul mercato.
A tutto questo si aggiungono Sky Wifi, la rete fissa più stabile d’Italia secondo Ookla, e la nuova offerta mobile Sky Mobile powered by Fastweb.
 
Le parole dell’Ad Andrea Duilio
Andrea Duilio, Amministratore Delegato di Sky Italia, commenta: “In un mondo in cui le persone hanno sempre più scelta,
quasi la metà dei consumatori afferma di avere difficoltà a decidere cosa vedere.
Proprio per questo è nato Sky Glass che, con il suo sistema operativo all’avanguardia, permette di risolvere questo problema e risparmiare tempo.
Oggi, con Sky Stream, portiamo questa esperienza innovativa su qualsiasi TV, dando a tutti la possibilità di trovare il contenuto giusto tra le varie app,
Sky e i principali canali in chiaro in modo semplice e immediato. Scegliere cosa vedere sarà davvero facile per tutti”.
L’arrivo di Sky Stream sarà accompagnato da una campagna di comunicazione pianificata su tutti i mezzi,
che sarà svelata a ridosso del lancio commerciale. Per maggiori informazioni: sky.it/sky-stream.
 

TV BLOG: DAZN IN CRISI ED IN VENDITA?

Dazn è in crisi e in vendita? Chi va via e chi resta
 
Dazn con un comunicato smentisce le indiscrezioni.
 
Cosa sta succedendo a Dazn? Si rincorrono da qualche tempo voci sulla presunta crisi del servizio di live streaming
che detiene i diritti di trasmissione in co-esclusiva della Serie A di calcio.
Nelle scorse ore Fabrizio Corona ha detto: “Dazn è fallito al 97%”.
Al netto delle note esagerazioni dell’ex manager dei paparazzi, stando a quanto risulta a TvBlog, dalle parti di Dazn si respirerebbe una brutta aria.
 
Chi resta, chi va via e chi, forse, arriva
Dai palinsesti della prossima stagione sono fuori il telecronista Stefano Borghi (ha scelto di traslocare a Sky),
il conduttore Marco Cattaneo (contratto non rinnovato, in estate, in occasione delle Olimpiadi, condurrà da Parigi un programma serale per Eurosport,
ma proseguirà a lavorare con Prime Video per le partite di Champions League) e i talent ex calciatori Ciro Ferrara, Alessandro Matri e Giampaolo Mazzini.
Da agosto non ci sarà neppure Luca Toni, ospite fisso del talk serale del lunedì Supertele.
Resteranno, invece, Pierluigi Pardo, Diletta Leotta, Giorgia Rossi, Massimo Ambrosini (che continuerà ad affiancare Sandro Piccinini nelle telecronache su Prime),
Andrea Stramaccioni (che seguirà gli Europei in Germania per la Rai) e Andrea Barzagli.
Per Valon Behrami, Marco Parolo e Dario Marcolin il rinnovo sarebbe in dirittura d’arrivo.
 
Qual è la reale situazione dei conti di Dazn?
Ad ottobre scorso è arrivata la fumata bianca con la quale i diritti tv della Serie A (dalla stagione 2024/25 a quella 2028/29)
sono stati assegnati a Dazn (7 partite in esclusiva per ogni giornata) e Sky. La piattaforma OTT ha sborsato circa 700 milioni di euro per accaparrarseli.
Una cifra importante, che può stonare con la situazione attuale di Dazn, che da fonti interne viene rappresentata come tutt’altro che florida.
In base a quanto apprendiamo, infatti, il piano per il prossimo quinquennio sarebbe considerato all’insegna del ridimensionamento dei programmi in studio
e dei tagli delle risorse umane.
Dall’interno dell’azienda, guidata in Italia dal Ceo Stefano Azzi, trapela un clima di confusione e insofferenza alimentato da scelte editoriali discutibili.
La sensazione è che i dirigenti in questa fase operativi sul fronte Dazn – tra cui un professionista piombato dalla Francia –
stiano cercando di sistemare i conti per rendere più agevole la successiva vendita della società a qualche colosso delle telecomunicazioni.
Una ricostruzione che Dazn smentisce seccamente nel comunicato che proponiamo di seguito in maniera integrale.
 
Il comunicato di Dazn
DAZN evidenzia che, all’interno dell’azienda, non c’è alcuna confusione, ma che il piano per il prossimo ciclo è ben chiaro e definito.
Alcuni elementi sono stati già comunicati e riportati dai media, come ad esempio il nuovo partner strategico scelto
(il riferimento è a NVP, il cui accordo è stato annunciato lunedì scorso, Ndr) per il prossimo quinquennio.
L’azienda ricorda che l’innovazione e l’esperienza immersiva saranno, infatti, le direttrici del nuovo piano
che verrà sviluppato per valorizzare ancora di più il prodotto Serie A, attraverso una modalità sempre più interattiva e coinvolgente.
Lo stadio diventerà sempre di più lo studio di DAZN, acquistando ancora più centralità nel racconto del massimo campionato calcistico italiano.
Oltre a una copertura stadio-centrica dei pre e post-partita, l’introduzione di uno studio virtuale con tecnologie di realtà virtuale e aumentata
rivoluzionerà l’analisi, il dibattito e l’interattività del racconto delle giornate di Serie A.
DAZN precisa, infine, che le speculazioni sulla vendita a una telco sono totalmente infondate e invita i media a non diffondere notizie confusorie sul mercato.
La traiettoria di business del gruppo, riportata dai media stessi, riflette un percorso sempre più accelerato di crescita,
che registra anno su anno incrementi di ricavi che nel 2023 hanno raggiunto i 3,2 miliardi di dollari, segno che gli investimenti
uniti a una efficiente gestione dei costi stanno generando risultati tangibili.
 

BYOBLU: 5G ITALIANO IN DIFFICOLTÀ

5G in Italia? Il piano sta andando a rotoli. Ecco perchè
 
Un 5G in alto mare. Non è un mistero che lo sviluppo della rete di quinta generazione in Italia stia procedendo abbastanza a rilento
ma adesso lo certifica anche la Corte dei Conti.
E perché? A causa dell’ostruzionismo da parte dei Comuni, fanno sapere i magistrati contabili.
Così il governo starebbe cercando una soluzione.
 
5G in Italia: le criticità rilevate dalla Corte dei Conti
Il 5G sembra essere la principale nota dolente del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Nel programma indicato da Bruxelles (ma che viene attuato con soldi italiani peraltro da restituire),
quello relativo alla digitalizzazione e all’innovazione tecnologica rappresenta il primo obiettivo da raggiungere.
Qualcuno credeva probabilmente che sviluppare nuove infrastrutture in aree popolate sarebbe stato un gioco da ragazzi.
Il percorso, però, evidenzia delle “criticità“, scrive la Corte dei Conti, “riconducibili ai rapporti con alcune Amministrazioni comunali
che hanno ritardato o negato il rilascio dei permessi necessari”.
 
Le manifestazioni contro il 5G in Italia
Basta farsi un giro sulle cronache locali per notare come in diversi Comuni siano nati dei movimenti di protesta contro l’innalzamento delle antenne,
così come alcuni consiglieri comunali hanno bloccato i progetti per possibili rischi legati alla salute.
 
Siderno: i cittadini si mobilitano contro l’installazione di un’antenna 5G vicino alle loro abitazioni”
 
Monteroni d’Arbia: un comitato contro l’antenna 5G”
 
“A Orbassano cittadini in corteo contro le nuove antenne 5G”
 
“Antenne 5G a Messina: è allarme emissioni elettromagnetiche”
 
Questi sono soltanto alcuni titoli di notizie dell’ultima settimana.
Di conseguenza, il sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti starebbe cercando delle aree alternative.
Va ricordato che i cittadini temono anche il recente innalzamento dei limiti dei campi elettromagnetici a 15 V/m,
che ha ottenuto lo scorso aprile il via libera del Ministero delle Imprese.
 
5G: copertura scarsa e definanziamento
Fatto sta che attualmente risultano essere state coperte soltanto l’11,5% delle aree
e il progetto ha subìto un definanziamento da 900 milioni di euro.
Tra l’altro soltanto una minima parte del Paese ha il 5G completo, ovvero il cosiddetto stand alone.
Un contesto che sta rallentando i piani delle multinazionali delle telecomunicazioni
ma anche il percorso del PNRR tanto caro a Bruxelles.
 

INTERNET IN DECLINO: SCOMPARSO IL 38% DELLE PAGINE E DEI SITI WEB

Web, il 38% delle pagine e dei siti internet è scomparso: i dati
 
L’analisi del Pew Research Center confronta i numeri dal 2013 al 2023:
l’8% delle pagine nel 2023 non sono più disponibili, su Wikipedia il 54% delle voci contiene collegamenti oramai inesistenti.
 
Neanche internet è per sempre. Una parte del web che conosciamo, infatti, sta scomparendo.
Lo dice un’analisi del Pew Research Center: il 38% delle pagine web che esistevano nel 2013 non sono più accessibili e l’8% nel 2023 non sono più disponibili.
Nella stragrande maggioranza dei casi è perchè sono state cancellate o rimosse.
Un fenomeno che rientra nel concetto di decadimento digitale, per cui grandi quantità di notizie e link stanno scomparendo.
Una tendenza che, come spiega il centro studi americano, si verifica in spazi online diversi,
dai collegamenti che compaiono sui siti governativi a quelli di notizie, da Wikipedia ai social media.
 
Lo studio
La ricerca è stata condotta raccogliendo campioni casuali di quasi un milione di pagine web, prese da Common Crawl, un servizio che archivia parti di Internet.
I ricercatori hanno poi cercato di vedere se quelle pagine continuassero ad esistere tra il 2013 e il 2023.
I risultati sono stati sorprendenti: quell’enorme archivio digitale che è il web si sta svuotando a una velocità impressionante.
Come dimostra lo studio, il 23% delle pagine contenenti delle news, pubblicate da giornali e altre organizzazioni giornalistiche,
contengono almeno un link “rotto”, fanno riferimento, cioè, a qualcosa che non esiste più.
Non solo, il 21% delle pagine della pubblica amministrazione hanno link verso l’esterno che non funzionano.
 
In pericolo anche i dati dei social e di Wikipedia
Ma non si parla solo delle pagine web di siti tradizionali. Il fenomeno del “decadimento digitale” non risparmia nemmeno i social,
le piattaforme nelle quali abbiamo caricato le nostre storie, i nostri desideri e spesso anche i nostri ricordi.
Grazie allo studio condotto dai ricercatori americani, si scopre, infatti, che quasi un tweet su cinque non è più visibile pubblicamente sul sito pochi mesi
dopo essere stato pubblicato. La maggior parte dei tweet rimossi dal sito tende, poi, a scomparire poco dopo la pubblicazione:
l’1% dei tweet viene rimosso entro un’ora, il 3% entro un giorno, il 10% entro una settimana e il 15% entro un mese.
Perfino Wikepedia è coinvolta, il serbatoio digitale della conoscenza enciclopedica,
l’oracolo di tutti gli studenti che preparano esami e tesine ben prima dell’apparizione di Chatgpt.
Nel bene o nel male, infatti, è a lei che ci rivolgiamo perchè ha dentro quasi tutto ciò che possiamo sapere.
E anche la biblioteca di riferimento più famosa del web non è da meno: più della metà delle voci di Wikipedia,
il 54%, ha nelle sue indicazioni bibliografiche di riferimento almeno un link rotto.