
Mercoledì 10 aprile 2024
SICILIA, GLI ASCOLTI DELLE RADIO NELL'INDAGINE TER.
IL PUNTO DI MAURO ROFFI. (SECONDA PARTE)


A cura di Mauro Roffi
Riprendo la panoramica delle Radio siciliane, iniziata nel precedente articolo, dalla provincia di Siracusa.
Qui si verifica un fenomeno un po’ insolito per le province italiane.
Non è il capoluogo infatti la località in cui ha sede la maggior parte delle emittenti presenti nell’etere locale (come sempre, faccio riferimento soprattutto
alla Fm, che è ancora buona parte dello scenario radiofonico, anche se ormai è tutt’altro che il solo elemento presente)
bensì la città di Avola, dove è in attività un bel drappello di stazioni.
A Siracusa ha però sede l’emittente decisamente più rilevante della provincia
e presente anche nella classifica TER (vedi il precedente articolo), vale a dire Fm Italia.
Va tenuto presente che Siracusa è ancora in parte ‘influenzata’ dalla relativa vicinanza con Catania e le sue emittenti ‘importanti’.
Sul piano locale Fm Italia riesce ad essere la rappresentante per eccellenza del territorio e, nonostante l’identità ovviamente commerciale,
non disdegna affatto i programmi giornalistici e le trasmissioni di approfondimento sui problemi e l’identità della città e della provincia.
Aiuta sicuramente in questo la coincidenza della proprietà con quella del sito di informazione siracusaoggi.it.
Gianni Catania, che dirige le operazioni per queste due realtà (emittente e sito) dichiarava già nel 2015:
“Sono arrivato a Fm Italia nel 2008. L’emittente ha una storia trentennale (oggi quasi quarantennale, quindi; N.d.R.).
Un successo editoriale nato e portato avanti con professionalità da Armando Vona e Franco Bottaro.
Mai improvvisazione, elevati standard tecnologici e qualitativi: la differenza premia.
Fm Italia ha accettato da diversi anni la nuova sfida dell’informazione, abbinando alla formula standard del tradizionale intrattenimento
basato sulla formula top 40 anche una programmazione da talk radio, con notizie e approfondimenti, in cui una larga parte spetta
anche agli ascoltatori, che possono intervenire, segnalare e commentare”.
C’è poi una terza componente del gruppo editoriale aretuseo.
Si tratta di Fm Classic, che ovviamente punta invece sulla musica ‘revival’ o ‘nostalgia’.
Non ha invece avuto, almeno per ora, ulteriori sviluppi il tentativo, che pure c’è stato, eccome, di creare una vera e propria Televisione collegata (Fm Italia Tv). Purtroppo in DTT (sempre salvo novità) non c’è più traccia di questa emittente e vedremo se prossimamente ci potrà invece essere
un nuovo cambio di scenario, visto che Fm Italia si era mossa su questo fronte già parecchi anni fa.
Detto questo – e citata la presenza di Studio Più Sicilia, cui abbiamo già fatto cenno la volta scorsa – veniamo al resto.
Sono rimaste decisamente poche le alternative a Fm Italia a Siracusa città.
Radio Sicilia Siracusa si sente, di conseguenza, un po’ isolata:
“Radio Sicilia Siracusa è una delle pochissime emittenti radiofoniche locali operanti a Siracusa. È l’ultima delle pioniere. A cosa si deve tale longevità?
Lo abbiamo chiesto direttamente a Zabo (che è un po’ il factotum dell’emittente; N.d.R.):
‘Credo che il successo di Radio Sicilia, anche dopo così tanti anni di attività, stia nel fatto che si è sempre proposta come Radio della gente,
vicina alle persone sole, incontra tuttora i gusti dei radioascoltatori i quali ci ricambiano con tanto affetto’”.
Zabo si chiama in realtà Salvo Ruiz ed è noto per i suoi record di ‘maratone radiofoniche’ (un genere che ha sempre i suoi cultori):
per tre volte, già fra 1979 e 1981, “ha trasmesso ininterrottamente per 11 giorni e 10 notti,
ovvero 253 ore e 19 minuti monitorati da Studio 105 Milano Siracusa”.
A Siracusa ci sono poi le religiose Radio Buona Novella e Radio Orizzonti Nuovi.
Ma veniamo alle varie emittenti di Avola. Ne ho contate almeno cinque:
Onda Libera Avola, RSA Radio Sicilia Avola (che non va confusa con quella appena citata di Siracusa), la danzereccia Power Station, nata nel 2000,
l’interessante Radio Luna One e addirittura Radio Dimensione Suono Avola, che ovviamente non ha nulla a che fare con l’omonima Radio nazionale.
Non ne restano molte altre in provincia: ci sono RAM Radio Audizioni Mediterranea a Rosolini, RSO Radio Sud Orientale di Solarino e/o Melilli (vengono dati due indirizzi alternativi) e Radio Una Voce Vicina Inblu di Carlentini, località di un’importante area (con la vicina Lentini, soprattutto) a nord, fra Catania e Siracusa.
Una nota a parte la riservo a Radio Sicilia Avola, che dichiara ‘inizi pionieristici’ addirittura nel 1973.
La vera partenza avvenne però nel 1977, quando Tommaso Marescalco acquisì l’emittente, diventandone direttore ed editore.
La storia è poi proseguita per vari decenni, anche con l’entrata in campo di Corrado Marescalco, il quale ha assunto l’iniziativa “dando una nuova impronta”.
C’è anche qui un legame con un organo di informazione locale, ‘Esagono il Giornale’.
Anche a Ragusa non c’è un grande affollamento di emittenti e qui non sembra esserci neppure ‘un’eccellenza’, come invece a Siracusa.
Naturalmente questo senza nulla togliere alle varie antenne della provincia, che comunque si danno da fare,
e tenendo presente che un caso di grande interesse, per la verità, alla fine c’è, come vedremo.
Partiamo con il piccolo censimento di Ragusa citando le cattoliche Radio Karis e Radio Don Bosco, poi Antenna Iblea Broadcasting di Scicli,
Radio Pozzallo Uno e Radio Dimensione Musica di Ispica.
Radio Pegaso Due si è legata, come già segnalato, alla bresciana Radio Studio Più, mentre un drappello di emittenti ha invece sede a Vittoria:
si parte con Radio Cento, poi c’è Radio Voce Amica, stazione gestita dalla Chiesa Evangelica Congregazione Cristiana Pentecostale,
e ancora l’interessante Radio Sole, che sembra avere due versioni, ovvero Radio Sole Vittoria e Radio Sole (Sicilia).
Due versioni anche per Radio Vittoria Express, perché in parallelo c’è (forse più rilevante, anzi) anche Radio Gela Express,
di cui riparlerò in provincia di Caltanissetta.
Sperando di non aver dimenticato nessuno, passo a una nota a parte per un’emittente che punta tutto sull’informazione:
si tratta di Rtm Radio Trasmissioni Modica, una specie di ‘piccola istituzione’ della zona.
Ne avevo riferito, in occasione di un (raro) cambio della guardia alla direzione, in un mio articolo del 2021 nella rubrica ‘Milleregioni’ di Fm-world,
che serve bene a illustrare le caratteristiche di questa meritevole antenna. Eccone qualche passo:
“C’è stato (nel 2021, appunto; N.d.R) uno ‘storico’ cambio della guardia alla direzione di Radio Rtm,
valida e storica emittente della provincia di Ragusa, in Sicilia, con sede a Modica.
La direzione di Rtm, radiortm.it e di ‘Rtm Giornale’ è stata assunta da Giorgio Caruso, in sostituzione di Domenico Pisana,
che in precedenza aveva rassegnato le sue dimissioni dopo qualcosa come 36 anni al vertice.
La scelta di lasciare l’incarico di direttore da parte di Pisana è arrivata dopo qualche mese di riflessione,
a seguito del suo pensionamento da insegnante (altra professione da lui svolta).
Caruso, invece, era prima addetto stampa presso la Federazione Italiana Scherma.
Ha collaborato con ‘Il Giornale di Sicilia’ e con Video Mediterraneo, oltre a ricoprire il ruolo di addetto stampa del Modica Calcio
quando ne era presidente Antonio Aurnia.
Caruso, fra l’altro, è solo il quinto direttore del gruppo di Radio Rtm in oltre 43 anni (oggi dunque circa 46; N.d.R.) di attività.
A precedere lui e Pisana ci sono stati Giuseppe Russo, il già citato Gianni Contino e Angelo Di Natale”.
Nel suo ‘editoriale di primo saluto’ Caruso esordiva così:
“Non si può rispondere ‘no’ ad una proposta che arriva dal luogo dove hai iniziato ad innamorarti di Nostra Signora del Giornalismo,
dove hai iniziato a capire l’importanza del comunicare e che, soprattutto, arriva da chi, per primo, ha avuto fiducia in te… Rrm,
la ‘piccola Radio per le grandi emozioni’, è stata per me e per tanti colleghi giornalisti una importante palestra professionale.
Dai suoi microfoni sono cresciute diverse ‘voci’, poi diventate ‘volti’ o ‘penne’ illustri nel territorio e non solo.
Ciascuno di loro è tessera di quel mosaico che racconta quotidianamente il battito di questa terra”.
Caruso, manco a dirlo, dirige ancor oggi Rtm, emittente in vita dal 1977 e quotidiana ‘testimone’ di tutto quel che accade in questa parte di Sicilia.
Siamo arrivati alla provincia di Caltanissetta e vediamo chi c’è.
Diverse Radio a carattere religioso, intanto, come Radio Comunità Nuova di Resuttano e Radio Amore Inblu di San Cataldo, emittente che nulla c’entra
con le altre Radio Amore della Sicilia ma è invece una stazione dei Padri Mercedari appunto della città di San Cataldo; infine, Radio Evangelo Gela.
Su un altro piano, citata Radio Vela di Villaseta (di cui diremo ad Agrigento), operano invece Radio Onda Due di Mazzarino e la già citata Radio Gela Express.
Quest’ultima merita una citazione particolare, perché si proclama l’unica (a parte Radio Evangelo) di una città importante come Gela.
Tutto nacque “il primo gennaio del 1985 dalla volontà di 5 giovani”, mentre “oggi gli editori sono Gaetano Casciana e Francesco Mangione”.
Per via della copertura molto estesa, è stata creata a suo tempo una ‘sorella’ chiamata Radio Vittoria Express.
La linea editoriale ‘vincente’ dichiarata da Radio Gela Express “consiste nel trasmettere fatti ed eventi locali in forma professionale”,
mentre in palinsesto “ci sono anche trasmissioni di approfondimento socio-politico-culturale come ‘Lo dico alla Radio’, condotta dal giornalista Franco Gallo”.
Ma la vera emittente importante di questa provincia era sicuramente Radio CL1, già citata nel precedente articolo,
senonché la sua storia ha subito una svolta pesante nel gennaio scorso con la fine di un lunghissimo ciclo,
a causa dell’acquisto da parte del famoso gruppo catanese RMB, che per ora non ha spiegato bene cosa metterà in onda su questa frequenza.
‘Il Fatto Nisseno’ ha scritto in proposito quanto segue:
“Un altro importante pezzo di informazione, cultura, storia, musica, divertimento e nissenità che, purtroppo, deve cedere la mano ad altre realtà,
non trovando nel territorio persone in grado di promuovere idee-progetto in continuità o in innovazione rispetto a quelle già esistenti.
Il riferimento è alla frequenza di Radio CL1 che, dal 1° gennaio 2024, è stata ceduta alla società catanese RMB.
Tale società, da quello che se ne sa, continuerà nel territorio della provincia nissena l’attività radiofonica che, probabilmente,
assieme al nome della nuova Radio, verrà affiancata dalla sigla Radio CL1.
Di certo, quella del 1° gennaio è una data non proprio esaltante per la storia dell’informazione cittadina.
Radio CL1 è nata nel novembre del 1976, in un periodo che era quello delle Radio libere che, allora, nascevano grazie all’iniziativa di giovani
disposti a scommettere nel territorio e a dare il loro apporto al mondo dell’informazione, ma anche a quello della musica.
Radio CL1, inutile girarci intorno, a Caltanissetta come in Sicilia e in ogni parte d’Italia, è sempre stata sinonimo di Pippo Grosso.
Fu lui il deus ex machina che, da allora, l’ha sempre portata avanti con quella passione, quell’impegno e quella tenacia che solo uno come lui poteva esprimere”.
Ma Grosso è morto nel 2023, poco più di un anno fa, dopo aver manifestato ai figli la volontà che Radio CL1 venisse ceduta,
in ogni caso, a dei nisseni e non a persone o gruppi di fuori Caltanissetta.
“Tuttavia, nonostante diversi contatti, ogni tentativo di esaudire la volontà di Pippo Grosso è stata vanificata” e così ora sono arrivati i catanesi,
a gestire (si spera bene) l’enorme patrimonio accumulato in 47 anni di vita dall’unica emittente radiofonica nissena.
A questo punto tocca alla provincia di Enna.
Qui si nota la forte influenza di diverse emittenti catanesi, per ragioni geografiche, e anche una certa presenza, anche qui,
del gruppo Radio Azzurra di Franco Cristofaro, più volte ricordato in varie regioni del Sud.
Sono invece pochine le stazioni con sede in questa provincia ‘interna’ della Sicilia e a segnalarsi sono soprattutto iniziative di matrice cattolica.
Spicca l’assenza (almeno in Fm) di emittenti con sede proprio a Enna città e le notizie di questa parte della provincia
sembra essere soprattutto Radio Luce di Barrafranca a darle: si tratta di una bella iniziativa, ovviamente cattolica e gestita da un’associazione,
ma ormai impegnata risolutamente nel coprire un certo ‘vuoto radiofonico’ e informativo in questa parte del territorio.
Parte invece dalla Diocesi di Nicosia l’idea di Radio Onda Libera (103) Inblu di Leonforte, che a sua volta mira a intrattenere
e informare il pubblico giovanile e quello un po’ più avanti negli anni.
Una nota a parte merita la terza Radio locale della provincia di Enna, Radio Studio Due di Centuripe,
cui non difettano una certa professionalità e una buona diffusione.
Ecco come ne illustra la storia e le caratteristiche lo storico presidente Giacomo Sanfilippo:
“Il 5 gennaio 1978 apriva Radio Monte Uno. Radio Kentoripa chiuse ed io dopo sei mesi di astinenza dai microfoni,
mi presentai al presidente per chiedere di poter trasmettere ai microfoni di Monte Uno.
Tra un’infornata e l’altra il presidente ed allora proprietario (faceva il panettiere) mi diede il consenso.
Come avrete capito, il nome iniziale era Radio Monte Uno, che modulava sui 98.7 MHz da via Nazario Sauro 7.
Dopo un paio di anni ci fu una stretta collaborazione con Radio Flash di Adrano e per distinguere i due studi abbiamo preso il nome di Radio Flash Studio 2.
Nel 1984 abbiamo costituito l’attuale associazione culturale radiofonica e con la sua nascita finì l’esperienza con Radio Flash di Adrano,
con i quali siamo rimasti in ottimi rapporti.
La storia continua e nel 1987 nasce un’altra Radio (sempre per scopi politici) che farà concorrenza alla nostra emittente, Tele Radio Canale Uno.
Un bel progetto, ma durato anch’esso poco. Negli anni Novanta arriva la legge Mammì, che uccise letteralmente la Radio privata locale.
La nostra emittente, nonostante fece tutte le richieste di rito e chiuse per tre mesi (da maggio 1993 a luglio 1993).
Riaprì grazie ad un ricorso al Tar che ci fece ottenere la sospensiva.
Fino a quando nel 2003 arriva la concessione. Fu una grande gioia. Nel 2005 nasce l’idea di aprire una redazione a Nicosia
ed ecco accendersi sui 98.5 la seconda frequenza di Radio Studio Due.
Dopo alterne vicissitudini, l’associazione da circa quarant’anni è stata gestita da me e dal presidente onorario
e grazie alla nostra testardaggine siamo riusciti nell’intento di farvi continuare a vivere la Radio”.
Chiudo questo secondo articolo sulla Sicilia radiofonica con la lanciatissima (sul piano del turismo) provincia di Agrigento,
più ricca di emittenti rispetto a quelle fin qui esaminate, anche se nessuna è riuscita finora ad arrivare fino
alla graduatoria TER della Sicilia (o semplicemente nessuna ha voluto iscriversi all’indagine, naturalmente).
In questa provincia, al centro dell’isola, in Fm c’è un po’ di tutto, da Radio Norba alla milanese Giornale Radio (a Canicattì);
poi ci sono emittenti di vario tipo, alcune decisamente di buon livello, altre legate ad associazioni o di area cattolica.
Fra le stazioni di altre province, oltre ad alcune palermitane, c’è la trapanese Radio Itaca (almeno a Sciacca);
poi ci sono anche antenne che ricordano nomi molto noti a livello nazionale.
Partiamo allora con Radio Diocesana Concordia, per la quale il nome dice già quasi tutto,
passando per Radio Gemini Inblu, dal 1976 la Radio di San Giovanni Gemini e Cammarata.
Un nome che non si dimentica è quello di Radio Gattopardo di Palma di Montechiaro,
ma è bene sapere anche che dal 1988 a Campobello di Licata c’è Radio Studio 105.
Ad Agrigento città fra le più attive c’è Amica Fm; un altro nome storico e noto è quello di Radio Torre Ribera (in onda dal 1976),
mentre Studio Più si appoggia qui a un altro gruppo, quello di Digimedia.
L’elenco è ancora molto lungo.
Ecco un nome noto anche per la Tv, Radio Studio 98, poi Radio Voce della Speranza di Sciacca, Radio Evangelo (anche qui),
Radio Santo Stefano RSS di Santo Stefano Quisquina, ovvero ‘la Radio dei Monti Sicani’.
Vediamo poi che altro c’è a Sciacca: la nota Radio Torre Macauda e Radio Studio 5.
A Canicattì c’è anche Radio Sirio e a Palma di Montechiaro opera pure Radio Sicilia Express.
Un risalto particolare va riservato a Radio Delta di Lampedusa, per ragioni facilmente comprensibili.
Una nota presente sul suo sito informa che “il 30 giugno 2012 Radio Delta è diventata una realtà ed oggi è una realtà importante sul territorio locale.
Grazie al grande lavoro, alla passione e all’impegno di numerosi volontari che si susseguono quotidianamente,
riusciamo a trasmettere musica, informazione, approfondimenti e divertimento senza mai fermarci.
Radio Delta, ogni giorno che passa, cresce, dimostrando che c’è ancora spazio, ma soprattutto bisogno di una voce forte, indipendente e vicina alla gente”.
Se invece si cerca una Radio decisamente professionale, intraprendente sul piano commerciale e imprenditoriale,
ben organizzata e con legittime ambizioni di crescita, ecco la già citata Radio Vela di Agrigento.
Non possiamo certo chiudere senza citare le reti di Favara, che sono interessanti e di un certo livello:
ecco Radio Rete 94 e Radio In Agrigento, il cui segnale, nonostante il nome, parte appunto da Favara.
Ma il finale è riservato a Radio RF101 di Favara, che oggi sembra soprattutto una Radio musicale e commerciale con prospettive interessanti
ma ha una lunghissima e memorabile storia alle spalle, che ricorda anche ‘capitoli gloriosi’ della radiofonia isolana.
Il periodico siciliaonpress.com nel 2020 le ha dedicato una lunghissima rievocazione, che faceva venire anche molta nostalgia.
Vediamone alcuni passi:
“Il fenomeno (delle Radio ‘libere’ degli anni ’70) a Favara meriterebbe diversi articoli, uno per ciascuna Radio.
E allora erano cinque: Radio Favara, Radio Favara Centrale, Radio Faraci, Radio Onda Rossa, che poi si chiamò Big Boy,
e Radio Città Aperta del Partito Comunista.
Ogni Radio aveva una sua particolarità: Radio Favara, definita Radio sociale e della gente, che vedeva la partecipazione di tante persone di vari ceti sociali; Radio Centrale, il cui responsabile era Angelo Liotta, molto attenta ai vari generi musicali di autori italiani e americani;
Radio Faraci, gemellata con Radio Aut di Cinisi di Peppino Impastato, il cui responsabile è stato Peppe Alonge, che ha vissuto un’intensa stagione politica;
Radio Big Boy, curata da Antonio Lombardo, detto ‘mpari ‘Ntò, e dal fratello Salvatore, con un grande pubblico popolare e di sinistra.
Radio Città Aperta si occupava di musica d’avanguardia e notiziari, oltre a programmi di cultura dove venivano trasmesse canzoni di Jimi Hendrix,
Neil Young, Jimmy Dorsey. Fu aperta alla fine del 1978”.
“Il fenomeno fu così interessante che il giornale ‘L’Ora’ fece arrivare a Favara un suo inviato, che scrisse un paginone con un titolo indimenticabile:
‘Favara unita dalle Radio Libere’”.
Seguono una serie di testimonianze dirette. Secondo Giuseppe Piscopo, “Radio Favara 101 è stata più che una Radio:
una palestra di vita. Avevo 17 anni quando ho iniziato a frequentare i locali a San Francesco.
Ricordo il provino fatto con due colonne storiche della Radio: Lillo Lentini ed Eugenio Celani.
Se ottenevi il via libera da loro, potevi accedere all’uso del microfono in diretta.
E da ragazzo ho sempre apprezzato quel rigore morale e quella organizzazione rigida che ruotava attorno alla Radio”.
Giuseppe Moscato ricorda “la credibilità che subito la Radio raggiunse tra la popolazione,
perché se l’aveva detto Radio Favara era come se l’avesse detto il Vangelo.
La collina di San Francesco era indicata da tutti come il centro propulsore non solo dell’intrattenimento radiofonico, ma anche della cultura,
della solidarietà, dei servizi, della presenza sul territorio di persone che veramente si spendevano per la città.
Ho visto nascere il gruppo teatrale, il gruppo folkloristico, l’innovazione”.
Per Lillo Pecoraro, “a Radio 101 in quei locali modesti del piano terra del Convento San Francesco si viveva una vita vera di relazioni.
Tutto quello che avveniva a Favara e dintorni veniva trasmesso in diretta sulle onde di RF 101.
Messa in diretta la domenica mattina, partite di calcio in casa e soprattutto fuori casa, convegni, feste di piazza, Via Crucis in diretta.
Padre Pacifico Nicosia, assieme a Lillo Lentini, è stato l’artefice principale di questa esperienza meravigliosa”.
Poi però anche le cose belle cambiano o si trasformano e così “RF trasmette ancora, ma sono cambiati tempi e persone”.
Delle Radio di Palermo e di Trapani parlerò nel terzo articolo di questa serie.