
Domenica 14 giugno 2026
TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA
Pubblicato il 14/06/2026 alle ore 16:55
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE
RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER I MUX DAB+ RAI E DAB ITALIA
Iniziamo parlando della radio digitale.
È stato acceso il Mux DAB+ RAI sul Canale 7C dalle postazioni
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RADIO DAB (LOMBARDIA / EMILIA-ROMAGNA): NUOVE ATTIVAZIONI PER IL MUX CR DAB
Prosegue l’espansione del Mux CR DAB.
Sono state attivate la versione lombarda sul Canale 11A dalle postazioni di VIA DELLE BAITE a Blevio (CO),
MONTE GOI a Como e CAMPO DEI FIORI – PUNTA PARADISO a Luvinate (VA),
MONTE GOI a Como e CAMPO DEI FIORI – PUNTA PARADISO a Luvinate (VA),
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| LOMBARDIA | ||
| Canale 6D (187,072 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Colle Vedetta – Via Buttafuoco | Brescia | BS |
| Selvapiana | Villanuova sul Clisi | BS |
| Canale 11A (216,928 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Valcava – Prato della Costa | Caprino Bergamasco | BG |
| Via Botto | Roncola | BG |
| Via alle Baite | Blevio | CO |
| Monte Goi | Como | CO |
| Via Filippo Turati – Torre Turati | Milano | MI |
| Campo dei Fiori – Punta Paradiso | Luvinate | VA |
| EMILIA-ROMAGNA | ||
| Canale 9B (204,640 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Via Serenari | Castel Maggiore | BO |
| Via Aranova | Ferrara | FE |
| Via Lombardia | Carpi | MO |
| Monte Canate | Pellegrino Parmense | PR |
| Camerlona – Via Bagarina | Ravenna | RA |
RADIO DAB - MUX ADRIA DAB (MARCHE) / MUX MARCHE DAB: ATTIVATO IL SEGNALE DA ANCONA
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| MARCHE | ||
| Canale 10B (211,648 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Forte Montagnolo | Ancona | AN |
| Monte Conero – Massignano | Ancona | AN |
| Contrada Montesecco | Grottammare | AP |
| Capodarco | Fermo | FM |
| Via Abramo Lincoln | Pesaro | PU |

| MARCHE | ||
| Canale 6B (183,648 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Forte Montagnolo | Ancona | AN |
| Monte Conero – Massignano | Ancona | AN |
| Contrada Montesecco | Grottammare | AP |
| Via Abramo Lincoln | Pesaro | PU |
RADIO DAB - MUX MEDIA DAB (BASILICATA): ATTIVATA RADIO ACTIVITY
Scendiamo in Basilicata, dove è stato collegato l’audio di RADIO ACTIVITY di Grassano (MT) nel Mux MEDIA DAB.
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FREQUENZE E POSTAZIONI
| BASILICATA | ||
| Canale 12B (225,648 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Monte Sant’Arcangelo | Colobraro | MT |
| Contrada Inforcata | Pomarico | MT |
| Monti Li Foj | Picerno | PZ |
RADIO DAB - MUX DAB SICILIA: INSERITE RADIO CRT CATANIA E RSC ITALIA
che ripete l’audio di RADIO CRT CATANIA, versione locale dell’omonima emittente di Lamezia Terme (CZ),
e l’inedita RSC ITALIA, acronimo di Radio Studio Centrale ed anch’essa con sede a Catania.


Nasce RSC ITALIA, dalla mezzanotte al via le trasmissioni
11 Giugno 2026
Da questa notte il panorama radiofonico italiano si arricchisce di una nuova emittente.
Allo scoccare della mezzanotte inizieranno ufficialmente le trasmissioni di RSC Italia, la nuova radio dedicata interamente alla musica italiana.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra il gruppo Radio Studio Centrale e l’editore e giornalista musicale Enzo Sangrigoli,
che ne cura la direzione artistica, con il supporto del gruppo RSC.
L’obiettivo dell’emittente è quello di valorizzare il patrimonio della canzone italiana,
proponendo una selezione musicale che spazia dai grandi classici ai successi più recenti,
con particolare attenzione agli artisti e alle produzioni che hanno segnato la storia della musica del nostro Paese.
RSC Italia sarà ascoltabile in DAB+ nelle città di Catania, Siracusa, Messina, Reggio e Palermo,
in streaming sul sito ufficiale rscitalia.it, tramite app e smart speaker.
Il segnale sarà diffuso attraverso una piattaforma interamente digitale, progettata per garantire elevati standard qualitativi audio.
Il claim scelto dall’emittente sintetizza perfettamente la sua filosofia: “Canzoni italiane. Perché in fondo ci sono canzoni e canzoni.”
L’appuntamento è quindi per questa notte a mezzanotte, quando RSC Italia accenderà ufficialmente i propri microfoni
inaugurando una nuova avventura radiofonica dedicata alla migliore musica italiana.
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| SICILIA | ||
| Canale 9A (202,928 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Monte Pellegrino | Palermo | PA |
| Canale 10D (215,072 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Contrada Carminello – Via Michele Scammacca | Valverde | CT |
RADIO DAB - MUX GO DAB (SICILIA): REINSERITA RADIO SYSTEM
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FREQUENZE E POSTAZIONI
| SICILIA | ||
| Canale 10B (211,648 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Monte Lauro | Buccheri | SR |
| Viale Zecchino – Palazzo AZ | Siracusa | SR |
| Canale 12B (225,648 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Contrada Carminello – Via Michele Scammacca | Valverde | CT |
| Monte Pellegrino | Palermo | PA |
| CALABRIA | ||
| Canale 12B (225,648 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Contrada Pirarelli | Calanna | RC |
RADIO DAB - MUX MEDIA DAB (SICILIA) B: INSERITA RADIO DELFINO
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FREQUENZE E POSTAZIONI
| SICILIA | ||
| Canale 9B (204,640 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Contrada Carminello – Via Michele Scammacca | Valverde | CT |
PIEMONTE: RTB FESTEGGIA 50 ANNI!
Si svolgerà domenica 14 giugno alle ore 16:00 presso i locali della missione Gospelhouse di via Druento n.274 di Venaria (TO)
un evento speciale organizzato da RTB in occasione del 50° anniversario della sua nascita.
Nel corso del pomeriggio si alterneranno sul palco speakers, artisti con musica live ed ospiti che racconteranno la storia ed il percorso di RTB.
Al termine verrà offerto un buffet a tutti gli intervenuti. La diretta dell’evento verrà trasmessa a partire dalle ore 16:30 sulle frequenze di RTB.
La partecipazione richiede l’iscrizione gratuita sul sito www.eventbrite.it/e/biglietti-50-anni-con-rtb-1988872959561
oppure al numero whatsapp 331/22.23.120. Informazioni: www.rtb.it.
Tratto da: www.rtb.it/events/rtb-festeggia-50-anni

LOMBARDIA: ASSO (CO), NUOVA ANTENNA 5G DAVANTI ALLE SCUOLE
Al via i lavori in via XXV Aprile, in una delle zone più centrali e frequentate del paese.
È polemica per la posizione scelta, vicino all’istituto comprensivo e ad altri edifici pubblici, ma Inwit Spa tira dritto
Oltre al castello medioevale con la sua torre e alle due chiese con i campanili,
ad accogliere ad Asso, come opera dell’uomo più visibile in pieno centro, ci sarà anche un’antenna per la telefonia.
Sono partiti infatti i lavori per la realizzazione della nuova antenna per la telefonia mobile che sorgerà in via XXV Aprile,
in una delle zone più centrali e frequentate del paese.
In questi giorni le imprese incaricate stanno procedendo con la realizzazione del basamento
che ospiterà la futura antenna richiesta da Inwit Spa e destinata a migliorare la copertura della rete mobile sul territorio.
L’impianto verrà collocato su un’area privata di proprietà FiberCop,
in una posizione che continua a far discutere per la sua vicinanza a numerosi edifici pubblici.
A poche decine di metri si trovano infatti l’Istituto Comprensivo Segantini con le scuole elementari, medie e dell’infanzia,
il municipio, l’ufficio postale, la farmacia e il complesso del bocciodromo con la palestra comunale.
L’antenna sarà inoltre ben visibile anche dall’ingresso del paese e si inserirà in un contesto urbanistico particolarmente delicato.
La richiesta
La richiesta per la nuova infrastruttura era stata presentata da Inwit e FiberCop.
Fin dalla presentazione dell’istanza la localizzazione scelta aveva suscitato perplessità e acceso il dibattito politico.
Nei mesi scorsi il sindaco Mirko Donadini aveva cercato senza successo di ottenere uno spostamento dell’impianto,
aprendo un confronto con i vertici di Inwit.
Durante gli incontri tecnici, la società aveva confermato l’impossibilità di modificare il sito individuato.
Secondo quanto comunicato dall’azienda, un cambiamento della localizzazione avrebbe compromesso le tempistiche
previste dal Piano Italia 5G e dagli interventi collegati al Pnrr.
L’amministrazione comunale aveva espresso la propria contrarietà alla scelta dell’area, ritenuta troppo centrale e vicina al polo scolastico,
ma senza di fatto che questo incidesse sull’iter autorizzativo in fase avanzata.
Dal canto suo, l’ex sindaco Tiziano Aceti ha sempre manifestato una netta opposizione al progetto,
sostenendo che l’antenna avrebbe dovuto essere collocata lontano dal centro abitato.
Con l’avvio delle opere e la realizzazione delle fondazioni, il progetto è ora entrato nella fase esecutiva.
L’antenna verrà quindi installata nella posizione individuata,
ponendo fine a una vicenda che negli ultimi mesi ha animato il confronto pubblico e politico in paese.
LIGURIA: NIENTE ANTENNE E 5G A GENOVA VICINO A SCUOLE, OSPEDALI E NEL CENTRO STORICO
Approvato il nuovo Regolamento sulle telecomunicazioni: non saranno più le compagnie a imporre le mappe.
Vincoli “severissimi” sui siti sensibili
Niente antenne e 5G a Genova vicino a scuole, ospedali e in centro storico.
Lo ha deciso la giunta comunale, su proposta dell’assessore all’Urbanistica Francesca Coppola,
che ha approvato il nuovo Regolamento per l’installazione e il controllo degli impianti di teleradiocomunicazione.
Il provvedimento sostituisce la vecchia disciplina dello scorso anno per superare i limiti emersi
e introdurre regole molto più stringenti per i colossi della telefonia.
La grande novità sta nel ribaltamento della prospettiva:
non saranno più le compagnie a imporre la mappa delle antenne, ma sarà il Comune a governare il territorio.
I gestori avranno l’obbligo di presentare entro il 30 settembre di ogni anno il proprio piano di sviluppo della rete,
permettendo a Palazzo Tursi una pianificazione preventiva ed evitando la proliferazione selvaggia di nuovi tralicci.
I punti chiave del nuovo regolamento riguardano innanzitutto lo scudo totale per i “siti sensibili”:
ci sarà massima protezione e vincoli severissimi attorno ad asili nido, scuole di ogni ordine e grado,
ospedali, parchi pubblici, case di riposo e centri per disabili. Si parla poi di obbligo di “coabitazione” (cositing):
prima di autorizzare una nuova antenna, i gestori dovranno preferibilmente installare i propri dispositivi
su strutture e ripetitori già esistenti o su torri tecnologiche e di illuminazione.
I livelli di emissioni saranno costantemente monitorati in collaborazione con l’Arpal
e le nuove installazioni saranno indirizzate verso le aree industriali da riqualificare,
le zone periferiche o sui tetti di palazzi con almeno quattro piani (purché non storici).
Vincoli d’oro per il centro storico e siti Unesco: nelle zone di pregio monumentale e nel centro cittadino,
l’impatto visivo dovrà essere nullo o mitigato.
“Il progresso tecnologico – commenta l’assessore Coppola – non può e non deve avvenire a spese dell’identità visiva e della salute ambientale di Genova.
Con questo nuovo regolamento non diciamo un “no” ideologico allo sviluppo, ma imponiamo la cultura del limite e della responsabilità”.
TOSCANA: ANTENNA VIA CHIASSATELLE, ARRIVA LA RICHIESTA DI PAGAMENTO SPESE PROCESSUALI. STOP 5G: "ACCANIMENTO. AVVIATA RACCOLTA FONDI"
Il Comitato Stop 5G Empoli torna sul caso dell’antenna di via Chiassatelle e potenzia una raccolta fondi dopo la richiesta delle spese processuali
A due anni dalla protesta contro l’antenna di telefonia mobile installata in via Chiassatelle,
il Comitato Stop 5G Empoli torna sulla vicenda dopo che ai ricorrenti è stata notificata l’ingiunzione di pagamento delle spese processuali
conseguenti alla sentenza del TAR.
Nella nota, gli attivisti ricordano la mobilitazione nata nel maggio 2024 e quello che definiscono “un palese inganno”
con cui sarebbe stata comunicata l’installazione dell’impianto.
Il Comitato sostiene che il ricorso rappresentasse “una delle varie forme di protesta non-violenta”
e parla di “accanimento” del Comune nei confronti dei cittadini ricorrenti.
Dopo aver reso noto che la somma richiesta è già stata raccolta,
il Comitato annuncia che “proseguiamo quindi e intensificheremo la sottoscrizione di solidarietà nelle prossime settimane”,
anche in vista di eventuali ulteriori richieste legate alla vicenda. Di seguito il testo integrale della nota del Comitato Stop 5G Empoli.
Sono trascorsi due anni dalla protesta del maggio 2024,
quando in un solo giorno è spuntata un’antenna di telefonia su un palazzo di via Chiassatelle in Borgo.
Fu allora che nacque, anche per altre installazioni,
questo Comitato che ha costretto il Comune ad una comunicazione più trasparente ed a una maggiore cautela.
Nel 2021 i residenti di Borgo erano riusciti ad evitare l’installazione di una antenna da terra in via Pulidori,
sicuramente ancora più devastante per l’estetica e la salubrità del quartiere, già con gravi problemi di incuria.
Nel caso dell’antenna di via Chiassatelle il Comune con la società di telefonia ha giocato sul fatto compiuto
scatenando l’indignazione della cittadinanza per l’assenza di trasparenza: il cartello di cantiere era volutamente illeggibile,
la comunicazione data dal Comune sul canale whatsapp istituzionale per giustificare la chiusura temporanea di via Chiassatelle e via Chiarugi
parlava di “Rifacimento del lastrico solare”. Un palese inganno. In quel contesto, alcuni residenti del quartiere Borgo,
che avevano visto l’antenna sorgere davanti alle proprie finestre, presentarono richiesta di accesso agli atti
e, pochi giorni dopo il tardivo ricevimento della documentazione da parte del Comune, proposero ricorso al TAR.
La causa è durata circa un anno e la nuova Giunta comunale ha sostenuto la legittimità delle scelte adottate,
contrapponendosi alle richieste delle famiglie ricorrenti, che si erano fatte portavoce di un dissenso condiviso da una parte della cittadinanza.
Tale posizione è stata mantenuta nonostante il sostegno espresso da migliaia di residenti Empolesi
attraverso la sottoscrizione di petizioni contrarie alla proliferazione delle antenne realizzate secondo criteri orientati al massimo contenimento dei costi.
La nuova Giunta comunale ha mantenuto la posizione assunta dall’Amministrazione precedente,
senza formulare valutazioni critiche in merito al tema del ricorso.
Nel corso del giudizio è stata oltretutto avanzata richiesta di condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali sostenute dal Comune e dalla società.
La sentenza, sfavorevole ai ricorrenti, è stata emessa nel luglio scorso e ha disposto il pagamento delle spese processuali
in favore di entrambe le controparti, per un importo complessivo di circa 9.000 euro.
Conoscendo la normativa italiana, schiacciata sugli interessi lobbistici, e l’orientamento del TAR Toscano,
l’esito negativo non ci ha sorpreso, il ricorso era una delle varie forme di protesta non-violenta per indignazione.
A sorprenderci è questo accanimento inconsueto (ed incauto) da parte del Comune contro i propri cittadini,
migliaia di solidali ai ricorrenti che tuttora manifestano un’alta sensibilità sul tema.
Martedì 19 maggio è pervenuta ai ricorrenti l’ingiunzione di pagamento del Comune.
I ricorrenti hanno già raccolto la somma, prevalentemente propria e in parte da sottoscrizioni già effettuate dal Comitato.
Proseguiamo quindi e intensificheremo la sottoscrizione di solidarietà nelle prossime settimane per risarcire i ricorrenti,
anche in vista della possibile, ulteriore successiva analoga richiesta di Iliad.
Tratto da: www.gonews.it/2026/06/08/antenna-via-chiassatelle-arriva-la-richiesta-di-pagamento-spese-processuali
CALABRIA: ANTENNA 5G A MARANO MARCHESATO (CS), MONTA LA PROTESTA
Protesta ad oltranza per l’installazione di un’antenna 5G a Marano Marchesato, il 18 giugno un’iniziativa pubblica
Quando la tecnologia cozza con la serenità di un’intera comunità.
Il panorama dei residenti di via Tintoretto e dei Gasparoni a Marano Marchesato in poche ore è stato inficiato da un “mostro” metallico di trentacinque metri.
Un’antenna 5G per la telefonia mobile e internet che ha messo in subbuglio gli abitanti della zona.
Non si tratta ovviamente di lamentele legate esclusivamente all’estetica.
I timori dei residenti di Marano Marchesato
L’installazione dell’antenna, avvenuta lo scorso 25 maggio, porta con sé i soliti dubbi legati all’impatto ambientale e ai presunti rischi per la salute.
Trovarsi un’antenna di tali dimensioni a un tiro di schioppo dal cortile di casa d’altro canto non farebbe piacere a nessuno.
I residenti non sono stati con le mani in mano e hanno costituito un comitato “Marano No 5G”,
la cui referente è Maria Francesca Trozzo, per far sentire la loro voce in ogni sede.
La referente del Comitato lunedì pomeriggio ha avuto un confronto con il sindaco di Marano Marchesato Agostino Napoli
e da parte dell’amministrazione comunale è emersa la piena disponibilità a collaborare per sbrogliare la matassa.
Nelle scorse settimane del caso si è interessato anche il consigliere regionale Ferdinando Laghi
che ha effettuato un sopralluogo nell’area e si è confrontato con i residenti ed i responsabili del Comitato.
L’iter e l’installazione dell’antenna
L’avvio dell’iter per l’installazione risale a circa un anno fa.
Dal punto di vista politico-amministrativo ricordiamo la recente gestione commissariale del Comune di Marano Marchesato
che ha retto le sorti dell’Ente fino alle recenti elezioni che hanno consegnato la fascia tricolore ad Agostino Napoli.
Da parte degli abitanti non c’è stata una cesura tout court sull’antenna 5G.
Lo testimonia il fatto che gli stessi hanno proposto informalmente dei siti alternativi a Inwit.
In seguito il commissario prefettizio aveva provveduto a formalizzare tali proposte.
Poi si sono messi di mezzo la burocrazia e i tecnicismi che hanno, de facto, portato all’installazione dell’antenna
nonostante le proteste dei residenti e la disponibilità di Inwit di valutare eventuali altre ubicazioni.
Nel frattempo è stato avviato un contenzioso legale riguardante il rischio idrogeologico della zona
(tutto nasce da un’ordinanza del commissario prefettizio dei mesi scorsi)
e il prossimo 17 giugno è in calendario l’udienza davanti al Tar di Catanzaro.
L’iniziativa pubblica del 18 Giugno
Gli abitanti di Marano Marchesato temono che l’antenna possa generare una serie di ripercussioni
sulla qualità della vita e le prospettive socio-economiche nell’area.
La protesta dei residenti dunque non si placa e proseguirà ad oltranza.
Il 18 giugno alle ore 18 in piazza Conforti a Marano Marchesato è in programma un’iniziativa pubblica
di Democrazia Sovrana Popolare (Dsp) – Sezione Cosenza Nord che prevede un confronto con esperti e attivisti sul 5G.
CALABRIA: PIRATERIA AUDIOVISIVA E "PEZZOTTO";
SCOPERTE 3 CENTRALI DI SMISTAMENTO DEL SEGNALE IPTV A CROTONE
Denunciate 4 persone e sequestrati beni per circa 650mila euro
Nell’ambito delle attività svolte a contrasto della pirateria audiovisiva digitale, sviluppate anche in previsione degli imminenti mondiali di calcio 2026,
finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Crotone, con il supporto del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche
e del Nucleo Speciale Beni e Servizi – Gruppo Radiodiffusione Editoria di Roma, hanno individuato 3 centrali di smistamento illegale del segnale IPTV –
cosiddetto “Pezzotto”, tutte dislocate nella città pitagorica e gestite da quattro cittadini di nazionalità italiana,
attraverso le quali sono stati illecitamente distribuiti abbonamenti “pirata”, in favore di migliaia di clienti,
attraverso cui è stato reso possibile l’accesso ai contenuti audiovisivi a pagamento offerti dalle più note piattaforme digitali e satellitari
(Sky, Dazn, NowTv, Netflix, Disney+ e Spotify).
L’individuazione dei centri di distribuzione illecita è stata ottenuta grazie al meticoloso approfondimento di diverse segnalazioni di operazioni sospette,
trasmesse dal Nucleo speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Roma, che ha dato avvio ad una vasta indagine finanziaria
grazie alla quale è stato possibile disvelare l’esistenza dell’imponente ed articolato schema di frode perpetrato nel settore dell’audiovisual piracy,
con specifico riguardo alla diffusione illegale di contenuti tutelati dal diritto d’autore.
L’indagine
Nel contesto dell’indagine condotta, l’attenzione investigativa è stata catturata dalle causali esplicite dei diversi bonifici attenzionati,
riportanti la dicitura “Ibo Player Pro”, un software compatibile con la riproduzione di flussi streaming illeciti,
installabile su vari dispositivi di riproduzione quali smartphone, smart-tv, computer etc.
Sulla base della descritta architettura telematica, sono stati individuati i vari livelli del sistema criminale:
al vertice della filiera illecita, i fornitori principali noti come “head-provider”, che gestiscono l’architettura dei server sorgente, a metà,
i soggetti intermedi denominati “reseller”, diffusi su tutto il territorio nazionale, che rivendono gli abbonamenti ad una platea indiscriminata di utenti finali,
posti al termine della catena di distribuzione, che fruiscono del servizio illegale.
L’azione sinergica sviluppata dai diversi Reparti del Corpo della Guardia di Finanza – appartenenti alle diverse componenti specialistiche e territoriale –
ha reso possibile estendere gli accertamenti su tutto il territorio nazionale pervenendo all’esatta ricostruzione dell’intera filiera
che alimentava il sistema illecito disarticolato.
L’attività investigativa ha infatti permesso di cristallizzare la distribuzione illecita dei contenuti digitali in favore di almeno 2.769 clienti,
tutti identificati e residenti in 43 province del territorio dello Stato, quantificando in circa 650.000 euro il valore dei proventi illecitamente accumulati
che, per come appurato dalle articolate indagini bancarie, sono stati reinvestiti nel circuito dell’economia legale e nell’acquisto di moneta virtuale,
in modo da occultarne l’illecita provenienza. Il costo degli abbonamenti “pirati” variava da 10 a 40 euro a seconda dei “pacchetti” selezionati,
a fronte del quale era garantito anche un “servizio di assistenza clienti” nei casi di difficoltà alla visione, al pari delle piattaforme legali erogatrici dei servizi digitali.
Nei confronti dei 2.769 utilizzatori finali, nei prossimi giorni, saranno notificate le prescritte sanzioni amministrative con importo variabile da 154 sino a 5.000 euro,
previsti per le forme più gravi di recidiva.
Al termine delle attività, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, sotto il coordinamento del Procuratore della Repubblica di Crotone –
dott. Domenico Guarascio, hanno denunciato i 4 responsabili per gravi violazioni del copyright, della proprietà intellettuale e per il reato di autoriciclaggio,
pervenendo al sequestro di beni – in esecuzione di specifico decreto di sequestro preventivo emesso in via d’urgenza – del valore complessivo di circa 650mila euro.
Duilio (Sky Italia) ringrazia Procura e Gdf
Andrea Duilio, amministratore delegato di Sky Italia, ha ringraziato “la Procura di Crotone e la Guardia di Finanza di Crotone
per questa nuova operazione antipirateria, che conferma l’impegno costante delle forze dell’ordine a tutela di chi sceglie legalità
e la loro capacità di identificare gli utenti pirata.
Un’azione importante per contrastare il senso di impunità che ancora accompagna questo fenomeno e per ricordare agli utenti di questi servizi
che si espongono non solo a multe e sanzioni, ma anche a truffe, furti di dati personali e minacce informatiche”.
REPUBBLICA DI SAN MARINO: SAN MARINO RTV LANCIA NUOVE SFIDE; NUOVO STUDIO TG, PROGRAMMI IN ARRIVO E ASCOLTI IN CRESCITA
Nel corso della puntata speciale di Breakfast San Marino di sabato 13 giugno i vertici dell’emittente di Stato annunciano i nuovi progetti
San Marino RTV continua a rinnovarsi, nel segno della tecnologia e dei progetti editoriali.
Gran finale di stagione per Breakfast San Marino, con una mattinata live insieme a tanti ospiti e una serie di sorprese.
Su tutte, la presentazione del nuovo studio Tg, totalmente rinnovato, con pareti led e strumentazioni di ultima generazione.
“È una giornata straordinaria – commenta il direttore generale di RTV, Roberto Sergio –
in cui abbiamo inaugurato anche uno studio avanzatissimo dal punto di vista tecnologico.
Finalmente si ritrova la casa dell’informazione giornalistica, quindi Tg e altri programmi giornalistici.
Poi abbiamo raccontato tante storie di successo già realizzate e altre che si dovranno realizzare”.
Una grande festa in diretta per fare il punto sugli obiettivi raggiunti e annunciare i progetti in arrivo,
tra programmi e prospettive future per l’emittente di Stato.
Tra i numerosi ospiti istituzionali i segretari di Stato all’Informazione e all’Industria, Federico Pedini Amati e Rossano Fabbri.
“Sono assolutamente orgoglioso e soddisfatto – dice Pedini Amati – di quello che tutti assieme abbiamo fatto, tenendo i conti in ordine”.
RTV rappresenta ora, per Fabbri, “una rete pronta ad affrontare le grandi sfide che aspettano il Paese:
la televisione come veicolo straordinario della nostra sammarinesità nel mondo.
Uno degli appuntamenti più attesi è la visita a San Marino di Papa Leone XIV.
Il Dg di RTV annuncia 12 ore di diretta, con una diffusione del segnale nel mondo.
E la realizzazione, da parte del celebre divulgatore Roberto Giacobbo, di un docufilm per Rtv e RaiPlay.
“Il fatto di avere il Santo Padre a San Marino – afferma Maria Alessandra Albertini, ambasciatrice presso la Santa Sede –
è il coronamento di una relazione al più alto livello. Significa condividere con un piccolo Paese i grandi temi, i temi globali.
Confidiamo che i messaggi che lancerà all’istituzione, al popolo sammarinese,
non siano solo messaggi per la Repubblica di San Marino, ma siano messaggi per il mondo intero”.
Annunciate le ultime novità per le produzioni estive, in attesa del palinsesto autunnale,
ad esempio la Terrazza della Dolce Vita e il focus sui Giochi del Mediterraneo.
E una rivoluzione: in arrivo una App per i programmi di Rtv on-demand, sul modello RaiPlay.
Importante, per il presidente di RTV, Pasquale Valentini “tenere molto presente che noi, attraverso questo strumento,
comunichiamo noi stessi e San Marino. Una emittente come quella che stiamo organizzando,
grazie all’apporto dato anche dal nuovo direttore, è chiaramente uno specchio sul mondo”.
Protagonisti anche i rappresentanti delle forze politiche sammarinesi.
E da Roma Monica Giandotti e Daniele Ruvinetti, conduttori di Point Break – Il punto di rottura.
In crescita anche il settore web, con oltre 6,2 milioni di visualizzazioni sul nostro canale ufficiale YouTube dal 1 gennaio al 31 maggio
(+106 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025 e un picco a marzo in occasione del San Marino Song Contest),
+12.600 iscritti in cinque mesi e 58,1 milioni di “impression” sulla celebre piattaforma video.
Nello stesso tempo, spiega il Dg Sergio, “abbiamo parlato dei numeri incredibili del San Marino Song Contest,
con quasi 300 milioni di contatti nel periodo. Grazie a tutti voi, a tutti i collaboratori, a tutti i dipendenti, ai giornalisti,
ai tecnici e a tutte le figure che sono presenti all’interno di RTV.
Questo può sembrare un luogo di straordinari numeri ma, in realtà,
parliamo di 60 persone che dedicano il loro tempo e la loro passione a questa straordinaria televisione”.

REPUBBLICA DI SAN MARINO: SAN MARINO RTV CONTINUA A CRESCERE; INAUGURATO IL NUOVO STUDIO HIGH TECH
Oltre 6,2 milioni di visualizzazioni su YouTube nei primi cinque mesi del 2026.
Il Dg Roberto Sergio: “Abbiamo risanato i conti della televisione”. I Reggenti: “Prezioso patrimonio”.
Intanto cresce l’attesa per la visita di Papa Leone XIV
Il Dg Roberto Sergio: “Abbiamo risanato i conti della televisione”. I Reggenti: “Prezioso patrimonio”.
Intanto cresce l’attesa per la visita di Papa Leone XIV
San Marino Rtv segna un nuovo traguardo nel suo percorso di innovazione tecnologica ed editoriale.
L’emittente ha ufficialmente inaugurato lo Studio 2, un ambiente versatile e all’avanguardia
che diventerà il cuore pulsante dell’informazione dei programmi di approfondimento dell’emittente.
L’evento si è svolto durante una puntata speciale di Breakfast San Marino, il fortunato contenitore mattutino condotto da Gianmarco Morosini
che ha chiuso così la sua prima stagione con una diretta fiume ricca di ospiti istituzionali e approfondimenti.
Il ritorno a casa del Tg San Marino
Dopo mesi di lavori e di convivenza tecnica nello Studio 1, la redazione giornalistica riprende possesso dei propri spazi, ora totalmente rinnovati.
La Vicedirettrice e caporedattrice centrale, Silvia Pelliccioni, ha aperto la diretta sottolineando che “finalmente il telegiornale della San Marino Rtv torna a casa.
Uno studio bellissimo, performante e funzionale”.
La “Rivoluzione” di Roberto Sergio: tecnologia e conti in ordine
Il Direttore Generale, Roberto Sergio, ha tracciato il bilancio di 18 mesi di trasformazione radicale dell’emittente,
sottolineando come gli impegni presi siano stati pienamente onorati.
“Un anno e mezzo fa abbiamo annunciato una rivoluzione televisiva per Rtv San Marino.
Abbiamo rispettato i tempi, abbiamo rispettato gli impegni. Abbiamo uno studio virtuale.
Ora ci dovremmo concentrare sulla radio e sul web,
che sono le due prossime sfide per arrivare a compiere la prima parte di un piano industriale molto sfidante,
ma che stiamo realizzando con grande entusiasmo, con grande passione, soprattutto con grande impegno”.
Il Dg ha poi evidenziato i risultati gestionali e di ascolto: “Abbiamo già due bilanci positivi, abbiamo risanato i conti della televisione.
Con la finale del San Marino Song Contest, per una sera il canale 550 è stato al decimo posto dei canali televisivi italiani.
Un valore incommensurabile per il brand e per lo Stato”.
[…]
Successo digitale: numeri YouTube in grande crescita
Un ampio spazio della diretta è stato dedicato ai risultati straordinari ottenuti sulle piattaforme digitali e in particolare su YouTube.
Mauro Torresi ha presentato dati che testimoniano un’espansione senza precedenti:
nei primi 5 mesi del 2026 il canale dell’emittente di Stato ha registrato 6.207.352 visualizzazioni,
segnando un incremento del +106% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il tempo di visualizzazione complessivo ha raggiunto le 900.300 ore (+118%),
mentre le impression totali sono state 58,1 milioni, con una crescita del 91% rispetto all’anno precedente.
Particolarmente rilevante il dato relativo agli iscritti, saliti a un totale di 84.109 (+39% nel periodo di riferimento).
Il mese record è stato marzo 2026, mese della finale del San Marino Song Contest, che da solo ha superato i 2,3 milioni di visualizzazioni.
La media mensile si attesta invece sopra gli 1,24 milioni di views.
Sotto il profilo demografico, il pubblico di YouTube che guarda San Marino RTV ha un’età media di 44 anni.
La fascia più rappresentata è quella tra i 35 e i 44 anni, che compone il 20,8% del totale. Segue la fascia 45-54 con il 20,3%.
A livello geografico, i contenuti hanno raggiunto oltre 120 Paesi in tutto il mondo.
L’Italia traina la classifica con il 78,1% delle visualizzazioni totali (oltre 4,8 milioni), seguita da Francia (2,1%) e Germania (1,8%).
Gli Stati Uniti (0,9%) rappresentano il primo mercato extra-europeo per l’emittente del Titano.
Commentando questi risultati con Silvia Pelliccioni,
il Direttore Sergio ha ricordato poi iquasi 300 milioni di contatti portati con l’operazione San Marino Song Contest.
“È la dimostrazione – ha detto il Dg – che abbiamo scelto la strada giusta,
che ci porta ad avere il massimo della riconoscibilità a livello internazionale”.
La visione per l’autunno: RTV Play e Visual Radio
Il futuro prossimo di San Marino Rtv punta tutto sull’originalità e sulla convergenza digitale.
Roberto Sergio ha annunciato per il 29 settembre il lancio di un ricco palinsesto con almeno 12 nuovi titoli,
con l’obiettivo di avere una “televisione che fa quotidianamente tutto prodotto originale e non repliche altre televisioni”.
Tra le novità più importanti il lancio di RTV Play, una piattaforma analoga a RaiPlay che ospiterà le teche storiche e produzioni esclusive,
e lo sviluppo della Visual Radio, che permetterà di avere un ulteriore canale televisivo.
A chiudere la mattinata è stato il conduttore Gianmarco Morosini,
che ha dato l’appuntamento alla prossima stagione ringraziando la squadra, e in particolare Amalia Gozi per il supporto.
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C'È UN' ANTENNA 5G VICINO A CASA? ECCO COSA DICE LA SCIENZA SUL RISCHIO TUMORI
Dalle paure sui social ai grandi studi internazionali: ecco cosa sappiamo oggi sul legame tra 5G, tumori cerebrali e salute
Le antenne 5G fanno male? Possono provocare tumori cerebrali?
Sono domande che milioni di persone si pongono da anni e che continuano ad alimentare discussioni sui social network,
dove non mancano teorie allarmistiche e informazioni prive di basi scientifiche.
In occasione della Giornata mondiale per i tumori cerebrali, il sito Dottore ma è vero che?,
promosso dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) ha fatto il punto
su ciò che emerge dagli studi più recenti. La risposta, secondo le principali istituzioni sanitarie internazionali, è rassicurante:
ad oggi non esistono prove scientifiche che colleghino le antenne 5G a un aumento del rischio di tumori.
Perché il 5G non è paragonabile ai raggi X
Uno degli equivoci più diffusi riguarda il tipo di radiazioni emesse dalle antenne.
I raggi X e i raggi gamma appartengono alle cosiddette radiazioni ionizzanti,
che possiedono energia sufficiente per alterare il DNA delle cellule.
Le onde utilizzate dal 5G, invece, fanno parte delle radiazioni non ionizzanti,
la stessa categoria che comprende radio, televisione, Wi-Fi e telefonia mobile.
Secondo gli esperti, queste onde non hanno l’energia necessaria per danneggiare il materiale genetico umano.
L’unico effetto biologico noto, a livelli molto elevati, è un lieve aumento della temperatura dei tessuti.
Le esposizioni quotidiane sono però ampiamente inferiori alle soglie considerate rilevanti.
C’è un’antenna vicino a casa: devo preoccuparmi?
È probabilmente la domanda più frequente.
Le antenne per la telefonia mobile diffondono il segnale principalmente verso l’orizzonte
e l’intensità del campo elettromagnetico diminuisce rapidamente con la distanza.
Le misurazioni effettuate dalle Agenzie regionali per la protezione ambientale mostrano normalmente valori ben inferiori ai limiti fissati dalla legge.
C’è inoltre un aspetto poco noto: spesso la principale fonte di esposizione non è l’antenna,
ma il telefono cellulare che utilizziamo ogni giorno, perché viene tenuto a pochi centimetri dal corpo.
Paradossalmente, una rete con più antenne distribuite sul territorio consente ai telefoni di trasmettere con minore potenza.
L’OMS ha definito le onde radio “possibilmente cancerogene”: cosa significa davvero?
Molte preoccupazioni nascono da una classificazione dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC),
che nel 2011 inserì le radiofrequenze nel gruppo 2B, definito “possibilmente cancerogeno”.
Questa categoria non indica che un rischio sia stato dimostrato.
Significa piuttosto che le prove disponibili all’epoca non erano sufficienti per escluderlo completamente.
Da allora la ricerca ha prodotto una quantità enorme di nuovi dati.
Lo studio che ha analizzato oltre 5.000 ricerche
Nel 2024 una vasta revisione sistematica commissionata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità
ha esaminato oltre 5.000 studi scientifici pubblicati negli ultimi decenni.
La conclusione degli autori è stata netta: non emerge alcuna associazione tra l’uso dei telefoni cellulari
e l’aumento del rischio di tumori al cervello, al nervo acustico, alle ghiandole salivari o ad altri tumori della testa e del collo.
Un risultato confermato anche dai registri tumori dei Paesi nordici,
che non hanno rilevato aumenti dei gliomi nonostante l’enorme diffusione dei telefoni cellulari dagli anni Novanta a oggi.
Chi controlla le antenne in Italia
In Italia l’installazione delle antenne è sottoposta a verifiche preventive e controlli continui.
DAL 5G AL 6G: COME CAMBIERÀ LA TELEFONIA MOBILE NEI PROSSIMI ANNI
Operatori, produttori e centri di ricerca stanno già pianificando gli investimenti necessari
per sviluppare le infrastrutture che sosterranno le reti del futuro
Nuove reti, più traffico dati e servizi sempre più connessi stanno cambiando il mercato delle telecomunicazioni.
Per i consumatori significa avere più scelta rispetto al passato
e, di conseguenza, maggiore attenzione al confronto delle offerte per la telefonia mobile,
soprattutto in un periodo di rapida evoluzione tecnologica.
Mentre il 5G continua ad espandersi e a migliorare le proprie prestazioni,
il settore guarda già alla prossima grande rivoluzione: il 6G.
Anche se il suo arrivo è previsto solo nel prossimo decennio,
operatori, produttori e centri di ricerca stanno già pianificando gli investimenti necessari
per sviluppare le infrastrutture che sosterranno le reti del futuro.
La corsa al 6G è già partita
Secondo le più recenti analisi del settore TELCO, il 2030 dovrebbe rappresentare il vero punto di partenza per la diffusione commerciale del 6G.
Si tratta di una prospettiva che può sembrare lontana, ma che richiede anni di ricerca e pianificazione per essere trasformata in realtà.
A differenza di quanto accaduto con il passaggio dal 4G al 5G, oggi il dibattito non ruota esclusivamente attorno alla velocità di connessione.
Le aziende del settore stanno concentrando l’attenzione soprattutto sull’efficienza delle reti,
sulla sostenibilità degli investimenti e sulla capacità di gestire volumi di dati sempre maggiori.
L’utilizzo quotidiano di piattaforme streaming, applicazioni cloud, strumenti basati sull’intelligenza artificiale
e servizi digitali avanzati continua, infatti, a generare una crescita costante del traffico mobile.
Per gli operatori sarà quindi fondamentale sviluppare reti più performanti ma anche economicamente sostenibili.
Più efficienza e meno promesse rivoluzionarie
Una delle lezioni lasciate dal 5G riguarda proprio il rapporto tra innovazione e ritorno economico.
Nonostante i grandi investimenti sostenuti negli ultimi anni,
molti operatori non hanno registrato incrementi significativi dei ricavi direttamente collegati alla nuova tecnologia.
Per questo motivo il 6G potrebbe seguire una strada diversa.
Gli esperti ritengono che i futuri investimenti saranno orientati soprattutto verso l’automazione,
l’ottimizzazione delle infrastrutture e la riduzione dei costi operativi.
In altre parole, l’obiettivo sarà migliorare l’efficienza complessiva delle reti
piuttosto che puntare esclusivamente a nuove funzionalità per il consumatore finale.
Questo approccio potrebbe consentire agli operatori di affrontare con maggiore equilibrio
la continua crescita della domanda di connettività che caratterizza il mercato digitale contemporaneo.
Una rete pensata sempre più per le macchine
Quando si immagina il futuro delle telecomunicazioni si pensa spesso a smartphone più potenti e connessioni istantanee.
Tuttavia, il 6G potrebbe avere un impatto ancora maggiore in ambiti meno visibili ma strategici.
Le nuove reti saranno infatti chiamate a gestire milioni di dispositivi connessi contemporaneamente.
Sensori industriali, sistemi di monitoraggio ambientale, infrastrutture intelligenti,
veicoli connessi e applicazioni avanzate dell’Internet delle cose rappresentano alcuni dei possibili scenari di sviluppo.
Molti analisti ritengono che una parte importante della crescita futura del traffico dati arriverà proprio dalle macchine
e dai sistemi automatizzati, più che dall’utilizzo tradizionale degli smartphone da parte delle persone.
Cosa cambia per gli utenti
Sebbene il 6G sia ancora in una fase preliminare, il mercato della telefonia mobile continua a evolversi rapidamente già oggi.
Gli operatori stanno ampliando la copertura 5G e propongono offerte che includono quantità di dati sempre maggiori,
servizi aggiuntivi e formule sempre più flessibili.
Per i consumatori questo significa avere a disposizione numerose opportunità,
ma anche la necessità di orientarsi tra tariffe spesso molto diverse tra loro.
Un piano sottoscritto qualche anno fa potrebbe non essere più competitivo rispetto alle soluzioni attualmente disponibili sul mercato.
WRC-27, RIUNITO IL SOTTOGRUPPO NAZIONALE C:
ATTENZIONE SUI FUTURI TEMI DELLA WRC-31 E SULLA BANDA UHF
Proseguono i lavori del Gruppo Nazionale WRC-27, convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy
nell’ambito delle attività preparatorie alla World Radiocommunication Conference 2027 (WRC-27) dell’ITU.
In particolare, mercoledì 10 giugno si è riunito il Sottogruppo Nazionale C,
nel corso del quale sono stati esaminati diversi Agenda Item della prossima Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni.
Tra questi, di particolare interesse è l’ Agenda Item 10 (“Future agenda items”),
dedicato all’individuazione delle questioni che saranno inserite all’ordine del giorno
della successiva Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni del 2031 (WRC-31).
Si tratta di un tema particolarmente rilevante per il settore della televisione,
poiché nell’ambito di tale Agenda Item rientra anche la questione del futuro utilizzo della banda UHF 470-694 MHz,
oggi destinata al broadcasting televisivo terrestre.
Nel corso della riunione è intervenuto, per Aeranti-Corallo, Fabio Carera,
che ha evidenziato la necessità che tale banda non sia oggetto di alcuna revisione che possa portare a forme di utilizzo condiviso,
neppure in regime secondario, con i servizi di telecomunicazioni mobili.
Secondo Aeranti-Corallo, una simile prospettiva metterebbe a serio rischio il servizio televisivo terrestre nel nostro Paese.
In Italia, infatti, la televisione digitale terrestre è ricevuta dalla totalità della popolazione e costituisce un vero e proprio “servizio universale”,
per il quale non esistono oggi alternative in grado di garantire le stesse caratteristiche di diffusione e accessibilità.
Un eventuale ulteriore restringimento delle risorse frequenziali disponibili per il broadcasting televisivo
potrebbe pertanto compromettere la continuità stessa del servizio, con conseguenze particolarmente rilevanti per l’intero comparto.

