Domenica 7 giugno 2026

TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA

Pubblicato il 07/06/2026 alle ore 15:00
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE

CALABRIA IN DIGITALE - MUX LOCALE 2 / 3: RINOMINATA UNA COPIA DI RICORDI TV

Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Calabria.
Nei Mux LOCALE 2 e Mux LOCALE 3 è stato modificato l’identificativo della LCN 91 da RICORDI TV a RADIO RICORDI – ARCOBALENO….
Viene sempre trasmessa la programmazione di RICORDI TV, già presente anche sulla numerazione 93 denominata RICORDI TV ITALIA.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione dei multiplex, cliccate sui banner qui sopra.

SICILIA IN DIGITALE - MUX LOCALE 2: FINE TRASMISSIONI PER TFN, NUOVAMENTE MODIFICATO IL LOGO DI WEST SICILY

Ci spostiamo in Sicilia per ulteriori modifiche all’interno del Mux LOCALE 2.
 Come un fulmine a ciel sereno, ha chiuso i battenti TFN di Caltanissetta, acronimo di Tele Futura Nissa,
che trasmetteva sulla LCN 84 ed in alta definizione con la risoluzione video 1920×1080.
Caltanissetta perde un’altra voce. Si spengono i server di un pezzo di storia della televisione siciliana.
Il doloroso stop di TFN – Canale 84
 
Si sono spenti definitivamente i server di TFN – Canale 84,
l’emittente che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento insostituibile per l’informazione,
la cultura e lo sport nel territorio nisseno e in tutta la Sicilia.
Un distacco della spina che lascia un vuoto profondo nel panorama editoriale locale,
ma sul quale è necessario fare immediata e assoluta chiarezza per evitare speculazioni o letture distorte.
Dietro la dolorosa decisione della proprietà non vi sono misteri, frizioni editoriali o cali di interesse da parte del pubblico.
La chiusura di TFN è dovuta esclusivamente agli insostenibili ed elevati costi di gestione.
Con l’avvento del digitale terrestre e le successive riforme delle frequenze (il cosiddetto refarming),
lo scenario è mutato radicalmente, sono state moltissime, infatti, le TV locali in tutta Italia che hanno dovuto chiudere i battenti,
schiacciate dai costi esorbitanti legati all’affitto delle bande trasmissive e al mantenimento delle infrastrutture.
Oggi, d’altronde, persino mandare avanti la piccola redazione di un giornale online sta diventando un’impresa economicamente “pesante”
e complessa, a maggior ragione si può comprendere come per una televisione i costi, soprattutto a livello tecnico e strutturale,
siano infinitamente più gravosi e ormai giunti a un punto di non ritorno.
È solo e soltanto per questa dura realtà dei conti che le trasmissioni sullo storico Canale 84 si fermano.
Il tramonto di TFN non è purtroppo un fulmine a ciel sereno nel panorama mediatico nisseno,
che già in passato ha dovuto assistere al silenzio di altre storiche antenne, una su tutte, quella di Radio CL 1,
un’altra voce storica del territorio che aveva dovuto spegnere i propri microfoni, confermando una tendenza spietata per l’editoria locale.
Per comprendere appieno il valore di ciò che oggi si interrompe, occorre ripercorrere le tappe principali di un’avventura nata dal basso.
TFN nasce nel 1980 a Caltanissetta come Tele Futura Nissa.
Fin dai primi passi, l’emittente si caratterizza come una vera e propria “tv di servizio”,
focalizzata sui reali bisogni della comunità, sulla cronaca locale e sulle tradizioni.
Al canale televisivo si affianca ben presto anche l’esperienza radiofonica di Radio Futura Nissa, attiva fino agli anni ’90.
Nel corso degli anni, TFN diventa la voce ufficiale degli eventi nevralgici del territorio.
Dai reportage sulla Settimana Santa nissena ai talk show di approfondimento politico e sociale,
l’emittente si cuce addosso il ruolo di custode dell’identità locale.
Un capitolo a parte merita lo sport con trasmissioni storiche e formati di successo come “Partitissima”,
TFN è stata la casa del calcio dilettantistico e della Nissa, raccontando promozioni e domeniche di passione sportiva.
Con la rivoluzione delle frequenze, l’emittente dal maggio del 2022 si era posizionata sul Canale 84 del digitale terrestre.
Una scommessa supportata da un rinnovato slancio editoriale, culminato in programmi di approfondimento giornalistico come “La Verità”,
capaci di accendere i riflettori sui problemi strutturali della città, dalla gestione idrica alla desertificazione del centro storico,
fino a quando i server si sono fermati.
Quando una “voce” libera e radicata nel territorio viene a mancare, è sempre un brutto segnale per tutti.
Non si tratta soltanto di un impoverimento del settore della comunicazione, ma di una ferita alla democrazia locale e al pluralismo,
viene meno un presidio di controllo, un megafono per i cittadini e un custode della memoria collettiva.
Tuttavia, oltre al profondo e inevitabile dispiacere per questo storico schermo che si spegne, c’è una certezza che rimane solida.
Siamo assolutamente convinti che l’intera redazione di TFN, dal direttore responsabile fino all’ultimo arrivato dei tecnici,
saprà guardare avanti. Vista la straordinaria professionalità, la passione e le competenze dimostrate sul campo in tutti questi anni,
questo gruppo non disperderà il proprio valore.
Siamo certi che sapranno reinventarsi e dare vita a un qualcosa di nuovo e sicuramente importante per la città di Caltanissetta,
continuando a raccontarla, magari sotto altre forme, ma con l’onestà intellettuale di sempre. Ad Maiora
 
“Non spegnete la voce di Caltanissetta”. L’appello di Assostampa per salvare Tfn-canale 84
 
La sezione provinciale di Caltanissetta dell’Associazione siciliana della Stampa esprime profondo dolore
e grande preoccupazione per la prospettata chiusura di TFN – Canale 84,
storica emittente televisiva che da decenni rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per l’informazione,
la cultura e l’identità del nostro territorio. TFN – Canale 84 non è soltanto una televisione locale.
È una delle ultime e più autentiche voci del territorio nisseno, un presidio di democrazia e pluralismo
che nel corso degli anni ha raccontato la vita delle comunità, le tradizioni, le eccellenze,
le difficoltà e le speranze della nostra provincia,
contribuendo a diffondere i valori di Caltanissetta in tutta la Sicilia attraverso il digitale terrestre.
La sua eventuale scomparsa rappresenterebbe una perdita gravissima non solo per il mondo dell’informazione,
ma per l’intera comunità nissena. Significherebbe spegnere una voce storica che ha accompagnato generazioni di cittadini,
offrendo uno spazio libero e autorevole al confronto democratico e alla crescita sociale e culturale del territorio.
Per queste ragioni, Assostampa rivolge un accorato appello alle istituzioni locali, alle forze politiche,
alle realtà economiche e sociali della provincia affinché si attivino con urgenza
per individuare ogni possibile soluzione utile a scongiurare la chiusura dell’emittente.
In particolare, chiediamo al Sindaco di Caltanissetta, Walter Tesauro, di farsi promotore di un tavolo di confronto
con tutti i soggetti interessati per salvaguardare una realtà che appartiene al patrimonio collettivo della città e della provincia.
Difendere TFN – Canale 84 significa difendere il diritto dei cittadini ad essere informati, significa tutelare il pluralismo dell’informazione
e preservare una parte importante della memoria storica e dell’identità del nostro territorio.
Caltanissetta non può permettersi di perdere la sua ultima grande emittente televisiva locale.
Non spegniamo una storia che continua a raccontare la nostra comunità. Non spegniamo la voce di Caltanissetta.
 
Inoltre la trapanese West Sicily (LCN 99), veicolata in alta definizione con la risoluzione 1280×1088, ha rimesso mano al proprio logo.

A sinistra il logo nuovo, a destra quello precedentemente utilizzato

Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

RADIO DAB - MUX EMME DAB (LAZIO) / MUX MEDIA DAB (LAZIO): ATTIVATO IL SEGNALE DA CIVITAVECCHIA (RM)

Occupiamoci ora della radio digitale.
Prosegue la graduale espansione dei Mux EMME DAB (LAZIO) e Mux MEDIA DAB (LAZIO).
È stato acceso il rispettivo segnale sui blocchi 9C e 12A
dalla postazione di MONTE PARADISO – VIA CASALETTO ROSSO a Civitavecchia (RM).
Per consultare la composizione dei multiplex, cliccate sui banner qui sopra.
LAZIO
Canale 9C (206,352 MHz)
PostazioneComuneProvincia
CimiteroPatricaFR
Monte ScalambraSerroneFR
Monte CurioRoccasecca dei VolsciLT
Guadagnolo – Piazza del RedentoreCapranica PrenestinaRM
Monte Paradiso – Via Casaletto RossoCivitavecchiaRM
Via TrionfaleRomaRM
Poggio NibbioCanepinaVT
LAZIO
Canale 12A (223,936 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Piazza Santa MariaFumoneFR
Monte Favone – Viale Quattro NovembreSantopadreFR
Castellonorato – Piazza Monte TripoliFormiaLT
Monte Trevi – La ForestaSezzeLT
Monte Paradiso – Via Casaletto RossoCivitavecchiaRM
Monte Cavo – CostarelleRocca di PapaRM
Monte Mario – Via CadloloRomaRM
Colle San PietroSegniRM
Monte Secco – La PilaraVelletriRM

Postazione di MONTE PARADISO - VIA CASALETTO ROSSO a Civitavecchia (RM)

RADIO DAB - MUX AZZURRA DAB: INSERITA LA COMPOSIZIONE

Ritorniamo in Calabria per segnalare che nel nostro database abbiamo realizzato la pagina del Mux AZZURRA DAB.
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
CALABRIA
Canale 6B (183,648 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Donna Puma – Via AlfieriMormannoCS

PIEMONTE: ADDIO A PEPPO SACCHI, FONDATORE DI TELEBIELLA. NEL 1974 RUPPE IL MONOPOLIO TV

Morto a 93 anni. Per la sua rete arrivò la storica sentenza della Corte costituzionale.
Lavorò con Enzo Tortora, Bruno Lauzi ed Ezio Greggio
 
Giugno 1973. I cavi tranciati. L’apparente fine del sogno, l’inizio della battaglia legale che cambierà radicalmente la storia della televisione.
TeleBiella. Peppo Sacchi. L’uomo che per primo ha sfidato il monopolio e aperto la strada alle emittenti private in Italia.
Se n’è andato a 93 anni il fondatore di TeleBiella. “Giornale periodico a mezzo video”, registrato nel 1971.
In onda la prima volta il 6 aprile del 1972 per “dare voce a chi non ne ha”, diceva.
Via cavo, per aggirare i divieti del regio decreto del 1936 che non permetteva ai privati di trasmettere via etere.
Fu ostacolato, ma lottò per la sua creatura. E alla fine la Corte costituzionale gli diede ragione.
 
Una vita per la TV
Nato a Como il 12 dicembre 1932 ma adottato da Biella già nel 1951, pioniere coraggioso, dopo un passato da cameraman e poi da regista in Rai.
Mollò tutto per rincorrere il sogno della TV, insieme alla moglie Ivana Ramella, giornalista e prima annunciatrice, scomparsa ad aprile 2024.
Pochi soldi, tanti programmi, le prime televendite e l’idea della tv commerciale. Ma anche nomi importanti.
Enzo Tortora, vice presidente, che lo accompagnò in una parte di percorso. Bruno Lauzi, che firmò un programma sulla storia della canzone.
E poi anche Ezio Greggio, agli esordi, fine anni ’70. Volti di TeleBiella, la tv che ha cambiato la TV. La creatura di Peppo Sacchi.
 

SARDEGNA: ADDIO ALLO STORICO CAMERAMAN ALESSANDRO NATERI

Si è spento in silenzio lasciando un vuoto impossibile da colmare: colleghi e amici, uniti nel dolore, lo ricordano con tanto affetto.
Chicco Lecca: “Ci sono persone che attraversano la nostra vita lasciando tracce leggere,
e altre che, con la loro presenza, diventano parte della nostra storia. Alessandro era una di queste.
La notizia della sua scomparsa ci ha colpiti nel profondo, lasciandoci un dolore difficile da accettare e ancora più difficile da esprimere.
Perché Alessandro non era soltanto un collega: era una presenza familiare, un volto amico, una persona vera.
Di quelle che incontri ogni giorno e che, senza accorgertene, diventano parte della tua vita.
Per tanti anni ho avuto il privilegio di condividere con lui il lavoro e la passione per questo mestiere.
Alessandro è stato il primo operatore di Antonello Lai mentre io montavo i servizi che realizzavano insieme.
Dietro ogni immagine c’era la sua professionalità, il suo occhio attento, la sua dedizione silenziosa.
Ho imparato a conoscere il suo lavoro fotogramma dopo fotogramma, servizio dopo servizio,
apprezzando non solo le sue capacità professionali, ma anche le qualità umane che emergevano in ogni cosa che faceva.
Oggi ci troviamo a fare i conti con un silenzio che pesa. Con l’assenza di una voce, di un sorriso, di uno sguardo sincero.
Ci troviamo a ripensare ai momenti condivisi, alle giornate di lavoro, alle corse contro il tempo,
alle immagini che passavano dalle sue mani alle mie e diventavano racconti.
E comprendiamo quanto fosse importante la sua presenza.
Il pensiero corre inevitabilmente anche ad Antonello Lai e al legame profondo che lo univa ad Alessandro.
Un legame costruito sul campo, fatto di fiducia, stima, amicizia e innumerevoli esperienze condivise.
Un dolore che oggi appartiene a tutti noi, perché quando se ne va una persona speciale, nessuno resta davvero uguale a prima.
Ci sono addii che non si è mai pronti a pronunciare. Questo è uno di quelli.
Alessandro lascia un vuoto che nessuna parola potrà colmare, ma lascia anche qualcosa di immensamente più forte:
il ricordo della persona che è stata, dell’amico e del professionista che ha saputo farsi voler bene e rispettare da tutti.
Lascia il segno del suo passaggio nelle immagini che ha realizzato,
nelle persone con cui ha lavorato e nei cuori di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.
Alla sua famiglia, e tutti i suoi cari va il mio pensiero più commosso e il mio più sincero abbraccio.
Ciao Alessandro. Ogni volta che rivedrò una di quelle immagini che passavano dalla tua telecamera alla mia sala di montaggio,
il pensiero correrà a te. Grazie per il tuo lavoro, per la tua umanità e per tutto ciò che hai lasciato in noi. Non ti dimenticheremo mai.
Grazie e salutami Antonello e mi raccomando fate molto casino così vi rispediscono giù immediatamente”.
Commovente anche il ricordo di Flavia Corda: “Sandro dobbiamo andare subito. Sei pronto? “Io sono sempre pronto!”
Quante volte siamo partiti in fretta e furia, aereo, macchina, autostrada ma anche tribunali, campagne assolate, bar e bettole improbabili…
Niente spaventava un operatore d’assalto come Alessandro Nateri.
Insieme abbiamo fatto servizi avventurosi diventati memorabili grazie alla sua telecamera.
Sulle tracce della Anonima sarda in continente come il caso del sequestro Gazzotti o quello di Esteranne Ricca.
Il processo a Civitavecchia alla “banda dei sardi” o le trasferte in Umbria per le gesta dei latitanti nostrani .. Sandro era sempre pronto.
Gli piaceva il rischio ma con lui era divertente anche rischiare perché si tornava in redazione a Videolina sempre con il bottino di immagini preziose.
Una vita complicata la sua tra vette e cadute.
Ma sempre con quel suo sguardo orgoglioso e il sorriso ironico di chi nella vita ne ha visto tante e provate tutte.
È stato per me un compagno di lavoro insuperabile e una presenza indimenticabile. Si porta via un altro pezzo della mia vita”.
 

FONDO STRAORDINARIO EDITORIA PER INVESTIMENTI IN TECNOLOGIE INNOVATIVE 2025: DOMANDE ONLINE DAL 30 GIUGNO AL 29 LUGLIO 2026

(pubblicato nel sito del DIE il 3 giugno 2026) definisce le disposizioni applicative per la fruizione dei contributi
a sostegno degli investimenti in tecnologie innovative di cui agli artt. 2 e 3 del DPCM 17 settembre 2025
a valere sulle risorse residue del Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria per l’anno 2025.
Le imprese editrici di emittenti radiofoniche e televisive che intendono accedere al contributo per l’anno 2025,
possono presentare la domanda dal 30 giugno 2026 al 29 luglio 2026,
attraverso la procedura informatizzata che verrà prossimamente resa disponibile
mediante portale telematico sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
[…]
 
CONTINUA A LEGGERE LA NEWS COMPLETA CLICCANDO IL SEGUENTE LINK QUI IN BASSO
 

EMILIA-ROMAGNA: TELESTENSE È UFFICIALMENTE IN VENDITA; ECCO QUANTO VALE IL MARCHIO DELL' EMITTENTE

Dopo la liquidazione giudiziale, prosegue l’iter giudiziario relativo alla televisione locale
 
Telestense è ufficialmente sul mercato.
Il Tribunale di Ferrara, nell’ambito della liquidazione giudiziale società Rei,
ha infatti disposto la vendita competitiva del ramo d’azienda riconducibile all’emittente televisiva ferrarese.
Il lotto comprende l’autorizzazione Fsma associata al marchio “Telestense”, la numerazione aggiuntiva Lcn 219,
il marchio registrato, il portale web della stessa Telestense, un contratto di capacità trasmissiva con Ei Towers
e un rapporto di lavoro giornalistico.
Il prezzo base e l’offerta minima sono fissati in 477.020 euro, con gara telematica (sul portale “Aste mobili”) prevista il 7 luglio.
 

FRIULI-VENEZIA GIULIA: ANTENNE E 5G, SCOCCIMARRO: "BASTA PAURE INFONDATE SUI CAMPI ELETTROMAGNETICI"

Parte da Trieste la nuova campagna di monitoraggio continuo dei campi elettromagnetici promossa da Arpa Fvg
 per verificare i livelli generati dalle stazioni radio base della telefonia mobile, con particolare attenzione allo sviluppo della rete 5G.
L’iniziativa, finanziata dalla Regione Friuli Venezia Giulia, è stata presentata al Ricreatorio comunale “N. Cobolli” di Strada Vecchia dell’Istria,
sede della prima stazione di rilevazione installata nell’ambito del progetto.
Al sopralluogo hanno partecipato l’assessore regionale all’ Ambiente Fabio Scoccimarro,
la direttrice generale di Arpa Fvg Anna Lutman e i tecnici dell’Agenzia.
“Sull’inquinamento elettromagnetico è importante sgombrare il campo da qualsiasi allarmismo infondato – ha dichiarato Scoccimarro -.
Tutti i dati sono ampiamente entro i limiti di legge.
Nel 2025 Arpa Fvg ha effettuato circa 2.400 misure di campo elettromagnetico e nessuna ha evidenziato superamenti dei valori consentiti”.
L’assessore ha ricordato che i limiti italiani, aggiornati recentemente,
restano tra i più rigorosi in Europa e inferiori a quelli raccomandati a livello comunitario.
Il progetto prevede l’installazione di centraline a banda larga per periodi non inferiori a due settimane consecutive in siti considerati sensibili,
come scuole, ricreatori, centri di aggregazione giovanile, uffici pubblici, ospedali e aree residenziali densamente popolate.
L’obiettivo è integrare i monitoraggi puntuali già svolti dall’ Agenzia con rilevazioni continuative,
in grado di fornire un quadro ancora più completo dell’esposizione ai campi elettromagnetici sul territorio regionale.
“Dobbiamo garantire uno sviluppo tecnologico compatibile con la tutela della salute pubblica – ha aggiunto Scoccimarro -.
Per questo abbiamo scelto di investire in controlli costanti e nella massima trasparenza verso i cittadini”.
Secondo i dati del Catasto regionale degli impianti per le telecomunicazioni, aggiornati alla fine del 2025,
in Friuli Venezia Giulia sono presenti 2.866 impianti di telefonia mobile 
e il 45% di questi, pari a circa 1.300 strutture, è già dotato di tecnologia 5G.
Tutti i risultati delle campagne di monitoraggio saranno pubblicati in formato aperto sul portale Open Data Fvg
e resi consultabili attraverso la mappa georeferenziata disponibile sul sito di Arpa Fvg.
 

UMBRIA: FINTO CIPRESSO PER CAMUFFARE LE ANTENNE 5G,
PER IL TAR NON BASTA PIÙ: "MIMETIZZARE MEGLIO, MA SENZA BLOCCARE I LAVORI"

I giudici amministrativi danno ragione alla società contro la sospensione dei lavori a Passignano sul Trasimeno.
La Soprintendenza può esigere un camuffamento più naturale, ma non un “concordamento preventivo” senza tempi certi
 
Antenne della telefonia sì, ma devono essere mimetizzate meglio.
È quanto ha stabilito il Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria in merito ai nuovi ripetitori per il 5G a Passignano sul Trasimeno.
I giudici amministrativi hanno dato parzialmente ragione alla società Zefiro Net srl,
che aveva fatto ricorso contro la sospensione dei lavori per l’adeguamento tecnologico della stazione radio base
situata in località Cappuccini, nei pressi del lago.
La vicenda nasce a seguito dell’installazione di una antenna di telefonia, camuffata da “finto cipresso”
sul crinale di una collina a Passignano sul Trasimeno, proprio sopra una galleria del raccordo Perugia-Bettole.
Una soluzione che non aveva convinto i più.
Ad agosto del 2025 la Zefiro Net aveva presentato al Comune una segnalazione certificata di inizio attività per aggiornare l’impianto esistente,
cioè un palo con uno shelter accanto, alla tecnologia 5G.
L’operazione prevedeva la sostituzione di tre antenne, l’installazione di tre nuovi apparati e lo spostamento di quattro parabole.
L’impianto, situato in un’area di pregio paesaggistico vincolata dal 1966, era già camuffato da anni,
presentandosi come un “finto cipresso”, autorizzato nel 2019.
La Soprintendenza dell’Umbria, nel parere obbligatorio del 23 settembre 2025, aveva dato il via libera, ma con delle condizioni.
Secondo i tecnici del Ministero della Cultura, il vecchio camuffamento, troppo “lineare, affusolato e retto”,
non era più sufficiente per mimetizzarsi con lo skyline del Trasimeno.
Per avere il via libera, era stato chiesto un “mascheramento con caratteristiche aggiornate”, “contorni discontinui”
e, soprattutto, che la nuova strategia di camouflage venisse “concordata preventivamente”.
Sulla base di questo parere, il Comune di Passignano aveva sospeso il procedimento il 24 settembre,
fermando di fatto i lavori in attesa di un nuovo accordo sui dettagli estetici del ripetitore.
La Zefiro Net, assistita dall’avvocato Giovanni Mangialardi, ha impugnato il provvedimento,
lamentando violazione dei principi di buona amministrazione e chiarezza.
Nelle sue memorie, la società ha sottolineato l’assurdità di dover rivoluzionare l’estetica di un traliccio
per una semplice sostituzione di apparati interni, parlando di un rinvio “sine die” della definizione del progetto.
I giudici della Prima Sezione del Tar Umbria hanno dato ragione all’azienda su un punto cruciale:
se da un lato la Soprintendenza ha il diritto di esigere un camuffamento “più naturale” sfruttando le nuove tecnologie
(respingendo quindi l’idea che il “finto cipresso” del 2019 sia intoccabile),
dall’altro ha esagerato nel chiedere un “concordamento preventivo” senza tempi certi.
“Subordinare l’esecuzione dell’intervento ad una ulteriore fase procedimentale interlocutoria, priva di tempi certi,
costituisce un aggravio procedimentale non compatibile”, scrivono i giudici
e la Soprintendenza può imporre “come” deve essere fatto il nuovo camuffamento (meno lineare, più naturale),
ma non può obbligare l’azienda a tornare in ufficio per un tira e molla infinito prima dell’inizio dei lavori.
Il Tar ha, quindi, annullato la sospensione del Comune e cancellato la parte della prescrizione della Soprintendenza
che imponeva il “concordamento preventivo”. Tuttavia, rimangono in piedi le altre richieste:
Zefiro Net dovrà comunque procedere a un “adeguamento della strategia di camouflage” per rendere il ripetitore meno artificiale,
utilizzando “elementi con contorni discontinui”.
 

MARCHE: QUANTI RICORDI CON RADIO MUSIC HALL CITY

Nei giorni scorsi la sala Volponi ha ospitato la chiusura dell’ Anno Accademico dell’Università Libera Itinerante.
La coordinatrice Alba Bravi ha coinvolto come da tradizione un gran numero di appassionati,
ha organizzato un appuntamento dedicato a radio e tv libere e locali che hanno animato i decenni scorsi
e che per lungo tempo sono state una voce importante dei territori.
A Urbania quando si parla di questi temi non potevano che salire in cattedra Feliciano Pierini, il fondatore,
e Daniele Bolla, uno dei volti, di Radio Musichallcity, storica emittente che negli anni ’80 trasmetteva in tutto il Montefeltro.
“Le trasmissioni iniziarono nel 1977 – racconta Bolla – e in poco tempo la radio si diffuse in tutto il territorio,
divenne la più ascoltata all’interno delle fabbriche di quella che era la Valle del Jeans che all’epoca occupavano migliaia di persone.
Presero subito piede i suoi programmi di musica e intrattenimento, l’oroscopo del mattino o Scaletta music hall con le canzone più amate.
Feliciano Pierini lanciò Teleradio Impicci, format che arrivò 10 anni prima di Striscia la Notizia e che all’epoca era visionario,
in cui si andava, tra il serio e il faceto, a cercare di far luce su fatti e misfatti del circondario.
Trasmettevamo in tutta la valle del Metauro, fino a Lunano, Casinina ed altri comuni della valle del Foglia”.
Bolla mise in curriculum più di 2.000 puntate condotte in quell’emittente:
“Dopo qualche anno aprì anche la TV, le trasmissioni crescevano sempre più ed erano sempre più articolate,
tanto che fummo costretti a spostare gli studi in un nuovo edificio in via Cosmi, più grande e più attrezzato.
Facevamo la radio e eravamo in diretta TV, cosa che poi è tornata in auge da una ventina d’anni.
Le trasmissione continuarono fino a ridosso al nuovo millennio,
quando vennero vendute le frequenze e il mitico 91 Fm di Radio Musichallcity fu ripreso addirittura da Radio Deejay”.
 

PUGLIA: TELENORBA IN VENDITA, IN CORSO LA «DUE DILIGENCE» DOPO L' OFFERTA DA 17 MILIONI DEI LADISA

I Ladisa inoltre spingerebbero per trasferire le attività nel loro quartier generale di Bari,
mentre la famiglia Montrone punta a conservare la presenza a Conversano
 
L’obiettivo è creare un polo editoriale in cui accorpare le attività avviate dal gruppo Ladisa negli ultimi anni.
Ma la ciliegina sulla torta, l’acquisizione di Telenorba, passa attraverso la conclusione di una due diligence sui conti della tv di Conversano.
Un’attività partita dopo la presentazione di un’offerta vincolante da parte dei due fratelli baresi.
I tempi per tagliare il traguardo appaiono relativamente stretti.
Ieri l’ad di Telenorba, Antonella Capriglia, ha comunicato ufficialmente ai sindacati l’esistenza della proposta di acquisto vincolante
presentata dal gruppo Ladisa per una cifra che nessuno vuole confermare ma che dovrebbe aggirarsi intorno ai 17 milioni di euro.
Una proposta subordinata, appunto, alle abituali verifiche previste in operazioni di questo genere.
Se ne occupano in prima persona Sebastiano Ladisa, socio insieme al fratello Vito di Finlad
(la holding che raggruppa le società di famiglia a partire dal colosso della ristorazione collettiva),
e Marco Montrone, figlio del fondatore di Telenorba.
 

SICILIA: ANTENNA RAI WAY; IL COMUNE DI CALTANISSETTA NOTIFICA UN ATTO DI CITAZIONE E CHIEDE UN RISARCIMENTO DI 2 MILIONI DI EURO

Sindaco Tesauro: “La perdurata mancanza di manutenzione ha condotto alla perdita di un bene culturale
di enorme importanza etnoantropologico e affettivo”
 
L’avvocatura del Comune di Caltanissetta ha notificato, nella giornata di venerdì 29 maggio 2026,
un atto di citazione contro Rai Way per i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dalla comunità nissena
per l’abbattimento dell’ Antenna collocata sulla collina S.Anna
e una richiesta di risarcimento per un importo di 2 milioni o altra somma che il giudice riterrà opportuna.
“La perdurante decennale omessa manutenzione dell’antenna Rai Way ha condotto all’inevitabile degrado del bene
e, quindi alla sua demolizione come misura ultima per tutelare la collettività – ha dichiarato il sindaco di Caltanissetta Walter Tesauro -.
Caltanissetta è stata privata di un’opera distintiva e considerata motivo di orgoglio per la cittadinanza,
un bene culturale di enorme importanza e dal profondo valore affettivo che avrebbe potuto creare per la città un importante indotto turistico ed economico”.
Dal 1949, anno della sua progettazione, la torre a traliccio strallata, sorretta da otto tiranti in acciaio contro-intrecciato fissati al suolo,
con i suoi 286 metri di altezza per una base di appena 4 metri per 4, ha dominato la città di Caltanissetta e le zone limitrofe.
Un’opera di ingegneria civile straordinaria che già nelle sue componenti portava con sé un’importante storia.
L’antenna era stata realizzata con acciaio riciclato dagli armamenti del dopo guerra.
Era nata per irradiare i segnali radio dalle stazioni emittenti fino al Mediterraneo,
onde lunghe e medie che si sono propagate dal 1951 al 2013.
Nel 1965 fu addirittura riconosciuta come la più alta torre d’Europa.
Nel 2017 l’assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana ha apposto un decreto di vincolo urbanistico sull’area dell’ex antenna Rai.
Un vincolo annullato dal TAR nel 2021 per difetto di istruttoria e nuovamente istruito nell’aprile 2022
tutelando il bene etnoantropologico particolarmente importante proteggendo l’antenna, la cabina di sintonia e gli apparati di trasmissione.
A seguito degli screening di valutazione condotti negli anni sulle condizioni della torre e dei relativi parametri di sicurezza
in coerenza alle normative vigenti, Rai Way ha comunicato la necessità di abbattere la struttura.
A giugno 2025 la Regione Siciliana ha revocato il vincolo e il 23 luglio 2025 Rai Way ha disposto un collasso controllato del manufatto
avvenuto all’interno dell’area dello stesso parco.
“Ritengo doveroso a nome di tutti i nisseni – ha concluso il sindaco Tesauro –
richiedere un risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali per la struttura abbattuta”.
 
Qui di seguito ripubblichiamo i video dell’abbattimento dello scorso anno.

RADIO DAB (SLOVENIA): AKOS CONCEDE I DIRITTI DI TRASMISSIONE A 16 PROGRAMMI RADIOFONICI

L’ Agenzia ha portato a termine con successo una gara d’appalto pubblica per l’assegnazione dei diritti di trasmissione di programmi radiofonici
tramite tecnologia di trasmissione digitale in tutta la Repubblica di Slovenia e nell’area di Lubiana.
L’agenzia ha emesso una decisione in merito alla concessione dei diritti di trasmissione di programmi radiofonici in tecnologia di trasmissione digitale 
in tutta la Repubblica di Slovenia ai fornitori dei programmi Radio Ekspres (programma già in onda in analogico), Radio Veseljak POP, 
RADIO 1 PODCASTS, Radio Aktual YU Rock, Rock 4, Center 5, CENTER 11, Radio Odiseja, Radio Valentina e Radio Muzikant (nuovi programmi).
L’agenzia ha emesso una decisione in merito alla concessione dei diritti di trasmissione di programmi radiofonici tramite tecnologia di trasmissione digitale
nell’area di Lubiana ai fornitori dei nuovi programmi Radio 1 HITMIX, Rock 5, Center 6, CENTER 10, Radio Novice Logatec e Radio Luna.
Tutti i fornitori selezionati dovranno iniziare a distribuire e trasmettere i propri programmi radiofonici
entro e non oltre tre mesi dalla concessione dell’autorizzazione.
 

ANTENNA GROUP PREPARA LA SOCIETÀ VIDEO ITALIANA

Alla nuova attività stanno lavorando Jamie Angus (ex Bbc e Al Arabiya Network) e Gianluca Foschi (ex La7).
Il gruppo punta all’accordo con Warner Bros Discovery per una Cnn italiana
 
Antenna Group accelera sulla partita italiana e prepara la creazione di una società in Italia.
Non una scatola qualsiasi, ma la legal entity sotto la quale dovrebbero ricadere le attività video del gruppo greco,
proprietario di la Repubblica, delle radio e delle altre attività Gedi a esclusione della Stampa, andata alla Sae di Alberto Leonardis.
La pratica, a quanto risulta al Sole 24 Ore, sarebbe in fase avanzata.
Antenna sta lavorando con studi professionali di Milano per chiudere gli ultimi aspetti societari e fiscali.
È il segnale che il dossier non è più una suggestione editoriale, ma un cantiere operativo.
Dentro quel cantiere si muove da mesi Jamie Angus, consulente inglese con un passato alla Bbc e ad Al Arabiya Network.
Insieme con Angus c’è anche l’italiano Gianluca Foschi, ex manager di La7, dove era vicedirettore e seguiva palinsesto e acquisti.
Un primo tassello dovrebbe essere sistemato presto: l’8 giugno, prima del via al Mondiali dell’11 giugno,
potrebbe arrivare la comunicazione del deal con Dazn Italia per la realizzazione di una proposta informativa
integrata nella piattaforma sportiva guidata in Italia da Stefano Azzi:
un bollettino quotidiano di news confezionato da Antenna, con responsabilità editoriale diretta del gruppo greco
e un linguaggio coerente con il consumo digitale di Dazn. Notizie brevi, ritmo da app, attenzione al pubblico giovane.
Per Dazn sarebbe un modo per allungare il tempo di permanenza degli utenti dentro l’app,
trasformando la piattaforma da luogo della partita ad ambiente di informazione.
Per Antenna sarebbe il primo banco di prova italiano: un prodotto leggero nella forma, ma pesante nel significato.
Il progetto più ambizioso resta però un altro: la Cnn italiana.
Come anticipato dal Sole 24 Ore del 21 maggio scorso, l’obiettivo di Antenna è costruire un canale all news con il marchio Cnn per l’Italia.
Le trattative sono in corso con Warner Bros Discovery, guidata nel Paese da Alessandro Araimo.
Il modello avrebbe una forza immediata: un brand globale, una redazione italiana. I nodi non mancano. Fra questi la raccolta pubblicitaria.
Da una parte c’è Manzoni, concessionaria storica del mondo Gedi e destinata a giocare per Antenna.
Dall’altra c’è Discovery Media, braccio commerciale di Warner Bros Discovery.
La forma finale potrebbe essere una joint venture, o comunque una qualsiasi soluzione in grado di vedere una partnership fra le due realtà.
Sul tavolo viene poi valutato lo sbarco sul digitale terrestre, attraverso uno dei canali Warner Bros Discovery.
In parallelo, la nuova Cnn di matrice italiana dovrebbe curare un Tg anche per il Nove, canale generalista in chiaro di Warner Bros Discovery.
Il tutto all’interno del tentativo di dare una base industriale a un progetto che punta a collocarsi all’incrocio fra televisione, streaming e informazione digitale.
 

TV, IN ARRIVO IL NUOVO BONUS DECODER. ACCESSO CON CONTROLLI SUL CANONE RAI

Voucher fino a 70 euro. Domande con app IO e piattaforma Pari di PagoPa. Da definire la data di avvio
 
La nuova campagna di incentivi per l’acquisto di decoder tv seguirà il modello del bonus elettrodomestici.
Un elenco dei prodotti acquistabili e dei venditori che partecipano da consultare online,
i controlli dei requisiti di chi fa domanda e l’emissione di un voucher a tempo da trasformare in uno sconto in fattura presso il venditore:
tutto su una piattaforma informatica, PARI, gestita dalla società PagoPa, con accesso tramite la sezione servizi dell’app IO
oppure attraverso il sito dedicato identificandosi con Spid o carta d’identità elettronica.
 
Fino al 70% del costo d’acquisto
Le regole, contenute in un decreto del ministero delle Imprese e del made in Italy registrato dalla Corte dei conti il 27 maggio,
sono pronte, anche se manca ancora la data di apertura dei termini per le domande che sarà comunicata con un successivo provvedimento.
I contributi economici saranno riconosciuti in misura non superiore al 70% del costo di acquisto del decoder
e comunque fino a 30 euro per i decoder digitali terrestri standard e 70 euro per i decoder satellitari.
Il decoder digitale terrestre deve essere in grado di ricevere segnali tv terrestri basati sul nuovo standard DVB-T2
e sul nuovo sistema di codifica HEVC (high efficiency video coding) Main 10;
il decoder satellitare deve essere dotato di sintonizzatore DVB-S2 e standard di compressione video HEVC a 10 bit.
 
I fondi
Le risorse stanziate complessivamente per la misura, a valere sui fondi di coesione gestiti dal ministero, ammontano a 30 milioni
ma la dote disponibile per i consumatori è di 28,8 milioni perché va sottratto il 4% (1,2 milioni) da corrispondere ai gestori dello strumento,
le società PagoPa e Invitalia. Il sistema di funzionamento ricalcherà per grandi linee quello adottato per il recente bonus elettrodomestici.
 
Controlli sul canone Rai
Potrà essere concesso un solo contributo per famiglia anagrafica.
La piattaforma PARI acquisirà i requisiti di chi fa domanda incrociando le informazioni dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente,
attraverso la piattaforma digitale nazionale dati, e quelli della banca dati dell’agenzia delle Entrate
per verificare la regolarità del pagamento del canone Rai.
Solo in presenza dei requisiti, sarà generato un codice univoco alfanumerico da utilizzare presso il venditore per ottenere lo sconto in fattura.
Il voucher sarà a scadenza, cioè avrà una validità limitata nel tempo dal momento dell’emissione
(da definire con il prossimo provvedimento attuativo).
Verrà comunque rispettato l’ordine temporale di presentazione delle istanze
e il riconoscimento del contributo sarà subordinato all’effettiva disponibilità di risorse, entro il tetto di 28,8 milioni.
Nel caso di transazioni di e-commerce, come accaduto per gli incentivi sugli elettrodomestici,
con molta probabilità i venditori dovranno seguire un’apposita procedura per l’accettazione del buono sconto online.
Sul sito del ministero delle Imprese e del made in Italy sarà disponibile un elenco dei decoder disponibili con lo sconto,
previa registrazione sulla piattaforma da parte dei produttori e degli importatori dei prodotti con i quali intendono partecipare alla campagna.
Il venditore verrà rimborsato con bonifico bancario da Invitalia
dopo aver caricato sulla piattaforma informatica la documentazione relativa alla vendita.
 

"VIOLENTATE DAI CONCORRENTI", L' INCHIESTA CHOC SUL PROGRAMMA MATRIMONIO A PRIMA VISTA UK

Sono tre le spose che hanno denunciato di aver subito violenze sessuali.
L’inchiesta della Bbc fa tremare il programma televisivo
 
I fan di Matrimonio a prima vista UK sono sotto choc dopo la recente inchiesta condotta dalla Bbc.
Stando a quanto riportato dall’ente radiotelevisivo pubblico del Regno Unito,
tre donne hanno denunciato di aver subito abusi sessuali durante le riprese del programma.
Stiamo parlando del celebre reality show – presente anche in Italia –
in cui un team di esperti forma delle coppie di sconosciuti con un’alta percentuale di affinità,
compiendo di fatto un esperimento sociale.
I matrimoni non sono legalmente vincolanti, ma le coppie vengono mandate in luna di miele,
e poi vanno a vivere insieme per un po’, mettendosi alla prova. Tutto viene ovviamente filmato.
Secondo l’inchiesta della Bbc, le tre donne avrebbero subito abusi dagli uomini che avevano sposato.
[…]
Tutte e tre accusano il programma di non averle protette.
[…]
Channel 4, emittente che trasmette il reality, ha fatto sapere di aver rimosso tutti gli episodi in cui compaiono le coppie.
In precedenza, aveva tuttavia dichiarato che le accuse erano del tutto non corroborate e contestate.
“Sono ovviamente accuse molto gravi. Vogliamo vedere lo show e quando vedremo lo spettacolo risponderemo”,
ha affermato ai microfoni della Bbc il chief content officer uscente di Channel 4, Ian Katz.
Sulla vicenda è intervenuta la giurista e responsabile della Ciisa (Creative Industries Independent Standards Authority) Helena Kennedy,
che ha chiesto di cancellare il programma, definendolo pericoloso.
 
CONTINUA A LEGGERE LA NEWS COMPLETA CLICCANDO IL SEGUENTE LINK QUI IN BASSO