
Domenica 7 settembre 2025
TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA.
A cura di Salvatore Cambria
Pubblicato il 07/09/2025 alle ore 11:00
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE
Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.
CALABRIA IN DIGITALE: NUOVO LOGO PER TURISMO TV NEI MUX LOCALI 2 E 3
Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Calabria.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa dei multiplex, cliccate sui banner qui sopra.
A sinistra il logo nuovo, a destra quello precedentemente utilizzato.


RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER I MUX DAB+ RAI, DAB ITALIA ED EURODAB ITALIA
Occupiamoci ora della radio digitale.
È ripartito l’ampliamento di copertura del Mux DAB+ RAI.
È stato acceso, infatti, il Canale 10C dalle postazioni laziali di PIAZZA SANTA MARIA a Fumone (FR),
CASTELLONORATO – PIAZZA MONTE TRIPOLI a Formia (LT) e MONTE TREVI – LA FORESTA a Sezze (LT).

Il Mux DAB ITALIA ha attivato il Canale 7D dal ripetitore di MONTE VERDURA a Storo (TN), in Trentino-Alto Adige.

Il Mux EURODAB ITALIA, invece, ha acceso il blocco 10A dall’impianto ligure di MONTE FAUDO a Dolcedo (IM).

Alla luce delle ultime novità, abbiamo riaggiornato la griglia con l’elenco di tutte le postazioni
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RADIO DAB - MUX NICE 8D: INSERITA FREQUENCE MISTRAL, ELIMINATA AIR 06
Ci spostiamo in Francia per segnalare l’ingresso, nel Mux NICE 8D,
di FREQUENCE MISTRAL, identificata FREQ. MISTRAL, la cui sede principale si trova nel comune di Gap,
capoluogo del dipartimento delle Alte Alpi e della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

Contemporaneamente è uscita di scena Air06 di Nizza.

Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
Il seguente provider può essere sintonizzato costantemente o saltuariamente, dalla seguente postazione,

| FRANCIA | |
| Canale 8D (201,072 MHz) | |
| Postazione | Comune |
| Monte Leuze | Villafranca Marittima |
È MORTO EMILIO FEDE
Il giornalista aveva 94 anni ed era ricoverato presso la residenza San Felice di Segrate, alle porte di Milano
Il popolare giornalista italiano, Emilio Fede, che è stato direttore del TG4, è morto all’età di 94 anni.
Fede era ricoverato in una residenza assistenziale per anziani a Segrate, nei pressi di Milano.
Le sue condizioni si erano aggravate nelle ultime ore.
“Fino a lunedì era ancora lucido”, aveva riferito in mattinata una persona vicina alla famiglia.
Poi, nel tardo pomeriggio, l’annuncio della figlia Sveva, che lo assisteva con la sorella Simona: “Papà ci ha lasciato”.
Fede si trovava in questa residenza da pochi giorni, dopo una permanenza più lunga in un’altra struttura.
“Ogni mattina leggo i necrologi. Se non c’è il mio nome, vado a farmi la barba”, scherzava qualche tempo fa Emilio Fede,
esorcizzando con l’ironia la paura della fine.
L’ex direttore del TG1 e del TG4, è stato protagonista di una lunga carriera tra RAI e Mediaset:
dall’esperienza da inviato di guerra all’annuncio dell’avvio dell’operazione Desert Storm,
dagli aneddoti memorabili al clamoroso divorzio da Cologno Monzese, ma anche di una parabola giudiziaria
che lo ha portato tra l’altro nel 2019 alla condanna definitiva nell’ambito del processo Ruby Bis,
per aver favorito la prostituzione di alcune ragazze spinte a partecipare alle cene del “bunga bunga” nelle residenze di Silvio Berlusconi,
una pena scontata prima agli arresti domiciliari e poi ai servizi sociali.
Caparbio, determinato, criticato e osannato, personalissimo nella conduzione tra notizie e commenti, tra polemiche,
sanzioni dell’Autorità italiana per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) e satira,
Fede nasce a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, nel 1931.
Trasferitosi con la famiglia a Roma dopo la guerra, comincia l’attività da giornalista nella carta stampata,
collaborando con “Il Momento – Mattino di Roma” e poi con “La Gazzetta del Popolo” a Torino.
Nel 1954 inizia la sua esperienza nella RAI dove verrà assunto nel 1961.
Inviato speciale in Africa per otto anni, documenta il periodo della decolonizzazione e dell’inizio delle guerre civili.
Negli annali finisce la sua inchiesta sull’uso di un farmaco per gonfiare la carne, la famosa bistecca agli estrogeni.
Nel 1964 sposa Diana De Feo, figlia dell’allora vicepresidente della RAI, dalla quale avrà due figlie, Simona e Sveva.
Lavora con Sergio Zavoli a TV7, approda alla conduzione del TG1 e poi, nel 1981, ne diventa direttore pro tempore, fino al 1983:
è sotto la sua guida che il tg della rete ammiraglia seguirà in diretta i fatti di Vermicino
e gli inutili tentativi di salvare la vita al piccolo Alfredino scivolato nel pozzo artesiano,
una tragedia che in qualche modo segnerà la nascita della tv del dolore.
Coinvolto in una vicenda di gioco d’azzardo – finita poi con l’assoluzione – nel 1987 lascia la RAI,
per approdare a TVA e poi, nel 1989, alla Fininvest, alla corte di Silvio Berlusconi al quale farà sempre professione di assoluta fedeltà.
È responsabile di “Videonews”, poi “Studio Aperto”:
è il 16 gennaio 1991 quando Fede dà la notizia in diretta, per primo, dell’attacco americano a Baghdad.
Lui stesso crea la scenografia, qualche minuto prima di andare in onda: lo sfondo del deserto, una maschera antigas e alcuni soldati.
Qualche giorno dopo un altro annuncio scoop, la cattura dei piloti italiani Bellini e Cocciolone.
“La prima indicazione che diedi ai miei collaboratori fu “mi raccomando, non copiate i tg della RAI” – avrebbe ricordato -.
Volevo qualcosa di diverso, innovativo, più diretto, rispetto ai telegiornali paludati della RAI”.
Di qui la conduzione in piedi, lo stop al gobbo, lo spazio all’informazione regionale, le “meteorine”.
Nel 1992 passa alla guida del TG4: l’anno di Mani Pulite lo vede protagonista, con Paolo Brosio collegato dal Palazzo di Giustizia di Milano,
protagonista di esilaranti collegamenti-gag che in altri tempi avrebbero fatto impazzire i social.
Celebri anche – grazie a “Striscia la Notizia” – i suoi fuori onda con le sfuriate contro giornalisti e tecnici del tg.
Dopo una prima cacciata nel 2010, rientrata per intercessione del Cavaliere, Fede lascia definitivamente Mediaset nel 2012,
dopo l’esplosione di un nuovo scandalo con l’accusa di aver esportati capitali in Svizzera, e viene sostituito alla guida del TG4 da Giovanni Toti.
[…]
Accanto all’esperienza politica – dalle candidature negli anni ’80 nelle file del Partito socialdemocratico italiano (PSDI)
alla fondazione dei movimenti Vogliamo vivere e Le ali della libertà – non si può non citare il Fede scrittore:
tra i suoi libri, “Finché c’è Fede”, “Privé. La vita è un gioco”, “L’invidiato speciale”, “La foglia di fico”, “Samba dei ruffiani”,
“La cena dei cretini” fino all’emblematico “Se tornassi ad Arcore. Bilancio di una vita da direttore” e ad “Africa. Storie di un inviato speciale”.
Al cinema recita in un cameo nel ruolo di se stesso in “Paparazzi” di Neri Parenti (1998),
oltre ad apparire in filmati di repertorio in diversi film, da “Aprile” di Nanni Moretti a “Buongiorno, Notte” di Marco Bellocchio.
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Tratto da: www.rsi.ch/info/mondo/Emilio-Fede-è-morto
VENETO: ANTENNA 5G A PIEVE DEL GRAPPA (TV);
LA PROTESTA DEL COMITATO SI FA BATTAGLIA LEGALE
Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno.
Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday
La lotta contro l’installazione di una nuova antenna 5G a Pieve del Grappa, a poche centinaia di metri dall’asilo comunale, si intensifica.
Il comitato “Antenna Pieve del Grappa” ha annunciato la sua intenzione di intraprendere un’azione legale
dopo che l’amministrazione comunale ha negato la sua richiesta di accesso agli atti.
La vicenda, iniziata lo scorso 2 agosto con la scoperta dell’installazione, ha rapidamente mobilitato la cittadinanza.
Il 6 agosto, Silvia Chiarello del comitato ha allertato la popolazione,
spingendo la sindaca Annalisa Rampin a convocare un’assemblea pubblica il giorno successivo per “discutere sul da farsi”.
Nonostante la disponibilità della sindaca, il presidente del comitato, Savio Giacomo,
ha insistito sulla necessità di una “trasparenza assoluta” sulla localizzazione e sulle emissioni elettromagnetiche.
In poche settimane, il comitato, guidato da un direttivo composto da Cristina Marcon, Silvia Chiarello, Lara Ricci e il medico Paolo Fellegara,
ha raccolto 600 firme, organizzato sit-in, volantinaggi e contatti con i media locali.
Richiesta negata e vie legali
La richiesta di accesso agli atti presentata dal comitato è stata respinta dall’amministrazione,
che ha motivato il diniego sostenendo che l’istanza non presentasse un “interesse diretto, concreto e attuale del richiedente”.
Una motivazione che il presidente Giacomo definisce inaccettabile.
“L’interesse dei residenti è chiaramente legato alla tutela della salute e dell’ambiente, non a un generico controllo amministrativo”,
ha dichiarato, confermando di aver già contattato diversi studi legali per un ricorso.
Il comitato ora chiede un confronto pubblico tra il sindaco e il responsabile dell’ufficio tecnico,
ribadendo la necessità di un regolamento comunale più severo e di spazi di partecipazione reali.
“Non siamo contro il progresso”, afferma il comitato, “ma chiediamo una pianificazione che metta al centro la tutela dei bambini e di tutto il territorio”.
Prossimi passi: informazione e dialogo
Per il 9 settembre è in programma una serata informativa con l’Istituto Ramazzini e la dottoressa Simona Panzacchi,
per fare chiarezza sui potenziali effetti dell’antenna sulla salute e sulla qualità della vita.
L’obiettivo del comitato è trasformare la protesta in un percorso condiviso,
promuovendo un dialogo costruttivo con l’amministrazione comunale per trovare soluzioni
che garantiscano la sicurezza e il benessere dei cittadini.
LIGURIA: I "NO 5G" DI VEZZANO LIGURE (SP) SUL NUOVO PIANO ANTENNE; "NON INFORMATI, MANCA TRASPARENZA"
La protesta del comitato. Ma il Comune replica: documenti non ancora approvati, sottoposti alla riservatezza
“Segretezza sul piano antenne: ci lasciano disinformati e senza interlocuzione”.
Il gruppo contro il 5G si dichiara stupefatto dalla notizia che ci sia un nuovo piano antenne,
informazione ricevuta grazie alla partecipazione a una riunione di un comitato di quartiere
ma che non sarebbe stata condivisa dal Comune nonostante la promessa che sarebbe stata garantita partecipazione sulle possibili installazioni.
“Non può esistere segretezza quando si tratta della salute e della vita di un’intera comunità – dicono dal gruppo “No 5G Vezzano” -.
Le promesse di trasparenza sono state, ancora una volta, disattese.
Abbiamo appreso del nuovo piano antenne non tramite una comunicazione ufficiale, ma solo grazie a una riunione del comitato di quartiere.
Da parte dell’amministrazione, dopo l’incontro di luglio, non è più giunta alcuna notizia concreta”.
Il sindaco Massimo Bertoni e il vicesindaco Simone Regoli avevano anche preso parte ad una passeggiata di sensibilizzazione poche settimane fa.
Risulta difficile capire ora quale sia la posizione del Comune: “Le risposte ricevute finora sono state parziali, evasive
e le rassicurazioni date si sono rivelate vane. Inoltre, ci viene continuamente fatto notare che non siamo un comitato ufficiale.
Ma siamo cittadini, elettori, abitanti di questo territorio e viviamo in prima persona i disagi e le preoccupazioni che certe decisioni comportano”.
L’elaborazione del nuovo piano antenne sarebbe quindi priva di condivisione e trasparenza, secondo il gruppo,
così come il precedente che venne pubblicizzato a cose fatte:
“Diciamo no a una comunicazione che arriva sempre troppo tardi, quando le decisioni sono già state prese”.
Il Comune ha precisato che trattandosi di documenti non ancora approvati, sono sottoposti alla riservatezza
e alla condivisione solo con organismi riconosciuti, come i comitati di quartiere, mentre il gruppo no 5G non è un comitato.
Il documento deve seguire un iter, per poi passare in consiglio comunale,
nelle fasi di questo percorso ci saranno occasioni di dibattito aperte a tutti.
CALABRIA: RAI CALABRIA VARA PROGRAMMI RADIO E TV IN LINGUA ARBËRESHE
Una programmazione radiofonica e televisiva interamente in lingua arbëreshe per la regione Calabria.
Dopo la recente firma della convenzione fra Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’informazione e l’editoria – e Rai,
il Coordinamento delle Sedi regionali ed Estere ha potuto dare l’avvio alla produzione di programmi tv e radio
volti alla valorizzazione della cultura Arbëreshe direttamente collegati sia alla Legge 482 del 1999 sia al Contratto di servizio nazionale
nel punto in cui lo stesso assicura condizioni per la tutela delle minoranze linguistiche storiche presenti nelle varie regioni italiane.
I dettagli della programmazione tv e radio, che partirà a metà settembre e avrà una durata di tredici mesi,
verranno resi noti nel corso della conferenza stampa di presentazione, in programma giovedì 11 settembre alle 11.00 presso la Sede Rai di Cosenza.

FRANCIA: DAL 4 ALL' 11 SETTEMBRE LA BIENNALE DELLA DANZA DI LIONE SARÀ TRASMESSA IN ULTRA-HIGH DEFINITION
France Télévisions trasmetterà la Biennale della Danza di Lione in Ultra-High Definition HDR.
Questo standard di produzione e trasmissione consente agli spettatori di godere di immagini di altissima qualità.
A tal fine, è stato creato un canale dedicato all’evento: Auvergne-Rhône-Alpes UHD.
La biennale
Dal 1984, la manifestazione offre incontri e spettacoli unici per tutto il mese di settembre.
Quest’anno la sfilata inaugurale sarà composta da otto gruppi e da un gruppo ospite nell’ambito dell’anno Francia-Brasile.
L’offerta
La sfilata di moda è trasmessa in diretta in UHD HDR nativo.
Oltre alle dirette, sono disponibili replay del giorno precedente e programmi di repertorio.
Si tratta di programmi HD convertiti in UHD (upscale = conversione software).
Per quanto riguarda l’aspetto HDR, si è deciso di sperimentare due standard di mercato: Dolby Vision e HDR10+.
Lo standard diventa accessibile a tutti, indipendentemente dalla marca del proprio televisore.
Giovedì 4 settembre: Apertura del canale – loop di apertura (teaser)
Sabato 6 settembre: Inizio dei programmi – programmi di repertorio
Domenica 7 settembre: diretta della sfilata di moda – programmi d’archivio + diretta UHD nativa HDR intorno alle 16:00 (circa 2,5 ore)
Lunedì 8 e martedì 9: programmi di repertorio + diretta
Mercoledì 10 e giovedì 11 settembre: fine dei programmi – ciclo di chiusura
Come vedere queste immagini?
Tutti i televisori più recenti sono compatibili con l’UHD, il canale UHD Auvergne-Rhône-Alpes sarà disponibile sui seguenti canali:
TNT, canale 53
Satellite, canale 444 del bouquet Fransat
NordNet, OrneTHD e Vialis, canale 53
France Télévisions e Ultra-HD
France Télévisions lavora sull’Ultra-HD da diversi anni, con produzioni come la copertura del Roland Garros e del Grand Raid de La Réunion.
Fino al 2023, queste produzioni erano sperimentali e pochi spettatori vi avevano accesso.
Il 2024 segna una svolta: in previsione dei Giochi Olimpici di Parigi 2024,
Arcom ha autorizzato la creazione di France 2 UHD e France 3 UHD su digitale terrestre
(canali 52 e 53 in Francia metropolitana e 22 e 23 all’estero).
I primi trasmettitori sono stati attivati alla fine del 2023, in modo da raggiungere entro giugno 2024 una copertura del 74,7% della popolazione.
Parallelamente, France Télévisions si sta attrezzando per produrre e diffondere un segnale UHD in modo sostenibile.
[…]
L’ Ultra-HD in poche parole
L’ Ultra-HD è un miglioramento dell’attuale HD basato su diversi criteri.
Nel caso della biennale, sono state fatte le seguenti scelte:
Maggiore definizione dello spazio: il numero di pixel in un’immagine viene quadruplicato (da 2 a 8 milioni),
con conseguente immagine con molti più dettagli
Aumento della frequenza dei fotogrammi: passando da 25 a 50 fotogrammi al secondo,
i movimenti sono più fluidi e la sfocatura del movimento è ridotta
Standard HDR: maggiore gamma dinamica dei livelli di grigio e modifica dello spazio colore,
quindi contrasti migliori e colori riprodotti più fedelmente (1 miliardo di sfumature anziché 15 milioni).
Più dettagli, più colori, più nitidezza: l’Ultra-HD offre immagini più vicine alla realtà e quindi coinvolge maggiormente lo spettatore.
Per usufruire dei programmi Ultra-HD, è necessario disporre di un televisore compatibile e trovarsi in un’area idonea per il DTT,
avere la ricezione satellitare o un abbonamento con i fornitori di servizi Internet.
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SVIZZERA: CONSIGLIO FEDERALE CONFERMA SPEGNIMENTO FM A FINE 2026
Per una migliore transizione dalle FM al DAB+
Il Consiglio federale è stato incaricato di rinviare la scadenza per lo spegnimento FM
e di presentare nuove proposte per il passaggio al DAB+ che siano economicamente sostenibili per le emittenti radiofoniche private.
Motivazione
A conferma dei dubbi delle associazioni di radio private, lo spegnimento FM da parte della SSR alla fine del 2024
ha comportato per le radio pubbliche una perdita di circa un quarto degli ascoltatori.
Una tale riduzione può essere economicamente sopportabile/sostenibile per le emittenti radiofoniche
il cui finanziamento si basa principalmente sul canone. Ben diversa è la situazione per le radio private,
il cui finanziamento, attraverso gli introiti pubblicitari, dipende direttamente dal numero di ascoltatori.
Se l’attuale scadenza per il completo spegnimento delle FM prevista per fine 2026 verrà mantenuta,
dobbiamo aspettarci ulteriori perdite di pubblicità, che porteranno inevitabilmente a licenziamenti e persino alla chiusura di emittenti private.
Nella Svizzera latina, lo spegnimento FM da parte della SSR ha provocato un massiccio esodo di ascoltatori dal Ticino (8000)
verso le radio italiane e di ascoltatori dalla Svizzera romanda (50000) verso le radio francesi.
Anche se proporzionalmente meno marcato (80000 ascoltatori) a causa della barriera linguistica tra il tedesco e i dialetti della Svizzera tedesca,
questo fenomeno non ha risparmiato la parte germanofona del nostro Paese.
In altre parole, il mantenimento del termine di fine 2026 implicherebbe un forte aumento di audience presso le stazioni radiofoniche straniere,
mettendo a rischio la capacità della SSR di adempiere il suo mandato.
L’intensa campagna di comunicazione della SSR nell’autunno del 2024 non le ha impedito di perdere circa un quarto del suo pubblico.
È quindi illusorio credere che una nuova campagna sia sufficiente a incoraggiare la popolazione in Svizzera,
che ancora ascolta la radio via FM, a passare a un’altra tecnologia.
Al contrario, una proroga (ulteriore) del termine per lo spegnimento completo delle FM
consentirebbe di garantire una transizione naturale del pubblico verso il DAB+ in tre situazioni di ricezione chiave:
in auto (il numero di nuovi veicoli muniti di DAB+ aumenta ogni anno), nelle case dove i vecchi apparecchi devono essere sostituiti
e in funzione del ritmo con cui le emittenti estere passano al DAB+.
Infine, non c’è motivo di impedire alle emittenti radiofoniche private di finanziare la doppia diffusione ancora per qualche anno.
Parere del consiglio federale del 20.8.2025
L’industria radiofonica ha già deciso oltre dieci anni fa di passare dalle FM al DAB+.
Su richiesta del settore, la diffusione via FM avrebbe dovuto essere interrotta al più tardi entro fine 2024.
La Confederazione ha accompagnato questo processo a livello legislativo
e ha già stanziato circa 84 milioni di franchi per la promozione della tecnologia
e una campagna informativa tesa a sensibilizzare il pubblico. È escluso un ulteriore sostegno finanziario.
Nel 2023, dando seguito alla richiesta di una parte del settore, il Consiglio federale ha deciso di prorogare per l’ultima volta di due anni
le concessioni FM valide dal 2008. Questa proroga offre alle emittenti l’opportunità di completare con successo,
applicando soluzioni individuali, il processo di migrazione dalla radio FM a quella digitale al più tardi entro la fine del 2026.
La quota di mercato detenuta dalle emittenti radiofoniche estere non è aumentata significativamente
a seguito dello spegnimento delle FM e rimane relativamente stabile (5%).
La maggior parte delle radio che attualmente hanno ancora una concessione FM sono emittenti concessionarie finanziate
in larga misura dal canone radiotelevisivo e di conseguenza dipendono meno dagli introiti pubblicitari.
Salvo poche eccezioni, le restanti radio FM senza mandato di prestazioni appartengono tutte a un gruppo mediatico più grande.
L’ascolto della radio in Svizzera avviene oggi in gran parte in digitale, via DAB+ e Internet.
Soprattutto per le radio che hanno investito in previsione dell’annunciato abbandono delle FM e diffondono ora esclusivamente via DAB+,
è importante che la strada intrapresa sia perseguita con coerenza e che la Confederazione accompagni questo processo
in veste di partner affidabile, fino allo spegnimento delle FM previsto nel 2026.
Anche le radio FM che hanno già abbandonato la propria attività in seguito alla decisione del Consiglio federale
si sono affidate al fatto che la diffusione FM sarà abbandonata a fine 2026. La SSR ha già interrotto la sua diffusione FM.
si sono affidate al fatto che la diffusione FM sarà abbandonata a fine 2026. La SSR ha già interrotto la sua diffusione FM.
Numerosi veicoli sono quindi stati adeguatamente equipaggiati, il che torna a vantaggio anche delle radio private.
Ora spetta alle radio private accompagnare con misure adeguate il passaggio concordato al DAB+.
Una nuova proroga delle concessioni in vigore dal 2008 non sarebbe appropriata, poiché queste sono detenute dagli stessi operatori dal 2008.
In un tale caso, vista la scarsità di frequenze e in nome di una concorrenza leale, sarebbe necessario indire una gara pubblica per attribuire le frequenze.
Bisognerebbe inoltre modificare l’ordinanza sull’utilizzazione dello spettro delle radiofrequenze.
Proposta del consiglio federale del 20.8.2025
Respingere
ALBANIA: HA IMPEDITO AI GIORNALISTI DI NEWS 24 DI LAVORARE,
LA CORTE "SCHIAFFEGGIA" ARDI VELIU. VIOLAZIONI DELLA SOCIETÀ KAYO
Il tribunale sostiene i giornalisti e colpisce Ardi Veliu
L’assedio della televisione e l’intervento illegale negli uffici delle redazioni investigative
sarebbero confermati dallo stesso amministratore della società “KAYO” sh.a. Ardi Veliu.
Infatti, il Tribunale Amministrativo di Primo Grado di Tirana confermerebbe le violazioni di legge della società “KAYO” sh.a.,
che non ha notificato i giornalisti come terza parte con status speciale e protezione dalla Costituzione.
“Il rapido intervento della polizia e dell’esercito, in flagrante violazione della legge, ha portato all’alienazione di oggetti
e materiale televisivo di giornalisti che erano in possesso di materiale personale,
siano essi attrezzature, computer portatili o documenti, di loro proprietà.
Questi documenti non possono essere amministrati dalla polizia di Stato o dall’esercito.
La legge non lo consente e non hanno alcuna competenza, alcun dovere o ordine di recarsi a questo punto
per sequestrare oggetti personali”, ha affermato l’avvocato Ramaj.
“Il Tribunale di Tirana, nella sua sentenza del 12 agosto, ha descritto questa azione come una chiara violazione dei diritti.
I giornalisti sono stati trattati come occupanti illegali, quando in realtà si trovavano sul posto di lavoro,
dove avrebbero dovuto ricevere un preavviso ufficiale e una scadenza per andarsene.
Il giudice Alma Kodraliu ha sottolineato che le modalità con cui è stato eseguito lo sfratto non hanno rispettato alcuna procedura legale
e che il diritto dei giornalisti alla proprietà e all’esercizio della loro professione è stato violato.
“Questo Stato funziona con le leggi, non con i desideri di un individuo che può alzarsi oggi
e dire che farà camminare le persone mano nella mano.
Non dovrebbero muoversi affatto, o non dovrebbero uscire di casa affatto”, spiega il giornalista Osman Stafa.
Il giudice Kodraliu non ha ritenuto responsabile solo la Polizia di Stato.
In questo caso, la società KAYO sh.a. ha anche dimostrato come un’azienda statale possa agire arbitrariamente,
aggirando le chiare regole di un rapporto contrattuale.
Invece di seguire la strada indicata dal tribunale e inviare comunicazioni ufficiali,
la società pubblica “KAYO” sh.a. ha preferito risolvere il conflitto con la forza, violando non solo la legge,
ma anche la fiducia pubblica nel fatto che lo Stato funzioni sulla base di regole e non di decisioni unilaterali.
“Quello che prevedo è che, dopo aver esaurito tutti i collegamenti statali e gli spazi della legislazione albanese in materia di reclami nel sistema giudiziario,
alla fine ci troveremo in una situazione simile al caso Bechetti, dove dopo qualche anno avremo una decisione da parte di tribunali internazionali
che graverà non sul governo, ma sul bilancio statale, sui cittadini comuni e sui contribuenti albanesi con decine
e centinaia di milioni di euro di responsabilità per questa violazione abusiva commessa alla luce del sole e denunciata da molti attori dei media”,
ha affermato Dorian Teliti, membro del Consiglio comunale di Tirana.
Lo stato di emergenza prsso gli uffici di “News24” ha suscitato reazioni e sostegno anche da parte dell’Associazione dei giornalisti albanesi
e delle organizzazioni internazionali, nonché una dichiarazione della delegazione dell’Unione europea a Tirana,
sostenuta dalle ambasciate tedesca e olandese in Albania.
Secondo la Delegazione dell’Unione Europea a Tirana, le controversie tra tutte le parti coinvolte
dovrebbero essere risolte nel pieno rispetto della legalità e del giusto processo.
[…]
“Il sostegno più forte per noi è stato dato dalle reazioni del Dipartimento di Stato, dell’UE,
dell’OSCE e di varie organizzazioni locali e internazionali per la protezione dei media,
mentre ci siamo scontrati con il silenzio delle nostre istituzioni”, ha affermato la caporedattrice del quotidiano Panorama, Valentina Madani.
Oltre alle delegazioni, anche Reporter Senza Frontiere e il Centro Europeo per il Giornalismo hanno reagito,
chiedendo che la situazione venisse sbloccata e che i mezzi e gli effetti personali dei giornalisti fossero preservati.
Il Consiglio d’Europa ha chiesto che il blocco contro “News 24” venga revocato e che i beni e le attrezzature dei cittadini non vengano compromessi,
attuando al contempo la decisione del tribunale albanese. Questa vicenda non è semplicemente una storia di affitto non pagato.
Colpisce direttamente la libertà di stampa e il diritto dei cittadini a essere informati.
Quando i giornalisti rimangono senza redazioni, attrezzature e documenti, ne risente non solo come individui,
ma anche la società nel suo complesso, che perde una fonte di informazione.
“Anche con quei colori che c’erano nei primi giorni, con quella barra colorata,
chiunque dicesse di andare a Neësi per scoprire cosa era successo, capiva cosa era successo.
Il segnale di News24 è stato ingiustamente interrotto sabato mattina e quelle linee a barra colorata dicevano molto”,
ha detto il giornalista Renaldo Salianji.
[…]
“Il modo in cui hanno agito la polizia e l’esercito non ha nulla a che vedere con la legge, hanno violato una serie di disposizioni legali
che parlano dell’esecuzione delle decisioni giudiziarie, dell’introduzione dell’esecuzione giudiziaria,
che esegue la decisione del tribunale di concedere l’accesso alla parte
che potrebbe aver perso la decisione del tribunale di accedere a parti della sua proprietà e agli oggetti che fanno parte di tale proprietà.”
– ha affermato l’avvocato Redi Ramaj.
In Albania, ripetutamente, ogni governo ha sacrificato i media per trasmettere un messaggio non solo ad altre piattaforme mediatiche,
ma anche ai cittadini stessi. La libertà di parola è un sofisma in Albania.
Si può criticare il governo con vuota retorica, criticarlo sui social media,
si può dire che i politici sono corrotti, si può dire che sono legati a questo o quell’oligarca.
“Da un lato, in un edificio hanno sfondato le porte e quello che hanno trovato è stato l’accesso a documenti fisici,
come se avessero preso e rubato computer e quant’altro. C’è un altro edificio dove non sappiamo cosa sia successo in questi 10 giorni.
Hanno aperto i computer, sono stati rubati, hanno lasciato l’edificio o sono stati rubati altri documenti?
E questo è piuttosto pericoloso”, ha detto il giornalista Osman Stafa.
Ma quando il giornalismo investigativo cerca di dimostrare con prove e fatti quanto detto sopra,
alcuni settori del governo, solitamente corrotti, cercheranno di impedirlo.
[…]
Per comprendere l’attacco alle piattaforme mediatiche di “FOCUS MEDIA GROUP” e “Panorama Group”,
dobbiamo tornare indietro di un decennio, alla chiusura della televisione “Agon Channel” e al blocco di “Ora News”.
Ciò che accomuna tutte e tre le emittenti televisive è la loro linea editoriale, che non si addice al governo albanese.
Tutte e tre queste emittenti hanno dato spazio alle preoccupazioni dei cittadini, alle indagini e alle denunce dell’opposizione albanese.
“Mi dispiace che alcuni si facciano carico delle spese, cercando di difendere questo Paese,
mentre altri, dal telefono a cui hanno accesso da casa, danno indicazioni vomitando bile, imprecando
e insultando qualsiasi cosa gli venga in mente”, ha affermato il giornalista Osman Stafa,
parlando dell’alienazione del problema nel dibattito pubblico online.
“Quando viene violata la libertà dei media, nessuno dovrebbe rimanere in silenzio,
e la sua azione o il suo silenzio rendono l’atto di chiudere la televisione News24 molto grave e significativo”,
ha affermato il direttore generale di News24.
I casi di chiusura delle emittenti televisive hanno comportato un costoso arbitrato per il bilancio pubblico,
poiché le multe della Corte europea non vengono pagate dai ministri e dai parlamentari, ma dai cittadini albanesi.
Questi casi sono segnali che l’intervento di “News24” sarà un altro caso in cui lo Stato prenderà soldi dalle tasche dei cittadini
per pagare con un conto fino a 100 milioni di euro gli errori e gli oltraggi del governo albanese.
L’attacco alla televisione, alla carta stampata e ai giornali online ha avuto un effetto domino che si è abbattuto su un gruppo di giornalisti
che, da anni, raccontano, dalle redazioni televisive e sul territorio, violazioni della legge da parte di istituzioni pubbliche,
organizzazioni criminali, furti di fondi da parte di alti funzionari e problemi nel settore sanitario.
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IL CANALE TV UFFICIALE DELLA LAZIO SBARCA IN CHIARO SU SPORTITALIA
Iniziati i test pre-palinsesto per il canale tematico del club biancoceleste sul digitale terrestre
Novità per i tifosi della Lazio.
Sono infatti iniziati i test pre palinsesto per la trasmissione in diretta su Sportitalia di Lazio Style Channel,
il canale tematico del club biancoceleste.
Come annunciato anche dal direttore di Sportitalia Michele Criscitiello in diretta durante l’ultimo giorno di calciomercato,
è possibile accedere alla trasmissione di Lazio Style Channel direttamente sul digitale terrestre,
al canale 60 (quello appunto di Sportitalia), cliccando sul tasto verde ed entrando quindi nella piattaforma dell’emittente.
L’annuncio ufficiale arriverà nelle prossime settimane, ma intanto il club biancoceleste e l’emittente televisiva hanno già iniziato i test
che permetteranno alla Lazio di diventare il primo club di Serie A con il proprio canale tematico ufficiale a sbarcare in chiaro sul digitale terrestre.
La Lazio prosegue così nel suo piano strategico per rafforzare la propria presenza sui media e nel panorama digitale,
lanciando una nuova iniziativa dedicata ai suoi tifosi.
Grazie a questa partnership, i sostenitori potranno seguire da vicino tutte le novità sulla squadra:
dagli allenamenti alle interviste esclusive, fino a contenuti speciali dedicati ai protagonisti del club.
L’accesso libero e gratuito segna un passo importante verso una comunità di tifosi sempre più connessa e coinvolta nell’universo biancoceleste a 360 gradi.


DISCOVERY IN CHIARO SUL CANALE 37 DTT DAL 5 OTTOBRE: AVVENTURA, MISTERI E GRANDI STORIE GRATIS PER TUTTI
A partire dal 5 ottobre, gli amanti della conoscenza e delle avventure potranno gustare una nuova esperienza televisiva con l’arrivo di DISCOVERY,
il nuovo canale del gruppo Warner Bros. Discovery, disponibile in chiaro sul canale 37 del digitale terrestre.
Questo segna un passo significativo nella storia del canale,
poiché per la prima volta i contenuti esclusivi e di alta qualità del brand diventano accessibili gratuitamente a un pubblico ampio.
DISCOVERY si presenta con una nuova veste grafica e una programmazione ricca di contenuti stimolanti.
L’obiettivo principale del canale è quello di ispirare curiosità e meraviglia nel pubblico,
ampliando i confini della conoscenza attraverso storie avvincenti e documentari affascinanti.
In un panorama mediatico sempre più competitivo, il canale vuole posizionarsi come il punto di riferimento per tutti coloro
che cercano contenuti di tipo factual: avventura, storia, natura, mistero e docu-reality.
Il debutto in chiaro sarà celebrato con un evento imperdibile dedicato all’antico Egitto.
Domenica 5 ottobre alle 21:15, DISCOVERY porterà gli spettatori nella Valle dei Re, un viaggio avvincente tra enigmi e scoperte straordinarie.
[…]
DISCOVERY rappresenta un’incredibile opportunità per il pubblico di esplorare storie di avventura e mistero senza alcun costo,
consolidando così il suo ruolo come brand di riferimento nell’ambito della divulgazione culturale e scientifica.
Non perdere questa occasione: sintonizzati sul canale 37 del DTT e lasciati trasportare dalle meraviglie del mondo!
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AL VIA LA NUOVA "RADIO TV SERIE A"
Il canale ufficiale di Lega Serie A accompagnerà i tifosi con nuovi format e una squadra di talent ulteriormente arricchita
Si è svolta, presso l’Hotel Sheraton Milan San Siro di Milano, la conferenza stampa di presentazione di Radio TV Serie A.
In occasione della chiusura ufficiale della Sessione Estiva del Calciomercato 2025-2026,
organizzato da Master Group Sport e A.Di.Se – Associazione Italiana Direttori Sportivi,
il Presidente di Lega Serie A Ezio Simonelli, l’Amministratore Delegato Luigi De Siervo, l’ex calciatore di Serie A, Fabio Galante,
e le conduttrici di Radio TV Serie A (Chiara Icardi, Claudia Tosoni, Lucrezia Maritano, Chiara Giuffrida, Monica Bertini)
hanno presentato il palinsesto, con tutte le novità della stagione.
La Radio TV, guidata da Lorenzo Dallari, sarà trasmessa dagli innovativi studi realizzati presso l’iliad IBC di Lissone
e andrà in onda sul sito ufficiale legaseriea.it, sull’app di Lega Serie A e su Dazn (in modalità free to air).
Il palinsesto sarà visibile e aggiornato in tempo reale sul sito di Lega Serie A, nella sezione Radio TV Serie A.
La programmazione live sarà dalle 8 alle 23 durante la settimana
e dalle 8 alle 24 nei giorni in cui si disputano le partite di Serie A Enilive e di Coppa Italia Frecciarossa.
Sono inoltre confermate le radiocronache in esclusiva della Coppa Italia Frecciarossa,
a partire dai Sedicesimi di Finale, in programma a settembre.
La squadra dei talent, oltre ai confermatissimi Serse Cosmi, Cristian Brocchi, Roberto Donadoni e Giampaolo Pazzini,
vedrà l’ingresso in campo di Luigi Apolloni, Mark Iuliano, Filippo Galli, Fabio Galante e Manuel Pascali.
La programmazione quotidiana sarà arricchita dalle tante rubriche di approfondimento
che permetteranno agli appassionati di rivivere le grandi storie e scoprire gli aspetti più interessanti della vita dei Club di Serie A
e dei loro protagonisti, tra le quali Storie di Serie A, guidata da “Coach” Dan Peterson, Viaggio nel Calcio, Calcio d’Autore, È Sempre Primavera.
[…]
Faremo le cose in maniera progressiva, siamo in onda su sito e App, sulla radio DAB e arriveremo sul digitale terrestre, sempre tutto in chiaro.
È un prodotto che cambierà per sempre il rapporto con i nostri tifosi.
Noi siamo al servizio dei tifosi, che sono i nostri utenti finali, ma lo facciamo anche al servizio dei broadcaster,
interagiremo con loro e cercheremo di supportarli, facendo lavoro di squadra”.
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LA GENERAZIONE Z È INNAMORATA DEL VINILE: VENDITE IN CRESCITA DEL 17% NELL' ULTIMO ANNO
Please don’t stop the music, canterebbe Rihanna.
Secondo i dati FIMI relativi al primo semestre 2025, l’industria musicale ha toccato la cifra record 208 milioni di euro,
con un incremento del +9,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
A sorprendere non è lo streaming – che resta dominante – ma il segmento fisico.
Dopo anni di cali, segna un +13% complessivo, trainato dal vinile che registra un incredibile +17%.
Non solo effetto vintage
Il vinile smette di essere una reliquia per collezionisti e torna come oggetto del desiderio anche tra i più giovani.
Il vinile smette di essere una reliquia per collezionisti e torna come oggetto del desiderio anche tra i più giovani.
Merito del fascino del vintage, che dal mondo della moda ha contagiato anche quello della musica.
A trascinare il boom del mercato del vinile, infatti, non sono i boomer – cresciuti con supporti fisici come 33 e 45 giri –
ma la Generazione Z, quella dei nativi digitali.
Già nel 2024 il vinile aveva totalizzato 39 milioni di euro di ricavi, conquistando il 63% del mercato fisico.
Oggi la tendenza si conferma e si rafforza: è diventato un simbolo di autenticità,
un modo per vivere la musica al di fuori della dimensione immateriale delle playlist.
Streaming e vinile: due mondi che convivono
Lo streaming resta il primo motore del mercato, con un fatturato che tocca 113 milioni di euro,
Lo streaming resta il primo motore del mercato, con un fatturato che tocca 113 milioni di euro,
ma sempre più ascoltatori scelgono di affiancare allo streaming il vinile. Non è una sostituzione, ma una convivenza:
da un lato la comodità dell’ascolto digitale, dall’altro il piacere scaturito dal rituale di poggiare la puntina sulla superficie ruvida del disco.
Perché piace il vinile?
Il vinile funziona perché offre qualcosa che lo streaming non può dare: il rapporto fisico.
Il vinile funziona perché offre qualcosa che lo streaming non può dare: il rapporto fisico.
Copertine da collezione, booklet e versioni limitate hanno trasformato l’acquisto in un’esperienza cool ed esclusiva, ai limiti del collezionismo.
Per i ragazzi della Gen Z, abituati a vivere in un mondo digitale, possedere un oggetto tangibile significa dare alla musica un valore diverso,
più personale e duraturo.
Verso un futuro ibrido
I dati FIMI indicano uno scenario preciso: il futuro della musica non sarà fatto di contrapposizioni, ma di ibridazione.
I dati FIMI indicano uno scenario preciso: il futuro della musica non sarà fatto di contrapposizioni, ma di ibridazione.
Lo streaming continuerà a dominare, ma il vinile ha ritrovato uno spazio che sembrava perso per sempre.
Non si tratta solo di nostalgia: il vinile ha saputo reinventarsi come complemento ideale all’era digitale.
E se a decretarne il successo è proprio la Generazione Z, allora non si tratta di un ritorno al passato,
ma di un nuovo slancio per vivere la musica anche al di fuori della rete.
Tratto da: www.m2o.it/articoli/boom-vinile-gen-z-fimi