Domenica 6 ottobre 2024

TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA.

A cura di Salvatore Cambria

Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.

RADIO DAB: CAMBI DI FREQUENZA IN CORSO E NUOVE ACCENSIONI PER IL MUX DAB ITALIA,
NUOVO CANALE DI TRASMISSIONE PER IL MUX EURODAB ITALIA NELL' AREA DI ROMA

Iniziamo parlando della Radio DAB.
Nelle ultime settimane il Mux DAB ITALIA ha effettuato il cambio di frequenza dal Canale 12C al blocco 10D dalle postazioni di:
 
MASSO DELLA SIGNORA a Salerno in Campania, MONTE SERPEDDÌ a Sinnai (CA) in Sardegna, per la zona di Cagliari
e gran parte dell’ Umbria, dove sono rimasti attivi sul blocco 12C solamente gli impianti di
GUADAMELLO – MONTE SASSOFREDDO a Narni (TR) e MONTE MIRANDA a Terni.
 
Inoltre è stato attivato il Canale 10D dal ripetitore laziale di MONTE LUNGO ad Alatri (FR)
e da quello sardo di SA SCROCCA MANNA a Sant’Antioco (SU).
Il Mux EURODAB ITALIA, invece, dallo scorso 4 Ottobre, ha traslocato dal blocco 12A al Canale 10A
dai ripetitori laziali di MONTE GENNARO a Palombara Sabina (RM) e MONTE MARIO – VIA CADLOLO a Roma.
Per l’occasione abbiamo aggiornato anche l’elenco dei bouquet DAB+ sintonizzabili nella Capitale.
Alla luce delle ultme novità, abbiamo attualizzato la griglia con l’elenco di tutte le postazioni
dei bouquet radiofonici nazionali Mux DAB ITALIA e Mux EURODAB ITALIA.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa dei multiplex, cliccate sui banner qui sopra.

RADIO DAB: ATTIVATI I MUX EMILIA-ROMAGNA DAB
E RADIO DIGITALE EMILIA-ROMAGNA DALLA POSTAZIONE DI CASTEL MAGGIORE (BO)

Con decorrenza 15 aprile 2024, la Divisione IX della DGTEL del Ministero delle imprese e del made in Italy ha rilasciato i primi diritti d’uso definitivi,
della durata massima pari a 20 anni, delle frequenze per il servizio di radiodiffusione sonora terrestre in tecnica digitale di cui al PNAF-DAB.
Le prime regioni interessate sono state Emilia RomagnaMarcheSardegna e la Provincia Autonoma di Bolzano,
i cui bacini d’utenza hanno visto l’assegnazione dei diritti d’uso locali per le seguenti reti:
Emilia Romagna, per il diritto d’uso delle reti locali n. 1, n. 2 e n.3 in tutte le province della regione;
Marche per il diritto d’uso delle reti locali n. 1 e 2 in tutte le province della regione;
Sardegna rete locale n. 1 in tutte le province della regione; Provincia autonoma di Bolzano, per i diritti d’uso delle reti locali n. 1 e n. 2.
In questo contesto, a seguito dell’assegnazione dei rispettivi diritti d’uso, il Mux EMILIA-ROMAGNA DAB,
che già stava trasmettendo nella fase sperimentale, ed il Mux RADIO DIGITALE EMILIA-ROMAGNA, alla sua prima installazione,
hanno attivato i loro impianti di trasmissione in standard Digital Audio Broadcasting plus (DAB+) nella postazione di Bologna CASTEL  MAGGIORE;
tali impianti operano sul blocco 9D per il Mux EMILIA-ROMAGNA DAB e sul blocco 12A per il Mux RADIO DIGITALE EMILIA-ROMAGNA.
Complessivamente, i due mux ospitano 40 emittenti radiofoniche.
A breve è attesa l’attivazione di altri impianti da parte dei due consorzi, in attuazione dei rispettivi piani tecnici.
Queste attivazioni vanno ad implementare i numerosi impianti già operanti, installati a cura delle società consortili
facenti parte del sistema associativo Aeranti-Corallo
ed impegnate nello sviluppo delle trasmissioni radiofoniche in tecnica digitale DAB+ in Italia.
 
Abbiamo aggiornato l’elenco dei bouquet DAB+ sintonizzabili a Bologna.

RADIO FM: AMPLIAMENTO DI COPERTURA IN VENETO PER RADIO BRUNO

Per quanto riguarda la radio FM, la superstation RADIO BRUNO di Carpi (MO) ha recentemente attivato 2 nuove frequenze in Veneto.
Si tratta nello specifico dei 90.6 MHz dalla postazione di FRAZIONE RUBBIO – CIMA FORCELLA a Bassano del Grappa (VI)
e dei 90.7 MHz dal ripetitore di VIA ACHILLE GRANDI a Rovigo.
In precedenza veniva trasmessa RADIO PICO con sede a Mirandola (MO).

DAVIDE SABATINO INTERVISTA CLAUDIO MESSORA, FONDATORE DI BYOBLU

È un Claudio Messora inedito quello che, calandosi per una volta nella parte dell’intervistato, si racconta a Davide Sabatino.
Una chiacchierata a tutto tondo: dall’esperienza con il Movimento 5 Stelle alla nascita di Byoblu,
fino al futuro della Tv dei Cittadini attraverso alcune parole d’ordine: confronto, riconoscimento dell’altro e pluralismo.
 
La stagione della politica fatta in rete
Ma prima di tutto facciamo un passo indietro al periodo in cui Beppe Grillo, insieme a Gianroberto Casaleggio,
iniziò a utilizzare Youtube come uno strumento di denuncia.
A quel tempo, tante persone iniziarono a interessarsi di politica e società per provare a cambiare le cose.
“Si inaugurava la stagione della politica fatta in rete. L’idea era quella che il cittadino tornasse al centro e si riprendesse in mano la vita politica”, dice Messora.
 
Dalla libertà alla censura online
Da quella stagione a oggi, cosa è cambiato? “In politica è cambiato tutto per non cambiare niente.
Ci sono milioni di orfani di un sogno e c’è una sorta di nichilismo politico. Oggi, la politica si continua a fare nei palazzi e nei consessi globalisti.
Anche nel mondo dell’informazione, inizialmente, internet ha permesso a tantissime persone di avere voce.
Ma poi i poteri che avevano sottovalutato la rete hanno iniziato a riprendersela e limitarla.
Multinazionali e governi hanno attaccato i social network, così è nato il fact-checking per provare a decostruire ogni verità alternativa
rispetto a quella del mainstream e oggi giornalisti indipendenti e cittadini vengono censurati”. Una realtà vissuta sulla propria pelle.
“In dieci anni – spiega l’editore di Byoblu – avevo costruito un canale che aveva 200 milioni di visualizzazioni video
e aveva 600 mila iscritti che crescevano in maniera esponenziale. Poi, come si sa, è stato oscurato e lì è nato tutto il processo che ci ha portato in televisione.
Byoblu è nata nel 2007 allo scopo di restituire l’informazione nelle mani dei cittadini
e non ha perso mai la sua vocazione durante tutto il suo percorso di crescita”.
 
Confronto e pluralismo
“Questa sarà la prima televisione configurata come società per azioni a diffuso azionariato popolare benefit, ovvero con un valore sociale importante.
Questo sarà anche scritto nello statuto e porterà dei valori cardine imprescindibili che sono: confronto, riconoscimento dell’altro e pluralismo”.
“Noi dobbiamo costruire un’alternativa per un popolo che ha perso ogni speranza e che si è auto-emarginato, diventando invisibile.
La nuova società per azioni – conclude Messora – avrà nel suo DNA il confronto, il riconoscimento dell’altro e il pluralismo.
Tanto che il pluralismo sarà anche nel suo nome” conclude l’editore di Byoblu.
 

PEZZOTTO SENZA FINE, ARRIVANO LE MULTE AUTOMATICHE FINO A 5000 €

Agcom continua la sua battaglia contro il pezzotto e ora annuncia l’arrivo delle multe automatiche per chi cede alla pirateria.
 
Non c’è pace nel nostro paese per chi fa la lotta alla pirateria.
Il fenomeno del pezzotto, ovvero l’utilizzo di dispositivi e portali per accedere a contenuti pirata,
è diventato un problema sempre più diffuso, soprattutto in Italia.
Le autorità hanno reagito con un nuovo pacchetto di misure che punta a contrastare questa pratica,
in particolare per quanto riguarda lo streaming illegale delle partite di calcio.
Le sanzioni, ora più severe, colpiranno duramente chi verrà sorpreso a usufruire di questi servizi illeciti.
 
Multe fino a 5mila euro
Ci siamo occupati del caso ormai già da tempo, visto che da febbraio il pezzotto ha subito il grande attacco delle autorità.
Il recente intervento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AgCom) ha portato a una stretta significativa
contro chi accede ai contenuti pirata, in particolare tramite i cosiddetti “pezzotti”,
decoder illegali che permettono di visualizzare eventi sportivi senza un regolare abbonamento.
La novità più rilevante è l’introduzione di multe automatiche che possono variare da 150 a 5mila euro per gli utenti finali.
Il commissario AgCom, Massimiliano Capitanio, ha annunciato queste misure durante una recente videoconferenza,
sottolineando come il fenomeno del “pezzotto” sia ormai considerato un vero e proprio reato.
L’obiettivo delle nuove sanzioni è quello di sensibilizzare il pubblico italiano sulle conseguenze legali dell’utilizzo di piattaforme illegali per lo streaming,
ricordando che il solo atto di guardare una partita di calcio su siti pirata può comportare gravi conseguenze finanziarie.
A febbraio 2024 è stato attivato un nuovo strumento: la piattaforma Piracy Shield.
Questa tecnologia, sviluppata con la collaborazione di operatori telefonici e piattaforme di streaming,
mira a identificare e bloccare in tempo reale i flussi illegali di contenuti sportivi.
Secondo quanto riportato da Capitanio, Piracy Shield ha già portato risultati concreti,
bloccando oltre 1.000 domini e 500 indirizzi IP nelle prime giornate di campionato.
Il successo di questo sistema è attribuibile anche alla cooperazione con attori come Google e Cloudflare,
che hanno facilitato il lavoro dell’AgCom nella chiusura di portali pirata.
Questo rappresenta un passo avanti significativo nella lotta contro la pirateria,
in quanto consente un intervento tempestivo e mirato per limitare l’accesso a questi siti.
 
La portata del problema in Italia
Secondo i dati della Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali (FAPAV),
in Italia la pirateria è un fenomeno molto radicato: il 39% degli adulti ha compiuto almeno un atto di pirateria.
Nel 2023, gli episodi di pirateria hanno raggiunto i 319 milioni, causando un danno economico stimato in 2 miliardi di euro.
Nonostante la gravità del problema, il 47% degli italiani non sembra essere pienamente consapevole delle conseguenze legali di queste pratiche.
L’AgCom ha deciso di affrontare il problema con sanzioni più severe e un maggiore impegno nella sensibilizzazione del pubblico.
Le multe sono destinate non solo agli utenti finali, ma anche a chi promuove questi servizi illegali, come alcuni influencer
che, secondo quanto riferito da Capitanio, sono stati sanzionati con multe fino a 50mila euro per aver promosso il gioco d’azzardo e l’uso di decoder pirata.
 
Un nuovo protocollo per le sanzioni anti pezzotto
In collaborazione con la Procura generale di Roma e la Guardia di Finanza,
l’AgCom ha sviluppato un protocollo che permetterà di infliggere sanzioni in modo automatico agli utenti che accedono a contenuti pirata.
Questa misura è stata adottata per evitare che il fenomeno continui a proliferare,
soprattutto considerando che il calcio è uno degli sport più seguiti in Italia e uno dei settori più colpiti dalla pirateria.
Capitanio ha chiarito che l’intento non è quello di promuovere un’azione repressiva eccessiva,
ma di garantire una risposta efficace al problema, prevenendo al tempo stesso che i cittadini ignorino le conseguenze di queste attività illecite.
Il messaggio è chiaro: la pirateria è un reato e, come tale, sarà perseguito sia a livello economico che legale.
 

CARLO CONTI CONDUCE "CENTO"

Un secolo di Servizio Pubblico dal passato al futuro
 
“URI – Unione Radiofonica Italiana. Stazione Radiofonica di Roma, metri 1.425. Sono le ore 21.00 del 6 ottobre 1924.
A tutti coloro che sono in ascolto il nostro saluto e il nostro buonasera…”.
Con queste parole inizia, 100 anni fa, il Servizio Pubblico Radiotelevisivo.
Un’avventura emozionante e irripetibile, che attraversa e racconta 100 anni di storia del nostro Paese.
Con questo spettacolo-evento, realizzato in diretta nella splendida scenografia del Palazzo dei Congressi di Roma Eur,
la Rai vuole riproporre al pubblico alcuni dei sapori e delle emozioni che il Servizio Pubblico ha raccontato in centinaia di migliaia di ore di trasmissione.
Iniziando da chi tutto questo ha permesso: Guglielmo Marconi. Sua figlia Elettra, in studio, taglierà il nastro di una serata
che cercherà di raccontare in poco più di 100 minuti 100 anni di Radio e TV in Italia. Lo farà per grandi temi e con grandi ospiti.
Carlo Conti, e insieme a lui il pubblico, rivivrà “gli anni della radio”, dai programmi sperimentali alla diffusione di massa,
e racconterà l’arrivo della televisione, sino ai giorni nostri e oltre, immaginando un futuro che, grazie alle nuove tecnologie, e già oggi.
A volo d’uccello, partendo dalla “canzone del secolo”, e attraverso Canzonissima e Sanremo, La Tv dei Ragazzi e lo Sport,
la Hit Parade e i grandi sceneggiati, Raffaella Carrà e l’Informazione, “Cento” approderà nel 2050:
e lì Valerio Lundini, in un futuro tutto da sorridere, intervisterà con il suo stile Carlo Conti, impegnato nella 38° edizione di Tale e Quale Show…
Testimoni del racconto di questi Cento anni saranno grandi protagonisti dello spettacolo: si andrà dall’autorevolezza e l’ironia di Renzo Arbore,
ai grandi interpreti musicali, sino ai “graffi” di Ficarra e Picone.
Tutto questo con il contributo delle suggestive coreografie realizzate ad hoc da Laccio e, dulcis in fundo,
da 3 interventi dell'”Orchestra Sinfonica Nazionale” della Rai diretta dal Maestro Steven Mercurio,
che proporrà con il suo magnifico suono alcune delle musiche più significative dei programmi Rai,
dall’indimenticabile apertura dei Programmi sino alle sigle di Carosello e del Telegiornale.
Prodotto dalla Direzione Intrattenimento Prime Time, ‘CENTO’ è scritto da Carlo Conti, Giorgio Cappozzo, Mario d’Amico,
Emanuele Giovannini, Ludovico Gullifa, Leopoldo Siano. Le coreografie sono di Laccio, la scenografia di Maurizio Zecchin,
i costumi di Maria Giovanna Cassiani. Capo Progetto Maria Rossella Arcidiacono. Regia di Fabrizio Guttuso.
 
 

IL 6 OTTOBRE 2024 LA RADIO COMPIE 100 ANNI.
E LA PRIMA STAZIONE NACQUE IN TOSCANA

Marconi individuò nella zona di Coltano, tra Pisa e Livorno, il luogo adatto per costruire la prima stazione radio italiana a onde lunghe:
è qui che fu ricevuto l’Sos del Titanic.
 
Oggi la radio compie 100 anni. La prima trasmissione radiofonica italiana è avvenuta infatti il 6 ottobre del 1924.
Tutto ebbe inizio grazie a Guglielmo Marconi, uno dei più celebri fisici e inventori italiani, insignito anche del premio Nobel per la fisica nel 1909.
A lui si deve l’invenzione delle comunicazioni senza fili e di tutto ciò che hanno portato, dalla radio alla Tv.
C’è un forte legame tra la radio e la Toscana. Marconi individuò infatti proprio nella zona di Coltano,
tra Pisa e Livorno il luogo adatto per costruire la prima stazione radio italiana a onde lunghe.
La Stazione Radiotelegrafica Guglielmo Marconi, opera di alta ingegneria, venne inaugurata nel 1911 alla presenza del celebre e omonimo inventore italiano,
chiamato da Re Vittorio Emanuele III per proseguire in Italia gli studi che stava conducendo in Cornovaglia.
La Palazzina Marconi, costruita nella frazione di Coltano, fu capace di riassumere nelle sue architetture sia la funzionalità che la monumentalità necessarie per l’epoca.
Il Centro fino al 1940 fu regolarmente attivo e utilizzato per comunicazioni in tutto il mondo.
I primi segnali inviati dalla stazione Marconi raggiunsero il Canada e l’Eritrea; sempre qui fu ricevuto l’Sos del Titanic
e, nel 1931, partì proprio da Coltano il segnale che accendeva le luci del Cristo Redentore a Rio de Janeiro.
Sfortunatamente, durante la Seconda Guerra Mondiale, le antenne furono completamente distrutte.
Durante la sua vita, a Marconi furono conferite 16 lauree honoris causa, 25 onorificenze di alto rango e 13 cittadinanze onorarie.
Nato a Bologna il 25 aprile 1874, già all’età di vent’anni comincia i primi esperimenti lavorando come autodidatta, aiutato dal suo maggiordomo.
L’8 dicembre 1895, dopo vari tentativi, riesce a far funzionare un apparecchio che può comunicare e ricevere segnali a distanza con l’alfabeto Morse,
superando anche l’ostacolo naturale di una collina: il colpo di fucile che il maggiordomo spara in aria
per confermare la riuscita dell’esperimento viene considerato l’atto di battesimo della radio in Italia.
L’utilità del radio soccorso in mare si dimostra il 23 gennaio del 1909, con il primo eclatante soccorso navale:
il salvataggio degli oltre 1700 passeggeri del transatlantico statunitense “Republic”.
Nel 1912 il Titanic affonda dopo aver lanciato il segnale Sos via radio:
Marconi si trova negli Stati Uniti e accorre al porto di New York per ricevere i 705 superstiti.
Intervistato dalla stampa dichiara: “Vale la pena di aver vissuto per aver dato a questa gente la possibilità di essere salvata”.
Marconi muore a Roma il 20 luglio 1937 e quello stesso giorno, in segno di lutto,
le stazioni radio di tutto il mondo interrompono contemporaneamente le trasmissioni per due minuti.
 

TOSCANA: DELIBERA REGIONE SUL 5G; L' UFFICIO DELLE DOGANE CHIEDE LO STOP PER L' ANTENNA INSTALLATA ALL' INTERPORTO

Prime conseguenze della contestata decisione di affidare uno studio da oltre 220mila euro
sulle possibili conseguenze per la salute dopo che già l’Oms ha escluso ogni rapporto
 
Primi effetti a Prato della contestata delibera della Regione che destina oltre 220mila euro
per uno studio sulle possibili conseguenze per la salute provocati dalla tecnologia 5G.
Mossa contestata da molti, a partire dall’attuale commissario dell’AgCom, il pratese Antonello Giacomelli,
che, all’epoca in cui era sottosegretario alle Comunicazioni, si fece promotore della prima sperimentazione 5G in Europa,
che per altro coinvolgeva proprio la Toscana.
Adesso, a pochi giorni dalla delibera, arriva la prima richiesta di sospensione della messa in funzione dell’antenna posizionata all’Interporto di Gonfienti
accanto alla sede dell’Ufficio delle Dogane. A chiederlo è l’ufficio stesso, tramite la dirigente Daniela Guiducci,
che in una lettera inviata all’Interporto della Toscana Centrale e, per conoscenza, al Comune di Prato, fa proprio riferimento alla delibera regionale.
“La scrivente – si legge nella lettera – alla luce della recente delibera del 16 settembre con cui la giunta della Regione Toscana ha ordinato uno studio a tappeto 
sui rischi da 5G, chiede nella sua qualità di datore di lavoro del menzionato Ufficio che venga al momento inibita la messa in funzione dell’antenna in questione
e nel caso la stessa fosse già attiva venga disposta la sospensione del funzionamento”.
Il tutto condito da un ulteriore riferimento alla delibera, quando si sottolinea l’urgenza della richiesta
“tenuto conto che la lettura della delibera evidenzia che i timori paventati per la salute dei lavoratori sono più che fondati”.
Insomma, la mossa della Regione, da più parti vista come un tentativo di strizzare l’occhio ai 5 Stelle
e ai vari comitati nati nel tempo contro la sperimentazione, rischia di avere pesanti ripercussioni sullo sviluppo della tecnologia
che, proprio a Prato, vede uno dei poli nazionali. Anche perché, come sottolineato da più parti,
le evidenze scientifiche nel frattempo raccolte dall’Organizzazione mondiale della sanità escludono in maniera categorica nessi fra 5G e tumori.
 

SICILIA: SALVO LA ROSA LASCIA LA DIREZIONE ARTISTICA DI TGS

Salvo La Rosa, noto giornalista e conduttore televisivo catanese, ha annunciato le sue dimissioni dal ruolo di direttore artistico
delle reti televisive e radiofoniche del gruppo SES, comprendenti TGS, RTP, RGS e Antenna dello Stretto.
La decisione, secondo quanto scrive La Rosa è legata a motivi personali.
Una scelta inaspettata che ha lasciato di sorpresa i telespettatori e i collaboratori delle emittenti siciliane.
La Rosa, figura molto amata nel panorama televisivo siciliano, aveva assunto l’incarico di direttore artistico delle emittenti
del gruppo Gazzetta del Sud – Giornale di Sicilia sette anni fa, portando avanti una linea editoriale incentrata sulla valorizzazione
e la diffusione di eventi della cultura, della tradizione e dei costumi siciliani, come feste patronali ed eventi sacri, carnevali e sagre.
L’ultimo in ordine di tempo, il 400esimo Festino di Santa Rosalia.
“Sono stati sette anni meravigliosi dal punto di vista umano e professionale e pieni di soddisfazioni, di produzioni di successo,
di sorrisi e di belle emozioni – scrive il conduttore -. Da oggi, però, non sono più il direttore artistico e il conduttore di TGS, RTP,
RGS e Antenna dello Stretto, le reti televisive e radiofoniche del gruppo SES Gazzetta del Sud – Giornale di Sicilia:
ho, infatti, dato le dimissioni per motivi personali e, quindi, lascio, non senza dispiacere, questo prestigioso incarico”.
Le dimissioni di Salvo La Rosa arrivano in un momento delicato per il panorama mediatico regionale,
dove le emittenti radiofoniche e televisive sono chiamate a rinnovarsi e adattarsi a un contesto sempre più digitale e competitivo.
La sua uscita rappresenta quindi una perdita significativa, non solo per il gruppo SES, ma per l’intera comunità televisiva siciliana.
“Voglio ringraziare davvero cututtuucori l’editore, il mio amico dott. Lino Morgante, che a gennaio del 2018 mi diede questa importante opportunità
e col quale ci sarà sempre un rapporto autentico di amicizia, rispetto, affetto e gratitudine – sottolinea in un post su Facebook –.
E grazie anche alle colleghe e ai colleghi dei giornali, delle televisioni, delle radio, del web, dei settori tecnici e amministrativi
e della concessionaria pubblicitaria di questo gruppo editoriale prestigioso per avere condiviso con me anni di lavoro davvero straordinari.
Trasmissioni televisive e radiofoniche, dirette degli eventi e delle feste religiose più importanti in Sicilia, speciali e produzioni esclusive:
di cosi belli in sette anni ne abbiamo fatte davvero tante e personalmente le porterò sempre nel cuore,
anche perché le ho condivise con colleghe e colleghi eccezionali. Ora, però – conclude Salvo La Rosa – preferisco fermarmi:
continuerò il mio tour di eventi in giro per la Sicilia (il calendario è ricchissimo e già il 4 ottobre condurrò a Catania un evento straordinario
di cui vi parlerò in queste ore) e, poi, mi dedicherò ad altre esperienze importanti che non vedo lora di condividere con tutti voi”.
E se Dio mi darà ancora salute, forza, passione e amore per questo lavoro andrò avanti con l’impegno e l’onestà di sempre.
Seguitemi. Iu ci sugnu sempri. Vi vogghiu beni e vi mando un abbraccio fortissimo.
 

SPAGNA: PRESENTATE ALCUNE OSSERVAZIONI SULLA BOZZA
DEL REGIO DECRETO PER IL POSSIBILE PASSAGGIO DTT AL DVB-T2 E HEVC

Televisión Abierta, gruppo formato dai principali agenti della televisione digitale terrestre spagnola,
apprezza l’opportunità di presentare le proprie osservazioni sulla bozza di testo del progetto preliminare del Regio Decreto
per l’approvazione del nuovo Piano Tecnico DTT nazionale basato sugli standard DVB-T2 e H.265 HEVC
che faciliterebbe l’attivazione dell’Ultra HD.
 
Televisión Abierta gradisce la tabella di marcia presentata per la migrazione al DVB-T2 / UHD
e suggerisce di applicarla in 2 fasi:
 
1) conversione del Mux RGE 2 al DVB-T2 / UHD nel breve termine;
 
2) mantenimento dell’offerta attuale con tutte le trasmissioni nella modalità DVB-T2 / UHD.
 
 
Secondo Televisión Abierta, per l’attuazione della fase 1, bisognerebbe:
 
– ridurre al minimo i disagi ai danni dei cittadini, tenendo in considerazione anche che
alcuni impianti SMATV potrebbero essere riadattati per compensare il futuro cambio di modulazione;
 
– mantenere tutti i canali DTT e la copertura della popolazione assegnati dall’attuale Piano Tecnico
in base alle caratteristiche dell’operatore (sia nazionale che regionale),
e garantire il servizio senza interruzioni a tutta la popolazione e su tutto il territorio;
 
– mantenere invariato il numero degli attuali Mux regionali;
 
– incentivare l’uso dell’ UHD attraverso trasmissioni sperimentali;
 
– garantire l’utilizzo del digitale terrestre almeno fino al 2040, sfruttando il processo di
rinnovo delle licenze DTT statali previsto nel 2025;
 
– facilitare la fruizione DTT alle persone con problemi di comunicazione audiovisiva
(es. visual radio sottotitolata per i non udenti);
 
– lanciare campagne di promozione e comunicazione per il passaggio all’Ultra HD,
illustrando i relativi vantaggi.
 
 
Per la fase 2, sono state suggerite ulteriori azioni intermedie:
 
– attivare emissioni UHD in contemporanea (nazionale, regionale e locale) a seconda della disponibilità dello spettro;
 
– promuovere le trasmissioni di contenuti nuovi e differenziati in Ultra HD;
 
– permettere ai vari destinatari di decodificare e presentare contenuti UHD
a 9 mesi di distanza dalla pubblicazione del Regio Decreto nel Bollettino Ufficiale di Stato;
 
– lanciare trasmissioni innovative sperimentali (es. 5G Broadcast);
 
– rendere compatibili i ricevitori televisivi con l’HbbTV in base ad uno standard unico;
 
– monitorare annualmente l’evoluzione del parco ricevitori compatibili con l’Ultra HD.
 
 
Per ulteriori dettagli, è possibile consultare il seguente documento in lingua spagnola: 

L' EMITTENZA RADIOFONICA E TELEVISIVA LOCALE IN ITALIA, LO STUDIO REALIZZATO DA AERANTI-CORALLO

La pubblicazione (supplemento una tantum del periodico quindicinale TeleRadioFax n. 17/2024) contiene lo studio di Aeranti-Corallo
che analizza lo stato del settore radiotelevisivo locale in Italia, a sei anni dall’analoga pubblicazione del 2018.
L’obiettivo è quello di fornire un quadro completo del comparto,
evidenziandone le peculiarità economiche, patrimoniali, organizzative, i punti di forza e le criticità.
 
 

L' ITALIA CHIEDE SOLDI ALL' UE PER REALIZZARE IL 5G STAND ALONE

Le reti 5G stand alone si sviluppano lentamente, fin troppo lentamente. In Italia e in tutta l’Europa.
Il problema sta comunque a cuore all’UE, ed è per questo che il Governo italiano chiederà direttamente un finanziamento a Bruxelles.
I dettagli sulle operazioni previste si possono leggere nel Piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029, da poco trasmesso alle Camere.
Il Governo “intende incentivare e sostenere reti per telecomunicazioni sicure e resilienti,
mediante la costituzione di un IPCEI da presentare alla Commissione, al fine di supportare l’integrazione tra le reti terresti e reti satellitari.
Tramite lo stesso strumento si prevede di realizzare reti innovative 5G stand alone,
per sostenere gli attori del comparto TLC a dotarsi di reti e sistemi di ultima generazione”.
IPCEI sta per Importante Progetto di Comune Interesse Europeo.
La realizzazione di reti 5G SA e l’integrazione tra reti terrestri e reti satellitari sarebbe esattamente questo:
un progetto di rilevanza tale, a livello comunitario, da meritare l’attenzione (e i soldi) dell’Unione Europea.
Ovviamente, però, gli IPCEI devono essere in primis valutati dalla Commissione Europea, incaricata anche di dare il “via libera”.
Ad oggi, il 5G SA è diffuso in meno del 20% delle aree popolate dell’UE.
Lo riporta il CNIT (Consorzio nazionale interuniversitario per le telecomunicazioni),
mentre uno studio della CE del 2023 mette in evidenza la necessità di un investimento ingente – da 200 miliardi di euro –
per sviluppare una rete 5G SA fissa e mobile e per coprire completamente i corridori di trasporto (strade, linee ferroviarie e linee marittime).
Per quanto riguarda la situazione in Italia, il 5G è accessibile nel 99,5% delle zone popolate,
ma la copertura non è di natura standalone nemmeno nel 50% dei casi.
La speranza è che l’IPCEI venga approvato (ci sono comunque ottime possibilità, considerato tutto)
e che la situazione cambi diametralmente entro il 2029.
 

MOLISE: MORTO AUGUSTO PORFIRIO, FRATELLO DI WALTER, EDITORE DI TLT

Lo scorso 25 Settembre è morto improvvisamente Augusto Porfirio, socio fondatore di TLT MOLISE
e fratello di Walter, editore dell’emittente con sede a Campobasso.
 Qui di seguito pubblichiamo un’immagine dello scorso 2 Ottobre, giorno dello svolgimento del funerale
e della sospensione momentanea delle trasmissioni di TLT CANALE 77,
sintonizzabile sulla LCN 77 ed in H.264 HD con la risoluzione video 960×1080 nel Mux LOCALE 1 (ABRUZZO/MOLISE).

SVIZZERA: ADDIO A ROSSANA PANZERA, STORICA ANNUNCIATRICE DELLA RSI

Per quarant’anni è stata volto e voce della RSI, dove ha svolto anche ruoli di speaker nell’informazione per notiziari, radiogiornali e TG
Era entrata alla RSI nell’agosto 1980 ed è stata una delle storiche annunciatrici, oltre che animatrice in radio e tv.
Un volto e una voce notissima della RSI quella di Rossana Panzera, che si è spenta questa notte.
Per quattro decenni ha accompagnato il pubblico della Svizzera italiana anche come conduttrice di programmi
e negli ultimi tempi come speaker in radio, leggendo i notiziari e presentando meteo e lotto.
Chi ha lavorato con lei la ricorda come una professionista sempre attenta, corretta, preparata e ineccepibile sul lavoro.
Oltre che come una instancabile formatrice dei nuovi arrivati, cui trasmetteva la sua esperienza di lettrice.
Una donna dai mille interessi, dalla musica classica all’arte della narrazione (aveva conosciuto anche una parentesi come attrice dialettale radiofonica).