
Domenica 31 marzo 2024
TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA.
A cura di Salvatore Cambria
Bentornati anche oggi che è Pasqua, al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.
FRIULI-VENEZIA GIULIA IN DIGITALE: INSERITE LE NUMERAZIONI AUTOMATICHE DELLE EMITTENTI DEL MUX LOCALE 2
Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Friuli-Venezia Giulia.
Nel Mux LOCALE 2 i canali Ran Friul, Ran Germ, Ran Slo e Try Lime sono stati posizionati rispettivamente sulle LCN 93, 94, 95 e 97.
Attualmente l’emissione video risulta in MPEG-2 ed in definizione standard con la risoluzione 720×576.
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CAMPANIA IN DIGITALE: RITORNA TVA HD NEL MUX LOCALE 3
Scendiamo in Campania per segnalare che nel Mux LOCALE 3 è stata reinserita,
in alta definizione con la risoluzione video 1280×720, l’emittente TVA di Acerra (NA) sulla LCN 75.
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SICILIA IN DIGITALE: MODIFICATI ALCUNI IDENTIFICATIVI NEL MUX LOCALE 2
entrambe veicolate in alta definizione nel Mux LOCALE 2,
sono state rinominate rispettivamente in TELESUD e TELE GELA.
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RADIO DAB - MUX MEDIA DAB (CAMPANIA) A: ARRIVANO RADIO BIRIKINA
E RADIO PITERPAN, ELIMINATI RCB BENEVENTO E RADIO HYBRID
Ritorniamo in Campania per occuparci della radio digitale.
Nella versione (A) del Mux MEDIA DAB sono state inserite le venete Radio Birikina, denominata BIRIKINA DAB,
e RADIO PITERPAN, erroneamente identificata PETERPAN DAB.


Contemporaneamente sono uscite di scena RADIO CITTÀ BENEVENTO e la leccese Radio Hybrid
che erano denominate rispettivamente RCB Benevento e .HYBRID..
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FREQUENZE E POSTAZIONI
| CAMPANIA | ||
| Canale 10C (213,360 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Via Cupa Fontana | Somma Vesuviana | NA |
| Monte Faito | Vico Equense | NA |
| Canale 12D (229,072 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Montevergine | Mercogliano | AV |
| Napoli | NA | |
CAMPANIA / BASILICATA: NUOVO LOGO PER ITALIA 2 NEWS; FUTURO E PASSATO SI FONDONO
Ancora un’importante novità per la nostra emittente che modifica questa volta, il suo segno identificativo: ossia lo storico logo di Italia2.
I cambiamenti in atto, tra cui il nuovo assetto societario della nostra emittente, ha portato tante novità:
il cambio della denominazione da Italia2 tv ad Italia2News, una nuova redazione in Basilicata e tanti cambiamenti anche dal punto di vista organizzativo.
Ed in quest’ottica, presto, novità importanti riguarderanno anche il sito web di Italia2, sia dal punto di vista dei contenuti che della veste grafica.
Il nuovo logo, che contiene, quindi la nuova denominazione, si presenta più moderno ma mantiene i classici colori di Italia2: il rosso, il giallo ed il blu.
Identifica appieno il filo conduttore che da sempre caratterizza Italia2: sempre protesi al futuro senza mai dimenticare il passato.
A sinistra il logo nuovo, a destra quello precedentemente utilizzato.


PUGLIA: RADIO ORANTES, L' EMITTENTE DELLE MONACHE BENEDETTINE DI LECCE
La religiosa PADRE PIO TV ha recentemente intervistato il giornalista e speaker radiofonico Simone Stefani
per parlare di Radio Orantes, l’emittente delle monache benedettine (di clausura) del convento di Lecce.
REPUBBLICA DI SAN MARINO: SI DIMETTE IL DIRETTORE GENERALE DI SAN MARINO RTV
Dimissioni dg Vianello: SdS Beccari e Lonfernini, “Non è in discussione il futuro dell’azienda”
Con il socio italiano bisogna ragionare su una figura in grado di traghettare l’azienda su binari più tranquilli
Dalla mancata approvazione del bilancio da parte del Cda alle dimissioni del Direttore Generale Andrea Vianello,
una fase particolarmente delicata dunque per l’emittente di Stato.
“Non è in discussione il futuro dell’azienda – dice il Presidente Eras Luca Beccari – i problemi si risolvono e le criticità si gestiscono.
La Rtv ha una situazione economico patrimoniale più fragile rispetto al passato anche per effetto di contingenze che si sono stratificate nel tempo”.
Il Segretario agli Esteri ribadisce che, insieme al socio Rai “le scelte devono essere condivise, priorità sarà individuare un nuovo Direttore Generale,
ma con il socio italiano bisogna ragionare su una figura in grado di traghettare l’azienda su binari più tranquilli”.
Dopodiché l’obiettivo del Governo sarà ragionare sulla strategia pluriennale che permetta all’azienda di intervenire
con una strategia di programmazione dei ricavi per ritrovare l’equilibrio economico.
Per il vice presidente Eras, Teodoro Lonfernini, “c’è un futuro ben programmato, in chiave di politiche da progettare, sia di questo governo e di quello che verrà.
Nessuno può e deve mettere in discussione la nostra Emittente di Stato, punta avanzata di promozione del nostro Paese”.
Per il SdS al Lavoro “ci sarà un futuro oltre a queste situazioni da dover gestire per riportare la Tv sammarinese nel giusto alveo di rilancio e continuità”.

LO SCHERMO DELLE TELEVISIONI DIVENTA SEMPRE PIÙ GRANDE
E L' ON DEMAND STA GRADUALMENTE SOSTITUENDO LA TV LINEARE
TV, i 40 anni di Auditel. Imperiali: “È cambiato tutto, ma l’Italia c’è”
Il piccolo schermo che ormai è diventato grande, con un vero e proprio boom dei tv 55 pollici nelle case degli italiani.
Un’offerta sempre più ricca e variegata sia sui canali tradizionali che sulle nuove piattaforme,
di cui ormai si usufruisce sempre più in solitudine e in mobilità e sempre meno in famiglia e a casa.
E una concorrenza sempre più aspra sul mercato nazionale, europeo e globale, soprattutto per quanto riguarda i media di streaming,
che punta in direzione di una sempre maggiore concentrazione del mercato tesa a rafforzare l’egemonia oligopolistica già esistente.
È questo il quadro del mercato tv che emerge dalla Relazione annuale al Parlamento “70 anni di TV, 40 anni di Auditel: il ruolo dei JIC nel nuovo scenario mediale”
che il presidente di Auditel, Andrea Imperiali, ha tenuto stamattina alla Camera dei Deputati.
In una Sala della Regina gremita, partendo dal doppio compleanno della televisione e della società che ne rileva gli ascolti,
Imperiali ha esaminato i radicali cambiamenti intervenuti (e in corso) sul mercato tv e individuato le prospettive, e anche i pericoli,
di una sfida sempre più globalizzata fra i soggetti in campo.
Rottamati 40 milioni di apparecchi con tubo catodico, oggi l’Italia è popolata da ben 120 milioni di schermi digitali, di cui oltre 97 milioni connessi.
Proprio la moltiplicazione degli schermi ha segnato, negli anni, il passaggio dalla visione prevalentemente lineare di contenuti integrali,
ovvero nel loro formato originale, alla visione on demand di contenuti prevalentemente frammentati.
Contestualmente c’è stato anche il passaggio, graduale, da una fruizione tipicamente condivisa (con la famiglia riunita davanti al cosiddetto “focolare domestico”)
a una visione, invece, marcatamente individuale, personalizzata, tipicamente fruita in mobilità…
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Tratto da: https://italia-informa.com/auditel-40-anni
UNICEM: 5 MILIONI DI ITALIANI SENZA LA RAI
L’Unione Nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti Montani, invita i cittadini a segnalare le zone d’Italia in cui non si vede la tv
per mappare le aree non coperte dal segnale
per mappare le aree non coperte dal segnale
Dopo aver lanciato la mappatura delle aree del nostro Paese senza segnale telefonico,
l’Unione Nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti Montani (Uncem) ha recentemente avviato un progetto
per mappare le aree italiane in cui il segnale televisivo è assente.
L’appello si rivolge ai cittadini che abitano in aree montane e rurali affinché segnalino i luoghi dove la ricezione televisiva è carente o del tutto mancante,
per poter intervenire con investimenti e quindi azioni da parte del Governo, ma anche interventi dei broadcaster.
“Serve un piano nazionale per coprire tutte le aree montane. Tutta l’Italia, anche quella più interna, remota, rurale, impervia”,
ha sottolineato il Presidente Uncem Marco Bussone.
5 milioni di italiani senza Rai
Secondo quanto riferito da Bussone, sarebbero “almeno 5 milioni gli italiani che hanno difficoltà a vedere i canali Rai e l’intero bouquet televisivo.
Un fatto grave, irrisolto”. Una situazione che certo non è stata agevolata dallo switch off del digitale terrestre di nuova generazione
e dai successivi cambi di frequenze tv.
Centinaia di impianti di trasmissione di proprietà degli Enti locali sono stati dismessi perché non recuperabili e adeguabili,
con frequenze in contrasto e non a norma secondo gli Ispettorati territoriali Mise.
Nella maggior parte dei casi è così risultato quasi impossibile ricevere qualsiasi segnale televisivo,
a meno di non dotarsi di una parabola, di tv-sat e decoder da installare per continuare a vedere la tv.
Soluzioni che hanno rappresentato un costo maggiore per residenti e proprietari di seconde case delle aree montane.
“Un aggravio di costi non banale. Un danno economico notevole. Eppure in troppe aree del Paese tutti i canali Rai,
tutto il bouquet televisivo, il Tgr non si vedono. E non possiamo accettarlo”, sottolinea il Presidente Uncem Marco Bussone.
La mappatura delle zone in cui la tv non si vede
Per riuscire a fornire il giusto supporto a tutti quei Comuni e paesi in cui il segnale tv è assente,
l’Uncem è tornato dunque a chiedere il contributo di tutti, invitando chi abita in aree montane, rurali
o comunque con grossi problemi di ricezione a segnalare i paesi in cui la tv non si vede,
per creare una mappatura aggiornata della situazione sul territorio.
L’organizzazione è in trattativa con la Rai, le società di gestione delle torri di trasmissione e i ministeri competenti, per trovare una soluzione.
L’obiettivo è identificare con precisione i paesi e le comunità montane dove il segnale televisivo non arriva e
pianificare interventi mirati che coinvolgano sia le istituzioni politiche, attraverso investimenti,
sia i broadcaster, nell’interesse delle emittenti stesse e di chi vive e lavora nelle aree montane del paese.
700mila famiglie senza tv
Secondo l’ultimo rapporto Auditel-Censis, per la prima volta le smart tv hanno superato le tv tradizionali grazie al boom dei servizi in streaming.
In totale le tv connesse a Internet sono 21 milioni, contro i 20 milioni e mezzo delle tv tradizionali, e sono presenti nelle case del 50,1% degli italiani.
Dal report emerge anche una realtà completamente diversa, che coinvolge un numero importante di italiani.
8 milioni e 400.000 famiglie, che corrispondono al 35,2% del totale delle famiglie che hanno una tv,
non hanno in casa neppure un televisore compatibile con il passaggio definitivo al digitale terrestre di seconda generazione.
Quasi un milione e mezzo di italiani è senza tv: si tratta di 700mila famiglie, il 2,8% del totale.
Nelle loro case, non è presente neanche un apparecchio televisivo.
E ci sono anche due milioni di famiglie che non si collegano a Internet da casa:
i nuclei familiari che non possiedono un collegamento a internet sono l’8,3% del totale.
A queste si aggiungono 5 milioni e 500mila famiglie (il 22,4%) che si collegano da casa ma esclusivamente con il cellulare
e 9 milioni di famiglie, il 36,9%, che non hanno accesso alla banda larga.
