Venerdì 15 Dicembre 2023

LE NUOVE GRADUATORIE LCN DELLE TV LOCALI: LA SARDEGNA.
IL PUNTO DI MAURO ROFFI.

LE NUOVE GRADUATORIE LCN DELLE TV LOCALI: LA SARDEGNA.

A cura di Mauro Roffi

Sono arrivato all’ultima regione in questa serie di analisi delle graduatorie Lcn delle Tv locali del 30 ottobre scorso

Ricordo che ci sarà un ultimo articolo per dare conto delle ulteriori modifiche introdotte in diverse regioni da successive graduatorie, 

divulgate a sorpresa e datate 6 novembre.

 

Ma ora veniamo alla Sardegna, grande isola italiana, e bisogna dire che dopo aver esaminato la situazione 

dell’altra grande isola del nostro Paese, la Sicilia, è come passare dal giorno alla notte. 

Tanto ‘infinito’ era il numero delle Tv locali siciliane, con un assetto contorto, intricato, pieno di situazioni complicate e difficili da gestire, 

tanto la Sardegna è esattamente l’opposto: poche Tv in graduatoria, un solo mux (regionale) a disposizione 

(che però basta e a volte sembra persino ‘avanzare’), nessun problema particolare analogo a quello della Sicilia 

ma, in compenso, una situazione di oggettiva difficoltà delle emittenti a proseguire la propria attività, 

tanto che – ed è forse un caso unico in Italia – le Tv presenti in questa graduatoria sono diminuite, passando dalle 16 di aprile alle attuali 15.

 

Un mux unico esteso a tutta la regione – gestito da EI Towers – basta dunque per le Tv della Sardegna (Area Tecnica 18) e in più la situazione 

è decisamente ‘poco equilibrata’, giacchè un unico gruppo (verrebbe da dire anzi un’unica emittente) sovrasta di gran lunga tutte le altre. 

Si tratta naturalmente di Videolina e del gruppo di Sergio Zuncheddu, 

cui fanno capo anche il quotidiano ‘L’Unione Sarda’, Radiolina e altro ancora.

Per tutte le altre Tv la vita è grama (nonostante l’aiuto della Regione e dei suoi contributi), 

spesso per alcuni sull’orlo della sopravvivenza e così si spiegano anche le varie ‘defezioni’ di questi ultimi anni, 

con emittenti che non sono state in grado di sopravvivere e, dopo una lunga resistenza, hanno gettato la spugna. 

Gli ultimi casi sono stati quelli di Tele Olbia Notizie di Francesco Cassitta (che, dopo vari preannunci di ‘abbandono’ seguiti invece da tentativi di rilancio, 

alla fine ha chiuso per davvero la sua attività) e di Canale 40, una storica Tv di Carbonia che era uscita da questa seconda fase della Tv digitale 

addirittura disponendo di due sue ‘versioni’ ma poi ha lasciato spazio in un caso a una nuova iniziativa e nell’altro (Canale 40 Reg)

 ha semplicemente cessato l’attività (sull’82 Lcn), pochi mesi fa, sia pure fra molti rimpianti. 

E va anche detto che l’uscita di scena di Canale 40 (cosa che spiega la citata diminuzione di una unità delle Tv in graduatoria) priva anche una zona 

già piuttosto problematica dell’isola – Carbonia e il Sulcis Iglesiente – di una ‘voce televisiva’ che sarebbe stato invece importante mantenere.

 

C’è poi un altro punto importante di cui parlare. 

A rendere difficilissima la vita delle Tv locali sarde è stata anche la scelta fatta a suo tempo 

di rendere proprio la Sardegna l’area-test della nuova Tv digitale italiana, oltre due anni fa. 

In sostanza si sono sperimentati per la prima volta qui tutti i complessi meccanismi che hanno portato fino a queste graduatorie, 

le ultime di una lunga serie, dopo che le emittenti avevano dovuto abbandonare i propri impianti e mux per ‘migrare’ forzatamente 

su quello di EI Towerscon le mille complicazioni conseguenti, le sedute pubbliche e tutto il resto. 

Spiace dire che la Sardegna ha fatto da ‘cavia’ a tutte le altre regioni, ma purtroppo è così e diverse emittenti sarde si sono rese conto presto 

che per loro il futuro era quanto mai arduo, spesso talmente nebuloso che era meglio lasciar perdere.

Va detto – a lenire un po’ questa diagnosi infausta – che qualche sussulto di vitalità c’è stato lo stesso in tempi recenti e non tutti i segnali sono poi negativi.

La Sardegna è oggettivamente la regione italiana più ‘lontana’ da tutte le altre (nonostante il grande turismo estivo), è poco conosciuta nel resto d’Italia 

ed è ‘isolata’ in ogni senso, anche perché raggiungerla non è molto agevole, dovendo per forza basarsi sull’aereo o su lunghi percorsi marini. 

È una Regione Autonoma (cosa che almeno la agevola un po’) e dunque dispone di qualche potere in più, ha una sua lingua (lingua e non dialetto), 

sue tradizioni e suoi usi e costumi. Ma diciamo che conoscerla – da fuori – è già di per sé complicato.

 

Un esempio: ma quante sono, alla fine, le province della Sardegna

In questi anni si sono un po’ moltiplicate (non senza polemiche e vertenze legali) e anche le località – le sigle – che compaiono 

in questa graduatoria sono tutte da interpretare per chi non sia sardo. 

Oltre a Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano, ci sono infatti le sigle CI, VS, OG e OT. Di che si tratta?

Partiamo da una delibera del settembre scorso del Consiglio Regionale della Sardegna, appunto in tema di province. 

In sostanza, “dopo due anni dal ripristino delle province, la norma interviene per dare concretezza alla riforma dell’aprile 2021.

Confermato quindi lo schema a sei province: Nuoro, Oristano, Gallura, Ogliastra, Sulcis Iglesiente e Medio Campidano. 

Più due città metropolitane, Cagliari e Sassari.

Il testo inserito nel collegato alla finanziaria serve a migliorare la riforma, 

impugnata dal Governo dopo qualche mese dal via libera e poi salvata dalla Corte Costituzionale. 

Riguarda la fase transitoria e di successione dai vecchi ai nuovi enti, stabilendo iter e tempi per approdare al nuovo assetto”.

 

E allora le sigle di cui sopra? 

CI sta per Carbonia Iglesias, indicando appunto il Sulcis Iglesiente, VS è il Medio Campidano con capoluoghi Villacidro e Sanluri, 

OG è Ogliastra (con capoluoghi Lanusei e Tortolì), OT sta per Olbia e Tempio Pausania e indica naturalmente la Gallura. 

Non proprio semplice, però, si direbbe…

Scusandomi per questa lunghissima premessa, passo alle 15 Tv presenti in graduatoria.

 

Videolina ha naturalmente il 10 ed è quasi superfluo dire come questa notissima emittente rappresenti la Sardegna in modo ‘quasi ufficiale’, 

come il collegamento con il quotidiano (molto valorizzato a ogni livello) sia importante anche per garantire l’informazione per cui la Tv è ben conosciuta 

da sempre, come la solidità economica sia la logica conseguenza di tutto ciò e infine come sia stato anche riattivato da qualche tempo 

il canale satellitare che la Tv fondata da Grauso fu tra le prime a sperimentare, a suo tempo.

La predominanza di Videolina nell’isola è stata accentuata grazie alla presenza della collegata Tcs (Tele Costa Smeralda) all’11, 

ma è diventata ancor più assoluta con l’assegnazione del 12 a Sardegna Uno

la ex grande rivale (sia pure spesso piena di problemi) adesso ormai integrata pienamente nel gruppo Zuncheddu. 

Che cosa trasmette oggi Sardegna Uno? 

Il palinsesto sul sito indica una presenza preponderante di canti e balli della tradizione sarda e il pensiero va allora subito 

alla celeberrima rubrica ‘Sardegna Canta’ e alla sua piccola grande ‘epopea’.

C’è infine una recente novità radio-televisiva nel gruppo ed è il canale presente dall’aprile scorso al 99, L’Unione Tv

che ha preso il posto di Videolina 2 e delle esperienze precedenti di radiovisione di Radiolina. 

Come riferito a suo tempo, in anteprima, da litaiaindigitale.it, la nuova emittente si basa proprio sull’Unione Sarda, 

proponendo in grafica le ultime notizie pubblicate online dal giornale e contestualmente trasmettendo contributi 

sotto forma di video realizzati nei telegiornali di Videolina e nel canale radiovisione di Radiolina.

 

Ma veniamo ora alle altre Tv.

 

Al 13 c’è Telesardegna di Nuoro ma non si tratta di una Tv solo ‘provinciale’. 

Come pubblica il sito, “Telesardegna è un’emittente televisiva nata nel 1989 e operante su tutto il territorio della Regione Sardegna

È una Televisione regionale indipendente al servizio dei cittadini.

 Grande è l’attenzione nei confronti dell’informazione: Telesardegna trasmette 18 edizioni del telegiornale in lingua italiana, 

un Tg in lingua sarda (‘Telediariu’), un Tg Lis nella lingua dei segni e un telegiornale sportivo. 

All’interno del palinsesto sono presenti numerose rubriche che trattano svariati temi: cronaca, attualità, intrattenimento, cultura, sport”. 

Editore è Caterina Cosseddu, il direttore della testata giornalistica è Giuseppe Sanna.

Al 14 c’è l’altra novità fra le Tv sarde: è Uno4 di Sassari, che ha preso il posto nel 2022 della seconda versione di Canale 40 

e ha come editore Umberto Graziano, forte della precedente esperienza con Telegi. 

L’emittente è partita in modo convincente e non nasconde le sue ambizioni. 

Secondo la stampa sarda, intende provare ad affermarsi “come punto di riferimento per l’informazione in tutta l’isola, 

facendo leva sull’innovazione tecnologica e sulla verve di una redazione giovane e determinata”. 

Ma non verranno trascurati i programmi d’intrattenimento, con in più “un’ambizione: diventare un laboratorio di proposte originali”.

Al 15 Catalan Tv, come da nome, rappresenta la voce di Alghero e delle sue peculiarità. 

È nata nel giugno 2004 da un’idea dell’imprenditore algherese Riccardo Giorico e del giornalista Nicola Nieddu (poi passato a Radio Onda Stereo) 

e il palinsesto è costituito sia da programmi in italiano che in dialetto algherese (variante della lingua catalana).

A seguire ci sono due versioni di Canale Italia: al 16 (e al 71) c’è quella ‘originale’, al 17 compare invece Canale Italia Sardegna (o Regione); 

quest’ultima in alcuni orari ridiffonde produzioni di Teleregione Live, di cui diremo.

Il 18 è di Odeon 24, marchio degli Sciscione che adesso è gestito da Netweek. 

Il 19 è di TTS Terranova Tv Sardegna di Olbia, che da diversi anni fa riferimento alla società Hangedras (di Pierpaolo Pintus); ad essa facevano capo 

in passato un gruppetto di sigle Tv galluresi, una della quali (Gallura Channel) compare tuttora sul video accanto a quella di TTS.

 

Su Super Tv Aristanis (Oristano) al 77 si potrebbe scrivere un articolo a parte: 

questa meritevole Tv comunitaria d’informazione, legata anche al mondo cattolico, era nata nel 1985 non a Oristano ma a Guspini 

e – curiosità – il suo nome richiamava quello della importante Radio locale all’epoca ad essa collegata, ovvero Radio Super Sound (di cui diremo).

Dopo una quantità di vicende e la totale separazione da Supersound, ora Super Tv 

è gestita dall’associazione AS.CUL.T.A., acronimo di Associazione Culturale Televisiva Arborense ed è diretta dal giornalista Gianni Ledda. 

Il guaio però è stato un problema formale (ma grave, per così dire, visto che riguardava il nome stesso dell’emittente) 

nella domanda per la ‘nuova Tv digitale’, che ha portato di recente a un lungo periodo di assenza dalle graduatorie e dal digitale terrestre. 

Alla fine, risolta la questione burocratica, non molto tempo fa, il ritorno in onda e un tentativo di nuovo rilancio.

Al 79 c’è  Rts – Radio Televisione Sarda dell’associazione culturale Torretonda di Sassari, partita nel 2021 dall’incontro tra Produzioni Sardegna, 

TDP – Terra de Punt (con la precedente interessante esperienza di Ejatv e con SE24.it), l’associazione culturale Babel 

e altri ancora e anche quale evoluzione di Telesassari.tv. 

È una Tv comunitaria dalle tante produzioni che si propone di tutelare la cultura e l’identità (anche linguistica) della Sardegna e di promuoverne lo sviluppo.

All’80 c’è appunto la visual radio della citata Supersound di Guspini, al posto di Tele Olbia Notizie

Prima esclusa dal digitale terrestre, questa intraprendente emittente, che fa capo a Ian Loris Nonnis, ha ora la possibilità di proseguire anche in Tv 

la sua fase di sviluppo, che l’ha già portata a crescere in dimensioni e audience.

All’88, infine, l’altra Tv che si è ben lanciata negli ultimi tempi: 

è la già citata Teleregione Live di Olbia (ex Gallura Live e Gallura Tv), una Tv cattolica e comunitaria che trasmette con questo nome dal 1° dicembre 2021. L’editore Fabrizio Carta, con la collaborazione di Daniela Astara e di don Gianni Sini, nonché dell’Associazione Gallura da Valorizzare, intende diventare 

“un riferimento in Gallura con programmi originali autoprodotti dedicati alla religione, alla natura, all’ambiente, alla scienza” 

e soprattutto dedicarsi all’informazione locale, con un telegiornale quotidiano cui si riserva molta cura.

Nella nostra pagina LCN SARDEGNA potete consultare la lista, in ordine di numerazioni automatica,
di tutte le emittenti locali che trasmettono in questa regione.