Martedì 3 giugno 2025

I NUOVI ELENCHI NAZIONALI E LOCALI DELLE RADIO
‘AUTORIZZATE A TRASMETTERE IN DAB DAL MINISTERO’.
IL PUNTO DI MAURO ROFFI.

A cura di Mauro Roffi

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraverso la sua ‘divisione’ DGTEL, ha diffuso nei giorni scorsi 

una serie di interessanti ‘documenti’ fin qui poco considerati, ovvero gli elenchi, aggiornati al 19 maggio scorso, 

dei fornitori di servizi di media radiofonici in ambito locale e in ambito nazionale. 

Si tratta, in sostanza, dei soggetti che sono stati finora autorizzati dallo stesso Ministero a diffondere i propri contenuti in tecnica digitale Dab+.

Questi soggetti, che sono sia commerciali che comunitari, sono denominati ora FSR (Fornitori di Servizi Radiofonici) 

e non più FSMR (dove ‘M’ stava per Media).

Gli elenchi ministeriali sono, per la precisione, tre: 

il primo riguarda i soggetti autorizzati a livello nazionale, 

il secondo quelli autorizzati a livello locale (in virtù della precedente concessione analogica per la FM), 

il terzo quelli autorizzati ancora a livello locale ma quali ‘nuovi fornitori di servizi di media radiofonici’, in sostanza i cosiddetti ‘nativi digitali’.

 

Scorrendo quest’ultimo terzo documento, si può trovare, per la verità, ‘un po’ di tutto’, 

sia effettive nuove emittenti di nascita recente che ‘varianti’ di emittenti già note ‘registrate’ anche solo ‘per cautela’, 

che infine emittenti scomparse dalla FM e magari riprese adesso in digitale (Dab). 

Va precisato, altresì, che alcune di queste emittenti del terzo elenco non trasmettono ormai solo in Dab o in digitale in genere 

ma hanno a loro volta ‘trovato’ o addirittura ‘ritrovato’, in tempi recenti, una loro diffusione anche in FM, 

se non addirittura nel digitale televisivo (ma sempre quali Radio, va ulteriormente puntualizzato).

 

Ci si domanderà se anche in campo nazionale ci sono, oltre ai ‘classici’ concessionari FM, anche ‘nuovi soggetti nativi digitali’. 

La risposta è naturalmente sì, ma sono compresi all’interno dell’unico elenco nazionale di cui sopra, a sua volta suddiviso in due ‘sezioni’, per così dire.

 

Dopo questa lunga premessa, veniamo ai numeri.

 

Gli autorizzati in ambito nazionale (i concessionari FM) sono sempre 16, naturalmente Rai (in tutte le sue ‘forme’) esclusa.

 

Si tratta (riportiamo il nome ‘ministeriale’) di RTL 102.500 Hit Radio, Radiofreccia e Radio Zeta – Generazione Zeta (del ‘gruppo Suraci’), 

Rds 100% Grandi Successi, e poi Radio Studio 105/Rete 105, R101, Radio Montecarlo, Virgin Radio (tutte del ‘gruppo Radio Mediaset’), 

Radio Deejay, Radio Capital e m2o (del gruppo Elemedia – Gedi), 

e infine Radio Kiss Kiss, Radio 24 – Il Sole 24 Ore, Radio Italia Solo Musica Italiana, Radio Radicale e Radio Maria.

A queste 16 notissime emittenti nazionali vanno ad aggiungersi altri 41 ‘autorizzati in ambito nazionale’ (‘in chiave Dab’, appunto) e qui c’è da sbizzarrirsi. Troviamo infatti, scorrendo l’elenco, tante cose (emittenti o magari persino ‘aspiranti tali’ comunque già autorizzate) di rilievo.

 

Cominciamo da Rtl, che ha ottenuto l’autorizzazione di Radio Groove, Best, Bro&Sis, Traffic

Rtl 102.5 Radio Zeta Generazione Zeta (un ‘fritto misto’ probabilmente registrato ‘a tutela totale delle denominazioni’, come si diceva), 

Napulè, Caliente (forse la più nota, ormai) e Disco. Insomma, ben 8 ‘varianti’ autorizzate. 

Ma ce n’è a corredo una nona, sempre a nome di Rtl, di tutt’altro genere, ovvero Bbc World Service, nientemeno. 

Una gran bella ‘provvista preventiva’, in ogni caso, non c’è che dire.

 

Andiamo avanti con l’elenco delle ‘nuove nazionali’ con denominazioni che non hanno bisogno di tante spiegazioni: 

ecco infatti Radio Cusano Campus Italia, 105 Dab, Canale Italia +, Radio Number One Extra, One Dance Extra, Radio Maria Albania e Rds Relax

E siano già a sedici sulle quarantuno preannunciate.

 

Dopo un’emittente denominata Italo (che sembra ‘registrata’come comunitaria, ma chissà…), ecco poi Deejay 30 Songs

Capital Funky, m2o Dance, *Rds* Next e Rcp (di Radio Cusano Campus Italia). 

E siamo a 22.

 

Il Centro di Produzione di Radio Radicale ha ottenuto l’autorizzazione di RR News e non mancano inBlu 2000 (sempre come nazionale), 

Radio Italia WPRD, Radio Sportiva (ancora come nazionale, lo ripetiamo) e Radio 24 Il Sole 24 Ore +1

Non poteva non esserci, poi, Radio Serie A with Rds della Lega Calcio. 

E siamo a 28.

 

È presente la Radio ‘vicina alla Lega’ (stavolta come partito politico) Radio Libertà ed è facile capire cosa sia, poi, Adn Kronos Radio News.

Con queste, siamo a 30.

 

La sigla forse più nota presente nell’elenco è quella di R.M.I. Radio Milano International, per la quale è stata autorizzata Monradio del gruppo Mondadori. 

Ma anche lo stesso gruppo calabrese di Annibale Notaris (che si era fatto avanti anch’esso con R.M.I.) 

si fa valere in proprio (sia pure con varie società richiedenti, anche ‘comunitarie’) con Italia News 24 e Radio Juke Box Dab

Già note, poi, sono ACI Radio dell’Automobile Club e, in sede locale nel Lazio, Erretiesse.

 

Le ultime 6 emittenti sono invece, più o meno, da scoprire. 

Si tratta di LCR Dab, Amici di Panorama, Top Radio (che sembra veneta, forse di un noto gruppo televisivo), Radio 55, Radio 5 G e Radio NTR.

 

Questo per l’elenco nazionale, unico e insieme ‘articolato’, come detto.

A livello locale, le emittenti ‘provenienti da concessione analogica’, per così dire, sono ancora ben 1.028 

e l’aggiornamento (sempre al 19 maggio) non sembra poi così ‘vetusto’ ma in progressiva coincidenza, invece, con la situazione ‘reale’ della Fm italiana. 

Questo per quel che è possibile capire, perché l’elenco di queste oltre 1.000 emittenti non è ordinato in alcun modo, 

se non (sembrerebbe) per numero di protocollo, o giù di lì.

 

Insomma, una lista ‘burocratica’, assai interessante (soprattutto per la presenza della società richiedente, o editore che dir si voglia, 

e delle regioni oggetto di diffusione) ma non facilmente ‘maneggiabile’, se non con ricerche specifiche.

Infine, l’elenco dei ‘nuovi autorizzati’ in sede locale è pari a 312 soggetti

il che porta gli ‘editori locali Dab’ (diciamo così, ma è una denominazione decisamente un po’ approssimativa) 

a un totale di 1.340 soggetti (o meglio, emittenti).

 

Anche qui non c’è alcun ordine né alfabetico né regionale e allora conviene eventualmente fare eventuali ‘ricerche mirate’, 

per trovare Radio già note o altre ‘in progetto’.

Resta da dire che il modo migliore per seguire la continua e incessante evoluzione del Dab+ in Italia 

(fra l’altro, ci sono sempre da ‘assegnare’ alcuni mux locali in varie regioni) è, in realtà, 

quella di seguire giorno per giorno le notizie pubblicate da questo sito

che dà conto in modo puntuale di quel che c’è davvero in onda nei vari mux di tutto il Paese.