
Domenica 18 ottobre 2026
TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA
Pubblicato il 18/10/2026 alle ore 12:30
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE
RADIO DAB (SVIZZERA): RIAGGIORNATO IL MUX SWISS CAST D03 VS
Iniziamo parlando della radio digitale.
Nella nostra sezione dedicata alla Svizzera abbiamo attualizzato la configurazione del Mux SWISS MEDIA CAST SMC D03 VS,
attivo sul blocco 11C dai seguenti ripetitori collocati nel Canton Vallese.
Il segnale è ricevibile anche in Valle d’Aosta e Piemonte, nelle zone di confine con il Cantone elvetico.

| SVIZZERA | ||
| Canale 11C (220,352 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Cantone |
| Färdaried | Ferden | Vallese |
| Eggishorn | Fiesch | Vallese |
| Gebidem | Gebidem | Vallese |
| Bodmen | Leukerbad | Vallese |
| Plattjen | Saas-Fee | Vallese |
| Route de Lentine | Savièse | Vallese |
| Bina | Törbel | Vallese |
| Schattuflüe | Varen | Vallese |
| Riffelalp | Zermatt | Vallese |
| Feerberg | Zwischbergen – Sempione | Vallese |
È MORTA WILMA DE ANGELIS. LA CANTANTE E CONDUTTRICE TV AVEVA 96 ANNI
Icona delle televisione italiana, era nata a Milano l’8 aprile del 1930.
Ha partecipato a Sanremo nove volte, classificandosi al terzo posto nel 1960 con la canzone Quando vien la sera.
A fine anni ’70 l’incontro con Paolo Limiti, che l’ha coinvolta nel progetto di portare la cucina in tv.
Famose anche le ospitate tv, come a Stasera pago io con Fiorello
È morta a Milano, all’età di 96 anni Wilma De Angelis, cantante, attrice e icona della televisione italiana.
Nata nel capoluogo lombardo l’8 aprile del 1930, nel 1956 nominata “reginetta del jazz italiano”,
dopo la partecipazione al Festival Jazz di Sanremo Wilma De Angelis ha iniziato una carriera
che l’ha portata a spaziare tra radio, festival e spettacoli teatrali in tutta Italia.
Nel 1959 il debutto a Sanremo con i brani Nessuno e Per tutta la vita;
poi il festival di Napoli con Cerasella e il grande successo con Corrado in radio, fino al duetto con Mina a Canzonissima.
Sanremo e la cucina in televisione
A Sanremo ha partecipato nove volte, classificandosi al terzo posto nel 1960 con la canzone Quando vien la sera (in coppia con Joe Sentieri).
Nel 1961 arriva il successo, con il brano Patatina di Gianni Meccia.
Tra le canzoni più note anche Splende l’arcobaleno, Per tutta la vita, I colori della felicità, Prima di dormir bambina,
Serenella, Non costa niente, A come Amore, Lumicini rossi, Cerasella, Tua, Un bacio sulla bocca, Una marcia in Fa,
Non avevo che te, Se passerai di qui, Diamante, Casetta in Canadà e altre ancora.
Negli anni ’70 aveva poi iniziato una lunga e fortunata carriera da conduttrice televisiva.
Decisivo l’incontro con Paolo Limiti, che la coinvolse nel progetto di portare la cucina in tv, su Telemontecarlo:
Telemenù, Sale, pepe e fantasia e poi A pranzo con Wilma l’avrebbero resa uno dei volti più popolari del piccolo schermo
nonché autrice di fortunati libri di ricette.
La recitazione e le ospitate in tv
Negli anni ’80 è tornata a incidere dischi, con Ricky Gianco e gli Oldies.
Ha anche recitato nella fiction televisiva tratta dai Promessi Sposi, in film come Femmine contro maschi di Fausto Brizzi,
senza dimenticare le ospitate tv come a Stasera pago io con Fiorello. Wilma De Angelis si era ritirata dal mondo della musica,
ma era rimasta un personaggio amatissimo dal pubblico italiano di tutte le età.
Nel 2010, in occasione di una puntata di un programma condotto all’epoca da Paola Perego e in onda su Rai 1,
cantò una canzone intitolata Dimmi di sì che altro non era che una cover, in lingua italiana, di Bad Romance, celebre hit di Lady Gaga.
L’esibizione riscontrò un successo inaspettato per Wilma soprattutto tra i giovani.
L’addio del nipote a Wilma De Angelis
“Ciao zia Wilma”, ha scritto il nipote su Facebook.
“Le tue canzoni, la tua simpatia, il tuo sorriso e la tua gioia di vivere ci scalderanno per sempre il cuore.
Cuore che, in questo momento, è a pezzi! Alla fine hai vissuto una vita degna di essere vissuta. Ciao zia, alla prossima vita”.
È MORTO L' ATTORE E COMICO GIORGIO BRACARDI, AVEVA 93 ANNI
Giorgio Bracardi, cantante, attore, comico e musicista, noto per i suoi personaggi surreali ed eccentrici,
tra cui il giornalista Max Vinella, il fascista Catenacci, il dottor Marsala, il farmacista dottor Onorato Spadone e molti altri,
è morto a 93 anni. La notizia è stata data dai familiari. Da diversi mesi Bracardi si trovava in una casa di riposo a Fiano Romano,
dove era stato ricoverato per una frattura del femore subita in primavera.
Bracardi nacque nel 1933 e iniziò la sua carriera nella musica, come pianista e compositore, collaborando più volte anche con il Festival di Sanremo.
Diventò famoso grazie alla trasmissione radiofonica Alto gradimento (1970-76),
da lui ideata insieme a Renzo Arbore, Mario Marenco e Gianni Boncompagni.
I suoi personaggi comici erano figure caricaturali, spesso caratterizzate da ossessioni e tic linguistici:
tra i più famosi c’erano l’uccellaccio del Nicaragua, Scarpantibus e il Prof. Aurelio Marcellini, monarchico ultraconservatore,
conduttore del programma Rai fittizio Tutti insieme compatibilmente.
Bracardi lavorò anche in televisione e al cinema, partecipando a programmi come Striscia la notizia,
dove interpretò il personaggio di Lucio Smentisco, immaginario portavoce di Silvio Berlusconi,
e Quelli della notte, condotto sempre da Arbore. Recitò inoltre in film come Banana Joe, insieme a Bud Spencer,
e Mi faccia causa, con Christian De Sica, Gigi Proietti ed Enrico Montesano.
Nel 2008 aveva anche doppiato il personaggio di Cattivik nell’omonima serie animata dedicata al celebre personaggio dei fumetti creato da Bonvi.
MIMIT: LEGGERMENTE MODIFICATA LA GRADUATORIA DEFINITIVA E LA LISTA
DEI CONTRIBUTI DESTINATI ALLE TV COMUNITARIE NELL' ANNO 2022
A seguito di ulteriori controlli, effettuati ai sensi del D.P.R. 146/2017 art. 5 comma 8,
è stata modificata la graduatoria del 21 dicembre 2022 e i relativi allegati.
Con decreto direttoriale del 12 ottobre 2026 è stata approvata la nuova graduatoria
e l’elenco degli importi rideterminati dei contributi assegnati esclusivamente per le società Canale Italia S.r.l. e Canale Marche S.r.l.
VALLE D' AOSTA: CANALI FRANCOFONI, TESTOLIN: «ENTRO NATALE 2026 L' OFFERTA SARÀ AMPLIATA»
Il presidente della Regione conferma l’arrivo di nuovi canali del gruppo France Télévisions
e indica nel secondo bimestre dell’anno il termine per ampliare l’offerta.
L’obiettivo è arrivare a sei emittenti e lavorare parallelamente alla copertura dell’intero territorio valdostano
L’offerta televisiva francofona in Valle d’Aosta si prepara ad ampliarsi.
Il tema è tornato al centro del dibattito del Consiglio regionale nella seduta dell’8 ottobre 2026,
con un’interrogazione del gruppo Fratelli d’Italia che ha chiesto al Governo regionale di fare il punto sullo stato delle procedure
e, soprattutto, sui tempi necessari per portare nuovi canali francesi nelle case dei valdostani.
A sollevare la questione è stato il capogruppo Alberto Zucchi, ricordando come il tema fosse già stato affrontato lo scorso marzo.
«Lors de la séance du Conseil du 8 octobre 2026, le groupe Fratelli d’Italia a demandé de faire le point sur la diffusion
des chaînes francophones et l’élargissement de l’offre en Vallée d’Aoste», ha ricordato Zucchi,
sottolineando che nella precedente discussione era stato riferito che erano in fase di ultimazione gli ultimi adempimenti tecnici
e amministrativi necessari per consentire l’arrivo di nuovi canali del bouquet di France Télévisions.
Il consigliere ha quindi richiamato anche le risorse aggiuntive inserite con la terza variazione di bilancio
e ha chiesto di conoscere nel dettaglio quali canali siano interessati, quali iniziative siano già state avviate
e quale sia il termine previsto per rendere effettivo l’ampliamento dell’offerta e garantire, contestualmente, la copertura del 100% del territorio valdostano.
La risposta è arrivata dal presidente della Regione Renzo Testolin,
che ha confermato l’intenzione di aumentare il numero delle televisioni francofone disponibili in Valle d’Aosta.
Attualmente l’offerta comprende France 24, RTS 1 e TV5 Monde,
mentre l’obiettivo è aggiungere alcune emittenti del gruppo pubblico francese France Télévisions, in particolare France 2, France 3 Alpes e France 5.
«Cette intention se concrétisera en deux étapes: la première consiste à finaliser un accord avec France Télévisions,
et nous sommes en train d’en analyser une ébauche; la seconde implique d’intégrer le contrat existant avec EI Towers,
la société concessionnaire de la fréquence de télévision numérique terrestre pour le territoire régional», ha spiegato Testolin.
Il presidente ha inoltre precisato che le risorse necessarie sono già state individuate
e inserite nella legge relativa alla terza variazione del bilancio previsionale 2026-2028, approvata nella più recente seduta del Consiglio regionale.
Parallelamente, il Governo regionale sta lavorando per estendere il segnale anche alle zone del territorio valdostano
che attualmente non risultano raggiunte dalla diffusione gestita da EI Towers.
Sul calendario, Testolin ha fornito un’indicazione precisa:
l’ampliamento dell’offerta dovrebbe essere realizzato nel corso degli ultimi due mesi dell’anno, quindi entro la fine del 2026.
«En ce qui concerne le calendrier, nous prévoyons donc de mettre en œuvre l’élargissement de l’offre de chaînes de télévision françaises
au cours du dernier bimestre, avant Noël 2026», ha dichiarato.
Il dossier non riguarda però soltanto l’ampliamento del numero delle emittenti.
Nel suo intervento, Testolin ha richiamato anche la dimensione transfrontaliera della questione,
ricordando quanto emerso durante la riunione del Comitato di cooperazione frontaliera previsto dal Trattato del Quirinale,
svoltasi il 4 giugno al Forte di Bard insieme all’assessore Lavevaz.
In quella sede, ha spiegato il presidente, era stata evidenziata l’importanza dell’accesso diretto e gratuito ai contenuti televisivi
lungo la frontiera italo-francese, considerandolo un elemento funzionale alla costruzione di una comunità transfrontaliera e di uno spazio culturale condiviso.
«Nous avons souhaité que les services publics audiovisuels italien et français soient associés
à l’examen d’éventuels accords directs de retransmission réciproque des programmes», ha ricordato Testolin,
sottolineando anche l’obiettivo di fare in modo che i costi di ritrasmissione siano almeno coperti attraverso eventuali accordi,
a fronte delle spese attualmente sostenute dalla Regione.
Da parte sua, Zucchi ha preso atto dell’evoluzione annunciata dal Governo regionale e dell’obiettivo di arrivare,
entro la fine dell’anno, a un’offerta complessiva di sei canali francofoni.
Il capogruppo ha però distinto l’ampliamento dell’offerta dalla sua effettiva disponibilità sull’intero territorio valdostano.
«Nous souhaitons que tous les habitants de la Vallée d’Aoste puissent effectivement y avoir accès.
Nous prenons acte de cet engagement et nous espérons qu’il ne s’agira pas d’une énième annonce,
mais que celui-ci se traduira concrètement dans les faits», ha concluso Zucchi.
Il prossimo passaggio sarà dunque quello di trasformare gli accordi e gli stanziamenti già previsti in una concreta estensione del servizio.
L’obiettivo indicato dal Governo regionale è avere il nuovo bouquet disponibile prima di Natale 2026,
mentre resta aperto il lavoro per assicurare una copertura effettiva dell’intero territorio valdostano.

TRENTINO-ALTO ADIGE: ESITO POSITIVO PER IL TEST PROVINCIALE DI PROTEZIONE CIVILE SULLE RETI RAS
Prima prova del servizio di allerta ASA tramite la radio digitale DAB+
Il test di protezione civile svolto in tutto l’Alto Adige dalla Protezione civile provinciale su tutti i programmi della RAS si è concluso con esito positivo.
L’allerta alla popolazione altoatesina tramite radio e televisione ha funzionato correttamente.
Per la prima volta è stato sperimentato anche il nuovo servizio di allerta ASA tramite la radio digitale DAB+.
Nell’ambito del test, poco dopo le ore 10 è stato diffuso un messaggio di allerta su tutti i 23 programmi radiofonici e i 15 programmi televisivi della RAS.
La RAS ha garantito una trasmissione affidabile attraverso le proprie reti digitali DAB+ (radio digitale) e DVB-T (televisione digitale terrestre).
Le procedure tecniche hanno funzionato come previsto e i messaggi di allerta sono stati trasmessi senza ritardi da tutti gli impianti.
Garantire un’allerta affidabile in caso di emergenza
L’obiettivo del test era verificare il funzionamento dei sistemi tecnici di allerta e di informazione.
I test periodici sono una parte importante della prevenzione in materia di protezione civile:
contribuiscono a far sì che, in caso di emergenza, la popolazione riceva informazioni e indicazioni di comportamento
nel modo più rapido, capillare e affidabile possibile.
Radio e televisione continuano a svolgere un ruolo centrale.
In particolare, le reti di radiodiffusione terrestre permettono di diffondere i messaggi di allerta contemporaneamente a un gran numero di persone,
senza bisogno di una connessione a internet.
Testato il nuovo servizio di allerta ASA via DAB+
Il test si è concentrato in particolare sulla sperimentazione del nuovo servizio ASA (Automatic Safety Alert) sulla rete radio digitale DAB+.
Questa tecnologia amplia le possibilità di allertare la popolazione attraverso la radio digitale.
Con ASA, le radio DAB+ predisposte si accendono automaticamente quando viene diffuso un messaggio di allerta, anche se si trovano in modalità standby.
In questo modo gli avvisi importanti raggiungono la popolazione anche quando la radio non è in uso.
La tecnologia ASA rappresenta quindi un importante passo avanti nei sistemi di allerta pubblica
e in futuro potrà contribuire ulteriormente a informare rapidamente la popolazione in situazioni di pericolo.
Il contributo della RAS alla prevenzione
«In qualità di gestore delle reti radiofoniche e televisive digitali in Alto Adige,
la RAS svolge un’importante funzione tecnica nella diffusione dei messaggi di allerta.
Un’infrastruttura di radiodiffusione efficiente è la base essenziale
perché le informazioni della protezione civile possano essere trasmesse alla popolazione via radio e televisione senza ritardi»,
afferma Christian Canal, direttore tecnico della RAS.
«L’esito positivo del test di oggi conferma il buon funzionamento della tecnologia di trasmissione impiegata
e sottolinea l’importanza di un’infrastruttura di radiodiffusione affidabile per la sicurezza della popolazione», dichiara la presidente della RAS Vera Malleier.
«La RAS continuerà a lavorare insieme alla protezione civile per garantire le condizioni tecniche per una diffusione sicura e moderna dei messaggi di allerta
e per integrare nuove tecnologie come ASA nell’infrastruttura di radiodiffusione esistente», sottolinea il direttore della RAS Georg Plattner.

MARCHE: NUOVA SEDE A PESARO PER ROSSINI TV. RIQUALIFICATI GLI SPAZI DELL' EX FREEPORT. EMANUELA ROSSI: «IO E ANDREA MARCELLI ORGOGLIOSI: SIAMO APERTI AL TERRITORIO»
Da un immobile abbandonato da anni a un moderno centro di produzione tv, aperto anche a imprese, associazioni e cittadini.
Rossini Tv ha inaugurato la nuova sede di via delle Esposizioni 8, alla presenza di oltre 150 invitati tra autorità, clienti e componenti dello staff.
Un nuovo capitolo per l’emittente nata nel 2017, che trasmette sul canale 80 del digitale terrestre nelle Marche
e punta ad ampliarsi oltre i tradizionali programmi.
«Io e Andrea Marcelli siamo molto orgogliosi di aver inaugurato questa sede – sottolinea Emanuela Rossi, fondatrice e direttrice responsabile -.
Un’azienda deve guardare avanti, crescere, investire ed evolvere. Il nostro è un progetto positivo, che guarda al futuro e non si ferma.
Volevamo soprattutto creare una sede bella, accogliente e davvero aperta al territorio».
Un obiettivo condiviso con Marcelli, direttore artistico e tecnico, con il quale Rossi ha dato vita al progetto.
La nuova struttura si sviluppa su 400 mq ricavati dalla riqualificazione dei locali che un tempo ospitavano il Freeport.
Dopo la chiusura l’immobile si trovava in condizioni di degrado.
La ristrutturazione, coordinata dal geometra Francesco Rossi e realizzata con il contributo di fornitori e imprese del territorio,
ha restituito funzionalità agli spazi, ora attrezzati per le produzioni audiovisive.
Il cuore della sede è un ampio studio tv, pensato non solo per le trasmissioni ma anche per ospitare convegni,
corsi di formazione, presentazioni di libri ed eventi aziendali. Gli spazi possono essere affittati con un servizio tecnico completo:
operatori per riprese video e fotografie, microfoni professionali, illuminazione e assistenza alla produzione.
È previsto anche un angolo attrezzato stabilmente per la registrazione.
Una proposta che trasforma lo studio in uno spazio multimediale utilizzabile anche da soggetti esterni.
Accanto al sindaco di Pesaro Andrea Biancani sono intervenuti tra gli altri Antonio e Francesco Baldelli, Nicola Baiocchi,
Micaela Vitri, Matteo Ricci e Palmiro Ucchielli, poi i saluti del presidente della Regione Francesco Acquaroli e della prefetta Emanuela Saveria Greco.
Il tenore russo Ian Cherliantsev e il soprano ucraino Maria Abramishvili hanno interpretato la sigla della rassegna stampa “Buongiorno Rossini”
poi la benedizione di don Marco Di Giorgio e il taglio del nastro. La serata si è conclusa con un momento conviviale curato dal Piccolo Mondo.

ABRUZZO: RADIO SUPER HIT ARRIVA SULLA SMART TV IN HBBTV
Radio Super Hit adesso puoi anche guardarla sulla tua Smart Tv in hbbtv, su Rete8, canale 10 del digitale terrestre.
È sufficiente premere la “freccia su” sul telecomando e scegliere la radiovisione di Radio Super Hit.
Musica, programmi e dirette anche sulla tua SmartTV, tutti i giorni, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.



LAZIO: IL CASO DEL SEGNALE TV A SANTA MARINELLA (RM) SI RIAPRE
E SI TRASFORMA IN UN DURO SCONTRO POLITICO
Torna al centro del dibattito politico a Santa Marinella il problema della ricezione del segnale televisivo,
un disservizio che da anni interessa diverse zone del territorio e che, secondo quanto emerso da una nuova comunicazione ufficiale della RAI,
sarebbe ancora lontano da una soluzione definitiva. A sollevare nuovamente la questione è Stefano Marino,
rappresentante della lista civica “Io Amo Santa Marinella”, che punta il dito contro le rassicurazioni diffuse nel settembre 2024
dall’allora amministrazione comunale, sostenendo che la situazione reale sarebbe ben diversa da quella raccontata ai cittadini.
A riaprire il caso è stata una nota trasmessa dalla RAI in risposta alla diffida e messa in mora formalizzata lo scorso 31 luglio
dall’avvocato Alessio Cugini Borgese per conto dello stesso Marino. Nel documento, secondo quanto riferito dalla lista civica,
l’azienda di servizio pubblico conferma la presenza di criticità nella ricezione televisiva sul territorio,
legate principalmente alla sovrapposizione delle frequenze, definendo le problematiche ancora irrisolte e di complessa risoluzione.
Un quadro che contrasterebbe con le comunicazioni diffuse nel 2024, quando erano state prospettate rassicurazioni su un possibile superamento del disservizio.
Tra gli elementi evidenziati nella risposta della RAI c’è anche la tempistica degli interventi tecnici:
le apparecchiature destinate al monitoraggio continuativo del segnale sarebbero state installate soltanto nel luglio 2026.
La mappatura delle interferenze e delle difficoltà di ricezione sarebbe quindi entrata concretamente nel vivo solo durante la scorsa estate.
Anche sul fronte delle possibili soluzioni infrastrutturali integrative, la situazione non apparirebbe ancora definita,
con gli eventuali interventi che si troverebbero in una fase di valutazione.
Una ricostruzione che ha provocato la dura reazione di Marino, il quale parla di una continuità politica tra la precedente amministrazione
guidata da Pietro Tidei e l’attuale governo cittadino, ricordando che alcuni degli attuali vertici istituzionali,
tra cui il sindaco e il presidente del Consiglio comunale, facevano già parte della maggioranza precedente.
«La risposta della RAI smaschera impietosamente un’amministrazione che ieri raccontava favole ai cittadini
e oggi continua a ignorare i disagi reali», ha dichiarato il rappresentante della lista civica.
Nel mirino anche le rassicurazioni del passato, quando, secondo Marino, era stato sostenuto che il problema fosse ormai risolto
e che i residenti non avrebbero più dovuto ricorrere a soluzioni alternative per ricevere correttamente i canali televisivi.
«Mentre Tidei, con la complicità dei soggetti di allora che oggi occupano le principali cariche di governo cittadino,
sosteneva che il problema fosse brillantemente risolto e che nessuno avrebbe più dovuto spendere un euro in soluzioni alternative,
la realtà dimostra esattamente il contrario, costringendoci a promuovere un’azione legale formale», ha affermato Marino.
Il rappresentante di “Io Amo Santa Marinella” ha quindi richiamato la necessità di garantire un servizio adeguato ai cittadini
che pagano regolarmente il canone televisivo, chiedendo all’amministrazione e agli organismi competenti di fornire risposte concrete.
«Ora la RAI certifica che i problemi sono strutturali e che i monitoraggi tecnici sono partiti solo la scorsa estate.
I residenti di Santa Marinella pagano regolarmente il canone e non possono continuare a subire i danni di una politica fatta di annunci.
Pretendiamo tempi certi e interventi definitivi», ha concluso.
La vicenda riporta così in primo piano un problema che interessa la quotidianità di numerose famiglie
e che, alla luce delle nuove informazioni, resta ancora aperto.
Al di là dello scontro politico, la questione centrale rimane quella di individuare soluzioni tecniche efficaci
per assicurare una ricezione televisiva stabile su tutto il territorio comunale.

SPAGNA: IL GOVERNO CONCORDA CON RTVE CHE 2CAT
TRASMETTERÀ COME NUOVO CANALE INTERAMENTE IN CATALANO
E CON TV3 L' INIZIO DELLE TRASMISSIONI IN UHD
Il secondo multiplex fornirà lo spazio radio necessario a TV3 per promuovere le trasmissioni in altissima definizione (UHD)
e a RTVE Catalunya per avere un canale interamente in catalano.
Il provvedimento amplia l’offerta audiovisiva in lingua catalana, rafforza il pluralismo dell’informazione
e genera nuove opportunità per l’industria audiovisiva catalana.
Il governo sta procedendo all’attivazione della nuova capacità radioelettrica questo mese,
che inizierà a essere utilizzata a partire dal 5 novembre.
Il Governo ha attivato la modernizzazione dello spazio audiovisivo pubblico in lingua catalana
con la promozione del secondo multiplex della televisione digitale terrestre (TDT),
un’infrastruttura strategica che consentirà di progredire nel rinnovamento tecnologico del settore,
ampliare l’offerta di contenuti in catalano e rafforzare la capacità produttiva audiovisiva del Paese.
Il provvedimento favorisce la diffusione delle trasmissioni in altissima definizione (UHD) attraverso la Società Catalana dei Media Audiovisivi,
agevola il lancio di un canale interamente in catalano da parte di RTVE Catalunya e apre nuove opportunità per l’intera industria audiovisiva catalana.
Nello specifico, il Consiglio esecutivo ha approvato l’autorizzazione alla firma di un accordo di collaborazione tra l’Amministrazione della Generalitat de Catalunya,
Nello specifico, il Consiglio esecutivo ha approvato l’autorizzazione alla firma di un accordo di collaborazione tra l’Amministrazione della Generalitat de Catalunya,
tramite il Dipartimento della Presidenza, e la Società Spagnola di Radio e Televisione (RTVE)
per riservare spazio sul canale digitale multicanale con copertura regionale per la trasmissione di programmi interamente in catalano
dal centro di produzione RTVE di Sant Cugat.
La prossima settimana verrà approvato un secondo accordo governativo per la distribuzione delle frequenze del secondo multicanale,
il 50% delle quali sarà assegnato alla Società Catalana di Media Audiovisivi (CCMA) affinché TV3 possa trasmettere in altissima definizione.
Il processo deve essere completato entro il mese di ottobre, in modo che possa entrare in vigore il 5 novembre, Giorno della Risintonizzazione,
data che segnerà l’effettivo inizio dell’implementazione del nuovo standard tecnologico DTT e aprirà una nuova fase per il sistema audiovisivo catalano.
Questa trasformazione si basa sull’innovazione tecnologica, sulla promozione della lingua catalana nel nuovo contesto audiovisivo
e sul rafforzamento di un settore strategico per lo sviluppo economico, culturale e territoriale del Paese.
L’attivazione del secondo multiplex rappresenta un impegno strategico per sfruttare appieno un’infrastruttura pubblica disponibile
e metterla al servizio dell’innovazione, della lingua, del pluralismo e dello sviluppo economico.
In un contesto di trasformazione delle abitudini di consumo audiovisivo e di crescente importanza delle piattaforme globali,
il digitale terrestre continua a essere l’unica piattaforma audiovisiva universale, gratuita e con una copertura pressoché totale del territorio.
Altissima definizione su 3Cat
La nuova distribuzione della capacità consentirà di destinare metà del multiplex a 3Cat,
facilitando così l’attivazione di un canale in altissima definizione.
Questa tecnologia migliora sostanzialmente la qualità audio e video
e colloca il servizio audiovisivo pubblico catalano tra i primi ad adottare la modernizzazione tecnologica della televisione statale.
Il provvedimento rafforza la leadership di 3Cat nell’innovazione audiovisiva
e garantisce che l’offerta pubblica catalana mantenga gli standard tecnologici più avanzati.
Allo stesso tempo, un quarto della capacità del Mux sarà riservato a RTVE Catalunya, in modo che possa avere un canale interamente in catalano.
Questo passo le consentirà di superare il modello basato su fasce orarie e interruzioni occasionali e di passare a un’offerta stabile e continua,
facilmente riconoscibile dal pubblico. Il nuovo canale amplierà la presenza della lingua catalana in televisione, integrerà una nuova voce di servizio pubblico
e rafforzerà l’attività del centro di produzione di Sant Cugat del Vallès, uno dei principali motori audiovisivi del paese.
L’iniziativa avrà anche effetti positivi sul tessuto imprenditoriale e creativo del settore.
L’aumento dell’offerta audiovisiva genererà una maggiore domanda di programmi e contenuti,
stimolerà la produzione indipendente e creerà nuove opportunità per professionisti, aziende e creatori audiovisivi in Catalogna.
Contribuirà inoltre a rafforzare il pluralismo dell’informazione e la diversità dei contenuti a disposizione dei cittadini.
Infine, il restante 25% della capacità del multiplex è riservato a un eventuale futuro operatore privato,
che dovrà essere selezionato dalla CAC tramite un’eventuale gara d’appalto pubblica,
nel rispetto di tutti i principi di trasparenza, concorrenza e pari opportunità.
Questa combinazione tra operatori pubblici e privati favorisce un ecosistema audiovisivo più plurale, equilibrato e sostenibile.


SPAGNA: TELECINCO UHD HA SVELATO IL SUO LOOK;
ECCO COME SI PRESENTERÀ IL NUOVO CANALE IN ARRIVO IL 5 NOVEMBRE
Telecinco ha già dato il via al conto alla rovescia per uno dei cambiamenti più significativi che il suo canale abbia subito negli ultimi anni.
La rete Mediaset ha pubblicato un nuovo video promozionale che anticipa le novità in arrivo sulle televisioni spagnole il prossimo novembre.
E c’è un dettaglio finora inedito che offre uno scorcio di come sarà questa nuova fase per il canale.
La promozione è dedicata all’arrivo di Telecinco UHD, il nuovo canale in Ultra Alta Definizione che inizierà le trasmissioni il 5 novembre 2026.
Mediaset utilizza filmati tratti da alcuni dei suoi programmi più noti, come Survivor,
i suoi programmi di intrattenimento e i notiziari, per presentare questa tecnologia agli spettatori.
Telecinco UHD ora ha un’immagine ufficiale
Una delle principali novità della promozione è che Telecinco mostra per la prima volta quale sarà l’identità visiva del suo nuovo canale UHD.
Il logo conserva il riconoscibile simbolo Telecinco in bianco all’interno di un cerchio, accompagnato dalle lettere UHD,
anch’esse bianche e posizionate in basso.
La presentazione si conclude con uno sfondo di linee luminose nelle tonalità del blu e del turchese che trasmette un’estetica tecnologica,
differenziando visivamente questa nuova versione dal segnale convenzionale.
Sebbene resti da vedere come questa identità verrà applicata durante le trasmissioni regolari,
la promozione permette agli spettatori di vedere il design scelto per presentare Telecinco UHD.
Una promozione che anticipa i cambiamenti nel DTT
La campagna non si limita a presentare il nuovo look.
Mira anche a far conoscere agli spettatori l’Ultra Alta Definizione e i requisiti necessari per riceverla.
Tra i messaggi che compaiono sullo schermo, spicca la dicitura “UHD su televisori compatibili”,
un’indicazione particolarmente rilevante per chi desidera godersi il nuovo segnale.
Inoltre, viene mostrato un televisore che effettua una ricerca canali,
un riferimento alla possibile necessità di risintonizzare il televisore per trovare nuove trasmissioni.
Telecinco utilizza sequenze tratte dai suoi programmi per illustrare le potenzialità della tecnologia UHD,
sebbene ciò non significhi necessariamente che tutti i suoi contenuti inizieranno a essere prodotti in 4K nativo.
Il 5 novembre, una data chiave per Telecinco
Telecinco UHD inizierà le trasmissioni il 5 novembre,
in concomitanza con la trasformazione tecnologica che interesserà la televisione digitale terrestre spagnola
e con l’integrazione dei nuovi segnali ad altissima definizione.
L’utilizzo dello standard DVB-T2 migliorerà l’efficienza delle trasmissioni e faciliterà la distribuzione di canali con una risoluzione più elevata.
Il nuovo canale coesisterà con Telecinco HD, quindi gli spettatori che non possiedono un televisore compatibile con l’UHD
potranno continuare a guardare la programmazione regolare del canale.
Di cosa hai bisogno per guardare Telecinco in UHD?
Per ricevere le trasmissioni UHD di Telecinco tramite DTT,
è necessario un televisore o un ricevitore compatibile con DVB-T2, HEVC e risoluzione UHD.
Chi possiede apparecchiature compatibili potrà sintonizzarsi nuovamente sui canali al momento del lancio del servizio,
ricevendo così il nuovo segnale.
In ogni caso, non sarà necessario cambiare televisore per continuare a guardare Telecinco.
Gli spettatori potranno continuare a utilizzare il segnale HD,
mentre chi possiede apparecchiature compatibili avrà accesso alla nuova versione UHD.
Con questa promozione, Mediaset inizia a preparare il suo pubblico a una fase
in cui l’Ultra Alta Definizione avrà una presenza sempre maggiore sulla televisione in chiaro.

SPAGNA: ATRESMEDIA UHD O ANTENA 3 UHD? IL MISTERO LASCIATO DALLA NUOVA PUBBLICITÀ DELLA TELEVISIONE DIGITALE TERRESTRE
Il 5 novembre, la televisione digitale terrestre spagnola (TDT) introdurrà nuove trasmissioni in altissima definizione
e Atresmedia sta già preparando i telespettatori al cambiamento.
La loro ultima promozione sembra essere solo l’ennesimo annuncio di un restyling dell’immagine,
ma c’è un dettaglio nel messaggio che merita particolare attenzione.
La scelta delle parole apre diverse possibilità sull’aspetto della nuova insegna
e, inoltre, solleva un interessante interrogativo su ciò che le normative consentono.
Atresmedia UHD invece di Antena 3 UHD?
Il segreto sta nella voce fuori campo dello spot pubblicitario. Atresmedia promuove l’arrivo dell’UHD utilizzando il nome del gruppo,
senza però identificare esplicitamente Antena 3 come il canale che effettuerà il passaggio all’altissima definizione.
Non si tratta di un dettaglio di poco conto. Finora, le previsioni indicavano l’aggiunta di Antena 3 UHD,
un segnale che avrebbe trasmesso la programmazione del canale principale di Atresmedia in alta risoluzione.
Tuttavia, la scelta di un nome aziendale nella campagna pubblicitaria lascia aperto un interrogativo:
Atresmedia potrebbe star preparando un segnale UHD che sfrutti i contenuti di tutti i suoi canali?
L’azienda non ha confermato che il nuovo canale si chiamerà Atresmedia UHD, ma la possibilità è interessante per le diverse modalità
con cui consentirebbe di sfruttare le produzioni del gruppo originariamente registrate in altissima definizione.
Un canale con contenuti provenienti da Antena 3, laSexta o Neox
Un ipotetico segnale UHD di Atresmedia potrebbe offrire produzioni provenienti dai diversi canali del gruppo,
selezionando quelle disponibili in UHD nativo.
Ciò consentirebbe la trasmissione di serie, programmi di intrattenimento o documentari originariamente registrati in questa risoluzione,
senza dover dipendere permanentemente dall’upscaling dei contenuti HD. La differenza sarebbe significativa.
Un segnale che trasmettesse l’intera programmazione di Antena 3 in UHD dovrebbe convertire tutti i contenuti originariamente prodotti
o distribuiti in HD a una risoluzione superiore.
Al contrario, un canale in grado di selezionare produzioni UHD da diverse reti avrebbe maggiori opportunità di offrire contenuti in vera altissima definizione.
Ma questa possibilità si scontra con una limitazione significativa: le normative che regolano le nuove trasmissioni in digitale terrestre.
Le normative complicano la creazione di un canale UHD autonomo
Il Regio Decreto 250/2025 e le disposizioni che regolano l’integrazione dei nuovi segnali UHD stabiliscono un modello di trasmissioni simultanee con contenuti HD.
Ciò significa che il nuovo canale deve mantenere la programmazione e gli orari delle trasmissioni convenzionali,
una condizione che, in linea di principio, impedirebbe la creazione di un canale UHD con un proprio palinsesto
composto da contenuti selezionati da diverse emittenti. Tuttavia, esiste un’altra possibilità che merita attenzione.
composto da contenuti selezionati da diverse emittenti. Tuttavia, esiste un’altra possibilità che merita attenzione.
E se Atresmedia utilizzasse il suo nuovo segnale UHD per commutare tra i canali del gruppo?
Ad esempio, potrebbe riprodurre Antena 3 durante una determinata fascia oraria
e poi passare a laSexta o Neox quando uno di questi canali offre contenuti disponibili in UHD nativo.
In tal caso, il segnale UHD riprodurrebbe contenuti trasmessi simultaneamente in HD,
sebbene da canali diversi a seconda dell’ora del giorno.
La questione è se una trasmissione simultanea e variabile di questo tipo sarebbe consentita.
La normativa permette trasmissioni simultanee in UHD e HD,
ma non stabilisce esplicitamente un sistema che consenta di cambiare il canale di riferimento durante la programmazione.
Pertanto, sebbene un modello di questo tipo potrebbe essere tecnicamente preso in considerazione,
non si può presumere che sia compatibile con le attuali condizioni normative.
Antena 3 UHD rimane l’opzione più logica
Nonostante le possibilità che la promozione apre, tutto lascia intendere che la soluzione più semplice per Atresmedia sia quella di lanciare Antena 3 UHD,
riproducendo l’intera programmazione del canale tradizionale. Questa formula si adatterebbe alle condizioni della trasmissione simultanea
e consentirebbe di offrire contenuti in UHD nativo quando disponibile, ricorrendo all’upscaling delle produzioni realizzate in HD.
Ciò spiegherebbe anche perché il gruppo stia utilizzando la propria identità aziendale nella campagna:
potrebbe trattarsi semplicemente di una scelta pubblicitaria per comunicare un miglioramento tecnologico legato all’intera azienda.
Atresmedia disporrà del 25% della capacità del Mux RGE 2, che condividerà con RTVE e Mediaset,
per le sue trasmissioni in altissima definizione.
La campagna conferma l’arrivo dell’UHD il 5 novembre e ricorda agli spettatori di risintonizzare i propri televisori.
Per ricevere i nuovi segnali sarà necessario un ricevitore compatibile con lo standard DVB-T2.
Ciò che Atresmedia non ha ancora chiarito è il nome definitivo del suo canale UHD
o come sfrutterà le produzioni originali in altissima definizione.
La risposta rivelerà se si tratta di una versione ad alta risoluzione di Antena 3
o se il gruppo intende utilizzare la sua nuova capacità di trasmissione in modo diverso.

FRANCIA: IL SENATO VOTA PER ALLENTARE I REQUISITI LEGALI PER LE TRASMISSIONI RADIOFONICHE E RENDE OBBLIGATORIO IL DAB+ NEI NUOVI VEICOLI
Il Senato ha approvato in prima lettura il disegno di legge sulla modernizzazione della radio,
presentato il 16 giugno da Laurent Lafon, senatore dell’Unione Centrista per la Val-de-Marne e relatore del testo.
Il disegno di legge si articola in tre punti: l’allentamento dell’obbligo di informazione nella pubblicità,
la fornitura di ricevitori DAB+ e l’organizzazione territoriale delle trasmissioni.
Tali provvedimenti rispondono alle richieste di lunga data dell’Alliance de la Radio.
Campagne di interesse pubblico anziché semplici menzioni
L’articolo 1 consente alle emittenti radiofoniche di omettere alcune avvertenze obbligatorie per legge dai loro messaggi pubblicitari.
In cambio, devono trasmettere campagne o programmi sugli stessi argomenti, garantendo “almeno un livello equivalente di informazione pubblica”.
Il testo iniziale riguardava nove avvertenze obbligatorie per legge: alcol, avvertenze sanitarie nelle pubblicità di prodotti alimentari,
promozione della mobilità sostenibile nelle pubblicità di automobili, riciclaggio, farmaci, kit vivavoce, prestiti a tasso zero,
intermediari del credito e provenienza dei prodotti freschi in promozione.
L’esenzione sarebbe concessa sotto la supervisione di Arcom, che stabilirebbe le condizioni in accordo con il ministro competente.
In commissione, il 7 ottobre, il relatore ha ottenuto l’adozione di un emendamento che estende le disposizioni
per includere le informazioni richieste da decreto o ordinanza ministeriale.
Secondo Laurent Lafon, l’87% di tali informazioni rientra nell’ambito dei regolamenti e solo il 13% in quello della legislazione,
in particolare nei settori bancario, assicurativo, automobilistico e dell’accesso a Internet.
Ha inoltre citato un testimone secondo il quale uno spot pubblicitario di un minuto può contenere fino a trenta secondi di tali informazioni.
Tuttavia, il testo non affronta le informazioni obbligatorie previste dalla normativa europea:
a partire dal 20 novembre, gli spot radiofonici relativi al credito al consumo dovranno riportare l’avvertenza
“Il credito ha un costo e deve essere rimborsato”, e la proposta di legge non modifica tale obbligo. Questo articolo ha generato il maggior dibattito.
Per Mathilde Ollivier, senatrice dei Verdi in rappresentanza dei cittadini francesi residenti all’estero,
la trasmissione della campagna in un orario diverso ha reso il messaggio di sensibilizzazione “scollegato dallo spot stesso”.
In commissione aveva infatti annunciato che il suo gruppo propendeva per l’astensione.
Sylvie Robert, senatrice socialista per Ille-et-Vilaine, ha invece ritenuto che “l’allentamento delle restrizioni fosse benvenuto”.
È necessaria un’autoradio FM e DAB+
L’articolo 2 impone l’installazione di un ricevitore compatibile con FM e DAB+ nelle nuove autovetture.
Il Senato ha esteso tale requisito anche ai veicoli commerciali, citando motivi di sicurezza pubblica.
La direttiva europea del 2018 prevede che le autoradio nelle nuove vetture siano compatibili con il DAB+,
ma non che sia necessario installare una radio.
Alcuni produttori, pertanto, commercializzano modelli dotati solo di un semplice schermo connesso.
Secondo la relazione della Commissione Cultura, il 35% dell’ascolto radiofonico avviene in auto,
una questione già sostenuta dall’Alliance de la Radio e da Radio France.
I senatori hanno anche ridotto i tempi per l’adeguamento delle abitazioni.
Due anni dopo l’entrata in vigore della legge, le radio vendute dai produttori ai distributori dovranno essere in grado di ricevere la radio digitale terrestre.
Dopo tre anni, questo requisito si applicherà a tutti i ricevitori venduti ai consumatori.
Tali tempistiche erano di tre e quattro anni nella bozza di legge sulla riforma del servizio pubblico radiotelevisivo,
di cui una disposizione è riportata qui.
Secondo il rapporto, alla fine di marzo il DAB+ copriva due terzi della popolazione in ambienti chiusi e l’80% in mobilità.
Tuttavia, solo il 35% delle persone di età pari o superiore a 13 anni possiede una radio compatibile
e il DAB+ rappresenta solo il 7,8% del pubblico delle trasmissioni radiofoniche in diretta.
La direttiva europea del 2018 prevede che le autoradio nelle nuove vetture siano compatibili con il DAB+,
ma non che sia necessario installare una radio.
Alcuni produttori, pertanto, commercializzano modelli dotati solo di un semplice schermo connesso.
Secondo la relazione della Commissione Cultura, il 35% dell’ascolto radiofonico avviene in auto,
una questione già sostenuta dall’Alliance de la Radio e da Radio France.
I senatori hanno anche ridotto i tempi per l’adeguamento delle abitazioni.
Due anni dopo l’entrata in vigore della legge, le radio vendute dai produttori ai distributori dovranno essere in grado di ricevere la radio digitale terrestre.
Dopo tre anni, questo requisito si applicherà a tutti i ricevitori venduti ai consumatori.
Tali tempistiche erano di tre e quattro anni nella bozza di legge sulla riforma del servizio pubblico radiotelevisivo,
di cui una disposizione è riportata qui.
Secondo il rapporto, alla fine di marzo il DAB+ copriva due terzi della popolazione in ambienti chiusi e l’80% in mobilità.
Tuttavia, solo il 35% delle persone di età pari o superiore a 13 anni possiede una radio compatibile
e il DAB+ rappresenta solo il 7,8% del pubblico delle trasmissioni radiofoniche in diretta.
Una distribuzione locale più flessibile
La disposizione finale autorizza Arcom ad approvare una modifica dell’assegnazione delle frequenze di trasmissione,
previa valutazione d’impatto e nel rispetto dell’interesse pubblico e del pluralismo.
Un’emittente potrà quindi cessare le trasmissioni su un’ampia area e limitarsi a una zona locale all’interno di tale area.
L’approvazione non può essere concessa se una stazione radio già autorizzata in analogico nella stessa area detiene i diritti di priorità.
Il contesto economico spiega l’urgenza della legislazione. Secondo la relazione della commissione, la radio raggiunge 38 milioni di ascoltatori al giorno,
ma il suo pubblico è diminuito del 18% tra il 2015 e il 2025. I suoi ricavi pubblicitari sono calati del 2,5% nel 2025, attestandosi a 710 milioni di euro.
La legge deve ora essere esaminata dall’Assemblea nazionale.
Laurent Lafon ha indicato di aver richiesto la sua rapida inserimento all’ordine del giorno affinché i parlamentari possano discuterne prima della fine della sessione.
SLOVENIA: FIRMATO IL CONTRATTO PER I PROGRAMMI ITALIANI DI RADIO E TV CAPODISTRIA
Dopo mesi di tensioni e incertezze, è stato firmato il contratto tra RTV Slovenia e l’Ufficio governativo per le nazionalità
relativo al finanziamento vincolato dei programmi per le comunità nazionali italiana e ungherese
L’accordo riguarda risorse per quasi undici milioni di euro
e rappresenta un passaggio importante per garantire maggiore stabilità alle redazioni di Radio e TV Capodistria.
Si chiude una vicenda che per mesi ha alimentato preoccupazione tra i dipendenti, i giornalisti e le istituzioni della Comunità nazionale italiana.
La mancata sottoscrizione del contratto aveva sollevato interrogativi sulla certezza giuridica dei finanziamenti
e sulla possibilità di garantire la continuità della programmazione in lingua italiana.
L’accordo definisce le modalità di utilizzo dei fondi pubblici destinati ai programmi delle due comunità nazionali
e prevede un controllo sulla loro destinazione.
e prevede un controllo sulla loro destinazione.
A sottolinearne l’importanza è Gregor Perič, direttore dell’Ufficio governativo per le nazionalità.
“La firma garantisce soprattutto maggiore stabilità, perché RTV Slovenia ha bisogno di questi fondi.
Il contratto permette a entrambe le parti di avere certezze sull’utilizzo delle risorse pubbliche
e consente all’Ufficio di verificare che vengano impiegate correttamente e per le finalità previste.
Si tratta complessivamente di quasi 11 milioni di euro destinati ai programmi italiani e ungheresi”.
Soddisfazione per la firma è stata espressa anche dal deputato della Comunità nazionale italiana al parlamento sloveno, Felice Ziza,
che invita tuttavia a non abbassare la guardia.
Le priorità, secondo il parlamentare, riguardano il rafforzamento degli organici
e la garanzia che le risorse siano impiegate esclusivamente a favore delle due emittenti.
“Esprimo grande soddisfazione per la firma del contratto. Questo dovrebbe darci maggiore tranquillità,
anche se in passato abbiamo già vissuto momenti apparentemente positivi che si sono poi rivelati occasioni per penalizzare la nostra comunità.
Credo che ora ci siano le condizioni per andare avanti, soprattutto su due fronti: recuperare il personale giornalistico e tecnico,
attraverso nuove assunzioni, e garantire che le spese siano destinate esclusivamente a Radio e TV Capodistria.
A questo proposito, il direttore del Centro dovrà controfirmare le spese, che saranno accettate dall’Ufficio soltanto se conformi alle finalità previste”.
Una valutazione positiva arriva anche da David Runco, facente funzione di vicedirettore di RTV Slovenia per i programmi in lingua italiana.
In una fase finanziaria particolarmente difficile per l’ente radiotelevisivo pubblico,
il contratto rappresenta uno strumento importante per consolidare sia le risorse umane sia la produzione dei programmi.
“L’ente si trova in una situazione finanziaria difficile e, per noi, la questione è ancora più delicata.
Non posso quindi che esprimere soddisfazione per questo accordo.
L’auspicio è che le risorse vengano utilizzate, come previsto dal contratto, per consolidare gli organici e sviluppare i programmi,
sia radiofonici sia televisivi”.


REPUBBLICA CECA: ADDIO ALLE TORRI PER ONDE MEDIE PIÙ ALTE AL MONDO;
I TRALICCI DI LIBLICE CROLLANO IN DIECI SECONDI
I due tralicci radio gemelli, alti 355 metri e situati vicino a Český Brod, sono stati demoliti:
un punto di riferimento che scompare dopo il fallimento dei tentativi di vendita
Le strutture più alte della Repubblica Ceca sono scomparse dallo skyline nella mattina di giovedì 15 ottobre:
la società České Radiokomunikace ha infatti demolito i due tralicci radio gemelli di Liblice B, alti 355 metri, nei pressi di Český Brod.
Le torri, che svettavano da quasi 50 anni, sono crollate simultaneamente intorno alle 11:15.
L’operazione è durata circa dieci secondi e si è svolta esattamente come previsto, ha dichiarato all’agenzia ČTK l’esperto in demolizioni Petr Mikula.
Centinaia di spettatori hanno assistito all’evento da oltre il perimetro di sicurezza,
nonostante il proprietario non avesse reso noto in anticipo l’orario esatto della demolizione.
Attualmente, la struttura più alta del Paese è il ripetitore televisivo e radiofonico di Krašov, nella regione di Plzeň, che raggiunge i 347,5 metri.
Un punto di riferimento che scompare dopo il fallimento dei tentativi di vendita
La demolizione giunge al termine di mesi di incertezza sul futuro delle torri.
A luglio, la proprietaria České Radiokomunikace (nota come CRA) aveva messo in vendita i tralicci, il sistema di ancoraggio,
gli ascensori e l’edificio che ospitava le antenne.
Alcuni sostenitori della conservazione del patrimonio avevano suggerito utilizzi alternativi, tra cui finalità turistiche o di supporto ai servizi di emergenza.
Secondo quanto riferito da CRA, l’azienda ha intavolato trattative con due potenziali acquirenti,
ma nessuno dei due ha dimostrato di disporre di fondi sufficienti per coprire i costi di riparazione e garantire un funzionamento in sicurezza.
Si stimava che gli interventi essenziali avrebbero richiesto almeno 170 milioni di corone ceche:
circa 120 milioni per la sostituzione dei cavi di sostegno, e 25 milioni ciascuno per i trattamenti anticorrosione
e per la riparazione o l’ammodernamento degli ascensori.
La demolizione
Martedì 13 ottobre, nell’ambito dei preparativi, le luci installate sulle torri sono state spente e rimosse,
per evitare che i frammenti di vetro si disperdessero al momento del crollo.
Václav Pažout, specialista del patrimonio immobiliare di CRA, ha spiegato che i due tralicci dovevano essere demoliti contemporaneamente
poiché i loro cavi di sostegno si incrociavano. Il crollo controllato è stato progettato in modo che le strutture si ripiegassero su un’area circoscritta,
anziché abbattersi su una superficie più ampia. “È andato tutto esattamente come previsto”, ha commentato Mikula,
paragonando il movimento delle strutture a quello di un metro pieghevole.
Durante le operazioni di demolizione, la Polizia ha temporaneamente interrotto il traffico sulla strada I/12, che collega Praga a Kolín.
Mikula ha osservato che la gestione della sicurezza pubblica si è rivelata un compito più impegnativo rispetto ai preparativi tecnici.
Gli organizzatori hanno aumentato il numero previsto di pattuglie di sicurezza da sei a 28, con un ulteriore dispiegamento di forze dell’ordine.
È stato inoltre utilizzato un sistema di termografia per monitorare la vegetazione circostante,
dopo che alcuni spettatori hanno tentato di raggiungere punti di osservazione all’interno dell’area interdetta.
L’acciaio verrà riciclato
L’azienda di demolizioni Kovo-Central ha ora preso in carico il sito.
I macchinari provvederanno a sezionare le strutture crollate in parti più piccole, che verranno preparate per il trasporto,
allontanate dal sito e avviate al trattamento e al riciclo.
La CRA ha stabilito un periodo di 20 giorni per lo smantellamento e la rimozione dell’acciaio,
includendo un margine di tempo per eventuali condizioni meteorologiche avverse.
Le decisioni relative alle infrastrutture rimanenti, compresi i blocchi di ancoraggio, saranno prese in accordo con i proprietari dei terreni.
L’impianto Liblice B è entrato in funzione nel dicembre 1976.
La Radio Ceca ha interrotto le trasmissioni in onde medie da questo sito nel 2021, seguita, nel marzo 2025, dall’uscita di scena di Country Radio.
Il sito di Krašov detiene ora il record di altezza ceco
La struttura che ha preso il posto di Liblice come la più alta del Paese è il traliccio di Krašov, situato tra le località di Bezvěrov e Krašov.
Un precedente traliccio, che sorgeva nello stesso punto, fu gravemente danneggiato dalle forze di occupazione sovietiche nell’agosto del 1968
e sostituito alcuni anni più tardi.

NOVE COMPIE 10 ANNI! AL VIA "ANCORA PIÙ NOVE",
LA CAMPAGNA CHE CELEBRA IL COMPLEANNO DEL CANALE
Dal 15 ottobre il canale festeggia il traguardo con risultati in crescita e il miglior ottobre di sempre
Dieci anni di intrattenimento, informazione e grande satira: Nove festeggia il suo primo decennio con “Ancora più Nove”,
la campagna multipiattaforma che dal 15 ottobre, per un mese, accompagnerà il pubblico on air, sui social,
su discovery+ e sulla interactive TV. Cuore della campagna è il promo reel Ancora più Nove,
un racconto corale che riunisce i volti e i programmi che in questi dieci anni hanno costruito l’identità del canale.
Il compleanno diventa parte integrante dell’immagine di rete: un logo celebrativo che unisce il marchio Nove al numero 10,
in piena coerenza con l’identità del canale, accompagnerà in versione animata la programmazione e i promo per tutta la durata della campagna,
mentre gli scatti dei talent si ricompongono fino a trasformare lo zero del 10 nella “O” di Nove,
a sottolineare quanto il canale e i suoi protagonisti siano ormai un tutt’uno.
NOVE compie 10 anni
“In dieci anni Nove è diventato uno dei pilastri dell’offerta free italiana,
con un’identità editoriale chiara e un rapporto sempre più solido con il pubblico.
I risultati di questo autunno confermano la forza di un modello che integra lineare, digital e streaming
e che mette al centro talent e contenuti originali. Ancora più Nove celebra questo percorso e guarda avanti,
con l’ambizione di continuare a crescere su tutte le piattaforme”, dichiara Laura Carafoli, SVP Head of Content Southern Europe.
La celebrazione si estende a tutto l’ecosistema di Nove, a conferma della sua vocazione multipiattaforma.
Sui social sono i talent stessi a fare gli auguri e a raccontare il canale in prima persona, affiancati da quiz dedicati agli show
e da contenuti che ne valorizzano la memoria, come Crozza Anthology, che ripercorre dal 2017 a oggi uno dei filoni più iconici di Maurizio Crozza:
i suoi Presidenti del Consiglio, da Gentiloni a Meloni.
Su discovery+ uno spazio dedicato dà ulteriore visibilità ai programmi protagonisti del reel,
mentre la interactive TV coinvolge direttamente il pubblico con sette appuntamenti tra sondaggi e quiz nell’arco di circa 40 giorni.
Un approccio integrato che rafforza il legame con una community sempre più ampia e trasversale.
Il compleanno arriva in un momento di crescita record: Nove sta realizzando il miglior ottobre di sempre in total day,
con il 2,6% di share (+6% sullo scorso anno) e il nono posto tra i canali nazionali, così come è in crescita in prime time con il 3,2% (+9%)
e l’ottavo posto. Risultati che confermano il 2026 come anno record: 2,5% di share nelle 24 ore (+7%), ottavo canale nazionale,
e 2,8% in prime time, nono canale. A trainare gli ascolti è un’offerta capace di parlare a pubblici diversi.
Che tempo che fa è ripartito con 1,4 milioni di spettatori e l’8,6% di share (1,8 milioni e l’11% di share con il simulcast),
mentre Fratelli di Crozza ha toccato il milione di spettatori e il 5,5% di share con la seconda puntata.
Little Big Italy (552mila spettatori, 3,3%) e Accordi & Disaccordi (447mila, 3,4%) stanno vivendo la loro miglior stagione di sempre,
e Cash or Trash è salito nell’ultima settimana a 622mila spettatori e al 3,1% di share.

PER L' AD DI EI TOWERS LA FUSIONE CON RAI WAY RESTA "VALIDA"
Le dichiarazioni sembrano ridimensionare alcuni retroscena riguardanti la società delle torri controllata da F2i e MFE,
si parla di un ritorno a Piazza Affari o di un’aggregazione con altri operatori
Fatto
ItalyPost riporta che, a margine del Digital Innovation Forum, Guido Barbieri, amministratore delegato di EI Towers,
ha ribadito che la fusione con Rai Way resta “assolutamente valida” dal punto di vista industriale.
Una riapertura nel breve appare improbabile, ma nel lungo termine auspica che si possa “trovare la quadra”.
Barbieri ha inoltre sottolineato che il digitale terrestre resterà centrale per molti anni.
Effetto
Le dichiarazioni di Barbieri sembrano ridimensionare le indiscrezioni riportate in settimana da QN,
secondo cui gli azionisti di EI Towers starebbero valutando una nuova quotazione o una possibile integrazione con Cellnex.
Entrambi gli scenari ci sembrano comunque poco probabili nel breve.
Un’IPO di EI Towers potrebbe in prospettiva facilitare una riapertura delle trattative con Rai Way, risolvendo il tema valutativo,
uno dei principali ostacoli alla precedente fusione, attraverso una valorizzazione definita dal mercato.
Tuttavia, richiederebbe tempi lunghi considerando la volatilità dell’attuale contesto macroeconomico,
ma anche una maggiore visibilità sulla durata dei contratti con i principali clienti e sul quadro regolatorio post-2032,
quando scadranno gli attuali diritti d’uso delle frequenze TV. Meno credibile, a nostro avviso, un deal con Cellnex,
considerando la fase di deleveraging del gruppo e le limitate sinergie industriali cross-border,
dato che Cellnex è attiva nel segmento broadcast esclusivamente in Spagna.


NETFLIX ANNUNCIA IL LICENZIAMENTO DI CIRCA 1000 DIPENDENTI, IL 6% DELLA FORZA LAVORO
Dopo le indiscrezioni trapelate negli ultimi giorni, Netflix ha annunciato oggi ufficialmente il licenziamento di circa mille dipendenti,
ovvero il 6% della forza lavoro globale. Si tratta della riduzione del personale più importante dal 2022,
all’epoca della cosiddetta “Great Netflix Correction” che vide il licenziamento di circa 450 dipendenti.
Questo nuovo round avviene nell’ambito di una riorganizzazione finalizzata a sostenere la crescita.
Come riporta il WSJ, i dipendenti sono stati informati mercoledì mattina attraverso un memorandum firmato dai co-CEO Ted Sarandos e Greg Peters.
I tagli interesseranno soprattutto i reparti dedicati a prodotto, tecnologia, legal e risorse umane.
La decisione arriva in un momento particolare per Netflix, che continua a registrare profitti solidi
e a mantenere la leadership nel mercato dello streaming in abbonamento, ma deve fare i conti con un rallentamento della crescita.
Negli ultimi mesi, infatti, l’engagement degli utenti ha mostrato segnali di stagnazione,
una tendenza particolarmente delicata considerando la crescente importanza della pubblicità tra le fonti di ricavo dell’azienda.
Lo stesso Sarandos aveva ammesso le difficoltà lo scorso 30 settembre, durante il Bloomberg Screentime Summit,
quando aveva dichiarato che “nel complesso, non stiamo crescendo alla velocità che vorrei e stiamo lavorando per accelerare”.
In questi anni lo streamer ha evitato sostanzialmente licenziamenti su larga scala, limitandosi a interventi su specifici reparti.
Maggiori dettagli verranno comunicati la prossima settimana, in occasione della presentazione dei risultati finanziari del terzo trimestre.
Di seguito la traduzione integrale del messaggio inviato ai dipendenti e riportato da THR:
Team, Volevamo comunicarvi che stiamo apportando una serie di cambiamenti organizzativi e che, di conseguenza,
dovremo separarci da circa il 6% dei nostri colleghi, con l’impatto maggiore sui team dedicati al prodotto,
alla tecnologia, agli affari legali e alle risorse umane. Decisioni come queste non sono mai facili e non le prendiamo alla leggera.
La nostra massima priorità oggi è sostenere coloro che lasceranno Netflix. Il processo varierà in parte da Paese a Paese,
ma i responsabili contatteranno presto i dipendenti interessati.
Se siete tra coloro che lasceranno l’azienda, sappiate che vi sosterremo durante tutta questa transizione
e faremo in modo che abbiate la massima chiarezza possibile sulle circostanze e sulle ragioni di questa decisione. Vogliamo anche dirvi grazie.
Ciò che avete costruito e la dedizione che avete portato in Netflix hanno lasciato un segno duraturo e ve ne saremo sempre grati.
Per il resto del team, sappiamo che anche voi avete delle domande.
La nostra missione – intrattenere il mondo – è ambiziosa e realizzarla richiede disciplina nello stabilire
dove concentrare le nostre persone e le nostre risorse.
La nostra attività è solida e in crescita e siamo tuttora sulla buona strada per raggiungere le previsioni relative all’intero anno.
Continueremo a investire con decisione nelle aree a maggiore impatto, per migliorare il nostro servizio
e promuovere ulteriormente la crescita e l’innovazione. Per farlo, dobbiamo compiere scelte mirate in tutta l’azienda,
così da poter continuare a offrire risultati ai nostri abbonati, partner, dipendenti e investitori.
Sappiamo che cambiamenti come questi sono difficili, ma cerchiamo di mantenere la concentrazione.
Questo è uno dei periodi più dinamici nella storia dell’intrattenimento ed è un momento particolarmente adatto a un’azienda come la nostra,
nata dall’incontro tra tecnologia e intrattenimento. Ora spetta a noi essere all’altezza di questo momento, insieme, come abbiamo sempre fatto.
Ted e Greg
Seguiranno ulteriori aggiornamenti.
