Domenica 16 agosto 2026

TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA

Pubblicato il 16/08/2026 alle ore 11:55
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE

RADIO DAB - MUX CR DAB (SICILIA): ATTIVATO IL SEGNALE DA AGRIGENTO E SIRACUSA

Iniziamo parlando della radio digitale.
Cominciamo dalla Sicilia, dove è stato acceso il Mux CR DAB
sui Canali 8A dal ripetitore di RUPE ATENEA ad Agrigento
e 10C dalla postazione di VIA ITALIA 103 a Siracusa.
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
SICILIA
Canale 8A (195,936 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Rupe AteneaAgrigentoAG
Piana delle ForcheEriceTP
Canale 10C (213,360 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Contrada Carminello – Via SeminaraValverdeCT
Via Italia 103SiracusaSR
Canale 12A (223,936 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte PellegrinoPalermoPA
CALABRIA
Canale 12A (223,936 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte ScrisiScillaRC

RADIO DAB - MUX RIA SARDEGNA: NUOVA ATTIVAZIONE IN PROVINCIA DI ORISTANO

Ci spostiamo in Sardegna per segnalare l’accensione del Mux RIA SARDEGNA
sul blocco 12B dal ripetitore di PUNTA BADDE URBARA a Santu Lussurgiu (OR).
Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

SARDEGNA
Canale 9C (206,352 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte SerpeddìSinnaiCA
Canale 12B (225,648 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Punta Badde UrbaraSantu LussurgiuOR

Postazione di PUNTA BADDE URBARA a Santu Lussurgiu (OR)

VENETO: IL CALDO METTE KO IL SEGNALE TV; DISAGI IN TUTTA LA PROVINCIA DI TREVISO

C’è chi non vede più Rai 1, chi ha perso i canali Mediaset e chi ha l’audio intermittente o addirittura lo schermo nero.
Colpa della propagazione troposferica: centinaia di chiamate agli antennisti
 
«Succede anche a voi?». Prima nelle chat, poi sui social, infine agli antennisti.
In tutta la Marca, da Treviso al Coneglianese, fino a Castelfranco e Montebelluna,
negli ultimi giorni la stessa domanda è rimbalzata da una casa all’altra.
C’è chi non vede più Rai 1, chi ha perso i canali Mediaset, chi si ritrova davanti immagini squadrettate,
audio intermittente o addirittura lo schermo nero. Il primo pensiero è sempre lo stesso: si sarà rotta l’antenna?
In realtà, il problema nasce molto più in alto.
L’ondata di caldo che investe il Veneto ha mandato in difficoltà il digitale terrestre,
e gli antennisti hanno raccolto centinaia di segnalazioni da tutta la Marca.
A Treviso, Flavio Romanello, presidente di Confartigianato Treviso e titolare della Elettroradio di Casale sul Sile,
riferisce circa un centinaio di richieste. Nel Coneglianese, Christian Trentin, della Elco Elettronica, racconta:
«Mercoledì, alle 9.30, ne avevamo già ricevute una quarantina».
Tra Castelfranco e Montebelluna, Andrea Siben, della Siben Elettronica, ne conta una cinquantina
e indica nella combinazione di caldo e umidità una delle cause dei disturbi.
Il problema riguarda il segnale ricevuto dall’antenna sul tetto, non la televisione via internet.
«Con temperature tra i 35 e i 38 gradi il fenomeno è più frequente.
Se il caldo persiste anche di notte il segnale fatica a ristabilirsi», spiega Romanello.
«Non accade solo nel Trevigiano: nei giorni scorsi problemi analoghi si sono verificati anche nella zona di San Donà».
Tra i segnali più interessati ci sarebbe quello che raggiunge la Marca dalla direttrice del Monte Venda.
Il responsabile ha un nome: propagazione troposferica.
Con temperature elevate e particolari condizioni atmosferiche, le onde radio possono seguire percorsi diversi dal normale e interferire con il segnale televisivo.
Anche Rai Way, società del gruppo Rai che si occupa della distribuzione del segnale,
ha spiegato che il caldo può favorire le cosiddette «interferenze estive», compromettendo la ricezione del digitale terrestre.
La documentazione tecnica dell’ European Broadcasting Union cita tra gli effetti possibili blocchi, audio intermittente e schermo nero.
«Le antenne con più di dieci anni sono più sensibili al degrado del segnale.
Adeguarle può aiutare, ma non elimina un fenomeno atmosferico», osserva Romanello.
«Per questo spesso non usciamo: rischieremmo di far pagare un intervento senza poter risolvere un problema che non dipende dall’impianto».
Che cosa fare, allora? Il consiglio è di non risintonizzare il televisore durante il disservizio.
«Si rischia di memorizzare un segnale degradato. Meglio attendere che la situazione torni alla normalità», conclude Romanello.
Chi ha una Smart Tv o un decoder collegato al router può seguire i programmi via internet. Per tutti gli altri serve pazienza:
quando temperature e condizioni atmosferiche torneranno a stabilizzarsi, nella maggior parte dei casi anche il segnale tornerà a vedersi regolarmente.
 

TOSCANA: PARTITO IL CANTIERE PER INSTALLARE LA STAZIONE 5G A STAZZEMA (LU)

“Ecco dove verrà installata la seconda antenna del 5G nel nostro territorio”.
Inizia così il videomessaggio che il sindaco Maurizio Verona e il capo gabinetto Tiziano Baldi Galleni hanno fatto
dopo un apposito sopralluogo a Stazzema al cantiere in cui verrà realizzata la nuova stazione radio base per la telefonia mobile.
Si tratta, più precisamente, del nuovo palo multioperatore per l’installazione delle antenne
che permetteranno la ricezione radiomobile a Farnocchia e Mulina,
oltre a migliorare il servizio per nelle frazioni di Pomezzana, Volegno, Cardoso e Pruno.
“Stiamo portando Stazzema verso la “civiltà” – ha spiegato il primo cittadino – sotto il punto di vista della connettività della telefonia mobile.
Era un nostro obiettivo e lo abbiamo centrato.
Dietro questi interventi non ci sono solo attività amministrative, ma anche capacità relazionalei messe in campo:
ci siamo affidati a Tiziano e questi sono i risultati.
Come amministrazione comunale ringraziamo inoltre la società pubblica Infratel e il suo amministratore delegato,
la società Inwit e i suoi collaboratori, e le società Vodafone e Fibercop”.
Galleni, nel videomessaggio, ha poi ricordato che nel giro di un anno sono state installate due antenne dopo quella dell’estate scorsa a Levigliani.
“È un lavoro straordinario – dice – e possiamo dire che il nostro è uno dei pochi comuni
che alla fine del Pnnr avrà installato due impianti di telecomunicazione.
Tutto questo dopo un percorso difficile, con tanta determinazione e voglia di raggiungere il risultato,
andando oltre gli ostacoli che si sono presentati.
Stiamo lavorando anche per un’antenna nel Parco della pace di Sant’Anna di Stazzema: sarà un cosa straordinaria”.
 

UMBRIA: PASSIGNANO SUL TRASIMENO (PG), UOMO INCAPPUCCIATO SCENDE DALL' AUTO E DÀ FUOCO ALL' ANTENNA. IL SINDACO PASQUALI: "PENA CERTA E SEVERA"

Il rogo che ha bloccato il segnale con disservizi e proteste tra i cittadini
 
Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso un uomo, mercoledì mattina tra le 10.15 e le 10.25,
che con il volto coperto e guanti ha appiccato il fuoco all’antenna telefonica di via San Crispolto,
un impianto camuffato da finto cipresso situato sulle colline che sovrastano il lago Trasimeno,
proprio sopra la galleria del raccordo Perugia-Bettolle, nel territorio comunale di Passignano sul Trasimeno.
Le fiamme hanno danneggiato gravemente la cabina di telecomunicazione e messo fuori uso il ripetitore,
causando ingenti disagi alla rete internet e alla telefonia mobile per cittadini, commercianti e turisti della zona.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i Vigili del fuoco, i Carabinieri della Compagnia di Città della Pieve e la Polizia locale,
seguiti dal vicesindaco Matteo Castellani e dal presidente del consiglio comunale Stefano Mortini.
Le indagini, condotte dai militari dell’ Arma, si stanno concentrando sull’analisi dei filmati di sorveglianza.
Al vaglio degli inquirenti ci sono le immagini di tre videocamere: due installate da privati e una di proprietà di un’azienda del settore della telefonia.
I video potrebbero aver ripreso elementi decisivi, sebbene l’identità dell’autore non sia ancora stata accertata.
Un ulteriore tassello emerso nelle ultime ore riguarda la dinamica degli spostamenti:
secondo alcune ricostruzioni, l’incendiario sarebbe arrivato sul luogo del delitto a bordo di un’automobile,
utilizzata poi per allontanarsi dopo aver innescato il rogo.
I Carabinieri stanno ora setacciando le immagini di tutte le telecamere presenti nel paese per tracciare il percorso del veicolo e risalire al responsabile.
Per quanto concerne le modalità con cui è stato appiccato il fuoco, gli investigatori ipotizzano l’uso di un innesco rudimentale.
Tra le piste più accreditate ci sarebbe l’impiego di diavolina o mortaretti,
ma saranno necessari ulteriori accertamenti tecnici per stabilire con certezza la natura dell’innesco.
I Carabinieri stanno lavorando su diverse ipotesi investigative. In base ai primi riscontri, è stata esclusa la pista anarchica,
poiché manca qualunque tipo di rivendicazione e il gesto è avvenuto in pieno giorno.
L’attenzione si concentra invece su due possibili profili: quello di un piromane, forse affetto da una patologica ossessione per il fuoco,
o quello di un “fanatico” anti-5G, influenzato da teorie complottiste che vedono nelle antenne un pericolo per la salute.
A rafforzare l’ipotesi di un movente mirato contro le infrastrutture di telecomunicazione è il fatto che non si tratti di un episodio isolato.
Negli ultimi due anni, la zona è stata teatro di numerosi atti vandalici ai danni di ripetitori telefonici.
In passato sono stati tagliati i cavi di altri impianti e si sono verificati diversi principi di incendio,
spesso in concomitanza con i lavori di riparazione delle linee.
Gli inquirenti stanno quindi verificando la possibilità che esista un collegamento tra questo rogo e gli atti precedenti,
suggerendo che potrebbe trattarsi dello stesso autore o di un gruppo organizzato.
Il rogo di mercoledì ha aggravato una situazione già critica per il territorio di Passignano,
che da tempo soffre per la debolezza del segnale e i continui disservizi di rete.
Il sindaco Sandro Pasquali, che ha seguito la vicenda con un post sui social, ha espresso tutta la sua preoccupazione:
“Confido nell’operato delle forze dell’ordine nell’individuare i responsabili che possano poi avere una pena certa e severa”,
ha scritto il primo cittadino, ringraziando le forze di polizia per il tempestivo intervento.
Pasquali ha sottolineato l’importanza delle telecamere di videosorveglianza presenti sul territorio,
auspicando che queste consentano di risalire presto ai colpevoli, da affidare poi “al corso regolare della giustizia”.
Infine, il sindaco ha rivolto un appello per la velocizzazione del ripristino della rete, definita ormai un servizio essenziale per la collettività.
Ha comunque rassicurato i cittadini precisando che, nonostante i disservizi, i numeri di emergenza e soccorso restano attivi e raggiungibili.
 

SICILIA: DAL CANALE 87 RIPARTE LA NOSTRA STORIA; A SETTEMBRE SI ACCENDE CORE TV

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha autorizzato l’avvio delle trasmissioni televisive
 
Dove eravamo rimasti? Forse proprio da qui. Dal canale 87.
Ci sono storie che, anche quando sembrano finite, trovano il modo di ricominciare.
La nostra è una di queste. Siamo otto.
Otto ex dipendenti di Telesud che, dopo il licenziamento, si sono trovati davanti a una scelta tutt’altro che semplice:
fermarsi oppure provare a costruire qualcosa di nuovo. Abbiamo scelto la seconda strada.
Ci siamo messi insieme, abbiamo costituito una cooperativa, abbiamo dato vita a Media Core
e abbiamo iniziato a immaginare una televisione che fosse nostra.
Non soltanto un posto di lavoro, ma un progetto editoriale, una sfida, un modo per continuare a fare quello che sappiamo fare:
raccontare il territorio, le sue persone, le sue storie. Quella televisione oggi ha un nome: CoreTv. E adesso ha anche una frequenza.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha autorizzato l’avvio delle trasmissioni di CoreTv sul canale 87 del digitale terrestre.
A settembre, terminate le ultime attività tecniche e organizzative, inizieremo ufficialmente a trasmettere.
Ma quel numero, per noi, non è un numero qualsiasi: è l’87.
Lo stesso canale che per anni ha accompagnato le nostre giornate, le nostre dirette, le nostre corse contro il tempo,
le telefonate dell’ultimo minuto, le notizie da verificare, le telecamere accese e quelle storie che entravano nelle case del territorio.
È il canale sul quale abbiamo imparato questo mestiere e sul quale, oggi, torniamo con un progetto completamente nuovo.
Non è un ritorno al passato. E non vuole esserlo. È piuttosto un modo per prendere ciò che abbiamo imparato,
ciò che siamo stati e trasformarlo in qualcosa che guarda avanti.
Per questo l’autorizzazione del MIMIT ha per noi un significato che va oltre l’aspetto tecnico e amministrativo.
È il segnale che il percorso cominciato dopo una porta che si è chiusa può davvero trasformarsi nell’apertura di un’altra.
Dove eravamo rimasti? Forse era questa la domanda che ci siamo fatti quando abbiamo deciso di ricominciare.
La risposta, adesso, è semplice: eravamo al canale 87. E da lì ripartiamo.
Con un nome nuovo, una società nuova, una squadra che ha scelto di mettersi nuovamente in gioco
scommettendo i risparmi di una vita con una idea precisa di televisione.
Una televisione fatta di territorio, persone, notizie e futuro. A settembre si accende CoreTv.
E sì, un po’ sembra che il cerchio si sia chiuso. Ma, in fondo, non è un cerchio. È una nuova partenza.
Desideriamo, poi, ringraziare tutti i professionisti e i collaboratori che hanno contribuito, a vario titolo, al completamento dell’iter ministeriale.
La data esatta dell’accensione e l’avvio del palinsesto completo saranno comunicati nelle prossime settimane.
Intanto, da settembre ci vediamo sul canale 87.
 
Nicola, Maurizio, Chiara, Nicola, Nicola, Ivan, Guido, Mirko
 

SPAGNA: LA CNMC QUANTIFICA IL PESO DEL DTT NONOSTANTE L' ASCESA DELLE PIATTAFORME

Nonostante la crescita delle piattaforme di streaming e del consumo audiovisivo online,
la televisione digitale terrestre continua a rivestire un ruolo centrale in Spagna.
La CNMC (Commissione Nazionale per i Mercati e la Concorrenza) ha recentemente riesaminato il mercato responsabile
della distribuzione dei segnali televisivi nelle abitazioni e ritiene che necessiti ancora di una regolamentazione specifica.
Uno dei dati emersi dall’analisi è particolarmente significativo:
la televisione digitale terrestre rappresenta circa il 71% del consumo di televisione lineare in Spagna
e rimane uno dei principali canali di accesso a notizie ed eventi considerati di interesse generale.
 
Un mercato che si avvicina ai 173 milioni di euro
La Commissione nazionale per i mercati e la concorrenza ha avviato una consultazione pubblica sulla revisione del mercato
all’ingrosso del servizio di trasmissione del segnale televisivo terrestre,
ovvero l’infrastruttura che consente alle emittenti di distribuire le proprie trasmissioni DTT praticamente su tutto il territorio nazionale.
Nel 2025, questo mercato ha generato ricavi per circa 173 milioni di euro,
corrispondenti ai pagamenti effettuati dalle emittenti agli operatori di telecomunicazioni responsabili della fornitura dei servizi
necessari alla distribuzione del segnale. La CNMC sottolinea inoltre la stabilità che questa attività ha mantenuto negli ultimi anni.
 
La televisione digitale terrestre (TDT) resiste alla crescita dello streaming
L’organismo di regolamentazione riconosce che l’ecosistema audiovisivo spagnolo è cambiato considerevolmente
a causa dell’avanzamento delle piattaforme di video on demand e di altri servizi audiovisivi online.
Tuttavia, la televisione tradizionale conserva ancora un peso significativo nell’analisi specifica del consumo di televisione lineare.
La sua copertura pressoché universale, l’accesso gratuito e il ruolo nella diffusione di notizie ed eventi importanti rimangono alcuni dei suoi principali punti di forza.
 
Cellnex mantiene una posizione dominante
L’indagine si concentra anche su Cellnex, società che, secondo i risultati preliminari della CNMC,
continua a detenere un potere significativo nel mercato all’ingrosso della trasmissione televisiva terrestre.
La creazione di una rete alternativa di centri di trasmissione e ritrasmissione con copertura nazionale richiederebbe investimenti molto elevati,
il che rappresenta un ostacolo significativo all’emergere di nuovi concorrenti.
Gli operatori alternativi continuano a dipendere fortemente dall’infrastruttura controllata da Cellnex.
Attualmente, l’azienda è obbligata a fornire ai propri concorrenti servizi di colocation
e interconnessione nei suoi centri di trasmissione a condizioni e prezzi regolamentati e supervisionati dalla CNMC.
 
Cellnex propone di modificare parte del regolamento
Al contempo, Cellnex ha presentato una serie di impegni che potrebbero sostituire alcuni dei suoi obblighi attuali.
Tra questi, il mantenimento dell’accesso di terzi alla propria infrastruttura e l’istituzione di un sistema di stabilità dei prezzi per cinque anni,
con aggiornamenti legati all’indice dei prezzi al consumo (IPC).
La proposta prevede inoltre di allentare alcuni obblighi relativi alla vigilanza contabile e alla trasparenza,
pur mantenendo l’offerta di riferimento per l’accesso ai centri di emissione.
La CNMC ritiene, per ora, che non vi siano prove sufficienti a suggerire che il mercato possa evolversi
verso una concorrenza effettiva senza regolamentazione nel medio termine.
 
La decisione verrà presa dopo settembre
Le aziende e le altre parti interessate possono presentare i propri commenti entro il 30 settembre 2026.
Successivamente, la CNMC deciderà se mantenere gli obblighi normativi vigenti, modificarli o accettare, in tutto o in parte, gli impegni proposti da Cellnex.
L’analisi, dunque, quantifica ancora una volta la continua importanza della televisione tradizionale in Spagna.
Mentre le piattaforme di streaming continuano a guadagnare terreno,
la televisione digitale terrestre rappresenta ancora sette minuti su dieci della visione televisiva lineare
e mantiene un’infrastruttura difficile da replicare per gli operatori alternativi.
 

WBD, BALLETTO DEI CANALI TV

La Cnn italiana con Antenna darebbe vita a modifiche nelle numerazioni del telecomando.
Dmax pronto a passare al 37, Discovery+Turbo al 59
 
Nulla è ancora definito poiché le trattative sono in corso e non sono state chiuse.
Ma se il progetto di collaborazione tra il gruppo Warner Bros. Discovery e il gruppo greco Antenna
(che ha rilevato Repubblica e le radio Deejay, m20 e Capital) dovesse andare in porto,
prevede il debutto di un canale tv marchiato Cnn all’lcn 52 del digitale terrestre, slot dove ora c’è Dmax (canale di WB Discovery),
che sarebbe una posizione perfetta per il canale concentrato sulle news e l’approfondimento giornalistico che ha in mente Antenna.
 
Un canale di notizie là dove ci sono già Rai news, Sky Tg24 e TgCom24
Questo perché in quella zona ci sono già Rai news al 48, Sky Tg24 al 50 e TgCom24 al 51.
Quello della Cnn sarebbe quindi il quarto canale tutto di notizie (c’è da chiedersi se in Italia ci sia ancora spazio per una offerta editoriale del genere),
e con l’occupazione dell’lcn 52 si tratterebbe di trovare un’altra collocazione per Dmax,
che resta un prodotto importante per Warner Bros. Discovery Italia
(gruppo televisivo che, ricordiamo, è quello con la marginalità più alta in Italia, meglio di Mediaset, Rai, Sky e La7).
 
L’idea di spostare Dmax all’lcn 37, che attualmente ospita Discovery
L’idea, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, sarebbe quella di spostare Dmax all’lcn 37, che attualmente ospita Discovery.
E, invece, di fondere Discovery e Turbo, spostando il canale Discovery all’lcn 59 (che attualmente ospita Turbo).
Alla fine di questo balletto, quindi, il gruppo WBD avrebbe in Italia un canale tv in meno gestito direttamente
(Turbo, che si fonderebbe con Discovery), dopo aver già affidato, da metà luglio,
la gestione di K2 e Frisbee alla joint venture Boing controllata da Mediaset,
ma valorizzerebbe il brand Cnn attraverso la partnership con il gruppo Antenna.
 

CASO TRING, LA LEGA INTERROMPE IL SEGNALE:
NIENTE PIÙ SERIE A E COPPA ITALIA SULLA PIATTAFORMA ALBANESE

Il comunicato pubblicato venerdì pomeriggio aggiunge come questo provvedimento rimanga in vigore
«almeno fin quando l’emittente non darà sufficienti garanzie di riuscire a evitare che dall’Italia si possa usare tale piattaforma».
 
Dopo il caso del segnale che travalica i confini nazionali, la Lega Calcio Serie A ha deciso,
come si legge nel comunicato pubblicato nel pomeriggio di venerdì,
di interrompere ogni contratto in essere con la piattaforma albanese Tring.
«La Lega Calcio Serie A comunica che, a partire da oggi, non fornirà i segnali di Serie A Enilive e Coppa Italia Frecciarossa a TRING,
broadcaster albanese, almeno fin quando l’emittente non darà sufficienti garanzie di riuscire a evitare che dall’Italia si possa usare tale piattaforma
per vedere le gare del campionato e della Coppa Italia.
Il contratto attualmente in essere, evidentemente, vieta tassativamente ogni forma di overspill del segnale in Italia
e impone la geolocalizzazione dei segnali OTT alla sola Albania», si legge nella nota ufficiale della Lega.
Va ricordato come fra Tring, piattaforma del tutto legale operante sul mercato albanese, e la Lega ci fosse un accordo in vigore,
fino a oggi, per la trasmissione della Serie A che portava un ricavo di 4 milioni nelle casse del massimo campionato italiano.
L’accordo preveda, come si legge nel comunicato della Lega, anche la trasmissione della Coppa Italia.
 

LA TURCHIA MULTA NETFLIX, HBO E DISNEY+ PER PROMOZIONE DELL' OMOSESSUALITÀ

Chiesta la rimozione di alcuni titoli:
“La rappresentazione delle relazioni LGBTQ+ come positive e normalizzate è considerata contraria alla struttura familiare turca,
ai valori morali e alla generale concezione dell’etica”
 
L’autorità statale per la radio e la televisione della Turchia (Rtuk) ha imposto sanzioni
contro alcune delle più popolari piattaforme di streaming, tra cui Netflix e Disney+,
a causa di film o serie presenti nel catalogo ritenuti promotori di pornografia, omosessualità e oscenità
e “contro i valori nazionali e morali della società”. Secondo un comunicato riportato dai media locali,
Rtuk ha imposto multe amministrative alle piattaforme di streaming a pagamento Netflix, Disney+, Hbo Max e Prime Video
a causa di alcuni titoli nel catalogo di cui ha anche chiesto la rimozione,
tra cui il documentario “Bang My Box: The Robin Byrd Story”, “Heartstopper: Forever” e la serie “A Teacher”.
Rtuk ha multato le piattaforme e chiesto la rimozione di alcuni contenuti ritenuti promotori di “pornografia”
a causa di “scene di rapporti sessuali che violano la natura umana e le norme morali universali”
e accusandoli di legittimare e promuovere relazioni omosessuali,
ritenendoli contrari “ai valori nazionali e morali della società, alla morale generale e al principio di tutela della famiglia”,
si legge nel comunicato.
“La rappresentazione delle relazioni LGBTQ+ come positive e normalizzate è considerata contraria alla struttura familiare turca,
ai valori morali e alla generale concezione dell’etica”, ha affermato Rtuk per giustificare le sanzioni.
La decisione di oggi è in linea con simili sanzioni già imposte da Rtuk in passato contro le stesse piattaforme di streaming,
accusate di trasmettere film o serie televisivi oscene e contrarie ai valori della famiglia in Turchia.
 

IRAN: UN ERRORE NEI SOTTOTITOLI DEFINISCE IL MINISTRO DEGLI ESTERI UN TRADITORE

A rivelare l’errore il giornale Iran international, che ha spiegato come a creare l’equivoco sia stata una lettera di troppo
 
Una lettera di troppo nella scritta in sovrimpressione e l’incidente è servito.
È accaduto alla tv iraniana quando è stata trasmessa una intervista al ministro degli esteri Abbas Aragchi,
nello schermo, in sovrimpressione è apparsa la scritta ministro dei caringiti, la setta che tradì e uccise il primo imam dello sciismo.
La parola esteri in farsi infatti, si scrive kareje mentre la scritta apparsa era kavarejeh cioè caringiti,
così il ministro degli esteri è diventato ministro dei caringiti.
 
Il refuso della tv di Stato
A pensare male, diceva qualcuno si fa peccato ma non si sbaglia quasi mai,
così molte persone hanno pensato che fosse un attacco al ministro,
che in queste ore sta portando avanti la trattativa con gli Stati Uniti per ricomporre il conflitto in una pace.
Un giornale riformista si è chiesto se davvero è un errore oppure un atto deliberato perché la tv ha un numero elevato di addetti,
ha sostenuto, il tabloid, che una scritta del genere in sovrimpressione non può essere sfuggita davvero a nessuno.
La parola caringita in Iran viene usata spesso per dare all’avversario del traditore.
Le trattative per la pace, come molte altre questioni, sono il terreno di scontro in questi giorni, nel paese, tra i falchi e i riformisti.
Il ministro degli esteri è considerato una colomba
mentre la tv di stato è in mano alla fazione tradizionalista che osteggia la linea del ministro Abbas Aragchi.
Ecco quindi che l’incidente è servito su un piatto d’argento per le polemiche politiche interne.
 

VIETNAM: PIANIFICAZIONE DI 28 CANALI DI FREQUENZA
PER LA TELEVISIONE DIGITALE TERRESTRE NELLA BANDA 470-694 MHZ

Il Ministero della Scienza e della Tecnologia ha previsto 28 canali di frequenza,
dal canale 21 al canale 48, per la televisione digitale terrestre nella banda 470-694 MHz;
di questi, 12 canali sono destinati alla trasmissione nazionale digitale terrestre, mentre alcuni canali sono assegnati a regioni specifiche.
Le unità che attualmente utilizzano canali di frequenza diversi da quelli previsti devono completare la conversione entro il 31 dicembre 2028,
salvo casi specificamente previsti
 
Il Ministero della Scienza e della Tecnologia ha appena pubblicato la Circolare n. 27/2026/TT-BKHCN del 31 maggio 2026,
relativa alla pianificazione dell’utilizzo dei canali di frequenza della televisione digitale terrestre nella banda 470-694 MHz.
La presente circolare si applica alle organizzazioni e alle persone coinvolte nella gestione e nell’utilizzo delle frequenze radio,
nonché alle organizzazioni e alle persone che producono, importano e commercializzano apparecchiature radio destinate all’uso in Vietnam.
Secondo il piano, la banda di frequenza 470-694 MHz è suddivisa in 28 canali,
dal canale 21 al canale 48, ciascuno con una larghezza di 8 MHz.
I canali di frequenza dal 21 al 32 sono assegnati alla trasmissione televisiva digitale terrestre a livello nazionale.
A ciascuna unità di radiodiffusione nazionale può essere concessa una licenza per l’utilizzo di non più di 4 canali di frequenza,
salvo quanto previsto al punto e della presente clausola.
I canali 29, 30, 31 e 32 sono prioritari per i sistemi di commutazione che attualmente utilizzano i canali di frequenza 42, 43, 44 e 45.
Sono previsti diversi canali per la televisione digitale terrestre, suddivisi per regione.
Nello specifico, i canali 35, 36 e 37 sono destinati alla regione settentrionale; i canali 33, 34 e 35 alla regione meridionale;
i canali 36 e 37 alle regioni centro-meridionali e degli altopiani centrali; e i canali 33 e 34 alle regioni nord-occidentali e centro-settentrionali.
I canali previsti per la televisione digitale terrestre nazionale e regionale possono essere presi in considerazione
anche per affrontare le dannose interferenze transfrontaliere, implementare i risultati del coordinamento delle frequenze transfrontaliere
e riutilizzare i canali di frequenza per ampliare la copertura, comprese le aree scarsamente servite, le regioni remote e le isole.
Le unità di trasmissione e di radiodiffusione sono responsabili del coordinamento reciproco per evitare di causare interferenze dannose.
Per la banda di frequenza 606-694 MHz, qualora un’emittente debba ottenere o rinnovare la propria licenza
per utilizzare lo stesso canale di frequenza della licenza esistente,
la richiesta di concessione o rinnovo verrà presa in considerazione fino al 31 dicembre 2028.
L’emittente è l’unica responsabile di tutte le questioni correlate, inclusi gli eventuali costi derivanti.
Dopo il 31 dicembre 2028, qualora il Dipartimento delle Radiofrequenze non avesse ancora notificato per iscritto
l’utilizzo della banda di frequenza 606-694 MHz per il sistema di Comunicazione Mobile Internazionale (IMT),
le unità di trasmissione e radiodiffusione che desiderano continuare a utilizzare il canale di frequenza
per mantenere le apparecchiature di trasmissione esistenti, senza investire in nuove apparecchiature,
potranno richiedere il rilascio o il rinnovo della propria licenza su base annuale.
Nel caso in cui il Dipartimento Radiofrequenze notifichi per iscritto a IMT l’utilizzo della banda di frequenza 606-694 MHz,
l’unità trasmittente e di radiodiffusione è tenuta a passare a un canale di frequenza idoneo
o a cessare l’utilizzo entro 6 mesi dalla data di ricezione della notifica.
Nella regione settentrionale, ad eccezione dei punti di trasmissione sul monte Tam Dao – Phu Tho,
delle zone montuose e della parte nord-orientale della provincia di Quang Ninh;
e nella regione meridionale, ad eccezione dei punti di trasmissione sul monte Cam – An Giang,
sul monte Chua Chan, sul monte Ba Ra – Dong Nai e sul monte Ba Den – Tay Ninh,
le unità di trasmissione e diffusione sono responsabili della diffusione della televisione digitale terrestre a frequenza singola.
Nelle regioni del Nord-ovest, del Centro-nord, del Centro-sud e degli Altipiani centrali,
la circolare incoraggia la trasmissione della televisione digitale terrestre a frequenza singola.
Per le unità di trasmissione e radiodiffusione che attualmente utilizzano canali di frequenza diversi da quelli previsti,
ad eccezione dei casi specificati ai punti e), commi 2, 3 e 4 dell’articolo 3,
la conversione ai canali di frequenza previsti deve essere completata entro il 31 dicembre 2028.
La circolare n. 37/2020/TT-BTTTT del 13 novembre 2020, emessa dal Ministro dell’Informazione e delle Comunicazioni
che promulgava il piano di utilizzo dei canali di frequenza per la televisione digitale terrestre nella banda 470-694 MHz,
è abrogata a partire dalla data di entrata in vigore della nuova circolare.