Giovedì 30 luglio 2026

ANALISI EUROPEE PER LO SPETTRO RADIOTELEVISIVO ITALIANO:
SITUAZIONE SEMPRE PIÙ COMPLICATA PER L' ITALIA IN BANDA FM,
PICCOLI PASSI IN AVANTI PER LA FINE DELLE INTERFERENZE TV ALBANESI
E PER LA FIRMA DELL' ACCORDO DAB NELL' AREA ADRIATICA-IONICA

Pubblicato il 30/07/2026 alle ore 11:25
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE
Il RSPG (Radio Spectrum Policy Group) ha organizzato 2 nuovi incontri via web il 15 Aprile ed il 19 Maggio.
Qui di seguito analizziamo esclusivamente ciò che riguarda l’ ITALIA.
 
A LIVELLO RADIOFONICO
INTERFERENZE FM
 
Proseguono senza sosta le interferenze FM italiane ai danni di FRANCIA, SLOVENIA, CROAZIA e MALTA.
 
Lo scorso aprile, l’ ITALIA ha presentato la sua valutazione della situazione delle interferenze FM
in relazione alla procedura d’infrazione della Commissione europea che non verrà contestata.
Sono stati segnalati problemi strutturali, come la mancanza di coordinamento, l’intenso sfruttamento della banda FM
e le favorevoli condizioni di propagazione troposferica dei segnali radiofonici.
 
È stato evidenziato uno squilibrio tra il numero totale di stazioni registrate in base agli accordi di Ginevra 1984
e quello delle emittenti attive nelle zone di confine.
Secondo l’ ITALIA, la Commissione europea non dovrebbe solo agevolare gli accordi tra le amministrazioni,
ma dovrebbe anche garantire l’equa applicazione delle norme tra le Nazioni coinvolte.
 
A tal proposito, l’ ITALIA ha segnalato per iscritto alcune irregolarità elencate schematicamente qui di seguito:
 
 
Isola d’Elba: trasmissioni dell’emittente pubblica transalpina Radio France, attive nell’isola d’Elba senza l’autorizzazione italiana.
Questo caso è stato identificato nel 2022 e l’ ITALIA ha già manifestato la propria intenzione nel mettere in regola le relative installazioni FM
 
Bonifacio (Corsica): aumento della potenza di trasmissione di Radio Nostalgie, sugli 88.3 MHz, da 100 W a 1000 W, senza alcuna richiesta di coordinamento.
Le soluzioni tecniche proposte dall’ ITALIA sono state rifiutate dalla FRANCIA che, nel frattempo, ha acceso gli 88.4 MHz dalla postazione di MONTE CORBU.
Questa frequenza sta disturbando un’emittente italiana registrata nel Piano GE84.
 
 
 
Controversie varie: in base alla documentazione presentata durante i procedimenti giudiziari,
le emittenti slovene sono state autorizzate a trasmettere a livelli di potenza superiori a quelli registrati nel Piano GE84.
Queste modifiche non coordinate hanno incrementato i livelli d’interferenza sul territorio italiano.
 
Postazione di MONTE CUCCO DI LUICO (in sloveno KUK): sono state individuate differenze tra i dati registrati nel Piano GE84 
ed i parametri effettivi del ripetitore.
Queste discrepanze riguardano anche le coordinate geografiche e l’altezza delle antenne.
Le valutazioni di compatibilità basate sui dati registrati rispetto ai parametri effettivi producono risultati diversi.
Questa postazione è particolarmente problematica perché situata su un crinale a meno di un chilometro dal confine italo-sloveno
ed i diagrammi di radiazione registrati nel Piano GE84 debordano in maniera rilevante anche in direzione dell’ ITALIA.
 
Uso inefficiente dello spettro: la stessa emittente slovena può essere sintonizzata su più frequenze sul territorio italiano
(in alcuni casi 8-10 frequenze diverse, ma in un caso addirittura 17!).
 
 
 
Livelli di segnale significativi: recenti misurazioni effettuate dalle autorità locali italiane hanno riscontrato importanti livelli di segnale
delle stazioni FM croate e slovene all’interno del territorio italiano, superiori ai 50 dBμV/m per la CROAZIA ed ai 60 dBμV/m per la SLOVENIA,
ed in alcuni casi anche oltre gli 80 dBμV/m.
Questi risultati rispecchiano quelli di una campagna di rilevazioni risalente al 2015,
durante la quale era stato segnalato un intenso utilizzo della banda FM nell’area adriatica.
 
L’ ITALIA è disposta a risolvere i problemi d’interferenza FM purchè tutte le parti rispettino le varie norme.
Inoltre chiede garanzie per l’ottenimento di un numero sufficiente di frequenze registrate nel Piano GE84
e considera impossibile spegnere tutte le stazioni non coordinate.
Infine l’ ITALIA ha realizzato la seguente tabella, mettendo in evidenza l’uso sproporzionato dello spettro radiofonico da parte di FRANCIA, SLOVENIA e CROAZIA:
 
Numero totale diritti GE84 registrati = FRANCIA: 7.882 – CROAZIA: 877 – SLOVENIA: 630
 
Numero stimato di stazioni nelle aree di competenza* = FRANCIA: 1.453; ITALIA: 730 – CROAZIA: 579; ITALIA: 485 – SLOVENIA: 458; ITALIA: 196
 
* La distanza approssimativa dal confine è la seguente: 100 km intorno a FRANCIA e SLOVENIA, 70 km intorno alla CROAZIA
 
 
L’ ITALIA ha riconosciuto che il numero effettivo di stazioni operative sul suo territorio supera quello registrato nel Piano GE84
e ha richiesto l’assistenza della Commissione europea per raggiungere un utilizzo più equilibrato ed equo delle frequenze registrate.
 
La FRANCIA è insoddisfatta della segnalazione italiana per le situazioni di Bonifacio e dell’isola d’Elba
e ha respinto le accuse di mancato rispetto delle norme.
 
Per quanto riguarda il caso dell’isola d’Elba, la FRANCIA ha affermato che Ici Radio Corsica Frequenza Mora sugli 88.2 MHz
France Culture sui 92.3 MHz, France Inter sui 96.8 MHz e France Musique sui 99.8 MHz sono attive da almeno 20 anni
in base ad un accordo con l’ ITALIA ed, in merito all’assenza dell’autorizzazione italiana,
ha dichiarato d’aver cercato di legalizzare le 4 emittenti attraverso un’intesa bilaterale secondo l’articolo RR.18.2.
 
La FRANCIA ha evidenziato che, da circa un anno, manca solamente il sigillo di convalida della bozza d’accordo.
L’ ITALIA ha condiviso il quadro giuridico per la licenza, che prevede il pagamento di tasse audiovisive, al quale la FRANCIA s’è impegnata ad aderire.
 
Il Paese transalpino vuole risolvere la situazione il prima possibile e non riesce a capire il motivo del ritardo da parte dell’ ITALIA.
Quest’ultima ha risposito che il funzionamento a lungo termine delle 4 emittenti francesi non significa automaticamente che fossero state autorizzate;
in passato non era stato siglato alcun accordo bilaterale per legalizzare la situazione.
Ha inoltre osservato che queste stazioni non sono registrate nel Piano GE84 e, dunque, l’ ITALIA può anche decidere di spegnerle.
La FRANCIA ha confermato l’intenzione di registrare le 4 emittenti nel Piano GE84, una volta che l’accordo con l’ ITALIA sarà formalmente firmato.
Il presidente del RSPG ha raccomandato che l’intesa ai sensi dell’articolo RR.18.2 venga comunicata al Segretario Generale dell’ITU.
 
 
In merito alla situazione di Bonifacio, la FRANCIA ha confermato che Radio Nostalgie è registrata nel Piano GE84 e dal 2008 subisce interferenze italiane.
In assenza di passi in avanti nella risoluzione di questo caso, sono stati ipotizzati il cambio di frequenza e postazione.
Una proposta, in attesa di risposta, è stata presentata all’ ITALIA.
Quest’ultima, in seguito alla lamentela per il disturbo proveniente dal ripetitore di MONTE CORBU,
è stata invitata dalla FRANCIA a presentare la relazione e la documentazione a supporto di tale affermazione
e di procedere con la compilazione del modulo dell’ Appendice 10 dell’ITU.
 
Il copresidente del RSPG ha confermato l’interferenza italiana in direzione di Bonifacio
e ha convalidato, in base ai calcoli d’intensità di campo, la proposta francese per l’attivazione degli 88.4 MHz dal MONTE CORBU.
 
 
Per quanto riguarda i 106.4 MHz, utilizzati da Corsica Radio dal ripetitore di PUNTA DELLA VARRA a Porto Vecchio (Corsica),
era prevista verso aprile una campagna di misurazioni simultanee tra ITALIA e FRANCIA.
 
La FRANCIA ha comunicato che l’ ITALIA ha deciso di sospendere tutte le attività di coordinamento delle frequenze FM in seguito alla procedura d’infrazione.
Le discussioni bilaterali servivano a registrare sia le stazioni transalpine sia quelle italiane.
 
In conclusione, la FRANCIA ha dichiarato che, nonostante abbia formalmente segnalato solo 2 casi d’interferenze FM,
sono circa 20 le frequenze disturbate dall’ ITALIA.
Quest’ultima ha fatto riferimento alla topografia del territorio come fattore che potrebbe facilitare la coesistenza tra le stazioni,
per quanto riguarda il raggiungimento di un equilibrio per la registrazione delle frequenze.
 
 
La SLOVENIA ha dichiarato che subisce interferenze FM italiane da oltre 20 anni
ed è stata costretta ad autorizzare un aumento della potenza irradiata effettiva come rimedio per contrastare questa situazione.
Questo provvedimento è stato applicato solo da alcune emittenti ed a risentirne principalmente è il territorio sloveno,
dove le stazioni trasmettono con livelli di interferenza compresi tra 80 e 90 dBμV/m.
La SLOVENIA ha sottolineato che l’aumento di potenza è provvisorio e sarà valido fino a quando non spariranno i disturbi italiani.
 
In merito alla postazione di MONTE CUCCO DI LUICO, la SLOVENIA ha dichiarato che le emittenti trasmettono in linea con la posizione concordata
e ha specificato che le coordinate geografiche registrate nel Piano GE84 non includono la corretta latitudine e longitudine.
Di conseguenza, l’esatta posizione degli impianti non può essere determinata con piena precisione su una mappa.
Inoltre, il Piano GE84 consente di spostare le stazioni entro un raggio massimo di 15 km dalle coordinate registrate.
Pertanto, queste emittenti dovrebbero essere considerate compatibili con il Piano GE84.
La SLOVENIA ha inoltre affermato che l’altitudine effettiva del MONTE CUCCO DI LUICO è di 1256 m sul livello del mare,
dato riportato nel Piano GE84 e corrispondente alla relativa vetta.
 
L’ ITALIA ha risposto che, pur essendo d’accordo che solo le stazioni coordinate hanno diritto alla protezione contro le interferenze,
alcune emittenti slovene, nonostante siano registrate nel Piano GE84, trasmettono a livelli di potenza tali
che le loro aree di servizio si estendono fino al territorio italiano.
 
Con riferimento al MONTE CUCCO DI LUICO, l’ ITALIA ha evidenziato che l’altezza effettiva dell’antenna
ed il diagramma di radiazione sono ottimizzati verso la propria direzione
e pertanto ritiene che la potenza dei segnali debba essere diminuita.
 
Per quanto riguarda i segnali FM sloveni ricevuti in ITALIA, la SLOVENIA ha dichiarato che questi sono legittimi,
in quanto completamente coordinati e registrati nel Piano GE84.
Ha respinto nettamente le accuse in merito ad un uso inefficiente dello spettro, visto che effettua delle rilevazioni periodiche
e, se necessario, revoca le licenze per poi riassegnarle tramite procedure competitive.
 
La SLOVENIA ha evidenziato che il territorio è prevalentemente collinare
e che la maggior parte delle emittenti citate dall’ ITALIA utilizzano impianti a bassa potenza con copertura limitata.
Inoltre ritiene errato valutare l’uso dello spettro solo in base al numero delle frequenze,
ma devono essere considerati anche parametri tecnici come l’area di copertura e la potenza irradiata.
 
La SLOVENIA ha richiesto all’ ITALIA una mappa completa di tutte le stazioni FM operative,
comprese sia quelle registrate nel Piano GE84 sia quelle non coordinate.
Per queste ultime, quasi certamente, qualcuna resterà esclusa dall’assegnazione coordinata delle frequenze,
a causa dell’eccessivo intasamento della banda FM.
 
La SLOVENIA ha suggerito all’ ITALIA di allineare i parametri tecnici delle sue stazioni FM con quelli registrati nel Piano GE84.
Il Paese balcanico ha inoltre commentato l’utilizzo dello spettro radio nei Paesi limitrofi, facendo riferimento alla Conferenza GE84
che ha suddiviso proporzionalmente le frequenze tra gli Stati e definito le procedure per l’aggiunta di nuove stazioni.
 
Ad esclusione dell’ ITALIA, che ha attivato nuove emittenti non coordinate, tutte le altre Nazioni hanno registrato nuove stazioni nel Piano GE84
ed ecco perché SLOVENIA e Croazia hanno un numero maggiore di frequenze registrate nelle zone di confine,
creando così la situazione di squiibrio lamentata dall’ ITALIA.
 
La SLOVENIA ha sostenuto che le interferenze dannose non sono l’unico problema e ha fatto riferimento al parere dell’ufficio legale dell’ITU
ed alle considerazioni del Comitato di regolamentazione delle radiocomunicazioni (RRB) in merito ai diritti e agli obblighi degli Stati membri.
Inoltre è preoccupata dal fatto che l’ ITALIA stia utilizzando frequenze non coordinate anche nell’ambito dell’Accordo di Ginevra 2006
e teme che l’attuale situazione della banda FM possa ripetersi anche con il DAB.
 
Per quanto riguarda i contenziosi legali, la SLOVENIA ha dichiarato che i tribunali italiani stanno ignorando gli obblighi dell’ ITALIA
derivanti dagli accordi internazionali, proteggendo così le stazioni italiane non coordinate.
Alcune sentenze hanno imposto alle emittenti slovene registrate in GE84 di ridurre le emissioni in direzione dell’ ITALIA,
pur trasmettendo nel rispetto dei parametri.
 
La SLOVENIA ha risposto che la presenza dei propri segnali radiofonici sul territorio italiano è legale e pienamente compatibile con le regole dell’ITU,
mentre le stazioni italiane che hanno presentato i reclami non sono registrate nel Piano GE84.
Inoltre ha ribadito che l’ ITALIA debba applicare le disposizioni dei regolamenti dell’ITU
e comunicare alle proprie emittenti non coordinate che non hanno diritto alla protezione dalle interferenze.
 
In merito alle misurazioni del 2015, l’ ITALIA ha ipotizzato che le rilevazioni delle trasmissioni slovene e croate siano state effettuate con le stazioni italiane spente.
Inoltre ha affermato che vengono effettuate misurazioni regolari utilizzando stazioni di monitoraggio fisse
dotate di antenne direzionali orientate verso trasmettitori stranieri per valutare i livelli d’intensità di campo nel territorio italiano.
 
È stato considerato impossibile lo spegnimento delle stazioni italiane non coordinate, come suggerito dalla SLOVENIA,
a causa del sovraffollamento della banda FM.
 
Il Paese balcanico ha risposto che la presenza del territorio italiano nelle aree di servizio di alcune stazioni slovene registrate in GE84
rispecchia l’accordo bilaterale firmato con l’ ITALIA alla Conferenza di Ginevra 1984.
La stessa situazione vale anche per alcune emittenti italiane e ciò non è un problema, visto che trasmettono in base ai parametri registrati.
 
La SLOVENIA ha ricevuto le mappe italiane che mostrano il numero di stazioni slovene sintonizzate in territorio italiano e le ha ritenute sbagliate,
in quanto probabilmente rappresentano risultati di misurazione cumulativi nelle aree di confine.
L’ ITALIA ha confermato la dichiarazione slovena.
 
La SLOVENIA ha inoltre spiegato che, durante le rilevazioni, le proprie stazioni vengono disattivate
e contemporaneamente vengono ricevute più emittenti italiane (solitamente da 5 a 6) sulla stessa frequenza,
di cui la maggior parte non risultano coordinate.
È stata presentata una relazione in cui vengono mostrati in contrapposizione l’uso tutto sommato ordinato della banda FM nell’area di Lubiana
ed il sovraffollamento nelle aree TriesteCapodistria e Gorizia – Nova Gorica,
dove sono stati segnalati elevati livelli di rumore di fondo ed un numero estremamente alto di segnali.
 
Nel corso degli anni, la SLOVENIA ha inoltrato ben 160 segnalazioni d’interferenze di lunga data,
ma senza ottenere i risultati sperati dall’ ITALIA, nemmeno per i casi prioritari
(ad esempio i 103.1 MHz utilizzati da Radio Capodistria dalla postazione di MONTE NANOS
con un livello di potenza inferiore alla soglia registrata nel Piano GE84).
 
Il Paese balcanico considera come soluzione definitiva lo spegnimento di tutte le stazioni FM e DAB non coordinate
od, in alternativa, la migrazione dall’FM al DAB e la rottamazione volontaria delle frequenze che si è dimostrata efficace per la banda UHF.
 
Riguardo allo spostamento dall’FM al DAB, l’ ITALIA ha replicato che, oltre alle considerazioni tecniche,
bisogna valutare l’impatto sugli utenti ed i mercati pubblicitari.
 
 
La CROAZIA ha affermato d’essere sostanzialmente d’accordo con la SLOVENIA
e che l’ ITALIA continua a parlare, ma senza passare concretamente ai fatti.
Dopo oltre un decennio di discussioni, infatti, continuano a subìre interferenze italiane ben 160 frequenze FM croate,
di cui ben 40 rientrano nell’elenco dei casi prioritari
(in particolare gli 89.7 MHz utilizzati da HRT-HR 1 dal ripetitore di MONTE BIOKOVO – SVETI JURE)
e per le quali era stata individuata, 10 anni fa, una risoluzione che non è mai stata attuata dall’ ITALIA.
Malgrado la persistente fase di stallo, la CROAZIA ha ribadito la disponibilità a rafforzare la collaborazione per ottenere finalmente risultati concreti.
Inoltre ha suggerito all’ ITALIA di condividere con i Paesi limitrofi un elenco completo delle sue stazioni trasmittenti.
 
Per quanto riguarda la suddivisione delle frequenze, la CROAZIA ha sottolineato che l’ ITALIA ha circa 4000-5000 stazioni FM registrate nel Piano GE84,
ma in pratica ne gestisce tra le 15000 e le 20000!
L’ ITALIA ha specificato d’averne registrate circa 4400, mentre a livello nazionale ne sono state autorizzate oltre 16000.
 
Qualsiasi discussione sul raggiungimento di una situazione equilibrata deve tener conto delle interferenze
ai danni delle stazioni coordinate in base a GE84, del numero effettivo di stazioni operative e del loro stato di coordinamento.
 
La CROAZIA ha riaffermato che l’ ITALIA non sta rispettando il Regolamento ITU e l’articolo 45 del Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche
e ritiene una buona soluzione lo spostamento dall’FM al DAB.
A tal proposito, spera in un’accelerazione dei lavori per la firma dell’accordo DAB del gruppo Adriatico-Ionico.
 
 
La Commissione europea ha ricevuto la risposta dell’ ITALIA alla lettera di messa in mora per la procedura d’infrazione
ed, a seguito di una valutazione, deciderà se procedere con la fase successiva di tale procedura.
 
Facendo riferimento alla discussione dello scorso febbraio, ed in particolare alle risposte fornite da CROAZIA, SLOVENIA e FRANCIA
contro le accuse italiane in merito al mancato rispetto delle norme applicabili,
la Commissione europea ha chiesto all’ ITALIA di indicare se anche altri Stati membri stiano violando il diritto dell’UE
o se contesta l’accusa di trasgressione del diritto dell’UE.
 
L’ ITALIA ha replicato che non contesterà la procedura d’infrazione, ha ribadito il mancato rispetto di alcune regole da parte di alcune Nazioni
e s’augura un aumento del numero di frequenze registrate nel Piano GE84 qualunque scelta venga presa ed approvata.
 
Lo scorso maggio, la Commissione europea ha dichiarato che la procedura d’infrazione avrebbe affrontato il tema della compatibilità con il diritto dell’UE,
ma da sola non avrebbe risolto i problemi d’interferenze FM italiane.
 
Così come la SLOVENIA, anche la FRANCIA ha ritenuto errata la presentazione italiana sulle stazioni al confine.
 
La FRANCIA ha inoltre espresso preoccupazione in merito alla gestione delle richieste di coordinamento a causa di ritardi,
assenza di risposte e casi in cui assegnazioni precedentemente concordate,
come i 99.8 MHz utilizzati da NRJ Côte d’Azur dalla postazione di SEMAFORO DI CAP MARTIN,
sono state successivamente contestate in fase di registrazione senza alcuna giustificazione.
 
Anche la SLOVENIA ha segnalato diversi casi in cui un precedente accordo scritto italiano è stato successivamente seguito da obiezioni
e ha sottolineato che tali casi minano la fiducia nel processo di coordinamento.
L’ ITALIA ha risposto che queste contestazioni potrebbero sopraggiungere per diversi motivi,
tra cui il trascorrere del tempo, cambiamenti di circostanze o difficoltà nel rintracciare precedenti scambi tra le amministrazioni.
 
La FRANCIA considera le opposizioni in sede ITU come parte del processo di coordinamento e non una violazione delle norme.
Inoltre provocano un ulteriore allungamento dei tempi nel processo di registrazione e nelle modifiche al Piano GE84.
 
Durante un incontro bilaterale, ha ricordato che dal 1985 è in vigore l’ Accordo di Hannover
che facilita e velocizza il coordinamento fra le amministrazioni firmatarie,
ma, dal momento che l’ ITALIA non ha mai sottoscritto quest’intesa, non è stato possibile procedere con questo pre-coordinamento.
 
La FRANCIA ha inoltre affermato che, a differenza dell’ ITALIA, non c’era alcun intervallo tra le assegnazioni coordinate e le stazioni operative.
Ha spiegato che, in pratica, le assegnazioni venivano messe in funzione in base a GE84 e prima della presentazione all’ITU,
solo dopo il coordinamento con le amministrazioni interessate.
 
Il Paese transalpino ha dichiarato che, pur non essendo contrario alla condivisione del proprio database,
le discussioni dovrebbero restare incentrate sulla risoluzione delle interferenze italiane e non sulla gestione generale dello spettro FM.
Lo stesso parere è stato condiviso da SLOVENIA e CROAZIA.
 
Nel frattempo, la SLOVENIA ha spiegato che alcune frequenze FM sono ancora in fase d’assegnazione tramite gara pubblica
a causa dell’elevato numero di manifestazioni d’interesse.
 
Per quanto riguarda il regime di compensazione volontaria, l’ ITALIA ha indicato d’aver sospeso questa procedura principalmente
perché per qualsiasi misura di questo tipo occorre un atto normativo su scala nazionale
ed allo stesso tempo bisogna tener conto di possibili indennizzi nel caso di spegnimenti obbligatori.
 
In merito all’utilizzo dei blocchi di frequenza DAB non coordinati, segnalato nella lettera d’infrazione,
l’ ITALIA ha risposto che i canali in questione, ovvero 7C e 7D, sono stati attivati momentaneamente
per ridurre il più possibile l’impatto sulle trasmissioni esistenti in attesa del raggiungimento dell’accordo Adriatico-Ionico.
L’ ITALIA sta valutando se sia possibile spegnere queste frequenze temporanee non coordinate,
in particolare nell’area nord-orientale, attraverso una riconfigurazione dell’attuale piano nazionale DAB.
 
 
A seguito della complicata situazione della banda FM, il RSPG ha suggerito i seguenti provvedimenti:
 
– ripresa dei colloqui tecnici bilaterali/multilaterali attraverso scambi di dati completi sulle stazioni.
Se ritenuto opportuno, queste informazioni potranno essere completate
anche con la citazione del nome dell’emittente che utilizza la frequenza
(come proposto dall’ ITALIA per valutare se sia possibile alleggerire lo spettro FM senza penalizzare la copertura delle reti interessate.
La SLOVENIA ritiene superfluo questo suggerimento visto che le proprie emittenti sono già compatibili con il piano GE84
e che monitora costantemente l’uso dello spettro.);
 
– che l’ ITALIA condivida informazioni complete e aggiornate sulle proprie stazioni FM,
incluse sia quelle coordinate che non coordinate nelle aree interessate, in modo da facilitare le discussioni tecniche;
 
– sviluppo di una tabella di marcia con scadenze ben definite per la progressiva riduzione delle interferenze italiane
ed il miglioramento della coesistenza nelle zone di confine.
Come possibili soluzioni sono stati individuati l’allineamento dei parametri delle stazioni FM coordinate italiane con quelli registrati nel Piano GE84,
la riduzione della potenza delle emittenti interferenti (come suggerito dall’ ITALIA a gennaio) e la firma dell’accordo relativo alla situazione nell’isola d’Elba.
 
– come sostenuto da FRANCIA, CROAZIA e SLOVENIA, i responsabili della pianificazione nazionale e dell’uso efficiente dello spettro
sono direttamente le amministrazioni nazionali di ciascun Paese, il cui compito è quello di non provocare disturbi ai danni degli Stati limitrofi.
A livello legislativo vengono considerati il Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche (in particolare l’articolo 45)
e le norme dell’ITU, tra cui il Regolamento delle radiocomunicazioni e l’ Accordo GE84.
 
 
INTERFERENZE DAB (RADIO DIGITALE)
 
Continuano le attività del gruppo Adriatico-Ionico per la conclusione dell’accordo riguardante il DAB.
Sono ancora in ballo diverse questioni, nonostante la stabilità generale della relativa bozza.
 
Durante l’ultimo incontro dello scorso 15 maggio s’è discusso principalmente sugli allegati dell’accordo, in particolare su quelli italiani.
L’ ITALIA ha chiarito, inoltre, alcuni aspetti messi in evidenza dalla CROAZIA.
 
Nel frattempo i 2 Paesi hanno risolto, durante una riunione bilaterale,
una questione che interessava la postazione croata di MONTE MAGGIORE (in croato UČKA).
Questo ripetitore si trova all’interno della zona esclusiva, dove le emittenti radiofoniche possono sfruttare una specifica frequenza senza limitazioni tecniche,
dal momento che lo stesso canale non può essere utilizzato dall’altra parte del Mar Adriatico-Ionico all’interno della zona cuscinetto
(o “zona di potenziale interferenza”).
I parametri tecnici di questa postazione sono stati condivisi con l’ ITALIA per una valutazione.
La CROAZIA ha specificato che la questione del MONTE MAGGIORE coinvolgeva 3 frequenze.
Una risulta già attiva nel rispetto dei parametri tecnici, mentre per le rimanenti due è previsto un adeguamento.
 
Nonostante i vari progressi, la CROAZIA ha illustrato le situazioni ancora in ballo all’interno del gruppo Adriatico-Ionico,
tra cui i potenziali rischi d’interferenza da parte delle emittenti radiofoniche slovene e croate al di fuori delle zone di coordinamento,
l’allineamento tra il piano della futura intesa DAB e quello degli accordi di Ginevra 2006
ed il rapporto fra il futuro piano DAB e l’obiettivo di risolvere le interferenze FM.
 
La CROAZIA, inoltre, sta ancora aspettando la conferma di SAN MARINO in merito all’utilizzo delle frequenze sul lato est dell’area adriatica.
L’ ITALIA ha specificato d’aver già ricevuto una lettera in cui SAN MARINO dichiara che avrebbe rispettato l’esito dell’intesa
e che non si sarebbe opposto alla registrazione delle assegnazioni croate e slovene in base agli accordi GE06.
Tuttavia, la CROAZIA ritiene la suddetta lettera non sufficiente per la risoluzione di questa faccenda,
pertanto vorrebbe una conferma ufficiale da parte di SAN MARINO che intende inviare per iscritto.
 
A seguito della procedura d’infrazione in corso da parte della Commissione europea,
l’ ITALIA ritiene inopportuno il riferimento tra l’accordo Adriatico-Ionico per il DAB e la risoluzione delle interferenze FM.
 
L’ ITALIA ha notato inoltre che parte dell’area di coordinamento prevista nella futura intesa
coincide con zone già sottoposte ad altri accordi di coordinamento meno recenti, come quello riguardante Bolzano e l’ AUSTRIA,
e dunque considera necessario garantire la compatibilità tra i diversi accordi.
 
Sono state modificate alcune direttive del futuro accordo DAB, nonostante qualche differenza di vedute su alcuni punti.
 
 
L’ ALBANIA ha condiviso con i Paesi confinanti un elenco di postazioni con relativi parametri tecnici
e sta esaminando i commenti ricevuti, comprese eventuali modifiche tecniche proposte.
Sta inoltre analizzando le assegnazioni presentate da MACEDONIA DEL NORD e GRECIA,
con l’obiettivo di esprimere le proprie opinioni al più presto possibile.
Sono stati compiuti passi in avanti con BULGARIA e MACEDONIA DEL NORD per il coordinamento della banda VHF
ed, a tal proposito, sono in corso discussioni trilaterali.
 
 
La MACEDONIA DEL NORD sta analizzando i parametri tecnici presentati dall’ ALBANIA
e sta ancora aspettando delle risposte sulle proprie richieste di coordinamento risalenti a dicembre 2025.
 
La SERBIA ha dichiarato che esaminerà e commenterà il piano macedone dopo l’approvazione delle altre Nazioni.
 
La MACEDONIA DEL NORD ha raggiunto un accordo generale con la GRECIA per la banda VHF.
Manca solo la conclusione dell’analisi della distribuzione delle frequenze.
È stata condivisa, inoltre, una bozza d’accordo di coordinamento della banda FM
che dovrebbe essere firmata una volta risolte tutte le questioni in sospeso.
 
La MACEDONIA DEL NORD ha trovato un’intesa generale per la banda VHF anche con la BULGARIA.
Rimangono da definire alcune situazioni come i livelli di potenza di trasmissione e gli schemi delle antenne per alcune postazioni.
 
Infine, la MACEDONIA DEL NORD sta tenendo discussioni trilaterali con BULGARIA e GRECIA da una parte
e SERBIA ed ALBANIA dall’altra per migliorare il coordinamento nazionale.
 
Non è stata ancora fissata una data precisa per la firma definitiva dell’accordo DAB Adriatico-Ionico.
A partire da luglio sono previsti ulteriori incontri.
 
L’ ITALIA ha ribadito che intende concludere quest’intesa, pur considerando prioritaria la procedura d’infrazione.
 
 
A LIVELLO TELEVISIVO
 
Continuano i disturbi televisivi albanesi ai danni di alcune frequenze utilizzate da CROAZIA, GRECIA, ITALIA, MONTENEGRO e MACEDONIA DEL NORD.
 
Per quanto riguarda la liberazione TV sui 700 MHz, l’ ALBANIA ha comunicato d’aver incaricato un esperto internazionale
che ha presentato una relazione dettagliata lo scorso febbraio, durante la quale sono state valutate le spese del cambio di frequenza,
con annessi lavori, l’aumento dei prezzi delle apparecchiature e le variazioni dei tassi di cambio.
Questo rapporto è stato condiviso anche tra l’ Autorità per i Media Audiovisivi (AMA) ed il Ministero delle Infrastrutture e dell’Energia.
 
Inoltre è stato ricostituito un gruppo di lavoro interistituzionale per portare avanti le attività utili per lo spegnimento dei servizi TV sui 700 MHz
e concludere la bozza di legge.
 
Secondo l’ ALBANIA, questo processo risolverà definitivamente i vari problemi d’interferenza nella banda UHF
ai danni di CROAZIA, GRECIA, ITALIA, MONTENEGRO e MACEDONIA DEL NORD.
 
 
Lo scorso febbraio, la CROAZIA ha registrato disturbi sulle frequenze UHF 23, 29 e 56
ed a tal proposito l’ ALBANIA ha inviato i parametri tecnici aggiornati delle postazioni previste dal nuovo piano,
che sono tuttora in fase di valutazione.
 
La GRECIA ha effettuato delle misurazioni a Corfù, riscontrando interferenze sull’ UHF 51, 53 e 54.
 
La MACEDONIA DEL NORD continua a subire disturbi sulle frequenze UHF 51, 55 e 57 e nuovamente sull’ UHF 54.
 
L’ ITALIA non ha ritenuto critica la situazione attuale delle interferenze, non avendo ricevuto aggiornamenti dai suoi uffici regionali.
 
Lo scorso 29 aprile, il MONTENEGRO ha incontrato l’ ALBANIA ed a tal proposito sono stati segnalati passi in avanti
e dettagli sui parametri tecnici necessari per i cambi di frequenza.
Entro giugno-luglio è previsto un’accordo sull’utilizzo del digitale terrestre sotto i 700 MHz
e sulla data prestabilita entro la quale liberare i 700 MHz destinati al 5G.
L’ ALBANIA dovrebbe pubblicare a breve la bozza di testo della relativa intesa.
 
Il MONTENEGRO ha specificato che le assegnazioni albanesi nella banda UHF non sono in contrasto
con il piano di attribuzione delle frequenze previsto nell’ Accordo Adriatico del 2017.
 
Infine, l’ ALBANIA vorrebbe raggiungere prossimamente un’intesa veloce con altre Nazioni
per consentire l’utilizzo a lungo termine delle frequenze radiotelevisive sotto i 700 MHz.
 
Il prossimo incontro del RSPG è previsto virtualmente il 30 Settembre (ore 09:30-12:30).