
Domenica 19 luglio 2026
TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA
Pubblicato il 19/07/2026 alle ore 10:10
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CALABRIA IN DIGITALE: ELIMINATO GS CHANNEL DAL MUX LOCALE 4
Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Calabria.
Nel Mux LOCALE 4 è stato tolto GS CHANNEL (LCN 110), a schermo nero fin dal suo inserimento.
L’emittente è visibile su scala regionale nel Mux LOCALE 1 con il medesimo identificativo,
sulla LCN 83, in alta definizione con la risoluzione 1280×720
e con i loghi di GS CHANNEL HD e GS CHANNEL ROMA HD che s’alternano in continuazione.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

RADIO DAB - MUX GO DAB (SICILIA): ELIMINATA RADIO PALERMO LIDO
Occupiamoci ora della radio digitale.
L’emittente resta ascoltabile con la stessa denominazione nella versione A del Mux MEDIA DAB.
Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

FREQUENZE E POSTAZIONI
| SICILIA | ||
| Canale 10B (211,648 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Monte Lauro | Buccheri | SR |
| Viale Zecchino – Palazzo AZ | Siracusa | SR |
| Canale 12B (225,648 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Contrada Carminello – Via Michele Scammacca | Valverde | CT |
| Monte Pellegrino | Palermo | PA |
| CALABRIA | ||
| Canale 12B (225,648 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Contrada Pirarelli | Calanna | RC |
ADDIO A LUIGI COLOMBO, MORTO IL GIORNALISTA INVENTORE DELLA TELECRONACA A DUE VOCI
Lo storico giornalista sportivo è morto a 79 anni:
a Telemontecarlo ebbe l’intuizione di farsi affiancare al commento da ex calciatori
come José Altafini, Fabio Capello e Giacomo Bulgarelli, di fatto inventando nel nostro Paese le telecronache a due voci
Mondo del giornalismo in lutto. All’eta di 79 anni è morto Luigi Colombo,
storico telecronista sportivo considerato l’inventore delle cronache a due voci,
quando a Telemontecarlo ebbe l’intuizione di farsi affiancare da ex calciatori
come José Altafini, Fabio Capello e Giacomo Bulgarelli.
In carriera ha commentato quattro Mondiali, tre Europei e altrettante Olimpiadi.
La carriera di Colombo
Colombo aveva iniziato a Telemilano 58, antenata dell’attuale Canale 5,
per poi passare nel 1981 a Telemontecarlo dove, oltre alla telecronaca a due voci
(la primissima fu con Altafini il 14 marzo di quello stesso anno,
nello specifico la finale della Coppa di lega inglese Liverpool-West Ham), ha inventato trasmissioni come “Galagoal”.
Poi tra le altre cose ha diretto per 12 anni SisalTv.
Tra i riconoscimenti il premio “Beppe Viola” per la Tv nel 1989 e il premio Ussi per la Tv nel 1990.
VALLE D'AOSTA: FRANCE 2 PIÙ VICINA AL RITORNO;
LA REGIONE FINANZIA L' ACCORDO CON FRANCE TÉLÉVISIONS
La spesa prevista ammonta a 225 mila euro per il 2026 e a 500 mila euro annui per il 2027 e il 2028
Un nuovo passo avanti verso il ritorno di France 2 e degli altri canali del servizio pubblico francese
nel bouquet televisivo disponibile in Valle d’Aosta.
La trattativa avviata nei mesi scorsi tra la Regione e France Télévisions sembra infatti essere arrivata alle battute finali.
Il Governo regionale ha inserito nella terza variazione di bilancio le risorse necessarie per dare attuazione all’accordo con France Télévisions,
finalizzato alla diffusione sul territorio valdostano di alcune reti del servizio pubblico francese.
Lo stanziamento servirà anche a estendere il contratto in essere con EI Towers
per coprire i maggiori costi legati alla ritrasmissione dei canali sulla televisione digitale terrestre.
La spesa prevista ammonta a 225 mila euro per il 2026 e a 500 mila euro annui per il 2027 e il 2028.
Ad aprile, il presidente della Regione Renzo Testolin aveva annunciato in Consiglio Valle
la conclusione della fase di confronto tecnico con France Télévisions,
spiegando che l’emittente francese aveva manifestato piena disponibilità a sottoscrivere un accordo
per la ritrasmissione in Valle d’Aosta dei propri canali.
Oltre a France 2, l’intesa riguarda anche France 3 Alpes, France 4 e France Info.


PIEMONTE: RADIO ALBA PREMIATA DA AERANTI-CORALLO; 50 ANNI DI RADIO LIBERE
Premiata a Roma Radio Alba, tra le emittenti più longeve d’Italia per il lavoro fatto attraverso cinque decenni,
sempre da voce libera al servizio del territorio
Ci sono anniversari che non appartengono soltanto agli addetti ai lavori, ma alla memoria collettiva di un Paese.
I cinquant’anni delle radio libere italiane sono uno di questi.
Nel 1976, con la sentenza n. 202 della Corte Costituzionale, venne dichiarata illegittima la riserva statale della radiodiffusione via etere in ambito locale.
Da quel momento migliaia di antenne, studi improvvisati, microfoni artigianali e passioni personali trasformarono l’informazione e l’intrattenimento in Italia.
Le radio libere non furono solo un fenomeno tecnico o imprenditoriale. Furono, prima di tutto, un atto di libertà:
la possibilità per territori, associazioni, giovani, comunità, movimenti culturali e imprese locali di raccontarsi
senza passare da un centro unico di produzione del discorso pubblico.
In un’Italia ancora segnata dal monopolio radiotelevisivo, la radio locale portò in onda dialetti, cronache di quartiere,
musica nuova, dibattiti politici, sport minori, emergenze del territorio e voci che fino ad allora non avevano trovato spazio.
La forza delle radio libere è stata la prossimità. Mentre i grandi mezzi nazionali parlavano a un pubblico indistinto,
le emittenti locali parlavano con le persone, dentro le città e i paesi, accanto alle scuole, alle parrocchie, alle piazze,
alle società sportive, alle amministrazioni e alle realtà produttive.
La loro funzione democratica è stata ed è ancora quella di presidiare il territorio,
rendere visibili le comunità e contribuire alla circolazione di informazioni utili, spesso decisive nei momenti di crisi.
Cantautori come Vasco Rossi o Luciano Ligabue difficilmente sarebbero arrivati al grande pubblico senza le radio libere.
Questo patrimonio è stato al centro del RadioTv Forum 2026 di Aeranti-Corallo, organizzato giovedì 9 luglio a Roma,
nella Sala Orlando di Palazzo Confcommercio, in Piazza Gioacchino Belli.
L’edizione è stata dedicata al 50° anniversario delle radio e delle televisioni locali, con un confronto sulle sfide del settore:
prominence dei contenuti locali sui nuovi dispositivi, sviluppo della radio digitale terrestre DAB+, copertura delle reti,
convergenza delle piattaforme e innovazione tecnologica.
In questo contesto si inserisce la premiazione di Radio Alba da parte di Aeranti-Corallo,
un riconoscimento alle imprese radiofoniche e televisive locali che svolgono la propria attività da cinquant’anni.
Il premio non celebra soltanto la durata di un’esperienza editoriale, ma la capacità di attraversare epoche diverse:
dalla radio analogica alla FM matura, dall’arrivo del web allo streaming, dai social network al podcasting, fino alle nuove prospettive del DAB+.
Radio Alba rappresenta quella generazione di emittenti nate quando fare radio significava costruire ogni giorno un rapporto diretto con gli ascoltatori.
La sua storia, premiata a Roma, testimonia come la radio locale sia riuscita a restare contemporanea senza perdere la propria identità:
una voce riconoscibile, radicata nel territorio, capace di informare, intrattenere e accompagnare la vita quotidiana di una comunità.
I dati confermano che la radio locale non è un ricordo del passato. Secondo le analisi di settore diffuse da Aeranti-Corallo,
le emittenti radiofoniche locali sono passate dalle circa 4.100 presenti nel 1990 a meno di 1.000 nel 2024,
un processo di razionalizzazione dovuto a fusioni, incorporazioni, cessioni e rafforzamento delle strutture imprenditoriali.
Il comparto resta però ampio e articolato: 350 società di capitali, almeno 123 società di persone e 92 cooperative compongono una realtà diffusa in tutto il Paese.
Anche sul piano occupazionale, la radio locale conserva un peso significativo.
Le elaborazioni sui bilanci 2022 indicano costi per il personale dipendente pari a 39,4 milioni di euro per i soggetti analizzati
e una stima di oltre 1.400 dipendenti nelle imprese radiofoniche locali considerate,
a cui si aggiungono ulteriori addetti nelle società non censite con bilancio depositato, nelle società di persone e nelle realtà comunitarie.
Sul fronte degli ascolti, l’indagine Audiradio conferma la vitalità del mezzo.
Nel primo trimestre 2026, per le emittenti locali, la somma degli ascoltatori lordi nel giorno medio è risultata pari a 29.795.000.
In quattro regioni italiane la radio più ascoltata è una radio locale; inoltre, 8 radio locali superano almeno una radio nazionale nel giorno medio
e 9 la superano nel quarto d’ora medio. Sono numeri che raccontano una competitività reale,
fondata sulla qualità dei palinsesti e sulla capacità di interpretare bisogni culturali, informativi ed economici dei territori.
La sfida dei prossimi anni sarà trasformare l’eredità delle radio libere in un progetto industriale e culturale all’altezza dei nuovi consumi.
La radio oggi non vive più soltanto nell’apparecchio domestico o nell’autoradio: è nelle app, negli smartphone, nei siti, nei social,
nei contenuti on demand e nei podcast. Le emittenti locali stanno diventando imprese multimediali,
chiamate a produrre informazione sonora, video, contenuti digitali e format capaci di viaggiare su piattaforme diverse.
Le radio libere hanno insegnato all’Italia che la comunicazione è più ricca quando nasce dai territori, quando ascolta prima di parlare,
quando restituisce dignità alle differenze territoriali. Oggi, nell’epoca degli algoritmi e delle piattaforme globali, quella lezione è ancora attuale:
una voce locale può continuare a fare comunità, a generare fiducia e a raccontare ciò che rischierebbe di restare invisibile.
È questa, forse, la ragione più profonda per cui cinquant’anni dopo vale ancora la pena celebrare la radio libera.

LIGURIA: 50 ANNI DI TELEVISIONE; TELE LIGURIA SUD PREMIATA A ROMA
Era il 28 luglio del 1976. Poco più di un anno prima la legge 103 del 1975 stabilì il monopolio della TV pubblica, la Rai,
per le trasmissioni radio e televisive in Italia, nel tentativo di fermare con la scusa della scarsità di frequenze
le già tante radio e tv private che in quegli anni stavano nascendo, spesso fermate e spente dagli interventi della forza pubblica.
Ma quel 28 luglio di 50 anni fa la Corte costituzionale decise che quelle norme erano incostituzionali,
garantendo così la libertà di trasmettere in ambito locale.
Le radio e le TV libere, come si diceva allora, iniziavano la loro avventura finalmente legale.
Questa storica data è stata celebrata nei giorni scorsi a Roma durante il “Radio TV Forum” di Aeranti-Corallo,
il gruppo che rappresenta 570 imprese radio-televisive italiane.
Dopo le relazioni dei due presidenti, Marco Rossignoli per Aeranti e Franco Mugherli per Corallo,
ospiti d’onore il Ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso
e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Editoria Alberto Barachini.
Presenti inoltre Laura Aria, Commissario dell’ Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni;
Fulvio Scarpino, Vicepresidente del Coordinamento nazionale dei Co.Re.Com.;
Antonio Martusciello, Presidente di Audiradio; Paolo Lugiato, Direttore generale di Auditel
e Matteo Naccari, Segretario generale aggiunto della FNSI.
Nel corso dell’incontro è stata evidenziata la necessità di garantire la sostenibilità economica delle emittenti locali,
chiamate a confrontarsi con la crescente competizione dei grandi operatori digitali internazionali e con gli investimenti richiesti dall’innovazione tecnologica.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dell’occupazione: il settore assicura lavoro a migliaia di addetti, tra cui oltre 2.000 giornalisti.
Tra le istanze rivolte al Governo figura inoltre la conferma e la stabilizzazione dei contributi pubblici previsti dal DPR 146/2017,
ritenuti fondamentali per sostenere il pluralismo dell’informazione e rafforzare il ruolo dell’emittenza locale come presidio democratico sui territori.
Durante l’incontro è stato svelato un francobollo commemorativo che sarà emesso il 28 luglio,
ed al termine della mattinata sono state premiate più di 100 emittenti radio e televisive che iniziarono 50 anni fa, tra il 1976 e il 1977;
tra queste anche Tele Liguria Sud, nata nel maggio 1977 grazie all’intuizione di Don Dino Viviani,
e che trasmise il primo telegiornale il 3 ottobre del 1977.
Il riconoscimento per Tele Liguria Sud è stato ritirato da Raffaele Maulella, a nome anche del direttore della testata giornalistica Paolo Carrozzi,
in quanto entrambi presenti in quello storico giorno del 1977 nel vecchio studio di Via della Canonica e tutt’ora impegnati nella TV.
Un momento importante nella storia dell’emittente spezzina che, guidata dal direttore editoriale Italo Lunghi
e dal Presidente Mons. Piercarlo Medinelli, grazie all’impegno di tutti i collaboratori, festeggerà l’anno prossimo 50 anni di attività.

TOSCANA: ANTENNA RADIO ESSE PREMIATA AL RADIOTV FORUM 2026 PER I SUOI 50 ANNI DI STORIA
Un prestigioso riconoscimento per Antenna Radio Esse, storica emittente radiofonica senese,
che a Roma ha ricevuto un premio nell’ambito del RadioTv Forum 2026,
organizzato da Aeranti-Corallo in occasione delle celebrazioni
per il cinquantesimo anniversario della nascita dell’emittenza radiotelevisiva locale italiana.
L’edizione di quest’anno del Forum ha assunto un significato particolare,
essendo dedicata non solo ai temi di maggiore attualità del settore – dall’innovazione tecnologica all’evoluzione normativa ed economica –
ma anche al cinquantesimo anniversario della storica sentenza n. 202 del 28 luglio 1976 della Corte Costituzionale,
che pose fine al monopolio statale della radiodiffusione in ambito locale,
aprendo la strada alla nascita delle radio e delle televisioni private locali.
Fondata il 3 novembre 1977, Antenna Radio Esse è una delle emittenti storiche del territorio senese.
Ancora oggi rappresenta una delle radio più ascoltate a Siena e provincia
ed è tra le poche realtà locali nate in quegli anni ad aver continuato ininterrottamente la propria attività.
A ritirare il riconoscimento è stato Francesco Rustici, attuale editore che ha sottolineato il valore simbolico del premio:
“Per la storica radio senese è un importante riconoscimento. I cinquant’anni li dobbiamo ancora compiere, – ha detto.
Ma ricevere questo premio in occasione delle celebrazioni per il mezzo secolo dell’emittenza locale italiana
rappresenta per noi motivo di grande orgoglio”.
Un ricordo speciale è stato dedicato a Giovanni Jannaccone, tra i fondatori dell’emittente e suo storico editore,
riconfermato alla guida della radio fino alla sua prematura scomparsa, avvenuta nel dicembre 2019.
“Questo premio – ha dichiarato Rustici – lo dedico a Giovanni Jannaccone,
editore storico e fondatore della radio insieme alla figlia Marialuisa,
menti lungimiranti e profondi sostenitori di un’informazione libera e pluralista”.
Nel corso della sua lunga storia, Antenna Radio Esse ha rappresentato una vera palestra di giornalismo,
dando spazio a numerosi professionisti dell’informazione senese.
«Bisognerebbe ricordare anche tutti coloro che negli anni si sono occupati di sport,
di Palio e i tanti DJ che hanno animato le trasmissioni musicali, a partire dalle intramontabili “dediche”,
tanto amate alla fine degli anni Settanta – conclude Rustici -.
I nomi sarebbero davvero troppi e, per non rischiare di dimenticare qualcuno,
preferiamo abbracciare idealmente tutti coloro che hanno fatto parte della grande famiglia di Antenna Radio Esse”.
Oggi Antenna Radio Esse continua a essere una voce autorevole della città e del territorio,
raccontando quotidianamente l’attualità, la cronaca, lo sport, il Palio e la vita della comunità senese,
mantenendo vivo quello spirito di informazione libera,
vicina ai cittadini e profondamente radicata nel territorio che ne ha caratterizzato la storia fin dalla sua nascita.
Il riconoscimento arriva in un momento di rinnovamento per l’emittente,
recentemente entrata a far parte della Cooperativa Solidarietà Quadrifoglio già proprietaria del portale turistico www.thatsamiata.com
e il periodico della Toscana del Sud Goldland.
Una nuova fase che punta a valorizzare il patrimonio costruito in quasi cinquant’anni di storia,
investendo nello sviluppo della radio e nel potenziamento dell’attività giornalistica e redazionale,
per continuare a essere un punto di riferimento per il territorio.

UMBRIA: NIENTE ANTENNA 5G A COLLEPAESE (TR), FINE DELLA STORIA. OK A RIMOZIONE DELLE OPERE REALIZZATE
Richiesta e Scia positiva per il ripristino dello stato dei luoghi.
La battaglia dei cittadini è andata avanti per mesi, ora l’esito positivo
Il protocollo è il numero 88584 del 9 giugno 2026 e la vicenda termina con la Scia – Segnalazione certificata di inizio attività – chiusa positivamente.
Fine della storia dopo mesi di battaglie per il tentativo si realizzazione dell’antenna 5G in strada dei Mandrilli, a Collepaese di Terni.
Basta leggere il contenuto della Scia per capire di cosa si tratta:
«L’intervento in oggetto riguarda esclusivamente la rimozione delle opere sino ad oggi realizzate nell’ambito del procedimento autorizzativo
relativo all’impianto di telecomunicazioni, ottenuto con provvedimento unico 43/2025 rilasciato dal Comune di Terni,
e il conseguente ripristino dello stato dei luoghi», si legge nel portale del Suape comunale. L’azienda coinvolta è la Inwit.
Nel dettaglio l’operazione prevede la «rimozione del plinto/fondazione in calcestruzzo armato, del cordolo perimetrale,
della recinzione, del cavidotto elettrico e ripristino superficiale dell’area mediante regolarizzazione del terreno».
Scia chiusa bene con la funzionaria con elevata qualificazione Marina Garzuglia responsabile del procedimento.
Termina così la battaglia portata avanti dai residenti dell’area fin dall’autunno 2025,
quando ci furono confronti in commissione consiliare e anche con il sindaco Stefano Bandecchi.
Nonché l’interessamento di esponenti di vertice della Regione (con in testa l’assessore Thomas De Luca) per capire il da farsi.
Il tema fu sollevato in quanto l’antenna 5G era prevista a pochi metri da un’abitazione privata
ed in un punto che andava ad “intaccare” il panorama circostante. Ora lo stop definitivo.
«Ringraziamo – il commento dell’avvocato Antonio De Angelis, che ha assistito il comitato spontaneo di cittadini nella battaglia per fermare l’iter –
il Comune di Terni, con particolare riferimento al sindaco e agli ex assessori Cardinali e Iapadre, per la vicinanza dimostrata al comitato.
Anche la Regione Umbria, con l’assessore Thomas De Luca, si è prodigata per evitare la realizzazione dell’antenna.
È fondamentale che ora il Comune di Terni proceda rapidamente alla approvazione di un piano antenne,
in cui zone di particolare pregio paesaggistico come l’area di Collepaese e tutta la strada panoramica di San Mamiliano vengano preservate
dal rischio di realizzazione di impianti che risulterebbero fortemente impattanti».
Sull’argomento si espone anche De Luca: «Accolgo con la massima gioia – sottolinea l’assessore –
e soddisfazione la notizia della rimozione da parte di Inwit Spa delle opere realizzate per l’installazione dell’antenna telefonica
e il conseguente ripristino dello stato dei luoghi a Collepaese.
Un ringraziamento all’avvocato De Angelis e ai comitati dei cittadini, e senza dubbio alla sensibilità della società coinvolta che,
comprese le oggettive criticità manifestate dai comitati dei cittadini anche in sede regionale,
provvederà allo smantellamento del plinto in calcestruzzo, della recinzione e del cavidotto elettrico.
Desidero esprimere un sincero ringraziamento a Inwit per aver dimostrato una spiccata sensibilità istituzionale
e per aver saputo ascoltare le istanze provenienti dalla comunità.
La scelta della società di fare un passo indietro, accogliendo le criticità sollevate, rappresenta un segnale di grande rispetto per il nostro territorio.
Come Regione, la nostra posizione è stata chiara fin dall’inizio: la tutela del territorio è la priorità assoluta che guida ogni nostra azione.
Non potevamo ignorare le legittime istanze dei residenti, specialmente in presenza di situazioni di fragilità che richiedono la massima attenzione.
Questo risultato dimostra che, attraverso il dialogo e la collaborazione,
è possibile conciliare lo sviluppo tecnologico con il rispetto del paesaggio e la partecipazione della popolazione».
Ad esprimere forte soddisfazione è anche il circolo Pd Collestatte-Torreorsina nella figura del segretario Massimo Leopoldi:
«Per il buon esito finale è stata senza dubbio decisiva l’unità delle comunità di Collestatte e Torre Orsina,
che si sono strette intorno agli abitanti di Collepaese e in particolar modo della famiglia la cui minore avrebbe avuto la maggiore esposizione al rischio.
Fondamentale anche l’impegno delle istituzioni che si sono attivate. Tra queste ricordiamo l’impegno del gruppo consiliare PD in comune,
che col capogruppo Pierluigi Spinelli richiese l’accesso agli atti per ottenere copia della documentazione autorizzativa
e fu presente alla manifestazione insieme al consigliere Michele Di Girolamo,
sostenendo la difesa del territorio anche nelle sedute di commissioni e consiglio comunale.
Ringraziamo inoltre il presidente della prima commissione in consiglio Regionale Francesco Filipponi
per le interlocuzioni con gli uffici preposti e con gli altri istituti coinvolti,
e l’assessore regionale Thomas De Luca per aver sostenuto nelle sedi necessarie, non solo istituzionali, la causa del territorio:
anche il loro apporto è stato decisivo per la conclusione positiva della vicenda.
Come già sottolineato nel precedente comunicato stampa dello scorso mese di novembre,
il Partito Democratico è da sempre favorevole al progresso, comprese le nuove tecnologie di comunicazione,
che possono aiutare le cosiddette “aree interne” come Collestatte e Torreorsina ad attirare attività economiche e nuova residenzialità,
per contrastare lo spopolamento.
Ma queste – concludono – hanno inevitabilmente un impatto, e per questo riteniamo fondamentale che il comune di Terni acceleri
con la predisposizione del piano antenne suggerito dal comitato dei cittadini di Collepaese, dalla consigliera comunale Roberta Trippini
e anche dalla Regione dell’Umbria, affinché si abbia uno strumento urbanistico e di partecipazione dei cittadini che consenta alle persone
di poter essere informate preventivamente e di poter contribuire all’individuazione di localizzazioni meno impattanti
tenendo conto del paesaggio e della salute delle persone».
LAZIO: VETRALLA (VT), SEGNALE TV INSTABILE
IL SINDACO CHIEDE VERIFICHE URGENTI A RAI WAY E RAI
Il sindaco di Vetralla, Sandrino Aquilani, ha scritto a Rai Way S.p.A. e a Rai – Radiotelevisione Italiana
per sollecitare un intervento urgente sui persistenti problemi di ricezione del digitale terrestre
che da tempo interessano il territorio comunale e numerosi centri limitrofi.
La nota è stata inviata anche al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e all’Ispettorato Territoriale del Lazio e dell’Abruzzo.
L’iniziativa nasce dalle numerose segnalazioni dei cittadini, che lamentano frequenti interruzioni del segnale televisivo,
perdita dei canali, immagini bloccate o disturbate e problemi nella qualità audio e video.
Secondo quanto evidenziato dall’amministrazione comunale, i disservizi riguarderebbero un’ampia parte del territorio
e non sarebbero riconducibili a singoli impianti domestici. Tra le criticità segnalate figura anche la ricezione della programmazione regionale.
In diverse zone del comprensorio, infatti, il segnale viene agganciato dagli impianti della Toscana,
con la conseguente trasmissione dei notiziari regionali toscani al posto di quelli del Lazio.
Una situazione che, sottolinea il sindaco, limita il diritto dei cittadini a ricevere informazioni istituzionali relative al proprio territorio,
in particolare in occasione di allerte meteo, comunicazioni della Protezione civile, informazioni sanitarie e altri avvisi di pubblica utilità.
Nella richiesta trasmessa agli enti competenti, il Comune chiede l’avvio di verifiche tecniche sulla qualità e sulla stabilità del segnale,
l’individuazione di eventuali guasti o interferenze, la valutazione delle soluzioni necessarie
per garantire una corretta ricezione della programmazione regionale del Lazio
e, qualora necessario, l’effettuazione di sopralluoghi sul territorio.
«Non chiediamo alcun trattamento di favore – afferma il sindaco Sandrino Aquilani –
ma il diritto dei cittadini a poter usufruire di un servizio pubblico efficiente,
stabile e pienamente rispondente al territorio regionale di appartenenza».
L’amministrazione comunale resta ora in attesa di un riscontro da parte di Rai Way e degli altri enti coinvolti,
auspicando un rapido avvio delle verifiche e degli interventi necessari per risolvere una problematica che interessa migliaia di utenti.


CUBA: LA CRISI ENERGETICA INTERROMPE IL SEGNALE
DI RADIO E TELEVISIONE A MATANZAS
La mancanza di elettricità e la scarsità di pezzi di ricambio hanno nuovamente colpito le trasmissioni nella provincia.
L’interruzione è avvenuta un giorno dopo il quarto blackout nazionale del 2026
e ha messo in evidenza l’impatto della crisi energetica sui servizi essenziali.
Ore dopo, RadioCuba ha comunicato il ripristino delle frequenze abituali
La crisi energetica che sta attraversando Cuba ha nuovamente colpito le comunicazioni a Matanzas,
dove il segnale di radio e televisione ha subìto interruzioni e una perdita di qualità a causa della mancanza di elettricità
e della scarsità di pezzi di ricambio per riparare attrezzature fondamentali,
ha riconosciuto la Divisione Territoriale di RadioCuba attraverso il giornale ufficiale Girón.
L’interruzione s’è verificata appena un giorno dopo il quarto collasso totale del Sistema Elettroenergetico Nazionale (SEN) dall’inizio del 2026.
Nel suo comunicato, RadioCuba ha attribuito i problemi alle recenti interruzioni del SEN
e ha assicurato che i suoi operatori e quelli della statale e unica Empresa de Telecomunicaciones de Cuba S.A. (Etecsa)
stavano lavorando per ripristinare il servizio “in un contesto complesso”.
Durante il guasto, l’ente ha comunicato che il segnale televisivo poteva essere sintonizzato sul canale 51 nell’area di Matanzas
e sul canale 20 a Colón.
Ore dopo, la Direzione Territoriale di RadioCuba ha annunciato il ripristino delle frequenze abituali di radio e televisione nella provincia.
L’interruzione delle trasmissioni è avvenuta dopo che il SEN è crollato venerdì a causa di un guasto nella linea a 220 kV tra Santa Clara e Sancti Spíritus.
In quel momento, il sistema operava con appena 935 MW di disponibilità rispetto a una domanda di 3.100 MW,
riflettendo l’estrema fragilità della generazione elettrica sull’Isola. Matanzas è tra i territori più colpiti dalla crisi energetica.
Nei giorni precedenti al blackout nazionale, alcuni circuiti hanno accumulato fino a 96 ore consecutive senza elettricità.
Inoltre, la provincia registra otto sottostazioni fuori servizio e 63 trasformatori danneggiati,
una situazione che ha progressivamente deteriorato il funzionamento di altri servizi essenziali.
Le difficoltà nella radiodiffusione non sono nuove.
Dal luglio del 2025, la stessa RadioCuba aveva riconosciuto che i trasmettitori della provincia funzionavano al di sotto della loro capacità
a causa della mancanza di materie prime per riparare le attrezzature.
La situazione si ripete in altre regioni del paese.
A maggio, il centro di trasmissione di Boniato, a Santiago di Cuba,
è rimasto fuori servizio a causa delle carenze elettriche e della scarsità di carburante.
Due mesi prima, un guasto nella centrale termoelettrica Antonio Guiteras ha lasciato senza segnale radio e televisione
le province comprese tra Camagüey e Pinar del Río.
Il direttore generale di RadioCuba, Leonardo Vázquez, ha ammesso a maggio che i gruppi elettrogeni accumulano anni di sfruttamento
e mostrano un’elevata usura, mentre buona parte delle attrezzature di radiodiffusione è energeticamente inefficiente,
una diagnosi che riflette il deterioramento di un’infrastruttura sempre più vulnerabile ai continui collassi del sistema elettrico.