Domenica 12 luglio 2026

TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA

Pubblicato il 12/07/2026 alle ore 12:25
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE

RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER IL MUX EURODAB ITALIA

Iniziamo parlando della radio digitale.
È stato attivato il Mux EURODAB ITALIA sul Canale 9A dal ripetitore di MONTE SANTO DI LUSSARI a Tarvisio (UD), in Friuli-Venezia Giulia.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

RADIO DAB (MALTA): ACCESO IL NUOVO MUX PBS DAB+

Ci spostiamo nella nostra sezione MALTA IN DIGITALE, dove abbiamo inserito la configurazione del Mux PBS DAB+,
nuovo provider radiofonico recentemente attivato sul blocco 12D e gestito dall’editore PBS,
acronimo di Public Broadcasting Services (in italiano Servizi di radiodiffusione pubblica), con sede nel comune di Pietà.
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

MALTA
Canale 12D (229,072 MHz)
PostazioneComune
Via Fidiel ZarbGharghur

RADIO TV FORUM 2026 IL 9 LUGLIO A ROMA: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

RadioTv Forum 2026 il 9 luglio a Roma: al centro i 50 anni dell’emittenza locale e le sfide per il futuro del settore
 
L’edizione 2026 del RadioTv Forum di Aeranti-Corallo che si svolgerà giovedì 9 luglio pv, a partire dalle ore 10,30
e che vedrà la presenza, tra gli altri, del Ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso,
del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Editoria Alberto Barachini
e del Commissario Agcom Laura Aria, sarà dedicata a una ricorrenza di particolare rilievo per il sistema radiotelevisivo italiano:
il cinquantesimo anniversario della sentenza n. 202 della Corte costituzionale del 28 luglio 1976,
che ha posto fine al monopolio statale della radiodiffusione in ambito locale,
aprendo una nuova stagione di libertà, pluralismo e partecipazione.
Nel corso del Forum sarà ripercorso il contributo che, in mezzo secolo di attività, radio e televisioni locali hanno offerto al Paese,
affermandosi come presidio dell’informazione di prossimità, della valorizzazione dei territori e del pluralismo,
oltre che come punto di riferimento per i cittadini anche nelle principali situazioni di emergenza.
I lavori che saranno aperti dal coordinatore Aeranti-Corallo e presidente Aeranti Marco Rossignoli
e ai quali interverrà anche il componente dell’esecutivo di Aeranti-Corallo e presidente dell’Associazione Corallo Franco Mugerli,
affronteranno le principali sfide che attendono il comparto.
Per il settore televisivo il dibattito sarà incentrato sul completamento della transizione al DVB-T2, sullo sviluppo dell’HbbTV
e sulla necessità di garantire adeguata visibilità alle emittenti locali all’interno delle smart TV e delle piattaforme digitali.
Per la radio locale saranno approfonditi i temi della tutela della FM, dello sviluppo del DAB+, della pianificazione delle reti digitali,
della gestione delle interferenze transfrontaliere e della presenza della radio nei sistemi digitali delle automobili connesse.
Ampio spazio sarà dedicato anche alla sostenibilità economica del comparto, al rafforzamento del sistema dei contributi pubblici,
al sostegno agli investimenti per l’innovazione tecnologica e alla tutela dell’occupazione giornalistica,
anche in vista del prossimo rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro Aeranti-Corallo-FNSI.
Sono previsti interventi anche del Vicepresidente del Coordinamento nazionale dei Co.Re.Com. Fulvio Scarpino,
del Presidente di Audiradio Antonio Martusciello, del Direttore generale di Auditel Paolo Lugiato,
del Segretario generale aggiunto della FNSI Matteo Naccari.
Nel corso del Forum sarà inoltre evidenziato il significato della decisione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy
di dedicare ai cinquant’anni dell’emittenza locale un francobollo commemorativo, in emissione il prossimo 28 luglio,
e saranno consegnati riconoscimenti alle imprese radiofoniche e televisive locali che hanno raggiunto il traguardo dei cinquant’anni di attività.
Il RadioTv Forum 2026 si conferma così il principale momento di confronto tra imprese, istituzioni
e operatori del settore sulle problematiche dell’emittenza locale,
chiamata ad affrontare le trasformazioni tecnologiche, economiche e regolatorie che caratterizzeranno i prossimi anni.
 
RadioTv Forum 2026 di Aeranti-Corallo. Rossignoli: “Celebriamo cinquant’anni di libertà e pluralismo.
Su questo patrimonio occorre costruire il futuro del settore”.
Mugerli: “La nostra presenza è sempre capace di portare un contributo originale”
 
Ha preso il via giovedì mattina a Roma l’edizione 2026 del RadioTv Forum di Aeranti-Corallo,
nel corso del quale verranno anche celebrati i cinquant’anni della sentenza della Corte costituzionale n. 202 del 28 luglio 1976,
che ha posto fine al monopolio statale della radiodiffusione sonora e televisiva in ambito locale.
 
La relazione annuale di Marco Rossignoli
Nella sua Relazione annuale, il coordinatore Aeranti-Corallo e presidente Aeranti,
Marco Rossignoli ha affrontato tutte le principali problematiche di attualità del settore radiofonico e televisivo locale.
In particolare, Rossignoli, ha evidenziato l’urgenza di completare il passaggio al DVB-T2,
condizione indispensabile per assicurare alle tv locali “capacità trasmissiva adeguata per la diffusione in alta definizione (HD)”.
Sul fronte dell’innovazione, ha richiamato anche il ruolo strategico dell’HbbTV per integrare broadcast e servizi interattivi
e ha sottolineato come la prominence sulle smart TV sia essenziale per garantire visibilità e pluralismo informativo.
Per la radio, Rossignoli ha evidenziato che la FM resta la piattaforma principale per universalità e capillarità,
mentre lo sviluppo del DAB+ richiede una pianificazione delle reti locali che consenta lo splittaggio
al fine “di realizzare programmazioni informative dirette specificamente alle diverse aree geografiche servite,
e favorire una maggiore raccolta pubblicitaria sul territorio”.
Rossignoli ha inoltre affermato l’importanza di garantire la presenza della radio nei sistemi di tutte le auto connesse.
Sul piano economico, Rossignoli ha sottolineato l’importanza della stabilizzazione dei contributi pubblici (DPR 146/2017),
nonché degli incentivi per l’innovazione tecnologica delle imprese.
Marco Rossignoli ha inoltre ricordato il ruolo dell’emittenza locale come presidio democratico, grazie anche ai duemila giornalisti impiegati,
e ha auspicato che il rinnovo del CCNL, in scadenza a fine anno, venga affrontato “con uno spirito costruttivo,
orientato a garantire in un’ottica di continuità, equilibrio tra sostenibilità delle imprese e tutele dei diritti dei lavoratori,
in un contesto di forte evoluzione del mercato”.
Rossignoli ha altresì espresso particolare soddisfazione per la decisione del MIMIT di accogliere la proposta di Aeranti-Corallo relativa all’emissione,
il prossimo 28 luglio, del francobollo commemorativo dei 50 anni di radio e tv locali, inserito nella serie “Le eccellenze del patrimonio culturale italiano”.
Rossignoli ha concluso la relazione evidenziando che le emittenti locali “hanno dimostrato, nel corso di mezzo secolo, una straordinaria capacità di adattamento;
hanno attraversato trasformazioni tecnologiche radicali; hanno affrontato crisi economiche e cambiamenti di mercato;
hanno sempre mantenuto saldo il proprio legame con il territorio. Ed è su questo patrimonio che occorre costruire il futuro”.
 
Franco Mugerli: “Il valore dell’emittenza locale: cinquant’anni di libertà e radici nel territorio”
Nel suo intervento, Franco Mugerli, membro del Comitato esecutivo Aeranti-Corallo e presidente dell’Associazione Corallo,
ha ripercorso la straordinaria avventura delle radio e tv locali,
celebrando i cinquant’anni dalla sentenza della Corte Costituzionale che ne sancì il diritto di trasmissione.
Quello che nacque a metà degli anni ’70 come un fenomeno di rottura rispetto al monopolio pubblico,
si è trasformato in un caso unico al mondo, capace di cambiare profondamente la cultura e il costume dell’Italia.
Mugerli ha definito le prime emittenti come i veri “social” dell’epoca:
spazi di partecipazione dove il microfono sostituiva il volantino e i cittadini diventavano protagonisti.
Lungi dall’essere un’operazione nostalgia, l’intervento ha evidenziato la resilienza del comparto, c
apace di evolversi e integrarsi con le nuove piattaforme digitali senza perdere la propria identità.
In conclusione, è stata riaffermata la responsabilità sociale delle emittenti locali come presidio fondamentale del pluralismo.
“Nonostante siano trascorsi cinquant’anni – ha dichiarato Mugerli -, la nostra presenza è ancora capace di portare un contributo originale
e intende continuare ad avere una funzione importante nella comunicazione del nostro Paese”.
 
Presentata al Radiotv Forum di Aeranti-Corallo la bozza del francobollo commemorativo per i 50 anni di radio e tv locali
 
È stata presentata a Roma, in occasione del RadioTv Forum 2026 di Aeranti-Corallo,
dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso,
la bozza del francobollo commemorativo dedicato al “50° anniversario delle radio e tv locali”,
che verrà ufficialmente emesso il prossimo 28 luglio 2026.
L’iniziativa nasce dalla proposta formulata da Aeranti-Corallo
con l’obiettivo di celebrare la ricorrenza dei 50 anni della nascita delle emittenti locali.
La data del 28 luglio, ovviamente, non è casuale:
essa segna l’anniversario della pubblicazione della storica sentenza n. 202 del 1976 della Corte Costituzionale,
che ha posto fine al monopolio statale aprendo la strada all’emittenza privata locale.
Il francobollo è inserito nella serie tematica “Le Eccellenze del patrimonio culturale italiano”,
ha forma tonda e la relativa vignetta, per come previsto dall’Art. 2 del decreto pubblicato lo scorso 3 luglio,
riproduce “un’antenna che irradia onde elettromagnetiche nello spazio circostante, evocando la diffusione del segnale.
Sopra di essa si colloca il numero 50 simbolo del cinquantesimo anniversario a sottolineare il mezzo secolo di storia delle radio
e delle televisioni locali, caratterizzato da innovazione, cambiamento e un profondo radicamento nel territorio”.
Il bozzetto è stato curato da Claudia Giusto, bozzettista del Centro Filatelico dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
L’avvocato Marco Rossignoli, coordinatore Aeranti-Corallo, ha dichiarato che
“la realizzazione di questo francobollo assume un forte valore simbolico,
rappresentando un prestigioso riconoscimento istituzionale per l’intero comparto dell’emittenza locale”.
 
Radiotv Forum di Aeranti-Corallo: la consegna di un riconoscimento per i 50 anni di attività radiotelevisiva
 
 Il RadioTv Forum 2026 di Aeranti-Corallo si è concluso con la consegna di un riconoscimento alle radio
e alle televisioni locali con 50 anni di attività radiotelevisiva. Queste le emittenti che hanno ricevuto tale riconoscimento:
 
BLURADIO INBLU (Arona, NO)
 
CITY 4 YOU (già RADIOCITY – Romentino, NO)
 
CONTRORADIO (Firenze)
 
NUOVA RETE (Sora, FR)
 
PUNTO RADIO (Bologna)
 
R.D.F. 102.7 (Firenze)
 
RADIO ALBA (Alba, CN)
 
RADIO ALFA (Salerno)
 
RADIO ALTA (Bergamo)
 
RADIO AQUI VALLEBORMIDA INBLU (Aqui Terme, AL)
 
RADIO ASCOLI IN BLU (Ascoli Piceno)
 
RADIO BABBOLEO (Genova)
 
RADIO BALLA BALLA (Belvedere M., CS)
 
RADIO BLU (Fabriano, AN)
 
RADIO BRUNO (Carpi, MO)
 
RADIO CASSINO STEREO (Cassino, FR)
 
RADIO CENTRO ROSETO (Roseto, FG)
 
RADIO CORTINA (Cortina d’Ampezzo, BL)
 
RADIO DOLOMITI (Trento)
 
RADIO EFFE (Arezzo)
 
RADIO ETNA ESPRESSO (Acireale, CT)
 
RADIO EVANGELO (Roma)
 
RADIO FIEMME (Tesero, TN)
 
RADIO FM1 (già RADIO FERMO UNO – Fermo)
 
RADIO GAMBELLARA (Gambellara, VI)
 
RADIO GAMMA (Savignano sul Rubicone, FC)
 
RADIO GAMMA STEREO UNO (Genzano, RM)
 
RADIO GENTE UMBRA (Foligno, PG)
 
RADIO IMMAGINE (Latina)
 
RADIO JOBEL INBLU (Mendicino, CS)
 
RADIO LOMBARDIA (Milano)
 
RADIO MARCONI (già NOVARADIO – Milano)
 
RADIO MESSINA QUARTIERE INBLU (Messina)
 
RADIO NUOVA MACERATA INBLU (Macerata)
 
RADIO ONDA LIBERA (Perugia)
 
RADIO OREB (Lisiera, VI)
 
RADIO PADOVA (Padova)
 
RADIO POPOLARE (Milano)
 
RADIO PUNTO ZERO (Nola, NA)
 
RADIO ROMA (Roma)
 
RADIO SIENA (Siena)
 
RADIO SINTONY (Cagliari)
 
RADIO SOUND 95 (Piacenza)
 
RADIO SPLASH (Milazzo, ME)
 
RADIO TORRE RIBERA IN BLU (Ribera, AG)
 
RADIO UNA VOCE VICINA INBLU (Carlentini, SR)
 
RADIO VOCE INBLU acquisita da RADIO ECZ (Castenedolo, BS)
 
RADIOSTUNI INBLU (Ostuni, BR)
 
RETE SOLE (Perugia)
 
RMC 101 (Marsala, TP)
 
RTT LA RADIO (Trento)
 
RVL LARADIO (Verbania)
 
RADIO BARBAGIA (Nuoro)
 
BERGAMO TV (Bergamo)
 
FIRENZE TV (già TELE IRIDE – Barberino del Mugello, FI)
 
NAPOLI CANALE 21 (Napoli)
 
PRIMANTENNA (Rivoli, TO)
 
RETE 8 (Bologna)
 
STUDIO TV 1 (Cremona)
 
TELEBARI (Bari)
 
TELEBELLUNODOLOMITI (Belluno)
 
TELEMONTEGIOVE (Terracina, LT)
 
TELENOVA (Milano)
 
TELEPADOVA (Padova)
 
TELEREGGIO (Reggio Emilia)
 
TELEROMAGNA (Cesena, FC)
 
TELETRURIA (Arezzo)
 
TOSCANA TV (Campi Bisenzio, FI)
 
TRC (Modena)
 
TRC, TELECIVITAVECCHIA (Civitavecchia, RM)
 
TRIVENETA (Padova)
 
TV CENTRO MARCHE (Jesi, AN)
 
TV LIBERA (Pistoia)
 
UMBRIA TV (Perugia)
 
 
È stato, inoltre, dato un riconoscimento argento alle seguenti emittenti radiofoniche e televisive locali
cui mancano pochi mesi per il raggiungimento dei 50 anni di attività:
 
ANTENNA RADIO ESSE (Monteriggioni, SI)
 
LATTEMIELE ASCOLI (Maltignano, AP)
 
PUNTO RADIO CASCINA (Cascina, PI)
 
RADIO A, APUANA (Fivizzano, MS)
 
RADIO ANTENNA 5 IN BLU (Crema, CR)
 
RADIO COMUNITÀ CRISTIANA IN BLU (Umbertide, PG)
 
RADIO C1 IN BLU (Camerino, MC)
 
RADIO DELTA 1 (Atessa, CH)
 
RADIO DIACONIA IN BLU (Fasano, BR)
 
RADIO FIORE (Piacenza)
 
RADIO G GIULIANOVA (Giulianova, TE)
 
RADIO GALILEO (Terni)
 
RADIO LUNA NETWORK (Campobasso)
 
RADIO MPA (Palomonte, SA)
 
RADIO ORIZZONTI ACTIVITY IN BLU (Galatina, LE)
 
RADIO PANDA (Garbagnate M., MI)
 
RADIO PUNTO ZERO (Trieste)
 
TELE LIGURIA SUD, LUNA TV (La Spezia)
 
TELELIBERTÀ (Piacenza)
 
TELETUTTO (Brescia)
 
TELEVOMERO (Napoli)
 
TV9 TELEMAREMMA (Grosseto)
 
VIDEOREGIONE (Modica, RG)
 
RadioTv Forum 2026 di Aeranti-Corallo, il video dell’evento e un’anteprima della galleria fotografica
 
Si è conclusa l’edizione 2026 del RadioTv Forum di Aeranti-Corallo.
Nell’arco dell’intensa mattinata si sono alternati numerosi e qualificati interventi
e momenti di celebrazione dei 50 anni delle radio e tv locali.
Qui c’è la possibilità, per chi c’era e volesse rivivere la giornata
o per chi non avesse potuto intervenire in presenza, i collegamenti al video dell’evento.
 
Avv. Marco Rossignoli, Coordinatore Aeranti-Corallo e Presidente Aeranti
“Relazione annuale sulla situazione del settore radiofonico e televisivo locale” – QUI IL VIDEO
 
Sen. Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy – QUI IL VIDEO
 
La presentazione della bozza del francobollo commemorativo per i 50 anni di radio e tv locali – QUI IL VIDEO
 
Dott. Franco Mugerli, Componente dell’esecutivo Aeranti-Corallo e Presidente Associazione Corallo – QUI IL VIDEO
 
Sen. Alberto Barachini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria – QUI IL VIDEO
 
Dott.ssa Laura Aria, Commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni – QUI IL VIDEO
 
Avv. Fulvio Scarpino, Vicepresidente del Coordinamento nazionale dei Co.Re.Com. – QUI IL VIDEO
 
Dott. Antonio Martusciello, Presidente di Audiradio – QUI IL VIDEO
 
Dott. Paolo Lugiato, Direttore generale di Auditel – QUI IL VIDEO
 
Dott. Matteo Naccari, Segretario generale aggiunto della FNSI – QUI IL VIDEO
 
L’evento si è concluso con la consegna dei riconoscimenti ai rappresentanti delle emittenti locali con 50 anni di attività – QUI IL VIDEO
 
L’anteprima della Galleria Fotografica
Presto nella sezione “Galleria Eventi” di questo sito sarà pubblicata un’ampia rassegna fotografica della giornata.
In questo articolo le prime anticipazioni.
 

LOMBARDIA: A POLPENAZZE DEL GARDA (BS) LA NUOVA ANTENNA 5G DA 25 METRI DI FIANCO ALLA CHIESA E AL CIMITERO

Lavori già in corso a Polpenazze per l’installazione di una nuova antenna 5G alta ben 25 metri:
sarà posata tra il cimitero e la chiesa di San Pietro in Lucone
 
Lavori già in corso a Polpenazze per l’installazione di una nuova antenna 5G alta ben 25 metri:
su proposta della società Inwit spa, e con il benestare del Comune – che però ha fatto tutto il possibile per limitare i danni -,
verrà posizionata nel parcheggio di proprietà comunale di fianco al cimitero, a pochi passi dall’antica chiesa di San Pietro in Lucone
e con vista sull’omonimo sito archeologico, che dal 2011 è patrimonio Unesco
 
“Non l’avremmo voluta da nessuna parte”
“Alla società abbiamo proposto tre diverse alternative – spiega la sindaca Maria Rosa Avanzini –
ma ci è stato detto che l’antenna va installata in luogo che sia in connessione con le altre già esistenti.
Non l’avremmo voluta da nessuna parte, ma avrebbero potuto fare ricorso,
e vista la pubblica utilità di questi impianti, di fatto, i ricorsi li vincono sempre.
Purtroppo questi sono i risultati del progresso tecnologico, a discapito della bellezza dei territori”.
La prima proposta della Inwit era stata presentata il 12 marzo di un anno fa,
per la realizzazione di “nuova infrastruttura per telecomunicazioni” in via Valle, di fronte a Villa Avanzi, tra campi e vigneti vista lago.
A seguito di ciò si era scatenata una vera mobilitazione popolare, con tanto di raccolta firme capitanata dal Comune:
al diniego della Soprintendenza e della Commissione paesaggio di Polpenazze erano poi seguite le proposte alternative del Comune,
come detto in 3 diverse località. Alla fine si è purtroppo arrivati al cimitero:
“Per evitare ricorsi, che l’impianto venisse posizionato in un terreno privato senza che potessimo fare nulla,
come già successo nei paesi vicini, abbiamo dovuto optare per il male minore: almeno siamo lontani dall’abitato”,
ammette con amarezza l’assessore Massimo Corazza.
Così il 21 gennaio scorso il Comune ha concesso l’area del parcheggio cimiteriale comunale,
il 26 maggio si è conclusa positivamente la Conferenza dei servizi relativa all’autorizzazione.
 

EMILIA-ROMAGNA: PER TELESTENSE È ANCORA BUIO PESTO; L' ASTA VA DESERTA. SE NE RIPARLERÀ A SETTEMBRE

Nessuno si è presentato per risollevare le sorti della storica emittente fallita a marzo
 
La luce in fondo al tunnel di Telestense proprio non si vede.
Nel corso del pomeriggio di martedì 7, infatti, l’asta per aggiudicarsi l’emittente televisiva locale fallita è andata deserta.
Nessuna offerta è pervenuta. Il prezzo base e l’offerta minima, quantificati in 477.020 euro, insomma non ha fatto gola a nessuno.
E quindi? La storia – burocratica – di Telestense prosegue.
L’amministratore giudiziale ha, infatti, programmato una seconda giornata di asta, fissata per il prossimo 15 settembre,
in cui il prezzo di partenza sarà inevitabilmente più basso. Al momento, si parla di un “taglio” di circa il 20%,
che potrebbe anche arrivare al 25%.
Il lotto comprende l’autorizzazione Fsma associata al marchio “Telestense”, la numerazione aggiuntiva Lcn 219, il marchio registrato,
il portale web della stessa Telestense, un contratto di capacità trasmissiva con Ei Towers e un rapporto di lavoro giornalistico.
All’epoca, tra l’altro, la vicenda era partita dai ricorsi di due ex giornalisti, un tecnico e un’amministrativa,
tutti ex dipendenti della televisione con sede in via Virginia Woolf.
Nella sentenza, tra l’altro, si lesse come la Rei abbia dichiarato di aver contratto oltre 300mila euro di debiti nei confronti dei dipendenti,
800mila euro nei confronti dell’Agenzia delle Entrate e Riscossione e quasi 280mila euro nei confronti dell’Inps.
Dalla documentazione acquisita dal tribunale, il passivo complessivo è però pari ad oltre 3 milioni di euro.
 

EMILIA-ROMAGNA: RADIO BRUNO FESTEGGIA 50 ANNI CON IL LIBRO UFFICIALE "CHIAMALA PER NOME!"

Radio Bruno celebra i suoi 50 anni con un libro ufficiale dedicato alla storia dell’emittente,
dagli esordi del 1976 fino al percorso che l’ha portata a diventare una delle radio più riconoscibili del Centro-Nord Italia.
Il volume si intitola “Radio Bruno – Chiamala per nome! 1976-2026” ed è pubblicato da Giunti Editore.
Il libro è già disponibile nella sede di Radio Bruno a Carpi, in via Nuova Ponente 28.
Dal 15 luglio arriverà anche nei punti vendita Giunti Editore, online sul sito dell’editore e sarà ordinabile in tutte le librerie italiane.
Per ascoltatori, collaboratori e appassionati di radio, il volume diventa un modo per attraversare mezzo secolo di musica, voci,
programmi, eventi e cambiamenti tecnologici.
 
Dagli studi di Carpi a una radio riconosciuta dal pubblico
Il libro ripercorre gli inizi, i sogni, i primi studi e le tappe che hanno costruito l’identità di Radio Bruno.
Una storia nata a Carpi e cresciuta nel tempo attraverso le frequenze, il rapporto con il pubblico,
l’informazione locale, la musica e gli eventi dal vivo.
La scheda editoriale di Giunti indica Marcello “Targi” Parmeggiani come autore del volume.
Il libro conta 176 pagine, ha una copertina in brossura con bandelle e fa parte della collana “Iniziative speciali in libreria”.
Il prezzo di listino è di 13,30 euro. Il sottotitolo cronologico, 1976-2026, racchiude il senso dell’operazione editoriale:
non solo una ricostruzione celebrativa, ma il racconto di un percorso lungo cinquant’anni.
Dentro ci sono le radici dell’emittente, la crescita, la trasformazione del linguaggio radiofonico
e il rapporto costruito con generazioni di ascoltatori.
 
Il racconto di una comunità
La frase scelta per accompagnare il lancio del volume chiarisce il taglio emotivo del progetto:
«Questo non è solo il libro dei cinquant’anni di Radio Bruno.
È il racconto di una comunità che continua a riconoscersi nelle stesse frequenze».
È una definizione che sposta l’attenzione dalla semplice storia aziendale al legame con il pubblico.
Radio Bruno, infatti, ha costruito negli anni una presenza quotidiana fatta di musica, notizie,
speaker, programmi, dirette, eventi e appuntamenti sul territorio.
Il libro viene presentato anche come «una playlist su carta di sensazioni del tempo passato con voi
e con le tante persone che hanno reso grande questa emittente».
Un’immagine coerente con la natura della radio: un mezzo capace di accompagnare le giornate,
fissare ricordi e tenere insieme ascoltatori di età e territori diversi.
 
Disponibilità e distribuzione
La prima disponibilità riguarda la sede di Radio Bruno a Carpi.
Dal 15 luglio, invece, il volume sarà distribuito attraverso la rete Giunti Editore e sarà acquistabile online.
La possibilità di ordinarlo in tutte le librerie italiane amplia il pubblico potenziale oltre le aree storiche dell’emittente.
Per Radio Bruno Brescia e per il pubblico lombardo, il libro rappresenta anche un passaggio identitario.
L’emittente è oggi presente nel racconto quotidiano del territorio attraverso informazione, musica, sport, eventi e contenuti locali.
Il cinquantesimo anniversario diventa quindi un’occasione per guardare anche al rapporto costruito con gli ascoltatori bresciani e lombardi.
La pubblicazione arriva in un anno simbolico per Radio Bruno.
Cinquant’anni, in radio, significano attraversare cambiamenti profondi:
dalle frequenze analogiche alla presenza digitale, dalle dediche in diretta ai social, dai programmi in studio agli eventi nelle piazze.
“Chiamala per nome!” prova a mettere ordine in questo percorso e a restituirlo in forma di memoria condivisa.
Non solo per chi lavora o ha lavorato nell’emittente, ma per chi l’ha ascoltata in macchina, a casa, al lavoro o durante una serata estiva.
 

CALABRIA: IL TAR DICHIARA IMPROCEDIBILE IL RICORSO DI INWIT. STOP DEFINITIVO ALL' ANTENNA 5G DA 30 METRI A CELICO (CS)

Il TAR Calabria dichiara improcedibile il ricorso di Inwit contro il Comune di Celico:
stop definitivo all’antenna 5G da 30 metri nel centro abitato
 
 Per il Comune di Celico si è chiusa favorevolmente la vicenda relativa al progetto di installazione di una stazione radio base 5G
alta circa 30 metri nel centro abitato.
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria ha infatti dichiarato improcedibile il ricorso presentato da Inwit S.p.A.
contro i provvedimenti con cui l’amministrazione comunale aveva negato l’autorizzazione all’intervento.
 
Archiviato il ricorso di Inwit contro il diniego per l’antenna 5G
La società aveva impugnato i dinieghi emessi dagli uffici comunali, contestando la legittimità delle determinazioni adottate.
Nel corso del giudizio, il TAR aveva disposto una verificazione tecnica per approfondire gli aspetti oggetto della controversia.
Successivamente, la stessa Inwit ha deciso di rinunciare al ricorso, determinando così la declaratoria di improcedibilità da parte del Tribunale.
Secondo quanto riferito dall’amministrazione comunale,
la decisione della società sarebbe maturata anche in considerazione dell’impossibilità di completare l’intervento
entro le tempistiche previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Per il sindaco di Celico, Matteo Lettieri, “si tratta di un risultato di particolare rilievo,
che mette definitivamente fine al progetto di realizzazione dell’infrastruttura
e conferma la validità del percorso amministrativo intrapreso.
L’amministrazione sottolinea come l’obiettivo sia stato quello di tutelare il territorio, la salute pubblica e il decoro urbano,
princìpi che hanno guidato l’azione degli uffici fin dall’inizio della vicenda.
Determinante – ha proseguito il sindaco di Celico – il lavoro svolto dal responsabile del procedimento, l’architetto Damiano Francesco Mele,
che ha curato gli aspetti tecnici e amministrativi dell’intera procedura, predisponendo gli atti poi risultati decisivi nel contenzioso.
Un riconoscimento viene rivolto anche all’avvocato Jorio, legale dell’ente,
che ha rappresentato e difeso il Comune davanti ai giudici amministrativi”.
Con la pronuncia del TAR si conclude dunque una vicenda che aveva suscitato attenzione nella comunità locale
e che rappresenta, per l’amministrazione comunale, un importante risultato nell’ambito della tutela e della pianificazione del territorio.
 

SPAGNA: FISSATA LA DATA PER IL GRANDE SALTO DEL DTT VERSO L' UHD;
È IN ARRIVO UNA NUOVA SINTONIZZAZIONE

La televisione digitale terrestre spagnola sta entrando nella fase decisiva della sua nuova era tecnologica.
Il Ministero della Trasformazione Digitale e della Pubblica Amministrazione ha aperto alla consultazione pubblica
la bozza di risoluzione che stabilisce le date e le condizioni per la riorganizzazione della capacità dei multiplex statali
e l’avvio delle trasmissioni in Ultra Alta Definizione (UHD) nel Mux RGE 2, utilizzando la tecnologia DVB-T2.
Il periodo di consultazione sarà aperto fino al 17 luglio 2026
 
Il programma provvisorio prevede due date chiave: le prime ore del mattino del 3 novembre 2026, con le modifiche al Mux RGE 1 di RTVE,
e le prime ore del mattino del 5 novembre 2026, prima delle 8:00, come momento centrale della riorganizzazione
che consentirà l’attivazione delle trasmissioni UHD sul digitale terrestre statale.
 
Il 5 novembre, una data chiave per il nuovo DTT
Secondo la bozza di risoluzione, il 5 novembre 2026 RTVE, Atresmedia e Mediaset inizieranno a utilizzare la capacità del multiplex statale RGE 2
per trasmissioni simultanee in contemporanea con i loro contenuti HD, ma in risoluzione UHD.
L’assegnazione prevista prevede che RTVE utilizzi metà della capacità di RGE 2 (trasmetterà La1 UHD e un altro canale RTVE UHD),
mentre Atresmedia (che trasmetterà Antena 3 UHD) e Mediaset (che trasmetterà Telecinco UHD) avranno ciascuna un quarto.
Questa mossa segna l’inizio concreto della prima fase di evoluzione tecnologica del digitale terrestre, prevista dal Regio Decreto 250/2025,
che riorganizza i multiplex statali per introdurre trasmissioni UHD tramite DVB-T2,
una tecnologia che consente un utilizzo più efficiente dello spettro e una maggiore qualità tecnica dell’immagine.
 
RTVE effettuerà la sua mossa due giorni prima
La riorganizzazione avrà inizio nelle prime ore del 3 novembre 2026, quando RTVE inizierà a sfruttare la capacità del Mux RGE 1,
che durante questa prima fase avrà una capacità temporanea di integrare 5 canali televisivi in alta definizione (HD).
Due giorni dopo, arriverà il cambiamento più evidente per l’intera rete DTT statale,
con l’implementazione del nuovo schema tecnico nel Mux RGE 2 ed il trasferimento di diversi canali su altri multiplex.
 
Anche Atresmedia, Mediaset, Radio Blanca ed il nuovo canale nazionale si stanno muovendo
La bozza stabilisce che Atresmedia e Mediaset integreranno temporaneamente, durante questa fase, 
5 canali HD ciascuno nei Mux MPE 2 e Mux MPE 3, cessando le trasmissioni a partire da tale data nel Mux MPE 5.
Radio Blanca, SA (DKISS) inizierà a trasmettere in HD sulla frequenza assegnatale nel Mux MPE 5, cessando le trasmissioni nel Mux RGE 2
Anche il nuovo canale La Sép7ima, di Servicios Integrados Entretenimiento Televisivo, SL, 
la società a cui è stata assegnata la nuova licenza nazionale per la televisione digitale terrestre (DTT), 
inizierà a trasmettere in HD sullo stesso Mux MPE 5.
Pertanto, l’arrivo del nuovo canale nazionale è ora integrato nel calendario tecnico per il passaggio alla televisione digitale terrestre (TDT).
Il Ministero aveva già assegnato la nuova licenza a maggio a Servicios Integrados Entretenimiento Televisivo,
dopo aver ricevuto 2 offerte, una da Mediaset e l’altra da questa società.
 
Campagne informative da settembre
La bozza prevede inoltre che gli enti interessati dalla redistribuzione multipla sviluppino, a partire dall’8 settembre 2026,
campagne informative e attività di divulgazione per spiegare i cambiamenti che interesseranno i canali televisivi.
Nel caso dei canali che trasmettono sul multiplex statale RGE 2, queste campagne devono informare gli spettatori
anche dell’inizio delle trasmissioni in Ultra Alta Definizione (UHD).
L’obiettivo è ridurre l’impatto sugli spettatori e facilitare la transizione al nuovo standard tecnico.
 
Risintonizzazione e continuità della maggior parte dei canali
Sebbene la bozza si concentri sulla riorganizzazione tecnica dei multiplex, il Ministero stesso aveva già indicato,
al momento del rilascio della nuova licenza nazionale, che la nuova distribuzione dei canali avrebbe richiesto una risintonizzazione.
Inoltre, il testo stabilisce che la Commissione nazionale per i mercati e la concorrenza può riutilizzare gli identificativi di servizio precedentemente assegnati, 
ove tecnicamente possibile, al fine di minimizzare l’impatto sull’accesso degli utenti ai diversi canali fino alla loro risintonizzazione.
 
Una prima fase prima del passaggio completo al DVB-T2
La risoluzione rientra nella prima fase dell’evoluzione tecnologica della televisione digitale terrestre (TDT).
Questa fase riorganizza i multiplex statali RGE 2 e MPE 5, consente temporaneamente la trasmissione di 5 canali HD su alcuni multiplex
ed apre la strada alle trasmissioni UHD nel Mux RGE 2 tramite DVB-T2.
La seconda fase, pianificata nell’ambito del quadro tecnico approvato dal Governo,
prevede l’implementazione del sistema DVB-T2 in tutti i multiplex digitali, indipendentemente dalla loro area di copertura,
consentendo a ciascun multiplex di trasmettere fino a quattro canali UHD.
 
Una bozza è ancora in fase di consultazione pubblica
Il calendario è incluso in una bozza di risoluzione presentata per la consultazione pubblica,
quindi deve ancora completare l’iter prima dell’approvazione definitiva e della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dello Stato.
I contributi possono essere inviati fino alle 23:59 del 17 luglio 2026
e saranno presi in considerazione solo quelli provenienti da mittenti identificati che affrontino la necessità, la tempestività o il contenuto del testo.
La tabella di marcia, in ogni caso, segna già il punto di partenza di una nuova fase per la televisione digitale terrestre in Spagna:
novembre sarà il mese in cui il digitale terrestre inizierà a compiere il vero salto verso l’UHD,
con una riorganizzazione delle frequenze, l’introduzione di un nuovo canale nazionale e una nuova sintonizzazione per le famiglie.
 

SPAGNA: RTVE CULTURA PRENDE FORMA;
IL NUOVO CANALE PUBBLICO CERCA SPAZIO SUL DIGITALE TERRESTRE

RTVE si prepara a lanciare Cultura RTVE, un nuovo canale che sarà disponibile sulla televisione digitale terrestre (TDT)
e che inizierà anche il suo sviluppo come canale indipendente all’interno di RTVE Play.
Lo ha annunciato Sergio Calderón, direttore di RTVE, durante il suo intervento ai corsi estivi CEU-María Cristina,
dove ha confermato che l’emittente sta lavorando a un nuovo marchio televisivo incentrato sulla cultura.
 
Calderón ha spiegato che “la Radiotelevisione spagnola (RTVE) avrà un nuovo canale sulla televisione digitale terrestre chiamato RTVE Cultura
ed avrà anche un canale indipendente dove inizierà la sua crescita ed espansione all’interno della nostra piattaforma OTT, RTVE Play”.
L’annuncio arriva in un momento chiave per il futuro immediato della televisione digitale terrestre,
con la riorganizzazione tecnica prevista per novembre e il periodo di consultazione pubblica ancora aperto
sulla bozza del documento che definisce le condizioni per questa nuova fase.
 
Un canale culturale nato nel bel mezzo della riorganizzazione della televisione digitale terrestre
Il Ministero per la Trasformazione Digitale ha sottoposto ad audizione pubblica la bozza di risoluzione
che stabilisce le date e le condizioni per la distribuzione della capacità dei multiplex digitali statali,
nonché l’avvio delle trasmissioni in Ultra Alta Definizione nel Mux RGE 2.
Il testo sottoposto a consultazione fissa le prime ore del mattino del 5 novembre 2026
come data chiave per la ridistribuzione dei canali nazionali tra i diversi multiplex digitali.
In quella data, inizieranno anche le trasmissioni UHD nel Mux RGE 2
e gli spettatori dovranno risintonizzare i propri televisori dalle ore 8:00 in poi
per accedere alle nuove trasmissioni e ai nuovi canali nelle rispettive aree geografiche.
La stessa RTVE, in una risposta riguardante il nuovo canale, dichiara che “al momento possiamo aggiungere poco a quanto già pubblicato”
e ricorda a tutti che è ora aperto “il termine legale per eventuali reclami”.
L’emittente aggiunge che dovrà adottare le misure necessarie per garantire la riorganizzazione delle frequenze,
con processi tecnici che si protrarranno nei prossimi mesi.
 
RTVE Play sarà il primo spazio di crescita all’interno di RTVE Cultura
Le dichiarazioni di Sergio Calderón hanno chiarito un punto: RTVE Cultura non sarà solo un canale televisivo digitale terrestre lineare,
ma anche un marchio con una propria identità distinta all’interno di RTVE Play.
Questo approccio è in linea con la recente strategia dell’emittente,
che ha rafforzato la sua piattaforma digitale come vetrina per contenuti informativi, culturali, educativi e di pubblica utilità.
Il riferimento ad un “canale indipendente” all’interno di RTVE Play suggerisce che RTVE Cultura potrebbe iniziare a costruire la propria identità,
il proprio catalogo e la propria programmazione sulla piattaforma OTT prima di consolidare la sua presenza definitiva sul digitale terrestre.
Questo approccio consentirebbe a RTVE di attivare il marchio con maggiore flessibilità durante la complessa riorganizzazione tecnica delle frequenze.
 
La grande domanda è: quale ruolo avrà RTVE Cultura nella televisione digitale terrestre?
La questione principale ora è quale ruolo svolgerà la programmazione culturale di RTVE all’interno della mappa dei multiplex della televisione digitale terrestre.
Il Regio Decreto 250/2025 stabilisce che RTVE gestisce interamente il multiplex RGE 1 e metà del Mux RGE 2,
la cui gestione tecnica rientra anch’essa nelle responsabilità dell’emittente.
Nel caso di RGE 1, la situazione appare particolarmente complessa.
Quel multiplex ospiterà La 1, La 2, 24h, Clan e Teledeporte, 5 canali gestiti interamente da RTVE.
Pertanto, a meno di una riorganizzazione interna molto più profonda o della sostituzione di uno di questi servizi,
non ci sarebbe spazio disponibile per aggiungere RTVE Cultura su RGE 1.
Questo punto riduce la probabilità che il nuovo canale culturale venga integrato attraverso questa via,
almeno nello scenario previsto per la prima fase della riorganizzazione.
L’arrivo di RTVE Cultura richiederebbe pertanto l’esplorazione di altre alternative, entro i limiti delle risorse assegnate a RTVE,
o di soluzioni transitorie supportate da RTVE Play.
 
RGE 2: l’opzione più rilevante, ma con una condizione importante
Un’altra possibilità sarebbe RGE 2, il multiplex che concentrerà le trasmissioni UHD della nuova fase della televisione digitale terrestre.
RTVE detiene il 50% della capacità di questo multiplex,
mentre Atresmedia e Mediaset si dividono il restante 25% per le loro trasmissioni in altissima definizione.
Sulla carta, RTVE potrebbe utilizzare la sua metà di RGE 2 per La 1 UHD e per un secondo canale UHD dedicato alla rete.
La questione è se questo secondo spazio potrebbe finire per essere utilizzato per un canale diverso
o per una riorganizzazione che faciliti il ​​lancio di RTVE Cultura e del futuro canale RTVE for All.
Questa possibilità sarebbe in linea con il piano di RTVE di esplorare le modalità per sfruttare al meglio la propria capacità all’interno del Mux RGE 2,
sebbene non sia priva di complessità. Il progetto iniziale della Fase 1 collega questo multiplex all’inizio delle trasmissioni UHD,
pertanto l’utilizzo di parte di quello spazio per un segnale HD convenzionale o per un nuovo canale tematico
richiederebbe un adeguamento tecnico e normativo più preciso.
Tuttavia, se RGE 1 dovesse chiudere con 5 canali e senza un margine reale,
RGE 2 si presenta come una delle opzioni più sensate da analizzare nell’ambito del processo di consultazione
e delle modifiche che RTVE potrebbe proporre nei prossimi mesi.
 
Altri multiplex: un percorso possibile, ma meno probabile
La riorganizzazione prevista per novembre comporterà anche modifiche ad altri multiplex.
La bozza prevede che Atresmedia integri 5 canali HD nel Mux MPE 2 e Mediaset faccia lo stesso nel  Mux MPE 3, temporaneamente durante la fase 1.
Inoltre, il Mux MPE 5 sarà configurato con Real Madrid TV, TEN, DKISS e La Séptima,
il nuovo canale assegnato a Servicios Integrados Entretenimiento Televisivo.
Esiste anche un altro multiplex con 4 segnali: MPE 1, che trasmette i canali collegati a Squirrel, Squirrel 2, Veo7 e DMAX.
Sulla carta, come per altri multiplex che si espandono da quattro a cinque servizi durante questa fase,
si potrebbe considerare l’aggiunta di un quinto segnale. Tuttavia, questa opzione sembra la meno probabile per RTVE Cultura,
poiché implicherebbe l’inserimento di un canale pubblico in un multiplex gestito da operatori privati ​​e dipenderebbe da accordi,
capacità disponibile, licenze di trasmissione e potenziali modifiche amministrative.
 
RTVE Cultura rafforza l’impegno del pubblico nei confronti della cultura
La creazione di RTVE Cultura significherebbe recuperare un’ambizione storica della televisione pubblica:
avere uno spazio ben definito per contenuti culturali, educativi, di patrimonio, musicali, cinematografici, teatrali ed intellettuali.
Il nuovo canale potrebbe inoltre servire ad organizzare i contenuti che RTVE già produce o conserva nel suo archivio,
a rafforzare la visibilità di festival ed eventi culturali ed a dare maggiore risalto a format
che attualmente hanno una presenza frammentaria tra La 2, RTVE Play ed altri spazi dell’emittente.
Per ora, RTVE mantiene un atteggiamento cauto ed evita di fissare scadenze definitive.
Tuttavia, la convergenza delle dichiarazioni di Sergio Calderón, il periodo di consultazione pubblica
e la grande riorganizzazione della televisione digitale terrestre prevista per novembre,
posizionano RTVE Cultura come uno degli elementi più importanti del nuovo panorama audiovisivo pubblico
che inizierà a delinearsi nei prossimi mesi.
 

SPAGNA: LA SÉPTIMA CONFERMA NOME, DATA E PROMESSA; AGGIORNAMENTI IN DIRETTA

La nuova televisione digitale terrestre (TDT) sta iniziando a prendere forma.
La Séptima, il canale assegnato al consorzio Servicios Integrados Entretenimiento Televisivo SL, noto come SIETE,
ha confermato che inizierà le trasmissioni il 5 novembre 2026, in concomitanza con la riassegnazione dei canali nello spettro radio.
 
La rete ha inoltre annunciato ufficialmente il suo nome definitivo, La Séptima,
e ha lanciato il suo primo video promozionale sui social media, definendo il tono della sua offerta:
attualità, programmazione in diretta, produzioni originali e una chiara focalizzazione su più piattaforme.
 
Un canale che vuole competere con Cuatro e laSexta
La Séptima nasce con l’intento di rafforzare l’offerta televisiva in chiaro
e di proporsi come alternativa al gruppo di canali che ha dominato la televisione spagnola negli ultimi due decenni.
L’obiettivo dichiarato del nuovo canale è quello di competere direttamente con i canali di seconda generazione, Cuatro e laSexta,
lanciati nel 2006, che hanno cambiato gli equilibri della televisione commerciale in chiaro.
Per raggiungere questo obiettivo, La Séptima si propone di rivolgersi a un pubblico commerciale e urbano, dallo spirito giovane,
interessato all’attualità e con un’immagine associata alla modernità e all’innovazione.
 
Notizie in diretta e produzioni originali
Il canale partirà il 5 novembre con una fase iniziale che verrà progressivamente ampliata nei mesi successivi.
Come spiegato dalla rete, tutta la programmazione sarà in diretta, con produzioni originali al 100% ed un focus sull’attualità.
Questa sarà fin da subito una delle sue caratteristiche distintive principali.
Il messaggio del suo primo video promozionale segue la stessa linea.
La Séptima si presenta con lo slogan “Tutte le notizie. Tutto il giorno. In diretta”,
chiarendo che il suo obiettivo sarà quello di fornire informazioni in tempo reale, analisi e copertura degli eventi durante tutta la giornata.
 
Una catena con un focus digitale fin dal primo giorno
La Séptima non vuole limitarsi alla tradizionale trasmissione lineare.
Nella sua presentazione, il canale sottolinea che sarà disponibile “su tutti i vostri schermi”,
con una presenza sulla televisione digitale terrestre, sui telefoni cellulari, sui tablet e sui computer.
In attesa del lancio, la rete inizierà a sviluppare la propria presenza digitale, un’area che considera fondamentale per il proprio modello di business.
Il progetto è concepito come una piattaforma per la creazione di contenuti audiovisivi con una forte vocazione digitale,
utilizzando la televisione in chiaro come strumento per raggiungere un pubblico ampio e diversificato.
L’account ufficiale @la_septima_tv fa già parte di questa prima fase di implementazione,
con il video promozionale che ne costituisce la presentazione al pubblico.
 
Un messaggio contro la polarizzazione
Il canale ha cercato di definire fin da subito la propria linea editoriale.
Il video di lancio utilizza lo slogan “Andare avanti non significa pensarla allo stesso modo, ma ascoltarsi a vicenda”,
una frase con cui La Séptima intende presentarsi come uno spazio di dialogo e dibattito.
La rete promuove un giornalismo più informativo ed approfondito,
puntando ad esplorare la realtà al di là dei titoli di prima pagina e del costante confronto.
Il suo obiettivo è quello di favorire un dialogo basato sull’ascolto e sul rispetto,
offrendo uno spazio a chi desidera esplorare prospettive diverse, anche se non le condivide.
 
Rosso corallo, sette linee ed un logo con un intento preciso
In questa presentazione iniziale viene definita anche l’identità visiva de La Séptima.
Il logo è stato disegnato dal direttore creativo del team, Miguel Ángel Pérez, ed utilizza il corallo come colore aziendale.
Il logo è composto da sette linee aperte, un elemento grafico che intende esprimere l’idea di un progetto aperto,
caratterizzato da creatività e capacità di crescita.
La tipografia, costruita con blocchi compatti, allude alla diversità dei contenuti della programmazione
ed evoca l’impatto visivo dei titoli dei giornali tradizionali.
Il risultato è un’immagine altamente riconoscibile, basata sul rosso, sul bianco e su un’estetica dinamica,
con linee e blocchi di colore che trasmettono movimento e modernità.
 
Sede a San Sebastián de los Reyes
La Séptima avrà sede a San Sebastián de los Reyes, Madrid.
Sono attualmente in corso i lavori di progettazione e costruzione degli uffici e dei set.
Il Gruppo Toboggan è stato selezionato come fornitore tecnico per questo progetto,
a seguito di una gara d’appalto indetta tra aziende specializzate del settore.
L’obiettivo del network è creare uno spazio che rispecchi la sua identità
ed offra un’immagine distintiva nel panorama audiovisivo spagnolo.
 
In anteprima il 5 novembre 2026
La data chiave sarà il 5 novembre 2026.
In quel giorno, La Séptima inizierà le trasmissioni nel nuovo panorama della televisione digitale terrestre,
caratterizzato dal trasferimento dei canali e dall’evoluzione tecnica della televisione in chiaro.
Con il suo lancio, il nuovo canale si inserisce in una fase di cambiamenti nel panorama televisivo digitale terrestre spagnolo,
proponendo un’offerta ben precisa: programmi di attualità in diretta, produzioni originali,
presenza digitale ed un’identità visiva pensata per distinguersi fin dal primo giorno.
Il conto alla rovescia è iniziato. La Séptima punta a debuttare sulla televisione in chiaro con una promessa chiara:
rimanere al passo con l’attualità 24 ore su 24, con un nuovo marchio che aspira a trovare la propria nicchia in un mercato altamente competitivo.
 

FRANCIA: NELLA NOTTE TRA IL 21 E IL 22 LUGLIO CAMBIERANNO LE FREQUENZE FM DI RADIO FRANCE

L’evoluzione delle abitudini di ascolto ed i vincoli economici stanno spingendo Radio France a modernizzare i propri servizi di trasmissione.
Questo progetto è pensato per incentivare la diffusione del DAB+,
promuovere l’accesso all’informazione di servizio pubblico e ai contenuti per i giovani, e adattarsi alle nuove abitudini di ascolto
 
Annunciato nell’aprile 2025 ed approvato dallo Stato e da ARCOM,
il progetto di modifica delle frequenze FM di Radio France entrerà in vigore il 22 luglio 2026.
La modifica avverrà nella notte tra il 21 e il 22 luglio.
Deciso il giorno dopo la votazione sul bilancio 2026, che prevede un ulteriore risparmio di 4,1 milioni di euro per Radio France,
questo sviluppo consiste nello sfruttare l’opportunità offerta dalla diffusione del DAB+ in Francia
(che già copre oltre l’80% della popolazione francese) per ridurre del 12% la rete FM storica
e ottenere così un risparmio annuo di 3,9 milioni di euro.
È stato concepito al contempo per supportare alcuni degli obiettivi del servizio pubblico radiotelevisivo,
vale a dire incoraggiare l’adozione del DAB+ da parte degli ascoltatori per l’ascolto della radio,
rafforzare l’accesso all’informazione in situazioni di crisi e garantire un accesso più ampio ai programmi per i giovani rivolti alle famiglie.
 
Sostenere l’evoluzione delle abitudini di ascolto musicale
Oggi, in Francia, oltre il 50% dell’ascolto musicale avviene tramite dispositivi digitali.
Consapevole di questo cambiamento nelle abitudini di ascolto, Radio France ha deciso di modernizzare la distribuzione della propria offerta musicale:
 
• come annunciato nell’aprile 2025, Mouv’ diventerà una stazione radio 100% digitale,
presto disponibile esclusivamente tramite tecnologia IP: sito web, applicazioni, oggetti connessi…
Ciò significa che Radio France riavrà a disposizione 31 frequenze FM.
 
• France Musique sta passando a un modello di trasmissione ibrido FM/DAB+/IP, in linea con il suo pubblico.
Grazie all’implementazione del DAB+, France Musique manterrà una copertura significativa della popolazione,
con l’87% dei francesi che riceverà la radio in FM e/o DAB+ e, naturalmente, il 100% della popolazione che continuerà a riceverla tramite IP.
 
• La terza stazione musicale del gruppo Fip , già dotata di un numero estremamente limitato di frequenze FM (10),
non vede modificata la sua trasmissione FM ma accelera lo sviluppo delle sue web radio 100% digitali:
l’ultima, “Fip Cultes”, è diventata in poche settimane la web radio numero uno in Francia!
 
Incoraggiare l’adozione del DAB+ ed offrire un nuovo servizio rivolto ai giovani
DAB+ è una tecnologia del futuro per la trasmissione e l’ascolto della radio.
Grazie all’elevata qualità del suono, questa transizione è particolarmente vantaggiosa per le stazioni radio musicali,
per le quali la qualità dell’ascolto rappresenta un elemento fondamentale.
Il DAB+ offre inoltre una soluzione alla saturazione della rete FM storica, che non consente la creazione di nuove offerte lineari.
Radio France intende dotare il suo nuovo servizio per bambini, Mon Petit France Inter, di un canale di trasmissione DAB+.
Questo nuovo servizio lineare consentirebbe alle famiglie un accesso gratuito,
completamente senza schermi e senza i rischi della navigazione in internet.
La fattibilità di questo nuovo canale DAB+ per Mon Petit France Inter è tuttavia attualmente subordinata al verificarsi di determinate condizioni
e all’esito delle trattative in corso.
 
Garantire un migliore accesso alle informazioni sui servizi pubblici
A partire dal 22 luglio, franceinfo raggiungerà il 93% della popolazione in FM (rispetto all’80% attuale)
e ICI raggiungerà il 90% dei francesi (rispetto all’88%), grazie a una riallocazione delle frequenze all’interno della rete di Radio France.
La radio FM rimane il mezzo di trasmissione preferito dalle autorità pubbliche in tempi di crisi.
Rafforzando la copertura FM delle sue emittenti di informazione, Radio France garantisce di poter supportare equamente tutti i cittadini francesi,
anche nelle aree meno densamente popolate, nelle situazioni di maggiore vulnerabilità.
Eventi meteorologici estremi, interruzioni di corrente di vasta portata…
in assenza di elettricità, la radio rimane l’unico mezzo di comunicazione accessibile quando tutto il resto si spegne.
Pertanto, garantire l’accesso a franceinfo e ICI è fondamentale per la diffusione delle informazioni più recenti e delle raccomandazioni di sicurezza.
 
Radio France sta supportando gli ascoltatori durante questa transizione
Poiché la radio è un mezzo che crea abitudine,
Radio France desidera sostenere tutti gli ascoltatori le cui abitudini potrebbero essere modificate da questo sviluppo.
D’ora in poi, Radio France trasmetterà ampi messaggi informativi sulle stazioni radio
e sulle piattaforme digitali del gruppo per informare gli ascoltatori sugli sviluppi futuri.
A partire da oggi, gli ascoltatori sono invitati a visitare il sito web di Radio France,
dove un motore di ricerca dedicato consente a ciascuna persona di inserire la propria posizione
per accedere ai diversi metodi di trasmissione disponibili (frequenza FM, disponibilità tramite DAB+, disponibilità IP).
Inoltre, Radio France metterà a disposizione un servizio di assistenza telefonica a partire dal 16 luglio,
attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 17:00 (chiamata gratuita), nonché nel fine settimana del 25 e 26 luglio,
per rispondere alle domande degli ascoltatori e fornire loro soluzioni concrete.
 

MEDIASET RAFFORZA L' OFFERTA KIDS: I CANALI K2 E FRISBEE ENTRANO NEL PERIMETRO DELLA JOINT VENTURE TRA RTI E WARNER BROS. DISCOVERY. RACCOLTA A PUBLITALIA, ACCORDO CON PRS PER LA FASE DI TRANSIZIONE

Una soluzione che punta quindi a garantire continuità agli investitori pubblicitari
e al tempo stesso integrare progressivamente i nuovi asset all’interno della piattaforma commerciale del gruppo
 
Mediaset amplia il proprio presidio nel segmento dell’intrattenimento per bambini con l’ingresso nel proprio portafoglio dei canali K2 e Frisbee,
oggi parte della joint venture tra RTI e Warner Bros. Discovery.
L’operazione si inserisce nel percorso di evoluzione dell’offerta kids del gruppo, che già comprende i brand Boing e Cartoonito,
e nasce dall’accordo raggiunto tra le due società partner per riportare sotto il controllo del perimetro Mediaset i due canali dedicati al pubblico più giovane.
“Da anni esiste una joint venture tra RTI e Warner Bros. Discovery sui canali kids”, ha spiegato durante l’incontro con la stampa Pier Silvio Berlusconi.
“La joint venture, partecipata al 51% da Mediaset e al 49% da Discovery, comprende Boing e altri brand kids.
Abbiamo raggiunto un accordo, condiviso da entrambe le parti, per fare rientrare K2 e Frisbee nel perimetro del gruppo.”
L’operazione consente quindi a Mediaset di ampliare ulteriormente il proprio sistema editoriale dedicato ai bambini,
rafforzando una presenza che negli anni si è consolidata attraverso canali tematici, contenuti proprietari e una forte capacità distributiva.
Sul fronte commerciale, la gestione della raccolta pubblicitaria sarà coordinata da Publitalia,
anche se nella fase iniziale resterà un ruolo operativo per PRS Media, concessionaria che ha seguito finora la vendita degli spazi dei canali.
“Per quanto riguarda la raccolta, siamo in una fase di passaggio. Il coordinamento della strategia commerciale sarà in capo a Publitalia,
mentre proseguirà una collaborazione con PRS attraverso un accordo di concessione, per preservare competenze e relazioni consolidate con il mercato.”
Una soluzione che punta quindi a garantire continuità agli investitori pubblicitari
e al tempo stesso integrare progressivamente i nuovi asset all’interno della piattaforma commerciale del gruppo.
 

"ITALIANA", IL CANALE RAI CHE SI RACCONTA IDENTITARIO E SI FIRMA IN INGLESE

Dal primo ottobre, al posto di Rai Scuola, sul canale 57 del digitale terrestre partirà Italiana,
la nuova rete presentata ad Ancona all’interno dei palinsesti Rai 2026-2027.
A dirigerla sarà Angelo Mellone e il progetto punta dritto sull’Italia dei borghi, dei territori, delle comunità,
raccogliendo in parte l’eredità di programmi come Linea Verde,
che da oltre vent’anni raccontano il Paese attraverso il paesaggio, le tradizioni e le produzioni locali.
Si partirà con una programmazione composta prevalentemente da repliche,
mentre da gennaio arriveranno nuove produzioni e collegamenti dalle principali manifestazioni nazionali,
per un’offerta complessiva annunciata di circa 720 ore l’anno.
Giampaolo Rossi, amministratore delegato della Rai, ha subito respinto l’etichetta di canale identitario o sovranista
che gli era stata cucita addosso, ribadendo che si tratta di un’offerta plurale e non ideologica.
C’è però un dettaglio che non è passato inosservato.
Sotto il logo del nuovo canale, nei materiali di presentazione, compare la scritta “Powered by Rai”.
Ed è qui che qualcuno ha visto un piccolo cortocircuito comunicativo.
Perché un canale nato per raccontare l’Italia più autentica – i paesaggi, i mestieri, le radici, i dialetti, le comunità –
sceglie di presentarsi con una formula inglese che, almeno in questo caso, non sembra rispondere a una reale necessità.
Non si tratta infatti di uno di quei tecnicismi entrati nell’uso perché privi di un equivalente italiano efficace.
Molti linguisti definiscono espressioni come questa anglicismi di lusso:
parole inglesi adottate pur esistendo termini italiani perfettamente in grado di svolgere la stessa funzione.
Antonio Zoppetti, che da anni cura un ampio repertorio dedicato agli anglicismi e alle loro alternative italiane, ne raccoglie migliaia.
“Powered by” rientra senza difficoltà in questa categoria, insieme a espressioni come “smart working” o “recovery fund”,
sulle quali l’ex presidente dell’ Accademia della Crusca Claudio Marazzini ha più volte osservato
come l’inglese venga spesso preferito anche quando la lingua italiana dispone già di equivalenti chiari ed efficaci.
Vittorio Coletti, anch’egli studioso vicino ai temi affrontati dalla Crusca, parlò invece di “snobismo provinciale”:
l’inglese, cioè, scelto non perché indispensabile, ma perché percepito come più moderno, internazionale e autorevole.
È qui che, secondo alcuni osservatori, il paradosso diventa quasi ironico.
Un canale nato per valorizzare il patrimonio culturale italiano, la lingua, i territori e le identità locali si presenta con un sottotitolo in inglese
che difficilmente ci si aspetterebbe in un progetto istituzionale costruito proprio sull’italianità.
È difficile immaginare una scelta analoga nella comunicazione pubblica francese o spagnola,
dove iniziative di questo tipo tendono generalmente a privilegiare la lingua nazionale;
in Italia, invece, sembra sopravvivere l’idea che, per apparire più credibili persino quando si racconta se stessi,
serva comunque il sigillo linguistico di qualcun altro. Non serviva scomodare Dante per accorgersene.
Come hanno fatto notare diversi utenti sui social nelle ore successive alla presentazione,
forse sarebbe bastato rileggere quella slide una volta in più prima di mandarla in stampa.
 

UNA NUOVA APP MISURA LE RADIAZIONI 5G

Quante radiazioni ricevo dal mio cellulare e quanto sono forti quelle delle antenne?
Ora è possibile scoprirlo con un’applicazione, che fornisce risultati sorprendenti
 
Le antenne 5G coprono ormai quasi tutto il territorio svizzero.
Questa nuova generazione di impianti per la telefonia mobile consente di trasmettere quantità molto elevate di dati
a velocità superiori rispetto al passato.
In molti si chiedono di conseguenza se questo comporta un aumento anche dell’esposizione alle radiazioni, e in quale misura.
Una nuova applicazione, attualmente disponibile solo per dispositivi Android, permette di fornire una risposta.
L’app stima infatti la quantità di radiazioni della telefonia mobile assorbita in un determinato luogo in Europa
durante un utilizzo intenso del cellulare, ad esempio mentre si effettua una chiamata con il telefono all’orecchio.
Include inoltre una mappa che mostra l’intensità delle emissioni delle antenne in tutta Europa,
destinata a diventare sempre più precisa man mano che cresce il numero degli utenti che la utilizzano.
L’app si chiama Etain 5G-Scientist ed è stata sviluppata nell’ambito dell’omonimo progetto di ricerca finanziato dall’Unione Europea (UE).
Tra i suoi ideatori figura anche Martin Röösli, esperto dell’Istituto tropicale e di salute pubblica svizzero (Swiss TPH)
e professore di epidemiologia ambientale all’Università di Basilea.
Con lui, SRF ha effettuato una serie di test nel quartiere di Bachletten, nella zona della stazione di Basilea.
 
Cosa misura l’app e cosa no
L’app Etain 5G-Scientist non misura direttamente le radiazioni.
Per stimare l’esposizione ai segnali della telefonia mobile rileva infatti l’intensità del segnale proveniente dalle antenne
e, sulla base di questi dati, calcola il livello di esposizione.
Secondo Röösli, i risultati ottenuti mostrano una buona corrispondenza con quelli delle misurazioni professionali.
Anche con strumenti specializzati, tuttavia, quantificare in modo standardizzato l’esposizione alle radiazioni resta complesso.
I valori possono infatti variare sensibilmente in funzione dell’utilizzo della rete,
della distanza dalle antenne e dai telefoni cellulari e di altri fattori ambientali. Per questo motivo l’app si basa su alcune semplificazioni.
Nelle misurazioni in tempo reale considera soltanto le antenne dell’operatore telefonico utilizzato dallo smartphone,
mentre nella media a lungo termine visualizzata sulla mappa vengono presi in considerazione tutti gli operatori.
Inoltre, oltre ai segnali 5G, l’app rileva anche quelli 4G, poiché entrambe le tecnologie sono oggi ampiamente diffuse
e, secondo gli specialisti del settore, comportano livelli di esposizione comparabili.
 
Più radiazioni dallo smartphone che dalle antenne
La principale conclusione emersa dai test è che l’esposizione alle radiazioni non dipende soltanto dalle antenne presenti nelle vicinanze,
ma in larga misura anche dal proprio cellulare. I due fattori agiscono infatti in modo complementare:
dove il segnale delle antenne è molto debole, lo smartphone deve aumentare la propria potenza di trasmissione per mantenere la connessione alla rete.
Secondo le stime fornite dall’app, durante una telefonata con il telefono appoggiato all’orecchio
il cervello può assorbire una quantità di radiazioni fino a circa 10000 volte superiore rispetto a quella proveniente dalle antenne circostanti.
Dato che lo smartphone viene spesso tenuto vicino al corpo, la quota più importante dell’esposizione quotidiana deriva quindi dal dispositivo stesso.
L’esempio più eloquente arriva da un altro punto di misurazione, nei pressi dello stadio Schützenmatte di Basilea,
dove sono installate tre antenne di telefonia mobile.
“La radiazione che si misura lì è da 10 a 100 volte inferiore rispetto all’esposizione generata da un cellulare tenuto all’orecchio” sottolinea Röösli.
 
Più antenne, meno radiazioni
Un altro risultato sorprendente emerge dalle misurazioni effettuate a Basilea:
sia le emissioni provenienti dalle antenne sia quelle generate dagli stessi smartphone risultano relativamente contenute.
Anche nei punti con una ricezione meno buona, dove il telefono deve aumentare la propria potenza di trasmissione,
l’esposizione stimata raggiunge appena il 2% del limite fissato dall’UE. I valori limite incorporano già un ampio margine di sicurezza.
In Svizzera, inoltre, la normativa è particolarmente restrittiva: nelle aree sensibili, come quartieri residenziali e scuole,
oltre ai limiti previsti a livello europeo si applicano valori d’impianto fino a dieci volte più severi.
Il numero relativamente elevato di antenne presenti sul territorio svizzero potrebbe contribuire a ridurre l’esposizione complessiva alle radiazioni della telefonia mobile.
Una rete più capillare permette infatti ai telefoni di comunicare con le antenne utilizzando una potenza inferiore,
con un potenziale beneficio soprattutto per chi usa frequentemente lo smartphone.
 
Radiazioni stabili con il 5G
L’app vuole anche contribuire a fare chiarezza su un tema che continua a suscitare preoccupazione nell’opinione pubblica.
Secondo Röösli, molte persone hanno infatti una percezione non corretta dell’evoluzione delle radiazioni legate alla telefonia mobile.
Diverse indagini (vedere il riassunto a pagina 9) mostrano che una parte consistente della popolazione ritiene
che l’introduzione del 5G abbia comportato un forte aumento dell’esposizione.
I risultati delle campagne di misurazione condotte negli ultimi anni mostrano però una realtà diversa.
Nonostante il notevole incremento del traffico dati sulle reti mobili,
i livelli di esposizione alle radiazioni sono rimasti sostanzialmente invariati con l’arrivo del 5G,
grazie in particolare alla maggiore efficienza della nuova tecnologia,
che consente di trasmettere una quantità superiore di dati senza un aumento proporzionale delle emissioni.