
Domenica 28 giugno 2026
TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA
Pubblicato il 28/06/2026 alle ore 11:15
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RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER IL MUX DAB+ RAI
Iniziamo parlando della radio digitale.
È stato acceso il Mux DAB+ RAI sul Canale 7C dalle postazioni di:
VIA ANTICO CAMMINO a Palmariggi (LE), in Puglia;
MONTE GALDO a Lauria (PZ), in Basilicata;
Per consultare gli impianti attivi e la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

RADIO FM: NUOVA FREQUENZA PER RPL - RADIO PALERMO LIDO
Per quanto riguarda la radio FM, è stata recentemente collegata RPL – RADIO PALERMO LIDO,
al posto di RPL 70/80/90, sui 97.3 MHz dalla postazione di CONTRADA BONVICINO a Lentini (SR).

SI È SPENTO VITO MONACO, GIORNALISTA E DIRETTORE DI CANALE ITALIA
Il noto volto della televisione, originario della Puglia e da tempo residente ad Abano Terme, è mancato all’età di 81 anni.
Dopo l’esperienza nell’insegnamento, aveva legato il suo nome a programmi come Calciolandia, Notizie Oggi e Linea Sera
Lutto nel mondo dell’informazione.
È morto all’età di 81 anni Vito Monaco, storico conduttore televisivo e volto noto di numerosi programmi locali e nazionali.
Origini pugliesi, da anni viveva ad Abano Terme.
Nelle scorse settimane le sue condizioni di salute si erano aggravate a causa di alcuni scompensi cardiaci.
Nato il 21 maggio 1945 a Sanmichele di Bari, si era trasferito in giovane età a Padova,
dove aveva frequentato la facoltà di Lettere e Filosofia, laureandosi nel 1971.
Dopo aver insegnato per un periodo in alcuni istituti cittadini, nel 1990 era diventato giornalista pubblicista.
Nel corso della sua carriera aveva ricoperto il ruolo di direttore responsabile di Serenissima Tv e, successivamente, di Canale Italia.
Aveva anche curato e condotto diverse trasmissioni, tra cui Notizie Oggi, Linea Sera e, per circa trent’anni, Calciolandia,
un programma che lo aveva reso uno dei personaggi più conosciuti del panorama televisivo veneto.
Nel 2012 era stato nominato Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
I funerali si sono tenuti sabato 27 giugno alle 9.30 nel Duomo di San Lorenzo ad Abano Terme.

CAMPANIA: SANT' EGIDIO DEL MONTE ALBINO (SA);
ADDIO AD ANGELO FABBRICATORE, VOCE STORICA DELLA RADIO
Voce storica della radio locale, Angelo Fabbricatore si è spento improvvisamente lasciando sgomento e commozione nel territorio
Lutto nel mondo dell’informazione e della cultura locale.
Lo speaker di Radio Monte Albino e delle emittenti locali è stato colto da un malore nella notte.
Un malore nella notte
Certe voci che accompagnano le giornate e finiscono per diventare parte della vita quotidiana.
Quando queste si spengono, il silenzio che lasciano sembra più forte di qualsiasi parola.
Un improvviso malore, nella notte, ha strappato all’affetto dei suoi cari Angelo Fabbricatore,
storica voce della radio locale Radio Monte Albino e protagonista di una lunga stagione dell’informazione radiofonica del territorio.
Il popolare speaker sarebbe stato colto da un malore durante la notte mentre stava rincasando.
La notizia si è diffusa rapidamente già nella notte a Sant’Egidio del Monte Albino,
suscitando sgomento tra quanti lo conoscevano e ne apprezzavano da anni l’impegno professionale e umano.
La radio come strumento di cultura
Con Angelo Fabbricatore sembra chiudersi simbolicamente anche la stagione della “radio analogica”, quella fatta di contenuti,
confronto diretto, approfondimenti, dibattiti e rapporti umani con gli ascoltatori.
La sua esperienza professionale è stata legata in particolare a Radio Monte Albino, emittente alla quale ha dedicato passione, energie e idee.
Il rilancio della radio negli ultimi anni aveva trovato proprio in lui uno dei principali protagonisti.
Attraverso microfoni e trasmissioni aveva contribuito a trasformare il mezzo radiofonico in uno strumento di diffusione culturale,
informativa e formativa, mantenendo sempre vivo il dialogo con il territorio.
Il “cinquantatreenne giovanile”
Amava definirsi con ironia un “cinquantatreenne giovanile”, espressione utilizzata anche in uno dei suoi ultimi interventi sui social.
Una formula che raccontava bene il suo carattere: curioso, dinamico, sempre pronto a confrontarsi con nuove idee e nuovi linguaggi
senza perdere il legame con la tradizione. Dietro il professionista c’era soprattutto un uomo profondamente legato al suo paese,
capace di intercettarne bisogni, umori e speranze attraverso quella sensibilità che lo aveva reso un punto di riferimento per tanti ascoltatori.
Il cordoglio
Con la sua scomparsa Sant’Egidio del Monte Albino perde una figura riconosciuta e apprezzata,
un animatore culturale che ha dedicato anni della propria vita alla promozione del dibattito pubblico e alla crescita civile del territorio.
Sempre presente sui temi della città, attento alle dinamiche sociali e culturali,
Angelo Fabbricatore ha rappresentato per molti una voce capace di stimolare riflessioni e risvegliare coscienze.
Oggi quella stessa città che per anni lo ha ascoltato e seguito ne piange la scomparsa,
custodendone il ricordo e l’eredità umana e professionale difficilmente ripetibile per stile e consapevolezza.
PEPPINO MAZZULLO, LA VOCE DI TOPO GIGIO COMPIE 100 ANNI
Il doppiatore siciliano ha dato vita all’iconico pupazzetto nel 1961, ma le origini del loro incontro sono ancora più datate
Peppino Mazzullo, storica voce di Topo Gigio, il 6 giugno ha spento cento candeline.
Il doppiatore, originario di Santo Stefano di Briga, frazione di Messina, ha festeggiato insieme agli abitanti con il taglio della torta in piazza san Giovanni.
Fino al 2006, Mazzullo ha portato in televisione uno dei personaggi più amati dal pubblico italiano, che ha accompagnato intere generazioni.
Ancora oggi ricordano alcune frasi iconiche, tra queste, la famosa domanda “Ma cosa mi dici mai?”.
Alla festa per i cento anni di Mazzullo hanno partecipato anche l’attore Leo Valli, attuale voce di Topo Gigio, e il cantautore e compositore, Franco Fasano.
Peppino e Gigio: un legame storico
Il sodalizio tra Mazzullo e Topo Gigio è iniziato ufficialmente negli anni Sessanta,
ma il doppiatore ha raccontato di aver “incontrato” il roditore 35 anni prima.
“Una mattina, avevo circa due anni, ho visto il topolino ai piedi del letto. Mi sono spaventato,
ho provato a chiamare mia mamma ma mi mancava la voce. Dopo un po’, forse perché ha provato pena, il topo è scomparso.
Ho raccontato tutto a mia madre, che mi ha consolato: è un “folletto”, ti porterà fortuna”, ricorda Mazzullo.
E così fu: il pupazzo creato da Maria Perego e Federico Caldura, prende la parola per la prima volta nel 1961.
“Quando lo vidi mi venne un brivido. Lo conoscevo già, ma non potevo dirlo a nessuno”, racconta Mazzullo.
Sull’aspetto di Topo Gigio non si risparmia: “Era un pupazzo fatto male, la colla non reggeva ed era anche brutto di faccia, ma a me piaceva.
Lo presi in mano e iniziai a farlo parlare”. Ricorda anche le parole di Gino Bramieri, che gli disse “di non dimenticare quella voce,
perché secondo lui avrebbe fatto fortuna”. Tra i momenti più belli della sua carriera, c’è la partecipazione al The Ed Sullivan show:
“Un’emozione fortissima. Quando Ginger Rogers mi disse “I love you” rischiai di svenire. Ero innamorato di lei”.
E, sempre durante lo show, ricorda quando Ed gli legò i pantaloni con uno spago, per non farli cadere.
Una carriera memorabile
Prima di tutto questo, Peppino Mazzullo si costruisce un percorso come attore di teatro.
Esordisce nella sua città natale, recitando alcuni monologhi scritti da Placido Andriolo, direttore artistico del Teatro Auditorium San Gaetano.
Grazie a uno di questi monologhi, vince una borsa di studio che gli permette di frequentare prima l’Accademia d’Arte Cinematografica di Roma
e poi L’Accademia d’Arte Drammatica di Milano. Sui “copioni” di Topo Gigio ha detto: “Ho sempre scritto i testi, in tutte le lingue.
Ero un improvvisatore e tutto quello che lui diceva veniva da me, sul momento. Nessuno mi ha mai detto cosa dovessi fare”.
A quasi cento anni compiuti, il maestro riprende il ruolo di Topo Gigio e dedica un pensiero ai più giovani:
“Ognuno di noi ha il divino dentro. Se lo svegli, farà cose divine. Cosa sono le cose divine? Quelle che non fanno male agli altri”.
50 ANNI DI EMITTENZA LOCALE
Cinquant’anni fa, nel luglio del 1976, con la sentenza n. 202 la Corte costituzionale pose fine al monopolio statale dell’etere,
liberalizzando l’attività di radiodiffusione in ambito locale
Per documentare tale ricorrenza, AERANTI-CORALLO ha avviato un archivio storico dei primi anni di attività
delle emittenti radiofoniche e televisive locali.
Qui di seguito l’elenco, in ordine alfabetico – in aggiornamento – delle emittenti radiofoniche e televisive locali
che hanno voluto condividere i primi anni della loro storia.

EMILIA-ROMAGNA: 50 ANNI DI TV PRIVATE, SERATA EVENTO A RIMINI
All’ Arena Francesca da Rimini un viaggio tra emittenti, volti e programmi che hanno segnato la storia della Romagna
Cinquant’anni di televisione locale raccontati attraverso immagini, testimonianze e filmati d’epoca.
È l’obiettivo della serata in programma sabato 27 giugno alle ore 21 all’ Arena Francesca da Rimini,
dove si è tenuto l’evento dedicato ai primi cinquant’anni delle tv private in Romagna. Ingresso libero.
L’iniziativa ripercorre una storia che vede Rimini protagonista fin dagli esordi dell’informazione e della comunicazione locale.
Gli organizzatori ricordano infatti che “la città di Rimini ha avuto un ruolo primario ed unico nella nascita delle radio e tv locali”.
Tra le tappe più significative figura la nascita, nel 1946, di “Voci della città”, considerata la prima radio privata italiana,
realizzata da Sergio Zavoli, Glauco Cosmi e Renato De Donato.
Nel 1971 arrivò invece Babelis Tv, una delle prime televisioni private via cavo del Paese, che trasmetteva notiziari locali e partite del Rimini.
La serata ha preso spunto da una data simbolica per l’emittenza privata italiana:
il 28 luglio 1976, giorno in cui la Corte Costituzionale sancì la legittimità delle trasmissioni televisive locali via etere,
aprendo la strada alla nascita di decine di emittenti sul territorio nazionale e mettendo fine al monopolio televisivo della Rai in ambito locale.
Nel corso dell’incontro è stata raccontata l’evoluzione delle televisioni romagnole, che negli anni hanno dato spazio a telegiornali,
programmi sportivi, trasmissioni musicali, quiz, commedie dialettali, dirette dei consigli comunali e rubriche dedicate alla vita del territorio.
Come ricorda l’avvocato Giuliano Bonizzato, citato nella presentazione dell’evento,
le televisioni locali “divennero incubatori di linguaggi, talenti, modelli produttivi:
furono avanspettacolo e scuola di giornalismo, sperimentazione tecnologica e palestra imprenditoriale”.
Il racconto ha seguito idealmente due storiche strade consolari romane.
Lungo la via Emilia sono state ricordate esperienze come Babelis Tv, VGA Telerimini, Tele Gabbiano, Icaro, Tele Rubicone,
Erreuno Tv Romagna, Tele Romagna, Video Regione, Tele1 e Telesanterno.
Lungo la via Popilia il percorso ha toccato invece Tele Mare di Cesenatico e Detra Tele Radio Ravenna.
A condurre la serata sono stati Giorgio Tonelli e Manuela Zoli.
Attraverso video storici e interviste ai protagonisti sono stati ripercorsi momenti significativi delle televisioni via cavo
e delle emittenti nate dopo la liberalizzazione dell’etere.
Un momento particolare è stato dedicato ai professionisti che hanno contribuito alla crescita delle tv locali e che non ci sono più:
registi, giornalisti, editori, tecnici e conduttori ricordati attraverso un filmato commemorativo.
Spazio anche a una selezione delle pubblicità e delle televendite che hanno caratterizzato la storia dell’emittenza locale.
I video sono stati realizzati da Giammarco Benedetti con le videoproiezioni curate da Sergio Metalli.
L’evento è stato registrato integralmente da Icaro TV e TeleRomagna
e sarà trasmesso il prossimo autunno in una serata speciale condivisa da diverse emittenti del territorio,
tra cui TeleRomagna, Video Regione e Rete 8.
Ad aprire la manifestazione è stata la compagnia RDL con un’anteprima dello spettacolo “S…varietà è donna”,
omaggio ai grandi varietà che hanno segnato la programmazione delle televisioni locali romagnole negli anni Settanta, Ottanta e Novanta.
UMBRIA: SPUNTA UNA NUOVA ANTENNA 5G, STAVOLTA A CAPODACQUA (PG); "CITTADINI NON INFORMATI, PERCHÉ?"
Dopo il caso di Palazzo, FI richiede l’accesso agli atti per l’installazione in via del Paduletto: “Le priorità della frazione sono altre”
“Nessuna comunicazione ai cittadini, nessuna assemblea pubblica, nessun confronto con il territorio”.
Lo denuncia il consigliere Francesco Fasulo a proposito di una antenna 5g in via del Paduletto a Capodacqua.
L’esponente di Forza Italia ha depositato l’accesso agli atti e porta avanti una battaglia istituzionale a tutela della salute pubblica,
del paesaggio e del diritto dei cittadini a essere informati, battendosi per la delocalizzazione delle antenne di Santa Maria degli Angeli,
Petrignano, Rivotorto, Capodacqua, Palazzo e di tutte le frazioni del Comune di Assisi, lontano dalle abitazioni e dai luoghi maggiormente frequentati.
“L’hanno installata nel giro di pochi giorni. Senza alcuna comunicazione preventiva, senza un confronto con la popolazione,
senza il minimo rispetto per chi abita, vive e lavora nella frazione di Capodacqua.
Una maxi antenna per la telefonia mobile con tecnologia 5G, alta decine di metri, è comparsa in via del Paduletto quando ormai i lavori erano conclusi.
I residenti l’hanno scoperta a fatto compiuto.
Ma – ricorda l’esponente di Forza Italia – l’articolo 44, comma 5, del Codice delle Comunicazioni Elettroniche impone allo Sportello locale
l’obbligo di pubblicizzare l’istanza di autorizzazione per l’installazione di infrastrutture di comunicazione elettronica.
E l’articolo 8, comma 6, della Legge 36/2001 riconosce ai Comuni il potere-dovere di adottare regolamenti
per minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, con specifico riferimento ai siti sensibili.
A Capodacqua, invece, l’unica minimizzazione che si è registrata è stata quella del diritto dei cittadini a essere informati”.
“Non meno rilevanti sono gli articoli 9 e 10 della Legge 241/1990, che riconoscono a chiunque sia portatore di interessi diffusi –
singoli cittadini, associazioni, comitati – il diritto di intervenire nel procedimento amministrativo, presentando memorie e osservazioni.
Un diritto che, nel caso di Capodacqua, è stato semplicemente cancellato”.
L’esponente di Forza Italia Assisi ricorda tra l’altro che “in alcune zone della frazione, dove tra l’altro vive un esponente della giunta,
mancano le canalizzazioni per gli scarichi pubblici e l’acqua, dove il degrado urbanistico è una realtà quotidiana.
E dove l’unica opera che l’ Amministrazione comunale è riuscita a far realizzare con efficienza e rapidità è – paradossalmente –
proprio un’antenna 5G calata dall’alto, che non reca alcun beneficio economico ai residenti
ma produce un ulteriore effetto depressivo sul valore degli immobili circostanti”.
Il consigliere ha depositato istanza di accesso agli atti – ai sensi dell’articolo 43, comma 2, del TUEL,
che garantisce a ogni consigliere comunale il diritto incondizionato di ottenere tutte le informazioni utili all’espletamento del mandato,
dell’articolo 22 della Legge 241/1990 e dell’articolo 5 del Decreto Legislativo 33/2013 – per fare piena luce sull’intero iter autorizzativo.
L’istanza è articolata e dettagliata: richiede l’accesso a tutte le autorizzazioni, ai pareri ARPA, ai nulla osta,
agli atti delle eventuali conferenze di servizi, alla documentazione tecnica sulle emissioni elettromagnetiche e sull’impatto paesaggistico,
a ogni comunicazione intercorsa tra Comune e gestore.
L’obiettivo è verificare, atto per atto, se l’iter sia stato condotto nel pieno rispetto della normativa
e se i cittadini siano stati messi in condizione di esercitare il proprio diritto di partecipazione.
Sotto la lente anche Rivotorto, Petrignano, Palazzo e Santa Maria degli Angeli,
con l’obiettivo di verificare se anche per quegli impianti l’iter autorizzativo sia stato condotto nella medesima opacità
che ha caratterizzato il caso di Capodacqua. “Non appena la documentazione sarà resa disponibile dal Comune – conclude la nota –
sarà convocata un’assemblea pubblica a Capodacqua per condividere con i residenti l’esito dell’accesso agli atti
e discutere insieme ogni iniziativa utile a ripristinare la legalità e a restituire ai cittadini il diritto di essere ascoltati”.
SICILIA: RMK TV (RADIO MONTE KRONIO) VERSO I 50 ANNI DI TRASMISSIONI
