Mercoledì 6 maggio 2026

MUX DFREE: FINE DELLE TRASMISSIONI PER BYOBLU

Pubblicato il 06/05/2026 alle ore 00:35
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Nel Mux DFREE è giunta al capolinea l’avventura della milanese Byoblu (LCN 262).
Da ieri pomeriggio, infatti, le trasmissioni sono state interrotte ed è apparso il seguente monoscopio con le barre colore,
mentre l’emissione video non risulta più in H.264 HD con la risoluzione 1280×720, ma in definizione standard.
Sostegno insufficiente: si spegne la Tv dei cittadini
 
Dopo cinque anni di trasmissioni, di dirette, di telegiornali, di talk show, di programmi di attualità,
politica, arte, cultura e musica, il canale 262 si è spento. Cinque anni non sono pochi.
Sono stati anni intensi, fatti di sfide continue, di ostacoli che sembravano insormontabili,
ma anche di risultati che, oggettivamente, ci riconosciamo.
Per quello che è stato costruito, questa esperienza merita di essere studiata nei libri come un caso unico nel mondo dell’informazione.
Ma torniamo ad oggi.
I soldi necessari per sostenere il canale questo mese, dunque per pagare la trasmissione sul digitale terrestre, non sono entrati.
Ad oggi abbiamo raccolto solo il 38% del fabbisogno di aprile, e il 4% di quello di maggio.
Questo significa che il cavo che porta il segnale verrà staccato. Ed è stato staccato. Proprio oggi pomeriggio.
Non vedrete più la redazione al lavoro: le interviste, i programmi, le edizioni del telegiornale. Vedrete uno schermo nero.
Nero, perché non siamo stati in grado di pagare la fattura per restare in onda.
Pochi giorni fa, abbiamo lanciato un sondaggio, che mentre vi parlo è ancora aperto, al link deciditu.com.
In pochi giorni hanno partecipato 4 mila persone. La domanda era semplice:
credete sia importante avere una televisione al servizio dei cittadini? Siete disposti a sostenerla?
La risposta è stata unanime: il 99% ha risposto che dobbiamo continuare a trasmettere.
Tuttavia, ben il 45% di voi ha dichiarato che vuole guardare la televisione dei cittadini,
ma senza sostenere economicamente il progetto.
E parliamo solo di coloro che hanno risposto al sondaggio, dunque teoricamente i più attivi e solerti.
Dobbiamo a questo punto fare tutti pace con noi stessi.
Una televisione dei cittadini, per definizione, può esistere solo se sono i cittadini a sostenerla.
Se fossero la finanza o la politica, che indipendenza potrebbe mai avere?
Ve lo dico io, che lavoro da tanto nel mondo dell’informazione: zero!
E per averne la prova basta sintonizzarsi sugli altri canali, quelli che hanno alle spalle i grandi editori con i loro interessi.
Per esistere, alla Tv dei Cittadini non sono mai servite grandi cifre.
Abbiamo fatto per cinque anni una televisione nazionale, realizzata da centinaia di persone davanti e dietro le quinte,
con 250 mila euro al mese. 350 nei momenti di palinsesto più ricco.
Non serve chiedere a un imprenditore, per capire che siamo stati virtuosi.
E con la trasparenza che ci ha sempre contraddistinto lo abbiamo dimostrato, mese dopo mese, dati alla mano.
Quello che serve davvero è una base ampia, stabile, continua. Un contributo diffuso, anche piccolo, ma costante.
Perché una televisione dei cittadini funziona solo se i cittadini la sostengono tutti insieme.
Quello che è successo, invece, è stato l’opposto: in pochi si sono fatti carico delle esigenze di informazione di tantissimi,
mentre molti, troppi, si sono limitati ad accendere la televisione. E questo, nel lungo periodo, non può funzionare.
Questa è la situazione.
 
Cosa succede adesso?
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che potete raggiungere al “youtube.byoblu.com“. Lì stiamo ancora continuando a pubblicare telegiornali, interviste, approfondimenti…
Oppure sul sito “www.byoblu.com“. Noi finché potremo non abbiamo intenzione di lasciarvi da soli! La redazione c’è.
La produzione c’è. Il lavoro continua, anche senza gli studi. Ma è evidente che da questo momento in poi,
il vostro sostegno diventa ancora più importante: vogliamo capire se quello che abbiamo fatto in questi cinque anni ha ancora un valore per voi.
O se invece deciderete di dimenticarci, come si fa con un vecchio vestito lasciato in fondo all’armadio.
Cari amici e amiche, il grande esperimento della televisione dei cittadini, per il momento, si ferma qui.
Almeno fino a quando non saremo tutti consapevoli che una informazione libera e indipendente non arriva dall’alto,
non è qualcosa che qualcuno garantisce al posto vostro, ma accade solo quando un popolo la vuole e si organizza per sostenerla.
Dobbiamo avere tutti la consapevolezza che i diritti, se non si difendono, si perdono.
Così come oggi abbiamo perso la sola televisione che sia mai stata dei cittadini, per i cittadini, e di nessun altro.
In questi cinque anni noi abbiamo provato a fare la nostra parte, a costruire uno spazio in cui finalmente nessuno vi dicesse cosa pensare.
Abbiamo invece provato a darvi gli strumenti per decidere da soli. Continueremo a farlo, in ogni forma possibile.
Ma se vogliamo che questo lavoro, anzi questa “missione”, abbia un valore anche domani,
serve capire se per voi ha davvero un valore oggi.